Massimiliano Catanese:
> Si : ci puo' essere una grossa banca che fa una cazzata
> grossa come un grattacielo. Ma state certi che se il
> sistema nel suo complesso e' EUFORICO la cosa verra'
> assorbita, in un modo o nell' altro.
Qui non siamo di fronte ad una grossa banca che ha fatto
una cazzata ma di fronte ad un mercato finanziario
scollegato da quello economico.
E non ci vuole un grosso sforzo per capirlo. Mai come
adesso, in un momento di grave difficolta' economica
diffusa, i mercati finanziari hanno goduto di tanta salute.
Ora che si vada verso un'economia virtuale non e' il succo
di un dibattito tra 4 sfigati su un ng ma una problematica
che tutto il mondo si sta ponendo.
Quindi non si tratta piu' di considerare la finanza come
sottoinsieme dell'economia ma come insieme a se' stante.
Che questo sistema privo di correttivi e di corrispondenza
con quello economico non solo abbia gia' provocato dei
danni ma che stia covando sotto le ceneri un disastro di
proporzioni immani e' praticamente acclarato.
In questo momento non ci sono afflussi tali da poter essere
di supporto al sistema economico e c'e' una frattura tra
chi gestisce la finanza e chi opera in economia.
In paesi deboli come l'italia dove una realta' anche valida
e diffusa non e' supportata da una liquidita' sufficiente
il rischio e' la centralizzazione del lavoro con un forte
indirizzo all'esport e la conseguente desertificazione
artigianale e industriale.
Anzi, proprio un paese come il nostro dove l'economia e'
costituita da microimprese e da un sistema capillare del
lavoro, nel momento in cui l'accesso al credito diviene
molto piu' difficile, se non proibitivo, e' quello che ne
fa maggiormente le spese.
Ed e' cio' che sta avvenendo proprio perche' per grosse
aziende e per multinazionali il reperimento delle risorse e
il collegamento con il mondo finanziario e' una roba
normale.
Per un modello economico come il nostro, invece, e' come la
peste e come la peste sta decimando la popolazione
artigianale e industriale.