Obama con ?, perch� solo Medwedew e Hu hanno capito che non ci possono
essere diritti umani *assoluti* nel mondo che oggi abbiamo.
PS a
http://groups.google.com/group/it.politica/msg/309e2cc57223aebe?hl=en
Chi vi partecippa, sia come 'moderato' o 'radicale', sia sotto stato
obbligato o volontario, � corresponsabile delle atrocit� continue - fino da
1400 (!) anni - del maommettanismo. Solamente chi si dichiara apertamente
apostata non � responsabile.
Gente che vuole prendere agli altri i loro diritti umani per una
sottomissione forzata sotto il loro modello di societ� ritardato e statico,
non pu� ovviamente essere eligibile per l'applicazione dei diritti umani,
loro stessi.
C'� solo un cammino: Tutti gli stati agressivamente maommettani, quindi
quelli che non tengono sotto *controllo permanentemenete attivo* le sue
forze maommettane, vanno distrutti per arme di distruzione massiccia. E' il
dovere della nostra generazione di fermare, una volta per tutte,
l'agressione ed espansione permanente del maommettanismo.
Il termine 'controllo permanentemenete attivo' si intende di una maniera che
lo stato in questione deve dissuadere per misure appropriate i suoi
cittadini di perseguire attivit� maommettane, con l'obiettivo di fare
completamente sparirle, mezzo a lungo termine. Non c'� alternativa a questa
procedura, giacch� una riforma del maommettanismo � esclusa, secondo la
bibbia maommettana 'coran'.
Quindi che tengano la gentilezza di mettersi alla cooperazione, signoria?
PS: I maommettani non hanno niente - salvo il maommettanismo e il petrolio.
Noi abbiamo tutto il resto. Se coordiniamo le nostre forze, non abbiamo
niente da temere - i maommettani comunque tutto. Condizione: che abbiamo
buoni politici - dei robot o zombie politicamente corretti solo causano
danni.
--
Unter blinden ist der ein�ugige k�nig. >.)
Repatriate all exotic intruders: jews > Israel, mohammedans >
Mohammedanistan, negros > Africa, indians + gipsies > India, etc !
Then dismantle all surveillance technology !!
Politicians: I want my country back - this is an order by the sovereign !!!
Il boss mi disse: ho un patto con Berlusconi
Repubblica — 21 novembre 2009 pagina 11 sezione: POLITICA INTERNA
PALERMO - I boss di Cosa Nostra avrebbero avuto un rapporto «diretto» con
Silvio Berlusconi e Marcello Dell' Utri. Non ci sarebbero stati "mediatori"
nel patto che sarebbe stato stretto tra la mafia ed i leader del nascente
partito di Forza Italia per fare cessare le stragi iniziate nel ' 92 e
continuate nel ' 93 con gli attentati di Firenze, Roma e Milano. Ad
affermarlo è l' ultimo pentito di mafia, Gaspare Spatuzza, i cui verbali
con le dichiarazioni rese nell' estate scorsa ai magistrati di Firenze sono
stati depositati ieri nel processo d' appello a carico del senatore Marcello
Dell' Utri, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa.
L' interrogatorio è del 18 giugno. È lì che Spatuzza racconta ai
magistrati fiorentini di avere appreso direttamente dal boss Giuseppe
Graviano, nel gennaio del ' 94 al bar Doney di via Veneto a Roma, che si
erano messi «il paese nelle mani» perché - secondo quanto si legge nei
verbali - avevano raggiunto un accordo con Dell' Utri e Berlusconi. Spatuzza
dice ai pm Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi della Dda di Firenze:
«Ritengo di poter escludere categoricamente, conoscendoli assai bene (i
fratelli Giuseppe e Filippo Graviano ndr) che i Graviano si siano mossi nei
confronti di Berlusconie Dell' Utri attraverso altre persone.
Non prendo in considerazione la possibilità che Graviano abbia stretto un
patto politico con costoro senza averci parlato personalmente». Spatuzza
era il braccio destro dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano (entrambi in
carcere con ergastoli per stragi e omicidi tra i quali quello del sacerdote
Don Pino Puglisi e del figlioletto del pentito Di Matteo). Quando Giuseppe
Graviano gli rivelò il «patto» che sarebbe stato stretto con Berlusconi,
si trovava a Roma per preparare il fallito attentato allo Stadio Olimpico
per uccidere decine di carabinieri. Il pentito parla quindi dall' alto dei
suoi rapporti privilegiati con i boss ed ai pm fiorentini aggiunge: «Non
posso sapere quale fosse il proposito che Berlusconi e Dell' Utri avessero
in mente stringendo questo patto. La mia esperienza di queste vicende, maè
una mia deduzione, è che costoro (Berlusconi e Dell' Utri ndr) che in primo
momento hanno fatto fare le stragi a Cosa Nostra, si volevano poi
accreditare all' esterno come coloro che erano stati in grado di farle
cessare. E quando poi li vedo scendere in politica, partecipando alle
elezioni e vincendole, capisco che sono loro direttamente quelli su cui noi
(Cosa Nostrandr) abbiamo puntato tutto».
Spatuzza racconta nei dettagli il colloquio avuto con il boss Giuseppe
Graviano quando si incontrarono a Roma per la preparazione dell' attentato
allo stadio Olimpico. In quell' occasione il boss gli parlò dell' intesa
che a suo dire era stata raggiunta con Berlusconi: «Graviano era euforico e
gioioso, sprizzava felicità, normalmente era una persona abbastanza
controllata, quindi era difficilissimo che si lasciasse andare in quel modo,
le sue parole sono state le seguenti: "tutto si è chiuso bene, abbiamo
ottenuto quello che cercavamo, le persone che hanno portato avanti la cosa
non sono come quei quattro crasti (montoni-ndr) dei socialisti che prima ci
hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone
affidabili".
A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma che si tratta di
quello di Canale 5. Poi mi dice che c' è anche un paesano nostro e mi fa il
nome di Dell' Utri e aggiunge che grazie alla serietà di queste persone "ci
siamo messi il paese nelle mani"». Queste dichiarazioni sono entrate nel
processo a Palermo a Dell' Utri. Il pentito Spatuzza probabilmente il 4
dicembre prossimo nell' udienza fissata a Torino per il suo interrogatorio,
potrà spiegare meglio all' accusa ed alla difesa il significato di queste
pesanti affermazioni riguardanti Berlusconi e Dell' Utri. Agli atti del
processo sono finiti anche i confronti tra lo stesso Spatuzza ed i fratelli
Filippo e Giuseppe Graviano avvenuti rispettivamente il 20 agosto ed il 14
settembre.
Confronti interessanti che possono contenere anche dei messaggi che gli
inquirenti stanno tentando di decifrare perché nella storia di Cosa Nostra
non s' è mai visto che i boss trattino un pentito come se fosse un amico.
Giuseppe Graviano, che si è rifiutato di rispondere nel confronto, ha però
detto in una recente udienza pubblica di «rispettarlo». Filippo Graviano
ha invece accettato il confronto confessando di avere avuto intenzione di
«dissociarsi» da Cosa Nostra nei primi anni del 2000 quando l' allora
procuratore nazionale, Pierlugi Vigna, aveva avviato una serie di colloqui
investigativi, negando però di avere mai detto a Spatuzza che «se non
arriva niente da dove deve arrivare - avrebbe detto Graviano riferendosi ai
politici - anche noi cominciamo a parlare con i magistrati». Segno che,
secondo Spatuzza la «trattativa» era ancora aperta. Ma nel confronto con
Filippo Graviano, Spatuzza lo scagiona da pesantissime accuse, sostenendo di
non avere mai ricevuto dal boss ordini per commettere omicidi e stragi
invitandolo però a collaborare. - FRANCESCO VIVIANO
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