Secondo le persone di sinistra,credo lo abbiano ripetuto fino alla sazieta':il suo torto principale e' quello di esistere:-) Quindi il mio invito e' rivolto agli amici del cdx: -Il bilancio del politico Berlusconi e' positivo o negativo? -Le sue idee e le sue proposte vi sembrano valide e condivisibili? -E in politica estera? -Da ultimo:Berlusconi e' quella macchietta che la sinistra,con tutti i suoi portavoce descrive o e' il fenomeno politico degli ultimi 60 anni? Le mie risposte sono scontate,visto che sono un Berlusconiano convinto(e mi e' anche simpatico personalmente). Ciao Giannib
> Secondo le persone di sinistra,credo lo abbiano ripetuto fino alla > sazieta':il suo torto principale e' quello di esistere:-) > Quindi il mio invito e' rivolto agli amici del cdx: > -Il bilancio del politico Berlusconi e' positivo o negativo? > -Le sue idee e le sue proposte vi sembrano valide e condivisibili? > -E in politica estera? > -Da ultimo:Berlusconi e' quella macchietta che la sinistra,con tutti i > suoi > portavoce descrive o e' il fenomeno politico degli ultimi 60 anni? > Le mie risposte sono scontate,visto che sono un Berlusconiano convinto(e > mi > e' anche simpatico personalmente). > Ciao > Giannib
Ma che vuoi che ti dicano gli amici del centrodestra, uno che è unto dal signore lo metti in discussione? Leggiti "incucio", lo conoscerai meglio, ed il libro non è a senso unico... c'è ne per tutti.
Giannib wrote: > -Il bilancio del politico Berlusconi e' positivo o negativo?
Troppo complicato. Per me il bilancio è in pareggio. Però un bilancio in pareggio per uno Stato che deve ripartire non basta. Serviva più lavoro per l'economia.
> -E in politica estera?
Fra una barzelletta e le corna, non credo che faremo migliore lavoro con l'attuale governo. Sono convinto che l'Europa non possa camminare da sola economicamente parlando e che l'idea di avvicinarsi agli USA sia giusta.
> Secondo le persone di sinistra,credo lo abbiano ripetuto fino alla > sazieta':il suo torto principale e' quello di esistere:-) > Quindi il mio invito e' rivolto agli amici del cdx: > -Il bilancio del politico Berlusconi e' positivo o negativo? > -Le sue idee e le sue proposte vi sembrano valide e condivisibili? > -E in politica estera? > -Da ultimo:Berlusconi e' quella macchietta che la sinistra,con tutti i suoi > portavoce descrive o e' il fenomeno politico degli ultimi 60 anni? > Le mie risposte sono scontate,visto che sono un Berlusconiano convinto(e mi > e' anche simpatico personalmente). > Ciao > Giannib
Direi che il bilancio del passato governo sia stato discreto. pur con difficoltà l'attività è stata sostanzialmente riformatrice. Berlusconi ha dovuto tenere a bada una coalizione troppo frammentata che ha frenato la tabella di marcia. se la crisi economica non avesse rallentato il suo cammino, avrebbe stravinto le elezioni. la politica estera italiana per la prima volta in decenni è stata autonoma e ben delineata. Berlusconi macchietta? sicuramente è un personaggio sui generis nel bene e nel male ma come non definirlo il piu grande fenomeno politico? nonostante la sinistra si accinga a governare, tuttora Berlusconi detta la linea politica e la sinistra gioca di rimessa. sono arrivati al punto di censurarlo in tv, tanto evidentemente lo temono.
<easybike...@hotmail.com> wrote: > Secondo le persone di sinistra,credo lo abbiano ripetuto fino alla > sazieta':il suo torto principale e' quello di esistere:-)
Mi inserisco rapidamente nella vostra discussione, che vi auguro lunga e profiqua, per fatto personale.
Il torto principale di Berlusconi e' quello di aver dapprima portato la televisione ad abdicare alla sua funzione culturale, secondariamente l'aver ridotto la politica a riflesso mediatico di quella stessa dimensione televisiva cosi' depauperata culturalmente. Oggi, l'esteriorizzazione del discorso politico operata da berlusconi ha talmente fatto scuola che con mio grande rammarico devo registrare che la metafora calcistica ha attecchito anche a sinistra. Che pena dover prendere atto di essere succubi culturalmente di uno zero culturale! Meditate gente, meditate... qui c'e' il segno di una crisi profonda.
Detto questo, alcuni segnali cominciano farmi nutrire di nuovo la speranza. Con l'uscita di scena di questo proprietario di televisioni, che non puo' essere molto in la' nel tempo per ragioni anagrafiche e di usura del prodotto, la politica avra' la chance di riacquistare la dignita' del suo discorso. E forse allora anche i politici di destra faranno attenzione a non aprire varchi a chi, troppo potente, potra' ancora candidarsi in nome dell'antipolitica e trascinarli una seconda volta nell'ignominia dei teatrini all'americana. Del resto perche' i famosi anticorpi di Montanelli funzionino veramente devono farsi strada prima di tutto a destra!
"Marco" <piccin...@arrouna.org> wrote... > Mi inserisco rapidamente nella vostra discussione, che vi auguro lunga > e profiqua, per fatto personale.
RE:Qualsiasi suggerimento e' benvenuto.Credo che,comunque,sia interessante per chiunque tastare il polso dell'elettorato di cdx nei confronti di berlusconi.Toccare,cioe',con mano se e' vero quanto si dice,che Berlusconi abbia deluso i suoi elettori,o se si tratta dell'ennesima manfrina tendente a scoraggiare. Inutile aggiungere che proprio le caratteristiche berlusconiane`piu' lamentate dalla sinistra sono le piu' apprezzate dai suoi elettori. Ciao Giannib
> Fra una barzelletta e le corna, non credo che faremo migliore lavoro con > l'attuale governo. Sono convinto che l'Europa non possa camminare da > sola economicamente parlando e che l'idea di avvicinarsi agli USA sia > giusta.
RE:Concordo perfettamente.Anch'io penso che l'avvicinamento agli USA con relativa presa di distanza da un'Europa in agonia,sia stata un'ottima mossa,tanto piu' difficile in quanto contro il manfrinoso euro-ottimismo che i media versavano a secchi sulle teste degli italiani. Ciao Giannib
> ha dovuto tenere a bada una coalizione troppo frammentata ...
RE:Senza puntare proprio il dito,era quello su cui volevo richiamare l'attenzione.Il rimprovero principale che si sente muovere a Berlusconi da parte di gente di destra(ma a me sembrano,spesso,furbi mestatori) e' di non aver realizzato il suo programma. A me sembra che gli ostacoli alla realizzazione sono sempre stati posti dagli alleati,preoccupati di mantenere visibilita' e,magari,di preparare la successione. Ciao Giannib
Giannib wrote: > RE:Concordo perfettamente.Anch'io penso che l'avvicinamento agli USA con > relativa presa di distanza da un'Europa in agonia,sia stata un'ottima > mossa,tanto piu' difficile in quanto contro il manfrinoso euro-ottimismo che > i media versavano a secchi sulle teste degli italiani.
Più che prendere le distanze dall'UE, il punto secondo me è capire che l'Europa da sola, economicamente, è poca cosa. Gli USA, la Cina e l'India sono già 3 blocchi enormi, e quando i Paesi arabi si metteranno d'accordo ne avremo un altro. L'Europa vende la qualità dei prodotti e ha condizioni sociali da manuale: deve però combattere con o Paesi economicamente autosostenuti come gli USA o Paesi in cui le condizioni sociali sono ridicole e quindi il costo del lavoro infimo. Vendere la qualità va bene ma quando l'alternativa costa straordinariamente di meno non si va lontani.
"Giannib" <easybike...@hotmail.com> wrote: >Secondo le persone di sinistra,credo lo abbiano ripetuto fino alla >sazieta':il suo torto principale e' quello di esistere:-)
Il torto di esistere è della P2 di cui berlusconi è associato (tessera 1816)e della mafia (coni berlusconi è associato da 30 anni tramite Dellutri - sentenza di palermo), l'uomo in sè è una nullità fisica e spirituale. Un apino che spinge la sua palla di stercosoldi verso la prorpia tomba.
>Quindi il mio invito e' rivolto agli amici del cdx: >-Il bilancio del politico Berlusconi e' positivo o negativo?
ahahahahaha!!!!! Trovò il PIL al galoppo del +3,2%, un AVANZO PRIMARIO del 6% del PIL, un DEBITO PUBBLICO che era calato di 15 punti in 5 anni (TRE PUNTO ALL'ANNO) e LASCIA:
il PIL a 0,0, un DIOSAVANZO PRIMARIO di 0,3%, il DEBITO PUBBLICO ricresciuto di DUE PUNTI, l'economia ferma e il diatsro dell'euro per aer pwermesso ai commercianti e agli autonomi di cambiare i prezzi come se il cambio fosse stato a MILLE LIRE.
In più lascia un'orda di istupiditi, gente che crede che il cambio GIUSTO dell'euro sarebbe stato quello, rimberluscoglioniti convinti che la ricchezza del Paese stia nel NON PAGARE LE IMPOETSE, ecc.
La guerra fatta dalla criminalità alla magistratura avrebbe dovuto allarmare tutti: invece nugoli di poveracci sono convinti che abbiano ragione i criminali e che i veri delinquenti siano i GIUDICI!!!!
>-Le sue idee e le sue proposte vi sembrano valide e condivisibili?
QUALI? Rubare, truffare, falsificare i bilanci, lavare i soldi della mafia, proporre previti Ministro di Giustizia, appoggiarsi al superpèregiudiato mafioso dellutri?
>-E in politica estera?
Mandare a crepare i notri ragazzi in "missione di pace" negando loro i carri armati e gli elicotteri da guerra?
>-Da ultimo:Berlusconi e' quella macchietta che la sinistra,con tutti i suoi >portavoce descrive o e' il fenomeno politico degli ultimi 60 anni?
No, non è una macchietta! E' una macchiona di merda sull'Italia!
>Le mie risposte sono scontate,visto che sono un Berlusconiano convinto(e mi >e' anche simpatico personalmente).
Poverino, che pena che fai....
>Ciao >Giannib
ciao Giannib, ciao! Arrivati a questo punto, CHE VOGLIAMO SONDARE??? La profondità dell'imbecillità umana? Di quelli che hanno arricchito VAnna MArchi e votato Berlusconi???? Insondabile....
e. Sentenza di Palermo 2005:9 anni a Dellutri perchè tramite da 30 anni tra mafia e Berlusconi
> Secondo le persone di sinistra,credo lo abbiano ripetuto fino alla > sazieta':il suo torto principale e' quello di esistere:-)
Per i deficienti senza dubbio! E tu , che deficiente lo sei, continui a votare per un piduista colluso con dell'utri e con PREVITI dandogli in mano l'avvenire dei tuoi e dei nostri figli. Del resto, se tu fossi nato nel 1930 avresti certamente votato per Mussolini :-)
> -Il bilancio del politico Berlusconi e' positivo o negativo?
Ehhhhhhh! Ci ha lasciato nella merda e tu ancora a credere che il tuo berluscoso abbia fatto bene ... rotfl.
> -Le sue idee e le sue proposte vi sembrano valide e condivisibili?
Quali idee? Quelle su come svignarsela dalle proprie responsabilità PENALI soggiogando ilPARLAMENTO intero ai suoi voleri, pena lo scioglimento? Ma vatti a fare un giro nel pianeta dell'intelligenza umana , su!
> -E in politica estera?
Le pacche sulle spalle e le corna in diretta televisiva? Oltre all'inciucio Iraq (col cazzo che ci manda suo figlio Piersilvio in Iraq a lasciarci le penne)(mica è fesso il berlusconi, visto come vi raggira a suon di patriottismo finto)
> -Da ultimo:Berlusconi e' quella macchietta che la sinistra,con tutti i > suoi > portavoce descrive o e' il fenomeno politico degli ultimi 60 anni?
No, è un FENOMENO. Per come vi ha preso per il culo lui per 5 anni e per come continua a farlo tuttora, è un vero FENOMENO :-)
> Le mie risposte sono scontate,visto che sono un Berlusconiano convinto(e > mi > e' anche simpatico personalmente).
Ma stai zitto e vota per Mussolini e per un PIDUISTA. Ma VERGOGNATI cretino!
> A me sembra che gli ostacoli alla realizzazione sono sempre stati posti > dagli alleati,preoccupati di mantenere visibilita' e,magari,di preparare > la > successione.
la penso come te. il mio giudizio è positivo per Berlusconi e negativo per la coalizione. ho sempre votato AN ma alle politiche ho preferito dare il voto a FI dopo quella pagliacciata di crisi di governo inscenata e di fronte al comportamento remissivo in campagna elettorale di Fini e Casini. se non ci fosse Berlusconi bisognerebbe inventarli. al di la dei suoi eventuali scheletri nell'armadio (ma sono in tanti ad averne), Berlusconi è secondo me, l'unico genuino vero riformatore che siede in Parlamento. purtroppo ci troviamo a vivere in un paese bizantino dove a dettar l'agenda politica ci sono i Tabacci o i Pecoraro Scanio
> > A me sembra che gli ostacoli alla realizzazione sono sempre stati posti > > dagli alleati,preoccupati di mantenere visibilita' e,magari,di preparare > > la > > successione.
> la penso come te. il mio giudizio è positivo per Berlusconi e negativo per > la coalizione. ho sempre votato AN ma alle politiche ho preferito dare il > voto a FI dopo quella pagliacciata di crisi di governo inscenata e di fronte > al comportamento remissivo in campagna elettorale di Fini e Casini. se non > ci fosse Berlusconi bisognerebbe inventarli. al di la dei suoi eventuali > scheletri nell'armadio (ma sono in tanti ad averne), Berlusconi è secondo > me, l'unico genuino vero riformatore che siede in Parlamento. purtroppo ci > troviamo a vivere in un paese bizantino dove a dettar l'agenda politica ci > sono i Tabacci o i Pecoraro Scanio
Ecco, mi sembra che qui ci sia un tema di fondo. Pero' e' senza dubbio insufficente limitarsi a dire che AN e UDC inscenano pagliacciate per preparare la successione. Non vi sembra piuttosto che il vero motivo per cui Fini e Casini continuano a rilanciare il tema del "superamento della monarchia" sia degno di un supplemento di indagine? Io ho un'idea in proposito che in qualche modo ho anticipato nel post precedente. La dico brevemente: siccome chi guida il Polo non e' mai stato interessato a risolvere l'incompatibilita' tra politica e antipolitica, gli alleati minori (politici) hanno finito per perdere la speranza che ci possa essere altro soluzione al problema che attraverso la deposizione soft del monarca.
Ora il punto mi sembra centrale perche' cosi' diventa difficile capire se a guidare il processo di costruzione del partito unico della destra sara', per l'appunto, la politica o l'antipolitica. Converrete che non e' una differenza da poco. E non e' una differenza da poco soprattutto perche' Berlusconi, se e' il riformatore che dice di essere, non puo' non favorire le condizioni per un seria sintesi delle anime della destra in un quadro ampiamente condiviso e partecipato. Una condizione questa che se non verra' raggiunta rischia di far rimane il leader con le carte in mano e farlo ricordare domani come un "voglio ma non posso".
> insufficente limitarsi a dire che AN e UDC inscenano pagliacciate per > preparare la successione. Non vi sembra piuttosto che il vero motivo > per cui Fini e Casini continuano a rilanciare il tema del "superamento > della monarchia" sia degno di un supplemento di indagine?
RE:Sono uomini di partito,vivono e lavorano per il partito,e non possono accettare che diventi il partito di un uomo. Nel momento in cui hanno rifiutato la confluenza in un unico partito,la sorte del Cdx e' stata segnata.Ed anche quella del bipolarismo. Come ho detto piu' volteIMHO,dopo Berlusconi,con soddisfazione di tutti,si tornera' al vecchio sistema consociativo,di cui sono gia' in atto le prove,con relativa restaurazione del famigerato "arco costituzionale". Non vorrei essere drammatico,ma Fini e Casini porteranno la responsabilita' di aver fatto regredire l'Italia policia agli anni 70:-(( Ciao Giannib
<easybike...@hotmail.com> wrote: > "Marco" <piccin...@arrouna.org> wrote... > Pero' e' senza dubbio > > insufficente limitarsi a dire che AN e UDC inscenano pagliacciate per > > preparare la successione. Non vi sembra piuttosto che il vero motivo > > per cui Fini e Casini continuano a rilanciare il tema del "superamento > > della monarchia" sia degno di un supplemento di indagine?
> RE:Sono uomini di partito,vivono e lavorano per il partito,e non possono > accettare che diventi il partito di un uomo. > Nel momento in cui hanno rifiutato la confluenza in un unico partito,la > sorte del Cdx e' stata segnata.Ed anche quella del bipolarismo. > Come ho detto piu' volteIMHO,dopo Berlusconi,con soddisfazione di tutti,si > tornera' al vecchio sistema consociativo,di cui sono gia' in atto le > prove,con relativa restaurazione del famigerato "arco costituzionale". > Non vorrei essere drammatico,ma Fini e Casini porteranno la responsabilita' > di aver fatto regredire l'Italia policia agli anni 70:-((
m: E io la vedo esattamente come te, soltanto che per me il ritorno della politica, in un quadro bipolarismo maturo, e' positivo. Ti faccio notare una cosa pero', se l'antipolitica berlusconiana e' votata a non lasciare eredita' positive, allora dovreste cominciare a preoccuparvi circa l'effettiva capacita' di Berlusconi di condurre in porto alcunche' di realmente positivo. Quello che voglio dire e' che un vero riformatore e' colui che nelle condizioni date, anche le piu' difficili (pensa alla Thacher), e' in grado di operare un cambiamento di sistema che ottenga un certo grado di stabilita', chi invece, d'altra parte, si limita ad enuciare la necessita' del cambiamento non e' neanche a meta' dell'opera. Insomma quello che ti (vi) chiedo e' questo: se il cavallo Berlusconi non e' in grado di scioglire il nodo antipolitica/politica e di fare le riforme, non e' il caso di scommettere su un altro cavallo? Che senso ha continuare a insistere su uno solo perche' ha carisma? Non e' una perdita di tempo per tutti?
Marco wrote: > Quello che voglio dire e' che un vero > riformatore e' colui che nelle condizioni date, anche le piu' difficili > (pensa alla Thacher), e' in grado di operare un cambiamento di sistema > che ottenga un certo grado di stabilita'
Questo è a mio avviso il problema essenziale. Secondo il governo Berlusconi l'Italia ha bisogno di un mercato del lavoro più libero? Invece di parlare di articolo 18 si convocano i sindacati e si dice "Scordatevi il posto fisso. Posto questo paletto, necessario per rilanciare l'Italia, discutiamo di come creare gli ammortizzatori. Possiamo decidere insieme, oppure possiamo decidere senza di voi: a voi la scelta". Invece si sono sventolati fantasmi e di fronte a qualche manifestazione ci si è limitata a una riformina preziosa ma neanche vagamente definitiva. Così come su altri argomenti, peraltro.
> La dico brevemente: siccome chi guida il Polo non e' mai > stato interessato a risolvere l'incompatibilita' tra politica e > antipolitica, gli alleati minori (politici) hanno finito per perdere la > speranza che ci possa essere altro soluzione al problema che attraverso > la deposizione soft del monarca.
secondo me la premessa è sbagliata. l'ostacolo al bipolarismo non è Berlusconi che è invece ai miei occhi un genuino e convinto bipolarista ma è in primis proprio quel Casini che io, ma credo larga parte dell'elettorato di cdx vede come il restauratore, il metternich della partitocrazia. se sul versante opposto poi le spinte centripete sono uguali, mi rendo conto ancor piu che berlusconi non è affatto il problema ma una delle poche voci fuori dal coro e senz'altro la piu autorevole tra queste che vale la pena seguire. concordo con gianni nell'affermare che Casini ed in minor grado Fini finiranno con l'avere sulle spalle la colpa di non aver promosso il rinnovamento della politica italiana ma bensi l'avvitamento suicida della politica su stessa con il bene placito di larga parte del csx. la verità è che il problema dell'italia, il muro di gomma, il male apparentemente incurabile, su cui si sono scontrate tutte le possibilità di riforma del paese non si chiama berlusconismo ma, ahimè, antiberlusconismo che da 15 anni blocca lo sviluppo del paese. bisogna addebitare a Berlusconi anche la colpa di esistere o bisognerebbe che i suoi oppositorisi convincessero che Berlusconi non è necessariamente il diavolo ma bensi una risorsa? e quel che l'antiberlusconismo puo creare lo stiamo vivendo in questo giorni imbarazzandoci per la condotta smodata e dilettantesca di questo governo che ha fatto proprio dell'antiberlusconismo l'unica ragione della propria esistenza.
> > La dico brevemente: siccome chi guida il Polo non e' mai > > stato interessato a risolvere l'incompatibilita' tra politica e > > antipolitica, gli alleati minori (politici) hanno finito per perdere la > > speranza che ci possa essere altro soluzione al problema che attraverso > > la deposizione soft del monarca.
> secondo me la premessa è sbagliata. l'ostacolo al bipolarismo non è > Berlusconi che è invece ai miei occhi un genuino e convinto bipolarista > ma è in primis proprio quel Casini che io, ma credo larga parte > dell'elettorato di cdx vede come il restauratore, il metternich della > partitocrazia. se sul versante opposto poi le spinte centripete sono > uguali, mi rendo conto ancor piu che berlusconi non è affatto il > problema ma una delle poche voci fuori dal coro e senz'altro la piu > autorevole tra queste che vale la pena seguire. concordo con gianni > nell'affermare che Casini ed in minor grado Fini finiranno con l'avere > sulle spalle la colpa di non aver promosso il rinnovamento della > politica italiana ma bensi l'avvitamento suicida della politica su > stessa con il bene placito di larga parte del csx.
m: Se concordi con Gianni, e cioe' sull'idea che dopo Berlusconi c'e' la restaurazione, allora mi chiedo perche' lo seguiate ancora? Provo a immaginare questo benedetto motivo: e' perche' pur nella sconfitta del leader (il prossimo ritorno della politica) resti la testimonianza forte di un ideale altro? Se fosse cosi' si avrebbe un'interessantissima contraddizione: il pragmatismo aziendalista e l'idealismo finalmente a braccetto, pronti a sacrificare la presa sul presente in nome della futura memoria. Da ex comunista potrei anche capire il sol dell'avvenire (e sconsigliarlo).
Riguardo invece al resto, puo' anche essere che B sia un convinto bipolarista, ma lo snodo politico non sembra essere in questa propensione (in politica, mi insegniate, non bastano le intenzioni). Il punto e' che il progetto di Forza Italia e' debole, in quanto si fonda sull'illusione che si possa operare in Italia una semplificazione della politica all'americana (lo dico cosi' tanto per intenderci). Ma il fatto e' che noi Italiani abbiamo una storia, una testa e una realta' sociale piu' complesse degli statunitensi, non basta quindi tenere la mano sul coperchio della pentola per occultare questa differenza, alla fine, se togli la mano, l'acqua trabocca peggio di prima.
Le buone intenzioni non bastano, ci vuole capacita' politica. Berlusconi ce l'ha o no? Io dico che no ce l'ha, perche' se la strategia sua fosse veramente di quelle toste, non si sarebbe solidificata intorno all'antinomia politica/antipolitica generando l'attuale prevedibile empasse. Non si puo' delegittimare cio' che vuoi riformare, cosi' crei soltanto le piu' feroci resistenze; questo lo capisce anche un bambino! E allora il fatto e' molto semplice, se mi permettete di banalizzare con le geniali parole di Veronica Lario: Berlusconi non e' Mussolini e' Zelig. Si signori, questo fantasioso e carismatico signore non guida realmente i fenomeni ma li mima. Prima ha mimato Craxi, poi Bossi, poi la Thatcher, poi De Gasperi, poi qualche santo americano, e sicuramente mi dimentico altre belle piroette. Insomma, di trasformazione in trasformazione, alla fin fine B si e' rivelato per quello che e': un'istintivone, pieno di energia come nessun altro, che si trova per caso in un gioco troppo complesso per le sue corde; diciamo che lui, in certe condizioni, e' il piu' bravo a gettare il cuore oltre l'ostacolo, pero', dài, questo non basta. Punto.
> la verità è che il problema dell'italia, il muro di gomma, il male > apparentemente incurabile, su cui si sono scontrate tutte le possibilità > di riforma del paese non si chiama berlusconismo ma, ahimè, > antiberlusconismo che da 15 anni blocca lo sviluppo del paese. bisogna > addebitare a Berlusconi anche la colpa di esistere o bisognerebbe che i > suoi oppositorisi convincessero che Berlusconi non è necessariamente il > diavolo ma bensi una risorsa? e quel che l'antiberlusconismo puo creare > lo stiamo vivendo in questo giorni imbarazzandoci per la condotta > smodata e dilettantesca di questo governo che ha fatto proprio > dell'antiberlusconismo l'unica ragione della propria esistenza.
Guarda con me trovi il cliente piu' refrattario. Per abbattere l'antipolitica sarei disposto a fare patti anche col diavolo. Ma non sopravvalutarci, se B con la maggioranza che aveva (e il sostanziale appoggio di Fini) si fosse dotato di una frazione dell'intelligenza politica di Andreotti (partito unico con AN e UDC, devolution e desistenza con la Lega), oggi staremmo a commentare tutt'altri scenari. Lamentati piuttosto del fatto che Berlusconi ha contribuito a realizzare per la prima volta nella storia d'Italia (paese da sempre a maggioranza moderata), una maggioranza numerica per il csx. Non so se ci rendiamo conto della svolta epocale.... e poi avete ancora il coraggio di dar torto a Tabacci!
Marco wrote: > Il > punto e' che il progetto di Forza Italia e' debole, in quanto si fonda > sull'illusione che si possa operare in Italia una semplificazione della > politica all'americana (lo dico cosi' tanto per intenderci). Ma il > fatto e' che noi Italiani abbiamo una storia, una testa e una realta' > sociale piu' complesse degli statunitensi
È tutto molto vero ma il problema credo stia non tanto in quello che siamo ma in quello che serve. Il governo Prodi, credo espressione massima della pluralità dei partiti, è ancora fermo ai blocchi di partenza eppure ha già dovuto fare i conti con una lunga serie di opinioni completamente discordanti da quelle del leader della coalizione e vagamente aderenti al programma, quando lo sono state, solo perché il programma è vagamente aderente a tutto e al contrario di tutto. Dov'è la bellezza di tutto ciò? Francamente non la vedo. Si dice che Berlusconi sia il personaggio a cui tutti devono dire di sì e Forza Italia il partito in cui non c'è confronto. Sarà, mi permetto però quindi allo stesso modo di dipingere Prodi come il personaggio che ha dovuto dire di sì a tutti (pure inventandosi nuovi posti di lavoro al governo) e il centrosinistra in generale la coalizione in cui bisogna "pagare" tutti per avere collaborazione e in cui chi gira senza bilancino in tasca (questo sul serio però) è perduto. È davvero ciò che serve all'Italia?
In article <LTOjg.7477$bj6.6...@tornado.fastwebnet.it>, Mr. Tate
<farott...@yahoo.com> wrote: > Marco wrote: > > Il > > punto e' che il progetto di Forza Italia e' debole, in quanto si fonda > > sull'illusione che si possa operare in Italia una semplificazione della > > politica all'americana (lo dico cosi' tanto per intenderci). Ma il > > fatto e' che noi Italiani abbiamo una storia, una testa e una realta' > > sociale piu' complesse degli statunitensi
> È tutto molto vero ma il problema credo stia non tanto in quello che > siamo ma in quello che serve. Il governo Prodi, credo espressione > massima della pluralità dei partiti, è ancora fermo ai blocchi di > partenza ... cut > È davvero ciò che serve all'Italia?
Beh, diciamolo, il csx sta subendo davvero delle fortissime scosse (che si sperano di assestamento), ma tutto cio' e' figlio della logica proporzionalista che incredibilmente e' stata riproposta dalla destra solo per cercare di rompere le uova nel paniere ai probabili vincitori. Dopo di che, riuscita l'opera di sabotaggio, non si puo' dare la colpa al csx se non e' in grado di formare una compagine di governo coesa!
Il punto allora e' questo: se B ha a cuore il bipolarismo perche' ha aderito al proporzionale? Perche' l'ha data vinta a Casini che ha subito cantato vittoria sulla fine della monarchia? Non lo capisce B che se anche oggi e' riuscito a sabotare il csx, domani (anzi gia' oggi) si ritrovera' la guerra in casa'? Insomma dov'e' la strategia del grande riformatore qui?
Allora cio' che serve davvero e' lavorare coerentemente per arrivare ad un bipolarismo maturo, cioe' alla formazione di due compagini politiche alternative in grado di governare davvero. Pero' a questo obbiettivo non possiamo arrivare se si fanno questi giochetti e, soprattutto, se permane l'ipoteca dell'antipolitica.
Non sono parole di Shaw ma di Lang Nè George Bernard Shaw, nè Mark Twain. La frase sull'ubriaco usata da Prodi durante l'ultimo dibattito tv con il premier Berlusconi è dell'irlandese Andrew Lang. Se si fa una citazione è buona regola farla correttamente. Altrimenti gli interessati si arrabbiano e internet si scatena. "Signor Presidente del Consiglio, lei si aggrappa alle statistiche come gli ubriachi ai lampioni". La prima reazione alle parole di Prodi è stata dello stesso premier: "Non si può permettere di dire questo". A un Berlusconi risentito, Prodi aveva ribattuto: "Non è un offesa, sono parole di Bernard Shaw". E da quel momento sul Web è impazzata la caccia all'errore. La citazione del candidato dell'Unione era tratta da George Bernard Shaw? Macchè! Su blog e forum immediatamente arrivavano le smentite: "Le frase di Prodi non è farina del sacco di Bernard Shaw. Non si tratta dello scrittore irlandese ma di Mark Twain!". Quindi Mark Twain e non Bernard Shaw. Ma poi blog e webzine si scatenano e approfondiscono. Così cominciano a saltar fuori i giri di email, le catene di Sant'Antonio a svelare la verità. Si tratta di una frase di Andrew Lang, prolifico autore scozzese e non Mark Twain. E' lui, l'autentico autore dell'aforisma preso in prestito dall'ex presidente della Commissione europea: "An unsophisticated forecaster uses statistics as a drunken man uses lamp-posts - for support rather than for illumination.". E' lui fino alla prossima smentita con conseguente nuova indicazione il vero autore della frase sull'ubriacone di Prodi è Lang. Pronti ad aggiungere una nuova puntata a questa erudita web-story.
Marco wrote: > Dopo di che, riuscita l'opera di sabotaggio, non si puo' dare la colpa > al csx se non e' in grado di formare una compagine di governo coesa!
Il tuo ragionamento è, mi sembra di capire, che l'Italia è il Paese dei partiti, non delle coalizioni. Beh, mi sembra che la riforma promuova in pieno questa ottica, che a me non piace: potere ai partiti. Difficile lamentarsi del peso dei partitini E negare l'utilità di due coalizioni compatte.
> Allora cio' che serve davvero e' lavorare coerentemente per arrivare ad > un bipolarismo maturo, cioe' alla formazione di due compagini politiche > alternative in grado di governare davvero.
> m: Se concordi con Gianni, e cioe' sull'idea che dopo Berlusconi c'e' > la restaurazione, allora mi chiedo perche' lo seguiate ancora?
e chi si dovrebbe seguire se non esiste alcuna alternativa. se Berlusconi rappresenta l'unica ipotesi di riformismo e superamento della partitocrazia, pur con tutti i suoi limiti e debolezze, dovrei forse, come alludi, rivolgermi a persone come Tabacci che hanno una visione della politica, della cosa pubblica, del potere, diametralmente opposta alla mia/nostra. credo che ogni elettore moderato e di buon senso si renda perfettamente conto che la nostra è una lotta contro i mulini a vento. ma dal mio punto di vista è l'unica lotta che vale combattere. pretendere od aspettarsi scelte condivise da entrambe le parti è irragionevole, ogni proposta di collaborazione moderata finirebbe col tagliar fuori gli estremi e causare crisi di governo. il paese si infilato in un cul de sac e non vedo come possa uscirne. e finito berlusconi quale sarebbe secondo te la via al trionfo della politica? D'Alema ancor piu ostaggio di Berlusconi dei partiti e della sua storia? Rutelli? Prodi? Il Mario Segni dei primi anni novanta al momento non c'è e tutti sperano che prima o poi arrivi ma che non si comporti da pirla come il predecessore.
Provo a
> immaginare questo benedetto motivo: e' perche' pur nella sconfitta del > leader (il prossimo ritorno della politica) resti la testimonianza > forte di un ideale altro?
sarà pure come dici. ma mi chiedo come tu, da elettore di csx, possa credere che il superamento dell'empasse, il passaggio ad un sistema politico piu moderno e maturo possa passare attraverso Prodi e 9 partiti.
> Riguardo invece al resto, puo' anche essere che B sia un convinto > bipolarista, ma lo snodo politico non sembra essere in questa > propensione (in politica, mi insegniate, non bastano le intenzioni). Il > punto e' che il progetto di Forza Italia e' debole, in quanto si fonda > sull'illusione che si possa operare in Italia una semplificazione della > politica all'americana (lo dico cosi' tanto per intenderci).
il progetto è molto debole, ma è l'unico! o si vota berlusconi o si sta a casa. per quanto mi riguarda non votare significa accettare la realtà attuale che è francamente disgustosa
> Guarda con me trovi il cliente piu' refrattario. Per abbattere > l'antipolitica sarei disposto a fare patti anche col diavolo. Ma non > sopravvalutarci, se B con la maggioranza che aveva (e il sostanziale > appoggio di Fini) si fosse dotato di una frazione dell'intelligenza > politica di Andreotti (partito unico con AN e UDC, devolution e > desistenza con la Lega), oggi staremmo a commentare tutt'altri scenari.
non la vedo cosi facile come la metti giu tu. e la riprova sta nello schieramento di csx al momento. si fa tanto parlare di partito unico ma il ppartito unico è e resta solo una bella espressione ma vuota. l'intelligenza che tu vedi mancare a destra io non la vedo nemmeno a sinsitra. Mieli, Scalfari e tutta l'intellighenzia radical chic possono pure sponsorizzare il partito unico. nei fatti mi sembra che la realtà li smentisca di brutto e che se non compare un Berlusconi anche dalla vostra parte saremo sempre condannati ad essere comandati da Tabacci e Diliberto.
> Lamentati piuttosto del fatto che Berlusconi ha contribuito a > realizzare per la prima volta nella storia d'Italia (paese da sempre a > maggioranza moderata), una maggioranza numerica per il csx. Non so se > ci rendiamo conto della svolta epocale.... e poi avete ancora il > coraggio di dar torto a Tabacci!
se non ci fosse stato Berlusconi, la gioiosa macchina da guerra con l'aiuto delle procure avrebbe la maggioranza numerica dal 1994 altroche. Io difendo Berlusconi, i colpevoli, i congiuratori si chiamano casini e Fini col beneplacito di tutto il csx.
Per gli estimatori a scatola chiusa di un certo modello. Scusate, ma una persona che guarda solo dall'altra parte dell'oceano è proprio un "berluscone", basta restare in questa parte di mondo, risposte ce ne sono lo stesso. E comunque italia è europa e gli italiani se non sono magari molto "europei", "americani" non lo saranno mai.
> "Mr. Tate" <farott...@yahoo.com>wrote... >> Fra una barzelletta e le corna, non credo che faremo migliore lavoro con >> l'attuale governo. Sono convinto che l'Europa non possa camminare da sola >> economicamente parlando e che l'idea di avvicinarsi agli USA sia giusta.
RE:Concordo perfettamente.Anch'io penso che l'avvicinamento agli USA con
> relativa presa di distanza da un'Europa in agonia,sia stata un'ottima > mossa,tanto piu' difficile in quanto contro il manfrinoso euro-ottimismo > che > i media versavano a secchi sulle teste degli italiani. > Ciao > Giannib
Gli americani non si lasciano turbare più di tanto dalle crisi aziendali. Ma sono rimasti profondamente sconcertati dalla crisi simultanea della Ford e della General Motors, le due imprese più rappresentative della storia industriale americana del XX secolo. Ha cominciato la General Motors a novembre con l’annuncio della chiusura di una decina di stabilimenti e l’eliminazione di almeno 30.000 posti d lavoro. Le ha fatto eco a gennaio la Ford con un annuncio sorprendentemente identico. Altri stabilimenti votati alla chiusura e altri 30.000 lavoratori da mettere fuori.
Non è la prima volta che i due vecchi giganti di Detroit ricorrono alla eliminazione di decine di migliaia di posti di lavoro. Ma ora la crisi ha assunto proporzioni che potrebbero segnarne il definitivo collasso. La General Motors ha registrato nel bilancio de 2005 una perdita di 10,0 miliardi di dollari. Le agenzie di rating hanno declassato a junk, spazzatura, i titoli obbligazionari. Le azioni che nel 2000 erano quotate a 90 dollari, ne valgono a fine marzo 22.
A questo punto, la bancarotta della General Motors è diventata un’ipotesi concreta. Anche, perché il ricorso alla bancarotta, secondo la procedura americana, consente, fra l’altro, di rescindere i contratti collettivi di lavoro, acquistare libertà di licenziamento, ridurre i salari, cambiare il regime pensionistico aziendale e l’assicurazione sanitaria. A quel punto la Ford, secondo gli analisti americani, non potrebbe che seguire a ruota, per godere delle stesse opportunità di liquidazione una volta per tutte delle garanzie che l’United Auto Workers - UAW, il potente sindacato dell’auto, ha conquistato in più di mezzo secolo di accordi e conflitti che hanno segnato l’intera storia industriale e sindacale americana.
Ora si tenterà ogni strada per evitare il crollo dei due giganti di Detroit. Non solo perché sono coinvolti duecentomila lavoratori, le loro famiglie e le comunità di aree che da un secolo vivono a ridosso dell’industria automobilistica. Ma anche per il significato simbolico che le due imprese hanno nella percezione del cittadino medio americano. Per decenni la General Motors è stata alla testa alla classifica delle imprese industriali mondiali.
Quanto alla Ford, non è stata solo una grande impresa automobilistica. Henry Ford, bisnonno dell’attuale presidente e amministratore delegato William Ford, aveva inventato la catena di montaggio e la produzione di massa. In verità, la linea che avanzava meccanicamente mentre gli operai rimangono fermi nella loro postazione era già in uso nei grandi mattatoi di Chicago. Ma fu l’ingegnere Ford, nel 1913, a trasformarla nella catena di montaggio che consentiva il processo continuo di assemblaggio dei pezzi attraverso operazioni elementari che non richiedevano alcuna particolare esperienza di lavoro.
Si gettarono allora le basi del “fordismo” che trasformarono il lavoro umano, spezzettandolo in movimenti a volte infinitesimi e assoggettandolo all’inesorabile ritmo meccanico della catena. Al tempo stesso Henry Ford, che aveva bisogno di mano d’opera stabile e della loro totale dedizione, ne raddoppiò in una sola volta il salario giornaliero portandolo da due dollari e mezzo a 5 dollari. In compenso non voleva nelle sue fabbriche i sindacati. E riuscì a tenerli fuori, anche quando col New Deal, al tempo di Franklin Roosevelt, i sindacati estesero la loro presenza in tutte le grandi imprese. Poi nel secondo dopo guerra, morto il grande patriarca, l’UAW, dopo essersi già insediato nella General Motors e nella Chrysler, entrò anche negli stabilimenti della Ford, divenendo il più potente e famoso sindacato americano.
La General Motors ebbe una storia industriale parallela ma diversa. Sotto la direzione di Alfred Sloan adottò un diverso modello produttivo, fondato su un’ampia articolazione dei modelli, in grado di cogliere tutta la gamma “ascendente” della domanda. Il diverso prestigio dell’automobile - dalla Chevrolet alla Cadillac - divenne il simbolo della diversa collocazione nella scala sociale americana. La produzione di massa che utilizzava, nella maggior misura possibile, piattaforme o componenti uguali, ma diversificando il prodotto finale, divenne il paradigma produttivo adottato a livello mondiale dalle grandi imprese automobilistiche.
Ma, paradossalmente, oggi è proprio a questo modello produttivo, fondato su una troppo ampia gamma di marchi e circa 90 modelli, che si imputa la crisi. La domanda è cambiata insieme con l’assetto della società americana. La polarizzazione dei redditi degli ultimi due decenni si è riflessa anche sulla scala delle disponibilità e delle preferenze. Negli ultimi anni la domanda si è sempre di più orientata verso auto che fabbricano negli Stati Uniti le grandi case giapponesi e tedesche. Il risultato di questa svolta è stato rovinoso.
La General Motors, che controllava il 50 per cento del mercato interno, non supera oggi il 24 per cento, seguita a distanza dalla Ford col 17 per cento. Gli analisti di Wall Street individuano anche cause più circostanziate: la crisi dei SUV (Sport utility vehicles) divoratori di carburante, il raddoppio del prezzo del carburante, errori nel mix produttivo, crescente concorrenza dei costruttori giapponesi ed europei che controllano ormai il 40 per cento del mercato americano. Ma si tratta di spiegazioni che non spiegano abbastanza.
Il prezzo dei carburanti, i mutamenti del gusto e la variegazione della domanda anche in relazione alla polarizzazione dei redditi ha riguardato anche le case automobilistiche giapponese e tedesche che si sono installate nell’ultimo quarto di secolo negli States. Se il terreno perduto dalle due case americane – la Chrysler è passata dal 1999 sotto l’egida della tedesca Daimler-Benz - è stato conquistato da Toyota, Honda, Nissan, Volkswagen, Mercedes, BMW, le ragioni non possono essere puramente congiunturali.
E questo è il primo dato che non può mancare di stupire. La vecchia industria giapponese ed europea, generalmente considerata “old economy”, e destinata a un ineluttabile tramonto, ha aggredito e messo in crisi due delle imprese più rappresentative dello scenario industriale americano. I vecchi giganti americani hanno preteso di governare i processi di ristrutturazione degli ultimi decenni, puntando fondamentalmente su una draconiana riduzione degli organici e del peso del sindacato. Le grandi case giapponesi e tedesche hanno, invece, concentrato enormi investimenti nella ricerca tecnologica, nell’innovazione del prodotto, puntando su un governo del cambiamento in accordo con i sindacati. Giusto il contrario della lezione neoliberista.
La lezione è che la flessibilità degli assetti produttivi non si può ottenere a dispetto di chi lavora nell’impresa e deve garantirne, o quanto meno assecondarne, l’evoluzione in rapporto ai cambiamenti tecnologici e alla variabilità dei mercati. La garanzia del posto di lavoro delle aziende giapponesi, da un lato, e la “codeterminazione” tedesca, a diverso titolo considerate un nostalgico riflesso passatista, fanno delle imprese giapponesi e tedesche concorrenti temibili e vincenti. Del resto il “modello anglosassone” aveva già fatto strage dell’industria automobilistica britannica, passata nelle mani prima delle case giapponesi e tedesche, e ora sembra anche cinesi.
Negli Stati Uniti le imprese debbono dar conto dei loro bilanci trimestralmente a Wall Street. Più che gli investimenti a lungo termine, Wall Street apprezza il “downsizing”, la riduzione dei costi che si ottiene riducendo i salari, i benefit e, in primo luogo, gli organici. La shumpeteriana “distruzione creatrice”, che rallegra gli analisti di parte neo-conservatrice, si rivela più distruttiva che creatrice. Il principio regolatore è quello della salvaguardia della rendita finanziaria.
Ma, paradossalmente, il salvataggio della GM è a questo punto affidato al negoziato con il sindacato. Gli accordi sindacali impediscono il licenziamento puro e semplice. In caso di riduzione del personale entra in gioco, secondo gli accordi aziendali, la “Jobs bank” che è una sorta di cassa-integrazione che prevede la pienezza del salario. La riduzione degli organici deve perciò avvenire su una base volontaria, secondo un accordo collettivo negoziato tra impresa e sindacato. L’accordo raggiunto a fine marzo tra GM e UAW prevede, in ultima istanza, due possibilità. La prima è il pensionamento per chi ha raggiunto la maturazione della pensione (30 anni di anzianità nell’azienda per il diritto alla pensione aziendale) con una buonuscita di 35.000 dollari. La seconda opzione prevede le dimissioni volontarie con una buonuscita di 140.000 dollari (pari a circa due anni e mezzo di salario) per tutti quelli che hanno almeno dieci anni di anzianità di lavoro nell’azienda (70.000 dollari per quelli con
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