"� una prova di grande sensibilit�... " � il caustico commento di
Pierluigi Bersani. "Marrazzo si � dimesso senza essere non diciamo
condannato ma neppure indagato. Il presidente del Consiglio ha invece
annunciato che non si dimetter� neppure in caso di condanna. Quelli che
hanno legittimamente chiesto le dimissioni di Marrazzo avranno ora il
coraggio civile di far sentire almeno un pizzico di sdegno per le
affermazioni eversive di Berlusconi oppure fingeranno di non aver sentito?",
si domanda Giuseppe Giulietti, deputato e animatore di "Articolo21". Parole
nette, quelle del capo del governo, che disegnano una strategia di chiara
opposizione ad ogni sentenza e di contrapposizione dura con la
magistratura. I grimaldelli dell'operazione sono quelli di sempre: riforma
del sistema giudiziario e demolizione degli ultimi residui di autonomia
della magistratura e dei suoi organi di autogoverno. Ma l'attenzione delle
teste d'uovo del Cavaliere da giorni, da quando il Lodo Alfano � stato
bocciato dalla Consulta, si � concentrata tutta sulla ricerca di una
soluzione alternativa. Spostare tutti i processi che riguardino le alte
cariche istituzionali a Roma. � questa l'ultima trovata dell'avvocato del
premier Nicol� Ghedini, che per� raccoglie molte perplessit� in diversi
settori del Pdl e della maggioranza. In sintesi si tratterebbe di assestare
un colpo ai processi Mills e Mediaset cancellando, di fatto, il concetto del
giudice naturale. Una via d'uscita secondaria che non piace all'Associazione
nazionale magistrati. Nell'ultima assemblea dell'Anm il presidente Luca
Palamara ha detto che i giudici "non possono andare dietro a questi annunci.
La giustizia ha bisogno di riforme urgenti e non di soluzioni punitive
contro i magistrati". L'esatto contrario di quello che la maggioranza di
governo si appresta a fare: legge sulle intercettazioni, nuove norme ad
personam, ritocchi al ribasso sui tempi della prescrizione processuale e
colpo d'ascia su Csm e organismi di garanzia.
Il Fatto Quotidiano
>Le pagine alle quali il Cavaliere affida l'ennesima sfida alla
>Giustizia italiana sono quelle del libro di Bruno Vespa, Donne di
>cuori, in uscita prossimamente ma da giorni oggetto di
>anticipazioni. "Ho ancora fiducia di magistrati seri che
>pronunciano sentenze serie basate sui fatti. Se ci fosse una
>condanna basata su fatti come questi, saremmo di fronte a un tale
>sovvertimento della realt� che a maggior ragione sentirei il dovere
>di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato
>di diritto".
Ah, le sentenze contano solo quando � l'imputato ad aver fiducia che i
magistrati che lo hanno giudicato sono serie.
Parola di capo di governo.
E l'imenottero, al sentire questa castoneria, sar� rimasto serio come
una mosca che monta.
Mentor