Si parlava della vita e della morte (cioè praticamente di tutto quello che
abbiamo o non abbiamo al mondo) l'altra sera a Primo piano. Conduceva, con
la solita fermezza, Bianca Berlinguer, che però, a tratti, non poteva
evitare di apparire sgomenta di fronte alle pur abili argomentazioni della
sottosegretaria Roccella. Una signora che conosciamo (televisivamente
s'intende) per le sue precedenti battaglie antiaborto e che non arriva certo
dall'avanspettacolo, come altre che, infatti, sono diventate subito ministre
del governo Berlusconi. Ma un punto del suo discorso (ribadito più volte) ci
ha lasciato di stucco: quando la sottosegretaria ha criticato
l'autodeterminazione che, secondo lei, non può essere criterio assoluto per
decidere delle proprie condizioni di sopravvivenza. Ma, se non è la persona
a decidere della sua vita, chi deve essere? Lo Stato? O, peggio, la
religione? O, peggio ancora, il partito di maggioranza, cioè il suo boss
Berlusconi? Perché, se è così, vedrete che, prima o poi, voteranno
l'immortalità ad personam.