Il 17/05/2013 22.46, giovanni ha scritto:
> Dopo il no iniziale dell'Egitto seguito da un repentino cambio di
> posizione, le navi militari russe staccatesi dalla flotta del Pacifico
> hanno raggiunto il Mediterraneo per la prima volta negli ultimi
> decenni iniziando a formare quella che sara' "la task force permanente
> della Russia" in questo mare.
> Secondo il comandante della marina russa, scrive il sito di Russia
> Today, presto sottomarini nucleari si aggiungeranno alla flotta del
> Mediteranneo. Attualmente le navi da guerra russe si trovano al largo
> di Cipro e sosteranno nel porto di Limassol. Il gruppo di navi
> comprende l'incrociatore "Admiral Panteleyev" e le due navi da guerra
> anifibie "Peresvet" e "Admiral Nevelskoi" pi� altre navi per il
> supporto logistico.
>
> Mi sa che qualcuno si rimanger� la supertassa sui mafi...ehm
> correntisti facoltosi di Cipro.
insomma, una mossa ridicola a quanto pare....
***
http://www.lastampa.it/2013/05/16/esteri/navi-russe-nel-mediterraneo-una-strategia-per-la-siria-mWJw0jVUWswDqDjf72NkIM/pagina.html
ESTERI
16/05/2013
Navi russe nel Mediterraneo
Una strategia per la Siria?
� la prima volta dalla guerra fredda
che la marina militare russa rientra dal Pacifico al Mediterraneo. Per
gli esperti � un passo finalizzato a controllare i movimenti occidentali
in Medio Oriente
ANNA ZAFESOVA
Le navi russe tornano nel Mediterraneo. Dopo due mesi di navigazione
cinque imbarcazioni - la portaerei antisommergibile Ammiraglio
Panteleev; le navi da battaglia anfibie Peresvet e Ammiraglio Nevelskoi,
la nave-cisterna Pechenga e il rimorchiatore per operazioni si
salvataggio Fotiy Krylov � salpate da Vladivostok hanno attraversato il
canale di Suez. E� la prima volta dopo diversi decenni, comunica fiero
il capitano Roman Martov, che le navi della flotta del Pacifico
rientrano nelle acque del Mediterraneo.
La flottiglia punter� a Limassol, a Cipro, le tappe successive del
pattugliamento non sono state rese note.
Le unit� della flotta del Pacifico si uniranno ad altre navi militari
russe gi� presenti nel Mediterraneo: la nave anti-sottomarini
Severomorsk; la fregata Yaroslav Mudry; i rimorchiatori Altai e SB-921;
la nave cisterna Lena dalle flotte del Nord e del Baltico; la portaerei
Azov della flotta del Mar Nero. Il comandante della Marina militare
russa, l�ammiraglio Viktor Cirkov, non ha escluso che alla flottiglia si
aggiungano anche sottomarini nucleari, la cui presenza per� non viene
quasi mai annunciata ufficialmente, come succedeva ai tempi dell�Urss e
come successe nel 1999, durante la guerra del Kosovo, quando il Kursk �
pochi mesi prima di affondare nel mare di Barents � venne inviato in
missione segreta a monitorare i movimenti della Nato.
Nonostante l�esiguit� della pattuglia, Mosca la vede come un passo
strategico: � stato il presidente Vladimir Putin in persona a ordinare
il ritorno della presenza della marina militare russa nel Mediterraneo,
sulle orme della 5� squadriglia sovietica che durante la guerra fredda
si contrapponeva alla Sesta flotta degli Usa. Dopo l�annunciato rientro
nell�Atlantico e nell�Oceano Indiano, il ministro della Difesa Serghei
Shoigu dichiara che le navi �difenderanno gli interessi russi nel
Mediterraneo�. Quali siano, per�, in un contesto completamente cambiato,
non � molto chiaro. L�ammiraglio Valentin Selivanov, ex comandante della
5� squadriglia, spiega che la missione delle navi sovietiche all�epoca
fu quella di fronteggiare le portaerei americane nel caso di un attacco
nucleare: gli Usa tenevano sotto tiro dal Mediterraneo la Russia europea
e colpirle avrebbe significato ridurre il danno dei missili strategici.
All�epoca il Cremlino schierava un�ottantina di imbarcazioni, tra cui
una quindicina di sottomarini strategici. In un teatro di guerra
completamente cambiato, l�ipotesi pi� probabile � quella di voler tenere
d�occhio i movimenti occidentali in Medio Oriente, soprattutto in Siria,
dove la Russia ha conservato una base tecnica della sua marina militare
a Tartus. Ma per altri esperti, come l�ex vicecomandante della flotta
militare russa, l�ammiraglio Viktor Kravchenko, si tratta solo di
�dichiarazioni roboanti non sostenute da fatti reali�: non ci sono
abbastanza navi moderne, e lo stato tecnico di quelle esistenti, secondo
lui, � tale da non permettere alcuna operazione bellica.