Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Abolizione dei dazi in parte dell'Asean

1 view
Skip to first unread message

Namib

unread,
Jan 1, 2010, 9:03:28 AM1/1/10
to
Questo accordo potrebbe essere il volano per la ripresa mondiale?

Namib
---------------------
http://www.lemonde.fr/economie/article/2010/01/01/la-chine-et-six-pays-d-asie-du-sud-est-suppriment-la-quasi-totalite-des-droits-de-douane_1286543_3234.html

La Chine et six pays d'Asie du Sud-Est ont supprim� depuis le 1er janvier la
quasi-totalit� des droits de douane sur 7 000 produits et services couvrant
90 % de leurs �changes. Cet accord qui entre en vigueur dans ce qui est
devenu, en volume, la troisi�me zone de libre-�change de la plan�te, va
modifier le paysage commercial et industriel d'une r�gion qui, de la Chine �
Singapour, des Philippines � la Birmanie, couvre 13 millions de kilom�tres
carr�s et totalise une population d'environ 2 milliards d'habitants.

L'accord ne sera appliqu� dans la totalit� de la zone qu'en 2015 : au sein
de l'Association des pays de l'Asie du Sud-Est (Asean), seuls la Tha�lande,
l'Indon�sie, Brunei, les Philippines, Singapour et la Malaisie sont pour
l'instant concern�s. Les derniers entrants, les plus pauvres - Birmanie,
Laos, Vietnam et Cambodge -, b�n�ficient d'un "sursis" de cinq ans avant
d'�tre soumis aux termes de cet accord qu'ils ont aussi sign�. N�goci�
depuis 2002, ce projet a d�j� permis la suppression, � partir de 2005, de
droits de douane sur plusieurs centaines de produits.


Shylock

unread,
Jan 1, 2010, 9:17:40 AM1/1/10
to
On 1 Gen, 15:03, "Namib" <nam...@alice.it> wrote:
> Questo accordo potrebbe essere il volano per la ripresa mondiale?

Finalmente si torna a ragionare :-)

Attendo la prossima conversione di Tremonti fiducioso :-P

Namib

unread,
Jan 1, 2010, 9:44:09 AM1/1/10
to

"Shylock" <shylo...@hotmail.it> ha scritto nel messaggio
news:3bbf8467-e8d1-4343...@o28g2000yqh.googlegroups.com...

Forse sono un po' tardo, quest'oggi (eppure non mi sono abbandonato a
libagioni), ma non ho capito il senso della tua risposta.

Namib


Shylock

unread,
Jan 1, 2010, 10:20:14 AM1/1/10
to
On 1 Gen, 15:44, "Namib" <nam...@alice.it> wrote:
[...]

> > Attendo la prossima conversione di Tremonti fiducioso :-P
>
> Forse sono un po' tardo, quest'oggi (eppure non mi sono abbandonato a
> libagioni), ma non ho capito il senso della tua risposta.

Appena si vedrà che la crisi è, come sempre, qualcosa di passeggero, e
che le soluzioni alle crisi di mercato, vanno cercate comunque nel
mercato, tornerà a professarsi un paladino di "meno stato - più
mercato".

Namib

unread,
Jan 1, 2010, 10:49:43 AM1/1/10
to
Shylock wrote:

> Appena si vedr� che la crisi �, come sempre, qualcosa di passeggero, e


> che le soluzioni alle crisi di mercato, vanno cercate comunque nel

> mercato, torner� a professarsi un paladino di "meno stato - pi�
> mercato".

Ah, ma quello � ovvio: le "convinzioni" di Tremonti sono comunque abiti di
scena: quell'uomo non crede a niente, e sa fare ancor meno. Credevo che
ironizzassi sulla mia, di "fiducia", mentre in realt� mi limitavo a
domandarmi quanto uno spostamento di equilibri commerciali in un'area tanto
vasta potesse influire sull'andamento della crisi (in effetti, non ho
termini di riferimento per formarmi un'opinione in materia: chiedevo,
appunto). Da profano, comunque, sono in disaccordo sulla tua tesi per cui
tutte le crisi sono passeggere, e per due ragioni: 1. Anche negli organismi
biologici tutte le crisi sono passeggere, salvo una, per�: la morte; e
questa in genere ha una spiegazione che dipende dai comportamenti (ad es.
alimentari) seguiti in vita. La tesi dell'eternit� del "libero mercato"
(smentita dalla morte di altri sistemi economici) pu� esser pi� pericolosa
della ricorrente litania sulla "imminente morte" (ormai periodica, come le
fini del mondo dei TdG) del capitalismo; 2. Ogni crisi � anche una "morte",
poich� reca con s� degli insegnamenti (non sempre seguiti, come si vede
dall'assenza di tentativi di elaborare una Bretton Woods II: ai tempi
dell'emergenza borsistica sembrava un imperativo categiorico, ed ora
naufraga nel felpato ritorno del peggio) ed evidenzia dei limiti. Non
facciamo dell'economia una branca della teologia.

Namib


Shylock

unread,
Jan 1, 2010, 11:40:28 AM1/1/10
to
On 1 Gen, 16:49, "Namib" <nam...@alice.it> wrote:
[...]
> 1. Anche negli organismi
> biologici tutte le crisi sono passeggere, salvo una, però: la morte;

Vero. C'è soltanto un problema: il mercato non è un organismo
biologico, ma un insieme di organismi biologici.

> questa in genere ha una spiegazione che dipende dai comportamenti (ad es.

> alimentari) seguiti in vita. La tesi dell'eternità del "libero mercato"
> (smentita dalla morte di altri sistemi economici) può esser più pericolosa


> della ricorrente litania sulla "imminente morte" (ormai periodica, come le
> fini del mondo dei TdG) del capitalismo;

Finora è risultato essere il sistema economico migliore in
circolazione.

Nessuna delle alternative disponibili ha mai fatto meglio, mentre non
hanno mai avuto problemi a far peggio :-)

> 2. Ogni crisi è anche una "morte",
> poiché reca con sé degli insegnamenti (non sempre seguiti, come si vede


> dall'assenza di tentativi di elaborare una Bretton Woods II: ai tempi
> dell'emergenza borsistica sembrava un imperativo categiorico, ed ora
> naufraga nel felpato ritorno del peggio)

Bretton Woods non è una soluzione di mercato, ma al contrario, una
soluzione di governo.

Namib

unread,
Jan 1, 2010, 12:00:55 PM1/1/10
to
Shylock wrote:

> Finora � risultato essere il sistema economico migliore in
> circolazione.

Per millenni, il sistema migliore � stato per� lo schiavismo. "Quel-che-c'�"
ha un grande fascino hegeliano; certo, � anche vero che "quel-che-ci-sar�"
ha un sinistro fascino messianico.

> Bretton Woods non � una soluzione di mercato, ma al contrario, una
> soluzione di governo.

Il "mercato puro" � un'astrazione filosofica.

Namib


Roberto da Costa

unread,
Jan 1, 2010, 12:11:13 PM1/1/10
to
Namib ha scritto:
> Shylock wrote:
>> Finora ᅵ risultato essere il sistema economico migliore in
>> circolazione.
> Per millenni, il sistema migliore ᅵ stato perᅵ lo schiavismo.

Tenderei ad ascrivere lo schiavismo piᅵ ai metodi di produzione che ai
sistemi di scambio.

Naturalmente, ritengo sia la definizione di "sistema economico" che la
definizione di "sistema economico migliore" dei meri esercizi retorici:
mi sembra, infatti, abbastanza evidente che un sistema economico sia una
struttura abbastanza complessa per essere definita in modo univocamente
compiuto e che, dunque, ᅵ praticamente impossibile definire una metrica
che ne quantifichi uno come migliore degli altri.

Ricordo, in merito, l'esempio della "Chicken Law" portato qualche giorno
fa: una norma protezionistica, illiberale, conservativa, brutta,
aaaaaaah!, che pure ha consentito all'industria dell'automotive di
sopravvivere in occidente per altri trent'anni e, comunque, di
svilupparsi in oriente senza grandi ricadute sociali negative.

>> Bretton Woods non ᅵ una soluzione di mercato, ma al contrario, una
>> soluzione di governo.
> Il "mercato puro" ᅵ un'astrazione filosofica.

Paradossalmente, sembra essere piᅵ un obiettivo dell'azione umana di
controllo che un punto di partenza per l'evoluzione di un sistema
economico, qualsiasi cosa quest'ultimo sia.


--
*Sunspot*
Insanity is doing the same thing, over and over again, but expecting
different results

Message has been deleted

Namib

unread,
Jan 1, 2010, 12:34:54 PM1/1/10
to
Roberto da Costa wrote:

> Tenderei ad ascrivere lo schiavismo pi� ai metodi di produzione che ai
> sistemi di scambio.

Beh, il sistema di produzione determina (co-determina) un sistema economico
complessivo, nei suoi tratti sociali e perfino culturali.

> Naturalmente, ritengo sia la definizione di "sistema economico" che la
> definizione di "sistema economico migliore" dei meri esercizi
> retorici: mi sembra, infatti, abbastanza evidente che un sistema
> economico sia una struttura abbastanza complessa per essere definita
> in modo univocamente compiuto

Non esageriamo: significa solo che non � una materia da ng. Poi, le
spiegazioni 1:1 (per il noto paradosso borgesiano) non esistono, ma le buone
approssimazioni s�.

e che, dunque, � praticamente


> impossibile definire una metrica che ne quantifichi uno come migliore
> degli altri.

Quoto.

> Paradossalmente, sembra essere pi� un obiettivo dell'azione umana di


> controllo che un punto di partenza per l'evoluzione di un sistema
> economico, qualsiasi cosa quest'ultimo sia.

Esattamente quel che dicevo. Non esiste un mercato che non sia anche
regolato dall'azione umana (del resto, anche il mercato � un concorso di
"azioni umane").

Namib


Roberto da Costa

unread,
Jan 1, 2010, 12:37:37 PM1/1/10
to
amalric ha scritto:
> Di evoluzioni del mercato capitalistico ce ne sono state parecchie nel
> corso dell'ultimo secolo, alcune delle quali spacciate per socialismo o
> comunismo.

[supersnip]

> Non accettiamo lezioni da chi il mercato non lo ha mai saputo gestire, e
> sarebbe a malapena capace di firmare un decreto legge di espopriazione.

Condivido piᅵ o meno tutto quello che hai scritto ma mi domando come mai
spesso termini i tuoi articoli con questi buffi slogan.

Federico Antola

unread,
Jan 1, 2010, 12:40:24 PM1/1/10
to
On 1 Gen, 18:00, "Namib" <nam...@alice.it> wrote:
> Shylock wrote:
> > Finora risultato essere il sistema economico migliore in
> > circolazione.
>
> Per millenni, il sistema migliore stato per lo schiavismo. "Quel-che-c' "
> ha un grande fascino hegeliano; certo, anche vero che "quel-che-ci-sar "
> ha un sinistro fascino messianico.

Ma sopratutto: "quel che sarà" poi spesso non assomiglia per niente a
come lo vedevano quelli che lo vagheggiavano.

La tua accusa di hegelismo nei confronti del liberismo fa un po'
ridere, considerato che all'apice del successo dell'economai mista il
thatcherismo non era ancora all'orizzonte.

> > Bretton Woods non una soluzione di mercato, ma al contrario, una
> > soluzione di governo.
>
> Il "mercato puro" un'astrazione filosofica.

Stai svicolando: per quanto non concordi con Shylock su molte cose, ha
perfettamente ragione su questo: Bretton Woods è tutt'altro che un
accordo di mercato. Tu credi diversamente?

Roberto da Costa

unread,
Jan 1, 2010, 12:41:06 PM1/1/10
to
Namib ha scritto:
> Roberto da Costa wrote:
>> Paradossalmente, sembra essere piᅵ un obiettivo dell'azione umana di

>> controllo che un punto di partenza per l'evoluzione di un sistema
>> economico, qualsiasi cosa quest'ultimo sia.
> Esattamente quel che dicevo. Non esiste un mercato che non sia anche
> regolato dall'azione umana (del resto, anche il mercato ᅵ un concorso di
> "azioni umane").

C'ᅵ una sorta di messianesimo intrinseco nel culto del libero mercato,
una forma di reintroduzione della superstizione all'interno di un
meccanicismo che l'Illuminismo aveva tentato, appunto, di estrarre dalla
metafisica. Si vede che proprio non se ne puᅵ fare a meno...

Roberto da Costa

unread,
Jan 1, 2010, 12:45:57 PM1/1/10
to
Federico Antola ha scritto:
> Bretton Woods � tutt'altro che un accordo di mercato.

BW fu un accordo volto alla regolamentazione del mercato (quello delle
valute, in particolare). Naturalmente, non fu un'evoluzione autonoma del
mercato ma, proprio, un esempio di quegli interventi umani su un sistema
che si vorrebbe auto-gestito. E che, purtroppo o per fortuna, non lo �.

Message has been deleted

Federico Antola

unread,
Jan 1, 2010, 1:11:17 PM1/1/10
to
On 1 Gen, 18:45, Roberto da Costa <r.daco...@rocketmail.com> wrote:
> Federico Antola ha scritto:
>
> > Bretton Woods tutt'altro che un accordo di mercato.
>
> BW fu un accordo volto alla regolamentazione del mercato (quello delle
> valute, in particolare).

vero, ma non mi pare che il mercato se lo sia fatto da solo, di qui la
mia domanda a Namib.

>Naturalmente, non fu un'evoluzione autonoma del
> mercato ma, proprio, un esempio di quegli interventi umani su un sistema
> che si vorrebbe auto-gestito.

Ovviamente.

>E che, purtroppo o per fortuna, non lo .

Sinceramente dubito che il mercato possa (allo stato attuale)
regolarsi da sè, nè che (allo stato attuale) ciò sarebbe tollerato
dalla popolazione.

Ma, sempre allo stato attuale, il liberismo è un approccio economico
tutt'latro che insensato: lo statalismo rimpianto da molti non è
scomparso a causa di un agguato dei controrivoluzionari: è scomparso
perchè funzionava male e minacciava di andare a funzionare peggio.

Molti paesi hanno potuto varare misure importantissime di sostegno
all'economia: noi italiani no. Il perchè sta in quel gigantesco debito
pubblico a suo tempo creato grazei all'intreccio di statalismo,
sufficienza paternalistico verso il libero mercato, e clientelismo
amorale che affliggono il nostro paese.

Il mercato nons i regolerà da sè, ma in Italia i problemi non sono
certo scaturiti da uno sfrenato thatcherismo.

Message has been deleted

Namib

unread,
Jan 1, 2010, 1:32:20 PM1/1/10
to
Federico Antola wrote:

> La tua accusa di hegelismo nei confronti del liberismo fa un po'
> ridere, considerato che all'apice del successo dell'economai mista il
> thatcherismo non era ancora all'orizzonte.

Ma il "quel-che-c'�" (quale che sia) � per sua natura coevo al suo laudator
hegeliano. I messianici compiono i loro errori, ma almeno sono in grado di
riconoscerli, mentre i quelchec'�isti si limitano a passare senza scosse al
"quel-che-c'�" successivo.

>> Il "mercato puro" un'astrazione filosofica.
>
> Stai svicolando: per quanto non concordi con Shylock su molte cose, ha

> perfettamente ragione su questo: Bretton Woods � tutt'altro che un


> accordo di mercato. Tu credi diversamente?

No. Ho parlato di (ridiscussione di) BW solo come esempio (ma perch� non
leggi mai qual che commenti?): tutti (Obama in testa) si erano proposti di
mettere in pratica le lezioni che questa crisi ha dato (magari con una BW
II), ma, appena l'orizzonte economico � passato ad un micromiglioramento,
tutti i buoni propositi sono stati accantonati.

Namib


Namib

unread,
Jan 1, 2010, 1:35:16 PM1/1/10
to
Roberto da Costa wrote:

> C'� una sorta di messianesimo intrinseco nel culto del libero mercato,


> una forma di reintroduzione della superstizione all'interno di un
> meccanicismo che l'Illuminismo aveva tentato, appunto, di estrarre

> dalla metafisica. Si vede che proprio non se ne pu� fare a meno...

Concordo. Il termine "messianesimo", quindi/per�, non � corretto. Il
cultista del libero mercato � convinto di *vivere* in un tempo in cui le
profezie si sono *realizzate*, mentre il rivoluzionario messianico �
convinto che le profezie siano *sul punto di realizzarsi* (e che debbano
comunque realizzarsi: ogni "ritardo" ha una sua ratio).

Namib


נחום

unread,
Jan 1, 2010, 1:36:28 PM1/1/10
to
Namib ha scritto:
> Roberto da Costa wrote:
>
>> C'è una sorta di messianesimo intrinseco nel culto del libero mercato,

>> una forma di reintroduzione della superstizione all'interno di un
>> meccanicismo che l'Illuminismo aveva tentato, appunto, di estrarre
>> dalla metafisica. Si vede che proprio non se ne può fare a meno...
>
> Concordo. Il termine "messianesimo", quindi/però, non è corretto. Il
> cultista del libero mercato è convinto di *vivere* in un tempo in cui le
> profezie si sono *realizzate*,

non e' vero. vede sempre dei monopoli da abbattere, ogni volta che gli
si indica il fallimento delle sue convinzioni.

Namib

unread,
Jan 1, 2010, 1:52:28 PM1/1/10
to
???? wrote:

>> Concordo. Il termine "messianesimo", quindi/per�, non � corretto. Il
>> cultista del libero mercato � convinto di *vivere* in un tempo in


>> cui le profezie si sono *realizzate*,
>
> non e' vero. vede sempre dei monopoli da abbattere, ogni volta che gli
> si indica il fallimento delle sue convinzioni.

Vero anche questo: tuttavia, il cultista del libero mercato non vive (a
differenza del messianico) nel tempo del "non ancora". Non deve attraversare
nessuna "soglia": � convinto di essere gi� "in casa".

Namib


נחום

unread,
Jan 1, 2010, 1:58:58 PM1/1/10
to
Namib ha scritto:
> ???? wrote:
>
>>> Concordo. Il termine "messianesimo", quindi/però, non è corretto. Il
>>> cultista del libero mercato è convinto di *vivere* in un tempo in

>>> cui le profezie si sono *realizzate*,
>> non e' vero. vede sempre dei monopoli da abbattere, ogni volta che gli
>> si indica il fallimento delle sue convinzioni.
>
> Vero anche questo: tuttavia, il cultista del libero mercato non vive (a
> differenza del messianico) nel tempo del "non ancora". Non deve attraversare
> nessuna "soglia": è convinto di essere già "in casa".

non so molto della sua prossemica, so che tra la infelicita' presente e
la felicita' futura (che non e' mai completamente realizzate) il
predetto cultista vede sempre un ostacolo - volta per volta identificato
in zingari, negher, insegnanti, fannulloni parastatali etc. etc.

Namib

unread,
Jan 1, 2010, 2:01:33 PM1/1/10
to
???? wrote:

>> Vero anche questo: tuttavia, il cultista del libero mercato non vive
>> (a differenza del messianico) nel tempo del "non ancora". Non deve

>> attraversare nessuna "soglia": � convinto di essere gi� "in casa".


>
> non so molto della sua prossemica, so che tra la infelicita' presente
> e la felicita' futura (che non e' mai completamente realizzate) il
> predetto cultista vede sempre un ostacolo - volta per volta
> identificato in zingari, negher, insegnanti, fannulloni parastatali
> etc. etc.

Mmm. Potresti aver ragione.

Namib


amaryllide

unread,
Jan 1, 2010, 2:53:20 PM1/1/10
to
On 1 Gen, 17:40, Shylock <shylock1...@hotmail.it> wrote:
> Nessuna delle alternative disponibili ha mai fatto meglio

il PCC è un'alternativa, e sta facendo meglio di tutti alla stragrande

amaryllide

unread,
Jan 1, 2010, 2:54:30 PM1/1/10
to
On 1 Gen, 18:11, Roberto da Costa <r.daco...@rocketmail.com> wrote:
> Ricordo, in merito, l'esempio della "Chicken Law" portato qualche giorno
> fa: una norma protezionistica, illiberale, conservativa, brutta,
> aaaaaaah!, che pure ha consentito all'industria dell'automotive di
> sopravvivere in occidente per altri trent'anni e, comunque, di
> svilupparsi in oriente senza grandi ricadute sociali negative.

non c'è la controprova. COme si fa a sapere come sarebbe stata
l'economia italiana senza un milione di miliardi di lire di tasse DI
TUTTI regalati al signor Agnelli? IMHO migliore, ma di brutto

Message has been deleted

Federico Antola

unread,
Jan 1, 2010, 4:16:21 PM1/1/10
to
On 1 Gen, 19:32, "Namib" <nam...@alice.it> wrote:
> Federico Antola wrote:
> > La tua accusa di hegelismo nei confronti del liberismo fa un po'
> > ridere, considerato che all'apice del successo dell'economai mista  il
> > thatcherismo non era ancora all'orizzonte.
>
> Ma il "quel-che-c'è" (quale che sia) è per sua natura coevo al suo laudator
> hegeliano.

Non vedo dove sia il problema a lodare ciò che funziona: sarebbe
cretino lodare ciò che non funziona. Portatemi qualcosa che funzioni
meglio e parto subito a lodarlo. Sono di bocca buona io..

>I messianici compiono i loro errori, ma almeno sono in grado di
> riconoscerli,

Manco per il cazzo. Di solito finiscono a bruciare le pire degli autos
da fè finchè la gente intorno non gli strappa la torcia di mano.

E poi, sinceramente al tuo posto non mi considererei messianico,
almeno tanto quanto non è messianico chi rovista i vecchi album di
famiglia. Tanto per dirne una la Thatcher, che ha rinnovato
completamente la visione della destra occidentale, è stata più
messianica di tanti altri.

>mentre i quelchec'èisti si limitano a passare senza scosse al
> "quel-che-c'è" successivo.

Mica scemi infatti: "quel che c'è" successivo è in effetti il "quel
che sarà" della generazione precedente, che smette di essere tale non
appena viene adottato. Se qualcuno ha puntato su altri "quel che sarà"
che non si sono concretizzati o sono durati poco (vuoi perchè fanno
cagare, vuoi perchè proprio non stanno in piedi) mica possono
lagnarsi.

Prevedere il futuro è molto difficile (anzi, impossibile) è perciò chi
si mette a prevedere i "quel che sarà", solitamente fa grandi figure
di merda, come avvenuto con Marx, che pure pirla non era di certo. i
suddetti previsori del futuro, mostrano più presunzione che saggezza
in tali tentativi, che possono anche essere divertenti, purchè essi
non abbiano la possibilità di agitare le torce degli autos da fè, nel
qual caso sono pure pericolosi.

> >> Il "mercato puro" un'astrazione filosofica.
>
> > Stai svicolando: per quanto non concordi con Shylock su molte cose, ha

> > perfettamente ragione su questo: Bretton Woods è tutt'altro che un


> > accordo di mercato. Tu credi diversamente?
>

> No. Ho parlato di (ridiscussione di) BW solo come esempio (ma perché non


> leggi mai qual che commenti?): tutti (Obama in testa) si erano proposti di
> mettere in pratica le lezioni che questa crisi ha dato (magari con una BW

> II), ma, appena l'orizzonte economico è passato ad un micromiglioramento,


> tutti i buoni propositi sono stati accantonati.

Ovvio: nessuno vuole rompere il giocattolo, ed è sempre più facile per
l'essere umano lasciare le cose come stanno piuttosto che fare
cambiamenti, perlomeno se può evitarlo. Era molto prevedibile e tra
l'altro prova come la crisi dell'anno scorso sia stata meno traumatica
e definitiva di quanto pensassero in tanti: quando un sistema non può
più andare avanti i cambiamenti sono inevitabili: se vengono evitati
vuol dire che il sistema è in grado di proseguire

amaryllide

unread,
Jan 1, 2010, 4:23:30 PM1/1/10
to
On 1 Gen, 22:16, Federico Antola <federico.ant...@gmail.com> wrote:
> si mette a prevedere i "quel che sarà", solitamente fa grandi figure
> di merda, come avvenuto con Marx

quando l'analfabeta Antola ci indicherà riga, pagina e libro nel quale
il signor Karl Marx ha mai scritto "il giorno x/x/xxxx il capitalismo
crollerà", saremo tutti contenti. Fino ad allora, chi farà figure di
merda parlando di cose che non ha mai letto rimane lui

Federico Antola

unread,
Jan 1, 2010, 4:32:18 PM1/1/10
to
On 1 Gen, 20:53, amaryllide <amaryll...@libero.it> wrote:

> > Nessuna delle alternative disponibili ha mai fatto meglio
>
> il PCC è un'alternativa, e sta facendo meglio di tutti alla stragrande

Usando il capitalismo. Lo ha fatto pure Pinochet senza essere
comunista...

amaryllide

unread,
Jan 1, 2010, 4:43:18 PM1/1/10
to
On 1 Gen, 22:32, Federico Antola <federico.ant...@gmail.com> wrote:
> On 1 Gen, 20:53, amaryllide <amaryll...@libero.it> wrote:
>
> > > Nessuna delle alternative disponibili ha mai fatto meglio
>
> > il PCC è un'alternativa, e sta facendo meglio di tutti alla stragrande
>
> Usando il capitalismo

chi governa la Cina? E quali sono le più grandi aziende cinesi?

Federico Antola

unread,
Jan 1, 2010, 5:10:17 PM1/1/10
to
On 1 Gen, 22:43, amaryllide <getoffofmycl...@libero.it> wrote:

> > > il PCC è un'alternativa, e sta facendo meglio di tutti alla stragrande
>
> > Usando il capitalismo
>
> chi governa la Cina?

Non i comunisti. Da quando Hua Guofeng fu defenestrato e si impose la
linea di aprire gradualmente al mercato ne è passata di acqua sotto i
ponti.

Non ti intendi di storia cinese, in tutta evidenza.

>E quali sono le più grandi aziende cinesi?

LOL. Il fatto che molte fra le più grandi aziende cinesi siano statali
non significa che siano comuniste. Finmeccanica credi sia comunista?

I maggiorenti del fu partito comunista hanno abbracciato con amore
assoluto il capitalismo, ed è questa la prova definitiva di quanto il
comunismo faccia cagare: gli ultimi discendenti del socialismo reale
sono quelli che con più passione credono nel mercato.

Roberto da Costa

unread,
Jan 1, 2010, 5:30:27 PM1/1/10
to
Federico Antola ha scritto:

> On 1 Gen, 18:45, Roberto da Costa <r.daco...@rocketmail.com> wrote:
>> Federico Antola ha scritto:
>>> Bretton Woods tutt'altro che un accordo di mercato.
>> BW fu un accordo volto alla regolamentazione del mercato (quello delle
>> valute, in particolare).
> vero, ma non mi pare che il mercato se lo sia fatto da solo, di qui la
> mia domanda a Namib.

Era, dunque, una domanda retorica...

> Sinceramente dubito che il mercato possa (allo stato attuale)

> regolarsi da s�, n� che (allo stato attuale) ci� sarebbe tollerato
> dalla popolazione.

"Regolarsi" � un verbo inadatto. Il mercato � forse l'unico sistema
complesso del quale gli uomini riescono a scrivere le regole. Da solo,
non solo non si scrive nulla, ma nemmeno esisterebbe. In fondo, stiamo
parlando di interazioni fra uomini...

> Ma, sempre allo stato attuale, il liberismo � un approccio economico
> tutt'latro che insensato: lo statalismo rimpianto da molti non �
> scomparso a causa di un agguato dei controrivoluzionari: � scomparso
> perch� funzionava male e minacciava di andare a funzionare peggio.

Come dicevo a Namib, � praticamente impossibile stabilire una metrica
efficiente per cui si possa definire in modo univoco e inequivoco che un
sistema sia migliore di un altro. Ci sono metriche locali, come quelle
elaborate da Pareto, che possono valutare singole situazioni.

� storicamente evidente che, per esempio per quanto riguarda il mercato
del lavoro, l'eccessivo liberismo porta allo sfruttamento dei
lavoratori, con conseguente instabilit� sociale e insorgenze e,
sostanzialmente, la fine del mercato libero del lavoro stessa.

D'altra parte, i monopoli, statali o meno che siano, in molti casi si
sono dimostrati altamente -se non disastrosamente- inefficienti; in
alcuni casi, talmente tanto da giungere anch'essi, senz'alcun intervento
umano, all'auto-distruzione.

Non esiste, a mio avviso, una legge unica.

> Molti paesi hanno potuto varare misure importantissime di sostegno

> all'economia: noi italiani no. Il perch� sta in quel gigantesco debito


> pubblico a suo tempo creato grazei all'intreccio di statalismo,
> sufficienza paternalistico verso il libero mercato, e clientelismo
> amorale che affliggono il nostro paese.

Noto che nessuno si � preso la briga di leggere quel documento della
Banca d'Italia di cui ho postato il link qualche articolo fa. Vabb�...

> Il mercato nons i regoler� da s�, ma in Italia i problemi non sono


> certo scaturiti da uno sfrenato thatcherismo.

In questo caso, suggerisco di intitolare una via a Craxi Benedetto
inteso Bettino fu Vittorio come monito.

amaryllide

unread,
Jan 1, 2010, 5:38:20 PM1/1/10
to
On 1 Gen, 23:10, Federico Antola <federico.ant...@gmail.com> wrote:
> Non i comunisti.

vallo a dire in CIna, e poi gli auguri di capodanno ce li farai dal
Laogai...

> LOL. Il fatto che molte fra le più grandi aziende cinesi siano statali
> non significa che siano comuniste. Finmeccanica credi sia comunista?

Finmeccanica è statale al 32% mi risulta...

Message has been deleted

Roberto da Costa

unread,
Jan 1, 2010, 5:55:38 PM1/1/10
to
amalric ha scritto:
> In article <hhlt24$v4a$1...@x-force.eternal-september.org>,

> Roberto da Costa <r.da...@rocketmail.com> wrote:
>> D'altra parte, i monopoli, statali o meno che siano, in molti casi si
>> sono dimostrati altamente -se non disastrosamente- inefficienti; in
>> alcuni casi, talmente tanto da giungere anch'essi, senz'alcun intervento
>> umano, all'auto-distruzione.
> Stai parlando dell'ex-triplice sindacale, Mona?

Dimostri una spiccata incertezza nella padronanza del termine
MONO-polio. Perᅵ, ti prego, tira fuori un altro di quei begli slogan...

Federico Antola

unread,
Jan 1, 2010, 6:04:48 PM1/1/10
to
On 1 Gen, 23:38, amaryllide <getoffofmycl...@libero.it> wrote:

> > Non i comunisti.
>
> vallo a dire in CIna, e poi gli auguri di capodanno ce li farai dal
> Laogai...

Come tutti possono vedere non hai capito una sega: mi farebbero
tranquillamente dire che il comunismo in Cina è morto (anzi, molti
alti esponenti del PCC sarebbero d'accordo con me). E' la stabilità
del regime che gli interessa, mica l'etichetta.

> > LOL. Il fatto che molte fra le più grandi aziende cinesi siano statali
> > non significa che siano comuniste. Finmeccanica credi sia comunista?
>
> Finmeccanica è statale al 32% mi risulta...

Quando crescerai ti spiegherò i misteri della golden share
nell'industria europea della difesa.

amaryllide

unread,
Jan 1, 2010, 6:07:33 PM1/1/10
to
On 2 Gen, 00:04, Federico Antola <federico.ant...@gmail.com> wrote:
> On 1 Gen, 23:38, amaryllide <getoffofmycl...@libero.it> wrote:
>
> > > Non i comunisti.
>
> > vallo a dire in CIna, e poi gli auguri di capodanno ce li farai dal
> > Laogai...
>
> Come tutti possono vedere non hai capito una sega: mi farebbero
> tranquillamente dire che il comunismo in Cina è morto

vacci, e poi racconta. Io non ho letto di nessuno che l'abbia fatto
pubblicamente e sia tornato integro.

Message has been deleted

Splenetico

unread,
Jan 2, 2010, 3:31:10 AM1/2/10
to
amaryllide <amary...@gmail.com> wrote:

> >
> > Come tutti possono vedere non hai capito una sega: mi farebbero

> > tranquillamente dire che il comunismo in Cina � morto
>
> vacci, e poi racconta.

Qualcuno lo ha gi� fatto:

http://tinyurl.com/yautvg5

--
L'ETAT FRANCAIS PEUT DYNAMITER DES EDIFICES RELIGIEUX
IL NE PEUT PAS DYNAMITER LA FOI

amaryllide

unread,
Jan 2, 2010, 3:58:34 AM1/2/10
to
On 2 Gen, 09:31, splenet...@splenetico.net (Splenetico) wrote:
> http://tinyurl.com/yautvg5

1:57 ..../me commosso. Non ci sono più le rivoluzioni culturali di una
volta, che rifondano dalle radici un paese....ecco perchè l'occidente
è fottuto...

Federico Antola

unread,
Jan 2, 2010, 4:22:09 AM1/2/10
to
On 2 Gen, 00:07, amaryllide <amaryll...@gmail.com> wrote:

> vacci, e poi racconta. Io non ho letto

Non mi sorprende Bombacci: sospetto sia un elemento importante fra le
cause della tua irrimediabile ignoranza. Ma non sarei così limitativo:
il tuo non leggere non è circoscritto al passato, come la tua scelta
del tempo verbale sembra indicare. Possiamo con buona certezza
estenderla anche al presente e al futuro (a breve, medio e lungo
termine).

amaryllide

unread,
Jan 2, 2010, 4:31:34 AM1/2/10
to
On 2 Gen, 10:22, Federico Antola <federico.ant...@gmail.com> wrote:
> On 2 Gen, 00:07, amaryllide <amaryll...@gmail.com> wrote:
>
> > vacci, e poi racconta. Io non ho letto
>
> Non mi sorprende

il dirty quoting si fa fino a 7 anni, poi si cresce. O almeno, gli
altri crescono, tu no...


Federico Antola

unread,
Jan 2, 2010, 4:51:18 AM1/2/10
to
On 2 Gen, 10:31, amaryllide <amaryll...@gmail.com> wrote:

> > > vacci, e poi racconta. Io non ho letto
>
> > Non mi sorprende
>
> il dirty quoting si fa

Lo fai anche tu. Solo che io sono più bravo di te a farlo, come sono
più abile di te ad argomentare. Se vuoi discutere seriamente, nema
problema: per me è divertente. Se vuoi fare i giochini idem: mi
diverto anche a tenerti la testa ficcata nella tazza del cesso...

amaryllide

unread,
Jan 2, 2010, 6:23:29 AM1/2/10
to
On 2 Gen, 10:51, Federico Antola <federico.ant...@gmail.com> wrote:
> Lo

l'asilo nido è in fondo a destra...

Federico Antola

unread,
Jan 2, 2010, 6:32:20 AM1/2/10
to
On 2 Gen, 12:23, amaryllide <amaryll...@gmail.com> wrote:

> l'asilo nido è in fondo a destra...

Te ne intendi, vedo...

Donato Pecorella

unread,
Jan 2, 2010, 6:35:24 AM1/2/10
to
On Sat, 2 Jan 2010 01:51:18 -0800 (PST), Federico Antola
<federic...@gmail.com> wrote:

> Solo che io sono pi� bravo di te a farlo, come sono
>pi� abile di te ad argomentare.

Le autopromozioni di antolino mi fanno una grande tenerezza! Povero
bambino incompreso!

amaryllide

unread,
Jan 2, 2010, 6:39:21 AM1/2/10
to
On 2 Gen, 12:35, "Donato Pecorella" <don...@daddio.com> wrote:
> On Sat, 2 Jan 2010 01:51:18 -0800 (PST), Federico Antola
>
> <federico.ant...@gmail.com> wrote:
> > Solo che io sono più bravo di te a farlo, come sono
> >più abile di te ad argomentare.

>
> Le autopromozioni di antolino mi fanno una grande tenerezza! Povero
> bambino incompreso!

è che proprio non si rende conto, non ci arriva....

Lord Curzon

unread,
Jan 2, 2010, 7:24:37 AM1/2/10
to

"Namib" <nam...@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:4b3e00b7$0$1109$4faf...@reader4.news.tin.it...
> Questo accordo potrebbe essere il volano per la ripresa mondiale?
>
> Namib

non credo perch� saranno i mercati di quell'area a beneficiare (o ad essere
schiacciati) dalla mancanza dei dazi sui prodotti dei competitori. Birmania,
Laos e Vietnam sono 'protettorati' cinesi e dalla Cina dipendono. Vista la
scarsezza della loro economia continueranno a vivere di sussidi da Pechino.
Gli altri vedremo come se la caveranno. Certe economie pi� sviluppate come
Singapore e la Malaysia potrebbero anche trarne dei vantaggi.

Shylock

unread,
Jan 2, 2010, 7:30:39 AM1/2/10
to
On 2 Gen, 13:24, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
> non credo perchè saranno i mercati di quell'area a beneficiare (o ad essere

> schiacciati) dalla mancanza dei dazi sui prodotti dei competitori. Birmania,
> Laos e Vietnam sono 'protettorati' cinesi e dalla Cina dipendono. Vista la
> scarsezza della loro economia continueranno a vivere di sussidi da Pechino.
> Gli altri vedremo come se la caveranno. Certe economie più sviluppate come

> Singapore e la Malaysia potrebbero anche trarne dei vantaggi.

Se quei mercati diventano più efficienti, si libereranno risorse che
potranno essere impiegate in altra maniera.

A quel punto, come in ogni economia di mercato, sta a chi è
interessato a quelle risorse darsi da fare per captarle :-)

Federico Antola

unread,
Jan 2, 2010, 7:39:25 AM1/2/10
to
On 2 Gen, 13:24, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
> "Namib" <nam...@alice.it> ha scritto nel messaggionews:4b3e00b7$0$1109$4faf...@reader4.news.tin.it...

>
> > Questo accordo potrebbe essere il volano per la ripresa mondiale?
>
> > Namib
>
> non credo perchè saranno i mercati di quell'area a beneficiare (o ad essere

> schiacciati) dalla mancanza dei dazi sui prodotti dei competitori. Birmania,
> Laos e Vietnam sono 'protettorati' cinesi e dalla Cina dipendono.

Il Vietnam protettorato cinese?

>Vista la
> scarsezza della loro economia continueranno a vivere di sussidi da Pechino.

Il Vietnam economicamente debole? L'economia vietnamita cresce a ritmi
elevatissimi da quasi un decennio...

Roberto da Costa

unread,
Jan 2, 2010, 7:58:30 AM1/2/10
to
amalric ha scritto:
> In article <hhluha$4te$1...@x-force.eternal-september.org>,

> Roberto da Costa <r.da...@rocketmail.com> wrote:
>> amalric ha scritto:
>>> In article <hhlt24$v4a$1...@x-force.eternal-september.org>,
>>> Roberto da Costa <r.da...@rocketmail.com> wrote:
>>>> D'altra parte, i monopoli, statali o meno che siano, in molti casi si
>>>> sono dimostrati altamente -se non disastrosamente- inefficienti; in
>>>> alcuni casi, talmente tanto da giungere anch'essi, senz'alcun intervento
>>>> umano, all'auto-distruzione.
>>> Stai parlando dell'ex-triplice sindacale, Mona?
>> Dimostri una spiccata incertezza nella padronanza del termine
>> MONO-polio. Perᅵ, ti prego, tira fuori un altro di quei begli slogan...
> OLIGO-Polio, dice niente a voi professionisti della kazzata?

Mmhmm... Sᅵ, qualcosa di abbastanza diverso dal MONO-polio. Ora,
ricostruendo un po' i fatti, vien fuori che del secondo io stavo
parlando, mentre tu hai messo in mezzo il primo. Vediamo come possiamo
definire questa situazione... confusa?

Dᅵi, adesso inventati uno di quegli slogan divertenti che solo tu sai
scrivere!

Lord Curzon

unread,
Jan 2, 2010, 9:32:56 AM1/2/10
to

"Shylock" <shylo...@hotmail.it> ha scritto nel messaggio
news:10a3448a-60b7-40c4...@a32g2000yqm.googlegroups.com...

On 2 Gen, 13:24, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
>> non credo perch� saranno i mercati di quell'area a beneficiare (o ad
>> essere
>> schiacciati) dalla mancanza dei dazi sui prodotti dei competitori.
>> Birmania,
>> Laos e Vietnam sono 'protettorati' cinesi e dalla Cina dipendono. Vista
>> la
>> scarsezza della loro economia continueranno a vivere di sussidi da
>> Pechino.
>> Gli altri vedremo come se la caveranno. Certe economie pi� sviluppate
>> come
>> Singapore e la Malaysia potrebbero anche trarne dei vantaggi.
>
>Se quei mercati diventano pi� efficienti, si libereranno risorse che

>potranno essere impiegate in altra maniera.

fammi qualche esempio...

>A quel punto, come in ogni economia di mercato, sta a chi �


>interessato a quelle risorse darsi da fare per captarle :-)

con quali capitali? :-)


Shylock

unread,
Jan 2, 2010, 9:35:44 AM1/2/10
to
On 2 Gen, 15:32, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
> >Se quei mercati diventano più efficienti, si libereranno risorse che

> >potranno essere impiegate in altra maniera.
>
> fammi qualche esempio...

Se riesco ad acquistare beni e servizi da imprese che riescono a
produrli a meno, senza dover passare per i dazi, mi resta di più in
tasca.

Sta a me poi usare quei soldi in maniera produttiva, o ad altri
convincermi ad investire presso di loro quei soldi.

> >A quel punto, come in ogni economia di mercato, sta a chi è


> >interessato a quelle risorse darsi da fare per captarle :-)
>
> con quali capitali? :-)

Con quelli recuperati dalle spese improduttive per inefficienze varie.

Lord Curzon

unread,
Jan 2, 2010, 9:36:48 AM1/2/10
to

"Federico Antola" <federic...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:a38f6ef3-4d6a-4fec...@u41g2000yqe.googlegroups.com...

On 2 Gen, 13:24, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
> "Namib" <nam...@alice.it> ha scritto nel
> messaggionews:4b3e00b7$0$1109$4faf...@reader4.news.tin.it...
>
> > Questo accordo potrebbe essere il volano per la ripresa mondiale?
>
> > Namib
>
> non credo perch� saranno i mercati di quell'area a beneficiare (o ad

Lord Curzon

unread,
Jan 2, 2010, 9:55:31 AM1/2/10
to

"Federico Antola" <federic...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:a38f6ef3-4d6a-4fec...@u41g2000yqe.googlegroups.com...

On 2 Gen, 13:24, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
>> "Namib" <nam...@alice.it> ha scritto nel
>> messaggionews:4b3e00b7$0$1109$4faf...@reader4.news.tin.it...
>>
>> > Questo accordo potrebbe essere il volano per la ripresa mondiale?
>>
>> > Namib
>>
>> non credo perch� saranno i mercati di quell'area a beneficiare (o ad
>> essere
>> schiacciati) dalla mancanza dei dazi sui prodotti dei competitori.
>> Birmania,
>> Laos e Vietnam sono 'protettorati' cinesi e dalla Cina dipendono.
>
>Il Vietnam protettorato cinese?

guarda che � finita la guerra in Cambogia... :-)

http://www.viet-studies.info/kinhte/Thayer_Sino_Viet_1991_2008.pdf

""In December 2000, Vietnam and China signed two important documents, the
Agreement on the Demarcation of Waters, Exclusive Economic Zones and
Continental Shelves in the Gulf of Tonkin and the Agreement on Fishing
Cooperation in the Gulf of Tonkin. More importantly, Vietnam and China
issued a Joint Statement for Comprehensive Cooperation in the New
Century.'2 This document set out the structure of bilateral relations
through a
long-term framework for cooperation. Vietnam and China established a Joint
Commission for Economic and Trade Cooperation to handle their economic
relations. By January 2008, the Joint Commission had met six times.""

Di fatto il colosso economico cinese sta pian piano fagocitando tutti gli
stati minori della regione portandoli nella propria orbita.

>>Vista la
>> scarsezza della loro economia continueranno a vivere di sussidi da
>> Pechino.
>
>Il Vietnam economicamente debole? L'economia vietnamita cresce a ritmi
>elevatissimi da quasi un decennio...

cresce ma i vietnamiti non navigano certo nell'oro...vedremo come la piccola
economia vietnamita si confronter� con quella cinese. Dal canto loro i
cinesi potrebbero concedere degli spazi economici in modo da non creare
'malcontenti'...gi� cercano il perolio nell'area.

amaryllide

unread,
Jan 2, 2010, 10:08:26 AM1/2/10
to
On 2 Gen, 15:55, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
> "Federico Antola" <federico.ant...@gmail.com> ha scritto nel messaggionews:a38f6ef3-4d6a-4fec...@u41g2000yqe.googlegroups.com...

> On 2 Gen, 13:24, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
>
> >> "Namib" <nam...@alice.it> ha scritto nel
> >> messaggionews:4b3e00b7$0$1109$4faf...@reader4.news.tin.it...
>
> >> > Questo accordo potrebbe essere il volano per la ripresa mondiale?
>
> >> > Namib
>
> >> non credo perchè saranno i mercati di quell'area a beneficiare (o ad

> >> essere
> >> schiacciati) dalla mancanza dei dazi sui prodotti dei competitori.
> >> Birmania,
> >> Laos e Vietnam sono 'protettorati' cinesi e dalla Cina dipendono.
>
> >Il Vietnam protettorato cinese?
>
> guarda che è finita la guerra in Cambogia... :-)

>
> http://www.viet-studies.info/kinhte/Thayer_Sino_Viet_1991_2008.pdf
>
> ""In December 2000, Vietnam and China signed two important documents, the
> Agreement on the Demarcation of Waters, Exclusive Economic Zones and
> Continental Shelves in the Gulf of Tonkin and the Agreement on Fishing
> Cooperation in the Gulf of Tonkin. More importantly, Vietnam and China
> issued a Joint Statement for Comprehensive Cooperation in the New
> Century.'2 This document set out the structure of bilateral relations
> through a
> long-term framework for cooperation. Vietnam and China established a Joint
> Commission for Economic and Trade Cooperation to handle their economic
> relations. By January 2008, the Joint Commission had met six times.""
>
> Di fatto il colosso economico cinese sta pian piano fagocitando tutti gli
> stati minori della regione portandoli nella propria orbita.
>
> >>Vista la
> >> scarsezza della loro economia continueranno a vivere di sussidi da
> >> Pechino.
>
> >Il Vietnam economicamente debole? L'economia vietnamita cresce a ritmi
> >elevatissimi da quasi un decennio...
>
> cresce ma i vietnamiti non navigano certo nell'oro...vedremo come la piccola
> economia vietnamita si confronterà con quella cinese. Dal canto loro i

> cinesi potrebbero concedere degli spazi economici in modo da non creare
> 'malcontenti'...già cercano il perolio nell'area.

qui qualcuno è un pirla. O LC, che risponde a sè stesso, o Antola, che
risponde a sè stesso ugualmente ma si è dimenticato di cambiare
nick....

Lord Curzon

unread,
Jan 2, 2010, 10:22:55 AM1/2/10
to

"Shylock" <shyloc...@live.it> ha scritto nel messaggio
news:51bc253e-a28e-4a14...@35g2000yqa.googlegroups.com...

On 2 Gen, 15:32, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
>> >Se quei mercati diventano pi� efficienti, si libereranno risorse che

>> >potranno essere impiegate in altra maniera.
>>
>> fammi qualche esempio...
>
>Se riesco ad acquistare beni e servizi da imprese che riescono a
>produrli a meno, senza dover passare per i dazi, mi resta di pi� in

>tasca.
>
>Sta a me poi usare quei soldi in maniera produttiva, o ad altri
>convincermi ad investire presso di loro quei soldi.

il problema � che gli acquisti in gran parte si fanno in Cina. Non penso
siano molto determinanti i costi aggiuntivi derivati dalle transazioni tra
la Cina e i paesi dell'Asean...

Shylock

unread,
Jan 3, 2010, 5:55:44 AM1/3/10
to
On 2 Gen, 16:22, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
> >Sta a me poi usare quei soldi in maniera produttiva, o ad altri
> >convincermi ad investire presso di loro quei soldi.
>
> il problema è che gli acquisti in gran parte si fanno in Cina. Non penso

> siano molto determinanti i costi aggiuntivi derivati dalle transazioni tra
> la Cina e i paesi dell'Asean...

Credi male.

Lord Curzon

unread,
Jan 3, 2010, 8:32:29 AM1/3/10
to

"Shylock" <shylo...@hotmail.it> ha scritto nel messaggio
news:c528797b-b88f-4e0e...@j19g2000yqk.googlegroups.com...

On 2 Gen, 16:22, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
>> >Sta a me poi usare quei soldi in maniera produttiva, o ad altri
>> >convincermi ad investire presso di loro quei soldi.
>>
>> il problema � che gli acquisti in gran parte si fanno in Cina. Non penso

>> siano molto determinanti i costi aggiuntivi derivati dalle transazioni
>> tra
>> la Cina e i paesi dell'Asean...
>
>Credi male.

fra l'altro di fatto la Cina compra le sue materie prime all'estero e
procede in patria alla produzione dei prodotti finiti. Quindi i dazi, se
presenti, non riguardano l'Asean se non in piccola parte.

Lord Curzon

unread,
Jan 3, 2010, 8:33:37 AM1/3/10
to

"amaryllide" <amary...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:660b0221-bfd2-4b5e...@e27g2000yqd.googlegroups.com...

>qui qualcuno � un pirla. O LC, che risponde a s� stesso, o Antola, che
>risponde a s� stesso ugualmente ma si � dimenticato di cambiare
>nick....

non ho capito che problema hai...

Shylock

unread,
Jan 3, 2010, 8:35:30 AM1/3/10
to
On 3 Gen, 14:32, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
> >Credi male.
>
> fra l'altro di fatto la Cina compra le sue materie prime all'estero e
> procede in patria alla produzione dei prodotti finiti. Quindi i dazi, se
> presenti, non riguardano l'Asean se non in piccola parte.

Telefonagli e spiegagli che stanno a perdere tempo :-)

Lord Curzon

unread,
Jan 3, 2010, 9:08:01 AM1/3/10
to

"Shylock" <shylo...@hotmail.it> ha scritto nel messaggio
news:38c9d750-14aa-42f0...@h9g2000yqa.googlegroups.com...

guarda che l'abolizione dei dazi conviene in primo luogo alla Cina che pu�
ampliare cos� il suo mercato su tutto il territorio dell'Asean... Come ho
gi� detto pu� convenire anche ad altri attori 'forti'...i deboli subiranno
di pi� come gi� subiscono...

Shylock

unread,
Jan 3, 2010, 11:04:42 AM1/3/10
to
On 3 Gen, 15:08, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
> > Telefonagli e spiegagli che stanno a perdere tempo :-)
>
> guarda che l'abolizione dei dazi conviene in primo luogo alla Cina che può
> ampliare così il suo mercato su tutto il territorio dell'Asean... Come ho
> già detto può convenire anche ad altri attori 'forti'...i deboli subiranno
> di più come già subiscono...

Che stronzate.

Namib

unread,
Jan 3, 2010, 11:14:12 AM1/3/10
to
Shylock wrote:

> Come ho
>> gi� detto pu� convenire anche ad altri attori 'forti'...i deboli
>> subiranno di pi� come gi� subiscono...
>
> Che stronzate.

Sta' a vedere che Lord C. � un no-global... :)

Namib


Lord Curzon

unread,
Jan 3, 2010, 3:55:49 PM1/3/10
to

"Shylock" <shylo...@hotmail.it> ha scritto nel messaggio
news:4635603c-22a4-4796...@p8g2000yqb.googlegroups.com...

On 3 Gen, 15:08, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
>> > Telefonagli e spiegagli che stanno a perdere tempo :-)
>>
>> guarda che l'abolizione dei dazi conviene in primo luogo alla Cina che
>> pu�
>> ampliare cos� il suo mercato su tutto il territorio dell'Asean... Come ho
>> gi� detto pu� convenire anche ad altri attori 'forti'...i deboli
>> subiranno

>> di pi� come gi� subiscono...
>
>Che stronzate.

immagino che sia il massimo che puoi argomentare....

Lord Curzon

unread,
Jan 3, 2010, 3:59:54 PM1/3/10
to

"Namib" <nam...@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:4b40c25e$0$1115$4faf...@reader2.news.tin.it...

come vedi sono molto sensibile ai diritti dei lavoratori e alle condizioni
di lavoro nelle industrie. Del resto � ben noto che i sedicenti comunisti
sono stati i primi a fregarsene dei lavoratori. Il caso cinese � emblematico
in questo. Auguro a tutti i lavoratori cinesi di riunirsi in sindacati che
reclamino un po' pi� di 'socialismo' e di umanit� al regime economico
pseudocomunista di Pechino. Una 'Solidarnosc' cinese sarebbe una bellissima
novit� nell'orizzonte dell'ex-celeste impero...

Shylock

unread,
Jan 4, 2010, 3:28:13 AM1/4/10
to
On 3 Gen, 21:55, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
> "Shylock" <shylock1...@hotmail.it> ha scritto nel messaggionews:4635603c-22a4-4796...@p8g2000yqb.googlegroups.com...

> On 3 Gen, 15:08, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
> [...]
>
> >> > Telefonagli e spiegagli che stanno a perdere tempo :-)
>
> >> guarda che l'abolizione dei dazi conviene in primo luogo alla Cina che
> >> può
> >> ampliare così il suo mercato su tutto il territorio dell'Asean... Come ho
> >> già detto può convenire anche ad altri attori 'forti'...i deboli
> >> subiranno
> >> di più come già subiscono...

>
> >Che stronzate.
>
> immagino che sia il massimo che puoi argomentare....

l'abolizione delle barrire doganali rende più semplici i rapporti
commerciali fra entità residenti in paesi diversi, che si accordano
sulla base di reciproche convenienze. L'idea che il commercio possa
essere effettuato a vantaggio di una sola parte è priva di senso,
visto che nessuna delle due parti è obbligata ad accordarsi se non lo
trova conveniente.

E' qualcosa di basico, non necessitava di tutta 'sta spiegazione.

Lord Curzon

unread,
Jan 4, 2010, 6:42:16 AM1/4/10
to

"Shylock" <shylo...@hotmail.it> ha scritto nel messaggio
news:470af287-0434-4ac8...@k23g2000yqa.googlegroups.com...

>l'abolizione delle barrire doganali rende pi� semplici i rapporti
>commerciali fra entit� residenti in paesi diversi, che si accordano


>sulla base di reciproche convenienze. L'idea che il commercio possa

>essere effettuato a vantaggio di una sola parte � priva di senso,
>visto che nessuna delle due parti � obbligata ad accordarsi se non lo


>trova conveniente.
>
>E' qualcosa di basico, non necessitava di tutta 'sta spiegazione.

l'abolizione delle barriere doganali sono convenienti tra economie paritarie
come (pi� o meno) quelle dell'Unione Europea. Riguardo al fatto che ti
sembri strano che il commercio possa essere fatto a vantaggio di una sola
parte mi viene solo da sorridere. Fossi in te inizierei a studiare la
storia...

Shylock

unread,
Jan 4, 2010, 6:54:01 AM1/4/10
to
On 4 Gen, 12:42, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
> >E' qualcosa di basico, non necessitava di tutta 'sta spiegazione.
>
> l'abolizione delle barriere doganali sono convenienti tra economie paritarie
> come (più o meno) quelle dell'Unione Europea.

Dogma tuo.

Quando apri le frontiere i commerci non sono fra stati, ma fra singole
entità all'interno degli stati. Ciascuna decide sulla base della
propria convienienza.

> Riguardo al fatto che ti
> sembri strano che il commercio possa essere fatto a vantaggio di una sola
> parte mi viene solo da sorridere. Fossi in te inizierei a studiare la
> storia...

Fammi capire come in una situazione di libero commercio qualcuno possa
essere obbligato a fare scambi contrari alla propria convenienza, e
sarò d'accordo con te.

Lord Curzon

unread,
Jan 4, 2010, 8:01:14 AM1/4/10
to

"Shylock" <shylo...@hotmail.it> ha scritto nel messaggio
news:5578113f-13ac-42e3...@e37g2000yqn.googlegroups.com...

On 4 Gen, 12:42, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
>> >E' qualcosa di basico, non necessitava di tutta 'sta spiegazione.
>>
>> l'abolizione delle barriere doganali sono convenienti tra economie
>> paritarie
>> come (pi� o meno) quelle dell'Unione Europea.

>
>Dogma tuo.
>
>Quando apri le frontiere i commerci non sono fra stati, ma fra singole
>entit� all'interno degli stati. Ciascuna decide sulla base della
>propria convienienza.

non ci sono solo le singole entit� ma anche gli stati. Ovvero c'� il
problema della bilancia commerciale che indica la bont� globale degli scambi
commerciali del paese.

>> Riguardo al fatto che ti
>> sembri strano che il commercio possa essere fatto a vantaggio di una sola
>> parte mi viene solo da sorridere. Fossi in te inizierei a studiare la
>> storia...
>
>Fammi capire come in una situazione di libero commercio qualcuno possa
>essere obbligato a fare scambi contrari alla propria convenienza, e

>sar� d'accordo con te.

metti il caso che un paese apra il proprio mercato ad un certo prodotto
estero che � talmente competitivo da far chiudere tutte le fabbriche di quel
paese che producono quel prodotto. Ci� provoca disoccupazione e perdita di
reddito. Al contrario i cittadini di quel paese per pagare quel prodotto
daranno i propri soldi alle fabbriche estere ed andranno ad incrementare il
PIL di quel paese estero. Ci� non � conveniente.

Shylock

unread,
Jan 4, 2010, 8:25:28 AM1/4/10
to
On 4 Gen, 14:01, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
> >Quando apri le frontiere i commerci non sono fra stati, ma fra singole
> >entit all'interno degli stati. Ciascuna decide sulla base della
> >propria convienienza.
>
> non ci sono solo le singole entit ma anche gli stati. Ovvero c' il
> problema della bilancia commerciale che indica la bont globale degli scambi
> commerciali del paese.

Che, in regime di libero scambio, è determinata dagli accordi fra
singole entità presenti negli stati, ciascuna agente secondo la
propria particolare convenienza.

> >Fammi capire come in una situazione di libero commercio qualcuno possa
> >essere obbligato a fare scambi contrari alla propria convenienza, e
> >sar d'accordo con te.
>
> metti il caso che un paese apra il proprio mercato ad un certo prodotto
> estero che talmente competitivo da far chiudere tutte le fabbriche di quel
> paese che producono quel prodotto. Ci provoca disoccupazione e perdita di
> reddito.

Per quelle fabbriche e per chi ha interessi legati a quelle fabbriche.

Non per il resto della cittadinanza, che invece ne giova (altrimenti
non avrebbero scelto di comprare quel prodotto).

Capisco che chi chiagne più forte in TV sembra maggioranza, ma la
realtà è che la gente è libera di comprare quel che desidera, e se
compra A invece di B, vuol dire che trova più conveniente A.

> Al contrario i cittadini di quel paese per pagare quel prodotto
> daranno i propri soldi alle fabbriche estere ed andranno ad incrementare il
> PIL di quel paese estero. Ci non conveniente.

Perché non lo sarebbe? Quelli del paese estero usano i soldi per
tappezzarci la sala da pranzo?

Lord Curzon

unread,
Jan 5, 2010, 8:11:31 AM1/5/10
to
"Shylock" <shylo...@hotmail.it> ha scritto nel messaggio
news:361599f1-134d-42e1...@j14g2000yqm.googlegroups.com...

On 4 Gen, 14:01, "Lord Curzon" <lord.cur...@curzon.cur> wrote:
[...]
>> >Quando apri le frontiere i commerci non sono fra stati, ma fra singole
>> >entit all'interno degli stati. Ciascuna decide sulla base della
>> >propria convienienza.
>>
>> non ci sono solo le singole entit ma anche gli stati. Ovvero c' il
>> problema della bilancia commerciale che indica la bont globale degli
>> scambi
>> commerciali del paese.
>
>Che, in regime di libero scambio, � determinata dagli accordi fra
>singole entit� presenti negli stati, ciascuna agente secondo la
>propria particolare convenienza.

questo va bene finch� l'economia � forte ovvero finch� si rappresenta una
economia dominante. Se l'economia non � competitiva � chiaro che deve
lasciare il passo alle economie pi� forti a meno di non alzare gli scudi del
protezionismo.

>> >Fammi capire come in una situazione di libero commercio qualcuno possa
>> >essere obbligato a fare scambi contrari alla propria convenienza, e
>> >sar d'accordo con te.
>>
>> metti il caso che un paese apra il proprio mercato ad un certo prodotto
>> estero che talmente competitivo da far chiudere tutte le fabbriche di
>> quel
>> paese che producono quel prodotto. Ci provoca disoccupazione e perdita di
>> reddito.
>
>Per quelle fabbriche e per chi ha interessi legati a quelle fabbriche.
>
>Non per il resto della cittadinanza, che invece ne giova (altrimenti
>non avrebbero scelto di comprare quel prodotto).
>

>Capisco che chi chiagne pi� forte in TV sembra maggioranza, ma la
>realt� � che la gente � libera di comprare quel che desidera, e se
>compra A invece di B, vuol dire che trova pi� conveniente A.

se si tratta di una fabbrica e solo di una categoria di prodotti pu� essere
come dici. Per� se viene colpita tutta una economia, come � successo in
Argentina tanto per fare un esempio, � tutta la popolazione che subisce il
danno.

>> Al contrario i cittadini di quel paese per pagare quel prodotto
>> daranno i propri soldi alle fabbriche estere ed andranno ad incrementare
>> il
>> PIL di quel paese estero. Ci non conveniente.
>

>Perch� non lo sarebbe? Quelli del paese estero usano i soldi per


>tappezzarci la sala da pranzo?

se parliamo di una economia dedita alle tappezzerie circondata da paesi che
vanno matti per la tappezzeria puodarsi che sia conveniente...in realt� i
benficiari di questo commercio saranno pochi... Ovvero: non si manda avanti
una economia solo con la Ferrari o con la moda come qualcuno pensa... :-)

0 new messages