Cerea, azienda agricola modello: 400 lavoratori, non uno in regola
Facevano le cose in grande, senza mezze misure adottano e sviluppano
il nuovo modello industriale: globalizzato che più non si può,
liberalizzato oltre ogni vincolo, italiano ma anche asiatico al tempo
stesso. Un’azienda agricola di Cerea, provincia di Verona, in cinque
anni ha “usato” 400 lavoratori: neanche uno con un contratto regolare.
Per la precisione, 292 in nero assoluto e 116 in “grigio”, con mezzo
contratto.
Un’azienda, mica una fattoria a conduzione familiare. La Guardia di
Finanza di Legnago ha stimato che i compensi “fuori busta” hanno
raggiunto la somma di un milione e duecentomila euro. Se questo è
stato il valore del “fuori busta”, tra dimezzamento delle
retribuzioni, contributi e tasse evase, i titolari dell’azienda hanno
“risparmiato” almeno altrettanto. Risparmiato si fa per dire, è stato
guadagno puro, ai danni delle altre aziende, dei concorrenti, della
collettività. A suo modo l’azienda in questione rappresenta un modello
di adattamento: risolve il problema dell’immigrazione facendo lavorare
in nero i neri, paga salari già ridotti al livello della cassa
integrazione e quindi preventivamente si adegua alla crisi, porta
l’imposizione fiscale e contributiva là dove i governi sognano di
portarla solo in campagna elettorale. Cerea, Italia: ecco come si fa.
ridiamo il Lombardo-Veneto agli austriaci, di questa feccia non
sappiamo che farcene...