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Prima machi e duri, poi vigliacchi piagnucoloni

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pirex

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May 24, 2008, 4:26:42 PM5/24/08
to

"Oddio, ho paura. Mi dovete aiutare".
"Sarò lì, va bene, ma a patto che ci venga anche papà".

Valentina Giordano, figlia del calciatore, era in macchina con Stefano
Lucidi
Giovedì sera aveva deciso di lasciarlo. Dalla lite è nata la notte brava in
Mercedes
"Mi ha picchiato, poi la folle corsa
Gli urlavo di frenare, li ha travolti"
Dopo l'incidente, il giovane l'ha lasciata andare. La telefonata
e l'appuntamento col padre e i poliziotti: "Ho paura, aiutatemi"
di CARLO ALBERTO BUCCI


ROMA - "Correva come un pazzo, lo imploravo di fermarsi quando ho visto quel
motorino davanti a noi e ho urlato 'Fermati'. Poi ho chiuso gli occhi.
L'impatto è stato terribile. Picchiata per tutta la sera dal "suo" Stefano,
Valentina Giordano si è ritrovata nella Mercedes che giovedì sera ha ucciso
in via Nomentana i due fidanzatini in motorino. "'Li hai ammazzati. Fammi
scendere, ti prego' gli dicevo, ma lui continuava a correre" ha aggiunto la
figlia dell'ex calciatore della lazio, Bruno Giordano, interrogata ieri
pomeriggio dagli uomini del secondo e del'ottavo gruppo dei vigili urbani.


Fatta entrare nella sede di viale Parioli con un velo in testa per
nasconderla dai fotografi, ma anche per celare i segni delle percosse,
Valentina ha descritto i contorni di una serata da incubo. E da subito
"fuori legge". La 27enne è sottoposta a un provvedimento restrittivo: il
cumulo di alcune condanne per calunnia e altri reati minori le impongono di
non uscire di casa dalle nove di sera e fino alla mattina successiva. Ma
giovedì sera, Valentina deve fare una cosa.

"Siamo andati a cena fuori in un ristorante vicino al Colosseo. Ero decisa a
lasciarlo. E gliel'ho detto in faccia, seduti al tavolo. Ma lui ha reagito".
Come sempre, con la violenza. Stefano è un gigante e fa andare le mani
spesso. Allo stadio ma anche a casa. Ne sanno qualcosa i vicini del
quartiere Montesacro dove vive con i genitori. Partono le prime sberle.
"Sono uscita da ristorante e sono scappata via". Vale entra in un pub della
zona. Pensa di averlo seminato. "Invece m'ha trovato, mi ha preso per i
capelli e mi ha trascinata fuori dal locale". Nell'indifferenza degli altri
clienti.

La macchina di famiglia - la Mercedes è intestata all'ingegner Lucidi e ai
suoi due gemelli, Marco e Stefano - è parcheggiata lì ad un passo. Lui la
schiaffa dentro a forza. "Era fuori di sé, non avevo più il coraggio di
dirgli nulla. Poi ha spinto il piede sull'acceleratore , ed è iniziato
l'inferno". L'auto blu fila via nella notte di Roma. Non c'è semaforo rosso
che tenga. Fino allo scontro micidiale. Valentina ha messo le cinture. Non
si fa nulla. Stefano si ferisce al volto e alle gambe. Corre ancora per
qualche chilometro. Finalmente decide che è finita. lascia l'auto in via
Bencivenga. E libera Valentina.


Una notte di attesa. Poi la svolta. Gli inquirenti mettono insieme i pezzi.
Il parafango rotto e una testimonianza. Hanno la targa. Trovano l'auto.
Risalgono al padre. L'ingegnere ceca di coprire i ragazzi. Ma poi ammette.
"L'auto la guidava Stefano". E consegna il numero del cellulare del figlio.
Lo chiamano. Lui risponde: "Oddio, ho paura. Mi dovete aiutare". E' un duro
della curva. Ma ora è come un bambino. Perduto. Gli agenti lo
tranquillizzano: Dicci dove sei, così ti possiamo aiutare". Ha paura, il
pirata della strada, resiste. Poi cede.

L'appuntamento viene fissato in piazza Sempione dove arriva la Nomentana.
"Sarò lì, va bene, ma a patto che ci venga anche papà". C'è anche
l'ingegnere all'appuntamento. Poche parole, uno sguardo pietoso, un
abbraccio vero. E Stefano abbassa la testa rasata nell'auto dei vigili.
Cercherà di coprirla con il giacchetta jeans dai flash dei fotografi. Poi,
finalmente, la confessione: "Non pensavo di averli uccisi, mi dispiace".

(24 maggio 2008)

Ministry

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May 24, 2008, 5:11:01 PM5/24/08
to
pirex ha scritto:

> "Oddio, ho paura. Mi dovete aiutare".
> "Sarò lì, va bene, ma a patto che ci venga anche papà".
>
> "Siamo andati a cena fuori in un ristorante vicino al Colosseo. Ero decisa a
> lasciarlo. E gliel'ho detto in faccia, seduti al tavolo.

Aspetta aspetta, ma lei non era agli arresti domiciliari, o qualcosa di
simile?
m.


--
"La legge, in Italia, è come l'onore delle puttane"
(Curzio Malaparte)

ekkekatz

unread,
May 24, 2008, 5:45:40 PM5/24/08
to
pirex in preda ad un raptus ha scritto

>
> "Oddio, ho paura. Mi dovete aiutare".

> "Sarņ lģ, va bene, ma a patto che ci venga anche papą".
>

dove sta la notizia?!?!?!?!?! tutto normale

uomocattivo

unread,
May 25, 2008, 4:24:21 AM5/25/08
to
Il 24 Mag 2008, 22:26, "pirex" <mok...@pakita.sus> ha scritto:
>

> Lo chiamano. Lui risponde: "Oddio, ho paura. Mi dovete aiutare". E' un
duro

> della curva. Ma ora č come un bambino. Perduto. Gli agenti lo
> tranquillizzano: Dicci dove sei, cosě ti possiamo aiutare". Ha paura, il


> pirata della strada, resiste. Poi cede.
>

Tutti cosi' gli squadristi. Presi uno per uno hanno paura di in bambino.

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Andrea aka VVD

unread,
May 25, 2008, 6:04:56 AM5/25/08
to
Il Sun, 25 May 2008 08:24:21 GMT, uomocattivo ha scritto:


> Tutti cosi' gli squadristi. Presi uno per uno hanno paura di in bambino.

gli squadristi eran gente che aveva combattuto al fronte durante la Grande
Guerra ed usava ciň che aveva imparato lě contro il movimento operaio
organizzato da Psi e Pcd'I.
Erano metodi di guerriglia molto bene organizzati, ma sarebbe bastato un
cenno del re per far intervenire il Regio Esercito e disperdere quella
marmaglia.
Questa non č marmaglia, č solo feccia, inutili figli di papŕ che si
annoiano e vogliono divertirsi a spese altrui.

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