Il 01/06/2012 12.25, Alexander ha scritto:
>>> Marconi ha avuto il premio Nobel a 35 anni, glielo ha assegnato
>>> l'accademia delle scienze svedese, composta da spocchoisi scienziati
>>> ufficiali.
>>
>> Io mi riferivo agli scienziati italiani. Alcuni dei quali conosco
>> personalmente ed altri per
>> come si presentano sui mezzi di informazione.
>> Marconi ebbe il Nobel quando la sua invenzione era ormai cosa nota,
>> consolidata e (per lui)
>> pure redditizia. La prima trasmissione radio transatlantica fu nel
>> 1901, il Nobel arrivera'
>> otto anni dopo.
>>
>>> Le sue *invenzioni* sono basate sulle *scoperte* di Hertz, professore
>>> universitario e teorico puro, che dopo aver illustrato la sua scoperta
>>> ha detto di non immaginare applicazioni pratiche.
>>>
>>
>> Appunto. Agli accademici, a volte, puo' mancare l'intuizione che in
>> altri c'e'.
>> Magari perche' lo sperimentatore amatoriale ha la mente piu' aperta e
>> libera da formalismi.
> infatti si sbaglia quando si da' totale fiducia ad ogni pretesa di
> verita' incontrovertibile. Prendi la astrofisica Hack, crede solo al
> metodo scientifico, e va bene, secondo il metodo scientifico viaggiare
> nello spazio per raggiungere altre stelle non sara' mai possibile per
> via del limite della velocita' della luce che tutti sappiamo. Dobbiamo
> crederle? Dobbiamo darle totale fiducia del fatto che assolutamente mai
> si potra' andare in altri sistemi solari? Ovviamente no.
Imho stai sbagliando approccio. Stai dicendo che la *Hack* non ritiene
possibile (peraltro *non* lo ritengono neanche Stephen Hawking e Roger
Penrose, per citarne altri due non esattamente ultimi arrivati) superare
la velocità della luce. E da qui parti a generalizzare sul metodo
scientifico tout court. Ma se c'è proprio una caratteristica della
comunità scientifica è quella che per dieci persone che pensano una
cosa, ce ne sono cento che provano a contraddirla, la verità
incontrovertibile non esite nella mente della comunità scientifica nella
sua totalità.
> Il metodo
> scientifico non produce mai verita' assolute, infatti la scienza puo'
> solo arrivare a predire PROBABILISTICAMENTE
L'avverbio "probabilisticamente", perdonami, in questo contesto non
c'entra una cippa.
> cio' che si avvicina di piu'
> al vero, ma la storia insegna che le teorie vengono sempre surclassate
> da altre nuove che o le migliorano o le soppiantano del tutto, cambiando
> il nostro paradigma di concezione della "meccanica" reale della natura.
Ecco, quindi viene a cadere tutto il discorso che stavi facendo prima.
> Cosi' quando dietro al paravento del metodo scientifico si cela in
> verita' il dogma, dubitare dei ricercatori "istituzionali" e' cosa
> intelligente.
Non si cela nessun dogma. Poi chi sarebbero i "ricercatori istituzionali"?
> Io non bollerei quindi Giuliani come un cantastorie tout
> court.
Ti risultano delle sue pubblicazioni scientifiche che è possibile
consultare?