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per chi crede che gli annunci di lavoro italiani siano i peggiori...

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shylo...@hotmail.it

unread,
May 28, 2012, 6:35:26 AM5/28/12
to
... questo fotografato a Manila la settimana scorsa:

http://www.2shared.com/photo/vHmZQ0Ek/annuncio_manila.html

non si tratta di piccola azienda, ma di societa` con 10mila dipendenti diretti + indotto.

Ah, non e` nemmeno il peggiore fra gli annunci che ho visto... semplicemente, avevo la fotocamera con me.

Mau C

unread,
May 28, 2012, 7:02:04 AM5/28/12
to
Il 28/05/2012 12:35, shylo...@hotmail.it ha scritto:
> Ah, non e` nemmeno il peggiore fra gli annunci che ho visto... semplicemente, avevo la fotocamera con me.

L'ultimo che ho visto: una head hunter di Malta cerca uno sviluppatore
C# ... nulla di strano, se non fosse che nel titolo dell'annuncio c'è
scritto "Java developer..."

M.

riccardo

unread,
May 28, 2012, 9:52:16 AM5/28/12
to
non si tratta di pensare che gli annunci italioti siano "i peggiori"
ma che se per trovare di peggio bisogna cercare a Manila siamo
sicuramente "tra i peggiori" ...

Marcoxxx

unread,
May 28, 2012, 5:22:35 PM5/28/12
to
shylo...@hotmail.it ha scritto:

> .... questo fotografato a Manila la settimana scorsa:
Ma tu la "qualita' attesa" delle condizioni lavorative o del mercato del
lavoro in Italia la confronteresti con la "qualita' attesa" delle
condizioni lavorative o del mercato del lavoro nelle Filippine ?

A parte che un filippino che abita a Roma lo conosco: fa fatica a mettere
da parte i soldi per tornare nelle Filippine a far visita ai suoi
familiari, dopo 8-9 anni che sta in Italia senza mai essere tornato a
casa, ma a tornare stabilmente nelle Filippine non ci pensa nemmeno.

Ma a parte questo e a parte che a Kinshasa o in Tanzania possano esserci
anche situazioni peggiori di quelle da te descritte, immagino che quando
ci si lamenta delle condizioni italiane lo si faccia confrontandole con le
condizioni della Germania, dell' Inghilterra o della Francia, piu' che con
quelle delle Filippine o della Tanzania o del Brasile (anche se
apparentemente quest'ultimo sembra aver raddoppiato il proprio PIL
rispetto al 2000 e magari la Tanzania pare aver fatto anche meglio in
questo senso non credo che abbia molto senso confrontarci con questi
Paesi)

Ciao,
Marco

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


shylo...@hotmail.it

unread,
May 29, 2012, 3:56:01 AM5/29/12
to
Il giorno martedì 29 maggio 2012 01:22:35 UTC+4, Marcoxxx ha scritto:
> shylo...@hotmail.it ha scritto:
>
> > .... questo fotografato a Manila la settimana scorsa:
>
> > http://www.2shared.com/photo/vHmZQ0Ek/annuncio_manila.html
>
> > non si tratta di piccola azienda, ma di societa` con 10mila dipendenti
> diretti + indotto.
>
> > Ah, non e` nemmeno il peggiore fra gli annunci che ho visto...
> semplicemente, avevo la fotocamera con me.
>
> Ma tu la "qualita' attesa" delle condizioni lavorative o del mercato del
> lavoro in Italia la confronteresti con la "qualita' attesa" delle
> condizioni lavorative o del mercato del lavoro nelle Filippine ?

non ho mai fatto sondaggi abbastanza estesi da poterne discutere.

In ogni caso, ho voluto riportare un fatto, non parlare di aspettative.

ispas

unread,
May 30, 2012, 7:45:12 AM5/30/12
to
On 28 Mag, 23:22, aritopogig...@web.de (Marcoxxx) wrote:
> ci si lamenta delle condizioni italiane lo si faccia confrontandole con le
> condizioni della Germania, dell' Inghilterra o della Francia, piu' che con

Cosa che in fondo è sbagliata. La cultura e la società italiana è
certamente molto lontana da quella delle Filippine o Tanzania, ma non
è mica così vicina a quella inglese, francese o tedesca o americana,
checchè se ne dica.
E se non importi praticamente un'intera cultura ma solo pezzi sparsi
ottieni quasi sempre solo aborti (mi viene in mente la laurea breve, o
l'ultimo ritrovato mediatico la "spending review").

Marcoxxx

unread,
May 30, 2012, 8:47:43 AM5/30/12
to
ispas ha scritto:

> On 28 Mag, 23:22, aritopogig...@web.de (Marcoxxx) wrote:
> > ci si lamenta delle condizioni italiane lo si faccia confrontandole con le
> > condizioni della Germania, dell' Inghilterra o della Francia, piu' che con

> Cosa che in fondo è sbagliata.

E quindi le condizioni economiche dell'italia con cosa le confronteresti
per provare a capire se qualcuno, a parita' di possibilita', e' piu' o
meno bravo di noi ?

> La cultura e la società italiana è
> certamente molto lontana da quella delle Filippine o Tanzania, ma non
> è mica così vicina a quella inglese, francese o tedesca o americana,
> checchè se ne dica.

Parlo di quello che conosco meglio:
a differenza di quanto si potrebbe pensare, i tedeschi sono quanto di piu'
simile agli italiani possa esistere, per storia, cultura, tradizioni, ecc.
(una volta, qunado ho iniziato a approfondire un po' il tedesco [nel
lontano 1998] su un sito di un insegnante c'era tutta una storia dal
titolo "i tedeschi amano gli italiani ma non li stimano"/"gli italiani
stimano i tedeschi, ma non li amano".

Ho ritrovato il sito (o almeno un nuovo sito che pare simile a quello che
mi ricordavo io)

<http://www.viaggio-in-germania.de/tedeschi-italiani.html>

Se hai studiato un po' di storia della Germania, vedrai che, almeno negli
ultimi due secoli e' praticamente identica a quella italiana e, sebbene io
non sia certo un esperto, se ti e' capitato di leggere qualche opera
letteraria in lingua originale di Goethe o Kafka vedrai che non e' molto
diverso da leggere Leopardi o Pascoli o Pirandello (mentre se ti e'
capitato di leggere qualcosa in cinese o giapponese, probabilmente farai
fatica a credere che quello che leggi sia stato scritto sullo stesso
pianeta in cui vive un italiano, per non parlare della storia della Cina
che anche se la leggi da qualche parte dove e' spiegata chiaramente,
probabilmente fai fatica a capire che si tratta della storia di una
nazione unica).

> E se non importi praticamente un'intera cultura ma solo pezzi sparsi
> ottieni quasi sempre solo aborti (mi viene in mente la laurea breve, o
> l'ultimo ritrovato mediatico la "spending review").

La cultura e la storia nostre e quelle tedesche sono sostanzialmente
identiche (come minimo a partitre dalla frammentarieta' degli stati in cui
era divisa la nazione prima dell'unificazione che c'e' stata nel 1861 da
noi e nel 1871 in Germania. Dopo l'unificazione, non e' un mistero che
l'Italia non abbia trovato di meglio che allearsi con i tedeschi ogni
volta che c'e' stata una guerra [salvo poi, in perfetto stile italiano,
ritirarsi all'ultimo momento per poter risultare "paese vincitore"
entrambe le volte]). L'unica cosa che ci differenzia nettamente e' la
nostra totale mancanza di rispetto per le regole a differenza della loro
totale devozione al rispetto assoluto di qualsiasi regola, anche quando
palesemente sbagliata. Se importiamo una minima parte di quell'amore per
il rispetto delle regole, per il resto potremmo tranquillamente avere
tutto quello che hanno loro.

Solo che a noi piace avere quello che te lo mette in quel posto con il
sorriso sulle labbra, strafottendosene di qualsiasi regola e anzi,
cambiando a suo piacimento le regole in modo che tornino a suo vantaggio
(come dimostrano chiaramente gli ultimi 20 anni). Di solito, l'italiano
medio e' tale che uno piu' gielo ficca, piu' l'italiano e' contento.
Questo ai tedeschi non piacerebbe.

Per il resto, basta andare li' in vacanza una settimana per capire che

a- A differenza di quanto dice La Russa ogni volta che va in televisione,
non e' affatto vero che la Germania sta peggio di noi

b- non ci vorrebbe niente a raggiungere il loro livello, basterebbe
volerlo. Ma, essendo italiani, non lo vogliamo (infatti continuiamo da 20
anni ad avere La Russa, Gasparri e Berlusconi in parlamento. Per non
parlare dei vari Calearo e Scilipoti. Tutta gente che in Germania non
farebbe nemmeno in tempo a presentarsi alle elezioni che sarebbe gia'
stata presa a pedate. E se per caso se ne andassero, ne sceglieremmo altri
esattamente uguali se non peggiori, cosi' come quelli sono esattamente
uguali se non peggiori rispetto a queli che c'erano prima)

Ciao,
Marco

--
Per i lavoratori a bordo dei cacciabombardieri non esistono sabati, ne'
domeniche. Mai un momento di pausa.
"Per costruire 12 ospedali servono 250 milioni di dollari, quel che ci
costano 8 ore di guerra in Iraq...si prendessero un giorno di ferie!".
Gino Strada

shylo...@hotmail.it

unread,
May 30, 2012, 12:00:24 PM5/30/12
to
Il giorno mercoledì 30 maggio 2012 16:47:43 UTC+4, Marcoxxx ha scritto:
[...]
> La cultura e la storia nostre e quelle tedesche sono sostanzialmente
> identiche

insomma... hanno avuto due riforme protestanti (luterana e calvinista) che hanno portato a differenti mentalita` (socialdemocrazia e liberalismo) che in Italia ancora non sono arrivate, all'alfabetizzazione di massa con 200 anni di anticipo rispetto all'Italia, ecc. ecc.

ispas

unread,
May 30, 2012, 2:00:18 PM5/30/12
to
On 30 Mag, 14:47, aritopogig...@web.de (Marcoxxx) wrote:

> E quindi le condizioni economiche dell'italia con cosa le confronteresti
> per provare a capire se qualcuno, a parita' di possibilita', e' piu' o
> meno bravo di noi ?

Spagna? Egitto? Grecia? Forse Francia, ma la Rivoluzione (più
Napoleone) l'hanno fatta loro, mi spiace.

> La cultura e la storia nostre e quelle tedesche sono sostanzialmente
> identiche (come minimo a partitre dalla frammentarieta' degli stati in cui
> era divisa la nazione prima dell'unificazione che c'e' stata nel 1861 da
> noi e nel 1871 in Germania.

Vero per quanto riguarda la frammentazione in staterelli per molti
secoli fino all'800. Ma l'analogia finisce qui, o forse ancor prima
verso il 1520 con Lutero. Non mi dirai che anche questo è stato un
avvenimento di nessun conto?

Dopo l'unificazione, non e' un mistero che
> l'Italia non abbia trovato di meglio che allearsi con i tedeschi ogni
> volta che c'e' stata una guerra [salvo poi, in perfetto stile italiano,
> ritirarsi all'ultimo momento per poter risultare "paese vincitore"
> entrambe le volte]).

Nel 1914 rimase neutrale, nel 1915 entrò in guerra a fianco della
Triplice Intesa.

> L'unica cosa che ci differenzia nettamente e' la
> nostra totale mancanza di rispetto per le regole a differenza della loro
> totale devozione al rispetto assoluto di qualsiasi regola, anche quando
> palesemente sbagliata.

Ah, una differenzuccia da niente :-) Resterebbe da capire come due
culture quasi uguali, secondo quanto affermi, sono potute divergere in
modo così totale e netto.

Se importiamo una minima parte di quell'amore per
> il rispetto delle regole, per il resto potremmo tranquillamente avere
> tutto quello che hanno loro.

Se Italia cominciasse per G.... :-)) Bisogna accettare quel che si è,
cercare di migliorarsi. Ma lo scopiazzamento è chiaro segno di sicuro
insuccesso.

ispas

unread,
May 30, 2012, 2:02:08 PM5/30/12
to
On 30 Mag, 18:00, shylock1...@hotmail.it wrote:

> insomma... hanno avuto due riforme protestanti (luterana e calvinista) che hanno portato a differenti mentalita` (socialdemocrazia e liberalismo) che in Italia ancora non sono arrivate, all'alfabetizzazione di massa con 200 anni di anticipo rispetto all'Italia, ecc. ecc.

Infatti. Forse la soluzione è farci tutti luterani, così poi le
riforme economiche attecchiscono :-) A parte che ampia parte della
Germania è rimasta cattolica, come la Baviera (e nei dintorni
l'Austria).

TheStylist

unread,
May 30, 2012, 2:34:08 PM5/30/12
to
Mau C <nob...@hotmail.com> ha scritto:
eh eh eh... evidentemente nell'annuncio vogliono puntare al
meglio per avere quello che desiderano allo stesso costo
di quello che possono ottenere... ;)

Marcoxxx

unread,
May 30, 2012, 6:35:06 PM5/30/12
to
ispas ha scritto:

> On 30 Mag, 14:47, aritopogig...@web.de (Marcoxxx) wrote:

> > E quindi le condizioni economiche dell'italia con cosa le confronteresti
> > per provare a capire se qualcuno, a parita' di possibilita', e' piu' o
> > meno bravo di noi ?

> Spagna? Egitto? Grecia? Forse Francia, ma la Rivoluzione (pi�
> Napoleone) l'hanno fatta loro, mi spiace.

La Spagna posso anche capirlo. Vogliamo copiarli ?
La Grecia lo capisco gia' molto meno (a meno che tu non intenda per
"diffusione della corruzione"). Vogliamo copiare la Grecia ?

L'Egitto ? Mah? mi sembra un "paragone d'egitto" :-)

E in ogni caso, vogliamo copiare l'Egitto ?


> Vero per quanto riguarda la frammentazione in staterelli per molti
> secoli fino all'800. Ma l'analogia finisce qui, o forse ancor prima
> verso il 1520 con Lutero. Non mi dirai che anche questo � stato un
> avvenimento di nessun conto?

[SNIP]

> Ah, una differenzuccia da niente :-)

Immagino che sia l'unica differenza rilevante che deriva dalla presenza
(da loro) del luteranesimo a differenza che da noi

> Resterebbe da capire come due
> culture quasi uguali, secondo quanto affermi, sono potute divergere in
> modo cos� totale e netto.

Io non vedo nessuna "divergenza totale e netta". Vedo una sostanziale
uguaglianza in tutto tranne appunto il rispetto delle regole.

Vorrei capire cosa intendi tu per "divergere in modo totale e netto".
A mio modo di vedere l'Egitto differisce gia' in modo molto molto piu'
totale e molto molto piu' netto dall'Italia. E in ogni caso, a mio modo di
vedere, divergenze "totali e nette" sono quelle tra l'Italia e la Cina ad
esempio. Figurati che l'Italia e la Germania a me sembrano simili anche
nella lingua
( Ad esempio sia la Cina e il Giappone, ma credo anche l'Egitto [pur non
conoscendolo], divergono dall'Italia per quello che riguarda le loro
lingue sicuramente molto piu' di quanto non diverga la Germania]).

Poi, relativamente ai fatti economici, non mi pare trascurabile il fatto
che la Spagna ad esempio abbia poco piu' di meta' degli abitanti
dell'Italia (figuriamoci la Grecia), mentre la Francia e la Germania (e
anche l'Inghilterra) hanno un numero si abitanti molto piu' simile a
quello italiano, anche se in questo senso la Repubblica Federale Tedesca
era piu' simile all'Italia della Germania attuale. Pero' c'e' chi
sostiente che in un certo senso e pure con tutte le precauzioni del caso,
le differenze tra i tedeschi dell'est e dell'ovest ricordano le differenze
tra l'italia del nord e quella del sud (altro elemento di similitudine con
il quale penso di concordare abbastanza).

Per la Francia e' vero che la rivoluzione l'hanno fatta loro ed e' anche
per questo che, secondo me, la Germania e' piu' simile all'Italia di
quanto non lo sia la Francia, sebbene apparentemente dovrebbe essere il
contrario. Questa differenza mi sembra ben piu' rilevante che non quella
sull'osservanza delle regole o sul fatto che la lingua francese puo'
essere un po' piu' somigliante all'italiano rispetto al tedesco.

Di Napoleoni invece ne abbiamo anche noi (piu' di uno), qualcuno con
capelli finti, qualche altro che si e' reincarnato pensando di aver vinto
a Waterloo.

> Se Italia cominciasse per G.... :-)) Bisogna accettare quel che si �,
> cercare di migliorarsi. Ma lo scopiazzamento � chiaro segno di sicuro
> insuccesso.

Se c'e' una unica differenza rilevante, si puo' tranquillamente provare a
migliorarsi in quel senso, piuttosto che andare a prendere cose qua e la
prese da culture molto piu' distanti dalla nostra e sperare che funzionino
anche qui .
Le differenze tra Italia e USA (da cui copiamo molto e, mi pare, copiamo
quasi sempre in peggio) mi sembrano molto molto piu' accentuate, sia per
numero di abitanti che per storia che per lingua che piu' o meno per
qualsiasi altra cosa (pur non conoscendo io un gran che degli USA, per cui
potrei tranquillamente sbagliarmi).

Ciao,
Marco.

--

ispas

unread,
May 31, 2012, 3:24:14 AM5/31/12
to
On 31 Mag, 00:35, aritopogig...@web.de (Marcoxxx) wrote:

> La Spagna posso anche capirlo. Vogliamo copiarli ?
> La Grecia lo capisco gia' molto meno (a meno che tu non intenda per
> "diffusione della corruzione"). Vogliamo copiare la Grecia ?
>
> L'Egitto ? Mah? mi sembra un "paragone d'egitto" :-)
>
> E in ogni caso, vogliamo copiare l'Egitto ?

Ma quelle sono le pietre di paragone realistiche. Se tu vedi il
traffico di Roma con gli sciami di motorini, e poi vedi quello del
Cairo (o di Bombay) vedi quante affinità ci sono... :-))
Il modo di vivere tedesco piace anche a me, qualche affinità con
l'Italia c'è pure, ma è utopia pensare che in pochi anni e con qualche
legge scopiazzata si possa raggiungere il loro livello. Magari tra
50-100 anni di dura applicazione sì, è possibile.

> Le differenze tra Italia e  USA (da cui copiamo molto e, mi pare, copiamo
> quasi sempre in peggio) mi sembrano molto molto piu' accentuate, sia per
> numero di abitanti che per storia che per lingua che piu' o meno per
> qualsiasi altra cosa (pur non conoscendo io un gran che degli USA, per cui
> potrei tranquillamente sbagliarmi).

Ma certo, gli Usa non sono una nazione europea e come tali sono ancora
più distanti come storia e cultura.

Mau C

unread,
May 31, 2012, 4:13:18 AM5/31/12
to
Il 31/05/2012 09:24, ispas ha scritto:
> Ma quelle sono le pietre di paragone realistiche. Se tu vedi il
> traffico di Roma con gli sciami di motorini, e poi vedi quello del
> Cairo (o di Bombay) vedi quante affinità ci sono... :-))
> Il modo di vivere tedesco piace anche a me, qualche affinità con
> l'Italia c'è pure, ma è utopia pensare che in pochi anni e con qualche
> legge scopiazzata si possa raggiungere il loro livello. Magari tra
> 50-100 anni di dura applicazione sì, è possibile.

Neanche.
Se il modello tedesco (ad esempio, ma vale per qualsiasi altro) piace
molto e vuole essere seguito anche qui, l'unico modo è essere
completamente invasi e poi annessi alla Germania, come si faceva una
volta con le guerre, ma in modo più consapevole e concordato. Utopia.



M.

Astio

unread,
Jun 5, 2012, 4:09:55 AM6/5/12
to
Discussione interessante. Di fatto, per molti secoli, l'Italia (anche se
ci si riferiva ad essa con il nome di Langobardia) fu parte dei
territori imperiali tedeschi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Sacro_Romano_Impero

Gli imperatori hanno sempre mirato ad estendere il loro dominio fino
alle regioni del Sud, in modo da ricostituire, almeno nella parte
occidentale, quello che fu l'Impero Romano.
Il legame storico e i prestiti culturali (più da parte latina) nel
passato sono stati evidenti.
L'influenza della cultura classica, come saprete, è evidente ancora oggi
nelle strutture istituzionali di stati etnicamente tedeschi come gli USA.
Dal punto di vista linguistico/culturale invece, nonostante molti
termini della lingua italiana e, in misura maggiore, dei dialetti
dell'Italia Settentrionale, siano di chiara derivazione germanica
(sempre a causa dell'influenza di longobardi, franchi, goti, ...),
abbiamo decisamente più tratti in comune con i francesi.

Purtroppo credo che la cultura classica che gli imperatori cercarono
di scimmiottare, sia stata il nostro vanto ma anche la nostra "rovina".
La retorica e l'inconcludenza nell'affrontare i problemi concreti...
Dubito quindi che bastino leggi e riforme; è necessario un lento
processo di adattamento culturale all'europa civilizzata, che deve
partire dalle scuole.

Ciao
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