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Aprire una attivita' all'estero.

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Infradito

unread,
May 15, 2013, 2:12:14 AM5/15/13
to
Salve a tutti.
Riassunto delle puntate precedenti: ho avuto una piccola societa' di
informatica per 13 anni, chiusa l'anno scorso. Ora sono dipendente e devo
dire che sto bene. Il lavoro e' molto interessante, l'ambiente e' informale
e rilassato, orari flessibili, capo tranquillo, colleghi scherzosi, topa
gratis (no, questa no). Il settore "tira" ancora e lavoro ce n'e'. Ma la
crisi e' forte, i pagamenti tardano, e l'orizzonte temporale si ferma sempre
a pochi mesi in avanti.
Ragion per cui occorre guardarsi intorno e in prospettiva futura vorrei
prepararmi a riaprire una attivita' piu' o meno nello stesso settore dove
stavo prima. Ma non in Italia.
Il sogno, per ora impossibile, e' New York.
Le destinazioni plausibili invece sono Londra o la Germania.

Sto prendendo informazioni sulle modalita', tempi, costi, rischi,
adempimenti e tutto quello che occorre sapere per aprire una ltd a Londra (o
GmbH in Germania) che sia perfettamente in regola col fisco italiano e possa
pero' operare su tutto il territorio europeo e anzi, inizialmente, con una
percentuale preponderante di fatturato fatta in Italia. Ovviamente mi
trasferirei completamente. I clienti tipici sono privati cittadini.
Ho trovato di tutto e di piu' ma si sente puzza di fregatura in lontananza.
Ci sono offerte tipo "la tua nuova societa' in 24 ore!". Ecco, non mi serve
questo ma mi serve sapere come muovermi poi per sistemare la posizione nella
maniera migliore possibile sopratutto con le farraginose leggi italiane.

C'e' qualcuno che ha informazioni, contatti, esperienze dirette (qualcuno
che e' andato via), riferimenti (che so, un commercialista a Londra che
abbia gia' gestito queste cose con successo) che possano in qualche modo
essere utili?

Astenersi riccardi e coglioni vari.

riccardo

unread,
May 15, 2013, 4:52:44 AM5/15/13
to
On May 15, 8:12 am, "Infradito" <in...@d.it> wrote:

> ho avuto una piccola societa' di
> informatica per 13 anni, chiusa l'anno scorso.

...

> vorrei prepararmi a riaprire una attivita' piu' o meno nello stesso settore dove
> stavo prima. Ma non in Italia.

... vedi che la distruzione dell' economia italiana qualcosa di
positivo alla fine lo puo' anche portare... :)

ispas

unread,
May 15, 2013, 6:43:53 AM5/15/13
to
On 15 Mag, 08:12, "Infradito" <in...@d.it> wrote:
> Sto prendendo informazioni sulle modalita', tempi, costi, rischi,
> adempimenti e tutto quello che occorre sapere per aprire una ltd a Londra (o
> GmbH in Germania) che sia perfettamente in regola col fisco italiano e possa
> pero' operare su tutto il territorio europeo e anzi, inizialmente, con una
> percentuale preponderante di fatturato fatta in Italia.

Perchè vuoi lavorare prevalentemente con l'Italia, con tutte le
magagne del doppio regime fiscale? E non tagliare tutti i ponti,
semplicemente aprendo una ditta che lavorerà nel nuovo paese?

infradito

unread,
May 15, 2013, 10:51:10 AM5/15/13
to
Il 15/05/2013 12:43, ispas ha scritto:
> On 15 Mag, 08:12, "Infradito" <in...@d.it> wrote:
>> Sto prendendo informazioni sulle modalita', tempi, costi, rischi,
>> adempimenti e tutto quello che occorre sapere per aprire una ltd a Londra (o
>> GmbH in Germania) che sia perfettamente in regola col fisco italiano e possa
>> pero' operare su tutto il territorio europeo e anzi, inizialmente, con una
>> percentuale preponderante di fatturato fatta in Italia.
>
> Perch� vuoi lavorare prevalentemente con l'Italia, con tutte le
> magagne del doppio regime fiscale? E non tagliare tutti i ponti,
> semplicemente aprendo una ditta che lavorer� nel nuovo paese?

Eh, non e' che voglia farlo, e' che ho una base di clientela che mi
porterei dietro almeno all'inizio, in seguito il mercato di riferimento
sarebbe europeo (e quindi anche italia).



none

unread,
May 16, 2013, 12:13:56 AM5/16/13
to
Il 15/05/2013 08:12, Infradito ha scritto:
> Salve a tutti.
> Riassunto delle puntate precedenti: ho avuto una piccola societa' di
> informatica per 13 anni, chiusa l'anno scorso. Ora sono dipendente e
> devo dire che sto bene. Il lavoro e' molto interessante, l'ambiente e'
> informale e rilassato, orari flessibili, capo tranquillo, colleghi
> scherzosi, topa gratis (no, questa no). Il settore "tira" ancora e
> lavoro ce n'e'. Ma la crisi e' forte, i pagamenti tardano, e l'orizzonte
> temporale si ferma sempre a pochi mesi in avanti.
> Ragion per cui occorre guardarsi intorno e in prospettiva futura vorrei
> prepararmi a riaprire una attivita' piu' o meno nello stesso settore
> dove stavo prima. Ma non in Italia.
> Il sogno, per ora impossibile, e' New York.
> Le destinazioni plausibili invece sono Londra o la Germania.
>

Se apri un'attivit� all'estero e la amministri dall'Italia senza
registrarla in Italia incorri nel reato penale di esterovestizione, se
invece l'attivit� ha una sede legale all'estero dove viene amministrata
in teoria non ci dovrebbero essere problemi. Se l'attivit� all'estero la
registri in Italia in teoria dovresti pagare le tasse in Italia...
L'unico vantaggio forse riguarda la possibilit� di non pagare i
contributi pensionistici obbligatori ma non ne sono sicuro.


infradito

unread,
May 16, 2013, 3:03:33 AM5/16/13
to
Il 16/05/2013 06:13, none ha scritto:
> Il 15/05/2013 08:12, Infradito ha scritto:
>> Salve a tutti.
>> Riassunto delle puntate precedenti: ho avuto una piccola societa' di
>> informatica per 13 anni, chiusa l'anno scorso. Ora sono dipendente e
>> devo dire che sto bene. Il lavoro e' molto interessante, l'ambiente e'
>> informale e rilassato, orari flessibili, capo tranquillo, colleghi
>> scherzosi, topa gratis (no, questa no). Il settore "tira" ancora e
>> lavoro ce n'e'. Ma la crisi e' forte, i pagamenti tardano, e l'orizzonte
>> temporale si ferma sempre a pochi mesi in avanti.
>> Ragion per cui occorre guardarsi intorno e in prospettiva futura vorrei
>> prepararmi a riaprire una attivita' piu' o meno nello stesso settore
>> dove stavo prima. Ma non in Italia.
>> Il sogno, per ora impossibile, e' New York.
>> Le destinazioni plausibili invece sono Londra o la Germania.
>>
>
> Se apri un'attivit� all'estero e la amministri dall'Italia senza
> registrarla in Italia incorri nel reato penale di esterovestizione, se
> invece l'attivit� ha una sede legale all'estero dove viene amministrata
> in teoria non ci dovrebbero essere problemi.

Si, ovviamente mi trasferirei armi e bagagli, non rimarrei qui.
Il punto e' che venderei anche in italia se non, almeno all'inizio,
prevalentemente in italia. Non so se questo puo' dare problemi, e' per
questo che chiedo.

rootkit

unread,
May 16, 2013, 3:52:21 AM5/16/13
to
Il giorno giovedì 16 maggio 2013 09:03:33 UTC+2, infradito ha scritto:

> Si, ovviamente mi trasferirei armi e bagagli, non rimarrei qui.
> Il punto e' che venderei anche in italia se non, almeno all'inizio,
> prevalentemente in italia. Non so se questo puo' dare problemi, e' per
> questo che chiedo.

direi di sì, qualche problema lo pone. la vicenda amazon dimostra che se
hai una attività commerciale che opera con una certa continuità in italia ti
vengono a cercare perché tu paghi le tasse in italia. ora francamente non
so se la commercializzazione di beni immateriali/servizi come il software
si ponga sullo stesso piano (la contestazione principale di amazon è che
hanno sede a lussemburgo ma la merce non proviene da lì) però io ho dubbi che
fondare una società all'estero che poi opera prevalentemente in italia non
ponga problemi con il fisco italiano. conoscendo quest'ultimo sono certo che
su situazioni del genere si fionda a capofitto...

Soprano

unread,
May 16, 2013, 3:54:27 AM5/16/13
to
Di sicuro se ha redditi imponibili in Italia deve fare dichiarazione dei
redditi anche in Italia, pur con residenza all'estero. Poi probabilmente
deve dichiarare quei redditi anche nel paese di residenza deducendo le
tasse già pagate in Italia (grazie agli accordi bilaterali tra i vari
paesi).

Fatto questo, credo che con il fisco sia tranquillo.

--
Soprano

Quasimodo

unread,
May 16, 2013, 4:06:32 AM5/16/13
to
Il 16/05/2013 9.03, infradito ha scritto:
> Si, ovviamente mi trasferirei armi e bagagli, non rimarrei qui.
> Il punto e' che venderei anche in italia se non, almeno all'inizio,
> prevalentemente in italia. Non so se questo puo' dare problemi, e' per
> questo che chiedo.

Non ho capito che business vuoi fare: è commercio o servizi?
Nel primo caso vai all'estero, prendi la residenza, apri l'attività e
vendi a chi ti pare.
Nel secondo, se non devi andare fisicamente dal cliente non vedo quali
problemi ci siano, per il fisco italiano se risiedi all'estero e da lì
non ti muovi non ci sono problemi (più o meno).


Quasimodo

unread,
May 16, 2013, 4:27:24 AM5/16/13
to
Amazon è stata "accusata" di ricavare reddito in Italia (usando
lavoratori italiani in Italia), e pertanto dovrebbe pagare in Italia le
tasse sul reddito prodotto dalla sede italiana. Ovvero, se il pacco
parte da Piacenza, la fattura dovrebbe essere quella di Amazon Italia,
non Amazon EU Lussemburgo.

Se l'OP risiede all'estero e i suoi servizi/merci/manufatti provengono
dall'estero, il fisco italiano non può pretendere nulla (dogana a parte).


Message has been deleted

ispas

unread,
May 16, 2013, 6:09:00 AM5/16/13
to
On 16 Mag, 10:27, Quasimodo <lavoro.togl...@ajquaglia.it> wrote:
> Amazon è stata "accusata" di ricavare reddito in Italia (usando
> lavoratori italiani in Italia), e pertanto dovrebbe pagare in Italia le
> tasse sul reddito prodotto dalla sede italiana. Ovvero, se il pacco
> parte da Piacenza, la fattura dovrebbe essere quella di Amazon Italia,
> non Amazon EU Lussemburgo.

Non solo Amazon, anche Google in qualche misura, pure Ryanair, ed
altre. Tutte aziende che valutano con moltissima attenzione
(eufemismo :-)) quali pro e quali contro ci sono nell'operare in un
certo paese ma avendo formalmente importanti parti all'estero.
La sede operativa potevano pure metterla in Lussemburgo, ma
probabilmente i lavoratori gli sarebbero costati un tantinello di
più ... :-))

Gabriele

unread,
May 16, 2013, 6:53:17 AM5/16/13
to
On 16/05/13 12.09, ispas ha scritto:
Dipende da cosa intendi con "sede operativa".
Amazon in Lux ha uffici con un bel po' di personale "pensante", basta
che guardi su Monster e LinkedIn la quantità di annunci di ricerca di
personale.
E non è vero che la merce non parte *anche* dal Lux, pure se spedita
verso l'Italia.
Quindi IMHO le pretese dello stato italiano sono fuori luogo e
sinceramente, visto che tanto si parla di Unione Europea, sarebbe ora di
smetterla con sti giochini (da parte del fisco); se uno stato ha in EU
una legislazione migliore che gli altri si adeguino, invece di vessare.

Gabriele

ispas

unread,
May 16, 2013, 7:17:30 AM5/16/13
to
On 16 Mag, 12:53, Gabriele <mj2...@mclink.it> wrote:
> Dipende da cosa intendi con "sede operativa".
> Amazon in Lux ha uffici con un bel po' di personale "pensante", basta
> che guardi su Monster e LinkedIn la quantità di annunci di ricerca di
> personale.

Ah, ecco l'importante differenza. "Pensante", mentre in Italia
lavorano col pilota automatico :-))

> E non è vero che la merce non parte *anche* dal Lux, pure se spedita
> verso l'Italia.

Vorrà dire che quella, poca o molta che sia, non rientra nella
"pretesa" del fisco italiano. Dov'è il problema?

> Quindi IMHO le pretese dello stato italiano sono fuori luogo e
> sinceramente, visto che tanto si parla di Unione Europea, sarebbe ora di
> smetterla con sti giochini (da parte del fisco); se uno stato ha in EU
> una legislazione migliore che gli altri si adeguino, invece di vessare.

Se si facesse una vera unione, stai sicuro che certe macroscopiche
differenze di tassazione e regolamenti vari scomparirebbero. E non
credo proprio nella direzione di riduzione generalizzata che a tanti
piacerebbe. Lo si vede dal fatto che quelli che si oppongono di più
all'unione fiscale sono proprio gli stati più liberal/liberisti.
In ogni caso, l'unione non c'è e le attività si fanno secondo le leggi
del paese ospitante. Il contrario è tipico dei furbetti.

ispas

unread,
May 16, 2013, 7:28:26 AM5/16/13
to
On 16 Mag, 13:17, ispas <gid...@interfree.it> wrote:
> In ogni caso, l'unione non c'è e le attività si fanno secondo le leggi
> del paese ospitante. Il contrario è tipico dei furbetti.

Detto meglio, le democratiche istituzioni della UE per adesso non
hanno stabilito che ci debba essere una fiscalità unica, e pertanto ci
si deve democraticamente adeguare. Tenere il piede in due regimi
fiscali diversi può avere vantaggi, ma anche svantaggi come
l'inchiesta del fisco italiano (nota che cose simili però avvengono
pure in GB, c'è un'azienda che è stata accusata dal fisco locale di
aver eluso alcuni miliardi di sterline di tasse tenendo la sede in
Olanda).

infradito

unread,
May 16, 2013, 9:42:05 AM5/16/13
to
Il 16/05/2013 11:42, trickortreat ha scritto:
> "Infradito" <in...@d.it> wrote in
> news:5193273e$0$37123$4faf...@reader1.news.tin.it:
>
>> Ovviamente mi
>> trasferirei completamente.
>
> Se e' questa l'intenzione, spostando la residenza e iscrivendoti al AIRE,
> non avrai sicuramente problemi con il fisco italiano.
>
> Per il commercialista e come fare e/o come avere supporto anche economico
> potresti inviare una email alla camera di commercio di riferimento. A
> Londra o dove vorresti andare. Sicuramente ti risponderanno. Anche perche'
> in ng e' difficile valutare e quindi rispondere a tutte le sfaccettature.

Grazie (a tutti) per le info. In effetti ho gia' chiesto a un paio di
studi di commercialisti londinesi, uno con italiani e uno senza, e a
loro essenzialmente non interessa nulla nel senso che non ci sono grossi
problemi nell'interfaccia col fisco inglese, basta pagare le tasse e sei
a posto.
Il problema potrebbe nascere con le eventuali bizantine pretese del
fisco italiano, che magari perche' hai il nome italiano anche se risiedi
all'estero ne deduce che ti deve rompere le palle; per questo chiedo se
qualcuno ha esperienze in merito.


FP

unread,
May 16, 2013, 10:56:26 AM5/16/13
to

> Il problema potrebbe nascere con le eventuali bizantine pretese del
> fisco italiano, che magari perche' hai il nome italiano anche se risiedi
> all'estero ne deduce che ti deve rompere le palle; per questo chiedo se
> qualcuno ha esperienze in merito.


Anche se � una visione parziale e non necessariamente corretta potresti
leggere questo, soprattutto i commenti:

http://successfulsoftware.net/2012/11/12/vat-for-software-vendors/


Message has been deleted
Message has been deleted

Tony

unread,
May 16, 2013, 2:08:31 PM5/16/13
to
> Il problema potrebbe nascere con le eventuali bizantine pretese del fisco
> italiano, che magari perche' hai il nome italiano anche se risiedi
> all'estero ne deduce che ti deve rompere le palle;

ma tanto,andando a risiedere all'estero,che ti importerebbe?
Mica possono prenderti soldi dall'italia o estradarti!
Vedi maradona,� sotto processo fiscale dal 1990,lo vedi preoccupato?
Basta che quando torni(se,tornimagari per una vacanza),non ti porti
personalmente valori o soldi pignorabili.


Freddy Krueger

unread,
May 16, 2013, 6:05:40 PM5/16/13
to
On Thu, 16 May 2013 15:42:05 +0200, infradito <in...@d.it> wrote:

>Il 16/05/2013 11:42, trickortreat ha scritto:
>> "Infradito" <in...@d.it> wrote in
>> news:5193273e$0$37123$4faf...@reader1.news.tin.it:
>>
>>> Ovviamente mi
>>> trasferirei completamente.
>>
>> Se e' questa l'intenzione, spostando la residenza e iscrivendoti al AIRE,
>> non avrai sicuramente problemi con il fisco italiano.
>>
>> Per il commercialista e come fare e/o come avere supporto anche economico
>> potresti inviare una email alla camera di commercio di riferimento. A
>> Londra o dove vorresti andare. Sicuramente ti risponderanno. Anche perche'
>> in ng e' difficile valutare e quindi rispondere a tutte le sfaccettature.
>
>Grazie (a tutti) per le info. In effetti ho gia' chiesto a un paio di
>studi di commercialisti londinesi, uno con italiani e uno senza, e a
>loro essenzialmente non interessa nulla nel senso che non ci sono grossi
>problemi nell'interfaccia col fisco inglese, basta pagare le tasse e sei
>a posto.

Ni.
Come company director dovrai essere residente in UK ed essere assunto
dalla tua stessa societa'.

Tipicamente ti pagherai un salario minimo di legge e poi a fine anno
quello che rimane nelle casse della societa' te lo elargisci come
dividendi.

Questo vuol dire che devi fare richiesta di un National Insurance
number per poter far fronte al pagamento di contributi e tasse come
persona fisica.

Il rilascio avviene, se lo ritengono, dopo aver sostenuto un
colloquio.

Per sostenere il colloquio devi avere un indirizzo negli UK.

Per avere un indirizzo negli UK dovrai probabilmente trovarti un
alloggio pagando 6 mesi di affitto anticipati, visto che non avrai ne'
referenze lavorative, ne' un lavoro, ne' un contro in banca inglese.

Per aprire un conto in banca poi saranno altre rotture di palle, per
vari motivi.

Tra l'altro ti consiglierei di evitare le banche e rivolgerti a una
building society come Nationwide che mi pare abbia regole meno
stringenti.

>Il problema potrebbe nascere con le eventuali bizantine pretese del
>fisco italiano, che magari perche' hai il nome italiano anche se risiedi
>all'estero ne deduce che ti deve rompere le palle; per questo chiedo se
>qualcuno ha esperienze in merito.

Tu fatturi come Societa, che e e' "persona giudirica", il tuo nome non
figura sulle fatture.

Al fisco dovrai casomai dimostrare che vivi all'estero in caso di
contestazione.

In bocca al lupo.

--
Living in Barbaropoli
http://www.barbaropoli.com

Freddy Krueger

unread,
May 16, 2013, 6:14:00 PM5/16/13
to
On Thu, 16 May 2013 16:56:26 +0200, FP
<mc8647__rri...@mclink.it> wrote:

>Anche se � una visione parziale e non necessariamente corretta potresti
>leggere questo, soprattutto i commenti:
>
>http://successfulsoftware.net/2012/11/12/vat-for-software-vendors/

Questa e' la mia esperienza relativamente all'acquisto di servizi da
fornitore britannico soggetto IVA.

- Fattura a cliente britannico (azienda o privato): il prezzo dei
servizi si considera IVA esclusa e si aggiunge l'IVA in fattura

Fattura a cliente EU azienda: la fattura e' esente IVA.

Fattura a cliente EU privato: il prezzo dei servizi si considera
escluso, e si aggiunge IVA in fattura. Amazon ad esempio applica l'IVA
del paese nel quale risiede il cliente.

Quello che succede poi in termini di versamenti IVA nel terzo caso o
rimborsi IVA forfettari (lato cliente in questo caso) seguendo le
norme intrastat mi e' oscuro.

infradito

unread,
May 17, 2013, 4:18:30 AM5/17/13
to
Il 16/05/2013 20:08, Tony ha scritto:
>> Il problema potrebbe nascere con le eventuali bizantine pretese del fisco
>> italiano, che magari perche' hai il nome italiano anche se risiedi
>> all'estero ne deduce che ti deve rompere le palle;
>
> ma tanto,andando a risiedere all'estero,che ti importerebbe?
> Mica possono prenderti soldi dall'italia o estradarti!
> Vedi maradona,ᅵ sotto processo fiscale dal 1990,lo vedi preoccupato?
> Basta che quando torni(se,tornimagari per una vacanza),non ti porti
> personalmente valori o soldi pignorabili.

Forse hai capito male. Perche' dovrei preoccuparmi di comportarmi come
un delinquente solo perche' ho deciso di andarmene? Addirittura dovrei
farmi problemi a tornare in vacanza?
Il punto e' che non avrei proprio nulla da nascondere, andrei a lavorare
onestamente all'estero perche' qui lavorare onestamente e' impossibile.
Proprio per questo mi rompe oltremodo la minchia se trovassero il modo
(o la scusa) per darmi fastidio.
Se volevo evadere rimanevo qua.

infradito

unread,
May 17, 2013, 4:19:59 AM5/17/13
to
Il 17/05/2013 00:05, Freddy Krueger ha scritto:
> []
> In bocca al lupo.

Ottime info, grazie.


Message has been deleted

rootkit

unread,
May 20, 2013, 7:58:58 AM5/20/13
to
Il giorno lunedì 20 maggio 2013 13:04:02 UTC+2, trickortreat ha scritto:

> > Riassunto delle puntate precedenti:
>
> http://www.altalex.com/index.php?idnot=62399

era quello che temevo io, anche se non sapevo argomentare.

Gabriele

unread,
May 20, 2013, 8:10:11 AM5/20/13
to
On 20/05/13 13.58, rootkit ha scritto:
Mi pare ben diverso rispetto a quanto prospettato dall'OP !
quella sentenza fa riferimento ad un noto caso (mi pare ne scrissero
anche i quotidiani e di sicuro di cose simili se ne parla a iosa sul NG
it.discussioni.auto), per cui la sede legale era all'estero, ma tutte le
operazioni reali erano in Italia (il "genio" aveva anche i conti
correnti in Italia).

Invece l'OP vuole trasferirsi davvero all'estero e non c'entra niente se
avrà clienti italiani, basta che non abbia ufficio, conti,
commercialista o altro di simile qui, ma solo dove ha la sede legale.

Gabriele

infradito

unread,
May 20, 2013, 9:32:44 AM5/20/13
to
Il 20/05/2013 14:10, Gabriele ha scritto:
> On 20/05/13 13.58, rootkit ha scritto:
>> Il giorno lunedì 20 maggio 2013 13:04:02 UTC+2, trickortreat ha scritto:
>>
>>>> Riassunto delle puntate precedenti:
>>>
>>> http://www.altalex.com/index.php?idnot=62399
>>
>> era quello che temevo io, anche se non sapevo argomentare.
>>
>
> Mi pare ben diverso rispetto a quanto prospettato dall'OP !

Esatto.

s1gfr1...@libero.it

unread,
May 20, 2013, 9:48:18 AM5/20/13
to
Attento pero' che anche l'oggetto principale non deve essere esercitato
in prevalenza nel territorio italiano perche' non vi sia esterovestizione.

comma 5 articolo 73 TUIR.

Inoltre da tener presente che c'e' l'inversione dell'onere della prova.
Ovvero sei tu che devi provare che la società non e' esterovestita e non
l'amministrazione finanziaria.

infradito

unread,
May 20, 2013, 11:54:10 AM5/20/13
to
Il 20/05/2013 15:48, s1gfr1...@libero.it ha scritto:
> On 20/05/2013 15:32, infradito wrote:
>> Il 20/05/2013 14:10, Gabriele ha scritto:
>>> On 20/05/13 13.58, rootkit ha scritto:
>>>> Il giorno lunedì 20 maggio 2013 13:04:02 UTC+2, trickortreat ha
>>>> scritto:
>>>>
>>>>>> Riassunto delle puntate precedenti:
>>>>>
>>>>> http://www.altalex.com/index.php?idnot=62399
>>>>
>>>> era quello che temevo io, anche se non sapevo argomentare.
>>>>
>>>
>>> Mi pare ben diverso rispetto a quanto prospettato dall'OP !
>>
>> Esatto.
>
> Attento pero' che anche l'oggetto principale non deve essere esercitato
> in prevalenza nel territorio italiano perche' non vi sia esterovestizione.
>
> comma 5 articolo 73 TUIR.

Esatto, e proprio per questo ho i miei dubbi. C'e' da dire pero' che il
luogo della vendita per il B2C non e' l'italia, ma la sede dell'azienda
(Londra ad esempio) per cui anche vendendo servizi a privati in italia
non si opererebbe in italia, ma per l'appunto a Londra. Diverso e' per
il B2B per cui il luogo della vendita e' la nazione dove risiede la
societa' acquirente. Ma non e' affatto chiaro, almeno a me.

> Inoltre da tener presente che c'e' l'inversione dell'onere della prova.

Si, come sempre.
E' giusto che questo stato sprofondi come sta facendo.

Sentenza

unread,
May 20, 2013, 12:34:14 PM5/20/13
to
On 2013-05-20, s1gfr1...@libero.it <s1gfr1...@libero.it> wrote:

> Attento pero' che anche l'oggetto principale non deve essere esercitato
> in prevalenza nel territorio italiano perche' non vi sia esterovestizione.

Ed esattamente su quale base si pu� dire che "esercita in prevalenza nel
territorio italiano" se in Italia non ha "niente" e non se ne possono
esaminare bilanci ed attivit�? Per quanto ne sa lo stato, pu� vendere in
tutto il pianeta.

> Inoltre da tener presente che c'e' l'inversione dell'onere della prova.
> Ovvero sei tu che devi provare che la societ� non e' esterovestita e non
> l'amministrazione finanziaria.

Vedi sopra: con questo criterio, lo stato potrebbe contestare "esterovestizione"
ad OGNI impresa straniera che venda in attivit� in Italia.


s1gfr1...@libero.it

unread,
May 20, 2013, 12:49:18 PM5/20/13
to
On 20/05/2013 17:54, infradito wrote:
> Esatto, e proprio per questo ho i miei dubbi. C'e' da dire pero' che il
> luogo della vendita per il B2C non e' l'italia, ma la sede dell'azienda
> (Londra ad esempio) per cui anche vendendo servizi a privati in italia
> non si opererebbe in italia, ma per l'appunto a Londra. Diverso e' per
> il B2B per cui il luogo della vendita e' la nazione dove risiede la
> societa' acquirente. Ma non e' affatto chiaro, almeno a me.

Nel tuo caso (b2c) visto che puoi tranquillametne dimostrare di aver
stabilito tutta la tua organizzazione in UK o Germania e visto che fai
vendita a distanza di servizi a soggetti non passivi direi che hai solo
l'obbligo di eleggere un legale rappresentante ai fini IVA per pagare
la VAT in Italia se superi certe soglie (dovrebbero essere 35000 euro di
vendite annue) applicando l'aliquota italiana. Sotto quella soglia
puoi scegliere se applicare quella dello stato dove risiedi o quella
italiana.

s1gfr1...@libero.it

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May 20, 2013, 1:04:52 PM5/20/13
to
On 20/05/2013 18:34, Sentenza wrote:
> On 2013-05-20, s1gfr1...@libero.it <s1gfr1...@libero.it> wrote:
>
>> Attento pero' che anche l'oggetto principale non deve essere esercitato
>> in prevalenza nel territorio italiano perche' non vi sia esterovestizione.
>
> Ed esattamente su quale base si pu� dire che "esercita in prevalenza nel
> territorio italiano" se in Italia non ha "niente" e non se ne possono
> esaminare bilanci ed attivit�? Per quanto ne sa lo stato, pu� vendere in
> tutto il pianeta.

Si basa su elementi presuntivi o raccolti nel corso delle indagini.
Comunque l'orientamento della giurisprudenza recente puoi desumerlo da
alcune valutazioni presenti in questo documento.


http://www.euroconference.it/download/privilege/2012-12-10news/20121203A04.pdf

Di base e' molto rilevante dove sta il centro decisionale.
>
>> Inoltre da tener presente che c'e' l'inversione dell'onere della prova.
>> Ovvero sei tu che devi provare che la societ� non e' esterovestita e non
>> l'amministrazione finanziaria.
>
> Vedi sopra: con questo criterio, lo stato potrebbe contestare "esterovestizione"
> ad OGNI impresa straniera che venda in attivit� in Italia.

Teoricamente si . Poi credo che vadano a indagare dove c'e' piu'
probabilit� di successo.


s1gfr1...@libero.it

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May 20, 2013, 1:20:33 PM5/20/13
to
On 20/05/2013 18:49, s1gfr1...@libero.it wrote:

> Nel tuo caso (b2c) visto che puoi tranquillametne dimostrare di aver
> stabilito tutta la tua organizzazione in UK o Germania e visto che fai
> vendita a distanza di servizi a soggetti non passivi direi che hai solo
> l'obbligo di eleggere un legale rappresentante ai fini IVA per pagare
> la VAT in Italia se superi certe soglie (dovrebbero essere 35000 euro di
> vendite annue) applicando l'aliquota italiana. Sotto quella soglia
> puoi scegliere se applicare quella dello stato dove risiedi o quella
> italiana.


PS: molto importante e' anche la presenza di sottoscrizioni di accordi
bilaterali sulla doppia imposizione ma nel tuo caso (Gran Bretagna e
Germania) ci sono quindi non corri a mio avviso nessun rischio.

s1gfr1...@libero.it

unread,
May 20, 2013, 1:41:10 PM5/20/13
to
On 20/05/2013 18:34, Sentenza wrote:
> On 2013-05-20, s1gfr1...@libero.it <s1gfr1...@libero.it> wrote:
>
>> Attento pero' che anche l'oggetto principale non deve essere esercitato
>> in prevalenza nel territorio italiano perche' non vi sia esterovestizione.
>
> Ed esattamente su quale base si pu� dire che "esercita in prevalenza nel
> territorio italiano" se in Italia non ha "niente" e non se ne possono
> esaminare bilanci ed attivit�? Per quanto ne sa lo stato, pu� vendere in
> tutto il pianeta.

PS ci sono convenzioni bilaterali per lo scambio di informazioni di
natura fiscale fra gli stati almeno quelli europei e si va nella
direzionie di rafforzarli sempre di piu'.

http://www.europarlamento24.eu/fisco-scambio-automatico-di-dati-5-grandi-ue-chiedono-di/0,1254,72_ART_2655,00.html

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ispas

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May 21, 2013, 3:26:42 AM5/21/13
to
On 20 Mag, 13:58, rootkit <root...@email.it> wrote:
> era quello che temevo io, anche se non sapevo argomentare.

Cioè "temevi" che il fisco ed i giudici si accorgessero di un'ovvietà,
ovvero che non puoi usare società estere di puro comodo? :-)))))))))))

ispas

unread,
May 21, 2013, 3:29:53 AM5/21/13
to
On 20 Mag, 18:34, Sentenza <sente...@STACEPPAosteriafuoriporta.net>
wrote:
> Ed esattamente su quale base si può dire che "esercita in prevalenza nel
> territorio italiano" se in Italia non ha "niente" e non se ne possono
> esaminare bilanci ed attività? Per quanto ne sa lo stato, può vendere in
> tutto il pianeta.

Come no. Un italiano che dopo decenni di azienda in Italia si
trasferisce armi e bagagli all'estero, e mantiene gli stessi identici
clienti.... :-))

Sentenza

unread,
May 21, 2013, 3:36:59 AM5/21/13
to
On 2013-05-21, ispas <gid...@interfree.it> wrote:

> Come no. Un italiano che dopo decenni di azienda in Italia si
> trasferisce armi e bagagli all'estero, e mantiene gli stessi identici
> clienti.... :-))

E sai anche se ne ha o no dieci volte tanti altrove?


Sentenza

unread,
May 21, 2013, 3:38:41 AM5/21/13
to
Ma non ci sono appunto, c'� scritto esattamente che chiedono di potersi scambiare
i dati perch� ora non si fa...


rootkit

unread,
May 21, 2013, 4:18:54 AM5/21/13
to
Il giorno lunedì 20 maggio 2013 18:34:14 UTC+2, Sentenza ha scritto:

> Ed esattamente su quale base si può dire che "esercita in prevalenza nel
> territorio italiano" se in Italia non ha "niente" e non se ne possono
> esaminare bilanci ed attività? Per quanto ne sa lo stato, può vendere in
> tutto il pianeta.

"per quanto ne sa lo stato" è una argomentazione irrilevante. come dovresti
ben sapere in un accertamento fiscale l'onere della prova si inverte per cui
basta gli basta il sospetto per costringerti a dimostrare il contrario.
sono sincero, di questi tempi dove raschiano il fondo del barile dovessi
avviare una azienda all'estero per operare anche in italia mi preparerei per
il peggio.

s1gfr1...@libero.it

unread,
May 21, 2013, 4:22:12 AM5/21/13
to
Semmai richiedono di rafforzarlo con automatismi non c'e' scritto che
ora non si fa.


http://rivista.ssef.it/site.php?page=20081211105009473


ispas

unread,
May 21, 2013, 5:20:26 AM5/21/13
to
On 21 Mag, 09:36, Sentenza <sente...@STACEPPAosteriafuoriporta.net>
wrote:
> E sai anche se ne ha o no dieci volte tanti altrove?

Io no, in quanto non lavoro all'Agenzia delle Entrate :-) Loro hanno
tutti i mezzi, stai tranquillo.
Come minimo possono vedere se immediatamente prima del trasferimento
aveva clienti esteri. Sarebbe estremamente curioso che le percentuali
Italia/estero fossero all'incirca: prima 100/0; dal giorno dopo
0/100...

infradito

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May 21, 2013, 5:29:03 AM5/21/13
to
Va che l'inquisizione e' finita da un pezzo, eh.

s1gfr1...@libero.it

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May 21, 2013, 5:29:55 AM5/21/13
to
On 20/05/2013 18:49, s1gfr1...@libero.it wrote:
PS l'applicazione dell'IVA italiana dovrebbe partire dal 2015.

s1gfr1...@libero.it

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May 21, 2013, 6:11:19 AM5/21/13
to
Togli anche il discorso delle soglie che riguarda solo le vendite a
distanza di beni. Se sono eservices l'obbligo partirà dal 2015 per
adesso dovresti applicare la VAT del paese dove hai l'organizzazione
stabile.

ispas

unread,
May 21, 2013, 12:18:53 PM5/21/13
to
On 21 Mag, 11:29, infradito <i...@d.it> wrote:
> Va che l'inquisizione e' finita da un pezzo, eh.

E vabbè, allora quale sarebbe il punto? Di eliminare tutti i controlli
entro la UE? Benissimo, si faccia allora una fiscalità comune a tutti
i 27 paesi.
Una cosa è dire legittimamente che il fisco è più chiaro e amichevole
in un certo paese. Altra cosa è trasferirsi sostanzialmente per motivi
di elusione senza avere la minima intenzione di cambiare nulla della
propria attività, solo la sede legale. Non è reato, certo, ma non è
neppure qualcosa da sbandierare con orgoglio, salvo poi scandalizzarsi
se qualche autorità decide di approfondire.
Detto in generale, senza riferimenti specifici.

Freddy Krueger

unread,
May 21, 2013, 1:03:57 PM5/21/13
to
Questi sono pluriconsigliati anche se in genere sono utilizzati da
contrattisti che "vendono" servizi di consulenza a terzi.

Tra le decine e decine di loro concorrenti che ho "studiato" per
motivi miei, sono gli unici che:

A) Ti dicono quando costano in ogni pagina del sito (110
sterline/mese+IVA)
B) Ti danno guide esaustive gratuite da scaricare
C) Spiegano con cifre alla mano i vantaggi di una Ltd rispetto a una
umbrella company

http://www.sjdaccountancy.com/

--
Living in Barbaropoli
http://www.barbaropoli.com

s1gfr1...@libero.it

unread,
May 21, 2013, 1:34:41 PM5/21/13
to
On 21/05/2013 19:03, Freddy Krueger wrote:

> http://www.sjdaccountancy.com/
>
Interessante link.

infradito

unread,
May 22, 2013, 3:09:30 AM5/22/13
to
Il 21/05/2013 18:18, ispas ha scritto:
> On 21 Mag, 11:29, infradito <i...@d.it> wrote:
>> Va che l'inquisizione e' finita da un pezzo, eh.
>
> E vabb�, allora quale sarebbe il punto? Di eliminare tutti i controlli
> entro la UE? Benissimo, si faccia allora una fiscalit� comune a tutti
> i 27 paesi.
> Una cosa � dire legittimamente che il fisco � pi� chiaro e amichevole
> in un certo paese. Altra cosa � trasferirsi sostanzialmente per motivi
> di elusione

Non hai capito un cazzo.

ispas

unread,
May 22, 2013, 6:37:04 AM5/22/13
to
Abbassa la cresta :-)
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