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Notizie di licenziamenti IBM

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Morpher

unread,
May 14, 2012, 10:03:36 AM5/14/12
to
Parlando con un PM di IBM mi pare di aver capito che oltre ad aver segato
"un
boato di dirigenti" mamma IBM si prepara a tagliare 2000 persone su 6500
in
Italia.
Altre notizie non ho, se qualcuno ne sapesse qualcosa...si faccia avanti
(o
taccia per sempre ? )

--
cambFORZAJ...@liVIVAMILANbero.it

togli le due bestemmie per scrivermi.

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Alessandro Riolo

unread,
May 14, 2012, 10:24:51 AM5/14/12
to
On May 14, 3:03 pm, ni...@nonspammarmigrazie.com (Morpher) wrote:
> ... si prepara a tagliare 2000 persone su 6500
> in Italia.

Ed è qualcosa di più del loro usuale rank and yank?

--
ale
http://ale.riolo.co.uk

Wolferin

unread,
May 14, 2012, 1:10:47 PM5/14/12
to
On Monday, May 14, 2012 4:03:36 PM UTC+2, Morpher wrote:
> Parlando con un PM di IBM mi pare di aver capito che oltre ad aver segato
> "un
> boato di dirigenti" mamma IBM si prepara a tagliare 2000 persone su 6500
> in
> Italia.
> Altre notizie non ho, se qualcuno ne sapesse qualcosa...si faccia avanti
> (o
> taccia per sempre ? )
[CUT]
E quindi?
Guarda che lo stesso rischio se no ripiglia qualcosa nel cashflow generale lo corriamo tutti noi T.I. (alla faccia di T.I. unico lavoro vero...)
non mi dici una novità, io sto organizzando uno sbarco in altri lidi...

cpascoshi

unread,
May 14, 2012, 2:35:57 PM5/14/12
to
On May 14, 4:24 pm, Alessandro Riolo <alessandro.ri...@gmail.com>
wrote:
> On May 14, 3:03 pm, ni...@nonspammarmigrazie.com (Morpher) wrote:
>
> > ... si prepara a tagliare 2000 persone su 6500
> > in Italia.
>
> Ed è qualcosa di più del loro usuale rank and yank?

Buona domanda, ma poi "loro" chi: IBM o IBM Italia? Un bel 10% alla
Enron cadenzato come si dovrebbe mi piacerebbe sicuramente di più.

fm

unread,
May 14, 2012, 3:25:23 PM5/14/12
to

"Morpher" <ni...@nonspammarmigrazie.com> ha scritto nel messaggio
news:jor326$4o9$1...@news.newsland.it...
> Parlando con un PM di IBM mi pare di aver capito che oltre ad aver segato
> "un
> boato di dirigenti" mamma IBM si prepara a tagliare 2000 persone su 6500
> in
> Italia.
> Altre notizie non ho, se qualcuno ne sapesse qualcosa...si faccia avanti
> (o
> taccia per sempre ? )
>
come dire che non stanno vendendo un tubo
e che le previsioni sono nere ....

ciao
fm


Max_Adamo

unread,
May 14, 2012, 3:29:41 PM5/14/12
to
visto che in Italia non c'è sviluppo software e progettazione hardware, ma
solo progetti di supporto e reti di vendita, la tua analisi è abbastanza
plausibile.

Daniele Orlandi

unread,
May 14, 2012, 3:53:27 PM5/14/12
to
Max_Adamo wrote:
>
> visto che in Italia non c'è sviluppo software e progettazione hardware,

In Italia conosco direttamente almeno un'azienda italian controllata al 100%
da IBM che fa sviluppo software e che è stata recentemente (2-3 settimane
fa) acquisita assieme al ramo IBM retail da Toshiba.

--
Daniele "Vihai" Orlandi
Bieco Illuminista #184213

rootkit

unread,
May 14, 2012, 6:29:15 PM5/14/12
to
Il Mon, 14 May 2012 10:10:47 -0700, Wolferin ha scritto:


> E quindi?
> Guarda che lo stesso rischio se no ripiglia qualcosa nel cashflow
> generale lo corriamo tutti noi T.I. (alla faccia di T.I. unico lavoro
> vero...) non mi dici una novità, io sto organizzando uno sbarco in altri
> lidi...

eh si. anche da queste parti, pur senza emergenza immediata, si sta
preparando il piano b.


Suarez

unread,
May 15, 2012, 3:49:36 AM5/15/12
to
On Mon, 14 May 2012 16:03:36 +0200, (Morpher) wrote:

>Parlando con un PM di IBM mi pare di aver capito che oltre ad aver segato
>"un
>boato di dirigenti" mamma IBM si prepara a tagliare 2000 persone su 6500
>in
>Italia.
>Altre notizie non ho, se qualcuno ne sapesse qualcosa...si faccia avanti
>(o
>taccia per sempre ? )

Due cose: IBM Italia periodicamente effettua una sorta di
assestamento/repulisti della sua forza lavoro.
Poi Non e' un segreto, IBM Italia, da tempo, pur producendo utili non soddisfa i
margini prefissati dalla casa madre americana, tanto che il suo titolo di borsa
e' stabile mentre quello della casa madre ha conosciuto un apprezzamento non
piccolo passando dai 100 dollari circa del 2000 ai 200 circa di oggi (con cedole
di utili sempre interessanti a parte un pajo di annate, e' il classico titolo
dei c.d. "cassettari" di borsa, la "blue chip" per definizione).
Dalla casa madre (gia un 5/6 anni fa' con la precedente periodica ondata di
licenziamenti) avevano chiesto una "svolta". La cosa drammatica e' che in Italia
i listini erano "drogati" per buona un trentennio buono dagli anni 70 alla fine
dei 90 del secolo scorso (lo stesso as/400, stesso in termini di configurazione,
quotato a prezzi di listino in Italia valeva x, quotato in germania o svizzera
y=x*0,75, se pensi che lo sconto medio di default era del 18% c'era margine
sufficiente sulle grandi macchine a comprarle all'estero e rivenderle in
Italia).
Oggi in Italia nella fascia Server medio alta IBM e' il leader del settore in
termini di quantita' vendute, ma paradossalmente essendo calati i prezzi di
listino in modo "tellurico" per l'Italia (in realta' c'e' stato un adeguamento,
una omogeneizzazione dei prezzi a livello europeo per conseguenza della moneta
unica) i margini sulle vendite si sono abbassati cmq.

Morpher

unread,
May 15, 2012, 4:31:17 AM5/15/12
to
Wolferin ha scritto:

> non mi dici una novità, io sto organizzando uno sbarco in altri lidi...


mi stai facendo venire in mente una domanda esistenziale da porre su
ILI... ;)

ispas

unread,
May 15, 2012, 5:04:21 AM5/15/12
to
On 15 Mag, 09:49, Suarez <Sua...@despammed.com> wrote:

> Dalla casa madre (gia un 5/6 anni fa' con la precedente periodica ondata di
> licenziamenti) avevano chiesto una "svolta". La cosa drammatica e' che in Italia

Non so se i numeri sono quelli di morpher, ma un'azienda che taglia il
30% dei dipendenti, dopo un "repulisti" di solo 5/6 anni prima, mi
sembra in crisi profonda. Certo, parliamo della filiale italiana,
pertanto possono tranquillamente continuare il business appoggiandosi
a filiali in altri paesi.


ispas

unread,
May 15, 2012, 5:13:01 AM5/15/12
to
On 14 Mag, 19:10, Wolferin <wolferin...@gmail.com> wrote:

> Guarda che lo stesso rischio se no ripiglia qualcosa nel cashflow generale lo corriamo tutti noi T.I. (alla faccia di T.I. unico lavoro vero...)
> non mi dici una novità, io sto organizzando uno sbarco in altri lidi...

Finchè è a parità di condizioni (perlomeno economiche, se non
contrattuali), va bene. Finchè si trova un altro lido bello solido
dove sbarcare, va ancora bene. Il problema è che oggi come oggi i due
finchè mi sembrano difficili da realizzare...

Soprano

unread,
May 15, 2012, 5:32:20 AM5/15/12
to
infatti non ho mai capito il mito del TI, o meglio: lo capisco (anche se
non approvo) nei posti pubblici dove è impossibile licenziare. Ma per il
resto...

--
Soprano

ispas

unread,
May 15, 2012, 6:06:15 AM5/15/12
to
On 15 Mag, 11:32, Soprano <d...@chello.at> wrote:

> infatti non ho mai capito il mito del TI, o meglio: lo capisco (anche se
> non approvo) nei posti pubblici dove è impossibile licenziare. Ma per il
> resto...

In parte è un'esagerazione, come tutti i miti. In parte no, basta che
confronti le condizioni non economiche di un qualunque contratto
nazionale per TI con quelle di un qualunque co.pro o P.iva (se ne
esistono). Orari, contributi, ferie, malattie, cassa integrazione,
diritti e doveri vari.
Un pò la differenza che passa tra la legislazione romana ed il mercato
delle vacche con la stretta di mano :-)
A parte il fatto che liberisti e imprenditori di ogni ordine e grado
tuonano che con il TI non si può assolutamente licenziare, si vede che
non stai attento.

Soprano

unread,
May 15, 2012, 6:47:12 AM5/15/12
to
On Tue, 15 May 2012 03:06:15 -0700, ispas wrote:

> On 15 Mag, 11:32, Soprano <d...@chello.at> wrote:
>
>> infatti non ho mai capito il mito del TI, o meglio: lo capisco (anche
>> se non approvo) nei posti pubblici dove è impossibile licenziare. Ma
>> per il resto...
>
> In parte è un'esagerazione, come tutti i miti. In parte no, basta che
> confronti le condizioni non economiche di un qualunque contratto
> nazionale per TI con quelle di un qualunque co.pro o P.iva (se ne
> esistono). Orari, contributi, ferie, malattie, cassa integrazione,
> diritti e doveri vari.

Una cosa è confrontare lavoro dipendente a frelancing, sono
effettivamente due strade molto diverse tra loro. Un altro discorso è
confrontare TI a TD, nella situazione in cui siamo oggi possono darti
quanti TI vogliono, ma se per questioni economiche ti devono sbattere
fuori lo fanno e chiuso.

> Un pò la differenza che passa tra la legislazione romana ed il mercato
> delle vacche con la stretta di mano :-) A parte il fatto che liberisti e
> imprenditori di ogni ordine e grado tuonano che con il TI non si può
> assolutamente licenziare, si vede che non stai attento.

In effetti per le grandi aziende può essere più complicato che per le
piccole, ma a giudicare dalla notizia in oggetto non si direbbe :)

--
Soprano

Suarez

unread,
May 15, 2012, 7:00:26 AM5/15/12
to
On Tue, 15 May 2012 02:04:21 -0700 (PDT), ispas wrote:


>Non so se i numeri sono quelli di morpher, ma un'azienda che taglia il
>30% dei dipendenti, dopo un "repulisti" di solo 5/6 anni prima, mi
>sembra in crisi profonda. Certo, parliamo della filiale italiana,
>pertanto possono tranquillamente continuare il business appoggiandosi
>a filiali in altri paesi.

teniamo presente che gia da un lustro (e anche piu') i server (per i servizi
interni e quelli in outsourcing) sono a Brno, i magazzini sono in Danimarca e
Irlanda, la fatturazione e' in Spagna (i contratti sono locali per ogni paese ma
coordinati dalla sede svizzera o tedesca), 2 laboratori di sviluppo sono in
Italia (Tivoli e parte della suite Websphere) ed in Francia, e questo vale non
solo per l'Italia, beninteso, ma per tutte le filiali europee, raga' stiamo
parlando di un'autentica multinazionale.

ispas

unread,
May 15, 2012, 7:21:45 AM5/15/12
to
On 15 Mag, 12:47, Soprano <d...@chello.at> wrote:

> Una cosa è confrontare lavoro dipendente a frelancing, sono
> effettivamente due strade molto diverse tra loro. Un altro discorso è
> confrontare TI a TD, nella situazione in cui siamo oggi possono darti
> quanti TI vogliono, ma se per questioni economiche ti devono sbattere
> fuori lo fanno e chiuso.

Per dovere di cronaca il TD è quasi esattamente analogo al TI, a parte
la data di scadenza. E ricade nei contratti nazionali. Per questo
parlavo di co.pro e P.iva, ma non di TD.
Comunque personalmente trovo maggiormente tutelato il TI anche nel
caso ti mandino via, certamente tutt'altro che impossibile. Es. cassa
integrazione e mobilità, saranno 4 soldi ma con le forme "elastiche"
di contratto ti scordi pure quello. Oppure il fatto che in caso di
fallimento i dipendenti hanno priorità nel pagamento arretrati e TFR
rispetto agli altri creditori.

> In effetti per le grandi aziende può essere più complicato che per le
> piccole, ma a giudicare dalla notizia in oggetto non si direbbe :)

Eppure sembra che non lo sappiano..... In verità, e per quel che ne
so, l'IBM preferisce ricorrere a esodi incentivati, pertanto evita le
problematiche dei licenziamenti veri e propri, cassa integrazione e
compagnia.
Certo con le nuove regole pensionistiche questa strada sarà parecchio
più difficile.

ispas

unread,
May 15, 2012, 7:30:23 AM5/15/12
to
Bè, multinazionale lo era pure prima. A me sembra che via via stia
mollando completamente l'Italia come paese centrale nella strategia, a
cominciare dagli stabilimenti di produzione (S. Palomba è chiuso da
parecchi anni, quello vicino Milano non so), forse pure i centri di
ricerca a parte quello di Tivoli che dicevi.
Resteranno un manipolo di commerciali e qualche azienda di servizi
partecipata. Roba da paese periferico.

John Smith

unread,
May 15, 2012, 8:31:12 AM5/15/12
to
Il 15/05/2012 13:21, ispas ha scritto:
>
> Eppure sembra che non lo sappiano..... In verità, e per quel che ne
> so, l'IBM preferisce ricorrere a esodi incentivati, pertanto evita le
> problematiche dei licenziamenti veri e propri, cassa integrazione e
> compagnia.

Voci di li' dentro mi confermano che sia cosi' anche questa volta.
Sembra che la cosa al momento interessi qualche decina di dirigenti, per
il resto al massimo qualche cessione di ramo d'azienda con la
realizzazione di apposite soc., ma ai livelli della "truppa" non
dovrebbe cambiare molto.

Ciao.

M.
--
Credo che l'unica cosa da fare sia non prendersi troppo sul serio,
ridersi addosso, e sorridere spesso, così le rughe andranno nei posti
giusti....
(A. Vincenzi)

Mau C

unread,
May 15, 2012, 8:42:06 AM5/15/12
to
Il 15/05/2012 13:30, ispas ha scritto:
> Bč, multinazionale lo era pure prima. A me sembra che via via stia
> mollando completamente l'Italia come paese centrale nella strategia, a
> cominciare dagli stabilimenti di produzione (S. Palomba č chiuso da
> parecchi anni, quello vicino Milano non so), forse pure i centri di
> ricerca a parte quello di Tivoli che dicevi.
> Resteranno un manipolo di commerciali e qualche azienda di servizi
> partecipata. Roba da paese periferico.

Eh, ma tu, un paese dove piů del 95% delle aziende č di dimensioni
minuscole ( < 15 dipendenti) e che il massimo dell'infrastruttura IT č
qualche foglio excel e qualche array di bolle, come lo chiami?

Il mercato delle grandi aziende (PA e privati) č stra-saturo, privo di
fondi per un qualsivoglia investimento che non sia foraggiare a suo di
bustarelle il manager di turno...

M.

Marcoxxx

unread,
May 15, 2012, 2:33:34 PM5/15/12
to
Daniele Orlandi ha scritto:

> Max_Adamo wrote:
> >
> > visto che in Italia non c'è sviluppo software e progettazione hardware,

> In Italia conosco direttamente almeno un'azienda italian controllata al 100%
> da IBM che fa sviluppo software e che è stata recentemente (2-3 settimane
> fa) acquisita assieme al ramo IBM retail da Toshiba.

Che tipo di software sviluppano in questa societa' ?

Ciao,
Marco.


--

ispas

unread,
May 15, 2012, 2:29:07 PM5/15/12
to
On 15 Mag, 14:42, Mau C <nob...@hotmail.com> wrote:

> Eh, ma tu, un paese dove più del 95% delle aziende è di dimensioni
> minuscole ( < 15 dipendenti) e che il massimo dell'infrastruttura IT è
> qualche foglio excel e qualche array di bolle, come lo chiami?

Non è che 10-20-30 anni fa l'Italia si caratterizzasse per i colossi
aziendali. Vero è che, tra quei pochi che c'erano, molti sono
scomparsi.

> Il mercato delle grandi aziende (PA e privati) è stra-saturo, privo di
> fondi per un qualsivoglia investimento che non sia foraggiare a suo di
> bustarelle il manager di turno...

Mah, può essere che sia stra-saturo, e come diceva Suarez con margini
troppo modesti per i loro standard. Così cercano di cambiare
strategia.



Marcoxxx

unread,
May 15, 2012, 2:39:56 PM5/15/12
to
ispas ha scritto:

> On 15 Mag, 14:42, Mau C <nob...@hotmail.com> wrote:

> > Eh, ma tu, un paese dove piů del 95% delle aziende č di dimensioni
> > minuscole ( < 15 dipendenti) e che il massimo dell'infrastruttura IT č
> > qualche foglio excel e qualche array di bolle, come lo chiami?

> Non č che 10-20-30 anni fa l'Italia si caratterizzasse per i colossi
> aziendali. Vero č che, tra quei pochi che c'erano, molti sono
> scomparsi.

30 anni fa non saprei ma fra 10 e 20 anni fa era il periodo della
new-economy.

Ciao,
Marco.

--

ispas

unread,
May 16, 2012, 2:52:29 AM5/16/12
to
On 15 Mag, 20:39, aritopogig...@web.de (Marcoxxx) wrote:

> 30 anni fa non saprei ma fra 10 e 20 anni fa era il periodo della
> new-economy.

Ed in Italia c'erano tante aziende molto grandi, in special modo
legate alla new economy? Non mi risulta. Forse qualche gestore
telefonico viveva anni migliori degli attuali. Per il resto sempre
aziende medio-piccole.


ispas

unread,
May 16, 2012, 2:55:16 AM5/16/12
to
On 15 Mag, 14:31, John Smith <jsmit...@tiscali.it.invalid> wrote:

> Voci di li' dentro mi confermano che sia cosi' anche questa volta.
> Sembra che la cosa al momento interessi qualche decina di dirigenti, per
> il resto al massimo qualche cessione di ramo d'azienda con la
> realizzazione di apposite soc., ma ai livelli della "truppa" non
> dovrebbe cambiare molto.

Per la "truppa" non cambierà molto, certo, sempre che quei rami
d'azienda non li tagliano, od anche se non passano dal contratto
attuale (penso molto ricco di benefit vari) a quello dei garzoni di
salumeria (esagero :-).

Suarez

unread,
May 16, 2012, 4:53:31 AM5/16/12
to
On Tue, 15 May 2012 11:29:07 -0700 (PDT), ispas wrote:

>Mah, puň essere che sia stra-saturo, e come diceva Suarez con margini
>troppo modesti per i loro standard. Cosě cercano di cambiare
>strategia.

Ti diro' di piu' non solo i margini sono modesti (rispetto ai loro standard
beninteso) ma parlando qualche mese fa' con l'AD di uno dei principali BP IBM
Italiani (un'azienda con un fatturato di poco inferiore ai 100 milioni di
euro/anno) mi faceva notare come mentre il venduto comw quantita' fosse
aumentato di un buon 30/40% (soprattutto grazie all'area storage) il valore
economico del fatturato era rimasto essenzialmente stabile. Senza i servizi
collegati alle vendite non ci sarebbe stata trippa per gatti, e per erogare
buoni servizi occorrono gente in gamba che costa un pelino di piu'degli
sbarbatelli neo-laureati che puoi utilizzare per la parte sviluppo.

s1gfr1d

unread,
May 16, 2012, 5:10:10 AM5/16/12
to
On 16/05/2012 10:53, Suarez wrote:

Senza i servizi
> collegati alle vendite non ci sarebbe stata trippa per gatti, e per erogare
> buoni servizi occorrono gente in gamba che costa un pelino di piu'degli
> sbarbatelli neo-laureati che puoi utilizzare per la parte sviluppo.

Concordo con questa visione.
E' finita l'era in cui basta vendere . Serve supporto postvendita di
qualità sopratutto su prodotti/software che risultanto sempre piu'
complessi e se non capiti e mal usati potrebbero ingenerare nel cliente
l'idea di essere orpelli costosi e inutili; Il supporto di qualità non
puoi farlo puntando sulla riduzione del costo del lavoro.

Mau C

unread,
May 16, 2012, 5:24:52 AM5/16/12
to
Il 16/05/2012 11:10, s1gfr1d ha scritto:
> Concordo con questa visione.
> E' finita l'era in cui basta vendere . Serve supporto postvendita di
> qualità sopratutto su prodotti/software che risultanto sempre piu'
> complessi e se non capiti e mal usati potrebbero ingenerare nel cliente
> l'idea di essere orpelli costosi e inutili; Il supporto di qualità non
> puoi farlo puntando sulla riduzione del costo del lavoro.


E infatti siccome lo schiavo help-desk che sta sveglio giorno e notte
davanti al monitor per vedere se Tivoli si schianta (una delle attività
per le quali un noto cliente italiano che conosco paga IBM) non lo puoi
stipendiare con una ciotola di riso, ti sposti in altri mercati... ...



M.

s1gfr1d

unread,
May 16, 2012, 5:32:13 AM5/16/12
to
On 16/05/2012 11:24, Mau C wrote:
> E infatti siccome lo schiavo help-desk che sta sveglio giorno e notte
> davanti al monitor per vedere se Tivoli si schianta (una delle attività
> per le quali un noto cliente italiano che conosco paga IBM) non lo puoi
> stipendiare con una ciotola di riso, ti sposti in altri mercati... ...
>
>
>
> M.

Diciamo che ti sposti in altri mercati se prevedi che il mercato locale
e' arrivato al punto da non giustificare certi costi strutturali.
E dato che credo che una buona parte delle entrate derivi dal pubblico
(ministeri e enti vari) avranno forse valutato la riduzione della
presenza perche' il gioco non vale piu' la candela vista la scarsità di
risorse che c'e' ed e' prevista per il futuro nel comparto.

Mau C

unread,
May 16, 2012, 5:35:55 AM5/16/12
to
Il 16/05/2012 11:32, s1gfr1d ha scritto:
> E dato che credo che una buona parte delle entrate derivi dal pubblico
> (ministeri e enti vari) avranno forse valutato la riduzione della
> presenza perche' il gioco non vale piu' la candela vista la scarsità di
> risorse che c'e' ed e' prevista per il futuro nel comparto.

Se il risultato è quello che abbiamo visto alle Poste è meglio che
emigrino a velocità Warp ...
(urca, ho nominato un prodotto IBM che era veramente figo...)

M.

ispas

unread,
May 16, 2012, 5:56:35 AM5/16/12
to
On 16 Mag, 11:10, s1gfr1d <s1gfr1dnos...@libero.it> wrote:

> E' finita l'era in cui basta vendere . Serve supporto postvendita di
> qualità sopratutto su prodotti/software  che risultanto sempre piu'
> complessi e se non capiti  e mal usati potrebbero ingenerare nel cliente
> l'idea di essere orpelli  costosi e inutili;  Il supporto di qualità non
> puoi farlo puntando sulla riduzione del costo del lavoro.

Mah, relativamente ad IBM non credo proprio che prima si limitasse a
vendere qualcosa come un negozio, anzi ti piazzava una miriade di
servizi e gadgets, bastava pagare (e perfino i negozi ti fanno
"consulenza").

s1gfr1d

unread,
May 16, 2012, 7:19:41 AM5/16/12
to
On 16/05/2012 11:56, ispas wrote:

> Mah, relativamente ad IBM non credo proprio che prima si limitasse a
> vendere qualcosa come un negozio, anzi ti piazzava una miriade di
> servizi e gadgets, bastava pagare (e perfino i negozi ti fanno
> "consulenza").

Servizi e gadgtes che magari non servivano a far capire il valore o a
far fruttare quello che era stato venduto.

ispas

unread,
May 16, 2012, 2:13:14 PM5/16/12
to
Può essere, anche se non parliamo di bruscolini, e quindi sono
convinto che i clienti hanno sempre valutato con attenzione se
servivano o no. Più che altro penso che i clienti oggi vogliono
semplicemente spendere meno a parità di servizio/prodotto, ed hanno
delle alternative che anni fa non esistevano.
Poi potremmo fare il discorso se l'azienda di cui parliamo ha
mantenuto una qualità elevata ed adeguata al prezzo richiesto, oppure
c'è stato un appiattimento su "trend" nefasti (es. uso ed abuso di
precari).
Su questo non ho notizie.

John Smith

unread,
May 21, 2012, 4:37:29 AM5/21/12
to
Mah, in IBM di "benefit" ne ho visti, ma non poi tanti.
Finora i cambi non hanno mai portato a stravolgimenti contrattuali.
Almeno per quello che ho visto, ho lavorato qualche anno con IBM per il
fleet management in RAI, dalla logistica integrata all'assistenza
sistemistica, la gestione degli incident, il supporto onsite, etc. etc.
C'e' da dire che si parla di circa 10 anni fa, ma dai contatti che ho
mantenuto non sembra che la situazione (da loro) sia peggiorata cosi' tanto.

Ciao

Wolferin

unread,
May 28, 2012, 9:59:49 AM5/28/12
to
On Wednesday, May 16, 2012 8:13:14 PM UTC+2, ispas wrote:
[CUT]
> Può essere, anche se non parliamo di bruscolini, e quindi sono
> convinto che i clienti hanno sempre valutato con attenzione se
> servivano o no. Più che altro penso che i clienti oggi vogliono
> semplicemente spendere meno a parità di servizio/prodotto, ed hanno
> delle alternative che anni fa non esistevano.
L'analisi della situazione IBM non è delle più
Parliamoci chiaro. Il regno di IBM fino a qualche anno fa in Italia sono state le banche. Ora in periodi di merge&aquisition, magari non tutti si fidano di IBM e/o usano i loro mainframe.
E questo è un dato.
Se poi parliamo che il settore "fleet management" (gestioni PC clienti in leasing) è tornato direttamente in casa con notevole aumento per i clienti, e che come gli altri vendor che si sono tolti il prodotto proprietario dalle palle (cessione a Lenovo) si focalizzano sulla consulenza sia SW che sistemisticha e di rete (es. conosco qualche CCIE di quei lidi), vediamo che non sempre questa "diversificazione" coatta da' i suoi frutti.
Ricordiamo inoltre l'acquisto di ISS in ambito security, cosa che può essere considerata più o meno nefasta.
Rimane sempre la 75sima azienda su sopo.it, il che non vuol dire nulla ma è un indice minimale (per quanto inaffidabile) di soddisfazione per chi ci lavora.

> Poi potremmo fare il discorso se l'azienda di cui parliamo ha
> mantenuto una qualità elevata ed adeguata al prezzo richiesto, oppure
> c'è stato un appiattimento su "trend" nefasti (es. uso ed abuso di
> precari).
> Su questo non ho notizie.
Manco io.

Wolferin

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May 28, 2012, 10:01:26 AM5/28/12
to
On Monday, May 28, 2012 3:59:49 PM UTC+2, Wolferin wrote:
> On Wednesday, May 16, 2012 8:13:14 PM UTC+2, ispas wrote:
[CUT]
> L'analisi della situazione IBM non è delle più
scusate manca la fine della frase: ... non è delle più semplici.

Alessandro Riolo

unread,
May 28, 2012, 2:59:00 PM5/28/12
to
On May 15, 10:04 am, ispas <gid...@interfree.it> wrote:
> ... un'azienda che taglia il
> 30% dei dipendenti, dopo un "repulisti" di solo 5/6 anni prima, mi
> sembra in crisi profonda.

A me non necessariamente. Non conosco la situazione dell'azienda in
questione, per cui non posso commentare, ma soltanto dal fatto citato,
non potrei arrivare alle tue stesse conclusioni.
Tra l'altro, la domanda sul rank and yank resta senza risposta.

> Certo, parliamo della filiale italiana,
> pertanto possono tranquillamente continuare il business appoggiandosi
> a filiali in altri paesi.

A me questo direbbe che il sistema paese difetta di competitività, e
necessita riforme strutturali, mica altro ...

--
ale
http://ale.riolo.co.uk

ispas

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May 29, 2012, 5:36:13 AM5/29/12
to
On 28 Mag, 15:59, Wolferin <wolferin...@gmail.com> wrote:

> Parliamoci chiaro. Il regno di IBM fino a qualche anno fa in Italia sono state le banche. Ora in periodi di merge&aquisition, magari non tutti si fidano di IBM e/o usano i loro mainframe.

Non solo le banche, perdinci! :-) Tutti quelli che necessitavano di
grandi potenze di calcolo avevano il bravo mainframe IBM:
assicurazioni, ministeri, telecomunicazioni, università, trasporti...
Più qualche macchina sparsa di altri produttori, tipo Siemens.
Oggi molte cose che prima facevi solo coi mainframe le fai con server
più piccoli ed con HW e SW ben più aperti.

shylo...@hotmail.it

unread,
May 29, 2012, 5:53:09 AM5/29/12
to
Il giorno martedì 29 maggio 2012 13:36:13 UTC+4, ispas ha scritto:
> On 28 Mag, 15:59, Wolferin <wolferin...@gmail.com> wrote:
>
> > Parliamoci chiaro. Il regno di IBM fino a qualche anno fa in Italia sono state le banche. Ora in periodi di merge&aquisition, magari non tutti si fidano di IBM e/o usano i loro mainframe.
>
> Non solo le banche, perdinci! :-)

IBM non produce soltanto ferraglia: uno dei business principali e` la consulenza.

Il problema e` che in Italia di aziende con progetti ed introiti tali da giustificare una consulenza IBM sono poche.

ispas

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May 29, 2012, 7:39:51 AM5/29/12
to
On 29 Mag, 11:53, shylock1...@hotmail.it wrote:

> IBM non produce soltanto ferraglia: uno dei business principali e` la consulenza.

Questo da decenni. Invece sembra che l'abbia scoperta solo ora. Mah.

> Il problema e` che in Italia di aziende con progetti ed introiti tali da giustificare una consulenza IBM sono poche.

Rispetto al passato è possibile, nel senso che di denaro in
circolazione ce n'è molto meno e la consulenza magari la fanno fare a
"risorse" collegate meno costose.

Wolferin

unread,
May 31, 2012, 2:49:04 AM5/31/12
to
Il giorno martedì 29 maggio 2012 11:36:13 UTC+2, ispas ha scritto:
> On 28 Mag, 15:59, Wolferin <wolferin...@gmail.com> wrote:
>
> > Parliamoci chiaro. Il regno di IBM fino a qualche anno fa in Italia sono state le banche. Ora in periodi di merge&aquisition, magari non tutti si fidano di IBM e/o usano i loro mainframe.
>
> Non solo le banche, perdinci! :-) Tutti quelli che necessitavano di
> grandi potenze di calcolo avevano il bravo mainframe IBM:
> assicurazioni, ministeri, telecomunicazioni, università, trasporti...
> Più qualche macchina sparsa di altri produttori, tipo Siemens.
Sono parzialmente d'accordo.
Rispetto a Digital/Compaq o Sun IBM costava ( e costa)in supporto una barcata di soldi solo perchè si chiamavano IBM. A solo titolo di esempio la mia università (Salerno) era il regno del VAX/VMS prima (lasciami dire nulla da invidiare ai mainframe IBM come potenza di calcolo) e Ultrix/Digital Alpha poi, con un ruolo di IBM molto, ma molto marginale, se non nella sola getione delle segreterie (che era veramente un pezzo marginale). Se ora con la virtualizzazione vanno con Dell...
Posso riscrivere FINANCE al posto di banche, ma nella PA non credere fossero così diffusi, nei posti dove sono stato (Consip, SOGEI etc.) io questo primato non lo vedo (ma manco prima lo vedevo) proprio.
E se te lo devo dire il Telecom sono quasi del tutto assenti, tranne una nicchia di applicazioni che girano su AIX.
Certo non si può negare che ci sono. E in Poste (leggi disservizi recenti...) ci sono, ma non so per quanto ci rimangono.

> Oggi molte cose che prima facevi solo coi mainframe le fai con server
> più piccoli ed con HW e SW ben più aperti.
Vero, ma questo era già vero prima con Sun/Digital che erano (parzialmente) più aperti di un AIX (per dirne una ma ora sono anche loro fortissimi su Intel). Perchè pensi che AIX non possa girare sui Power Mac? :-)
E credimi, per tuttr le magagne che ho avuto, tra un server RACK IBM serie 300 e un HP DL 380 G5 e superiori scelgo l'ultimo PER TUTTA LA VITA.


ispas

unread,
May 31, 2012, 3:07:02 AM5/31/12
to
On 31 Mag, 08:49, Wolferin <wolferin...@gmail.com> wrote:

> Sono parzialmente d'accordo.
> Rispetto a Digital/Compaq o Sun IBM costava ( e costa)in supporto una barcata di soldi solo perchè si chiamavano IBM. A solo titolo di esempio la mia università (Salerno) era il regno del VAX/VMS prima (lasciami dire nulla da invidiare ai mainframe IBM come potenza di calcolo) e Ultrix/Digital Alpha poi, con un ruolo di IBM molto, ma molto marginale, se non nella sola getione delle segreterie (che era veramente un pezzo marginale). Se ora con la virtualizzazione vanno con Dell...

Non ne faccio una questione di costi, su cui non dubito che hai
ragione, ma di diffusione dei mainframe. Ed i VAX/VMS erano dei
minicomputer, una categoria ben distinta a suo tempo dai mainframe,
paragonabile ai mini S34 e S36 di IBM. Poi, naturalmente, nulla
esclude che il top di gamma dei VAX si sovrapponesse in prestazioni
alle versioni inferiori dei mainframe.

> Posso riscrivere FINANCE al posto di banche, ma nella PA non credere fossero così diffusi, nei posti dove sono stato (Consip, SOGEI etc.) io questo primato non lo vedo (ma manco prima lo vedevo) proprio.

SOGEI senza mainframe? Bah.

> E se te lo devo dire il Telecom sono quasi del tutto assenti, tranne una nicchia di applicazioni che girano su AIX.

In Telecom i mainframe IBM erano sicuramente presenti fino ad alcuni
anni fa.

> Certo non si può negare che ci sono. E in Poste (leggi disservizi recenti...) ci sono, ma non so per quanto ci rimangono.

Tanto per dirne una, ad oggi l'applicazione usata per registrare i
visitatori ed assegnare i badge provvisori è su mainframe IBM
(Cics).... :-) Quindi non credo che ci rimarranno tanto poco. Sulla
qualità non mi pronuncio, ma bisogna anche vedere la qualità media di
tutti i vari concorrenti. E mi sa che anche per gli altri non è il top
del top.... Il peggioramento è generale.

> Vero, ma questo era già vero prima con Sun/Digital che erano (parzialmente) più aperti di un AIX (per dirne una ma ora sono anche loro fortissimi su Intel). Perchè pensi che AIX non possa girare sui Power Mac? :-)
> E credimi, per tuttr le magagne che ho avuto, tra un server RACK IBM serie 300 e un HP DL 380 G5 e superiori scelgo l'ultimo PER TUTTA LA VITA.

Sinceramente non comparerei un PowerMac con un mainframe. Per il
resto, prendo atto.

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