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[OT] Eravamo ragazzi...

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Mau C

unread,
Sep 7, 2012, 9:26:19 AM9/7/12
to

felice_pago

unread,
Sep 7, 2012, 9:39:00 AM9/7/12
to
abbiamo lottato ?
mah !
manco me ne sono accorto

molti di quella generazione di cui si parla,
vedendo i no-tav della valle di susa, combattere
e lottare per il proprio territorio, fanno spallucce
quando prendono una posizione


felice pago

non c'e' poverta' senza difetto
.

Marco Albarelli (fu Motosauro) @fisso

unread,
Sep 7, 2012, 11:00:58 AM9/7/12
to
Lottammo?
Ma dove, ma come ....
Sono rimasti solo i sardi (e pure di quelli mica tutti) a far vedere che
cosa significa lottare per il lavoro

M
--
I fatti mi cosano

Aemilius Quadratus

unread,
Sep 7, 2012, 1:55:28 PM9/7/12
to
Mau C wrote:

> Del 2010, ma attualissimo
>
> http://torto45.wordpress.com/2010/10/29/hello-world/

Seguono alcune considerazioni.

> Eravamo ragazzi e ci dicevano: ?Studiate, sennò non sarete nessuno nella
> vita?.

In punta di logica, non è che abbiano affermato "Studiate e sarete qualcuno"
ovvero, e mi rendo conto che mi ripeto, suggerirono una strategia che come
tutte le strategie non assicura il successo.

> Studiammo. Dopo aver studiato ci dissero: ?Ma non lo sapete che la laurea
> non serve a niente? Avreste fatto meglio a imparare un mestiere!?.

Questa invece ai miei occhi è la tragica conseguenza di scelte miopi che
hanno reso il tessuto produttivo incapace di avvantaggiarsi del massiccio
miglioramento del livello culturale delle generazioni recenti.

> Ci convinsero e lasciammo perdere. Quando lasciammo perdere, rimanemmo
> senza un centesimo.

Spero che questa frase sia un florilegio affabulatorio e non rispecchi se
non in casi clinici la realtà, perché un conto è l'analisi sistemica "in
Italia la competenza non viene retribuita adeguatamente" un conto è la
capacità di ciascuno di misurarsi con il proprio qui ed ora.

> Prima eravamo troppo giovani e senza esperienza. Dopo pochissimo tempo
> eravamo già troppo grandi, con troppa esperienza e troppi titoli.

Spero che nessuno ritenga che quelle sopra citate non siano altro che scuse
per retribuire di meno il lavoro. Reggono nella misura in cui vi si crede, e
sono la foglia di fico delle tragiche conseguenze di cui sopra.

> ... ci dissero ...

Se non sospettassi che ancora una volta la verve affabulatoria abbia preso
il sopravvento sull'analisi sociologica, dovrei concludere che si è trattato
di una generazione straordinariamente malleabile alla persuasione verbale.

A me sono capitati clienti i quali hanno provato a convincermi che la mia
prestazione non meritava le cifre che chiedevo; alcuni sono riusciti e altri
no, ma se avessi accettato il 100% di tali argomentazioni mi sarei ritrovato
a lavorare gratis.

> Così emigrammo. Andammo altrove, alla ricerca di un angolo sicuro nel
> mondo, lo trovammo, ci sentimmo bene.

Le circostanze in forza delle quali in quell'angolo sicuro del mondo ci
accettano, per diversi di noi, nascono proprio dagli studi fatti.

Aemilius Quadratus
--
Faber est quisque fortunae suae.

kojak

unread,
Sep 8, 2012, 5:34:52 AM9/8/12
to
Il giorno venerdì 7 settembre 2012 19:55:28 UTC+2, Aemilius Quadratus ha scritto:
>
>
>
> In punta di logica, non è che abbiano affermato
> "Studiate e sarete qualcuno" ovvero, e mi rendo conto
> che mi ripeto, suggerirono una strategia che come
> tutte le strategie non assicura il successo.



stando a quanto vedo io, direi che questa strategia, come
la definisci tu, il successo non lo assicura quasi mai.
Anch'io mi ripeto, e me ne scuso, ma tra i giovani che
conosco io, pochi sono messi in modo decente (che per me
significa a TI e con uno stipendio di almeno 1500/1600
euro, quindi non chissà poi che cifre), e di questi
quasi nessuno è laureato, questo vorrà dire qualcosa?



>
>
>
> > Studiammo. Dopo aver studiato ci dissero:
> > ?Ma non lo sapete che la laurea non serve a niente?
> > Avreste fatto meglio a imparare un mestiere!?.
>
>
>
> Questa invece ai miei occhi è la tragica conseguenza di
> scelte miopi che hanno reso il tessuto produttivo incapace
> di avvantaggiarsi del massiccio miglioramento del livello
> culturale delle generazioni recenti.


già, e quello che hai citato è molto vicino a quello che ho
detto io prima...

intendiamoci, io ho il massimo rispetto per la cultura,
però 5 o 6 anni della propria vita passati a studiare
senza avere reddito alcuno, eh, qualcosa sono


>
>
>
> > Ci convinsero e lasciammo perdere. Quando lasciammo perdere,
> > rimanemmo senza un centesimo.
>
>
>
> Spero che questa frase sia un florilegio affabulatorio
> e non rispecchi se non in casi clinici la realtà, perché
> un conto è l'analisi sistemica "in Italia la competenza
> non viene retribuita adeguatamente" un conto è la capacità
> di ciascuno di misurarsi con il proprio qui ed ora.



che ne dici della disoccupazione giovanile che sta
intorno al 35%, come ho letto in questi giorni?
E' perché i giovani non riescono a misurarsi col loro?
O perché a volte trovano solo la m****?

E del restante 65%, qual è la percentuale di competenza
non retribuita adeguatamente?
Sparo il 99%, è troppo poco?



>
>
>
> > Prima eravamo troppo giovani e senza esperienza.
> > Dopo pochissimo tempo eravamo già troppo grandi,
> > con troppa esperienza e troppi titoli.
>
>
>
> Spero che nessuno ritenga che quelle sopra citate non
> siano altro che scuse per retribuire di meno il lavoro.
> Reggono nella misura in cui vi si crede, e sono la foglia
> di fico delle tragiche conseguenze di cui sopra.


eh, ma allora non ne usciamo più. Se sei giovane non va bene
perché hai poca esperienza, se sei vecchio non va bene
perché sei vecchio.
Non è meglio andare nell'oltretomba, come dicevo altrove?
Prova a scendere anche tu, qui non ci sono tutti 'sti
problemi.



Insomma, per trovare lavoro bisogna essere giovani con
esperienza.
Allora o andiamo a lavorare a 15 anni, oppure, se vogliamo
studiare, prima ci facciamo 10 anni di esperienza prima
di venire al mondo, poi nasciamo e studiamo.
Tu quale delle due preferisci?



>
>
>
> Se non sospettassi che ancora una volta la verve
> affabulatoria abbia preso il sopravvento sull'analisi
> sociologica, dovrei concludere che si è trattato di
> una generazione straordinariamente malleabile alla
> persuasione verbale.


che c'è di male in questo? La storia ha dimostrato
che un popolo intero può essere malleabile alla
persuasione verbale, sennò Hitler come avrebbe
fatto?
Però almeno Hitler dopo 12 anni è sparito...


>
>
>
> A me sono capitati clienti i quali hanno provato a convincermi
> che la mia prestazione non meritava le cifre che chiedevo;
> alcuni sono riusciti e altri no, ma se avessi accettato il
> 100% di tali argomentazioni mi sarei ritrovato
> a lavorare gratis.


eh, già. Tu fai A e ti dicono 'ma perché non hai
fatto B?', poi fai B e ti dicono 'ma perché non
hai fatto A?'

invece da dipendente la situazione è diversa:
tu chiedi l'aumento, e ti dicono o che c'è
crisi, o che le commesse sono basse, o che
i conti non sono a posto.
C'è sempre un motivo per non darlo, 'sto
aumento.


>
>
>
> > Così emigrammo. Andammo altrove, alla ricerca di un angolo
> > sicuro nel mondo, lo trovammo, ci sentimmo bene.
>
>
>
> Le circostanze in forza delle quali in quell'angolo
> sicuro del mondo ci accettano, per diversi di noi,
> nascono proprio dagli studi fatti.
>
>
>
ti prego, dimmi dov'è quest'angolo, che risalgo
dall'oltretomba e ci vado :)


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