Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Gli States in base al racconto di chi ci vive e non per sentito dire

701 views
Skip to first unread message

kojak

unread,
Apr 16, 2013, 4:11:11 AM4/16/13
to
Tra pochi giorni inizio nel nuovo posto di lavoro,
quindi penso bene che non potrò più seguire ili per
un po', se non forse nel fine settimana, almeno per i
primi tempi, finché non mi sarò ambientato
(e immagino la gioia di molti... :) ).



Però ho voluto mettere questo thread, perché in questi
giorni ho sentito un amico che si è trasferito negli
States da alcuni mesi e mi ha descritto la situazione
lavorativa di uno che ha conosciuto là: in questo modo
ci si può fare un'idea in base a fatti obiettivi e non
in base a chiacchiere da bar.


La persona in questione (l'amico del mio amico) lavora
come programmatore in una banca per un salario di
100.000 dollari l'anno (immagino lordi, questo particolare
non è scritto).
Però, a fronte di questo salario, ci sono dei particolari
interessanti:

1) non ci sono benefit (tipo i nostri buoni pasto);

2) in un anno ha 12 giorni di ferie (noi ne abbiamo
il doppio);

3) la settimana lavorativa va da lunedì a sabato;

4) da quello che ho capito, con il salario ricevuto
devi pagarti pensione e assicurazione sanità, e
il mio amico mi ha detto che la sanità in due costa più di
1.000 dollari al mese (lui è la con la fidanzata).


Mi è sembrato interessante, dato che si dice tanto che all'estero,
che in America etc.


Ma questa è una situazione reale, ovviamente da me riportata
come il mio amico me l'ha descritta, e la domanda è: "a fronte
di tutte queste circostanze che accompagnano il salario in
apparenza molto alto, è il caso di fare le valigie e andare a
lavorare a migliaia di km ? Se lo faccio siamo sicuri che la
mia vita migliorerà ?" Ognuno dia la sua risposta: sinceramente,
la mia propende molto verso il NO.

Quasimodo

unread,
Apr 16, 2013, 4:48:29 AM4/16/13
to
Il 16/04/2013 10.11, kojak ha scritto:
> Ma questa è una situazione reale, ovviamente da me riportata
> come il mio amico me l'ha descritta, e la domanda è: "a fronte
> di tutte queste circostanze che accompagnano il salario in
> apparenza molto alto, è il caso di fare le valigie e andare a
> lavorare a migliaia di km ? Se lo faccio siamo sicuri che la
> mia vita migliorerà ?" Ognuno dia la sua risposta: sinceramente,
> la mia propende molto verso il NO.

Tu continui a vedere il dito, e non la luna.

Il dito che tu vedi sono la mancanza di paracadute sociali, che sono sì
una grande cosa (per noi europei), ma agli americani non interessano più
di tanto (altrimenti avrebbero anche loro una cosa simile alla nostra,
sanità in primis).

La luna che tu non vedi è che negli States è il business che è centrale
alla società: chi vuole fare, ha la possibilità; chi non vuole fare (o
non è interessato), può sempre attaccarsi al carro di un altro e vivere
di salario, finché può. E comunque si può sempre vivere in una roulotte
(americana, of course); prova a farlo da noi... Questa centralità del
business comporta che se metti troppi bastoni nelle ruote delle aziende,
la società si ferma.

Certo, visto con i nostri occhi è un mondo selvaggio (poverissimi vs
ricchissimi, pistoleri, Rambo, giocatori di poker, giustizieri...), ma
se ti senti di rischiare è perfetto.

ispas

unread,
Apr 16, 2013, 5:58:57 AM4/16/13
to
On 16 Apr, 10:11, kojak <kojak10...@yahoo.it> wrote:
> Però, a fronte di questo salario, ci sono dei particolari
> interessanti:
>
>   1) non ci sono benefit (tipo i nostri buoni pasto);

Non c'è sicuramente il TFR.

>   2) in un anno ha 12 giorni di ferie (noi ne abbiamo
>      il doppio);

Molto più. Oltre alle ferie ci sono i permessi, pari a circa altri 13
giorni. In totale
circa un mesetto. Oltretutto lavorano il sabato, quindi altri 52
giorni in più. Complessivamente sarebbero oltre 2 mesi, ovvero tra il
16 ed il 20 pc di giorni di lavoro in più!! (sicuro sui numeri? Mi
sembra tantino)

>   4) da quello che ho capito, con il salario ricevuto
>      devi pagarti pensione e assicurazione sanità, e
>      il mio amico mi ha detto che la sanità in due costa più di
>      1.000 dollari al mese (lui è la con la fidanzata).

Pagano i giorni di malattia?

FP

unread,
Apr 16, 2013, 5:50:23 AM4/16/13
to

5) puoi essere licenziato dalla sera alla mattina

6) puoi essere assunto senza tanti passaggi burocratici

7) puoi avviare delle attivit� autonome (liberi professionisti) con
pochi spiccioli e con vincoli precisi - se rimani all'interno dei
vincoli � ok, se sgarri ti fucilano

8) se devi fare un intervento medico importante e in quel periodo non
sei coperto sono cavoli....


Come dire, pro e contro.La societ� � organizzata in questo modo, puoi
scalare velocemente e repentinamente cadere.

Hai 16 anni, una idea, scrivi un software, crei un apparato... lo puoi
fare senza problemi nel garage, qui in Italia l'imprenditore � legato
con mille lacciuoli...

ispas

unread,
Apr 16, 2013, 6:08:58 AM4/16/13
to
On 16 Apr, 10:48, Quasimodo <lavoro.togl...@ajquaglia.it> wrote:
> Il dito che tu vedi sono la mancanza di paracadute sociali, che sono sì
> una grande cosa (per noi europei), ma agli americani non interessano più
> di tanto (altrimenti avrebbero anche loro una cosa simile alla nostra,
> sanità in primis).


In realtà fino ai primi 80 negli Usa c'era uno stato sociale, di
roosevltiana e kennediana memoria, molto più simile a quello europeo,
per quanto sempre meno ampio.
Successivamente i due mondi sono andati divergendo sempre più, con una
differenza minore con paesi come GB che ha adottato in pieno le varie
privatizzazioni, ed una differenza macroscopica con paesi come Italia,
Francia, Germania, che non le hanno adottate in tale misura.

> La luna che tu non vedi è che negli States è il business che è centrale
> alla società: chi vuole fare, ha la possibilità; chi non vuole fare (o
> non è interessato), può sempre attaccarsi al carro di un altro e vivere
> di salario, finché può. E comunque si può sempre vivere in una roulotte
> (americana, of course); prova a farlo da noi... Questa centralità del
> business comporta che se metti troppi bastoni nelle ruote delle aziende,
> la società si ferma.

Mah. Teniamo conto che, per dirne una, la "ripresina" Usa sfrutta
ampiamente il boom dell'estrazione del gas col "fracking". Il quale è
una tecnologia, non un'ideologia; è tutto tranne che una tecnologia
"verde"; e come tale fa a pugni con i proclami di Obama.
In altre parole, pur di risollevare l'economia non si preoccupano
molto di rischiare altre devastazioni ecologiche.
Quindi ti dò ragione: è un pò il far west :-)

kojak

unread,
Apr 16, 2013, 6:12:35 AM4/16/13
to
Il giorno martedì 16 aprile 2013 11:58:57 UTC+2, ispas ha scritto:
> On 16 Apr, 10:11, kojak wrote:
>
>
> >   1) non ci sono benefit (tipo i nostri buoni pasto);
>
>
> Non c'è sicuramente il TFR.
>


il NO si fa sempre più vicino...


>
> >   2) in un anno ha 12 giorni di ferie (noi ne abbiamo
> >      il doppio);
>
>
> Molto più. Oltre alle ferie ci sono i permessi, pari a circa altri 13
> giorni. In totale circa un mesetto.
>


non so, sui permessi non mi ha detto nulla. Comunque non è che noi non
li abbiamo, eh...


>
> Oltretutto lavorano il sabato, quindi altri 52
> giorni in più. Complessivamente sarebbero oltre 2 mesi, ovvero tra il
> 16 ed il 20 pc di giorni di lavoro in più!! (sicuro sui numeri? Mi
> sembra tantino)
>


io ho solamente riportato quanto mi ha detto il mio amico, e sulle
ferie e sulla settimana lavorativa mi ha detto esattamente quanto
già scritto.
Mi fido di quanto dice, dato che lui vive là e ha quindi contatti
diretti con le persone che ci lavorano.



>
>
> >   4) da quello che ho capito, con il salario ricevuto
> >      devi pagarti pensione e assicurazione sanità, e
> >      il mio amico mi ha detto che la sanità in due costa più di
> >      1.000 dollari al mese (lui è la con la fidanzata).
>
>
> Pagano i giorni di malattia?
>


su questo non mi ha detto nulla.

ispas

unread,
Apr 16, 2013, 7:08:13 AM4/16/13
to
On 16 Apr, 12:12, kojak <kojak10...@yahoo.it> wrote:

> > Molto più. Oltre alle ferie ci sono i permessi, pari a circa altri 13
> > giorni. In totale circa un mesetto.
>
> non so, sui permessi non mi ha detto nulla. Comunque non è che noi non
> li abbiamo, eh...

Voglio proprio dire che, in base a questi numeri, noi italiani
lavoriamo tra il 16 ed il 20 pc di giorni in meno, che comunque
vengono pagati.
Ma può essere che lì la singola giornata, pur con tutti i "meno" già
detti, è comunque pagata il doppio che da noi, e quindi ci rientrano
ampiamente.
Fermo restando che il paragone di un paese piuttosto piccolo e privo
di certe risorse naturali, come l'Italia, con un mezzo continente
ricco di tutto, come gli Usa, è sempre molto molto opinabile.
Magari se facciamo pure noi un bel fracking a man bassa la situazione
si capovolge :-))

riccardo

unread,
Apr 16, 2013, 7:19:10 AM4/16/13
to
On 16 Apr, 10:11, kojak <kojak10...@yahoo.it> wrote:

> Ma questa è una situazione reale, ovviamente da me riportata
> come il mio amico me l'ha descritta, e la domanda è: "a fronte
> di tutte queste circostanze che accompagnano il salario in
> apparenza molto alto, è il caso di fare le valigie e andare a
> lavorare a migliaia di km ? Se lo faccio siamo sicuri che la
> mia vita migliorerà ?" Ognuno dia la sua risposta: sinceramente,
> la mia propende molto verso il NO.

ovvio che non puoi essere sicuro, ma a meno di non occupare una
nicchia fortunata, specialmente per un giovane, andare a lavorare all'
estero, ad esempio negli US, e' un' occasione da considerare piu' che
attentamente!
Poi e' chiaro che c'e' caso e caso, lavoro e lavoro, stato e stato..un
cosa e' stare nel mezzo dell iowa un' altra la florida , ny o s
francisco.. e ci sono anche da tenere presente i fattori culturali e
di stile di vita.. mica solo il lavoro..e il carattere e lo spirito di
iniziativa.. Io fossi un giovane e libero da impegni oggi e avessi la
possibilita' lo farei.. ma ognuno e' fatto a modo suo..
Detto questo il fatto che in italiotilandia la professione di
informatico sia sottopagata e sottoriconosciuta rispetto ad altri
paesi europei e agli US in generale resta , appunto, un fatto.

Freddy Krueger

unread,
Apr 16, 2013, 7:21:15 AM4/16/13
to
On Tue, 16 Apr 2013 01:11:11 -0700 (PDT), kojak <kojak...@yahoo.it>
wrote:

>apparenza molto alto, � il caso di fare le valigie e andare a
>lavorare a migliaia di km ? Se lo faccio siamo sicuri che la
>mia vita migliorer� ?" Ognuno dia la sua risposta: sinceramente,
>la mia propende molto verso il NO.

Dipende dal paese in cui vai.

Da giovine ventenne ad esempio avevo il mito della california.

Poi crescendo, e specialmente dopo l'11 settembre, mi sono reso conto
che gli americani mi stanno simpatici, il governo mi fa paura.

L'ultima la proroga delle intercettazioni senza mandato che permettono
alle varie agenzie interessate di controllare chiunque senza
doverglielo dire neanche dopo richiesta esplicita (se lo facessero
violerebbero paradossalmente la tua privacy).

Tralasciando il sistema giudiziario relativamente veloce dove pero' si
tende a patteggiare offrendo in genere pene/risarcimenti sfavorevoli e
dove chi ha soldi e tempo prima ti prende per sfinimento mentale e
finanziario, poi vince (un po' a la MArchese del Grillo).
--
Living in Barbaropoli
http://www.barbaropoli.com

Freddy Krueger

unread,
Apr 16, 2013, 7:26:58 AM4/16/13
to
On Tue, 16 Apr 2013 12:21:15 +0100, Freddy Krueger
<inv...@invalid.invalid> wrote:

>L'ultima la proroga delle intercettazioni senza mandato che permettono

Per chi fosse ossessionato dalle fonti e non sapesse usare Google...
http://www.aclu.org/blog/tag/warrantless-wiretapping

riccardo

unread,
Apr 16, 2013, 7:29:15 AM4/16/13
to
On 16 Apr, 10:48, Quasimodo <lavoro.togl...@ajquaglia.it> wrote:
> ma agli americani non interessano più
> di tanto (altrimenti avrebbero anche loro una cosa simile alla nostra,
> sanità in primis).

non e' proprio cosi'. Gli americani sono stati soggetti a dosi
massicce di telerimbambimento tese a far loro pensare che
la sanita' pubblica sia bolscevica e comunista. Chiaramente negli
interessi dei proprietari delle assicurazioni...
Ti suggerisco di guardare Sicko ...

kojak

unread,
Apr 16, 2013, 7:53:50 AM4/16/13
to
Il giorno martedì 16 aprile 2013 13:19:10 UTC+2, riccardo ha scritto:
>
>
> Detto questo il fatto che in italiotilandia la professione di
> informatico sia sottopagata e sottoriconosciuta rispetto ad altri
> paesi europei e agli US in generale resta , appunto, un fatto.
>


eh ho capito, ma se con quei 100.000 dollari inizi a mettere le
settimane da 6 giorni, il minor numero di ferie, sia pure in
parte compensato dal maggior numero di permessi, stando a quel che
dice ispas, poi togli il tfr, e ci metti pure che ti paghi
sanità e contributi francamente tra Italia e USA non so chi fa
peggio.

cpascoshi

unread,
Apr 16, 2013, 8:21:14 AM4/16/13
to
kojak wrote:

> Tra pochi giorni inizio nel nuovo posto di lavoro,
> quindi penso bene che non potr� pi� seguire ili per
> un po', se non forse nel fine settimana, almeno per i
> primi tempi, finch� non mi sar� ambientato
> (e immagino la gioia di molti... :) ).

Mi fa piacere sentire che migliori, spero ti troverai bene.

> Mi � sembrato interessante, dato che si dice tanto che all'estero,
> che in America etc.

Interessante? Non c'� una cifra precisa che sia una, non si sa il
chi/dove/come/perch�, non si pu� trarre la bench� minima conclusione.

Se fosse stato anche solo un minimo "interessante", avrei potuto fare
confronti con la mia esperienza di quasi 4 anni negli U.S. - cos� �
proprio da bar o poco meno.

> mia vita migliorer� ?" Ognuno dia la sua risposta: sinceramente,
> la mia propende molto verso il NO.

La mia risposta � di non perder tempo con "domande" e "risposte" che ci
si confezione ad arte da soli.

kojak

unread,
Apr 16, 2013, 8:39:45 AM4/16/13
to
Il giorno martedì 16 aprile 2013 14:21:14 UTC+2, cpascoshi ha scritto:
>
> kojak wrote:
>
>
> > Tra pochi giorni inizio nel nuovo posto di lavoro,
> > quindi penso bene che non potrò più seguire ili per
> > un po', se non forse nel fine settimana, almeno per i
> > primi tempi, finché non mi sarò ambientato
> > (e immagino la gioia di molti... :) ).
>
>
> Mi fa piacere sentire che migliori, spero ti troverai bene.
>


ti ringrazio, in effetti ne avevo parlato in altro thread.
Menomale che ogni tanto, in mezzo agli insulti gratuiti e al
discredito, qualcuno dà qualche parola di incoraggiamento...



>
> > Mi è sembrato interessante, dato che si dice tanto che all'estero,
> > che in America etc.
>
>
>
> Interessante? Non c'è una cifra precisa che sia una, non si sa il
> chi/dove/come/perchè, non si può trarre la benchè minima conclusione.
>
> Se fosse stato anche solo un minimo "interessante", avrei potuto fare
> confronti con la mia esperienza di quasi 4 anni negli U.S. - così è
> proprio da bar o poco meno.
>


allora, quanto al dove il mio amico sta a Salt Lake City nello Utah,
quindi immagino stia lì anche il programmatore di banca.

Per il resto sinceramente non ti capisco, che vuol dire che non ci
sono cifre precise? Mi sembra invece di essere stato molto preciso
con le cifre, le ho riportate esattamente come mi sono state raccontate.
Che vuoi di più?


Il mio obiettivo è di presentare un caso reale di persona che lavora
all'estero, in questo caso negli USA, in modo da potersi
confrontare con qualcosa di reale e concreto. Del resto questo è
l'unico che conosco, e quindi l'unico di cui posso parlare.


Naturalmente se tu hai esperienze differenti, sempre negli USA,
sono più che benvenute, così allarghiamo gli orizzonti ancora
di più.



>
>
> > mia vita migliorerà ?" Ognuno dia la sua risposta: sinceramente,
> > la mia propende molto verso il NO.
>
>
> La mia risposta è di non perder tempo con "domande" e "risposte" che ci
> si confezione ad arte da soli.
>


?
Che significa "si confeziona ad arte" ? Che credi che la storia
me la sono inventata? Me l'ha raccontata per email il mio amico,
che conosce personalmente il tizio, quindi non dubito che le
cose stiano come mi sono state raccontate, e quindi come le ho
raccontate io. Non so, devo inoltrarti la sua mail?


E io ho solo espresso il mio parere personale, basato su quanto
a me raccontato e ovviamente sul mio modo di essere, ognuno
avrà la sua risposta, non ti pare?
Ti garantisco che di confezionato non c'è proprio nulla, se non il
succo di frutta che ho bevuto ieri pomeriggio prendendolo dalle
macchinette :)

Quasimodo

unread,
Apr 16, 2013, 8:51:26 AM4/16/13
to
Il 16/04/2013 14.39, kojak ha scritto:
> E io ho solo espresso il mio parere personale, basato su quanto
> a me raccontato e ovviamente sul mio modo di essere, ognuno
> avrà la sua risposta, non ti pare?

Da "Berlinguer ti voglio bene":

"Pole la donna permettisi di pareggiare co’ l’omo? NO! E' aperto il
dibattito!"

rootkit

unread,
Apr 16, 2013, 9:20:35 AM4/16/13
to
Il giorno martedì 16 aprile 2013 14:51:26 UTC+2, Quasimodo ha scritto:

> Da "Berlinguer ti voglio bene":
>
> "Pole la donna permettisi di pareggiare co’ l’omo? NO! E' aperto il
> dibattito!"

wow. vedo che è finito i'ricreativo e principia i'culturale :-)

cpascoshi

unread,
Apr 16, 2013, 10:13:20 AM4/16/13
to
kojak wrote:

> Il giorno marted� 16 aprile 2013 14:21:14 UTC+2, cpascoshi ha scritto:
>>
>> kojak wrote:
>>
>> > Mi � sembrato interessante, dato che si dice tanto che all'estero,
>> > che in America etc.
>>
>> Interessante? Non c'� una cifra precisa che sia una, non si sa il
>> chi/dove/come/perch�, non si pu� trarre la bench� minima conclusione.
>>
>> Se fosse stato anche solo un minimo "interessante", avrei potuto fare
>> confronti con la mia esperienza di quasi 4 anni negli U.S. - cos� �
>> proprio da bar o poco meno.
>>
>
> allora, quanto al dove il mio amico sta a Salt Lake City nello Utah,
> quindi immagino stia l� anche il programmatore di banca.

E non ti sembra forse

> Per il resto sinceramente non ti capisco, che vuol dire che non ci
> sono cifre precise? Mi sembra invece di essere stato molto preciso
> con le cifre, le ho riportate esattamente come mi sono state raccontate.
> Che vuoi di pi�?

Se � uno scherzo sappi che non fa ridere. 100k netti in tasca o ancora
da tassare sono giusto giusto un epsilon a cui guardo. Ovviamente per te
non fa differenza, visto che hai gi� deciso quale risposta darti (vedi
dopo).

> Il mio obiettivo � di presentare un caso reale di persona che lavora
> all'estero, in questo caso negli USA, in modo da potersi
> confrontare con qualcosa di reale e concreto. Del resto questo �
> l'unico che conosco, e quindi l'unico di cui posso parlare.
>
> Naturalmente se tu hai esperienze differenti, sempre negli USA,
> sono pi� che benvenute, cos� allarghiamo gli orizzonti ancora
> di pi�.

Le mie esperienze, come quelle del tuo amico, sono appunto solo
esperienze e hanno valenza limitata. Quello che conta � avere dati
precisi e fare analisi concrete.

Ad esempio, 1000$ in due per la sanit� cosa ci dice? Molto poco.
Di che copertura parliamo, livello di deducibilit�, co-pagamenti
o meno, dentistica, etc. La mia copertura dentistico/sanitaria completa
di qualche anno fa oggi vale pi� o meno 1100$ (per una persona) ed era
tutta a carico del datore di lavoro (chiamalo pure "benefit" previsto
dal contratto se vuoi). Se avessi dovuto stipularla di tasca mia, con la
mia valutazione psico-fisica di allora sarei potuto stare
tranquillamente sotto i $400/mese (che eventualmente si abbassano in
base alla deducibilit�). Conoscendomi, avrei stipulato un plan completo
da circa $7-800/mese (lo stipendio me lo permetteva abbondantemente).

Ma queste cifre senza contratto e condizioni alla mano sono solo
indicative - come puoi trarne conclusioni valide? Serve valutare
un'offerta attuale e concreta, copia del contratto alla mano (e magari
qualcuno disinteressato con esperienza del settore a consigliare, visto
che prenderle dai cavilli � l'ultima cosa che ci si augura).

>> > mia vita migliorer� ?" Ognuno dia la sua risposta: sinceramente,
>> > la mia propende molto verso il NO.
>>
>>
>> La mia risposta � di non perder tempo con "domande" e "risposte" che ci
>> si confezione ad arte da soli.
>>
>
> ?
> Che significa "si confeziona ad arte" ? Che credi che la storia
> me la sono inventata?

Assolutamente no. Intendevo dire che sei sempre pronto a "propendere"
senza analizzare concretamente i fatti/dati. E guardacaso propendi
sempre nella stessa direzione. Sono tratti che non passano inosservati.

> Me l'ha raccontata per email il mio amico,
> che conosce personalmente il tizio, quindi non dubito che le
> cose stiano come mi sono state raccontate, e quindi come le ho
> raccontate io. Non so, devo inoltrarti la sua mail?

> E io ho solo espresso il mio parere personale, basato su quanto
> a me raccontato e ovviamente sul mio modo di essere, ognuno
> avr� la sua risposta, non ti pare?

Il tuo modo di essere per� parrebbe precluderti di fare valutazioni
pienamente oggettive.

> Ti garantisco che di confezionato non c'� proprio nulla, se non il
> succo di frutta che ho bevuto ieri pomeriggio prendendolo dalle
> macchinette :)

Quello si che fa davvero male, e non poco. Tutto zuccheri,
impoverimento da pastorizzazione e molteplici passaggi di lavorazione
che bleah. Bevi acqua che � meglio.

cpascoshi

unread,
Apr 16, 2013, 10:16:25 AM4/16/13
to
cpascoshi wrote:

> kojak wrote:
>
>> Il giorno marted� 16 aprile 2013 14:21:14 UTC+2, cpascoshi ha scritto:
>>>
>>> kojak wrote:
>>>
>>> > Mi � sembrato interessante, dato che si dice tanto che all'estero,
>>> > che in America etc.
>>>
>>> Interessante? Non c'� una cifra precisa che sia una, non si sa il
>>> chi/dove/come/perch�, non si pu� trarre la bench� minima conclusione.
>>>
>>> Se fosse stato anche solo un minimo "interessante", avrei potuto fare
>>> confronti con la mia esperienza di quasi 4 anni negli U.S. - cos� �
>>> proprio da bar o poco meno.
>>>
>>
>> allora, quanto al dove il mio amico sta a Salt Lake City nello Utah,
>> quindi immagino stia l� anche il programmatore di banca.
>
> E non ti sembra forse

(was:) E non ti sembra forse un "dettaglio" importante questo?

kojak

unread,
Apr 16, 2013, 10:47:05 AM4/16/13
to
Il giorno martedì 16 aprile 2013 16:13:20 UTC+2, cpascoshi ha scritto:
> kojak wrote:
>
> > Il giorno martedì 16 aprile 2013 14:21:14 UTC+2, cpascoshi ha scritto:
>
> >> kojak wrote:
>
> >> > Mi è sembrato interessante, dato che si dice tanto che all'estero,
> >> > che in America etc.
>
>
> >> Interessante? Non c'è una cifra precisa che sia una, non si sa il
> >> chi/dove/come/perchè, non si può trarre la benchè minima conclusione.
>
> >> Se fosse stato anche solo un minimo "interessante", avrei potuto fare
> >> confronti con la mia esperienza di quasi 4 anni negli U.S. - così è
> >> proprio da bar o poco meno.
>
>
> > allora, quanto al dove il mio amico sta a Salt Lake City nello Utah,
> > quindi immagino stia lì anche il programmatore di banca.
>
>
> E non ti sembra forse [...]
>


sì, in effetti è un dettaglio importante, ora comunque l'ho
esplicitato.



>
> > Per il resto sinceramente non ti capisco, che vuol dire che non ci
> > sono cifre precise? Mi sembra invece di essere stato molto preciso
> > con le cifre, le ho riportate esattamente come mi sono state raccontate.
> > Che vuoi di più?
>
>
> Se è uno scherzo sappi che non fa ridere. 100k netti in tasca o ancora
> da tassare sono giusto giusto un epsilon a cui guardo.
>


va bene, anche qui ti devo dare ragione. Il mio amico non mi ha
detto se la cifra è lorda o netta, e gliel'ho pure chiesto
esplicitamente. Vediamo se mi risponderà.

Intanto io suppongo che sia lorda, non per dar più corda alla mia
sentenza, come tu certamente pensi, ma perché di solito si parla
al lordo. Se poi il mio amico mi risponderà (e io avrò modo di
postare, data l'imminenza del nuovo lavoro) e mi dirà che sono
netti, lo dirò esplicitamente. Ma sinceramente netti per un
programmatore mi sembrano un po' troppi, anche in America.



>
> > Il mio obiettivo è di presentare un caso reale di persona che lavora
> > all'estero, in questo caso negli USA, in modo da potersi
> > confrontare con qualcosa di reale e concreto. Del resto questo è
> > l'unico che conosco, e quindi l'unico di cui posso parlare.
>
>
> > Naturalmente se tu hai esperienze differenti, sempre negli USA,
> > sono più che benvenute, così allarghiamo gli orizzonti ancora
> > di più.
>
>
>
> Le mie esperienze, come quelle del tuo amico, sono appunto solo
> esperienze e hanno valenza limitata. Quello che conta è avere dati
> precisi e fare analisi concrete.
>


va bene, ma anche se la sua esperienza ha valenza limitata sarà pur
significativa di un certo modo di lavorare, no? Se non altro si potrà
ben pensare che tutti i colleghi di questa persona lavorino a
condizioni simili.

Quanto ai dati concreti, la settimana da 6 giorni, il numero dei
giorni di ferie e la spesa pensione+sanità mi sembrano cose
concrete.



>
> Ad esempio, 1000$ in due per la sanità cosa ci dice? Molto poco.
> [...]
> Se avessi dovuto stipularla di tasca mia, con la
> mia valutazione psico-fisica di allora sarei potuto stare
> tranquillamente sotto i $400/mese (che eventualmente si abbassano in
> base alla deducibilità). Conoscendomi, avrei stipulato un plan completo
> da circa $7-800/mese (lo stipendio me lo permetteva abbondantemente).
>


ma scusa, quante volte è stato detto che in certi paesi la sanità
la paghi tu col tuo stipendio? Io questo lo dò per scontato.
1.000 dollari in due (anzi, di più in base alla mail) sono 500
dollari a testa, mica briciole.



>
>
> >> > mia vita migliorerà ?" Ognuno dia la sua risposta: sinceramente,
> >> > la mia propende molto verso il NO.
>
> >>
>
> >> La mia risposta è di non perder tempo con "domande" e "risposte" che ci
> >> si confezione ad arte da soli.
>
> >>
>
> > Che significa "si confeziona ad arte" ? Che credi che la storia
> > me la sono inventata?
>
>
> Assolutamente no. Intendevo dire che sei sempre pronto a "propendere"
> senza analizzare concretamente i fatti/dati. E guardacaso propendi
> sempre nella stessa direzione.
>


be', senti, sinceramente il solo fatto di avere una settimana di
6 giorni lavorativi, anche tralasciando tutto il resto, per me è
un dato tutt'altro che secondario. Qui si tratta della qualità della
vita.

In ogni caso, lo dico con sincerità: la storia che mi è stata
raccontata mi dà una bella spinta verso la direzione a cui propendo.
E contribuiscono ulteriormente altre cose dette in questo thread,
come il discorso del tfr, o il fatto che ti possono lasciare a
casa dall'oggi al domani.
Che posso dirti, per me mettendo insieme tutti gli elementi, sia
i pro che i contro, non emerge certo un quadro incoraggiante.

Meglio prendere 1500 euro al mese e stare in Italia magari in una
città che non è la tua (ma non tanto distante).
Certo l'offerta da 1500 euro bisogna trovarla, e lì è tutt'altro
che una passeggiata...



Però la storia mi è stata detta tale e quale l'ho riportata, non
è colpa mia se poi mi viene da reagire così.


>
> Sono tratti che non passano inosservati.
>



non preoccuparti, non ho mai pensato di passare inosservato qui,
tutt'altro...
la maggiorparte delle volte finisce che io esprimo dei concetti
e si forma un crocchio di n persone che dicono che ho torto, lo
so bene che ormai è così.



>
> > Ti garantisco che di confezionato non c'è proprio nulla, se non il
> > succo di frutta che ho bevuto ieri pomeriggio prendendolo dalle
> > macchinette :)
>
>
> Quello si che fa davvero male, e non poco. Tutto zuccheri,
> impoverimento da pastorizzazione e molteplici passaggi di lavorazione
> che bleah. Bevi acqua che è meglio.
>


questa volta ti quoto. Però sai, il succo alla pesca è così
buono, e poi ora inizia a far caldo :)


Solon Aquila

unread,
Apr 16, 2013, 10:55:34 AM4/16/13
to
FP used his keyboard to write :
> 5) puoi essere licenziato dalla sera alla mattina
>
> 6) puoi essere assunto senza tanti passaggi burocratici
>
> 7) puoi avviare delle attivitᅵ autonome (liberi professionisti) con pochi
> spiccioli e con vincoli precisi - se rimani all'interno dei vincoli ᅵ ok, se
> sgarri ti fucilano
>
> 8) se devi fare un intervento medico importante e in quel periodo non sei
> coperto sono cavoli....
>
> Come dire, pro e contro.

io vedo solo pro in questa lista

quali sono i contro?

--
All the things I'm missin'
Good victuals, love and kissin'
Are waiting at the end of my ride


Solon Aquila

unread,
Apr 16, 2013, 10:57:09 AM4/16/13
to
kojak explained :

> eh ho capito, ma se con quei 100.000 dollari inizi a mettere le
> settimane da 6 giorni, il minor numero di ferie, sia pure in
> parte compensato dal maggior numero di permessi, stando a quel che
> dice ispas, poi togli il tfr, e ci metti pure che ti paghi
> sanitᅵ e contributi francamente tra Italia e USA non so chi fa
> peggio.

senza dubbio gli USA, non scherziamo

e' per questo che un sacco di americani emigrano per venire a fare la
bella vita in Italia

kojak

unread,
Apr 16, 2013, 11:02:23 AM4/16/13
to
Il giorno martedì 16 aprile 2013 16:55:34 UTC+2, Solon Aquila ha scritto:
> FP used his keyboard to write :
>
> > 5) puoi essere licenziato dalla sera alla mattina
>
> > 6) puoi essere assunto senza tanti passaggi burocratici
>
> > 7) puoi avviare delle attività autonome (liberi professionisti) con pochi
> > spiccioli e con vincoli precisi - se rimani all'interno dei vincoli è ok, se
> > sgarri ti fucilano
>
> > 8) se devi fare un intervento medico importante e in quel periodo non sei
> > coperto sono cavoli....
>
>
> > Come dire, pro e contro.
>
>
> io vedo solo pro in questa lista
>
> quali sono i contro?
>


Caro Aquilotto, quanto tempo! (me la fai passare?)
E se il punto 5) accadesse a te lo considereresti ancora
un pro?

kojak

unread,
Apr 16, 2013, 11:04:11 AM4/16/13
to
Il giorno martedì 16 aprile 2013 16:57:09 UTC+2, Solon Aquila ha scritto:
> kojak explained :
>
>
> > eh ho capito, ma se con quei 100.000 dollari inizi a mettere le
> > settimane da 6 giorni, il minor numero di ferie, sia pure in
> > parte compensato dal maggior numero di permessi, stando a quel che
> > dice ispas, poi togli il tfr, e ci metti pure che ti paghi
> > sanità e contributi francamente tra Italia e USA non so chi fa
> > peggio.
>
>
> senza dubbio gli USA, non scherziamo
>
> e' per questo che un sacco di americani emigrano per venire a fare la
> bella vita in Italia
>


lo sai che avevo proprio nostalgia del tuo sarcasmo? Sentivo che
mi mancava qualcosa.

Francesco Da Riva

unread,
Apr 16, 2013, 11:29:16 AM4/16/13
to
On Tuesday, April 16, 2013 4:55:34 PM UTC+2, Solon Aquila wrote:
> > 8) se devi fare un intervento medico importante e in quel periodo non sei
> > coperto sono cavoli....
>
> io vedo solo pro in questa lista
>

Se per te quello è un pro...

Anni fa ebbi l'opportunitù di trasferirmi per lavoro negli USA.
Per un paio di problemi pregressi di salute, che danno qualche distrurbo cronico costosetto ma non impedisco ne una vita normale ne un lavoro normale, non ho trovato nessuna assicurazione disposta a coprirmi.

Rinunciai.


Ciao
Francesco

FP

unread,
Apr 16, 2013, 11:28:30 AM4/16/13
to

>> 8) se devi fare un intervento medico importante e in quel periodo non
>> sei coperto sono cavoli....

> quali sono i contro?

Ne parlavo stamane con dei colleghi. Negli USA il fallimento ᅵ visto
come un incidente di percorso, come un accumulo di esperienze che ti
serviranno per fare meglio la prossima volta.

In Italia ᅵ visto come fallimento e basta, come inadeguatezza che non
merita una seconda chance.


Nella dinamica veloce del mercato del lavoro che c'ᅵ negli USA, perdere
il lavoro ᅵ si triste ma viene vissuto come un nuovo inizio.

Quindi nell'ottica USA e dal mio punto di vista, l'unico problema ᅵ il
punto 8 perchᅵ, da quello che ho capito del funzionamento della sanitᅵ
americana, rischi veramente tanto...

John Smith

unread,
Apr 16, 2013, 11:48:37 AM4/16/13
to
Il 16/04/2013 16:57, Solon Aquila ha scritto:
>
> e' per questo che un sacco di americani emigrano per venire a fare la
> bella vita in Italia

Per adesso trovano piu' comodo fare un saltinoo a Cuba e sentirsi male
li' ... ... ;)

Ciao

M.
--
Credo che l'unica cosa da fare sia non prendersi troppo sul serio,
ridersi addosso, e sorridere spesso, cosᅵ le rughe andranno nei posti
giusti....
(A. Vincenzi)

Soprano

unread,
Apr 16, 2013, 12:03:31 PM4/16/13
to
On Tue, 16 Apr 2013 07:47:05 -0700, kojak wrote:

> In ogni caso, lo dico con sincerità: la storia che mi è stata raccontata
> mi dà una bella spinta verso la direzione a cui propendo. E
> contribuiscono ulteriormente altre cose dette in questo thread, come il
> discorso del tfr, o il fatto che ti possono lasciare a casa dall'oggi al
> domani. Che posso dirti, per me mettendo insieme tutti gli elementi, sia
> i pro che i contro, non emerge certo un quadro incoraggiante.

Non ho capito: stai confrontando l'esperienza umana, professionale e di
vita che sarebbe il trasferisrsi negli USA con robe come il "tfr" ? ma
rotfl

> Meglio prendere 1500 euro al mese e stare in Italia magari in una città
> che non è la tua (ma non tanto distante). Certo l'offerta da 1500 euro
> bisogna trovarla, e lì è tutt'altro che una passeggiata...

che depressione a leggere ste cose...

--
Soprano

klaus

unread,
Apr 16, 2013, 1:03:06 PM4/16/13
to

> Nella dinamica veloce del mercato del lavoro che c'è negli USA, perdere
>
> il lavoro è si triste ma viene vissuto come un nuovo inizio.
>
>

la cosa diventa tragica se perdi il lavoro e il giorno dopo ti arriva una diagnosi di cancro "le disgrazie non vengono mai da sole".

riccardo

unread,
Apr 16, 2013, 2:08:58 PM4/16/13
to
parliamoci chiaro: o sei cosi close minded da immaginare di essere
nato con una stratosferica botta di culo nel Paese oggettivamente
migliore del pianeta, oppure con un approccio uno zinzino piu'
razionale riconosci che ci sono pro e contro a vivere in diversi
paesi, e che l' Italia sta da tempo declinando ad un ritmo
impressionante. Poi ognuno ha i suoi gusti e le sue priorita', e la
sua situazione attuale.. i suoi legami.. ma mi sembra evidente che
piu' allarghi il tuo orizzonte migliori opportunita' riesci a
trovare.. maggiore esperienza riesci a fare e piu' apertura mentale
ottieni..
Questo non vuol dire che l' esperienza di vita all' estero sia per
tutti, ognuno ha le sue priorita' e se tra quelle una delle piu' alte
uno ha il quieto vivere non credo che vada disprezzato anche se la si
pensa diversamente... ognuno ha diritto di vivere la sua vita come gli
garba... Quello che e' un po' penoso semmai e' cercare giustificazioni
per la propria sedentarieta' con adeddoti e considerazioni
superficiali...

rootkit

unread,
Apr 16, 2013, 2:21:26 PM4/16/13
to
che discorso idiota (non che sia una novità).

rootkit

unread,
Apr 16, 2013, 3:12:39 PM4/16/13
to
Il Tue, 16 Apr 2013 01:11:11 -0700, kojak ha scritto:


> 4) da quello che ho capito, con il salario ricevuto
> devi pagarti pensione e assicurazione sanità, e il mio amico mi ha
> detto che la sanità in due costa più di 1.000 dollari al mese (lui
> è la con la fidanzata).

secondo te quanto verseresti da noi in previdenza con un lordo di 100.000?

Massimo

unread,
Apr 16, 2013, 3:33:32 PM4/16/13
to
<massicce di telerimbambimento tese a far loro pensare che
<la sanita' pubblica sia bolscevica e comunista. Chiaramente negli
<interessi dei proprietari delle assicurazioni...

il problema � che la sanit� pubblica E' FALLITA.

Noi l'abbiamo a credito,vendiamo BTP a cinesi e russi,e con il ricavato ci
paghiamo la sanit�,che ,si noti,loro NON hanno.

Ti sembra che ci sia ancora da discutere su questa cazzata immane ?

Gli americani sanno che se regali qualcosa,poi le persone smettono di
lavorare,perch� tanto � gratis.

Conoscono l'animo umano,che � profittatore e parassita di natura.


Infradito

unread,
Apr 16, 2013, 3:33:52 PM4/16/13
to
"klaus" ha scritto nel messaggio
news:a0d4f334-9a82-4d31...@googlegroups.com...


>> Nella dinamica veloce del mercato del lavoro che c'� negli USA, perdere
>>
>> il lavoro � si triste ma viene vissuto come un nuovo inizio.

>la cosa diventa tragica se perdi il lavoro e il giorno dopo ti arriva una
>diagnosi di cancro "le disgrazie non vengono mai da sole".

Invece in italia ti verrebbe da ridere. Ma vattenaffanculova.

Infradito

unread,
Apr 16, 2013, 3:46:42 PM4/16/13
to
"kojak" ha scritto nel messaggio
news:6f3d492f-0e9a-4a98...@googlegroups.com...

>[cut di penosi piagnistei]
>Meglio prendere 1500 euro al mese e stare in Italia magari in una
>citt� che non � la tua (ma non tanto distante).

Sai che e', tu sei mediocre inside. Puliresti i cessi per avere "il posto
fisso a vita".
Chiariamo, essere mediocri non e' una colpa e non e' un male. Anzi, io
faccio il tifo per i mediocri, piu' ce ne sono meglio e'.

rootkit

unread,
Apr 16, 2013, 5:44:29 PM4/16/13
to
Il Tue, 16 Apr 2013 08:02:23 -0700, kojak ha scritto:


> Caro Aquilotto, quanto tempo! (me la fai passare?)
> E se il punto 5) accadesse a te lo considereresti ancora un pro?

stai parlando da un paese dove ormai i posti di lavoro si perdono a
milionate ogni anno, e magari fosse dalla sera alla mattina. spesso si
tratta di trascorrere mesi in agonia con l'azienda che va male, con gli
stipendi che arrivano a singhiozzo o non arrivano proprio.
l'angoscia di perdere il lavoro è qua, mica là.

Mario

unread,
Apr 16, 2013, 6:03:40 PM4/16/13
to
On 04/16/2013 11:44 PM, rootkit wrote:

> stai parlando da un paese dove ormai i posti di lavoro si perdono a
> milionate ogni anno, e magari fosse dalla sera alla mattina. spesso si
> tratta di trascorrere mesi in agonia con l'azienda che va male, con gli
> stipendi che arrivano a singhiozzo o non arrivano proprio.
> l'angoscia di perdere il lavoro è qua, mica là.

E tutto questo porta (intenzionalmente? non so...) un effetto
collaterale, che la gente si logora, cade in uno stato di nichilismo,
apatia, svogliatezza e/o ignavia (in qualsiasi combinazione dei fattori
elencati). E, inoltre, dato che succede a tappe, piano piano, migliaia
dopo migliaia e non milioni ("magari fosse dalla sera alla mattina"), il
risultato è che siamo fottuti, e non siamo nemmeno in grado di reagire.
E la cosa peggiore è che vedo che c'è una diffusa opinione che il cancro
al tessuto sociale si possa curare con l'omeopatia.

Freddy Krueger

unread,
Apr 16, 2013, 6:28:52 PM4/16/13
to
Io ci vedo un altro problema: la denuncia facile.

Questo ha diversi risvolti:

1) Appena laureato ti serve un avvocato
2) Ti devi assicurare contro il "malpractice" con i premi delle
polizze che salgono ogni anno
3) Ogni medico per evitare che i pazienti gli facciano causa (su
consiglio degli avvocati anche per delle minchiate) si tutelano con
eccesso di zelo prescrivendoti gli stessi esami che i loro colleghi ti
hanno gia' fatto fare.

Questo era un nodo che la riforma della sanita' aveva evidenziato: vai
da 3 medici e tutti e tre ti sottopongono agli stessi esami.

Tu paziente ti fai rimborsare tre volte dall'assicurazione sanitaria,
il premio l'anno dopo ti aumenta.

--
Living in Barbaropoli
http://www.barbaropoli.com

FP

unread,
Apr 16, 2013, 6:25:39 PM4/16/13
to
Il 17/04/2013 0.03, Mario ha scritto:
> E tutto questo porta (intenzionalmente? non so...) un effetto
> collaterale, che la gente si logora, cade in uno stato di nichilismo,
> apatia, svogliatezza e/o ignavia (in qualsiasi combinazione dei fattori
> elencati)


E' esattamente quanto mi diceva un genitore di una compagna di classe di
mia figlia, sistemista, che da due mesi è in cassa integrazione.


In più diceva che è con le mani legate, non può nemmeno andare a coprire
i buchi di qualche altra società, fare qualche "supplenza" e cose simili
perché perderebbe tutto.

Proprio oggi parlavamo con i colleghi, se la cassa integrazione sia uno
strumento che in realtà serve più alle società che agli impiegati e si
faceva l'esempio della fiat: quando non c'è più mercato, gli operai li
metti in cassa integrazione e li richiami quando ti servono, sono già
pronti per il lavoro, non li devi addestrare...
Se non fossero in cassa integrazione potrebbero cercare un altro lavoro
e trovarlo pure e la fiat dovrebbe addestrare nuovo personale ogni volta...

Ovviamente ci sono risvolti: la fiat potrebbe chiudere definitivamente
oppure gli operai potrebbero prendere il sussidio e comunque non cercare
altra occupazione sapendo che prima o poi ti richiamano...

rootkit

unread,
Apr 17, 2013, 2:17:48 AM4/17/13
to
Il Tue, 16 Apr 2013 07:47:05 -0700, kojak ha scritto:

>

> In ogni caso, lo dico con sincerità: la storia che mi è stata raccontata
> mi dà una bella spinta verso la direzione a cui propendo. E
> contribuiscono ulteriormente altre cose dette in questo thread,
> come il discorso del tfr, o il fatto che ti possono lasciare a casa
> dall'oggi al domani.
> Che posso dirti, per me mettendo insieme tutti gli elementi, sia i pro
> che i contro, non emerge certo un quadro incoraggiante.

il tuo modo di valutare pro e contro mi ricorda qualcosa:

http://www.youtube.com/watch?v=Ekc6XG0feuY


Solon Aquila

unread,
Apr 17, 2013, 2:40:12 AM4/17/13
to
kojak was thinking very hard :

>> senza dubbio gli USA, non scherziamo
>>
>> e' per questo che un sacco di americani emigrano per venire a fare la
>> bella vita in Italia
>
> lo sai che avevo proprio nostalgia del tuo sarcasmo? Sentivo che
> mi mancava qualcosa.

lo so, lo so

per crescere, nella vita, meglio i calci in culo delle carezze

Solon Aquila

unread,
Apr 17, 2013, 2:45:32 AM4/17/13
to
It happens that kojak formulated :

>>> 5) puoi essere licenziato dalla sera alla mattina
>> [cut]
> Caro Aquilotto, quanto tempo! (me la fai passare?)
> E se il punto 5) accadesse a te lo considereresti ancora
> un pro?

certo, nel modo piu' assoluto

Solon Aquila

unread,
Apr 17, 2013, 2:49:03 AM4/17/13
to
Francesco Da Riva used his keyboard to write :

>>> 8) se devi fare un intervento medico importante e in quel periodo non sei
>>> coperto sono cavoli....
>>
>> io vedo solo pro in questa lista
>
> Se per te quello ᅵ un pro...

messa com'e' scritta li', certo: con l'assicurazione sanitaria o sei
coperto o non sei coperto, non e' che puoi non essere coperto "per un
periodo"

Solon Aquila

unread,
Apr 17, 2013, 2:53:14 AM4/17/13
to
FP formulated the question :

> Ne parlavo stamane con dei colleghi. Negli USA il fallimento ᅵ visto come un
> incidente di percorso, come un accumulo di esperienze che ti serviranno per
> fare meglio la prossima volta.
>
> In Italia ᅵ visto come fallimento e basta, come inadeguatezza che non merita
> una seconda chance.
>
> Nella dinamica veloce del mercato del lavoro che c'ᅵ negli USA, perdere il
> lavoro ᅵ si triste ma viene vissuto come un nuovo inizio.

esattamente

anzi, ti diro' di piu': nella dinamicita' del mercato del lavoro
americano (ma e' lo stesso in tutti quei paesi che applicano la stessa
flessibilita'), non solo c'e' la tanto desiderata meritocrazia, ma si
ha lo stimolo a rimanere aggiornati con le competenze, in modo da
essere competitivi in caso di licenziamento

stai pur sicuro che uno bravo non lo licenzi se non in casi eccezionali
(e uno bravo comunque un altro lavoro lo trova immediatamente)

> Quindi nell'ottica USA e dal mio punto di vista, l'unico problema ᅵ il punto
> 8 perchᅵ, da quello che ho capito del funzionamento della sanitᅵ americana,
> rischi veramente tanto...

se quello che sai della sanita' americana l'hai imparato sa sicko,
allora lascia perdere, fattela raccontare da chi ci ha vissuto
veramente

FP

unread,
Apr 17, 2013, 3:18:23 AM4/17/13
to
Il 17/04/2013 8.53, Solon Aquila ha scritto:
> se quello che sai della sanita' americana l'hai imparato sa sicko,
> allora lascia perdere, fattela raccontare da chi ci ha vissuto veramente


No, non l'ho visto Sicko che immagino sia estremista

kojak

unread,
Apr 17, 2013, 4:12:09 AM4/17/13
to
Il giorno martedì 16 aprile 2013 21:46:42 UTC+2, Infradito ha scritto:
> "kojak" ha scritto nel messaggio
>
>
> >[cut di penosi piagnistei]
>


ecco, già questo quote mi fa capire come tu non abbia capito
un tubo di quello che ho voluto esprimere. Ma fa niente, sono
stufo di battaglie perse.


>
> >Meglio prendere 1500 euro al mese e stare in Italia magari in una
> >città che non è la tua (ma non tanto distante).
>
>
> Sai che e', tu sei mediocre inside. Puliresti i cessi per avere
> "il posto fisso a vita".
>


sul fatto di essere mediocre posso pure darti ragione, anche perché
come ho già detto in passato io ho iniziato a occuparmi di
informatica (intendo non solo professionalmente, ma in generale)
dopo la laurea, quindi sono arrivato a 25 anni con poche basi, a
differenza probabilmente di altri qui dentro: è anche per questo che
intervengo poco sulle questioni puramente tecniche.



Ma, di nuovo, il discorso di pulire i cessi mi fa capire che non hai
capito un cazzo di me, ma non escludo che possa esserci da parte mia
qualche deficit comunicativo, per carità.
In ogni caso il tuo cesso non lo pulisco nemmeno per 3000 euro al
mese, sappilo nel caso tu cerchi un puli-cessi.


>
> Chiariamo, essere mediocri non e' una colpa e non e' un male. Anzi, io
> faccio il tifo per i mediocri, piu' ce ne sono meglio e'.
>


io invece le infradito non le metto mai :)

kojak

unread,
Apr 17, 2013, 4:29:31 AM4/17/13
to
Il giorno martedì 16 aprile 2013 20:08:58 UTC+2, riccardo ha scritto:
>
>
> parliamoci chiaro: o sei cosi close minded da immaginare di essere
> nato con una stratosferica botta di culo nel Paese oggettivamente
> migliore del pianeta,
>


assolutamente no: io dico che l'Italia ha un patrimonio artistico
e culturale da fare invidia a tutti.
La questione lavorativa è altra cosa, e io sono il primo a dire che
è uno schifo, né mi pare di averlo mai tenuto nascosto.

Però per me questo non equivale affatto a dire che all'estero è
meglio, o per lo meno che è per forza meglio, e questa situazione
che ho raccontato contiene diversi aspetti che mi fanno dubitare
molto.
Sai, il fatto di avere 12 giorni di ferie e 6 giorni lavorativi
a settimana suggerisce l'idea di una vita in cui in pratica non
fai altro che lavorare, e non è questo ciò che voglio io.


>
> oppure con un approccio uno zinzino piu'
> razionale riconosci che ci sono pro e contro a vivere in diversi
> paesi, e che l' Italia sta da tempo declinando ad un ritmo
> impressionante.
>


ecco, ora iniziamo a ragionare. Su questo siamo d'accordo, ma va
aggiunto che se l'Italia declina, non è che all'estero il declino
non ci sia, anzi...


>
> Quello che e' un po' penoso semmai e' cercare giustificazioni
> per la propria sedentarieta' con adeddoti e considerazioni
> superficiali...
>


riccardo, ti assicuro che io non cerco alcuna giustificazione.
Sono sempre stato molto chiaro, ho sempre detto che ritengo
che andare all'estero sia una scelta non facile da fare, e che
io farei solo in caso di grave necessità, su questo non ho mai
mentito né cercato giustificazioni.
Piuttosto ho raccontato una situazione che sembra darmi ragione
su diversi aspetti, ovviamente per quanto concerne le mie
caratteristiche.


Oppure devo pensare che il mio amico s'è inventato tutto,
che il tizio prende 100.000 dollari (sempre lordi, però)
e lavora 40 ore settimanali con 25 giorni di ferie l'anno,
e quanto a pensione e sanità paga giusto una quisquilia...

kojak

unread,
Apr 17, 2013, 5:02:02 AM4/17/13
to
Il giorno martedì 16 aprile 2013 23:44:29 UTC+2, rootkit ha scritto:
>
>
> stai parlando da un paese dove ormai i posti di lavoro si perdono a
> milionate ogni anno, e magari fosse dalla sera alla mattina. spesso si
> tratta di trascorrere mesi in agonia con l'azienda che va male, con gli
> stipendi che arrivano a singhiozzo o non arrivano proprio.
> l'angoscia di perdere il lavoro è qua, mica là.
>


ti svelo un segreto, una cosa che finora non ho mai detto:
è da un po' di tempo che abbiamo dei problemi nella mia
attuale azienda. Tempo fa hanno cambiato il consulente paghe,
e da allora gli stipendi arrivano sempre in ritardo, da 1 settimana
fino anche a 20 giorni (però arrivano).
L'anno scorso la 14esima ci è arrivata a metà novembre passata.


Questo per dirti che sono ben consapevole dei problemi che ci sono
in Italia.
E non è finita: io seguo il giornale locale della mia città, poiché
solo in questo modo posso sapere cosa succede, e quasi tutti i giorni
ci sono aziende che chiudono, manifestazioni sindacali, cortei,
nonché famiglie con disagi.
A iniziare dalla cartiera Burgo, di cui ho detto qualcosa in altro
thread, e questa è situazione ben più grave, perché è (no: era)
un'azienda colonna della città, con oltre 1 secolo di attività, e
centinaia di persone che vi lavoravano.
E parlo del nord est, non del sud.


Quindi cosa credi, che non lo sappia che le cose vanno male? Lo
so eccome, e, come ho già detto, non mi pare di essere mai stato
in silenzio su cosa penso della situazione lavorativa.


Ma tutto questo non significa che io sia disposto ad andare a migliaia
di km e accettare delle condizioni che non mi andrebbero a genio,
sperando di non trovarmi mai nella situazione di doverlo fare, ché
non sai mai cosa ti riserverà la vita domani.
Finché ho comunque un lavoro, pur con dei disagi, pur non essendo
molto soddisfatto, ma ce l'ho e posso vivere cerco di resistere
a stare nel mio paese, cercando di migliorare se possibile.



Per concludere, io qui ho voluto solo presentare un racconto che
mi è stato fatto da uno che sta là, ed è in contatto con chi là
vive e lavora, niente altro che questo.

kojak

unread,
Apr 17, 2013, 5:19:19 AM4/17/13
to
Il giorno mercoledì 17 aprile 2013 08:40:12 UTC+2, Solon Aquila ha scritto:
>
> kojak was thinking very hard :
>
>
> >> senza dubbio gli USA, non scherziamo
>
> >> e' per questo che un sacco di americani emigrano per venire a fare la
> >> bella vita in Italia
>
>
> > lo sai che avevo proprio nostalgia del tuo sarcasmo? Sentivo che
> > mi mancava qualcosa.
>
>
> lo so, lo so
>
> per crescere, nella vita, meglio i calci in culo delle carezze
>



d'accordissimo, oltrettutto quelli degli aquilotti sono
particolarmente efficaci, quasi meglio delle beccate :)

kojak

unread,
Apr 17, 2013, 5:49:23 AM4/17/13
to
Il giorno mercoledì 17 aprile 2013 11:02:02 UTC+2, kojak ha scritto:
>
> Il giorno martedì 16 aprile 2013 23:44:29 UTC+2, rootkit ha scritto:
>
>
> > stai parlando da un paese dove ormai i posti di lavoro si perdono a
> > milionate ogni anno, e magari fosse dalla sera alla mattina. spesso si
> > tratta di trascorrere mesi in agonia con l'azienda che va male, con gli
> > stipendi che arrivano a singhiozzo o non arrivano proprio.
> > l'angoscia di perdere il lavoro è qua, mica là.
>
> [...]
>


un'altra considerazione:
tu dici che là non c'è l'angoscia di perdere il lavoro: a parte che
questo vorrei sentirlo dire da uno che lavora là, ma come si
concilia col fatto che là licenziare è più facile?

Bisogna allora che là sia davvero facile trovare un altro lavoro,
tipo che se oggi mi licenziano la prossima settimana, senza
troppa fatica, ho già un altro lavoro, altrimenti davvero non
saprei...
sinceramente è qualcosa che non riesco ad immaginarmi.

rootkit

unread,
Apr 17, 2013, 6:06:36 AM4/17/13
to
Il giorno mercoledì 17 aprile 2013 11:02:02 UTC+2, kojak ha scritto:

> Per concludere, io qui ho voluto solo presentare un racconto che
> mi è stato fatto da uno che sta là, ed è in contatto con chi là
> vive e lavora, niente altro che questo.

nient'altro che questo?
quindi la valutazione pro/contro me la sarei sognata?
complimenti per il coraggio delle tue opinioni, appena si accenna una
discussione prontamente neghi di averle espresse.

ma a parte questa nota di colore (ormai ti si conosce) il discorso è che
per via di quelle minori tutele tu presenti la situazione lavorativa di questa
persona come se stesse perdendo il lavoro da un momento all'altro,
cosa che probabilmente è lontanissima dalla realtà. non solo, fra i "pro" non
citi il fatto che negli stati uniti per chi lavora nell'informatica ci
sono diversi ordini di grandezza di opportunità in più rispetto all'italia,
questo vuol dire che quel tizio se rimane a lavorare in quel posto con ogni
probabilità è esattamente quello che vuole e non quello che è costretto a
fare.

ispas

unread,
Apr 17, 2013, 6:38:34 AM4/17/13
to
On 16 Apr, 13:53, kojak <kojak10...@yahoo.it> wrote:

> il minor numero di ferie, sia pure in
> parte compensato dal maggior numero di permessi, stando a quel che
> dice ispas,

Veramente volevo dire esattamente il contrario, ovvero che in Italia
abbiamo certamente un centinaio di ore di permesso pagate oltre alle
ferie, in Usa non lo so.

kojak

unread,
Apr 17, 2013, 6:41:16 AM4/17/13
to
Il giorno mercoledì 17 aprile 2013 12:06:36 UTC+2, rootkit ha scritto:
> Il giorno mercoledì 17 aprile 2013 11:02:02 UTC+2, kojak ha scritto:
>
>
> > Per concludere, io qui ho voluto solo presentare un racconto che
> > mi è stato fatto da uno che sta là, ed è in contatto con chi là
> > vive e lavora, niente altro che questo.
>
>
> nient'altro che questo?
> quindi la valutazione pro/contro me la sarei sognata?
>


minchia, ma non si può lasciare sottinteso mai nulla?
Certo che non te la sei sognata, ho presentato la
situazione e fatto le mie valutazioni.


>
> complimenti per il coraggio delle tue opinioni, appena si accenna una
> discussione prontamente neghi di averle espresse.
>


rootkit, ti garantisco che ho molto più coraggio delle mie
opinioni di quanto credi. Se non lo avessi, non dubitare che
avrei smesso di frequentare ili molto tempo fa.



>
> (ormai ti si conosce) il discorso è che
>


grave errore: non mi conoscete proprio per niente.
Non escludo di avere qualche problema comunicativo, ma
tutto si può dire tranne che mi conosciate.
In ogni caso a volte penso che sarebbe molto interessante
incontrarsi tutti de visu, chissà che sorprese...
magari una bella cena in compagnia, certo scegliere una
località che vada bene a tutti è un'utopia.


>
> per via di quelle minori tutele tu presenti la situazione lavorativa di questa
> persona come se stesse perdendo il lavoro da un momento all'altro,
> cosa che probabilmente è lontanissima dalla realtà.
>


ahimé, allora proprio non riesco a spiegarmi. Non mi è mai
passata neppure per la testa una cosa simile. Oltrettutto,
se ci fai un attimo caso, il discorso delle minori tutele
è venuto fuori più avanti nella discussione.



>
> non solo, fra i "pro" non
> citi il fatto che negli stati uniti per chi lavora nell'informatica ci
> sono diversi ordini di grandezza di opportunità in più rispetto all'italia,
>


ok, questo te lo posso dare per buono. E' un pro che non ho citato,
però se queste opportunità in più dovessero implicare 6 giorni
lavorativi a settimana e 12 giorni di ferie all'anno io continuo
ad essere dubbioso. Bada bene che ho detto "se".
Non c'è niente da fare, si cade sempre lì: dipende da quale priorità
ha nella tua vita l'aspetto professionale.


>
> questo vuol dire che quel tizio se rimane a lavorare in quel posto con ogni
> probabilità è esattamente quello che vuole e non quello che è costretto a
> fare.
>


ma chi ha mai detto il contrario? Ma quando mai ho pensato che
lui sta là perché è costretto dalle circostanze?
Figurati, io nemmeno l'ho mai visto.
Lui sarà forse strafelice delle sue condizioni, non lo sarei
io.


Davvero, io vedo dei fraintendimenti che non capisco da dove
vengano fuori.

ispas

unread,
Apr 17, 2013, 6:51:22 AM4/17/13
to
On 16 Apr, 16:13, cpascoshi <cpasco...@gmail.org> wrote:
> Ma queste cifre senza contratto e condizioni alla mano sono solo
> indicative - come puoi trarne conclusioni valide? Serve valutare
> un'offerta attuale e concreta, copia del contratto alla mano (e magari
> qualcuno disinteressato con esperienza del settore a consigliare, visto
> che prenderle dai cavilli è l'ultima cosa che ci si augura).

Questa è una risposta che ti sei confezionato da sola :-) E' ovvio che
a fronte di situazioni complesse, come contratti di lavoro nelle due
nazioni così diversi nello spirito e nella lettera, è perfettamente
inutile stare a discutere se ci si ostina a non accettare un minimo di
semplificazione.
La tua esperienza e le tue cifre valgono esattamente quanto quelle
riportate da kojak.
Per andare oltre dovremmo addentrarci in analisi minuziose (es. come
si comportano le assicurazioni americane nel caso concreto di malattia
grave) ma non se ne esce più.

ispas

unread,
Apr 17, 2013, 6:57:54 AM4/17/13
to
On 16 Apr, 17:28, FP <mc8647__rriimmuuoov...@mclink.it> wrote:
> Nella dinamica veloce del mercato del lavoro che c'è negli USA, perdere
> il lavoro è si triste ma viene vissuto come un nuovo inizio.

Ma non credere mica che, perso un lavoro di un certo tipo, subito ne
riacquisti uno identico, eh. Magari, dopo l'IT, per un lungo periodo
vai a pescare i gamberi come Forrest Gump :-)))
La dinamica va interpretata anche in questo senso un pò meno
tranquillizzante.
Fermo restando che in un mezzo continente, attuale principale potenza
economica e politica, è ultra ovvio che ci sono ben più occasioni che
in una penisoletta.

ispas

unread,
Apr 17, 2013, 7:05:35 AM4/17/13
to
On 17 Apr, 00:25, FP <mc8647__rriimmuuoov...@mclink.it> wrote:

> Proprio oggi parlavamo con i colleghi, se la cassa integrazione sia uno
> strumento che in realtà serve più alle società che agli impiegati e si
> faceva l'esempio della fiat: quando non c'è più mercato, gli operai li
> metti in cassa integrazione e li richiami quando ti servono, sono già
> pronti per il lavoro, non li devi addestrare...
> Se non fossero in cassa integrazione potrebbero cercare un altro lavoro
> e trovarlo pure e la fiat dovrebbe addestrare nuovo personale ogni volta...
>

> Ovviamente ci sono risvolti: la fiat potrebbe chiudere definitivamente
> oppure gli operai potrebbero prendere il sussidio e comunque non cercare
> altra occupazione sapendo che prima o poi ti richiamano...

Che fesseria! Se puoi trovare tutti questi lavori equivalenti (o
perfino migliori) a quello di prima della c.i., che cavolo aspetti a
licenziarti?? Preferisci prendere 900 euretti stando sdraiato tutto il
giorno? :-)) Certo se invece tutto quello che puoi trovare sono le
"supplenze", col cavolo che lo fai. E magari le supplenze le fai in
nero.


riccardo

unread,
Apr 17, 2013, 7:16:48 AM4/17/13
to
On 17 Apr, 08:53, Solon Aquila <port...@riferimento.it> wrote:

> se quello che sai della sanita' americana l'hai imparato sa sicko,
> allora lascia perdere,

gia', del resto si sa che moore e' un pericoloso provocatore
comunista ..:)

> fattela raccontare da chi ci ha vissuto veramente

a spennacchio'.. fattela raccontare da qualcuno dei tanti americani
che non ha i soldi e la copertura per pagarsi cure adeguate...

Francesco Da Riva

unread,
Apr 17, 2013, 8:05:15 AM4/17/13
to
On Wednesday, April 17, 2013 8:53:14 AM UTC+2, Solon Aquila wrote:

> se quello che sai della sanita' americana l'hai imparato sa sicko,
> allora lascia perdere, fattela raccontare da chi ci ha vissuto
> veramente

Io ho studiato, per varie ragione, molto approfonditamente le
comparazioni tra i sistemi santirari.

Il sistema sanitario USA ha tre problemi di fondo:

1)Sebbene la sanità USA abbia una ottima qualità media ed una ineguaglibile qualità di punta presenta un livello di inefficienza nell'uso delle risorse
che fa apparire efficente la più disastrata sanità regionale italiana.

La cosa si nota poco perchè la quantia di risorse investite è altissimo ed in
costante crescita. Secondo tutti gli studi econometrici, senza una profonda riforma che la affranchi dal modello assicurativo, il gioco si romperà entro 10-15 anni al massimo.

2)Gestisce malissimo la cronicità, cosa tipica di un sistema assicurativo.

3)Esclude dalle cure una parte cresciete dalle classe media.

Ciao
Francesco

kojak

unread,
Apr 17, 2013, 8:25:36 AM4/17/13
to
scusate, giusto per arricchire un po' il quadro volevo
riportare un giudizio che ha espresso il mio amico che
sta nello Utah, che quindi non c'entra nulla con la
situazione lavorativa riportata, ma rispecchia comunque la
valutazione fatta da una persona che vive là.


Lui dice che da quanto ha visto negli USA le maggiori
opportunità sono solo per gli americani o per coloro che
hanno il giusto visto d'ingresso.
Dice inoltre che la crisi c'è anche là (ma su questo penso
siamo tutti d'accordo) e che quindi la situazione economica
non è brillante.
Infine dice che là tendono a privilegiare chi ha titoli
americani.


Risparmio a tutti (e a me stesso) altre considerazioni di
carattere non economico, ma faccio di nuovo notare che
queste sono tutte valutazioni fatte da una persona che
vive là, e quindi vede con i suoi occhi la situazione,
piuttosto che sentirla raccontare.
Inutile aggiungere che, pure in questo caso, mi sono
limitato a riportare rigorosamente le sue considerazioni.

riccardo

unread,
Apr 17, 2013, 8:32:38 AM4/17/13
to
On 16 Apr, 21:33, "Massimo" <p...@it.it> wrote:
> <massicce di telerimbambimento tese a far loro pensare che
> <la sanita' pubblica sia bolscevica e comunista. Chiaramente negli
> <interessi dei proprietari delle assicurazioni...
>
> il problema è che la sanità pubblica E' FALLITA.

http://www.youtube.com/watch?v=kZ2qf-hv5-4

stupendo, specialmente al quarto minuto..:)

klaus

unread,
Apr 17, 2013, 9:08:53 AM4/17/13
to

> On 16 Apr, 21:33, "Massimo" <p...@it.it> wrote:
>
> <massicce di telerimbambimento tese a far loro pensare che

> <la sanita' pubblica sia bolscevica e comunista. Chiaramente negli

> <interessi dei proprietari delle assicurazioni...
>
>
>
> il problema è che la sanità pubblica E' FALLITA.
>

ti correggo l'hanno fatta fallire... e con i soldi risparmiati hanno risistemato i conti del Monte dei Paschi.


Message has been deleted

Soprano

unread,
Apr 17, 2013, 12:26:03 PM4/17/13
to
On Wed, 17 Apr 2013 08:45:32 +0200, Solon Aquila wrote:

> It happens that kojak formulated :
>
>>>> 5) puoi essere licenziato dalla sera alla mattina
>>> [cut]
>> Caro Aquilotto, quanto tempo! (me la fai passare?) E se il punto 5)
>> accadesse a te lo considereresti ancora un pro?
>
> certo, nel modo piu' assoluto

quoto. La certezza "assoluta" o quasi del posto di lavoro prima di una
certa età è una disgrazia.

--
Soprano

Shylock

unread,
Apr 17, 2013, 11:44:12 PM4/17/13
to
On Apr 17, 2:28 am, Freddy Krueger <inva...@invalid.invalid> wrote:
> On Tue, 16 Apr 2013 21:33:32 +0200, "Massimo" <p...@it.it> wrote:
> ><massicce di telerimbambimento tese a far loro pensare che
> ><la sanita' pubblica sia bolscevica e comunista. Chiaramente negli
> ><interessi dei proprietari delle assicurazioni...
>
> >il problema è che la sanità pubblica E' FALLITA.
>
> >Noi l'abbiamo a credito,vendiamo BTP a cinesi e russi,e con il ricavato ci
> >paghiamo la sanità,che ,si noti,loro NON hanno.
>
> >Ti sembra che ci sia ancora da discutere su questa cazzata immane ?
>
> >Gli americani sanno che se regali qualcosa,poi le persone smettono di
> >lavorare,perchè tanto è gratis.
>
> >Conoscono l'animo umano,che è profittatore e parassita di natura.
>
> Io ci vedo un altro problema: la denuncia facile.
>
> Questo ha diversi risvolti:
>
> 1) Appena laureato ti serve un avvocato
> 2) Ti devi assicurare contro il "malpractice" con i premi delle
> polizze che salgono ogni anno
> 3) Ogni medico per evitare che i pazienti gli facciano causa (su
> consiglio degli avvocati anche per delle minchiate) si tutelano con
> eccesso di zelo prescrivendoti gli stessi esami che i loro colleghi ti
> hanno gia' fatto fare.
>
> Questo era un nodo che la riforma della sanita' aveva evidenziato: vai
> da 3 medici e tutti e tre ti sottopongono agli stessi esami.
>
> Tu paziente ti fai rimborsare tre volte dall'assicurazione sanitaria,
> il premio l'anno dopo ti aumenta.

anfatti.

il problema non e´ pubblico vs. privato.

il problema sono gli USA, dove la mania di far causa a tutti in
qualsiasi occasione ha reso proibitiva la sanita´.

io pago circa 100 euro al mese per una polizza internazionale, che mi
copre in modo decente ovunque vada, eccetto USA.

rootkit

unread,
Apr 18, 2013, 1:36:53 AM4/18/13
to
Il Wed, 17 Apr 2013 03:41:16 -0700, kojak ha scritto:



> rootkit, ti garantisco che ho molto più coraggio delle mie opinioni di
> quanto credi. Se non lo avessi, non dubitare che avrei smesso di
> frequentare ili molto tempo fa.

lol la frequentazione di ili dietro pseudonimo a dimostrazione del
coraggio delle proprie opinioni... :)


>> (ormai ti si conosce) il discorso è che
>
> grave errore: non mi conoscete proprio per niente.

può essè. fatto sta che qui sei prevedibilissimo, poi a casa non lo so ma
francamente non è che interessi granchè.

>> per via di quelle minori tutele tu presenti la situazione lavorativa di
>> questa persona come se stesse perdendo il lavoro da un momento
>> all'altro,
>> cosa che probabilmente è lontanissima dalla realtà.

> ahimé, allora proprio non riesco a spiegarmi. Non mi è mai passata
> neppure per la testa una cosa simile.

male. le cose prima di arrivare alla tastiera dovrebbero passare per la
testa :P
se sottolinei in negativo il fatto che possono licenziarlo dalla sera
alla mattina è ovvio il messaggio che arriva è che la ritieni una
condizione molto precaria. cosa si sarebbe dovuto capire? qual'era il
senso di quel "contro"?

> Oltrettutto,
> se ci fai un attimo caso, il discorso delle minori tutele è venuto fuori
> più avanti nella discussione.

io ho risposto ad un messaggio, non è che mi metto a guardare in che
punto della discussione si trova.

>> non solo, fra i "pro" non citi il fatto che negli stati uniti per chi
>> lavora nell'informatica ci sono diversi ordini di grandezza di
>> opportunità in più rispetto all'italia,
>
> ok, questo te lo posso dare per buono. E' un pro che non ho citato, però
> se queste opportunità in più dovessero implicare 6 giorni lavorativi a
> settimana e 12 giorni di ferie all'anno io continuo ad essere dubbioso.
> Bada bene che ho detto "se".

laddove ci sono molte più opportunità di solito è anche più probabile
trovare il lavoro che si confà alle tue esigenze. una mia amica anche lei
informatica ha mollato per rimettersi a studiare (una materia umanistica,
non mi ricordo quale), è venuta anche a seguire corsi in europa (parigi,
firenze), poi ha cambiato di nuovo idea ed ha ricercato lavoro
nell'informatica, trovando pure un posto migliore di prima. o fallo in
italia se ti riesce. per la qualità della vita è importante prima di
tutto non essere schiavi di un lavoro a cui bisogna restare attaccati
come cozze anche controvoglia perché altrimenti c'è la corrente che ti
porta via, altro che questi conti della serva... guardati intorno, sai
quanta gente lavora 6 giorni su 7 anche in italia? e se leggi il tuo
contratto vedrai che anche tu hai diritto a un giorno di riposo
settimanale mica due, poi magari l'azienda organizza l'orario per fartene
fare due ma mica tutti possono fare così (pensa ai negozi, tanto per
dirne uno).

>> questo vuol dire che quel tizio se rimane a lavorare in quel posto con
>> ogni probabilità è esattamente quello che vuole e non quello che è
>> costretto a fare.
>
> ma chi ha mai detto il contrario? Ma quando mai ho pensato che lui sta
> là perché è costretto dalle circostanze?
> Figurati, io nemmeno l'ho mai visto.
> Lui sarà forse strafelice delle sue condizioni, non lo sarei io.

guarda che non ti sto accusando di averlo detto te. è per spiegarti la
differenza fra lavorare in un paese dove ci sono molte opportunità e uno
dove ce ne sono poche o nessuna, se puoi scegliere fai quello che ti
piace mentre se non puoi scegliere fai quello che ti tocca.

> Davvero, io vedo dei fraintendimenti che non capisco da dove vengano
> fuori.

fai un respiro profondo e rilassati, nessuno ti sta inseguendo.

Infradito

unread,
Apr 18, 2013, 2:42:05 AM4/18/13
to
"kojak" ha scritto nel messaggio
news:02ceb96a-d451-4faa...@googlegroups.com...

>In ogni caso il tuo cesso non lo pulisco nemmeno per 3000 euro al
>mese, sappilo nel caso tu cerchi un puli-cessi.

Non assumo mediocri.

Gabriele

unread,
Apr 18, 2013, 4:33:23 AM4/18/13
to
On 16/04/13 13.53, kojak ha scritto:
> Il giorno martedì 16 aprile 2013 13:19:10 UTC+2, riccardo ha scritto:
>>
>>
>> Detto questo il fatto che in italiotilandia la professione di
>> informatico sia sottopagata e sottoriconosciuta rispetto ad altri
>> paesi europei e agli US in generale resta , appunto, un fatto.
>>
>
>
> eh ho capito, ma se con quei 100.000 dollari inizi a mettere le
> settimane da 6 giorni, il minor numero di ferie, sia pure in
> parte compensato dal maggior numero di permessi, stando a quel che
> dice ispas, poi togli il tfr, e ci metti pure che ti paghi
> sanità e contributi francamente tra Italia e USA non so chi fa
> peggio.
>


Allora lascia stare gli USA, ti consiglio il Lussemburgo, gli annunci IT
in genere sono di questo tenore:
http://offerte-lavoro.monster.it/GetJob.aspx?JobID=121415756&aid=109980821&WT.mc_n=JSAHG10

Ci sono tante richieste sia per ambienti IT in ambito bancario (se sei
bravo 4/5mila euro/mese + benefit) che per progetti web app e simili.
E' pieno di Italiani che organizzano diverse attività, per cui non ti
dovresti sentire troppo solo :)

ciao
Gabriele

Gabriele

unread,
Apr 18, 2013, 4:34:41 AM4/18/13
to
On 18/04/13 08.42, Infradito ha scritto:
Davvero paghi 3.000 euro/mese per pulire un cesso? o anche due?
Parliamone :P

ciao
Gabriele

Shylock

unread,
Apr 18, 2013, 5:28:14 AM4/18/13
to
dovrai prima passare sul mio cadavere :D

Mau C

unread,
Apr 18, 2013, 8:48:07 AM4/18/13
to


Bella l'ameriggga.

Una battuta "del cazzo" ... due persone licenziate in tronco e un
putiferio immane...

http://www.newyorker.com/online/blogs/newsdesk/2013/03/the-biggest-problem-in-technology.html

M.

Freddy Krueger

unread,
Apr 18, 2013, 9:05:37 AM4/18/13
to
Buonismo imperante, ritorsioni in stile mafioso (DDOS e minacce)
insulti razzisti.

Niente di nuovo, gli esseri umani fanno schifo come sempre.
--
Living in Barbaropoli
http://www.barbaropoli.com

Tano Cariddi

unread,
Apr 18, 2013, 11:24:46 AM4/18/13
to
> <massicce di telerimbambimento tese a far loro pensare che
> <la sanita' pubblica sia bolscevica e comunista. Chiaramente negli
> <interessi dei proprietari delle assicurazioni...
>
> il problema � che la sanit� pubblica E' FALLITA.
>
> Noi l'abbiamo a credito,vendiamo BTP a cinesi e russi,e con il ricavato ci
> paghiamo la sanit�,che ,si noti,loro NON hanno.
>
> Ti sembra che ci sia ancora da discutere su questa cazzata immane ?
>
> Gli americani sanno che se regali qualcosa,poi le persone smettono di
> lavorare,perch� tanto � gratis.
>
> Conoscono l'animo umano,che � profittatore e parassita di natura.


Stupidaggini.
La sanita' in Italia costa molto meno che negli US
e copre TUTTA la popolazione. Siamo circa a 7-8 punti di PIL
contro i 16 degli US.

Detto questo, l'Italia e' in avanzo primario da anni e anni,
non finanziamo un tubo con i BTP.
Il nostro problema e' la spirale degli interessi che ci porta in rosso.
Ma al netto degli interessi, l'Italia e' anni che chiede ai suoi
cittadini di piu' che quello che torna.

Quindi? Semplice, se ipoteticamente facessimo default
potremmo tranquillamente finanziare tutto senza indebitarci
e avanzerebbero pure soldi.

Ovviamente il default comporterebbe altre ritorsioni,
ma se ipoteticamente si potesse smettere di pagare gli
interessi, il nostro livello di servizi sarebbe ampiamente
sostenibile.

Ergo, il disastro l'abbiamo fatto negli anni 70-80,
e la sanita' pubblica italiana e' molto piu' efficiente
di quella americana.

Solon Aquila

unread,
Apr 19, 2013, 7:46:47 AM4/19/13
to
Francesco Da Riva expressed precisely :

> Il sistema sanitario USA ha tre problemi di fondo:
>
> 1)Sebbene la sanità USA abbia una ottima qualità media ed una ineguaglibile
> qualità di punta presenta un livello di inefficienza nell'uso delle risorse
> che fa apparire efficente la più disastrata sanità regionale italiana.
>
> La cosa si nota poco perchè la quantia di risorse investite è altissimo ed in
> costante crescita. Secondo tutti gli studi econometrici, senza una profonda
> riforma che la affranchi dal modello assicurativo, il gioco si romperà entro
> 10-15 anni al massimo.

verissimo

tuttavia questo non e' un problema specifico della sanita': tutta
l'economia USA, a partire dal dopoguerra, e' stata un tripudio di
inefficienza e spreco di risorse, cosa peraltro inevitabile in sistemi
a cosi' rapida crescita

> 2)Gestisce malissimo la cronicità, cosa tipica di un sistema assicurativo.

vero anche questo, anche se forse il "malissimo" e' esagerato

per dire, in Svizzera, che ha un sistema sanitario molto simile, la
cosa e' gestita in maniera molto piu' efficiente

> 3)Esclude dalle cure una parte cresciete dalle classe media.

questo invece non mi risulta

--
All the things I'm missin'
Good victuals, love and kissin'
Are waiting at the end of my ride


kojak

unread,
Apr 20, 2013, 4:46:44 AM4/20/13
to
Il giorno mercoledì 17 aprile 2013 17:26:03 UTC+1, Soprano ha scritto:
>
>
> La certezza "assoluta" o quasi del posto di lavoro prima di una
> certa età è una disgrazia.
>


mamma mia, Soprano, quanto mi fai prudere le mani con questa
stronzata che hai sparato. Proprio non immagini quanto...

ma tanto sei lontano...
e io ti ribalto la questione: prima di una certa età per
l'intrinseca debolezza che hai è una disgrazia il lavoro
non sicuro, poiché questo ti rende ancora più debole.



Accetta un consiglio da amico: evita di dire certe cose di
fronte ai tanti giovani che si lamentano del precariato,
o del fatto di non avere un lavoro, se ti sta a cuore la
tua incolumità...



p.s.
ovviamente tu la certa età l'hai superata da un pezzo, vero?

Infradito

unread,
Apr 20, 2013, 6:49:46 AM4/20/13
to
"kojak" ha scritto nel messaggio
news:97a93749-6e17-4e94...@googlegroups.com...

>Il giorno mercoledì 17 aprile 2013 17:26:03 UTC+1, Soprano ha scritto:

>> La certezza "assoluta" o quasi del posto di lavoro prima di una
>> certa età è una disgrazia.

>mamma mia, Soprano, quanto mi fai prudere le mani con questa
>stronzata che hai sparato. Proprio non immagini quanto...

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH


Soprano

unread,
Apr 21, 2013, 3:10:20 AM4/21/13
to
On Sat, 20 Apr 2013 01:46:44 -0700, kojak wrote:

> Il giorno mercoledì 17 aprile 2013 17:26:03 UTC+1, Soprano ha scritto:
>>
>>
>> La certezza "assoluta" o quasi del posto di lavoro prima di una certa
>> età è una disgrazia.
>>
>
> mamma mia, Soprano, quanto mi fai prudere le mani con questa stronzata
> che hai sparato. Proprio non immagini quanto...

Non ho capito: mi picchieresti perchè ho espresso un'opinione ?

> ma tanto sei lontano...
> e io ti ribalto la questione: prima di una certa età per l'intrinseca
> debolezza che hai è una disgrazia il lavoro non sicuro, poiché questo ti
> rende ancora più debole.

La certezza del lavoro sui venti/trent'anni è una disgrazia per un
semplice motivo: rischi di "sederti" e smettere di crescere troppo
presto. E a quell'età, quando ti manca l'esperienza da rivendere, sedersi
vuol dire rischiare il futuro e trovarsi a piedi nel vero periodo critico
della vita: dai 45/50 in su.

> Accetta un consiglio da amico: evita di dire certe cose di fronte ai
> tanti giovani che si lamentano del precariato, o del fatto di non avere
> un lavoro, se ti sta a cuore la tua incolumità...

Mica sono a favore del precariato e dei lavori sotto pagati. Il lavoro
deve essere pagato il giusto (in modo da permetterti una vita dignitosa,
con tutte le garanzie sociali). Sono contrario al concetto di lavoro a
tempo indeterminato come assicurazione sulla vita, dove non ti possono
far fuori anche se fai male il tuo lavoro.



--
Soprano

klaus

unread,
Apr 22, 2013, 6:04:42 AM4/22/13
to

> Mica sono a favore del precariato e dei lavori sotto pagati. Il lavoro
>
> deve essere pagato il giusto (in modo da permetterti una vita dignitosa,
>
> con tutte le garanzie sociali). Sono contrario al concetto di lavoro a
>
> tempo indeterminato come assicurazione sulla vita, dove non ti possono
>
> far fuori anche se fai male il tuo lavoro.

e chi determina se il licenziamento è giusto o ingiusto? perchè è sempre questo il punto.

rootkit

unread,
Apr 22, 2013, 8:56:52 AM4/22/13
to
il punto di questa discussione è: in italia la causa del precariato
è la potenziale licenziabilità "dalla sera alla mattina" oppure i contratti
a scadenza breve? data la risposta a questa domanda capisci che l'affermazione
seppur in parte provocatoria non è del tutto campata in aria.
la carriera di un giovane è danneggiata di più da un potenziale rischio di
licenziamento o dal fatto che lavora per anni con orizzonte di 6 mesi/ 1 anno?

mamboo

unread,
Apr 22, 2013, 4:21:55 PM4/22/13
to
>
>
> La persona in questione (l'amico del mio amico) lavora

"l'amico del tuo amico" sei tu o è una delle solite storie per "sentito
dire"??

Solon Aquila

unread,
Apr 23, 2013, 4:17:33 AM4/23/13
to
Soprano used his keyboard to write :

> La certezza del lavoro sui venti/trent'anni è una disgrazia per un
> semplice motivo: rischi di "sederti" e smettere di crescere troppo
> presto. E a quell'età, quando ti manca l'esperienza da rivendere, sedersi
> vuol dire rischiare il futuro e trovarsi a piedi nel vero periodo critico
> della vita: dai 45/50 in su.

quello poi dipende da persona a persona, ma e' innegabile che il
rischio ci sia, soprattutto in un mercato del lavoro fossilizzato come
quello italiano

Solon Aquila

unread,
Apr 23, 2013, 4:19:53 AM4/23/13
to
on 22/04/2013, klaus supposed :
non e' mai questo il punto, invece

impedire il licenziamento per legge semplicemente perche' ci possono
essere delle ingiustizie e' semplicemente ridicolo

shylo...@hotmail.it

unread,
Apr 24, 2013, 3:09:11 AM4/24/13
to
On Monday, April 22, 2013 4:56:52 PM UTC+4, rootkit wrote:
...
> il punto di questa discussione è: in italia la causa del precariato
>
> è la potenziale licenziabilità "dalla sera alla mattina" oppure i contratti
>
> a scadenza breve? data la risposta a questa domanda capisci che l'affermazione
>
> seppur in parte provocatoria non è del tutto campata in aria.

la causa del precariato e´ il pessimo stato dell´economia e del mercato del lavoro.

le varie leggi a riguardo sono soltanto delle pezze per cercare non far finire la gente nel `nero`.

ispas

unread,
Apr 24, 2013, 3:34:43 AM4/24/13
to
On 23 Apr, 10:19, Solon Aquila <port...@riferimento.it> wrote:

> impedire il licenziamento per legge semplicemente perche' ci possono
> essere delle ingiustizie e' semplicemente ridicolo

Proprio così. Infatti notoriamente l'economia italiana era ricchissima
prima del 1940, quando i datori avevano molta più libertà, non c'era
il limite delle 8 ore, ecc. In particolare tra il 1922 ed il 1937 si
ebbero effetti eccellenti, in tutta Europa, nella combinazione tra
ampia libertà di impresa e crisi economica....

Marcoxxx

unread,
Apr 24, 2013, 3:40:56 AM4/24/13
to
> la causa del precariato e´ il pessimo stato dell´economia e del mercato del
lavoro.

Ci sarebbe molto da discutere, visto che il precariato esiste c'e' da
molti anni , quando l'economia non era affatto in pessimo stato. Ma
ammettiamo pure che sia vero quello che dici

> le varie leggi a riguardo sono soltanto delle pezze per cercare non far
finire la gente nel `nero`.

Allora spostiamo la domanda: quale sarebbe la causa del pessimo stato del
mercato del lavoro ?

Ciao,
Marco.


--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


shylo...@hotmail.it

unread,
Apr 24, 2013, 5:08:02 AM4/24/13
to
On Wednesday, April 24, 2013 11:40:56 AM UTC+4, Marcoxxx wrote:
> > la causa del precariato e´ il pessimo stato dell´economia e del mercato del
>
> lavoro.
>
>
>
> Ci sarebbe molto da discutere, visto che il precariato esiste c'e' da
>
> molti anni , quando l'economia non era affatto in pessimo stato. Ma
>
> ammettiamo pure che sia vero quello che dici

l´Italia non cresce da 20 anni.

di quali anni stai parlando?

> Allora spostiamo la domanda: quale sarebbe la causa del pessimo stato del
>
> mercato del lavoro ?

mancanza di investimenti.

riccardo

unread,
Apr 24, 2013, 6:24:25 AM4/24/13
to
On 24 Apr, 09:09, shylock1...@hotmail.it wrote:

> la causa del precariato e´ il pessimo stato dell´economia e del mercato del lavoro.

il solito Scyocc che confonde le cause con gli effetti ...

riccardo

unread,
Apr 24, 2013, 6:28:02 AM4/24/13
to
On 24 Apr, 09:34, ispas <gid...@interfree.it> wrote:
> notoriamente l'economia italiana era ricchissima
> prima del 1940, quando i datori avevano molta più libertà, non c'era
> il limite delle 8 ore, ecc.

ma infatti io tornerei ai bei tempi immediatamente successivi alla
rivoluzione industriale, quando la splendida liberta' imprenditoriale
mandava bambini di sei-otto anni a lavorare nelle fabbriche per 16 ore
al giorno.. allora si' che l' economia galoppava!!!

riccardo

unread,
Apr 24, 2013, 6:33:12 AM4/24/13
to
On 22 Apr, 14:56, rootkit <root...@email.it> wrote:

> la carriera di un giovane è danneggiata di più da un potenziale rischio di
> licenziamento o dal fatto che lavora per anni con orizzonte di 6 mesi/ 1 anno?

al momento da entrambi, piu' l' enorme difficolta' di trovare lavoro
in un'economia devastata dal precariato.
Esattamente quello che vuole la "classe dirigente" a cui sei tanto
affezionato.
Ma se sei cosi' soddisfatto del precariato mi domando perche' mai
tieni il culo al caldo in TI.. ennesimo caso di "flessibile con il
culo degli altri"? Ah.. dimenticavo.. non e' che lo vuoi tu.. e che ti
"costringono al TI"... :)
Il premio ipocrita dell'anno di ILI e' tuo senza discussioni anche
quest' anno..

klaus

unread,
Apr 24, 2013, 6:43:08 AM4/24/13
to

> Proprio così. Infatti notoriamente l'economia italiana era ricchissima
>
> prima del 1940, quando i datori avevano molta più libertà, non c'era
>
> il limite delle 8 ore, ecc. In particolare tra il 1922 ed il 1937 si
>
> ebbero effetti eccellenti, in tutta Europa, nella combinazione tra
>
> ampia libertà di impresa e crisi economica....

si ottimo perchè non torniamo alla tratta degli schiavi?
senti molla l'informatica hai un bisogno spaventoso di studiare la storia!

riccardo

unread,
Apr 24, 2013, 6:44:45 AM4/24/13
to
On 21 Apr, 09:10, Soprano <do...@chello.at> wrote:

> La certezza del lavoro sui venti/trent'anni è una disgrazia per un
> semplice motivo: rischi di "sederti" e smettere di crescere troppo
> presto. E a quell'età, quando ti manca l'esperienza da rivendere, sedersi
> vuol dire rischiare il futuro e trovarsi a piedi nel vero periodo critico
> della vita: dai 45/50 in su.

scemenze assolute. La tendenza alla stabilita' o all' "avventura" e'
piu' una questione di carattere che di eta', a parte il fatto che la
tua caratterizzazione di "venti/trent' anni" e gia' da sola una
scemenza perche' c'e' una bella differenza tra i venti e i trenta...
Equivale piu' o meno a dire che e' giusto che a "venti/trent'anni" la
tua ragazza ti riempia di corna cosi non rischi di sederti nella
relazione e smetti di crescere troppo presto :)
Se una persona desidera stabilita' e magari formarsi una famiglia in
giovane eta' non ci vedo nulla di male, e penso che questo sia un
diritto fondamentale che va garantito dallo Stato, e se un altro ha
mentalita' imprenditoriale, senso dell' avventura e voglia di
sperimentare non sara' certo la possibilita' di trovare un posto di
lavoro stabile a fermarlo.

> Mica sono a favore del precariato e dei lavori sotto pagati. Il lavoro
> deve essere pagato il giusto (in modo da permetterti una vita dignitosa,
> con tutte le garanzie sociali).

e in questo concetto di giusto deve rientrare il fatto che il lavoro
temporaneo deve essere pagato molto di piu' di quello stabile..

> Sono contrario al concetto di lavoro a
> tempo indeterminato come assicurazione sulla vita, dove non ti possono
> far fuori anche se fai male il tuo lavoro.

ma su questo sono d' accordo pure i pinguini della patagonia, l'
errore e' pensare di depotenziare o eliminare il TI perche' esistono
casi di abuso.. un po' come abolire le automobili perche' c'e' gente
che supera il limite di velocita'... :)

ispas

unread,
Apr 24, 2013, 6:45:50 AM4/24/13
to
On 24 Apr, 12:28, riccardo <riccardo.odrac...@gmail.com> wrote:

> ma infatti io tornerei ai bei tempi immediatamente successivi alla
> rivoluzione industriale, quando la splendida liberta' imprenditoriale
> mandava bambini di sei-otto anni a lavorare nelle fabbriche per 16 ore
> al giorno.. allora si' che l' economia galoppava!!!

In riferimento all'aumento del benessere, curioso che si parli sempre
delle norme più o meno liberiste, ma mai del peso delle scoperte
scientifiche e tecniche.
Quindi oggi quei bambini, al ritorno a casa (se ce l'hanno),
potrebbero gingillarsi per qualche mezz'ora con un bello smartphone a
pochi euro, vuoi mettere che progresso civile :-))


riccardo

unread,
Apr 24, 2013, 6:48:55 AM4/24/13
to
seee la storia.. l' italiota medio manco si ricorda quello che e'
successo qualche mese fa..
(vedi il "fratello d' italia" che per uscire dal disastro economico
causato dal nano e dai suoi servi ha appena votato i servi del
nano..)...figurati la storia!

Soprano

unread,
Apr 24, 2013, 6:55:10 AM4/24/13
to
On Wed, 24 Apr 2013 03:44:45 -0700, riccardo wrote:

>> Mica sono a favore del precariato e dei lavori sotto pagati. Il lavoro
>> deve essere pagato il giusto (in modo da permetterti una vita
>> dignitosa, con tutte le garanzie sociali).
>
> e in questo concetto di giusto deve rientrare il fatto che il lavoro
> temporaneo deve essere pagato molto di piu' di quello stabile..

da liberista tu m'insegni che il salario, ferma restando la necessità di
un salario minimo dignitoso, lo fa il mercato e nient'altro. Quindi quel
"deve essere pagato" è fuori luogo.

>> Sono contrario al concetto di lavoro a tempo indeterminato come
>> assicurazione sulla vita, dove non ti possono far fuori anche se fai
>> male il tuo lavoro.
>
> ma su questo sono d' accordo pure i pinguini della patagonia,

ma manco per sbaglio. kojac (o klaus ? mi confondo tra i due) è
evidentemente alla ricerca di un (ipotetico) posto dove posare il culo ad
libitum

> l' errore
> e' pensare di depotenziare o eliminare il TI perche' esistono casi di
> abuso.. un po' come abolire le automobili perche' c'e' gente che supera
> il limite di velocita'...

no, l'errore è pensare TI => posto sicuro, il mito italico, l'eldorado
dell'uomo qualunque. TI vuol dire tempo indeterminato, punto. Vuol dire
che il tuo contratto non ha limite temporale. Se lavori male, vai a casa,
cerchi altro. Così come non hai garanzia di lavoro -prima- di trovarlo,
non puoi avere la stessa garanzia -dopo- averlo trovato, dipende te. Si
chiama meritocrazia.

--
Soprano

riccardo

unread,
Apr 24, 2013, 7:19:27 AM4/24/13
to
On 24 Apr, 12:55, Soprano <do...@chello.at> wrote:
> On Wed, 24 Apr 2013 03:44:45 -0700, riccardo wrote:
> >> Mica sono a favore del precariato e dei lavori sotto pagati. Il lavoro
> >> deve essere pagato il giusto (in modo da permetterti una vita
> >> dignitosa, con tutte le garanzie sociali).
>
> > e in questo concetto di giusto deve rientrare il fatto che il lavoro
> > temporaneo deve essere pagato molto di piu' di quello stabile..
>
> da liberista tu m'insegni che il salario, ferma restando la necessità di
> un salario minimo dignitoso, lo fa il mercato e nient'altro. Quindi quel
> "deve essere pagato" è fuori luogo.

ma assolutamente no. Il "minimo dignitoso" e' un concetto piuttosto
"scivoloso".. e se non lo vuoi intendere come "lo stretto necessario
per sopravvivere", ma come un minimo che permetta di vivere in maniera
dignitosa allora devi anche considerare che un lavoro che non ti da la
sicurezza di avere uno stipendio ogni mese deve necessariamente essere
pagato di piu' di un lavoro che offre garanzie di stabilita'.

> >> Sono contrario al concetto di lavoro a tempo indeterminato come
> >> assicurazione sulla vita, dove non ti possono far fuori anche se fai
> >> male il tuo lavoro.
>
> > ma su questo sono d' accordo pure i pinguini della patagonia,
>
> ma manco per sbaglio. kojac (o klaus ? mi confondo tra i due) è
> evidentemente alla ricerca di un (ipotetico) posto dove posare il culo ad
> libitum

provo un 'ultima volta a fartelo capire.. il fatto che ci siano
persone che abusano di una certa istituzione non significa che quell'
istituzione vada abolita. Specialemtne se per una persona che ne abusa
ce ne sono tante altre che invece non lo fanno. Come e' stato gia'
detto si strombazza sempre a reti unificate sui casi di abuso del TI,
ma degli innumerevoli casi di persone che lavorano piu' che degnamente
a TI, e a cui il TI ha dato quel minimo di tranquillita' necessaria
per crearsi una famiglia e non morire di ansia invece non si dice mai
nulla? Chissa' perche'... E se ci sono degli abusi si puniscano e si
correggano quelli abusi.. "it' s as simple as that" (certo, se non sei
stato telerimbambito a reti e giornali unificati..)

> > l' errore
> > e' pensare di depotenziare o eliminare il TI perche' esistono casi di
> > abuso.. un po' come abolire le automobili perche' c'e' gente che supera
> > il limite di velocita'...
>
> no, l'errore è pensare TI => posto sicuro, il mito italico, l'eldorado
> dell'uomo qualunque. TI vuol dire tempo indeterminato, punto. Vuol dire
> che il tuo contratto non ha limite temporale. Se lavori male, vai a casa,
> cerchi altro.

certo, ma vuole anche dire che se invece lavori bene non puoi essere
licenziato perche' fai parte di un sindacato che cerca di difendere i
diritti dei lavoratori, o perche' ti sei rifiutata di andare a letto
con il capo, o semplicemente perche' con un contratto a tempo
rinnovato a tempo sei troppo ansioso e preoccupato per potere pensare
a far valere qualche tuo diritto, finisci per fare una vita da schiavo
e a leccare la mano del tuo padrone con riconoscenza..
Se uno e' uno "scaldasedia" non sara' certo il precariato a
cambiarlo.. semplicemente finira' a scaldare sedie in varie societa'
invece che in una sola, per conto di qualche bodyrentallaro che ci
lucrera' sopra..e in piu' avrai il problema aggiunto di trovarti
questo scaldasedie potenzialmente disoccupato o senza pensione.. E
cosi' su due piedi potresti dire "e chi se ne frega".. peccato pero'
che non sia cosi' facile.e magari quando qualcuno di questi poveri
disperati ti viene a rubare in casa per sopravvivere potresti
capirlo.. Senza nememno contare il danno che una massa di poveri crea
per l' economia in generale..
Infine tieni presente che molti di questi "scaldasedie" non sono gente
nata per qualche misterioso motivo fannullona..molti sono
semplicemente scoraggiati e demotivati dalla mancanza di
prospettive..
Se vuoi migliorare la mentalita' delle persone c'e' un solo mezzo
ragionevole .. istruzione , cultura, e offerta di reali opportunita'..

> Si chiama meritocrazia.

gia'.. direi che gli splendidi effetti della meritocrazia del
precariato e della demolizione dell' art 18 sono sotto gli occhi di
tutti !
Gia sarebbe stupido fare questi discorsi all' atto della nascita di
leggi pro precariato.. ma dopo decenni di disastro in cui le abbiamo
viste "all opera".. e' veramente surreale!!!

shylo...@hotmail.it

unread,
Apr 24, 2013, 7:22:45 AM4/24/13
to
o, se credi che basti cambiare una legge per far ripartire le assunzioni, fa´ pure eh.

klaus

unread,
Apr 24, 2013, 7:23:11 AM4/24/13
to

>
> no, l'errore è pensare TI => posto sicuro, il mito italico, l'eldorado
>
> dell'uomo qualunque. TI vuol dire tempo indeterminato, punto. Vuol dire
>
> che il tuo contratto non ha limite temporale. Se lavori male, vai a casa,
>
> cerchi altro. Così come non hai garanzia di lavoro -prima- di trovarlo,
>
> non puoi avere la stessa garanzia -dopo- averlo trovato, dipende te. Si
>
> chiama meritocrazia.
>
>

il punto è sempre lo stesso chi è che decide che lavori male?


shylo...@hotmail.it

unread,
Apr 24, 2013, 7:24:29 AM4/24/13
to
On Wednesday, April 24, 2013 3:23:11 PM UTC+4, klaus wrote:
...
> il punto è sempre lo stesso chi è che decide che lavori male?

il linea di principio, chi ti paga.

ispas

unread,
Apr 24, 2013, 7:27:54 AM4/24/13
to
On 24 Apr, 12:43, klaus <kingfla...@gmail.com> wrote:
ti è chiaramente sfuggito il senso ironico. Molla storia ed
informatica, e datti all'ippica :-))

riccardo

unread,
Apr 24, 2013, 7:34:57 AM4/24/13
to
Un po' come pensare che invece basti una legge maroni pe farle
ripartire eh? :)

Non dall' oggi al domani, ovviamente, esattamente come l' economia
italiota non e' collassata immediatamente dopo al legge Maroni & C..
ma l' abolizione del precariato ( ma e' possibile che sia necessario
argomentare a favore dell' abolizione di una roba del genere??)
ricostruirebbe gradualemente una societa' in cui finalmente si puo'
tornare a pensare a farsi una famiglia serenamente, e a contribuire
all' economia del paese oltre il minimo indispensabile..
Inoltre disinfetterebbe l' economia dagli "imprenditori con il culo
degli altri" lasciando spazio a gente seria ,che sa cosa e' il rischio
imprenditoriale ed e' disposta ad investire..
Chiaro poi che non basta solo questo per risolvere tutti i problemi,
ma e' un primo passo necessario e importante..che va accompagnato da
altri come uno stimolo fortissimo alla scuola, alla ricerca, all'
istruzione e alla tecnologia ...

Soprano

unread,
Apr 24, 2013, 7:32:24 AM4/24/13
to
bingo

--
Soprano

riccardo

unread,
Apr 24, 2013, 7:37:51 AM4/24/13
to
ma si', io gia' che siamo ripristinerei pure lo ius primae noctis per
farti contento del tutto ...
It is loading more messages.
0 new messages