Una delle difficoltà più grosse, è che a volte certe parole hanno un
significato molto diverso da quello che viene attribuito nel corso della
conversazione comune.
Una delle parole usate peggio è "produttività".
Solitamente a questa parola viene dato un significato di questo genere:
se c'è un raccoglitore di pomodori che in un'ora raccoglie dieci
cassette di pomodori, e un altro che ne raccoglie dodici, il secondo è
più "produttivo".
Se poi quello che ne raccoglie dodici, invece di chiedere quattro euro
all'ora, si accontenta di tre, allora è più "produttivo" due volte.
Questo ragionamento non ha niente a che vedere con il significato
proprio del termine "produttività".
La produttività del lavoro è il rapporto fra il valore finale del
prodotto e il costo complessivo del lavoro. Valore del prodotto / costo
del lavoro. Una frazione, il cui risultato dipende dal numeratore e dal
denominatore.
Se un raccoglitore di pomodori raccoglie pomodori più in fretta per una
paga inferiore, quello che l'ha assunto può vendere i pomodori ad un
costo minore. Su questo si basa la concorrenza tra produttori di
pomodori. Abbattere i costi, per abbattere il prezzo del prodotto
finale. Minore costo del lavoro, minore valore del prodotto finale. La
produttività non è aumentata. Cala il numeratore, cala il denominatore,
il risultato può addirittura diminuire.
Quand'è invece che il risultato cresce? Quando cresce quello che c'è
sopra la linea di frazione, più di quello che c'è sotto.
Quand'è che il valore del prodotto aumenta di più del costo del lavoro?
Quando la produzione si sposta verso settori tecnologicamente più
avanzati, in cui il valore del prodotto dipende molto di più dagli
investimenti in capitale fisso (macchinari, innovazione, tecnologia
ecc.) che dal costo del lavoro.
Naturalmente, per investire in macchinari, tecnologia ecc. bisogna avere
manodopera adeguata. Un'azienda che investirà molto in tecnologia avrà
fra i suoi dipendenti molti ingegneri, e pochi raccoglitori di pomodori.
Molta manodopera qualificata e *ben pagata*, e poca manodopera poco
qualificata e *mal pagata*.
L'Italia, com'è noto, importa raccoglitori di pomodori, importa colf e
badanti, ma esporta manodopera qualificata. Esportiamo laureati, e
poiché i laureati che esportiamo vanno all'estero per vivere meglio di
come vivrebbero in Italia, per trovare migliori condizioni di lavoro,
non peggiori, vuol dire che noi esportiamo i nostri *migliori* laureati.
Gli industriali piangono, ma è un fatto che in Italia la produzione di
diplomati e laureati *bravi* è superiore alla domanda da parte delle
aziende.
L'Italia ha scelto di puntare sul contenimento dei salari: cioè, sul
lavoro meno qualificato. Cioè sul lavoro *meno produttivo*.
Ci siamo nessi in un'assurda gara con i paesi arretrati a chi paga meno
i propri dipendenti, cioè a chi abbassa la produttività del proprio
lavoro.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
> Spesso nelle discussioni non ci si capisce perché non ci si mette
> d'accordo sul significato delle parole.
>
> Una delle difficoltà più grosse, è che a volte certe parole hanno un
> significato molto diverso da quello che viene attribuito nel corso
della
> conversazione comune.
>
Il significato che tu dai al termine produttività è quello che in
economia si chiama efficienza
--
H
> Solitamente a questa parola viene dato un significato di questo genere:
> se c'è un raccoglitore di pomodori che in un'ora raccoglie dieci
> cassette di pomodori, e un altro che ne raccoglie dodici, il secondo è
> più "produttivo".
Traduciamola in salariatese.
A un impiegato che sbriga le sue dieci pratiche oltre a dargli lo stesso
salario di quello che ne sbriga solo una e come premio gli mettono sulla
scrivania altre dieci pratiche da sbrigare.
Al che il tizio si chiede... "Ma perché devo essere solo io l'unico cretino
che lavora?" e allora anche lui sbriga una sola pratica al pari del kompagno
impiegato.
E questo è anche il motivo per cui i processi in Italia durano decine di
anni.
Perché al giudice che chiude la causa assegnatagli o al pm che chiude le
indagini affidategli non solo non gli danno una gratifica... ma in compenso
gli ammollano un altro processo o un'altra indagine.
Perché quindi fare i processi in fretta? Per spirito missionario?
Anche perché la loro carriera non dipende dalla loro capacità, ma dal csm
che risponde a logiche politiche e corporative e ovviamente premia chi
soddisfa tali istanze.
In ultima analisi, considerato che i nostri magistrati non si muovono in
funzione di interessi pubblici, se li pagassimo a cottimo invece che
salariarli e promuoverli per meriti altri probabilmente ne guadagneremmo.
..
Ma che bella lezione di matematica applicata!
--
Paolo Fasce
Pensieri sottobanco
La scuola raccontata alla mia gatta
http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=2242
>
>Gli industriali piangono, ma č un fatto che in Italia la produzione di
>diplomati e laureati *bravi* č superiore alla domanda da parte delle
>aziende.
>
Non sembra proprio che i "bravi" prodotti siano quelli richiesti dai
datori di lavoro. Se cerco un "bravo" idraulico non miserve un
"bravissimo" filosofo.
Il punto e' che "bravo" e' un termnine troppo generico e soggettivo.
> >Gli industriali piangono, ma č un fatto che in Italia la produzione di
> >diplomati e laureati *bravi* č superiore alla domanda da parte delle
> >aziende.
> >
> Non sembra proprio che i "bravi" prodotti siano quelli richiesti dai
> datori di lavoro. Se cerco un "bravo" idraulico non miserve un
> "bravissimo" filosofo.
poco male. Quelli che non trovano lavoro da noi, lo trovano all'estero.
Si vede che nel resto del mondo servono piů i filosofi che gli
idraulici.
> poco male. Quelli che non trovano lavoro da noi, lo trovano all'estero.
Perché il lavoro in Italia lo hanno preso non i bravi, ma tutti gli asini in
possesso di legale titolo di studio.
..
non e' soggettivo
un politico "bravo" e' uno che sa fare funzionare la societa'
un idraulico "bravo" e' quello che ti sa risolvere tutti i problemi di idraulica
senza perdite
un assessore all'istruzione "bravo" e' colui che sa far funzionare
la baracca al meglio e fa promulgare leggi che funzionano
che hanno come risultato studenti + preparati e insegnanti + felici
Che cosa sara' mai un "insegnante bravo"?
cmq e' necessario che gli amministratori siano "bravi"
altrimenti tutto crolla, non importa la bravura dei
molti alla base...
mentre il viceversa (amministratori bravi ma non amministratori
i molti alla base non bravi) si puo' trovare il modo che funzioni
almeno secondo me
Buon Giorno
> un politico "bravo" e' uno che sa fare funzionare la societa'
uhm... mi sembra molto ingenuo... la fa funzionare come, con quali
obiettivi e al servisio di che interessi? Berlusca la fa funzionare
ottimamente se l'obiettivo è quello di evitare processi e accaparrarsi
il controllo sui media...
> un idraulico "bravo" e' quello che ti sa risolvere tutti i problemi di idraulica
> senza perdite
Non sempre le due cose vanno insieme: se ho un rubinetto rotto, meglio
uno che mi lascia un po' d'acqua in giro ma mi consene di riutilizzarlo
di uno che non fa uscire nemmeno una goccia d'acqua ma non risolve.
> Che cosa sara' mai un "insegnante bravo"?
Uno che insegna un sacco di cose, uno che fa il pagliaccio e si fa
ascoltare, uno che mostra i muscoli e ottiene l'ordine, uno che
trascorre mille ore a scuola?
--
Eîpen dè ho Iesoûs, oudè egó se katakríno: poreúou, kaì
apò toû nûn mekéti hamártane (Euaggélion katà Ioánnen, 8,11)
>> Il punto e' che "bravo" e' un termnine troppo generico e soggettivo.
>
>non e' soggettivo
>un politico "bravo" e' uno che sa fare funzionare la societa'
>un idraulico "bravo" e' quello che ti sa risolvere tutti i problemi di idraulica
>senza perdite
Ma sara' piu' "bravo" quel politico o quell'idraulico?
A chi mi rivolgero' se mi serve un idraulico?
>Che cosa sara' mai un "insegnante bravo"?
>
Mah, secondo cosa si vuole da lui. Sembra proprio una cosa soggettiva.
Sara' "bravo" quello che puo' trovare lavoro nel privato o all'estero?
>> Non sembra proprio che i "bravi" prodotti siano quelli richiesti dai
>> datori di lavoro. Se cerco un "bravo" idraulico non miserve un
>> "bravissimo" filosofo.
>
>poco male. Quelli che non trovano lavoro da noi, lo trovano all'estero.
>
>Si vede che nel resto del mondo servono più i filosofi che gli
>idraulici.
La figlia di un amico tedesco e' filosofa, ma ha preso la crisi con
filosofia e fa la badante.
Si vede che all'estero i filosofi non amano il parassitismo.