a.
Non ho capito un c...detto.
..
> Non ho capito un c...detto.
Qualcuno č arrivato al mio sito di scienze sociali digitando in Google "come
posso scrivere una lettera a un insegnante che non spiega".
Il che vuol dire che, contrariamemnte a quello che si dice in questo ng, il
fatto di avere un docente che non spiega puň essere un problema serio per
qualche studente; cioč: vuol dire che non č vero che gli studenti non hanno
voglia di studiare.
a.
Meglio non scriverla, per qualsiasi dialogo educativo è necessario che ci
sia un rapporto di reciproco riconoscimento fra studente e docente.
Una lettera del genere irriterebbe il docente il quale reagirebbe in malo
modo verso lo studente.
E se la lettera fosse putacaso anonima, la reazione ci sarebbe cmq verso la
classe e nel contempo inizierebbe una caccia alle streghe per individuare
l'autore o gli autori della missiva.
Che vada a cercarsi un altro insegnante.
> Il che vuol dire che, contrariamemnte a quello che si dice in questo ng,
> il fatto di avere un docente che non spiega può essere un problema serio
> per qualche studente;
Per qualche studente ovviamente sì.
Se si riuscisse a selezionare questi studenti e comporre delle classi di
eccellenze condotte da docenti disposti ad affrontare la non facile sfida...
Ma poi ti accuserebbero di eugenetica o cavolate del genere, arriverebbero i
genitori a rompere che il loro figlio è più bravo e intelligente e - Perché
mai non dovrebbe stare in quella classe?
> cioè: vuol dire che non è vero che gli studenti non hanno voglia di
> studiare.
Ma ti devo insegnare proprio le basi?
Estratto da una presentazione tipo della classe, ovviamente ho mentito
spudoratamente, quando ho detto che erano in grado di affrontare la
disciplina, che ritenevo proficui i rapporti con le famiglie e con gli altri
docenti, che collaboravano fra di loro e si aiutavano, che il comportamento
era più che consono, che non vi erano problemi di disciplina...
Ecco, tolte le frottole vedi un po' tu cosa resta.
La classe è composta da n. X studenti tutti al momento frequentanti e si
divide sostanzialmente in tre gruppi con differenti livelli di interesse e
di competenze.
Dai test di ingresso e dalle verifiche finora effettuate si riscontra che la
maggior parte degli studenti ha acquisito nel corso degli anni precedenti i
prerequisiti necessari ad affrontare la disciplina.
Vi è però un gruppo di studenti che si mostra refrattario al dialogo
educativo.
Costoro hanno mal sopportato il ripasso iniziale che aveva come scopo quello
di colmare le lacune pregresse, lasciando passare inutilmente il tempo
senza neanche tentare di trarre qualche profitto.
Seguono le lezioni in modo trasandato, senza prendere appunti e senza
neanche trascrivere quanto dettato.
Sono quasi sempre sprovvisti di materiale didattico e ad ogni richiesta di
attenzione e di impegno accampano puerili giustificazioni, non svolgono i
compiti disposti per casa in quanto a loro dire impossibilitati da impegni
extrascolastici.
Colgono inoltre ogni scusa per allontanarsi dalla classe.
Ritengo pertanto che per loro sia quanto più necessaria una particolare
attenzione ed un continuo stimolo, in collaborazione con il Consiglio di
Classe e con le famiglie.
Per contro si notano, in un altro gruppetto di ragazzi delle vivaci
intelligenze. Costoro seguono con particolare impegno e attenzione e sono
avidi di conoscenze.
Ritengo che sia possibile offrire loro a margine del normale impegno
scolastico altri spunti di interesse, facendo sviluppare loro dei lavori
individuali.
Nonostante le specifiche differenze, la classe si mostra comunque affiatata
e compatta, i ragazzi collaborano fra loro aiutandosi in caso di difficoltà
rendendo l'ambiente piacevolmente proficuo.
Per quanto concerne la disciplina non vi è nulla di particolarmente
rilevante da segnalare, la classe nel complesso mostra un comportamento più
che consono.
..
> Meglio non scriverla, per qualsiasi dialogo educativo è necessario che ci
> sia un rapporto di reciproco riconoscimento fra studente e docente.
> Una lettera del genere irriterebbe il docente il quale reagirebbe in malo
> modo verso lo studente.
> E se la lettera fosse putacaso anonima, la reazione ci sarebbe cmq verso
> la classe e nel contempo inizierebbe una caccia alle streghe per
> individuare l'autore o gli autori della missiva.
> Che vada a cercarsi un altro insegnante.
Nella mia scuola anni fa una intera classe decise di scioperare contro un
docente di matematica che non faceva il suo lavoro. Scrissero anche ai
giornali. Alla fine il docente fu costretto a capitolare: in un collegio dei
docenti si decise, col suo consenso, che avrebbe tenuto gratis lezioni
pomeridiane per consentire agli studneti di recuperare le lacune. L'anno
seguente è andato in pensione.
> Per qualche studente ovviamente sì.
> Se si riuscisse a selezionare questi studenti e comporre delle classi di
> eccellenze condotte da docenti disposti ad affrontare la non facile
> sfida...
> Ma poi ti accuserebbero di eugenetica o cavolate del genere, arriverebbero
> i genitori a rompere che il loro figlio è più bravo e intelligente e -
> Perché mai non dovrebbe stare in quella classe?
C'è il caso dello studente singolo, ma c'è anche il caso di classi intere.
Soprattutto in quinta, è assolutamente normale che le classi ti vengano a
dire che sono preoccupate perché quel tuo collega non spiega e quindi non li
mette in grado di sostenere un buon esame. Preoccupazioni che raramente
vengono portate poi nel consiglio di classe; quando succede, il più delle
volte i docenti fanno quadrato intorno al collega.
> La classe è composta da n. X studenti tutti al momento frequentanti e si
> divide sostanzialmente in tre gruppi con differenti livelli di interesse e
> di competenze.
Le famigerate "fasce", una delle cose che più mi fanno incazzate dei
consigli di classe.
a.
> Le famigerate "fasce", una delle cose che piů mi fanno incazzate dei
> consigli di classe.
Ultimamente sta dando problemi anche me questa suddivisione in fasce.
Mi dici tu come faccio con 5 studenti a dividerli in 3 gruppi?
Che poi tra l'altro "so' tutti na razza!".
Mi viene fuori un gruppo di studenti e due insiemi vuoti, quelli che seguono
con attenzione e quelli che se stimolati seguirebbero.
..
E se fosse un genitore?
Di solito i ragazzi sanno fare una ricerca in rete...uno che scrive una
frase del genere su Google non ha capito bene come funziona un motore...
A volte mi diverto anch'io, guardando le statistiche del mio sito, a leggere
con quali frasi arrivano alle mie pagine...
Saluti
jsb
> Le famigerate "fasce", una delle cose che più mi fanno incazzate dei
> consigli di classe.
Per una volta che non ho fatto niente! :-)
--
Paolo Fasce
Pensieri sottobanco
La scuola raccontata alla mia gatta
http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=2242
>
>"Naciketas" <a.vig...@formazione.uniba.it> ha scritto nel messaggio
>news:4cb16e6c$0$6834$5fc...@news.tiscali.it...
>
>> Le famigerate "fasce", una delle cose che più mi fanno incazzate dei
>> consigli di classe.
>
>Ultimamente sta dando problemi anche me questa suddivisione in fasce.
>Mi dici tu come faccio con 5 studenti a dividerli in 3 gruppi?
Ma tu hai solo quella classe lì? E quante ore fai, in quella?
No, perchè sono mesi che ci martelli con questa storia dei cinque
studenti, sembra che tu non ne abbia altri, in assoluto, su tutto il
tuo orario di lavoro (e oltretutto ti vanti di aver preso pure le ore
straordinarie oltre le 18). Che fai, 24 ore a settimana tutte nella
stessa classe di cinque persone?
Oppure, semplicemente, le altre sono classi (quasi) normali e quindi
non ti fa comodo parlarne così tanto?
Lisa
Ma veramente io non ho mai nascosto nulla.
Ho sempre le mie solite 9 ore con quella classe con cui sono oramai al terzo
anno.
Altre 5 ore le ho in una classe con 12 studenti.
Altre 9 con 3 classi di circa 20 studenti l'una.
Fino a Febbraio... poi 9 ore le lascio.
Indovina quali?
..
> Nella mia scuola anni fa una intera classe decise di scioperare contro
> un docente di matematica che non faceva il suo lavoro. Scrissero anche
> ai giornali. Alla fine il docente fu costretto a capitolare: in un
> collegio dei docenti si decise, col suo consenso, che avrebbe tenuto
> gratis lezioni pomeridiane per consentire agli studneti di recuperare le
> lacune. L'anno seguente è andato in pensione.
Allora era proprio fuori di testa. Spiegami poi perché, se non andava bene
al mattino, fargli fare lezione anche al pomeriggio.
> Le famigerate "fasce", una delle cose che più mi fanno incazzate dei
> consigli di classe.
Paoloooo!
--
"Detto tra noi, sono solo un brigante,non un re,
sono uno che vende sogni alla gente,
fa promesse che mai potrà mantenere."
> Allora era proprio fuori di testa. Spiegami poi perché, se non andava bene
> al mattino, fargli fare lezione anche al pomeriggio.
Il problema non era che non sapeva far lezione, ma che entrava in classe e
si rifiutava di lavorare.
a.
> Il problema non era che non sapeva far lezione, ma che entrava in classe
> e si rifiutava di lavorare.
Allora il collegio dei docenti non c'entra: è il DS che si deve assumere
le sue responsabilità.
> Allora il collegio dei docenti non c'entra: è il DS che si deve assumere
> le sue responsabilità.
Se non ricordo male il DS sollecitò una visita dell'ispettore, che però,
come spesso succede, non approdò a nulla. Il Collegio non prese decisioni in
merito, si limitò a prendere atto della comunicazione, fatta dallo stesso
docente, dell'accordo preso con gli studenti.
a.
Concordo con lefthand: non si finisce mai di stupirsi.
Oppure non ci intendiamo con le parole 'si rifiutava di lavorare'.
Vuoi dire che non intendeva svolgere il proprio lavoro limitandosi a passare
il tempo senza far nulla o che, a detta degli studenti, non lavorava come
avrebbero voluto?
> Concordo con lefthand: non si finisce mai di stupirsi.
> Oppure non ci intendiamo con le parole 'si rifiutava di lavorare'.
> Vuoi dire che non intendeva svolgere il proprio lavoro limitandosi a
> passare il tempo senza far nulla o che, a detta degli studenti, non
> lavorava come avrebbero voluto?
Non faceva proprio lezione. E non è il primo "collega". Ricordo in un altra
scuola un docente di matematica che ugualmente si rifiutava di far lezione.
PoichP era buon amico del preside, per non danneggiare gli alunni decisero
che l'insegnante di sostegno avrebbe fatto lezioni di recupero agli
studenti.
a.
>Estratto da una presentazione tipo della classe, ovviamente ho mentito
>spudoratamente, quando ho detto che erano in grado di affrontare la
>disciplina, che ritenevo proficui i rapporti con le famiglie e con gli altri
>docenti, che collaboravano fra di loro e si aiutavano, che il comportamento
>era più che consono, che non vi erano problemi di disciplina...
Se poi la Gelmini si fida di quelle relazioni siamo a posto.
>> Allora era proprio fuori di testa. Spiegami poi perché, se non andava bene
>> al mattino, fargli fare lezione anche al pomeriggio.
>
>Il problema non era che non sapeva far lezione, ma che entrava in classe e
>si rifiutava di lavorare.
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Una forma di protesta?
Credo proprio che il problema della scuola siano i docenti.