cerco un articolo di J Mestel presente sulla rivista scacchistica
New in chess del 1989 numero 6 , pagina 11
esso tratta un argomento matematico.
Ringrazio in anticipo chi puo' farmi avere una sua copia in qualsiasi
formato.
Luigi Forlano
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> Salve,
> cerco un articolo di J Mestel presente sulla rivista scacchistica
> New in chess del 1989 numero 6 , pagina 11
> esso tratta un argomento matematico.
> Ringrazio in anticipo chi puo' farmi avere una sua copia in qualsiasi
> formato.
> Luigi Forlano
Dovrei avere le annate del NIC proprio dal 1989 ma non sono sicuro se
quell'anno č completo, controllo e ti faccio sapere .
In caso negativo č' possibile che anche Ravagnati ti possa aiutare in
questo senso.
Ciao.
Matteo Zoldan
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questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Questo post è per me inquietante, perchè anche nella mia cantina passa
vicino al soffitto una grossa tubatura condominiale.
Temo anzi che sia la tubatura che porta alla fogna, se si rompe non oso
pensare alle conseguenze...
Luigi Caselli
> Salve,
>
> cerco un articolo di J Mestel presente sulla rivista scacchistica
>
> New in chess del 1989 numero 6 , pagina 11
>
> esso tratta un argomento matematico.
> Ringrazio in anticipo chi puo' farmi avere una sua copia in qualsiasi
> formato.
>
> Luigi Forlano
>
Sono tornato a casa dopo il ponte e ho effettuato ricerca apporfondita ,
purtroppo devo confermare che non posseggo il numero da te ricercato .
Ho provato pero' a richiederlo ad all' estero ad un conoscente . Ci
vorrą un po' piu' di tempo ma entro fine settimana dovrei avere reposnso
finale .
Ciao.
Matteo Zoldan
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Ti ringrazio. Se il lavoro di Mestel funziona davvero lo implementerņ nel
mio programma.
Ciao
Luigi
>Ti ringrazio. Se il lavoro di Mestel funziona davvero lo implementerò nel
>mio programma.
Quel numero del 1989 fu uno dei primi che comprai di New In Chess ed
e' ancora nella mia biblioteca.
Il sistema di Mestel per calcolare una "giusta" classifica non fa una
grinza dal punto di vista matematico. Con un mio amico scrivemmo anche
un piccolo programmino che calcolava la "vera" classifica a partire
dalla matrice dei risultati. Tale programma e' pero' andato disperso
in 16 anni di upgrade dei sistemi.
In ogni caso e' molto semplice calcolare questa classifica in modo
iterativo una volta che si disponga di un ambiente nel quale eseguire
calcoli su matrici. L'unica accortezza da seguire, non segnalata
nell'algoritmo di Mestel, e' di rinormalizzare dopo ogni iterazione,
altrimenti non c'e' convergenza.
La discussione su quel sistema prosegui' su un paio di altri numeri di
New In Chess del 1990, dove veniva infine chiarito dallo stesso Mestel
che, affinche' il sistema funzionasse, non dovevano esserci
all'interno del torneo sottogruppi di giocatori che avevano giocato
solo tra di loro, il che dal punto di vista matematico significava che
la matrice dei risultati non doveva essere riducibile.
Tale sistema, oltre ad essere al di la' della comprensione di chiunque
non abbia cognizioni matematiche di livello almeno universitario e di
non essere assolutamente calcolabile a mano, purtroppo aveva anche dei
piccoli difetti di carattere pratico. Ad esempio, un giocatore in
testa da solo prima dell'ultimo turno, non avrebbe avuto la certezza
di vincere il torneo nemmeno vincendo l'ultimo partita.
Massimiliano Orsi
Caro Orsi,
> Quel numero del 1989 fu uno dei primi che comprai di New In Chess ed
> e' ancora nella mia biblioteca.
Le sarei grato se potesse farmi avere una copia, magari elettronica, di
quell'articolo.
> Il sistema di Mestel per calcolare una "giusta" classifica non fa una
> grinza dal punto di vista matematico. Con un mio amico scrivemmo anche
> un piccolo programmino che calcolava la "vera" classifica a partire
> dalla matrice dei risultati. Tale programma e' pero' andato disperso
> in 16 anni di upgrade dei sistemi.
>
> In ogni caso e' molto semplice calcolare questa classifica in modo
> iterativo una volta che si disponga di un ambiente nel quale eseguire
> calcoli su matrici. L'unica accortezza da seguire, non segnalata
> nell'algoritmo di Mestel, e' di rinormalizzare dopo ogni iterazione,
> altrimenti non c'e' convergenza.
Le iterazioni dovrebbero servire per calcolare l'autovalore. Nelle note
citate da Casaschi appariva anche questa constatazione. Grazie per averlo
sottolineato.
> La discussione su quel sistema prosegui' su un paio di altri numeri di
> New In Chess del 1990, dove veniva infine chiarito dallo stesso Mestel
> che, affinche' il sistema funzionasse, non dovevano esserci
> all'interno del torneo sottogruppi di giocatori che avevano giocato
> solo tra di loro, il che dal punto di vista matematico significava che
> la matrice dei risultati non doveva essere riducibile.
E' evidente che sottogruppi disgiunti hanno disputato tornei a se' ed il
metodo crolla. Il metodo era interessante anche per valutare indirettamente
la bontà degli abbinamenti dei sistemi svizzeri.
> Tale sistema, oltre ad essere al di la' della comprensione di chiunque
> non abbia cognizioni matematiche di livello almeno universitario e di
> non essere assolutamente calcolabile a mano, purtroppo aveva anche dei
> piccoli difetti di carattere pratico. Ad esempio, un giocatore in
> testa da solo prima dell'ultimo turno, non avrebbe avuto la certezza
> di vincere il torneo nemmeno vincendo l'ultimo partita.
>
> Massimiliano Orsi
>
Questo aspetto è molto interessante. Qual è la motivazione "fisica" per
questo comportamento anomalo? Forse qualche premessa iniziale è sbagliata.
La mancata riproducibilità a mano non credo sia un problema per la sua
accettabilità qualora fosse davvero valido.
Luigi Forlano
In effetti, questo non e' altro una conferma della consistenza del metodo
proposto.
Se in un torneo con giocatori A, B, C, ... H i giocatori A, B, C, D non
incontrano mai i giocatori E, F, G, H come fai a confrontare le prestazioni
dei dui gruppi? Quindi non ha senso calcolare *una* classifica e si puo'
ridurre il torneo a due tornei con classifica separata non comparabile.
>> Tale sistema, oltre ad essere al di la' della comprensione di chiunque
>> non abbia cognizioni matematiche di livello almeno universitario e di
>> non essere assolutamente calcolabile a mano, purtroppo aveva anche dei
Questo in realta' e' un vantaggio. Evita le "combines" e le patte rapide
agli ultimi turni...
>> piccoli difetti di carattere pratico. Ad esempio, un giocatore in
>> testa da solo prima dell'ultimo turno, non avrebbe avuto la certezza
>> di vincere il torneo nemmeno vincendo l'ultimo partita.
Questo solo se il sistema di accoppiamento non genera la sufficente
"entropia" nella matrice dei risultati.... ad esempio nel torneo tra A, B,
C... H fino al penultimo turno A,B,C e D non hanno ancora incontrato mai gli
altri ed all'ultimo turno A a punteggio pieno incontra H a punteggio
pieno... qualunque risultato succede e' un macello... pensa se A perde con H
mentre B, C e D vincono.... scommetto che H non vince il torneo...
Probabilmente e' possibile trovare un qualche metodo di misura di
affidabilita' della classifica, probabilmente legato al determinante della
matrice o al valore dell'autovalore dominante (ambedue zero in caso di
torneo disgiunto = matrice singolare)...