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Rivelatore AM

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Giorgio

unread,
Dec 2, 2012, 4:46:29 AM12/2/12
to
Mi chiedevo se esiste un'alternativa diciamo "piu' professionale" al
tipico rivelatore a diodo per la modulazione d'ampiezza ad esclusione
dei DSR, cioe' sempre in analogico.
Giorgio Padoan

Andrea I0ADY

unread,
Dec 2, 2012, 3:58:10 PM12/2/12
to

franco.padoan ha scritto
Definisci "professionale" ...

Quello che mi affascina di piu' e' il tipo "magnetico a scorrimento" di
Marconi ma e' inutile citarlo visto che non so esattamente come e perche'
funziona non avendo mai trovato una sola parola in proposito (ma al museo
Marconi c'e', e l'ho visto funzionare :-) )
Pensiamo a roba piu' vicina a noi, il rivelatore "di placca" ("di drain"
:-) ) o quello a "impedenza infinita" li conosci?
Semmai possiamo cominciare dicendo qualcosa su questi, poi spero di essere
supportato da chi e' piu' bravo di me per impostare in modo semplice
l'approccio ad altri tipi

73
Andrea I0ADY

i3HEV, mario

unread,
Dec 2, 2012, 4:32:10 PM12/2/12
to
Ciao Giorgio!

Giorgio wrote:

> Mi chiedevo se esiste un'alternativa diciamo "piu' professionale" al
> tipico rivelatore a diodo per la modulazione d'ampiezza ...

e come no? C'è la rivelazione sincrona! :)

L'idea è semplice: si mescola il segnale con una portante, si estraggono
le due bande laterali così convertite, si filtra ed hai il segnale
modulante, senza distorsioni ne' porcherie :)

Ovviamente, c'è un problemino pratico, che è praticamente lo stesso
della demodulazione DSB: se la "portante locale" non è perfettamente in
frequenza e fase con la portante originale (e ancora presente!) hai un
risultato che lascia molto a desiderare: prima di tutto hai in mezzo ai
piedi il battimento con la portante, e poi le due bande laterali
demodulate non sono identiche e fanno a pugni tra loro. La soluzione per
fortuna è anche qui abbastanza semplice: estrai la portante (con un
filtro *molto* stretto), la rigeneri (cioè la amplifichi e ripulisci,
eventualmente con un PLL) e in questo modo ti assicuri che frequenza e
fase siano perfette.

Resta da vedere se e quanto ne valga la pena: è ben vero che con la
demodulazione sincrona la distorsione del segnale demodulato rispetto a
quello modulante è molto minore che con il classico demodulatore di
inviluppo, ma le normali applicazioni della AM non sono tali da farti
accorgere in pratica di questa differenza :)

Ciao!
--
73 es 51 de i3hev, op. mario

Non è Radioamatore, se non gli fuma il saldatore!
- Campagna 2006 "Il Radioamatore non è uno che ascolta la radio"

it.hobby.radioamatori.moderato
http://digilander.libero.it/hamweb
http://digilander.libero.it/esperantovenezia

luci...@libero.it

unread,
Dec 2, 2012, 3:24:34 PM12/2/12
to
la patata! (non quella che pensiamo noi uomini..) quella che mangiamo..pero' deve essere fresca..un paio di chiodi come elettrodi e..

Giorgio

unread,
Dec 3, 2012, 10:10:19 AM12/3/12
to

> Pensiamo a roba piu' vicina a noi, il rivelatore "di placca" ("di drain"
> :-) ) o quello a "impedenza infinita" li conosci?

No

> Semmai possiamo cominciare dicendo qualcosa su questi, poi spero di essere
> supportato da chi e' piu' bravo di me per impostare in modo semplice
> l'approccio ad altri tipi

Lo gradirei, Giorgio

Giorgio

unread,
Dec 4, 2012, 8:35:49 AM12/4/12
to

> Resta da vedere se e quanto ne valga la pena: è ben vero che con la
> demodulazione sincrona la distorsione del segnale demodulato rispetto a
> quello modulante è molto minore che con il classico demodulatore di
> inviluppo, ma le normali applicazioni della AM non sono tali da farti
> accorgere in pratica di questa differenza :)
>
> Ciao!

Era questa in sostanza la cosa che volevo sapere. Fattosta' che gli
apparati per radioamatori di alcuni anni fa usavano il classico diodo,
probabilmente al germanio per la minore caduta di tensione.

Giorgio


i3HEV, mario

unread,
Dec 4, 2012, 4:25:01 PM12/4/12
to
Giorgio wrote:

> Era questa in sostanza la cosa che volevo sapere.

l'avevo immaginato :)

> Fattosta' che gli
> apparati per radioamatori di alcuni anni fa usavano il classico diodo,
> probabilmente al germanio per la minore caduta di tensione. ...

be', non so quanti siano "alcuni": io non seguo più il mercato dei rtx
ham commerciali da un paio di decenni, ma ricordo che vari ricevitori
già allora usavano la demodulazione sincrona, forse anche perché
comunque il grosso della circuiteria c'era già... :)

Però il vantaggio fondamentale, a parte la migliore qualità (minore
distorsione) della BF resa, ci sono anche da considerare la migliore
sensibilità ed il livello di uscita più alto.

Per migliorare la situazione da questi due ultimi punti di vista,
comunque, c'è un antico trucco (usato anche nella strumentazione HP) che
consiste nel polarizzare il diodo con una piccola corrente, in modo da
avere un livello di uscita superiore:

[FIDOCAD]
MC 30 35 0 0 Ihram_30.TXDN
MC 55 55 1 0 170
MC 55 65 0 0 045
LI 55 55 55 50
LI 65 50 45 50
SA 55 50
MC 65 55 1 0 080
LI 65 50 65 55
LI 65 65 65 70
MC 65 70 1 0 074
TY 60 75 4 2 0 0 0 * +Vcc
LI 45 40 75 40
MC 75 40 0 0 Ihram_30.MA28
MC 90 45 1 0 170
MC 90 55 0 0 045
LI 90 45 90 40
SA 90 40
MC 100 45 1 0 080
LI 100 40 100 45
SA 100 40
MC 115 40 0 0 074
TY 121 38 4 2 0 0 0 * BF
MC 100 55 0 0 045
LI 85 40 105 40
MC 115 40 2 0 170

Andrea I0ADY

unread,
Dec 4, 2012, 5:20:12 PM12/4/12
to

"i3HEV, mario" ha scritto
> Per migliorare la situazione da questi due ultimi punti di vista,
> comunque, c'è un antico trucco ...

quanti diodi sulla coscienza ... :-)
vorrei dire qualcosa ma questa sera sono cotto, ne riparliamo

73
Andrea I0ADY

i3HEV, mario

unread,
Dec 4, 2012, 5:25:44 PM12/4/12
to
Che frase del (*beep!*) :o(

i3HEV, mario wrote:

> ...Però il vantaggio fondamentale, a parte la migliore qualità (minore
> distorsione) della BF resa, ci sono anche da considerare la migliore
> sensibilità ed il livello di uscita più alto. ...

doveva essere:

...Però come vantaggi fondamentali, a parte la migliore qualità
(minore distorsione) della BF resa, ci sono anche da considerare la
migliore sensibilità ed il livello di uscita più alto. ...

Giorgio

unread,
Dec 5, 2012, 3:18:52 AM12/5/12
to
Il 04/12/2012 22:25, i3HEV, mario ha scritto:
> Giorgio wrote:
>
>> Era questa in sostanza la cosa che volevo sapere.
>
> l'avevo immaginato :)
>
>> Fattosta' che gli apparati per radioamatori di alcuni anni fa usavano
>> il classico diodo, probabilmente al germanio per la minore caduta di
>> tensione. ...
>
> be', non so quanti siano "alcuni": io non seguo più il mercato dei rtx
> ham commerciali da un paio di decenni, ma ricordo che vari ricevitori
> già allora usavano la demodulazione sincrona, forse anche perché
> comunque il grosso della circuiteria c'era già... :)
>
> Però il vantaggio fondamentale, a parte la migliore qualità (minore
> distorsione) della BF resa, ci sono anche da considerare la migliore
> sensibilità ed il livello di uscita più alto.

Se e' cosi' la cosa mi incuriosisce, cerchero meglio tra i commerciali
giusto per avera uno schema di riferimento e fare una migliore valutazione.

>
> Per migliorare la situazione da questi due ultimi punti di vista,
> comunque, c'è un antico trucco (usato anche nella strumentazione HP) che
> consiste nel polarizzare il diodo con una piccola corrente, in modo da
> avere un livello di uscita superiore:

La uso gia' con gli 1N5711, ne migliora la sensibilita' e la "linearita".

Giorgio

Andrea IK0RNT

unread,
Dec 18, 2012, 6:19:16 AM12/18/12
to
Nel tuo virgolettato c'è tutto il mio dubbio circa la validità
dell'alternativa che è venuta in mente a me, cioè un integrato a tre
terminali tipo ZN414.

http://en.wikipedia.org/wiki/ZN414

Fino a che punto poi possa essere un'alternativa non lo so: lo schema
interno non sono riuscito a trovarlo, ma alla fine sempre un diodo ci
sarà! :-( Sarei contento di eventuali smentite.

Altra idea che mi viene in mente è un ricevitore a reazione.
Eventualmente si può fare un'accoppiata di supereterodina più rivelatore
della media frequenza a reazione (quindi regolato una volta per tutte su
una sola frequenza).

Ciao


A.

i3HEV, mario

unread,
Dec 18, 2012, 6:09:37 PM12/18/12
to
Ciao a tutti!

Andrea IK0RNT wrote:

> ... alternativa che è venuta in mente a me, cioè un integrato a tre
> terminali tipo ZN414. ...

interessante, anche se ormai un po' "antico" :)

Però a naso non credo che contenga un rivelatore più sofisticato di un
semplice diodo - ha tutta l'aria di essere stato concepito per
ricevitori "consumer low-end", diciamo insomma radioline estremamente
economiche :)

> Altra idea che mi viene in mente è un ricevitore a reazione.
> Eventualmente si può fare un'accoppiata di supereterodina più rivelatore
> della media frequenza a reazione (quindi regolato una volta per tutte su
> una sola frequenza). ...

questa è un'idea interessante, ma temo che per la modulazione di
ampiezza darebbe una banda troppo stretta a causa dell'effetto di
moltiplicazione del Q, dovuto alla retroazione che, per poter
raggiungere l'oscillazione, dovrebbe essere almeno un filino positiva.
In effetti, in altri tempi questa è stata un'idea ampiamente sfruttata,
ma che io sappia si usava (normalmente ed abitualmente) per ricevitori
per il cw, non ho mai sentito di soluzioni del genere per l'AM.

Ciao!

Piero Pennazio

unread,
Dec 19, 2012, 6:05:19 AM12/19/12
to

> ma che io sappia si usava (normalmente ed abitualmente) per ricevitori
> per il cw, non ho mai sentito di soluzioni del genere per l'AM.
>
> Ciao!

Per il CW penso sia un po dura con un sistema superreattivo, mentre per
l'AM direi OK.
Agli inizi della mia attivitᅵ in 2 metri (con la benda sull'occhio, a
causa dell'eta) il suoereattivo io ed altri lo abbiamo usato sia in
ricezione che in trasmissione, poi in seguito solo in ricezione con uno
stadio di preanplificazione la 12AT7 un doppio triodo.
La AM si demodulava benissimo il CW a quei tempi in 2 metri nessuno lo
utilizzava.

Saluti 73 51 piero i1ncy

i3HEV, mario

unread,
Dec 19, 2012, 5:59:35 PM12/19/12
to
Piero Pennazio wrote:

> Per il CW penso sia un po dura con un sistema superreattivo, mentre per
> l'AM direi OK. ...

con il superreattivo in effetti il cw praticamente non si riceve, ma qui
si parlava di un rivelatore eterodina, nel quale l'amplificatore RF
contemporaneamente oscilla (ad onda persistente) circa alla stessa
frequenza del segnale, che viene quindi convertito in banda base a causa
delle non linearità del circuito. Se la frequenza di oscillazione è di
qualche centinaio di Hertz distante da quella del segnale entrante, ne
ottieni una nota in BF che viene quindi filtrata per eliminare i residui
di RF ed amplificata - ai quei tempi, di solito si amplificava poco, un
tubo e via in cuffia :)

Normalmente, in questo tipo di ricevitori era presente un controllo
della retroazione, che permetteva di entrare "appena appena" nella zona
di oscillazione, in modo da ridurre al minimo possibile la saturazione
del tubo. Per inciso, uno dei difetti noti di questi ricevitori era il
fatto che reirradiavano il segnale ricevuto, per cui si cominciò presto
ad inserire un separatore "front end" per evitare che lo stadio
oscillatore/rivelatore fosse direttamente connesso all'antenna.

L'evoluzione naturale di questa idea si trovò poi negli stadi
convertitori/oscillatori delle radioline AM (dagli anni '50 in poi), in
cui lo stesso transistor fungeva sia da oscillatore locale che da
amplificatore RF, ma con la differenza che l'OL si trovava 470 kHz (455
per gli americani e spesso anche per i giapponesi, ma qualche volta
anche 460 kHz) più in alto, così che l'uscita dello stadio veniva
raccolta ed amplificata da una catena di amplificatori risonanti sulla
FI; la configurazione standard usava cinque o sei transistor, di cui uno
front-end ed oscillatore, un paio amplificatori FI e due o tre come
amplificatori BF, tre trasformatori di media frequenza (bianco, rosso e
nero, se non ricordo male) ed un diodo, naturalmente al germanio :)

Andrea IK0RNT

unread,
Dec 20, 2012, 1:50:48 PM12/20/12
to
On 12/19/2012 11:59 PM, i3HEV, mario wrote:
> tre trasformatori di media frequenza (bianco, rosso e
> nero, se non ricordo male)

Io ho visto giallo-bianco-nero, il rosso è per l'induttore
dell'oscillatore locale, credo un'induttanza utile per coprire le onde
medie. Un po' mi sorprende che si usassero tutti questi componenti,
tanta roba messa insieme per ricevere poco di più delle emittenti
locali, le uniche che l'utente più tipico intende sintonizzare. Immagino
cioè che per far ascoltare a mio nonno "Tutto il calcio minuto per
minuto" potesse bastare qualcosa di meno complesso e allo stesso tempo
di più economico, ma probabilmente mi sfugge qualcosa perché chi doveva
immettere sul mercato le radioline aveva tutto l'interesse a progettare
qualcosa col migliore rapporto qualità/prezzo.

A.

i3HEV, mario

unread,
Dec 20, 2012, 7:02:21 PM12/20/12
to
Andrea IK0RNT wrote:

> Io ho visto giallo-bianco-nero, il rosso è per l'induttore
> dell'oscillatore locale...

oh, be', può essere benissimo... l'avevo già scritto che potrei
ricordare male, stiamo parlando di secoli fa :)

> ...Un po' mi sorprende che si usassero tutti questi componenti,
> tanta roba messa insieme per ricevere poco di più delle emittenti
> locali, le uniche che l'utente più tipico intende sintonizzare. ...

considera che per le radioline più "antiche" c'era il problema dei
segnali non sempre robusti, mentre per quelle un po' più recenti c'era
viceversa quello dei segnali assai numerosi e spesso fin troppo forti,
con la conseguente necessità di separarli decentemente, specie di
sera/notte... :)

In ogni caso, il costo di una radiolina, calcolato il litri di latte e
uova fresche :), era tale da garantire comunque un ragionevole margine
di guadagno, mentre la concorrenza era notevole, per cui un produttore
aveva tutto l'interesse a fornire un prodotto decente, e talvolta "di
prestigio", piuttosto che risparmiare due lire e poi non vendere... il
risparmio semmai lo facevano sui componenti: resistori a carbone della
peggiore risma, condensatori ceramici "termometrici" e transistor senza
sigla, distinti in "punto verde", "punto rosso" e "punto blu" :)

Andrea IK0RNT

unread,
Dec 20, 2012, 7:34:25 PM12/20/12
to
On 12/21/2012 01:02 AM, i3HEV, mario wrote:
> oh, be', può essere benissimo... l'avevo già scritto che potrei
> ricordare male, stiamo parlando di secoli fa :)

Nel mio caso solo qualche decennio, :-) ho cominciato a leggere di
questa roba e a fantasticarci sopra negli anni '80, praticamente in
un'era piuttosto "moderna"...


> considera che per le radioline più "antiche" c'era il problema dei
> segnali non sempre robusti, mentre per quelle un po' più recenti c'era
> viceversa quello dei segnali assai numerosi e spesso fin troppo forti,
> con la conseguente necessità di separarli decentemente, specie di
> sera/notte... :)

Su questo ho le idee confuse, un mio amico mi disse che certi vecchi
ricevitori a valvole erano sordi, perché potevano essere tali, tanto le
emittenti, almeno quelle locali, sparavano più forte di oggi. Il
ricevitore che menziono sotto sembra uno di quei ricevitori...


> In ogni caso, il costo di una radiolina, calcolato il litri di latte e
> uova fresche :), era tale da garantire comunque un ragionevole margine
> di guadagno, mentre la concorrenza era notevole, per cui un produttore
> aveva tutto l'interesse a fornire un prodotto decente, e talvolta "di
> prestigio", piuttosto che risparmiare due lire e poi non vendere... il
> risparmio semmai lo facevano sui componenti: resistori a carbone della
> peggiore risma, condensatori ceramici "termometrici" e transistor senza
> sigla, distinti in "punto verde", "punto rosso" e "punto blu" :)

Probabilmente hai in mente specificamente roba a stato solido. Io ho qui
una Radiomarelli RD-229, ereditata da mio nonno, risale ai primi anni
'60 e ha 5 tubi. Mi è giunta voce che fosse stata presa coi punti Mira
Lanza. Be' quando a soluzioni progettuali "per risparmiare" è un
prodigio. Un solo autotrasformatore - mica un trasformatore! - fa sia
l'anodica che la tensione per i filamenti dei tubi (sono 5 filamenti
messi in serie per essere alimentati con qualcosa intorno ai 110 volt).
L'involucro non a caso è in plastica... ;-) Oscillatore locale e mixer
sono incentrati in una 12BE6 e prima non viene nulla di attivo: sarà per
questo che con la sola antenna in ferrite s'ascolta ben poco? Mi lascio
il dubbio perché forse quando ho smucinato senza troppo senno in quella
zona forse ho disallineato troppo l'LC in ingresso e l'oscillatore
locale, che si muovono insieme comandati da uno stesso variabile ad aria
con due sezioni. La manopola di sintonia non è demoltiplicata, è una
manopola con un grosso diametro solidale con l'asse del variabile,
comoda per sbrigarsi a passare da un estremo all'altro della banda onde
medie, ma per il resto..... ;-) Comunque, nonostante queste note
apparentemente denigratorie, sono affezionato a quel ricevitore, ho
appena ricomprato la 12BE6 e la 12BA6 che fa l'amplificatore a media
frequenza... hai visto mai che rinasce a nuova vita e mi regala ascolti
DX?! ;-)



A.

i3HEV, mario

unread,
Dec 21, 2012, 6:10:54 PM12/21/12
to
Andrea IK0RNT wrote:

> Nel mio caso solo qualche decennio, :-) ho cominciato a leggere di
> questa roba e a fantasticarci sopra negli anni '80, praticamente in
> un'era piuttosto "moderna"...

giᅵ, le valvole erano ormai antiquariato... :)
La transizione ᅵ stata veloce, un decennio prima le valvole erano ancora
praticamente onnipresenti - te lo immagini un tv a colori a valvole? :)

> ... un mio amico mi disse che certi vecchi
> ricevitori a valvole erano sordi, perchᅵ potevano essere tali, tanto le
> emittenti, almeno quelle locali, sparavano piᅵ forte di oggi. ...

dipende probabilmente dall'epoca alla quale si riferiva... a me pare che
le potenze siano andate aumentando (sia grazie ai miglioramenti
tecnologici che a causa della "concorrenza") fino almeno agli anni '80,
poi probabilmente si sono stabilizzate un po'. Oggi si sono decisamente
ridotte, ma solo grazie al digitale :)

Comunque, ricordo che negli anni '70 in onde medie i segnali erano
effettivamente molto forti, tanto da consentire un confortevole ascolto
in cuffia con una radio a diodo (insomma, la versione "moderna" della
radio "a galena") anche con antenne abbastanza modeste (qualche metro di
filo); degli anni precedenti non ho esperienza diretta, ma so di tanti
che usavano radio a galena e non avevano problemi a sentire :)

Del resto, considerata la quantitᅵ di rumore atmosferico in onde medie e
lunghe, un'alta sensibilitᅵ ᅵ piᅵ un handicap che un vantaggio -
ovviamente in onde corte la faccenda ᅵ del tutto diversa :)

> Probabilmente hai in mente specificamente roba a stato solido.

certo: nelle radio a valvole non c'era praticamente standardizzazione
dei trasformatori a FI, che praticamente ogni fabbrica di radio si
produceva da se' - grasso che colava se erano su una frequenza nota
(perlopiᅵ 470 kHz), certe radio avevano le FI piᅵ strane (come ad
esempio 463 o 467 kHz). La standardizzazione, e quindi anche il codice
dei colori, ᅵ venuta con le radioline a transistor, in cui c'era bisogno
di ridurre i costi astronomici: negli anni 60 e 70 un diodo al germanio
costava una fortuna, non ti dico un transistor - per capirci, un OC72
costava come venti litri di latte! E' per questo che quasi tutti i
radioamatori della mia generazione ricordano bene le 6U8 che si tiravano
fuori dai vecchi tv in bianco e nero e i mitici 2G603 che si trovavano
nelle altrettanto mitiche basette Olivetti... :)

> Io ho qui una Radiomarelli RD-229, ereditata da mio nonno,
> risale ai primi anni '60 e ha 5 tubi. ...

i 5 tubi erano un classico :)

di solito a quell'epoca erano una ECH81 o simili (oscillatore e mixer),
un paio di EF80 o simili (amplificatori FI e CAG), una EABC80 o simili
(rivelatore AM e CAG) ed una ECL81 o simili (pre e finale BF, single
ended), piᅵ dei modernissimi raddrizzatori al selenio per l'anodica :)

> ... quando a soluzioni progettuali "per risparmiare" ᅵ un
> prodigio. Un solo autotrasformatore - mica un trasformatore! - fa sia
> l'anodica che la tensione per i filamenti dei tubi ....

era la soluzione standard: tutte le radio erano fatte cosᅵ, ed anche i
tv. Il trasformatore c'era solo in roba decisamente "di lusso", come ad
esempio gli apparati radioamatoriali, che perᅵ costavano una fortuna.

> L'involucro non a caso ᅵ in plastica... ;-)

eh giᅵ... :)

> Oscillatore locale e mixer
> sono incentrati in una 12BE6 e prima non viene nulla di attivo: sarᅵ per
> questo che con la sola antenna in ferrite s'ascolta ben poco?

no, ᅵ perchᅵ non ci sono piᅵ stazioni... :)

Perᅵ se l'accendi di notte, magari d'estate, vedrai che senti un sacco
di cose (se i tubi non sono troppo consumati, s'intende...).

> ... forse ... ho disallineato troppo l'LC in ingresso e l'oscillatore
> locale, che si muovono insieme comandati da uno stesso variabile ad aria
> con due sezioni. ...

be', quelle radio sono abbastanza facili da riallineare, la selettivitᅵ
dei circuiti risonanti non ᅵ molto accentuata... la cosa piᅵ difficile ᅵ
mettere in passo OL e risonatore d'ingresso su tutta la banda, ma con un
po' di pazienza ed un oscillatore modulato si fa.

> Comunque... sono affezionato a quel ricevitore, ho appena ricomprato
> la 12BE6 e la 12BA6... hai visto mai che rinasce a nuova vita e mi
> regala ascolti DX?! ;-)

e perchᅵ no? :)

Ciao!
--
73 es 51 de i3hev, op. mario

Non ᅵ Radioamatore, se non gli fuma il saldatore!
- Campagna 2006 "Il Radioamatore non ᅵ uno che ascolta la radio"

Andrea IK0RNT

unread,
Dec 22, 2012, 6:24:32 AM12/22/12
to
On 12/22/2012 12:10 AM, i3HEV, mario wrote:
> dipende probabilmente dall'epoca alla quale si riferiva... a me pare che
> le potenze siano andate aumentando (sia grazie ai miglioramenti
> tecnologici che a causa della "concorrenza") fino almeno agli anni '80,
> poi probabilmente si sono stabilizzate un po'. Oggi si sono decisamente
> ridotte, ma solo grazie al digitale :)
>
> Comunque, ricordo che negli anni '70 in onde medie i segnali erano
> effettivamente molto forti, tanto da consentire un confortevole ascolto
> in cuffia con una radio a diodo (insomma, la versione "moderna" della
> radio "a galena") anche con antenne abbastanza modeste (qualche metro di
> filo); degli anni precedenti non ho esperienza diretta, ma so di tanti
> che usavano radio a galena e non avevano problemi a sentire :)

Con tutta la mia fiducia nelle persone ora provo voglia di fare una
indagine personale, ma vatti a cercare uno storico delle potenze
mediamente impiegate nella radiofonia dagli anni '20 ad oggi, non credo
esista...


> Del resto, considerata la quantitᅵ di rumore atmosferico in onde medie e
> lunghe, un'alta sensibilitᅵ ᅵ piᅵ un handicap che un vantaggio -
> ovviamente in onde corte la faccenda ᅵ del tutto diversa :)

Forse non ho colto quello che intendi. Per la mia percezione delle cose
alla radice c'ᅵ un rapporto segnale-rumore che, visto che si trattano
segnali analogici, quello ᅵ e quello rimane. Ipotizzo che si parta da un
meglio che si puᅵ restringendo il piᅵ possibile la banda in ingresso e
tagliando ove possibile il rumore che viene da direzioni diverse da
quella su cui sta il sengale. Ma se il rumore ᅵ comunque troppo, troppo
rimane anche se riduco la sensibilitᅵ, no? ;-)


> di solito a quell'epoca erano una ECH81 o simili (oscillatore e mixer),
> un paio di EF80 o simili (amplificatori FI e CAG), una EABC80 o simili
> (rivelatore AM e CAG) ed una ECL81 o simili (pre e finale BF, single
> ended), piᅵ dei modernissimi raddrizzatori al selenio per l'anodica :)

Allora il mio ᅵ ancora piᅵ povero, perchᅵ uno dei cinque tubi ᅵ un diodo
termoionico! :-) Piᅵ di una volta quella radio ᅵ passata dal comodino di
mio nonno a me per una riparazione, ricordo una volta il diodo
termoionico di ricambio non lo trovato e alla fine sostituii gli
elettrodi con un 1N4007 e il filamento con una resistenza di caduta: che
successone! :-)


>> Oscillatore locale e mixer
>> sono incentrati in una 12BE6 e prima non viene nulla di attivo: sarᅵ per
>> questo che con la sola antenna in ferrite s'ascolta ben poco?
>
> no, ᅵ perchᅵ non ci sono piᅵ stazioni... :)
>
> Perᅵ se l'accendi di notte, magari d'estate, vedrai che senti un sacco
> di cose (se i tubi non sono troppo consumati, s'intende...).

Io veramente di stazioni ne ascolto comunque tante, ma in modo decente
solo se sintonizzo nelle vicinanze un'antenna a quadro: era questo ciᅵ
che intendevo dicendo che con la sua antenna interna da sola si ascolta
ben poco. Poi, certo, c'ᅵ la variabilitᅵ con le ore del giorno...

Quanto ai tubi ipoteticamente consumati, probabilmente alcuni lo sono, e
non credo che la 12BE6 sia mai stata sostituita, e, a prescindere da
quanto sia efficiente, sospetto si comporti ora nei primi minuti di
utilizzo del ricevitore, quando la temperatura deve ancora
stabilizzarsi, come una termocoppia delle intermittenze dell'albero di
Natale; praticamente sintonizzo, poi la sintonia "salta" su un'altra
frequenza e poi da sola ritorna dove stava... :-D Sᅵ, poi alla fine si
ferma, ma mi sa che ho fatto comunque bene a comprarmi una 12BE6 di
ricambio... ;-)


>> ... forse ... ho disallineato troppo l'LC in ingresso e l'oscillatore
>> locale, che si muovono insieme comandati da uno stesso variabile ad aria
>> con due sezioni. ...
>
> be', quelle radio sono abbastanza facili da riallineare, la selettivitᅵ
> dei circuiti risonanti non ᅵ molto accentuata... la cosa piᅵ difficile ᅵ
> mettere in passo OL e risonatore d'ingresso su tutta la banda, ma con un
> po' di pazienza ed un oscillatore modulato si fa.

Provo ad "indovinare": devo usare come punto di riscontro il segnale a
media frequenza a paritᅵ di segnale a radiofrequenza captato? Ovviamente
userei l'oscilloscopio, avendocelo... ma qualcosa mi dice che devo stare
attento alle tensioni, visto che il circuito ᅵ connesso con un
autotrasformatore...

Grazie


A.

i3HEV, mario

unread,
Dec 22, 2012, 5:40:54 PM12/22/12
to
Andrea IK0RNT wrote:

> Con tutta la mia fiducia nelle persone ora provo voglia di fare una
> indagine personale, ma vatti a cercare uno storico delle potenze...

ah be', io non avevo pretese storiche, andavo "a memoria"...
probabilmente, trovando qualche fonte (sempre che ne esistano),
scoprirai che qualcuno ha aumentato e qualcun altro diminuito :)

Degli anni 70-80 ricordo che c'erano alcune stazioni (Tirana, Pechino,
Mosca, ma anche Vaticano, Londra e varie altre) che mi arrivavano con
segnali incredibili, a volte superiori a quelli dell'emittente rai che
stava qui a qualche km.

> Forse non ho colto quello che intendi. Per la mia percezione delle cose
> alla radice c'ᅵ un rapporto segnale-rumore... Ipotizzo che si parta da un
> meglio che si puᅵ restringendo il piᅵ possibile la banda in ingresso e
> tagliando ove possibile il rumore che viene da direzioni diverse da
> quella su cui sta il sengale. Ma se il rumore ᅵ comunque troppo, troppo
> rimane anche se riduco la sensibilitᅵ, no? ;-)

certo, il rumore ᅵ quello che ᅵ... perᅵ il punto ᅵ che stai ragionando
da radioamatore, mentre le radio erano usate da gente normale :) che ne
capiva giusto quel tanto che bastava per accendere l'apparecchio e
regolare il volume e la sintonia - ricordo molta gente che si faceva
cambiare le pile in negozio, perchᅵ da sola non lo sapeva fare... ;)

Passando all'aspetto piᅵ tecnico, un rumore atmosferico molto forte,
com'ᅵ quello in onde medie e lunghe, comporta necessariamente l'utilizzo
di potenze di trasmissione elevate (considera che l'obiettivo era di
farsi sentire da piᅵ gente possibile, spesso per motivi politici o
comunque di propaganda) - messo tutto insieme, questo vuol dire segnali
all'ingresso del ricevitore globalmente *molto* forti. A questo punto,
una sensibilitᅵ elevata serve solo a raggiungere rapidamente la
saturazione - con conseguente "spalmatura" di schifezze su tutta la
banda :) - ragion per cui non c'ᅵ motivo di cercarla (tanto piᅵ che
un'elevata sensibilitᅵ aggiunge al computo totale anche il rumore del
front end, molto amplificato). Una sensibilitᅵ inferiore invece soddisfa
comunque tutte le esigenze di ricezione con molti meno guai. Le uniche
radio in onde medie che avevano sensibilitᅵ elevata in pratica erano le
autoradio, destinate a funzionare con antenne, ovviamente elettriche e
non magnetiche, molto corte.

Per quanto riguarda restringere la banda, in pratica non si faceva di
certo: i filtri a FI erano spartanamente economici, due risonatori e
via... :)

Per quanto riguarda invece la direttivitᅵ, quando c'era era
semplicemente un effetto collaterale dell'uso di antenne magnetiche (di
solito la tipica bacchetta di ferrite), e non era certo un effetto
particolarmente gradito, dato che l'utente tipico si scocciava a dover
girare la radio per sentire meglio...

> Allora il mio ᅵ ancora piᅵ povero, perchᅵ uno dei cinque tubi ᅵ un diodo
> termoionico! :-) ...

be', negli anni 60 i raddrizzatori al selenio costavano cari :)

> Io veramente di stazioni ne ascolto comunque tante, ma in modo decente
> solo se sintonizzo nelle vicinanze un'antenna a quadro: era questo ciᅵ
> che intendevo dicendo che con la sua antenna interna da sola si ascolta
> ben poco. ...

dal tipo di radio che descrivi, probabilmente l'antenna interna era
costituita da un semplice pezzetto di filo, che all'epoca bastava
appunto perchᅵ i segnali erano spropositati... una delle prime cose che
si imparavano a fare era appunto aggiungere una presa per un'antenna
esterna... e subito dopo, per le radio che avevano anche le onde corte,
si imparava a fare un BFO ;)

> ...la 12BE6... sospetto si comporti ora nei primi minuti...
> come una termocoppia...

allora qualcosa mi dice che dovrai cambiarla presto... :)

> Provo ad "indovinare": devo usare come punto di riscontro il segnale a
> media frequenza a paritᅵ di segnale a radiofrequenza captato? Ovviamente
> userei l'oscilloscopio, avendocelo... ma qualcosa mi dice che devo stare
> attento alle tensioni, visto che il circuito ᅵ connesso con un
> autotrasformatore...

Prima di tutto, la tua sicurezza: prima di mettere le mani dentro ad un
ricevitore del genere, devi procurarti un trasformatore di isolamento
(ogni laboratorio di radiotecnico ne aveva uno): si tratta semplicemente
di un trasformatore 1:1, che isola l'apparato dalla rete garantendo la
sopravvivenza non solo tua ma anche degli strumenti! E non dimenticare
di mettere a terra il telaio a valle del trasformatore di isolamento, se
non vuoi rischiare di ricevere un promemoria "elettrizzante"! :)

Se attacchi la massa della sonda dell'oscilloscopio alla massa della
radio, e su quest'ultima c'ᅵ la fase "viva" della rete (e la probabilitᅵ
ᅵ del 50%!), mandi direttamente a terra la fase, ed a quel punto ᅵ una
gara tra la fretta di morire del front end e la prontezza di riflessi
del salvavita - e non scommetterei mai su quest'ultima! Se invece per
caso l'oscilloscopio non avesse la connessione a terra, ti troveresti
probabilmente a toccare la fase della rete a mani nude, con conseguenze
potenzialmente *letali*.

Detto questo, la corretta procedura di allineamento del canale a FI
richiede un generatore sweep ed un oscilloscopio, e si esegue inviando
il segnale sweeppato intorno alla FI all'ingresso della radio e
regolando le medie in maniera da avere una risposta ragionevolmente
regolare e simmetrica su una larghezza di banda di circa 9 kHz. La
procedura "alternativa" ᅵ quella di mandare all'ingresso un segnale
modulato alla frequenza intermedia e regolare le medie per il massimo,
quindi starare leggermente le medie per allargare un po' la banda. Tutto
questo, possibilmente, andrebbe fatto con l'AGC staccato.

La seconda fase dell'allineamento riguarda il front end: al variare
della sintonia, le frequenze di risonanza dei circuiti risonanti
d'ingresso e dell'oscillatore locale non variano perfettamente "in
passo" ma divergono leggermente, motivo per cui sul variabile ci sono
dei compensatori di correzione.

Si manda quindi all'ingresso un segnale alla frequenza minima della
banda e, dopo aver sintonizzato sulla scala parlante la frequenza
"giusta", si regolano i compensatori in modo da ottenere la massima
ricezione; quindi si ripete l'operazione alla frequenza massima, poi
ancora alla minima, poi ancora alla massima... fino ad ottenere un
ragionevole compromesso che dia una lettura sufficientemente precisa
della frequenza ed una ricezione buona in ogni punto della banda. Con un
oscillatore modulato puoi andare ad orecchio, ma per una lettura precisa
del segnale puoi collegare al rivelatore dell'AGC un voltmetro
elettronico, che praticamente ti fa da S-meter.

Giorgio

unread,
Dec 23, 2012, 5:04:14 AM12/23/12
to
>sarᅵ per
> questo che con la sola antenna in ferrite s'ascolta ben poco? Mi lascio
> il dubbio perchᅵ forse quando ho smucinato senza troppo senno in quella
> zona forse ho disallineato troppo l'LC in ingresso e l'oscillatore
> locale, che si muovono insieme comandati da uno stesso variabile ad aria
> con due sezioni.

Lessi che per la ritaratura bisogna procedere cosi:
Sintonizzi una stazione al limite basso della banda e tari la bobina
d'aereo (segnale RF) fino al massimo segnale.
Poi sintonizzi una stazione all'estremo superiore della banda e questa
volta usi i compensatori d'aereo per la taratura al massimo segnale.
Prima di cio' sarebbe importante verificare che l'osc. locale sia ben
tarato, in caso contrario procedi come sopra, ciao Giorgio

Andrea IK0RNT

unread,
Dec 30, 2012, 4:34:48 PM12/30/12
to
On Sun, 2012-12-23 at 11:04 +0100, Giorgio wrote:
> Lessi che per la ritaratura bisogna procedere cosi:
> Sintonizzi una stazione al limite basso della banda e tari la bobina
> d'aereo (segnale RF) fino al massimo segnale.
> Poi sintonizzi una stazione all'estremo superiore della banda e questa
> volta usi i compensatori d'aereo per la taratura al massimo segnale.
> Prima di cio' sarebbe importante verificare che l'osc. locale sia ben
> tarato, in caso contrario procedi come sopra, ciao Giorgio

In questo caso l'induttore per la preselezione non è sintonizzabile
tramite l'induttore stesso, perché è un avvolgimento su una stecca di
ferrite (tutto statico). Posso solo agire sul compensatorino annesso
all'apposita sezione del condensatore variabile ad aria.

Grazie comunque


A.

Andrea IK0RNT

unread,
Dec 30, 2012, 4:49:51 PM12/30/12
to
On Sat, 2012-12-22 at 23:40 +0100, i3HEV, mario wrote:
> dal tipo di radio che descrivi, probabilmente l'antenna interna era
> costituita da un semplice pezzetto di filo, che all'epoca bastava
> appunto perché i segnali erano spropositati... una delle prime cose che
> si imparavano a fare era appunto aggiungere una presa per un'antenna
> esterna...

No, avvolgimento su stecca cilindrica di ferrite. Quindi è direttiva.
Ciò non toglie che un'antenna esterna posso mettercela lo stesso,
facendo un accoppiamento capacitivo. Ma senza un minimo di efficace
sintonia chissà quanta robaccia capto...


> Detto questo, la corretta procedura di allineamento del canale a FI
> richiede un generatore sweep ed un oscilloscopio, e si esegue inviando
> il segnale sweeppato intorno alla FI all'ingresso della radio e
> regolando le medie in maniera da avere una risposta ragionevolmente
> regolare e simmetrica su una larghezza di banda di circa 9 kHz. La
> procedura "alternativa" è quella di mandare all'ingresso un segnale
> modulato alla frequenza intermedia e regolare le medie per il massimo,
> quindi starare leggermente le medie per allargare un po' la banda. Tutto
> questo, possibilmente, andrebbe fatto con l'AGC staccato.

Considerato che non ho né un generatore di sweep, né un generatore
modulato a 455 kHz, alla fine quanto è importante questa taratura
considerato che non sono vincolato ad una frequenza intermedia specifica
(non ci sono risuonatori ceramici fissi) e considerato che probabilmente
mai nessuno ha smanettato su quel paio di avvolgimenti di media
frequenza da quando quell'apparecchio è uscito dalla fabbrica?


> La seconda fase dell'allineamento riguarda il front end: al variare
> della sintonia, le frequenze di risonanza dei circuiti risonanti
> d'ingresso e dell'oscillatore locale non variano perfettamente "in
> passo" ma divergono leggermente, motivo per cui sul variabile ci sono
> dei compensatori di correzione.
>
> Si manda quindi all'ingresso un segnale alla frequenza minima della
> banda e, dopo aver sintonizzato sulla scala parlante la frequenza
> "giusta", si regolano i compensatori in modo da ottenere la massima
> ricezione; quindi si ripete l'operazione alla frequenza massima, poi
> ancora alla minima, poi ancora alla massima... fino ad ottenere un
> ragionevole compromesso che dia una lettura sufficientemente precisa
> della frequenza ed una ricezione buona in ogni punto della banda. Con un
> oscillatore modulato puoi andare ad orecchio, ma per una lettura precisa
> del segnale puoi collegare al rivelatore dell'AGC un voltmetro
> elettronico, che praticamente ti fa da S-meter.

Praticamente si può evincere che vedere una scala parlante che non dà la
lettura effettiva non è un motivo sufficiente per mettersi a smanettare
sull'oscillatore locale? In ogni caso mi aspetto che la scala parlante
di quell'apparecchio sia stata disegnata "a posteriori", io almeno avrei
fatto così...

Grazie


A.

i3HEV, mario

unread,
Dec 30, 2012, 6:22:23 PM12/30/12
to
Andrea IK0RNT wrote:

> No, avvolgimento su stecca cilindrica di ferrite. Quindi è direttiva.
> Ciò non toglie che un'antenna esterna posso mettercela lo stesso,
> facendo un accoppiamento capacitivo. Ma senza un minimo di efficace
> sintonia chissà quanta robaccia capto...

be', l'avvolgimento sulla ferrite è in parallelo al variabile, e quindi
costituisce di per se' un circuito risonante... però nulla ti vieta di
aggiungere un preselettore! In linea di massima, un variabilino in serie
costituisce già una preselezione sufficiente :)

> Considerato che non ho né un generatore di sweep, né un generatore
> modulato a 455 kHz, alla fine quanto è importante questa taratura
> considerato che non sono vincolato ad una frequenza intermedia specifica
> (non ci sono risuonatori ceramici fissi) e considerato che probabilmente
> mai nessuno ha smanettato su quel paio di avvolgimenti di media
> frequenza da quando quell'apparecchio è uscito dalla fabbrica?

ti risponderò con il Primo Principio: se funziona, non toccare! :)

In buona sostanza: se non hai strumenti e non ci sono motivi impellenti,
probabilmente non è il caso di avventurarsi in una procedura che non è
detto che migliori le cose ma in cambio le potrebbe peggiorare.

> Praticamente si può evincere che vedere una scala parlante che non dà la
> lettura effettiva non è un motivo sufficiente per mettersi a smanettare
> sull'oscillatore locale?

di scale parlanti "giuste" su una radio "consumer", credo di non averne
mai viste in vita mia... una scala parlante più o meno attendibile la
puoi trovare su apparati di fascia alta o professionale, e nemmeno
sempre...

> In ogni caso mi aspetto che la scala parlante
> di quell'apparecchio sia stata disegnata "a posteriori"...

questo tenderei ad escluderlo... già tra stampa della scala, indici e
demoltipliche, la scala parlante costava comunque cara, ma il costo di
realizzazione di una "ad hoc" sarebbe stato enorme - insomma, non lo
faceva nemmeno la HP sugli analizzatori di spettro! :)

Ciao!
--
73 es 51 de i3hev, op. mario

Non è Radioamatore, se non gli fuma il saldatore!
- Campagna 2006 "Il Radioamatore non è uno che ascolta la radio"

i3HEV, mario

unread,
Dec 30, 2012, 6:29:35 PM12/30/12
to
Andrea IK0RNT wrote:

> ... l'induttore per la preselezione non è sintonizzabile
> ... perché è un avvolgimento su una stecca di ferrite ...

si sintonizzano anche quelli :)

L'induttanza di un avvolgimento corto su una bacchetta di ferrite è
massima quando l'avvolgimento è posizionato al centro della bacchetta,
per diminuire considerevolmente mano a mano che lo sposti verso le
estremità. Tipicamente, quindi, l'avvolgimento veniva spostato su e giù
in sede di taratura fino ad ottenere l'induttanza giusta e poi bloccato
con una piccola colata di cera.

Per regolarne l'induttanza (il che comunque non dovrebbe mai essere
necessario!) basta quindi scaldarlo un po', ad esempio con un phon, per
rammollire la cera, e poi spostare il cartoccio che fa da supporto agli
avvolgimenti (di solito realizzato in carta impregnata, ma nelle radio
più recenti anche in plastica). Alla fine, ovviamente, bisogna bloccarlo
di nuovo :)

Andrea IK0RNT

unread,
Dec 31, 2012, 2:19:46 AM12/31/12
to
On Mon, 31 Dec 2012 00:29:35 +0100, i3HEV, mario wrote:
> si sintonizzano anche quelli :)
>
> L'induttanza di un avvolgimento corto su una bacchetta di ferrite è
> massima quando l'avvolgimento è posizionato al centro della bacchetta,
> per diminuire considerevolmente mano a mano che lo sposti verso le
> estremità. Tipicamente, quindi, l'avvolgimento veniva spostato su e giù
> in sede di taratura fino ad ottenere l'induttanza giusta e poi bloccato
> con una piccola colata di cera.

Quante ne sai! Del resto "essere venuto prima" come radioamatore a
qualcosa deve pur servire! Io mi sa che ho fatto appena in tempo per
diventare radioamatore, non so se nascendo per esempio negli anni '90
avrei avuto gli stessi stimoli...

Comunque anche in questo caso mi sa che è meglio non toccare, piuttosto
c'è da cambiare almeno un tubo e vedere se si capta qualcosa di più, poi
se ne riparlerà forse con la prossima antenna a loop, se avrò il coraggio
di rifarmi un altro di quegli affari ingombranti (per quanto per me
affascinanti) da mettere in mezzo al caos che ho intorno... ;-)

Grazie


A.

Andrea IK0RNT

unread,
Dec 31, 2012, 2:12:04 AM12/31/12
to
On Mon, 31 Dec 2012 00:22:23 +0100, i3HEV, mario wrote:
> questo tenderei ad escluderlo... già tra stampa della scala, indici e
> demoltipliche, la scala parlante costava comunque cara, ma il costo di
> realizzazione di una "ad hoc" sarebbe stato enorme - insomma, non lo
> faceva nemmeno la HP sugli analizzatori di spettro! :)

Forse non mi sono spiegato: intendevo dire che uno prima progetta il
ricevitore e fa un prototipo, poi dal prototipo deduce quali siano le
frequenze che capta in corrispondenza delle varie posizioni del
variabile, previa centratura della sintonia complessiva sulla banda
interessata (le onde medie, in questo caso); insomma la scala parlante
sarebbe una conseguenza della realtà del circuito; d'altra parte non
riesco a capire come possa essere vero il contrario, cioè prima disegno
una scala parlante e poi cerco di inseguirla con un circuito... !!! ;-)


A.

i3HEV, mario

unread,
Dec 31, 2012, 10:08:31 AM12/31/12
to
Andrea IK0RNT wrote:

> ... intendevo dire che uno prima progetta il
> ricevitore e fa un prototipo, poi dal prototipo deduce ...

no, non si fa così, costerebbe troppo e soprattutto non darebbe garanzie
di sufficiente attendibilità - perché potesse funzionare, dovresti fare
*tanti* prototipi, rilevare la legge da tutti e fare una "media" di
tutto, sperando più o meno di imbroccarla...

Però in cambio la legge di variazione del condensatore variabile è nota,
e di conseguenza lo è anche la legge rotazione/frequenza, per cui, una
volta che il progettista abbia deciso quali siano le frequenze massima e
minima di ricezione, sulla base di questa legge è in grado di disegnare
una scala parlante che la rispecchierà entro i limiti di precisione del
variabile.

i3HEV, mario

unread,
Dec 31, 2012, 10:24:12 AM12/31/12
to
Andrea IK0RNT wrote:

> Quante ne sai!

è un "privilegio" (si fa per dire...) dell'età... uffa, mi fai sentire
vecchio! E non ho nemmeno centosei anni! <:)

Quando ho cominciato a pasticciare con le radio (ed ero ancora piuttosto
piccolo), queste cose erano "risapute"; poi un po' alla volta sono
sparite dal patrimonio di comune conoscenza perché non erano più
necessarie - ma qualche volta, come vedi, torna utile ricordarle :)

Del resto è lo stesso motivo per cui conosco le valvole: i transistor,
nei primi anni '70, costavano decisamente troppo per uno
squattrinatissimo ragazzino delle medie, era mooolto più facile
procurarsi vecchie radio e tv da smontare! ;)

> ... mi sa che ho fatto appena in tempo per
> diventare radioamatore, non so se nascendo per esempio negli anni '90
> avrei avuto gli stessi stimoli...

in effetti, di giovani radioamatori non ce ne sono moltissimi... quando
ho fatto gli esami solo per la zona di Venezia c'erano due sessioni
all'anno e, nella mia sessione, eravamo oltre centotrenta, di cui molti
giovani - oggi i numeri sono decisamente più contenuti, però ho visto
che ce ne sono ancora varie decine, quindi ancora non sembra proprio
tutto finito :)

> Comunque anche in questo caso mi sa che è meglio non toccare, piuttosto
> c'è da cambiare almeno un tubo e vedere se si capta qualcosa di più, poi
> se ne riparlerà forse con la prossima antenna a loop, se avrò il coraggio
> di rifarmi un altro di quegli affari ingombranti (per quanto per me
> affascinanti) da mettere in mezzo al caos che ho intorno... ;-)

saggio programma :)

Per inciso, mi è venuto in mente che l'accoppiamento dell'antenna lo
puoi fare anche induttivamente, aggiungendo un avvolgimento sulla
ferrite, magari con un variabile in serie per la preselezione.

Ciao, buon divertimento e auguri a te ed a tutto il NG.

Andrea IK0RNT

unread,
Jan 1, 2013, 7:21:54 PM1/1/13
to
On Mon, 31 Dec 2012 16:24:12 +0100, i3HEV, mario wrote:
> in effetti, di giovani radioamatori non ce ne sono moltissimi... quando
> ho fatto gli esami solo per la zona di Venezia c'erano due sessioni
> all'anno e, nella mia sessione, eravamo oltre centotrenta, di cui molti
> giovani - oggi i numeri sono decisamente più contenuti, però ho visto
> che ce ne sono ancora varie decine, quindi ancora non sembra proprio
> tutto finito :)

Fosse solo una questione di numeri... di fatto a "radioamatore"
sottintendevo "animato da maniacale voglia di capire e di fare capendo le
cose, in una sorta di viaggio della conoscenza". Credo che un certo modo
di fare radio io l'abbia maturato (e radicato) perché:

* fino a quando non ho cominciato a guadagnare non potevo acquistare
facilmente un "prodotto finito" e quindi cullavo l'idea di mettere su
qualcosa con poco, usando l'ingegno e sicuro che sarei comunque stato
pago del risultato, perché qualitativamente l'autocostruzione m'avrebbe
dato quel che sognavo
* i telefoni cellulari non erano ancora diffusi e Internet o non c'era, o
non era diffusa come ora, quindi c'era il terreno per sognare di possedere
"facoltà", quali quella di comunicare col resto del mondo da casa, che
non erano proprio di qualsiasi mortale... ;-)

Considerato che adesso l'esame è un rubinetto aperto - o no?! - e che i
giovani non possono partire dalla stessa prospettiva da cui sono partito
io, il risultato è la popolazione che si ascolta ordinariamente sulle
bande radiantistiche e che mi do al radioascolto su bande non
radioamatoriali, piuttosto che ai QSO.


> Per inciso, mi è venuto in mente che l'accoppiamento dell'antenna lo
> puoi fare anche induttivamente, aggiungendo un avvolgimento sulla
> ferrite, magari con un variabile in serie per la preselezione.

Ma tu intendi dire che, spazio permettendo sulla bacchetta di ferrite,
l'induttore supplementare per l'accoppiamento non sarebbe semplicemente
fatto da poche spire, ma sarebbe proprio un induttore risuonante sulle
onde medie?

Grazie


A.

i3HEV, mario

unread,
Jan 2, 2013, 4:39:05 AM1/2/13
to
Andrea IK0RNT wrote:


> Fosse solo una questione di numeri... di fatto a "radioamatore"
> sottintendevo "animato da maniacale voglia di capire e di fare...

Radioamatore, insomma... :)

> * fino a quando non ho cominciato a guadagnare non potevo acquistare
> facilmente un "prodotto finito" ...

come ti capisco... per acquistare un transceiver (usato, s'intende!)
passai le vacanze estive in una trattoria - e non a mangiare! :)

> * i telefoni cellulari non erano ancora diffusi e Internet o non c'era, o
> non era diffusa come ora, quindi c'era il terreno per sognare di possedere
> "facoltà", quali quella di comunicare col resto del mondo da casa, che
> non erano proprio di qualsiasi mortale... ;-)

vero, però questo è un fascino che secondo me resiste ancora: la maggior
parte della gente non vede internet come un mezzo per "comunicare a voce
con gente sconosciuta", anche se ovviamente è del tutto possibile e
magari quelli stessi usano sistematicamente skype per telefonarsi...

> Considerato che adesso l'esame è un rubinetto aperto - o no?! ...

no, direi di no: nonostante una certa, variabile "elasticità" delle
commissioni (che, a dire il vero, a mia memoria c'è sempre stata,
altrimenti le promozioni sarebbero state ben poche!), l'esame di teoria
oggi è molto più difficile di quanto non lo fosse negli anni passati: il
programma è molto più vasto ed esteso di un tempo e, se uno dovesse
davvero conoscerlo - anche solo i titoli, come dice Andrea ADY :) -
sarebbe già un radioamatore ben preparato! Comunque, non so altrove, ma
qui a Venezia la patente non la regalano... :)

> Ma tu intendi dire che, spazio permettendo sulla bacchetta di ferrite,
> l'induttore supplementare per l'accoppiamento non sarebbe semplicemente
> fatto da poche spire, ma sarebbe proprio un induttore risuonante sulle
> onde medie?

Diciamo che è una possibilità, sta a te decidere come fare e
sperimentare fino ad ottenere i risultati migliori, che dipendono anche,
anzi forse soprattutto :), da come è fatto il front end.

Le antenne per onde medie e medio-corte di cui possono disporre i comuni
mortali hanno tutte una resistenza di radiazione molto bassa (sono
sempre molto corte e/o piccole rispetto alla lunghezza d'onda) mentre la
loro reattanza è sempre tutt'altro che modesta; per ottenere buoni
risultati però è possibile accordarle, non nel senso di adattarle (che è
sempre possibile, ma in questo caso scomodo) ma proprio in quello di
cancellare le componenti reattive facendole risuonare. Però anche un
semplice link è meglio di niente :)

E, devo dire, mi stai facendo venire una gran voglia di metter mano allo
scatolone delle valvole... peccato che il tempo sia sempre così poco :o(

Ciao!

AleX

unread,
Jan 2, 2013, 7:54:04 AM1/2/13
to
Andrea IK0RNT <andrea....@ANTISPAM.ANTISPAM.gmail.com> wrote in
news:kbrds4$2h0$1...@speranza.aioe.org:


> Forse non mi sono spiegato: intendevo dire che uno prima progetta il
> ricevitore e fa un prototipo, poi dal prototipo deduce quali siano le
> frequenze che capta in corrispondenza delle varie posizioni del
> variabile, previa centratura della sintonia complessiva sulla banda
> interessata (le onde medie, in questo caso); insomma la scala parlante
> sarebbe una conseguenza della realtà del circuito; d'altra parte non
> riesco a capire come possa essere vero il contrario, cioè prima disegno
> una scala parlante e poi cerco di inseguirla con un circuito... !!! ;-)
>


documento ancora più esplicativo:

http://www.leradiodisophie.it/Dispense-estate/RL/RadioLibro-V-06-07-08.pdf

73's AleX (IK5NJM)

AleX

unread,
Jan 2, 2013, 7:48:26 AM1/2/13
to
Andrea IK0RNT <andrea....@ANTISPAM.ANTISPAM.gmail.com> wrote in
news:kbrds4$2h0$1...@speranza.aioe.org:

> d'altra parte non
> riesco a capire come possa essere vero il contrario, cioè prima disegno
> una scala parlante e poi cerco di inseguirla con un circuito... !!! ;-)

Qui puoi trovare qualcosa di interessante:

http://www.leradiodisophie.it/Download/Allineam-superet.pdf

73's AleX (IK5NJM)

Giorgio

unread,
Jan 23, 2013, 11:24:33 AM1/23/13
to
Il 02/12/2012 10:46, Giorgio ha scritto:
> Mi chiedevo se esiste un'alternativa diciamo "piu' professionale" al
> tipico rivelatore a diodo per la modulazione d'ampiezza ad esclusione
> dei DSR, cioe' sempre in analogico.
> Giorgio Padoan

Cercando altro ho trovato questo IC

http://elcodis.com/parts/6088509/SL6700.html

che contiene un "linear detector" forse migliore del semplice diodo.
Inoltre ha un AGC di 80dB, un monostabile col comando per un noise
blanker ed un mixer utilizzabile per qualunque scopo.
Ho dato un'occhiata e non sembra facile trovarlo, costicchia sui 13 Euro
Giorgio

i3HEV, mario

unread,
Jan 23, 2013, 4:04:03 PM1/23/13
to
Giorgio wrote:

> Cercando altro ho trovato questo IC
> http://elcodis.com/parts/6088509/SL6700.html
> che contiene un "linear detector" forse migliore del semplice diodo. ...

ᅵ un classico, ma ormai piuttosto datato... per quel che ricordo,
serviva a fare le radioline e i walkie-talkie: con un mixer ed un
amplificatore di BF ne usciva una doppia conversione, che io sappia a
livello consumer. Per quanto riguarda la linearitᅵ del rivelatore, non
saprei cosa dire: il datasheet non ne dice praticamente nulla, salvo che
la distorsione massima ᅵ del 5%, che non ᅵ male ma non ᅵ neanche
esattamente hi-fi :), e comunque non dice niente di come sia fatto.

Comunque ᅵ obsoleto da parecchio tempo, in origine era roba della
Plessey ma vedo che il datasheet ᅵ "Zarlink" (immagino che sia un second
sourcer), prezzo a parte mi sa che trovarlo non deve essere facile, e
non ci metterei in piedi un progetto nuovo ;)

Ciao!
--
73 es 51 de i3hev, op. mario

Non ᅵ Radioamatore, se non gli fuma il saldatore!
- Campagna 2006 "Il Radioamatore non ᅵ uno che ascolta la radio"

Giorgio

unread,
Jan 24, 2013, 10:15:19 AM1/24/13
to
Il 23/01/2013 22:04, i3HEV, mario ha scritto:
> Giorgio wrote:
>
>> Cercando altro ho trovato questo IC
>> http://elcodis.com/parts/6088509/SL6700.html
>> che contiene un "linear detector" forse migliore del semplice diodo. ...
>
> è un classico, ma ormai piuttosto datato... per quel che ricordo,
> serviva a fare le radioline e i walkie-talkie: con un mixer ed un
> amplificatore di BF ne usciva una doppia conversione, che io sappia a
> livello consumer. Per quanto riguarda la linearità del rivelatore, non
> saprei cosa dire: il datasheet non ne dice praticamente nulla, salvo che
> la distorsione massima è del 5%, che non è male ma non è neanche
> esattamente hi-fi :), e comunque non dice niente di come sia fatto.
>
> Comunque è obsoleto da parecchio tempo, in origine era roba della
> Plessey ma vedo che il datasheet è "Zarlink" (immagino che sia un second
> sourcer), prezzo a parte mi sa che trovarlo non deve essere facile, e
> non ci metterei in piedi un progetto nuovo ;)
>
> Ciao!

Ah bene a sapersi, stavo quasi per procurarmelo cercando nelle varie
ditte on-line.
Bisogna cmq dare atto che la plessey, almeno in passato, ha fatto degli
ottimi IC. L'SL6440 ad esempio e' un mixer vecchiotto con un IP3 di 30
dBm fino a 100MHz, verificati da un tizio che ha messo i dati in rete
nell'uso in HF.
Dopo 2 gg. sono finalmente riuscito a lockare un MB1501 (PLL), ve lo
sconsiglio vivamente: al contrario di quanto scritto nel datasheet
(-4dBm) non si aggancia se non gli fornisci 1V di ampiezza all'ingresso
del segnale dal VFO, misurati con oscilloscopio LeCroy che arriva fino a
1 GHz.
Probabilmente i motorola mc145193 sono tra i migliori anche se non ho
ancora avuto modo di provarli.

Ciao Giorgio

i3HEV, mario

unread,
Jan 24, 2013, 5:48:50 PM1/24/13
to
Giorgio wrote:

> Ah bene a sapersi, stavo quasi per procurarmelo...

be', non ᅵ che usarlo sia proibito (quanto meno non ad un hobbista), ma
se un domani tu avessi bisogno di un ricambio probabilmente ti sarebbe
*molto* difficile procurartelo... :)

> ...la plessey, almeno in passato, ha fatto degli ottimi IC. ...

ah, su questo credo che non discuta nessuno :)
Il problema ᅵ che (purtroppo? per fortuna? boh...) la tecnologia
industriale moderna preferisce altre soluzioni e, se vogliono
sopravvivere, ammesso che ce la facciano, i produttori si devono per
forza adeguare.

> Dopo 2 gg. sono finalmente riuscito a lockare un MB1501 (PLL), ve lo
> sconsiglio vivamente: al contrario di quanto scritto nel datasheet
> (-4dBm) non si aggancia se non gli fornisci 1V ... dal VFO...

veramente non l'ho mai usato, ma il datasheet dice che la sensibilitᅵ
d'ingresso va da un minimo di -4dBm ad un massimo di +6dBm, quindi una
sensibilitᅵ di 0,7Vp sarebbe ancora in specifica, se adattato in
impedenza (la Zin ᅵ abbastanza lontana dai classici 50 Ohm)... ma
l'ingresso Fin (pin 8) l'hai lasciato flottante per la continua, o
magari l'hai fissato ad un qualche potenziale?

Giorgio

unread,
Jan 25, 2013, 2:09:00 AM1/25/13
to

>
> veramente non l'ho mai usato, ma il datasheet dice che la sensibilitᅵ
> d'ingresso va da un minimo di -4dBm ad un massimo di +6dBm, quindi una
> sensibilitᅵ di 0,7Vp sarebbe ancora in specifica, se adattato in
> impedenza (la Zin ᅵ abbastanza lontana dai classici 50 Ohm)... ma
> l'ingresso Fin (pin 8) l'hai lasciato flottante per la continua, o
> magari l'hai fissato ad un qualche potenziale?
>
> Ciao!

E' flottante, ci arrivo dal VFO mediante la serie di 1nF con 100 Ohm.
Ne ho 2 IC, con l'altro la stessa minestra.
Cmq ora va', adesso dovro' pensare a farlo oscillare da 124,3 a 159,3
MHz in un Rx VHF che avevo fatto tempi orsono, cosi' con l'arduino posso
visualizzare la freq. di ricezione in un display da 16 caratt.

Ciao Giorgio

i3HEV, mario

unread,
Jan 25, 2013, 4:12:47 PM1/25/13
to
Giorgio wrote:

> E' flottante, ci arrivo dal VFO mediante la serie di 1nF con 100 Ohm. ...

ah... ma perchᅵ la resistenza in serie? Quella da sola secondo me ti si
mangia qualche dB! :-o

Giorgio

unread,
Jan 26, 2013, 4:36:39 PM1/26/13
to
Il 25/01/2013 22:12, i3HEV, mario ha scritto:
> Giorgio wrote:
>
>> E' flottante, ci arrivo dal VFO mediante la serie di 1nF con 100 Ohm. ...
>
> ah... ma perchᅵ la resistenza in serie? Quella da sola secondo me ti si
> mangia qualche dB! :-o
>
> Ciao!

Diciamo per non sovracaricare l'inseguitore da dove parte la RC. Ora ho
cambiato alcune cose per agganciarlo a 124-164 MHz, ma oscillatore a BJT
e inseguitore a BJT o Mosfet non riescono a fornire il segnale a
sufficienza per il lock, eppure siamo dell'ordine del V di ampiezza.
l'IC proviene da Rota Gianfranco, c'e' stampata un F con un trattino
sopra e sotto di essa.
Con l'ADF4156 di classe ben superiore non ho avuto alcun problema pur
non essendo un semplice PLL ma un PLL frazionario.
Beh un saluto, Giorgio

i3HEV, mario

unread,
Jan 27, 2013, 11:02:03 AM1/27/13
to
Giorgio wrote:

> Diciamo per non sovracaricare l'inseguitore ...

vabbe', perᅵ ᅵ chiaro che in questo modo hai bisogno di un segnale ben
piᅵ robusto; ma quel che ᅵ peggio ᅵ che, essendo l'impedenza d'ingresso
abbastanza "strana", potresti avere un'attenuazione poco prevedibile...
e poi, facciamo lavorare 'sto follower, sennᅵ a che serve?! :)

> e inseguitore a BJT o Mosfet non riescono a fornire il segnale a
> sufficienza per il lock, eppure siamo dell'ordine del V di ampiezza.

tutto sommato i conti tornano: lui ha bisogno di almeno +6dBm ma su
un'impedenza stramba; un'ampiezza di 1V su 50 Ohm fa +10dBm; quindi, se
di quei pochi dB che avanzano te ne perdi qualcuno, sei fregato...

> Con l'ADF4156... non ho avuto alcun problema pur
> non essendo un semplice PLL ma un PLL frazionario. ...

beh, ma semplice o frazionario, al front end non ᅵ che interessi
molto... si vede che quello ᅵ piᅵ sensibile, ma anche questo non ᅵ detto
che piaccia a tutti - maggiore sensibilitᅵ significa anche maggiori
disturbi! :)

Giorgio

unread,
Jan 28, 2013, 2:50:50 AM1/28/13
to
Il 27/01/2013 17.02, i3HEV, mario ha scritto:
> Giorgio wrote:
>
>> Diciamo per non sovracaricare l'inseguitore ...
>
> vabbe', però è chiaro che in questo modo hai bisogno di un segnale ben
> più robusto; ma quel che è peggio è che, essendo l'impedenza
> d'ingresso abbastanza "strana", potresti avere un'attenuazione poco
> prevedibile...
> e poi, facciamo lavorare 'sto follower, sennò a che serve?! :)
>
>> e inseguitore a BJT o Mosfet non riescono a fornire il segnale a
>> sufficienza per il lock, eppure siamo dell'ordine del V di ampiezza.
>
> tutto sommato i conti tornano: lui ha bisogno di almeno +6dBm ma su
> un'impedenza stramba; un'ampiezza di 1V su 50 Ohm fa +10dBm; quindi,
> se di quei pochi dB che avanzano te ne perdi qualcuno, sei fregato...
>
>> Con l'ADF4156... non ho avuto alcun problema pur non essendo un
>> semplice PLL ma un PLL frazionario. ...
>
> beh, ma semplice o frazionario, al front end non è che interessi
> molto... si vede che quello è più sensibile, ma anche questo non è
> detto che piaccia a tutti - maggiore sensibilità significa anche
> maggiori disturbi! :)
>
> Ciao!
La misura in tensione con l'oscilloscopio l'ho effettuata a valle della
serie RC cioe' lato PLL.
C'e' un'altra cosa strana, a 100MHz non c'e' modo di farlo agganciare,
pensando si trattasse solo di una questione d'ampiezza
ho inserito un MMIC con un trimmer in modo da poter avere un'uscita in
qualche modo variabile.
Neanche cosi, pur dandogli da 0 fino a 4 Vpp all'in del PLL non c'e'
modo che agganci. E' dichiarato fino a 1GHz !!-)
Oggi ricontrollo tutto, anche se il soft. e' lo stesso che ho usato a
54MHz, ho cambiato tipo di oscillatore usandone uno adatto a lla VHF
(con una C tra collettore ed emettitore e LC al collettore) che cmq da'
il suo 0,8V di ampiezza pulita misurati all'emittore.
Ciao Giorgio


i3HEV, mario

unread,
Jan 28, 2013, 3:03:15 PM1/28/13
to
Giorgio wrote:

> ... a 100MHz non c'e' modo di farlo agganciare...
> Neanche... dandogli... fino a 4 Vpp...

ah be', ma allora secondo me probabilmente il problema ᅵ altrove!

Comunque, c'ᅵ un modo semplice per fare una verifica certa: connetti
l'oscilloscopio all'uscita del divisore (pin 14) e vedi se c'ᅵ la
frequenza divisa oppure no... se all'uscita del divisore ci trovi il
segnale atteso, il problema non ᅵ la sensibilitᅵ d'ingresso :)

In questo caso, il problema potrebbe essere di varie nature, ma tra le
cause piᅵ probabili vedrei un range di controllo insufficiente o
un'eccessivo guadagno dell'anello.

Per il primo ricorda che per agganciare nel range Fmax-Fmin, il VCO deve
essere controllato nel range (2Fmin-Fmax)ᅵ(2Fmax-Fmin), mentre un
guadagno eccessivo invece puᅵ far autooscillare l'intero anello.

Inoltre darei un'occhiata con l'oscilloscopio anche all'uscita del
filtro d'anello ed eventualmente a quella del rivelatore di fase (quale
usi?).

Giorgio

unread,
Jan 29, 2013, 3:21:58 AM1/29/13
to
Il 28/01/2013 21.03, i3HEV, mario ha scritto:
> Giorgio wrote:
>
>> ... a 100MHz non c'e' modo di farlo agganciare...
>> Neanche... dandogli... fino a 4 Vpp...
>
> ah be', ma allora secondo me probabilmente il problema è altrove!
>
> Comunque, c'è un modo semplice per fare una verifica certa: connetti
> l'oscilloscopio all'uscita del divisore (pin 14) e vedi se c'è la
> frequenza divisa oppure no... se all'uscita del divisore ci trovi il
> segnale atteso, il problema non è la sensibilità d'ingresso :)
Avrei dovuto farlo subito...
>
> In questo caso, il problema potrebbe essere di varie nature, ma tra le
> cause più probabili vedrei un range di controllo insufficiente o
> un'eccessivo guadagno dell'anello.
>
> Per il primo ricorda che per agganciare nel range Fmax-Fmin, il VCO
> deve essere controllato nel range (2Fmin-Fmax)÷(2Fmax-Fmin), mentre un
> guadagno eccessivo invece può far autooscillare l'intero anello.
>
> Inoltre darei un'occhiata con l'oscilloscopio anche all'uscita del
> filtro d'anello ed eventualmente a quella del rivelatore di fase
> (quale usi?).
>
> Ciao!
Nel passare a queste ultime freq. piu' alte ho anche modificato la F di
riferimento, cioe' la F del quarzo divisa un K intero.
Nel trovare K con la calcolatrice non mi sono accorto che c'era il punto
decimale prima della cifra a dx.
In sostanza dividevo per un k con un ordine di grandezza piu' elevato di
quello corretto.
Eseguita questa correzione sta andando tutto OK, si aggancia da 124 a
154 MHz con passi da 12,5K come desideravo.
Ho aumentato una C nell'anello in quanto all'inizio era leggermente
instabile ed ora e' tutto a posto.
Questo e' il filtro:

[FIDOCAD]
MC 50 140 0 0 080
MC 70 145 1 0 080
MC 80 140 0 0 080
MC 110 140 0 0 080
LI 35 140 50 140
LI 60 140 80 140
LI 70 145 70 140
LI 70 155 70 160
LI 70 170 70 175
LI 90 140 110 140
MC 70 160 1 0 170
LI 100 155 100 140
LI 70 175 100 175
MC 100 150 1 0 170
LI 100 175 100 160
LI 85 175 85 180
MC 85 180 0 0 040
LI 120 140 135 140
MC 25 140 0 0 073
MC 135 140 0 0 073
TY 125 130 5 3 0 0 0 * Ai varicap del VFO
TY 55 130 5 3 0 0 0 * 1k
TY 60 150 5 3 0 0 0 * 1K
TY 80 130 5 3 0 0 0 * 1K
TY 55 160 5 3 0 0 0 * 100n
TY 105 150 5 3 0 0 0 * 10n
TY 105 130 5 3 0 0 0 * 56K
SA 70 140
SA 100 140
SA 85 175
TY 60 115 5 3 0 0 0 * Filtro passa basso

Ciao Giorgio

i3HEV, mario

unread,
Jan 29, 2013, 5:24:06 PM1/29/13
to
Giorgio wrote:

> Avrei dovuto farlo subito...

be', sempre meglio tardi che mai, no? :)

Se la cosa ti puᅵ consolare, ti dirᅵ che capita anche a me, e penso un
po' a tutti: a volte le cose piᅵ ovvie non vengono proprio in mente...

> ...In sostanza dividevo per un k... piu' elevato...
> Eseguita questa correzione sta andando...

ah, bene allora!

> Ho aumentato una C nell'anello in quanto all'inizio era leggermente
> instabile ed ora e' tutto a posto. ...

con un filtro del secondo ordine, se il guadagno ᅵ abbastanza elevato la
risposta potrebbe avere un comportamento parzialmente oscillante
(sinusoide smorzata); ma viste le frequenze elevate, vale la pena di
avere un filtro del secondo ordine? Penso che la velocitᅵ di aggancio
potrebbe essere sufficiente anche con un semplice filtro di primo
ordine, a meno s'intende che tu non stia facendo uno scanner, o comunque
qualcosa che debba esplorare la banda rapidamente... :)

Giorgio

unread,
Jan 30, 2013, 8:21:11 AM1/30/13
to
Il 29/01/2013 23:24, i3HEV, mario ha scritto:
> Giorgio wrote:
>
>> Avrei dovuto farlo subito...
>
> be', sempre meglio tardi che mai, no? :)
>
> Se la cosa ti può consolare, ti dirò che capita anche a me, e penso un
> po' a tutti: a volte le cose più ovvie non vengono proprio in mente...
>
>> ...In sostanza dividevo per un k... piu' elevato...
>> Eseguita questa correzione sta andando...
>
> ah, bene allora!
>
>> Ho aumentato una C nell'anello in quanto all'inizio era leggermente
>> instabile ed ora e' tutto a posto. ...
>
> con un filtro del secondo ordine, se il guadagno è abbastanza elevato la
> risposta potrebbe avere un comportamento parzialmente oscillante
> (sinusoide smorzata); ma viste le frequenze elevate, vale la pena di
> avere un filtro del secondo ordine? Penso che la velocità di aggancio
> potrebbe essere sufficiente anche con un semplice filtro di primo
> ordine, a meno s'intende che tu non stia facendo uno scanner, o comunque
> qualcosa che debba esplorare la banda rapidamente... :)
>
> Ciao!

La freq. di riferimento che va' al comparatore e' di 15KHz, voglio
provare anche con uno del primo ordine e vedere che succede.
Rimane una certa "sensibilita" al segnale RF: se sotto il V di ampiezza
non aggancia, appena sopra i 1,4V va in tilt e si sgancia.
Siccome al variare della RF del VFO l'ampiezza varia sto pensado du
usare un clipper a 2+2 diodi al silicio all'ingresso RF del PLL.

Ciao Giorgio

i3HEV, mario

unread,
Jan 30, 2013, 3:35:23 PM1/30/13
to
Giorgio wrote:

> La freq. di riferimento che va' al comparatore e' di 15KHz, voglio
> provare anche con uno del primo ordine e vedere che succede.

poi faccelo sapere :)

> Rimane una certa "sensibilita" al segnale RF: se sotto il V di ampiezza
> non aggancia, appena sopra i 1,4V va in tilt e si sgancia. ...

certi comparatori sono sensibili alle armoniche, forse potrebbe essere
quello, anche se francamente non mi convince più di tanto...

> Siccome al variare della RF del VFO l'ampiezza varia sto pensado du
> usare un clipper a 2+2 diodi al silicio all'ingresso RF del PLL.

be', questa è quella che di solito si chiama "una pezza", ma se
funziona... :)

Ciao!
--
73 es 51 de i3hev, op. mario

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Giorgio

unread,
Feb 2, 2013, 5:25:21 AM2/2/13
to
Il 30/01/2013 21.35, i3HEV, mario ha scritto:
> Giorgio wrote:
>
>> La freq. di riferimento che va' al comparatore e' di 15KHz, voglio
>> provare anche con uno del primo ordine e vedere che succede.
Il PLL MB1501 diciamo che si puo' usare per una freq. o per un gruppo di
canali vicini. Se si chiede l'aggancio ad una frequenza distante piu' di
5Mhz dalla precedente non riesce a agganciarla pur essendoci un buon
margine di tensione per i varicap: l'unico modo e' avvicinarsi usando un
compensatore, sempre mantenendo l'ampiezza dell IN tra 1 e 1,5V.
Ho cambiato anche tipo di oscillatore, stessa cosa.
E' il terzo PLL che vedo ma il primo cosi' "difficile". Anche con un
"primo ordine" rimane il problema.
A gg. mi arriva un MC 145193 che dovra' sostituirlo, vedremo se va' meglio.

Giorgio

i3HEV, mario

unread,
Feb 2, 2013, 5:10:52 PM2/2/13
to
Giorgio wrote:

> Il PLL MB1501 diciamo che si puo' usare per una freq. o per un gruppo di
> canali vicini. Se si chiede l'aggancio ad una frequenza distante piu' di
> 5Mhz dalla precedente non riesce a agganciarla pur essendoci un buon
> margine di tensione per i varicap: l'unico modo e' avvicinarsi usando un
> compensatore, sempre mantenendo l'ampiezza dell IN tra 1 e 1,5V.
> Ho cambiato anche tipo di oscillatore, stessa cosa.
> E' il terzo PLL che vedo ma il primo cosi' "difficile". Anche con un
> "primo ordine" rimane il problema.

calma e gesso... posso capire che un integrato possa avere piᅵ problemi
di un altro a causa delle diverse sensibilitᅵ, tensioni disponibili
eccetera, perᅵ i principi sono uguali per tutti e devono valere nello
stesso modo - insomma, se ciascuno stadio fa il suo dovere, due pll con
la stessa struttura circuitale *devono* agganciare nello stesso modo!

Se non lo fanno il problema ᅵ quasi certamente altrove, direi nel
controllo del VCO o nel filtro d'anello.

Nel nostro caso il comparatore mi pare sia del tipo a FF che per
frequenze d'ingresso diverse dᅵ in uscita una sequenza d'impulsi tutti
dello stesso segno, per cui la tensione di uscita del filtro dovrebbe
salire (o scendere) in maniera grosso modo regolare fino a raggiungere
il livello necessario per portare all'aggancio il VCO.

Se non ci arriva, puᅵ voler dire che la tensione non riesce a salire
abbastanza (o ci mette un'eternitᅵ a salire), oppure che sale troppo
bruscamente e supera di tanto il punto giusto da entrare in una
situazione instabile: attacca l'oscilloscopio all'uscita del filtro,
vedi quel che succede e poi raccontacelo che ne parliamo :)

Per inciso, per quanto riguarda il margine di regolazione, mi pare di
ricordare che il range di controllo del VCO dovrebbe essere in totale il
triplo della banda di aggancio prevista: sei sicuro che invece non sia
troppo stretto?

> A gg. mi arriva un MC 145193 che dovra' sostituirlo, vedremo se va' meglio.

be', quando ti arriva lo provi, ma mi stupirebbe assai che con lo stesso
VCO e lo stesso filtro si comportasse in maniera diversa.

Ciao!
--
73 es 51 de i3hev, op. mario

Non ᅵ Radioamatore, se non gli fuma il saldatore!
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Giorgio

unread,
Feb 4, 2013, 11:44:07 AM2/4/13
to

> Per inciso, per quanto riguarda il margine di regolazione, mi pare di
> ricordare che il range di controllo del VCO dovrebbe essere in totale il
> triplo della banda di aggancio prevista: sei sicuro che invece non sia
> troppo stretto?
>
>> A gg. mi arriva un MC 145193 che dovra' sostituirlo, vedremo se va'
>> meglio.
>
> be', quando ti arriva lo provi, ma mi stupirebbe assai che con lo stesso
> VCO e lo stesso filtro si comportasse in maniera diversa.
>
> Ciao!

L'unica differenza tra questo PLL e gli altri 2 (con altro hardware)
consiste nella mancanza di un operaz. nel filtro.
Mi son tolto la pulce dall'orecchio ora con un LM358 aggancia senza
problemi da 130 a 158 MHz.
Rimane ristretto il margine di tensione RF per avere l'aggancio: da 1 a
1,5V. Al posto dell'MB1501 ho inserito il suo "cugino" pin to pin
compatibile LMX1501, e' un po' piu' sensibile ma rimane critico
nell'ampiezza RF.
Appena posso voglio provare il motorola per fare un confronto.

ciao Giorgio

i3HEV, mario

unread,
Feb 5, 2013, 11:38:06 AM2/5/13
to
Giorgio wrote:

> L'unica differenza tra questo PLL e gli altri 2 (con altro hardware)
> consiste nella mancanza di un operaz. nel filtro.

be', detta cosᅵ non vuol dire niente... com'ᅵ usato questo operazionale?
Non ᅵ che il problema sia semplicemente che il filtro carica troppo la
pompa, che quindi non riesce a far salire abbastanza la tensione?
certo che ragionare su uno schema sarebbe piᅵ semplice... >:)

> Mi son tolto la pulce dall'orecchio ora con un LM358 aggancia senza
> problemi da 130 a 158 MHz.

come sopra: messo come, 'sto operazionale?

Giorgio

unread,
Feb 5, 2013, 3:19:50 PM2/5/13
to
Il 05/02/2013 17:38, i3HEV, mario ha scritto:
> Giorgio wrote:
>
>> L'unica differenza tra questo PLL e gli altri 2 (con altro hardware)
>> consiste nella mancanza di un operaz. nel filtro.
>
> be', detta cosᅵ non vuol dire niente... com'ᅵ usato questo operazionale?
> Non ᅵ che il problema sia semplicemente che il filtro carica troppo la
> pompa, che quindi non riesce a far salire abbastanza la tensione?
> certo che ragionare su uno schema sarebbe piᅵ semplice... >:)
>
>> Mi son tolto la pulce dall'orecchio ora con un LM358 aggancia senza
>> problemi da 130 a 158 MHz.
>
> come sopra: messo come, 'sto operazionale?
>
> Ciao!

Oggi ho provato il nuovo (per me) MC145193. Si e' vista subito la
differenza: nessuna criticita' all'ampiezza del segnale RF dal VFO,
dai 0,3 ai 1,5 V di ampiezza aggancia senza alcun problema nell'intero
range.
Poi ho provato a togliere l'operaz.nel filtro che avevo messo per
l'MB1501, il risultato e' che questo IC aggancia in tutta la gamma col
semplice filtro passivo, senza dover ritoccare alcun compensatore.
Che dire?
Sicuramente la qualita' di questo PLL e' superiore a quella del
precedente, e' migliore sia nella sensibilita' che nella fase di
aggancio dove non ha bisogno dell'aiuto dell'operaz.
Non solo ma vista la sensibilita' ho potuto togliere l'MMIC e
sostituirlo con un semplice inseguitore fatto col mosfet BF987 lasciando
inalterato il buon funzionamento.
Domando posto lo schema del filtro passivo e con l'OP,

Ciao Giorgio

i3hev, mario

unread,
Feb 5, 2013, 4:26:36 PM2/5/13
to
Giorgio wrote:

> ...questo IC aggancia in tutta la gamma... Che dire?
> Sicuramente la qualita' di questo PLL e' superiore...

ma che c'entra la qualitᅵ, scusa? Direi piuttosto che evidentemente le
specifiche sono diverse (ad esempio, da una veloce occhiata al
datasheet, mi sembra che i comparatori di fase siano abbastanza diversi
tra loro).

Il fatto ᅵ che un PLL, anche se sembra un "coso digitale", in realtᅵ ᅵ
essenzialmente un anello di controllo analogico, e come tale va trattato
e disegnato - ad esempio, l'idea di inserire un integrato o l'altro
nello stesso circuito mi lascia assai perplesso: ᅵ una cosa che si
potrebbe fare (e non sempre) con un operazionale general purpose, ma con
un PLL non la farei mai...

Giorgio

unread,
Feb 6, 2013, 9:08:41 AM2/6/13
to
Il 05/02/2013 22:26, i3hev, mario ha scritto:
> Giorgio wrote:
>
>> ...questo IC aggancia in tutta la gamma... Che dire?
>> Sicuramente la qualita' di questo PLL e' superiore...
>
> ma che c'entra la qualitᅵ, scusa? Direi piuttosto che evidentemente le
> specifiche sono diverse (ad esempio, da una veloce occhiata al
> datasheet, mi sembra che i comparatori di fase siano abbastanza diversi
> tra loro).
>
> Il fatto ᅵ che un PLL, anche se sembra un "coso digitale", in realtᅵ ᅵ
> essenzialmente un anello di controllo analogico, e come tale va trattato
> e disegnato - ad esempio, l'idea di inserire un integrato o l'altro
> nello stesso circuito mi lascia assai perplesso: ᅵ una cosa che si
> potrebbe fare (e non sempre) con un operazionale general purpose, ma con
> un PLL non la farei mai...
>
> Ciao!

Mario tu le chiami differenze di progettazione quelle che io chiamo
differenze di qualita' in quanto si ripercuotono sulla stabilita' e
criticita' del PLL completo delle altre sue parti.
Il problema e' che nonostante abbia cambiato vari aspetti del circuito
quando c'era l'MB1501, la criticita' permaneva: ho provato 2 diverse
soluzioni nel filtro variando i valori, l'ho fatto anche come
consigliato del datasheet ma niente. Senza l'operazionale non aggancia
piu' lontano di 5 MHz.
Ho usato 2 versioni del VFO come per il buffer, tutto inutile.
Alla fine nel medesimo circuito ho messo il motorola che e' andato bene
al primo colpo, anche togliendo l'operazionale dal filtro.
Ho tolto anche l'MMIC sostituito da un Mosfet e poi da un FET J310 ad
inseguitore senza compromettere il buon funzionamento di quest'ultimo PLL.
Posso aver sbagliato qualcosa con l'MB1501, ma non saprei cosa.
Ho notato che nel suo datasheet mostrano come inserire un charge pump
esterno, mi chiedo non e' che forse ci vuole per avere decenti
prestazioni in quanto quello all'interno non e' all'altezza?
E' solo un'ipotesi che non ho voglia di verificare almeno adesso,
in quanto il PLL che cercavo l'ho trovato e passo al PCB.
Me ne serviva anche uno a freq. fissa e la' usero l'MB1501.

Ciao Giorgio

Gino Di Ruberto IK8QQM - K8QQM

unread,
Mar 3, 2013, 12:26:41 PM3/3/13
to
On 2 Gen, 01:21, Andrea IK0RNT wrote:

> * i telefoni cellulari non erano ancora diffusi e Internet o non c'era, ....
> ......
> Considerando ...... che i
> giovani non possono partire dalla stessa prospettiva da cui sono partito

Ciao.

Purtroppo è vero che la presenza di cellulari, Internet ed altri mezzi di comunicazione ha portato ad un disinteresse per il mondo radioamatoriale da parte dei giovani.

Tuttavia, non è sempre così. Anzi, stanno nascendo nuovi aspetti del radiantismo che sono intrinsecamente legati anche ad Internet e alle nuove tecnologie.

A parte che tutti noi abbiamo una pagina su qrz.com, a parte che molti di noi consultano i nodi web cluster o si collegano alle stazioni web SDR, le nuove attività radioamatoriali come, tanto per fare un esempio, il D-STAR prevedono un utiizzo intensivo di Internet.



Molti giovani si stanno affacciando a queste nuove tecnologie. Certo, il lavoro di giovani sysop che gestiscono hotspot diventa simile a quello di un sistemista che gestisce reti informatiche dovendo maneggiare IP, porte TCP/UDP, problemi hardware tra computer e radio, ecc. ma, in ogni caso, risolvere tali problemi richiede tanto impegno e chi è molto capace in queste situazioni lo può essere anche in altri aspetti più familiari a chi è OM da più tempo, come l'autocostruzione, l'utilizzo di strumenti da laboratorio, ecc. Insomma, sempre di passione per la radio si tratta.

> il risultato è la popolazione che si ascolta ordinariamente sulle
> bande radiantistiche e che mi do al radioascolto su bande non
> radioamatoriali, piuttosto che ai QSO.



Vedi? Mai gettare tutti in un solo calderone. Magari, uno dei giovani che, adesso, fa solo "chiacchiere da salotto" in radio, se viene incoraggiato e coltivato, può intraprendere un percorso che lo porti a realizzare qualcosa di buono. Il compito dei veterani è proprio questo: non abbandonare le nuove leve.
Magari, un giovanotto, anche se all'inizio si avvicina alla radio giocando con un apparato CB, un giorno può diventare un progettista della Yaesu.

73.

--
Gino Di Ruberto, Napoli
IK8QQM - K8QQM
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"E' curioso a vedere che quasi tutti gli uomini che valgono molto hanno le maniere semplici e che quasi sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco valore."
(Giacomo Leopardi)
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