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COMMENTO AL CAMPIONATO ITALIANO MELGES 24

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Beppe

unread,
May 6, 2008, 11:16:07 AM5/6/08
to
Maggio 6th, 2008 by rossraga (www.sailrev.com)
Lo sceneggiatore era in gran forma a Cagliari, per il campionato italiano
dei Melges 24. Quando "il gran maestro del vento", come in questo caso, è di
buon umore rovescia sul campo di regata una tale quantità di variabili nel
soggetto da lasciare prima di tutto ammirati, oltre che profondamente
soddisfatti. Di essere velisti, di occuparci di vela. Chi scrive ha avuto la
ventura di trovarsi a pochi metri da tutte le 44 boe che hanno disegnato il
campionato, oltre che tutte le partenze (e i tentativi di) delle 11 regate
disputate in 4 giorni. Che è un po' come se, nel calcio, esistesse il
privilegio di stare in poltrona al limite dell'area di rigore durante tutte
le azioni d'attacco. Lo scrivo solo perchè sarebbe bello che la professione
del cronista velico pretendesse sempre palchi del genere. Per raccontare
meglio. Lo spettacolo lo merita. Ma lo scrivo anche per ammettere l'ingorgo
di immagini che mi son portato dietro riattraversando il Tirreno. Cominciamo
dai protagonisti, due sopra gli altri, Joe Fly e Uka. E se vi piace l'idea
del duello c'è da sbizzarrirsi: Gabrio Zandonà contro "Ruffo" Bressani (i
timonieri), "Tano" Felci contro "Checco" Bruni (i tattici, quelli del come,
quando e dove),

Andrea Bussani contro Federico Michetti (vele di prua, cioè l'acceleratore
in poppa) Giovanni Maspero contro Lorenzo Santini (i drizzisti e,
incidentalmente, armatori), "Pierferdy" Insabato contro Fransisca Brinas (la
prua, oltre il bompresso c'è di più). Un tale dettaglio è richiesto dal
fatto che dei 63 Melges 24 presenti a questo campionato solo Joe Fly e Uka
Uka sono transitati dalla prima posizione. Verissimo è che soprattutto
Brontolo di Filippo Pacinotti, con un equipaggio messo alla frusta da un
Matteo Ivaldi esigente e ispirato a dovere, è rimasto sempre in agguato sul
podio, ma la sua possibilità di incidere sulla battaglia per il primato
vero, per quanto non negata dalla matematica sino alla penultima regata, è
apparsa appunto più teorica che reale. Il che, naturalmente, non sminuisce
affatto l'impresa della "banda Pacinotti". C'era molto altro, si capisce. Un
gran numero di equipaggi, almeno 7/8 in grado di talvolta di navigare in
testa alla flotta e di restarci. Nella differenza che passa tra "talvolta" e
"sempre" c'è la differenza di prestazioni in questo campionato tra Uka Uka e
Joe Fly rispetto anche agli ottimi velisti che gli sono arrivati subito
dietro la poppa.

Alcuni di loro hanno avuto picchi notevoli. Quelli di Roberto Martinez e
Nicolò Bianchi devono essere sottolineati. Roberto Martinez, per gli amici
"Martino" non è di primo pelo (anzi, a pensarci meglio, per la precisione è
ormai spelacchiato). Lavora, mica può andare sempre in barca. Ma non ha
potuto dimenticare (avendolo appreso da giovane sulle classi olimpiche, il
470) come si va a vela. A fianco sul suo Online Sim Firebolt (ma dico, come
pensate che si ricordi un nome del genere?), si è portato non il figlio di
una guida alpina, ma Marco Pirinoli. Siamo sempre nel ramo classi olimpiche,
le più veloci, i Tornado, con fior di medaglie al valore sul petto. La
combinazione tra la sensibilità sofisticatissima del 470ista del far
scivolare lo scafo sull'acqua e la prodigiosa attitudine di un Tornadista
nel ragionar super velocemente, come lo spumeggiante Melges 24 richiede, ha
dato risultati impressionanti. Martinez e Pirinoli con Maria (magari, invece
si chiama sul serio Online Sim Firebolt, solo loro, Uka Uka e Joe Fly si son
fermati a 2, hanno vinto 3 regate. Poi hanno chiuso all'ottavo posto, tanto
per dire del livello della flotta, tale da non fare sconto alcuno a chi è
incostante. Quello che conta qui è che, primi 2 a parte, in relazione a
quanto poco sono andati in barca, la coppia "Martino-Piri" è quella che ha
brillato di più. Brillato. Già. Rende bene l'idea, non solo perchè è stato
sempre presente il sole, di certe partenze in barca comitato in totale
controllo (barca ferma inclinata sopravvento, sono 4 parole, per le quali
possono servire e spesso non bastare, 40 anni di pratica) in mezzo al caos
assoluto, o fughe in poppa senza curarsi della flotta, ma solo dell'istinto.
Niente a che vedere con l'azzardo. Cose che fa solo chi ha talento, cioè chi
sta al timone o sul campo di regata con profonda e riconoscibile
naturalezza. Per Nicolò Bianchi e Enrico Fonda la storia è solo un pochino
diversa. Non solo per via del nome della barca: Saetta (quella di Bianchi)
"batte" in musicalità, antropologia ed estetica Online Sim Firebolt 80 a
zero, ma anche perchè i due di poppa di Saetta sono della generazione velica
successiva a quella di Martino & Piri, il che aggiunge solo, certo non
toglie, valore al loro quinto posto e una serie davvero brillante di
piazzamenti. Anche in questo caso, come nella maggioranza dei casi, la
scuola è quella del 470. Il barbuto Bianchi e Fonda gravitano da anni
intorno alla piramide di una classe che, in Italia, ha una vetta quasi
irraggiungibile (Zandonà da almeno 6 anni è tra i primi 3 specialisti al
mondo) e grazie a questo un esempio costante, concreto, visibile, di
eccellenza. Sono stati proprio bravi Bianchi e Fonda (e tutto il loro
equipaggio). Determinati. Coraggiosi, persino disinibiti nel loro attacco
alle gerarchie della classe. Ben fatto. Se riducessimo tutto a un voto,
sarebbe un otto pieno. Detto delle eccellenze da podio (fattuale o di
merito) torniamo a parlare dei due primattori. Per le delusioni ci sarà modo
più avanti. Uka Uka guidava la flotta dopo 3 regate alla fine della prima
giornata davanti a Joe Fly. Dopo altre 3 regate, il giorno successivo le
posizioni erano ribaltate. Altre tre prove 24 ore rovesciavano la
graduatoria. Quarto giorno e ultima giravolta, stavolta attraverso 2 regate,
è quella definitiva. Vale la pena di riviverla. Perchè è stata davvero
sorprendente, intensa, bellissima. Quella mattina, domenica, l'instancabile
presidente del comitato di regata era stretto tra il desiderio del portare a
termine il programma delle 12 regate complessive e il vincolo di non dare la
partenza oltre le 14, accortezza che sempre si ha per favorire il ritorno ai
porti di appartenenza degli equipaggi. Testardo come è naturale aspettarsi
da qualcosa che ha a che fare con la sardegna, il vento non ha collaborato.
E si è attenuto all'abitudine che aveva avuto per tutta la durata del
campionato, di presentarsi intorno a mezzogiorno. Così, quando l'intelligenza
a terra è stata abbassata poco prima era già chiaro che al massimo sarebbero
state possibili due regate, che significava assegnare il titolo su 11
regate, uno numero ampio comunque abbastanza per non ammettere rimpianti o
risentire dei capricci del caso. La flotta si è diretta verso il teatro
della scena con Uka Uka con 6 punti di vantaggio su Joe Fly. La notizia
delle 2 prove davanti alla prua invece di 3, rappresentava un per quanto
piccolo, ulteriore vantaggio per il leader. Parte la procedura di partenza e
c'è un grande affollamento dalle parti della barca comitato. La maggioranza
dei tattici ritiene che il vento andrà a destra e vuole cogliere l'attimo
trovandosi da quel lato.

Zandonà è tra i primissimi in barca, dove c'è appunto una grande
concentrazione di scafi. Bressani invece è qualche decina di metri più in
giù, sempre decisamente sul lato destro della linea, ma in una zona meno
trafficata, dove si ha spazio per lanciarsi a dovere. La prima notizia è che
Bruni non vuole il contatto con il suo avversario diretto, opzione che se da
un lato gli è concessa dai 6 punti di vantaggio in classifica, dall'altro è
sconsigliata dal fatto che si tratta della penultima, non dell'ultima prova.
L'altra informazione che si trae della situazione parla dello stato
psicologico dei protagonisti. Ed è un bel vedere. Oggi Lorenzo Bressani è
probabilmente il miglior timoniere allround d'Italia, superando di
pochissimo (la classifica viene costantemente aggiornata) il concittadino
Gabriele Benussi. Il terzo triestino, Vasco Vascotto timona al confronto dei
due, molto meno, non può competere. "Ruffo" è grintoso, sicuro di sè. Un
campione che non ha ancora dato del suo meglio (è pronto per l'ultimo,
definitivo, salto di qualità vale già a bordo 96 De Angelis, 24 Devoti, 48
Pelaschier, 512 Ferrarese, 1024 Soldini)(si fa per scherzare)(cioè, scusate,
per dire scherzando delle assolute verità). Il fatto che scegliesse la
partenza "libero in velocità massima" sembrava appunto sottolineare la
sicurezza del pilota. Parte a destra, senza correre i rischi dell'imponderabile
del caos vicino alla barca comitato. Cede un po' di spazio sul lato
favorevole perchè sa che partendo in piena velocità uscirà talmente bene
dalla linea da poter tagliare, seppur mure a sinistra, sulla prua del primo
partito in barca che a causa dell'affollamento non potrà aver fatto tanta
strada. Piano perfetto. Al quale Zandonà oppone la sfrontatezza di tentare
senza indugio la partenza in barca. Quella alla baionetta, ma anche la sola
che ti può portare in prima posizione oltre la prua della barca comitato,
dove si spalanca il lato destro del percorso. "Voglio la destra, a tutti i
costi" deve aver detto Tano Felci, che di professione, a questo campionato,
fa il posizionatore di JF sul campo di regata. Zandonà, c'è da giurarci,
avrà controllato di persona. Ma non crediate che dipenda dal fatto che non
si fidasse. E' proprio che non riesce a farne a meno. Siamo nell'anno
olimpico e il brevilineo romano macina ore di mare (il 99% delle quali,
ovviamente in 470) da mesi. Quando sei un fuoriclasse (non si decide di
esserlo, se si vince un campionato mondiale di classi olimpiche come ha
fatto lui, lo si è) e sei molto allenato non esiste una cosa velicamente
troppo difficile. Vuoi la destra Tano? Ok, partiamo primi in barca. Semplice
e lineare. C'è in palio il titolo italiano e almeno 15 altre barche che
vogliono partire esattamente dove te e non hanno praticamente niente da
perdere? Pazienza. Ecco questa era la situazione. Peccato che per due volte,
tanti sono stati i richiami generali, non c'è stato modo di capire chi aveva
il piano migliore. Sembrava, dico sembrava, per quanto si capisce da poco
all'esterno della barca comitato che tanto Zandonà quanto Bressani
partissero bene. Ma poi partiva il gommone con il primo ripetitore,
attraversava tutta la linea, e non c'era modo di capire come sarebbe andata
a finire. Al terzo tentativo di partenza il rischio che altre ripetizioni
avrebbero compromesso la possibilità di effettuare le 2 prove nella
giornata, il presidente del comitato di regata ha deciso, dopo aver filato
di qualche metro la cima della sua ancora per riequilibrare la linea
avvantaggiando il pin, opportunamente, di issare la bandiera nera, il più
potente dissuasore alla frenesia del quale disponeva. Bandiera nera
significa che chi è oltre la linea è fritto, squalificato. Stessa
situazione. Zandonà in barca, a poche spanne dal giardinetto della stessa ai
30 secondi al via. Bressani poco più giù. 10 secondi. JF apre il fiocco, è
ancora tra i primissimi in barca anche se ha perso la pole position. UK
cazza e va. Partiti. La radio gracchia. La prua 39, solo quella, è fuori.
"Al via -dirà dopo chi traguardava l'allineamento- era fuori tutta la prua".
Meno di 2 metri. Ecco: era fuori di un tangone di Star. Non spinto, libero
da incauti orzatori da sottovento, con il titolo in un pugno stretto da un
cucitura a 6 punti, UK apre la randa, poggia ed esce dal campo. Di quello
che passa per la testa di Bressani conosciamo solo la sintesi, ma è
lucidissima: "abbiamo perso il campionato". In quel momento è solo una
profezia sinistra. Non destra. Lì, a destra, Felci che ha in mano il destino
di JF vede che cosa gli ha riservato il fato e pensa che serve qualcosa di
importante per meritarsi un simile lancio di dadi. Per saltare sulla cima
della classifica basta un quarto posto. Per il break, tanto meglio, tanto
vantaggio in più. JF rinuncia ai brividi dell'angolo estremo e sale col
metronomo. Arriva in boa con le mure a sinistra e forse potrebbe tagliare
primo sulla prua di un solo avversario che lo insidia. Esita. In una
situazione simile, appena 10 giorni prima, una barca con lo stesso nome (e
con gran parte degli stessi uomini) si è giocata il titolo mondiale della
classe Farr 40. Poggiatone dietro la poppa. Secondo in boa. Poi il salto al
comando e la vittoria. Vittoria su bandiera nera del tuo avversario. Un gran
bel modo, non me ne vengono in mente di migliori, per legittimare il
primato. Una situazione che credo fa passare in secondo piano persino l'ultima
regata vera e propria, la numero 11. Che JF ha affrontato con 3 punti di
vantaggio e ha concluso, da campione italiano, che erano diventati 9. Joe
Fly campione italiano Uka Uka secondo. Joe Fly: 1-8-8-4-5-2-23-10-4-1-3; 46
punti. Uka Uka: 2-1-7-3-9-11-10-1-3-bfd-8; 55 punti. Che cosa avevano JF e
UK più di tutti gli altri? Il fatto che fossero le sole due barche dotate di
un gommone (e che gommoni) personale di supporto, può essere un argomento
fuorviante. Assistenza significa organizzazione, un presupposto fondante
quando l'obiettivo è ambizioso. Non giriamoci intorno: più articolata è la
squadra, più ampio è il supporto logistico, più alto, decisamente più alto è
il budget. Se però ci fosse una proporzionalità diretta tra il denaro speso
e i risultati questo sport farebbe schifo e coloro che lo seguono dovrebbero
essere ricoverati tutti. Il diaframma tra un grande dispiegamento di mezzi e
il ridicolo dello spreco è sempre sottilissimo. Tanto JF quanto UK sono
capaci di non oltrepassare il confine, come dimostrano i risultati e forse
anche il modo con il quale questi mezzi vengono adoperati. Martinez,
Bianchi, Ivaldi (e qualche altro), che arrivano a insidiare e talvolta
battere la coppia di testa, dimostrano che il meccanismo centrale, quello
che regge tutto il sistema, è sano, sanissimo. Vince chi ha talento e in più
cura ogni dettaglio. Una ricetta che non ha poco a che vedere con l'entità
degli investimenti. Del campionato italiano di Cagliari c'è ancora da
ricordare che era in qualche modo propedeutico a quello mondiale che si
svolgerà, sempre in Sardegna, ma a Porto Cervo, tra meno di un mese.

Un campionato che potrebbe essere memorabile per i colori italiani, pensando
anche a Claudio Celon che quel titolo lo ha già vinto, anche se per il
momento è afflitto da rallentanti intermittenze e Flavio Favini che a
Cagliari non ha neppure potuto cominciare dato che ha ricevuto un dito nella
pupilla da parte del comitato di regata che lo squalificato confondendo il
suo numero con quello di un altro effettivamente partito prematuramente
nella prima regata. Il suo Blu Moon è rimasto ingiustamente a guardare e
quell'handicap, anche psicologico, non è stato più colmato. Tornerà
prestissimo dove è sempre stato, tra i primi, quelli sul podio. Intanto su
quegli stessi gradini per la seconda volta in 10 giorni, in Atlantico come
in Mediterraneo, in 2 classi diversissime tra loro, ma ai vertici per
diffusione planetaria nei rispettivi,ampi, settori, c'è uno stesso nome: Joe
Fly.

Luca Villani

unread,
May 6, 2008, 12:10:34 PM5/6/08
to
Beppe ha scritto:


> Lo sceneggiatore era in gran forma a Cagliari, per il campionato

[...]
> rispettivi,ampi, settori, c'č uno stesso nome: Joe Fly.

C'č sul sito la traduzione in italiano?

--
Luca Villani OpenSailing.org NOC manager
GPG Public Key Available

Remove "+settanta" in address for email replies

Beppe

unread,
May 6, 2008, 1:05:15 PM5/6/08
to

"Luca Villani" <luca.villa...@opensailing.org> ha scritto nel
messaggio news:fvpvu5$9an$1...@localhost.localdomain...
> Beppe ha scritto:
>

> C'è sul sito la traduzione in italiano?

Mi sa che a te serve un trasduttore...

Luca Villani

unread,
May 6, 2008, 7:09:32 PM5/6/08
to
Beppe ha scritto:


>> C'è sul sito la traduzione in italiano?
>
> Mi sa che a te serve un trasduttore...

In realtà l'ho scritto vedendo la faccia di un mio collega che leggeva
da dietro il monitor e poi mi ha domandato "Ma è scritto in velese?".

Però capisco meglio le facce a forma di punto interrogativo delle
persone a digiuno di informatica che sentono parlare i miei colleghi e me.

pdm

unread,
May 7, 2008, 3:09:12 AM5/7/08
to
Luca Villani ha scritto:

> Beppe ha scritto:


> > Lo sceneggiatore era in gran forma a Cagliari, per il campionato
> [...]
> > rispettivi,ampi, settori, c'č uno stesso nome: Joe Fly.

> C'č sul sito la traduzione in italiano?

Ti assicuro che chi ha partecipato puņ leggere anche una riga si e una no
e lo capisce benissimo lo stesso!
Fantastico!
Pdm

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Tonyy

unread,
May 7, 2008, 4:06:28 AM5/7/08
to
Beppe ha scritto:

> Maggio 6th, 2008 by rossraga (www.sailrev.com)
> Lo sceneggiatore era in gran forma a Cagliari, per il campionato italiano
> dei Melges 24. Quando "il gran maestro del vento", come in questo caso, è di
> buon umore rovescia sul campo di regata una tale quantità di variabili nel
> soggetto da lasciare prima di tutto ammirati, oltre che profondamente
> soddisfatti. Di essere velisti, di occuparci di vela. Chi scrive ha avuto la
> ventura di trovarsi a pochi metri da tutte le 44 boe che hanno disegnato

Davvero a Cagliari vi siete trovati cosi bene come leggo in giro?

La banchina nuova in via roma vi e' piaciuta?

Il fatto di avere i ristoranti ed il centro a due passi?

Il dover rinunciare alle regate al Poetto che e' decisamente piu' bello
del Porto Canale?

Avevate servizi (igienici) adeguati vicino alle banchine?

T

Gof

unread,
May 7, 2008, 4:36:45 AM5/7/08
to
sil...@forzaitalia.it (Tonyy) ha scritto:

>
>Davvero a Cagliari vi siete trovati cosi bene come leggo in giro?
>
>La banchina nuova in via roma vi e' piaciuta?
>
>Il fatto di avere i ristoranti ed il centro a due passi?
>
>Il dover rinunciare alle regate al Poetto che e' decisamente piu' bello
>del Porto Canale?
>
>Avevate servizi (igienici) adeguati vicino alle banchine?

Dimentichi (come al solito) la botte piena e la moglie ubriaca

Ciao, Gof

Beppe

unread,
May 7, 2008, 5:21:33 AM5/7/08
to

"Tonyy" <sil...@forzaitalia.it> ha scritto nel messaggio
news:fvrnu4$45p$1...@news.newsland.it...

> Davvero a Cagliari vi siete trovati cosi bene come leggo in giro?

> La banchina nuova in via roma vi e' piaciuta?

Non conoscevamo la vecchia.

> Il fatto di avere i ristoranti ed il centro a due passi?

Quello dipende da dove sei in albergo, non dormiamo in barca.

> Il dover rinunciare alle regate al Poetto che e' decisamente piu' bello
> del Porto Canale?

Non ci saremmo mai stati, 62 barche, carrelli, 124 auto...

> Avevate servizi (igienici) adeguati vicino alle banchine?

Ma chi se ne frega...

Luca Villani

unread,
May 7, 2008, 6:13:36 AM5/7/08
to
pdm ha scritto:


>> C'è sul sito la traduzione in italiano?
>
> Ti assicuro che chi ha partecipato può leggere anche una riga si e una no


> e lo capisce benissimo lo stesso!

Cfr. il mio post delle ore 01:09. O:-)


> Fantastico!

Siete una manica di snob che si rifugia nell'uso del gergo per mantenere
le distanze.


P.S.: dai, oggi me la sto cavando bene, anche se l'uso del gergo è
sempre un ostacolo al di fuori della ristretta cerchia di coloro che lo
parlano, lasciamelo dire che ormai sono in grado di capirne due... ;-)

Tizio

unread,
May 7, 2008, 8:09:39 AM5/7/08
to
Gof ha scritto:

> >
> >Avevate servizi (igienici) adeguati vicino alle banchine?

> Dimentichi (come al solito) la botte piena e la moglie ubriaca

> Ciao, Gof

Un vero velista, quando fa 11 regate in 4 giorni (e se ne sarebbero potute
fare 30...), si fa andar bene
anche la pasta scotta e la botte vuota.
Comunque Cagliari è stata fantastica: la gente gentile e disponibilissima
e tutti quelli della Lega
Navale dei veri appassionati che avevano come unico obiettivo quello di
far bene. Ammirevoli.
Torneremo.

Beppe

unread,
May 7, 2008, 8:13:09 AM5/7/08
to

"Tizio" <Ti...@tizio.it> ha scritto nel messaggio
news:fvs663$dtd$1...@news.newsland.it...

> Gof ha scritto:
>
>> >
>> >Avevate servizi (igienici) adeguati vicino alle banchine?
>
>> Dimentichi (come al solito) la botte piena e la moglie ubriaca
>
>> Ciao, Gof
>
> Un vero velista, quando fa 11 regate in 4 giorni (e se ne sarebbero potute
> fare 30...), si fa andar bene
> anche la pasta scotta e la botte vuota.

Certo, ma Tony la botte non la dimenticherà mai... poi ti spiego....

Luca Villani

unread,
May 7, 2008, 8:32:41 AM5/7/08
to
Tizio ha scritto:


> Un vero velista, quando fa 11 regate in 4 giorni (e se ne sarebbero potute

:%s/velista/regatante/g

Beppe

unread,
May 7, 2008, 8:35:17 AM5/7/08
to

"Luca Villani" <luca.villa...@opensailing.org> ha scritto nel
messaggio news:fvs7h9$uul$1...@localhost.localdomain...

> Tizio ha scritto:
>
>
>> Un vero velista, quando fa 11 regate in 4 giorni (e se ne sarebbero
>> potute
>
> :%s/velista/regatante/g

ribadisco che hai bisogno di un decoder

Luca Villani

unread,
May 7, 2008, 9:12:59 AM5/7/08
to
Beppe ha scritto:


>>> Un vero velista, quando fa 11 regate in 4 giorni (e se ne sarebbero
>>> potute
>>
>> :%s/velista/regatante/g
>
> ribadisco che hai bisogno di un decoder

Evidentemente non hai capito quello che ho scritto. :-D

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