Ciao.
Continuo, se non vi va skippate pure la e-mail. :-)
Ci svegliamo nuovamente con un cerchio alla testa, non possono più
essere le bottiglie bevute con Simone, quindi è di sicuro il clima
toscano che ci provoca questo effetto collaterale.
Poco male, sono le 9, quindi tentativo di colazione e poi si parte,
permane il vento da ovest che c'era ieri nonostante il GRIB dica NO in
rotazione e attenuazione da mezzogiorno in poi fino a diventare quello
che in Adriatico chiamiamo Bora, un NNE-NE, speriamo che fuori l'onda si
sia smorzata anche se vista la meta, la rada di Portoferraio, ce la
dovremmo ritrovare al giardinetto e non dovrebbe dare problemi.
E infatti alla partenza alle 10.00 così è, per l'onda, mentre il vento
nella baia di Portoazzurro era incanalato, una volta usciti ci
ritroviamo un nordovest come da GRIB, sugli 8/10 nodi, quindi su tutto e
via di bolina, alla fine ci faremo un bolinone di qualche ora fino allo
Scoglio dei Topi, con divagazioni attorno alla Palmarola. :-)
Arrivati qui a mezzogiorno ci rendiamo conto che il traffico di
traghetti fra Piombino e Portoferraio è davvero imponente, all'inizio
non capiamo come mai, a inizio giugno, quindi a stagione praticamente
appena iniziata e con un meteo non tanto buono, ci siano così tante corse.
Poi realizziamo: comunque l'Elba conta circa trentamila abitanti, e
tutto deve essere portato dalla terraferma, ecco perché!
Il vento è effettivamente girato a nord ed è calato, quindi alla fine ci
facciamo un'altra ora e mezza al lasco fino a Bagnaia, la nostra meta,
scegliendo una rotta che ci fa stare fra quella dei traghetti e la costa.
Arrivati a Bagnaia allibiamo, è *piena* di barchini alla boa, anche
parecchie derive, con qualche cabinato ala fonda nella parte sud.
Ma piena zeppa, fate conto che ci sono il triplo delle boe/barchini che
in questa immagine di Google Maps:
https://maps.google.it/?ie=UTF8&ll=42.810861,10.362929&spn=0.00584,0....
Non ci siamo neppure consultati, un rapido giro di occhiate e Andrea
dice "Magazzini?".
Ok, si va a vedere a Magazzini, non al circolo nautico ma proprio alla
fonda davanti alla spiaggia, tanto per la notte GRIB e Lamma danno vento
che continua la rotazione oraria.
Arrotoliamo il fiocco e via di sola randa a fare i gigioni: slalom fra
barche e boe con gente che ci maledice da bordo dei cabinati poi giù a
Magazzini, dove c'è solo un barchino ad una boa e un altro cabinato alla
fonda, battente bandiera tedesca.
Venduto, ancoriamo, anche perché la parte nord della spiaggia fra
vegetazione e mare ha colori caraibici, ci sono pure delle palme, e in
mezzo alla spiaggia c'è un fantastico pontile con corridoio di accesso
per i tender, segnalato da boe, una gran bella comodità.
Di nuovo "Cazzo la rocna!" agguanta al primo colpo, o è lei ad essere
fantastica o siamo diventati quasi bravi, una volta ancorati sono quasi
le due di pomeriggio quindi pasta, caffè, ammazzacaffè, pennica e poi
apriamo le danze con il primo bagno.
Io e Ale ci mettiamo la mutina di Tribord mentre Coccia e Andrea si
buttano senza problemi e prima di nuotare fino a riva ci dicono "Dai,
non è fredda".
Siccome conosciamo i nostri polli io e Ale *NON* ci buttiamo, procediamo
con circospezione e abbiamo ragione: l'acqua è gelida.
*Gelida*.
Così gelida che il Casio di Andrea segnerà 18 gradi, e io e Ale *NON*
riusciamo a fare il bagno neppure con la mutina, lui risale
immediatamente io riesco ad andare a controllare l'ancora poi devo
risalire per un crampo ai lunghissimi del dorso, che se non mi dava una
mano Ale a risalire ero ancora li.
Incazzati (come al solito) per il tentativo di scherzo degli altri due
(come al solito) diamo fondo mentre li aspettiamo alle riserve di birra
(come al solito), e diamo pure una botta al salame (come al solito).
Si incazzeranno (come al solito) ma ormai ci sono abituati.
In quattro e quattrotto arrivano le sette di sera, via tutti doccia
(orpo, è ancora calda, oddio, tiepida, ma tutti facciamo una doccia
umana e non fredda) e poi a terra, anche perché abbiamo visto i tedeschi
scendere e poi ritornare con delle pizze da asporto, urlando tutti
contenti "Pizza!!!" alle signore rimaste a bordo.
Arrivati quasi al pontilino mi accorgo che ci siamo dimenticati la luce
di fonda e si ritorna indietro, proprio mentre vediamo uscire un tizio
in pantaloni neri, giacca bianca e qualcosa sulle spalle che assomiglia
a galloni dorati che viene sul pontile ad aspettarci.
Mmmmhhhh, Andrea e Coccia mi sa che non si sono informati bene, dopo la
spedizione a terra avevano detto che si trattava di uno stabilimento
balneare con piscina e ristorante, ma non mi sembra normale che uno
stabilimento balneare abbia camerieri in alta uniforme, e dubitiamo
grandemente che vendano pizze da asporto...
Accendiamo la luce di fonda, torniamo al pontilino e non esce nessuno.
Bene, molliamo li il tender e aggiriamo la costruzione, salendo per un
passaggio fino sulla strada, senza entrare.
Più saliamo e più ci rendiamo conto che non è solo uno stabilimento (e
giù improperi ad Andrea e a Coccia), infatti si tratta di un albergo a
cinque stelle con SPA incorporata, per la precisione Villa Ottone:
http://www.villaottone.com/
Estiqatsi!
Scartiamo subito l'idea di cenare li, scegliamo di percorrere la strada
verso Portoferraio e ci va bene, dopo la prima curva vediamo l'ingresso
di un camping e ci intrufoliamo con aria noncurante, anche se alla
reception ci fissano un po'...
Il camping è Camping Rosselba Le Palme:
http://www.rosselbalepalme.it/
Troviamo il ristorante/pizzeria interni, ci sediamo, guardiamo un po'
sugli altri tavoli e si, le pizze hanno un ottimo aspetto, pizza!!!
Alla fine abbiamo mangiato bene, ci hanno anche servito della
stiaccia/schiaccia (non ho capito) come antipasto, pizze buone, birra
notevole, caffè decente (è inutile, non ho mai capito perché ma nei
ristoranti il caffè non è buono), ammazzacaffè fatti in casa (a dir
loro) notevoli e cameriera con un lato B al quale mancava solo la
parola, il tutto per diciotto Euro a cranio. Da noi ne avremmo spesi
venticinque.
Finita la cena siamo cotti, torniamo a riprendere il tender ("Minimo ce
l'hanno bucato...") che è intonso e torniamo senza incidenti a bordo. A
dire il vero vo,evamo fare anche un salto alla minidiscoteca interna al
campeggio, ma ci siamo resi conto che saremo stati veramente fuori
quota, rischiando l'arresto, quindi tutti a nanna, il bicchiere della
staffa ce lo siamo fatti a bordo.
...to be continued...
--
Luca Villani - OpenSailing.org, NOC manager
UIN: 76272621 Skype: luca.villani
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Luca Villani OpenSailing.org NOC manager
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