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[Rece] Carriers (2009)

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Hytok

unread,
Dec 29, 2009, 3:48:51 AM12/29/09
to
http://www.youtube.com/watch?v=7aiKLALlXG4

-spoiler-

http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/12/carriers-2009.html

CARRIERS
USA, 2009, colore, 84 minuti
Regia: Alex e David Pastor
Soggetto/Sceneggiatura: Alex e David Pastor
Produzione: Ivy Boy Productions, This is That Productions, Likely Story,
Paramount Vantage

In un futuro poco distante, larghissima parte dell�umanit� � stata
sterminata da un virus che pare un sinistro incrocio fra Ebola e Aviaria.
Con una altissima percentuale di contagio per contatto e per via aerea, il
virus in questione non uccide all�istante n� trasforma tutti quanti in
zombie, pi� o meno veloci.
Contratto il morbo ci si indebolir� sempre di pi�, sputando sangue e
giacendo in uno stato di prostrazione, febbre e disidratazione che infine
porter� alla morte in alcuni giorni.

Ma Danny e Brian sono in macchina, tavole da surf sopra il tettuccio e
birra calda: stanno andando al mare, insieme a due ragazze, la cocciuta e
focosa Bobby, fidanzata di Brian e la remota e fredda Kate.
I due, fratelli, vogliono tornare a Turtle Beach, loro antico luogo di
villeggiatura estivo. L� c�� un isolato hotel sulla spiaggia, si potr�
vivere di pesca e surf, alienandosi dall�umanit� e dal morbo che essa porta.

Bisogna per� rispettare alcune regole per arrivare sani e salvi a
destinazione e le varie tappe del viaggio metteranno a dura prova questo
rispetto, l�etica, la solidariet� e tanto altro ancora�

In modo inaspettato la coda del 2009 ci regala uno dei film pi� solidi e
interessanti dell'anno e bisogna in un certo senso ringraziare il successo
dell'ultimo Star Trek se mamma Paramount si � finalmente decisa a
rispolverare qualsiasi cosa avesse il nome di Chris Pine dentro: il
pensiero che Carriers (2007!) abbia rischiato di rimanere sepolto in
archivio per ancora chiss� quanto tempo provoca brividi non minori di
quelli provocati dal virus del film.

Sono molti gli aspetti interessanti e pregevoli della scrittura e del modo
di filmare dei fratelli Pastor, che mettono in scena una riuscita
apocalissi minimalista, nella quale non troverete orde di zombi infetti
pronti a cibarsi della vostra carne n� carri armati e bulldozer del governo
pronti a devastare le masse dei malati o altre amenit� del genere.

Scoprirete invece quattro ragazzi in gita, pronti a scherzare e scazzare
nei pochi momenti/spazi ancora liberi che l'onnipresente germe concede
loro. Troverete piccole e grandi morti agghiaccianti e un senso di perdita
e di solitudine che lascia l'amaro in bocca per giorni e giorni. Troverete
tutto quel che Zombieland sarebbe potuto essere e che invece ha preferito
sacrificare a favore dello sberleffo e dei frizzi e lazzi indie.

L�apocalisse pandemica non si manifesta con giganteschi ingorghi di
macchine piene di cadaveri mummificati (una delle immagini che da sempre
trovo totalmente assurda e detestabile) ripresa con lente carrellate in
plong�e, bens� con la metodica routine che vede i nostri disinfettare ogni
superficie con la candeggina e cercare di recuperare ogni goccia di benzina
possibile.

E il post apocalisse non viene dipinto, grazie a Chtulhu, con il
fanciullesco formarsi dei due schieramenti del Bene e del Male, ognuno con
i suoi Re, Regine, Alfieri e pedoni, cos� tipico di certo manicheismo
facilone, bens� con un costante shift morale dettato dalla regola unica: la
sopravvivenza.
Non affannatevi a cercare i buoni e i cattivi in Carriers: Chris Pine non �
un giovane cavaliere e fra i tizi nascosti sotto le tute da contenimento
biologico si nasconde un mix verosimile di stronzi, gente pietosa e
opportunisti qualsiasi.

C�� poco �orrore� in questa surfapocalypse, cos� solare e torrida,
sbiancata e in(t)orridita dall'ottima fotografia di un sempre pi�
horrorimportante Beno�t Debie, ma quando questo spunta lascia ferite
insanabili.
Insanabile � il corpo di una persona divorato dal suo stesso cane.
Insanabile il cibo cos� a lungo sognato che si rivela una brulicante massa
di insetti.
Insanabile il rapporto fra le persone quando in mezzo ci si mette il virale
terzo incomodo.

E sotto il segno, appunto, di questa impossibilit� di recupero (di umanit�,
di beni materiali, di luoghi mentali e fisici) questo incerto viaggio on
the road prosegue lungo tappe che abbiamo sicuramente gi� visto migliaia di
volte ma in pochissimi casi rappresentate con tale efficacia. Siamo l�
quando un padre perde la figlia, l� quando qualcuno scopre di essere
infetto, l� quando si cerca fuga psicofisica persino in una dinosaurjriana
partita a golf: l� ovunque e sempre.

Ci� avviene grazie allo stile sobrio e diretto di questi due fratellini
spagnoli che indovinano appunto la scelta del minimalismo, dell�evitare
parecchi dei luoghi comuni del genere e giocano tutto sull'inner space, sul
nemico e sul mostro che siamo noi, sulla difficolt�/impossibilit� di
qualsiasi vero contatto contrapposte alla facilit� di contrarre la malattia
al minimo di questi contatti.

E questo anche grazie a un cast impressionante nei due protagonisti
maschili.
Chris Pine � bravissimo a interpretare il cazzone piacione, il fratello
maggiore ignorante e cocky, svelto a decidere anche quando si trova nei
coni di eclisse morale. Dotato di ottime capacit� fisiche, recita molto
bene anche indossando una mascherina per buona parte delle scene e ha un
timbro vocale che dispiace perdere in doppiaggio.
A fare da sparring partner e antimateria, sia materiale che spirituale, �
il fratello minore Lou Taylor Pucci, gi� visto in Southland Tales (e
purtroppo anche in Horsemen), gracile, titubante e destinato, ovviamente, a
giocare un ruolo ben diverso prima della fine del film. Ottima prova (e
futuro radioso) anche per lui.

Buono anche il cast di contorno (quel poco che esiste, perlomeno) e i vari
dati tecnici, fra i quali spiccano le azzeccate scenografie naturali
regalate da Texas e New Mexico.
Carriers � un�apocalissi tascabile solidissima, asciugata di ogni possibile
fronzolo o derivazione e che illustra con gran forza quanto sia
narrativamente pi� proficuo e interessante il saper mischiare le carte
morali dei vari personaggi piuttosto che distribuire due mani di colore
opposto e farle poi scontrare.

Chicca sulla torta, a un certo punto nella colonna sonora spunta fuori
Rollercoaster di M. Ward e il film guadagna istantaneamente mezza stellina
sul mio ideale taccuino!
Finale, una volta tanto, di incredibile spessore e valore.
Consigliato a viva voce.

http://thegoryavenger.splinder.com/post/21931585/AVERE+PAURA+DEL+PROSSIMO+FA+BE

Carriers, scritto e diretto dagli spagnoli Alex e David Pastor, � un film
classificabile nella categoria �roba circa-horror a budget basso ma
decoroso� e si occupa della stessa questione da un punto di vista serio. Ed
� un film bellissimo (s�, mi sbraco proprio cos�, lo dico subito).
Non � un film di zombi nemmeno lui, n� in teoria n� in pratica. Ci sono
degli infetti ripugnanti con i capillari degli occhi in frantumi, ma sono
malati veri. Sul serio dico, non come nel film di D. Boyle: questi non ti
attaccano e non ti mozzicano. Ti ammazzano respirandoti vicino,
sanguinandoti addosso, chiedendoti aiuto, conforto, consolazione, piet�. Se
ti commuovi, se mostri un briciolo di umanit� e di pietas, se non fai del
tutto schifo sei destinato a diventare come loro.
Carriers non � un film drammatico, � proprio orrendamente deprimente e
perfettamente realistico. Praticamente si tratta di una dissertazione lunga
e disfattista sulla sopravvivenza dei Peggiori: rotto il patto sociale
basato sulla reciproca utilit� e sulla costruzione di una sicurezza
condivisa, gli umani dei Pastor riprecipitano in uno stato di natura
hobbesiano. Ricominciano non tanto a masticarsi a vicenda quanto a sputarsi
via come scorie inutili perch� non commestibili.
Anche qui l'apocalisse � strumento e setting di una storia di formazione,
ma siamo all'interno di un genere diverso e andare fino in fondo � un
destino fatale. Il ragazzo-intelligente di Carriers alla fine del film
diventa un uomo, cio� un primate vuoto e ripugnante alle invenzioni della
morale, capace di spuntare una lista di comportamenti igienici e, per sua
disgrazia, pure di riconoscersi allo specchio.

--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/

UoScAr

unread,
Dec 29, 2009, 4:13:49 PM12/29/09
to
"Hytok" <el...@fastwebnet.it> dice che..

>E il post apocalisse non viene dipinto, grazie a Chtulhu, con il


??? che c'entra chtulhu, stavolta?


--
UoScAr - Oscaracciato
Imola, 34, 150AWD, 15

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