E' il tempo la materia prima dell'uomo. Non viceversa. Non dimentichiamolo.
Lui � ci� che noi ne facciamo. E mi piacerebbe che la mezzanotte che
trascorreremo insieme a Cagliari potesse diventare un'occasione per
ricordarlo.
E' vero: una canzone non pu� cambiare la vita.
E quelle che canteremo questa sera in Via Roma non faranno eccezione.
Potranno fare, per�, una cosa molto importante: ricordarci che noi possiamo.
Che l'antidoto al presente c'� e si chiama futuro. E che il futuro � una
strada
che si lastrica sotto i nostri passi.
Ecco, quindi, che, se sapremo imboccare la direzione giusta e mantenerci in
quota, il futuro diventer� un posto degno di essere abitato. Non solo da
noi,
ma da tutti quelli che lo vivranno con noi. In quello spirito di
integrazione
per promuovere il quale la festa di stanotte � stata pensata.
Lo so che guardando la televisione, leggendo i giornali o anche
semplicemente
parlando con le persone che incontriamo, spesso ci coglie un senso di
disagio,
di sconforto, di impotenza.
Capita anche a me. Ci assale l'idea di non essere altro che anonime comparse
sulla scena della vita. Se non, addirittura, spettatori.
E che le decisioni importanti, dalle pi� piccole alle pi� grandi, sono
irrimediabilmente fuori dalla nostra portata. Ma se evitiamo di farci
travolgere dall'onda di piena di queste emozioni negative e ci fermiamo a
ragionare a mente fredda, ci accorgiamo che non � cos�.
Quello che possiamo fare del nostro tempo non � affatto poco. Al contrario:
�
molto. Poche settimane fa, insieme a altri artisti provenienti da molti
paesi e
di varie discipline, sono stato ricevuto da Benedetto XVI.
Il Papa ha chiesto a tutti noi di non dimenticare mai che gli artisti - come
diceva Paolo VI - sono "i custodi della bellezza nel mondo". Confesso che l�
per l� sono stato percorso da un brivido di paura, al pensiero di dover
sostenere una responsabilit� cos� grande. Forse troppo grande.
Poi, per�, mi sono reso conto che, se l'artista � colui che semina bellezza,
allora chiunque semini bellezza � un artista. E, pi� siamo, pi� bellezza
possiamo seminare. E, pi� ne seminiamo, pi� ne raccoglieremo.
E, pi� ne raccoglieremo, pi� il nostro tempo si riempir� di bellezza. Sino a
diventare, finalmente, bello. Mi riferisco, naturalmente, alla bellezza
autentica. Profondit�, non superficie.
Sostanza non forma. Quella bellezza che, come diceva Dostoevskij, sar�
l'unica a salvare il mondo e senza la quale l'umanit� non potrebbe vivere.
La
stessa che tanto � stata creata nel nostro Mare Mediterraneo e che ancora ci
invade gli occhi e ci emoziona il cuore. Una bellezza della quale siamo
chiamati a farcire le cose, anche le pi� piccole.
Un sorriso, uno sguardo, una parola, un silenzio, un gesto, un pensiero.
Perch� il valore non � nella quantit� o nella grandezza, ma
nell'autenticit�.
Il mio auspicio per questo nuovo capodanno, dunque, � che parole e note ci
aiutino a riflettere sulla portata straordinariamente rivoluzionaria del
fatto
di disseminare il presente di bellezza.
Solo cos� riusciremo a regalare a noi stessi e a chi verr� un futuro degno
di
questo nome. Un sogno? Forse. Ma l'umanit� ha bisogno di grandi sogni per
fare
piccoli passi avanti. E la strada per regalare pi� umanit� a questa umanit�
�
ancora lunga e ha bisogno di tutti i sogni che saremo in grado di donarle.
Buon
viaggio della vita.
Claudio