A volte credo che un lavoro abbia il suo modo , il suo tempo per essere
ascoltato. La gran parte nel modo pi� classico che esista, altri per la loro
particiolarit� vanno letti, sentiti, ne vanno colte sfumature profonde,
battiti appena nascosti, odori e impressioni tenuti sotto traccia. QPGA
credo che sia uno di questo . Non � un album di inediti, non � un insieme di
pezzi, di tanti momenti diversi, di tante ispirazioni diverse. Ma �
l'insieme di una vita intera, � il suo affresco, il racconto cantato,
suonato, appassionato di una magia durata decenni. E' come leggere un libro,
di cui un finale bene o male si pu� gi� immaginare..e libri non hanno
soluzioni di continuit� seguono un filo nascosto ma ben presente. QPGA forse
� unico nel suo genere. Mai nulla mi sembra essere lasciato a caso, nella
scelta dei pezzi da affidare ai graffitari, praticamente ricamati su ogni
brano. Correre d'un fiato in due ore e pi� una vita intera e scoprire che su
"niente pi�" quella vita � andata lasciando molta nostalgia per anni vissuti
e ritornati addosso all'improvviso. Essersi sentiti per un po'ognuno un po'
Giulia e un po' Andrea, n po' tristi e un po' sollevati. Queste sono le due
sensazioni che mi QPGA mi lascia addosso.
Grazie Claudio