In generale sono molto scettico sulla possibilità che possa migliorare
le prestazioni del browsing in modo apprezzabile: ha lo scopo di
diminuire la latenza ma il nodo più vicino è a 13 ms da Milano ed è
tutto da dimostrare che le varie funzioni di prefetching abbiano
qualche utilità pratica.
Mi aspetto piuttosto che in certi casi peggiori le prestazioni visto
che allontana i client dai nodi delle CDN{0} ottimali per loro: Akamai
e gli altri servizi simili decidono a quale nodo indirizzare un client
a seconda del IP del name server da cui gli arrivano le query,
basandosi sulla congettura quasi sempre valida che l'utente sia
topologicamente vicino al name server che sta usando. Se l'utente
invece usa OpenDNS, Google Public DNS o altri servizi simili le query
arrivano da questi name server "centralizzati" e quindi gli utenti
saranno indirizzati ai nodi delle CDN vicini a questi invece che a
loro.
Per questi motivi quindi sconsiglio di usare questo genere di servizi a
meno che le cache del proprio ISP abbiano problemi evidenti e
sistematici.
La mia impressione è che questo sia un progetto fatto "perché possiamo
farlo", per la soddisfazione di inventare nuove tecniche e la curiosità
di fare misure che nessuno ha mai fatto, ma che nessuno pensi veramente
che sarà avrà una diffusione degna di nota tra gli utenti.
Google ha specificato che non intende filtrare nessun dominio, ed è
interessante considerando che questo è un altro sistema semplice per
aggirare la censura imposta da AAMS[1], CNCPO[2] o la Procura di questa
settimana[3].
Aggiungo una considerazione maliziosa: ci sono ISP che guadagnano
qualche sporco centesimo inviando ai clienti che sbagliano indirizzo
risposte falsificate che rimandano a una pagina di pubblicità: questo
lo impedisce, avvantaggiando Google che è un enorme venditore di spazi
pubblicitari...
A chi si preoccupa di possibili analisi delle query vale la pena di
ricordare che CNS di Nominum[4] (usato anche da Telecom Italia, che in
quanto telco è in grado di pagarne le costosissime licenze e poi
convincersi che ne valeva la pena) ha di serie complessi strumenti di
analisi che fanno la felicità di ogni ufficio marketing.
[0] http://code.google.com/speed/public-dns/
[1] http://www.aams.it/site.php?page=20060213093339418
[2]
http://groups.google.com/group/it.fan.marco-ditri/browse_frm/thread/f2596ebd2cf07534/9af09929cbd21993
[3] http://blog.bofh.it/id_173
[4] http://www.nominum.com/
{0} Content Delivery Network
Permalink: http://blog.bofh.it/id_336
> ...
> La mia impressione ᅵ che questo sia un progetto fatto "perchᅵ possiamo
> farlo", per la soddisfazione di inventare nuove tecniche e la curiositᅵ
> di fare misure che nessuno ha mai fatto, ma che nessuno pensi veramente
> che sarᅵ avrᅵ una diffusione degna di nota tra gli utenti.
> Google ha specificato che non intende filtrare nessun dominio,
per ora e penso anche per il futuro. Ma credo che a G interessi di piᅵ
profilare piᅵ a fondo l'utente, associando i dati che giᅵ ottiene da
ricerche e utilizzi degli altri suoi servizi con la disponibilitᅵ anche
dei dati di navigazione tra una ricerca e l'altra sul suo motore.
Adesso gli sfugge quali altre pagine prive di sua pubblicitᅵ visito
direttamente o saltando di link in link.
> risposte falsificate che rimandano a una pagina di pubblicitᅵ:
e che fa incazzare non poco, giᅵ c'ᅵ il cybersquatting a rompere
> A chi si preoccupa di possibili analisi delle query vale la pena di
> ricordare che CNS di Nominum[4] (usato anche da Telecom Italia, che in
> quanto telco ᅵ in grado di pagarne le costosissime licenze e poi
> convincersi che ne valeva la pena) ha di serie complessi strumenti di
> analisi che fanno la felicitᅵ di ogni ufficio marketing.
sempre dato per scontato, figurarsi se da un'azienda con ufficio
spionaggio delle telefonate all'interno mi devo aspettare tutela della
navigazione. E vale anche per tutte le altre, che sicuramente non lasciano
invecchiare inutilmente una gallina dalle uova d'oro.
Piuttosto sono convinto che l'unico tentativo di difesa da prospettive
orwelliane sia quello di cercare di separare il piᅵ possibile le attivitᅵ
tracciabili, moltiplicando, ove possibile, le identitᅵ in rete e avendo
cura di non correlarle. Non che sia una soluzione sicura o sufficiente, ma
almeno contribuisce ad aumentare l'entropia.
--
Sans
> In generale sono molto scettico sulla possibilit� che possa migliorare
> le prestazioni del browsing in modo apprezzabile: ha lo scopo di
> diminuire la latenza ma il nodo pi� vicino � a 13 ms da Milano ed �
> tutto da dimostrare che le varie funzioni di prefetching abbiano
> qualche utilit� pratica.
gi�. Forse sono solo all'inizio, magari hanno intenzione di migliorare in un
prossimo futuro ... forse
-SNIP-
> Aggiungo una considerazione maliziosa: ci sono ISP che guadagnano
> qualche sporco centesimo inviando ai clienti che sbagliano indirizzo
> risposte falsificate che rimandano a una pagina di pubblicit�: questo
> lo impedisce, avvantaggiando Google che � un enorme venditore di spazi
> pubblicitari...
gi� ... questa non � male come chiave di lettura.
staremo a vedere
Andrea
> Visto l'interesse suscitato tra tecnici e meno tecnici da Google Public
> DNS[0] vi propongo alcuni miei pensieri sull'argomento.
Fatto sta che gli unici a cambiare i DNS sul proprio pc sono:
1) gli smanettoni
2) quelli fortemente motivati ad accedere ai siti di scommesse, o altro
3) quelli che hanno grossi problemi con il proprio ISP e hanno chiesto
consiglio all'amico "che ci capisce"
cioe` una ristretta minoranza.
A questo punto sara` interessante vedere se Google Chrome OS, quando
rilasciato, ci mettera` "del suo" nell'impostazione del DNS..
> 1) gli smanettoni
Uno smanettone serio mette su il proprio resolver, IMO...