Con questa riforma (nel 2003) i prezzi sui mercati dovrebbero
scendere !
Chi mi sa dire di piu' ?
Grazie.
Facciamo quattro casi di sostegno dell'agricoltura, che sono o sono stati
praticati.
1- L'Europa sostiene l'agricoltura comprando i prodotti (poniamo il latte) a
100. Secondo la teoria marginalista, la produzione si spinge fino al punto
in cui il
costo marginale crescente diventa uguale al prezzo di 100. L'Europa accumula
delle scorte, che deve smaltire; se le vende all'estero, troverà un prezzo
di mercato inferiore a 100, e la differenza fra i due prezzi determinerà
l'onere della politica agricola.
2- L'Europa sostiene l'agricoltura contingentando la produzione, cioè
assegnando a ogni produttore una quota che non potrà superare (oppure
assegnando le quote agli stati che le ripartiscono fra gli agricoltori). Se
il prodotto ha una domanda piuttosto stabile e poco elastica, e se il totale
delle quote è stabilito in armonia con la domanda, non si verificheranno
eccedenze, e non ci saranno oneri per il bilancio comunitario.
3- L'Europa non sostiene direttamente il prezzo e non acquista, ma offre un
contributo proporzionale alla produzione, che per l'agricoltore determina un
ribasso dei costi. In questo caso, riportandoci ai dati del caso 1-,
ipotizziamo che il contributo sia 20. Il prezzo sarà inferiore a 100,
poniamo 90, e la produzione si spingerà fino al punto in cui il costo
marginale sarà 110; infatti, con il contributo europeo, il costo marginale
da 110 scende a 90. Rispetto al caso 1-, il prezzo nel mercato interno sarà
più basso, la domanda presumibilmente più alta, la produzione potrebbe
risultare più alta o più bassa, ma comunque non superiore alla domanda, e
quindi senza eccedenze.
4- L'Europa dà una sovvenzione all'azienda agricola in una misura che non
dipende dalla produzione (penso dipenderà dall'estensione del terreno
coltivato). Il prezzo di mercato sarà 90, la produzione si spingerà fino al
punto in cui il costo marginale è 90. Non ci saranno eccedenze; rispetto al
caso 1-, la domanda sarà maggiore, la produzione sarà minore.
Il caso 1 è quello praticato molti anni fa. Il caso 2 è quello praticato per
il latte, anche oggi. Il caso 3 è quello praticato per la maggior parte dei
prodotti fino ad oggi. Il caso 4 è quello che si praticherà (però
gradualmente) da oggi in poi.
> Con questa riforma (nel 2003) i prezzi sui mercati dovrebbero
> scendere !
I prezzi dovrebbero scendere, la produzione interna dovrebbe diminuire, le
importazioni da paesi extra UE dovrebbero aumentare.
Ho fatto dei ragionamenti con la teoria marginalista. Prego gli sraffiani
che frequentano il ng di spiegare alla luce della teoria di Sraffa le
modifiche nel mercato agricolo e le variazioni dei prezzi.
Ma le importazioni non sono contingentate al momento ?
O per lo meno :
non c'e' una politica daziaria che fa si che il prezzo
all'import non sia inferiore a quello interno ?
Ci deve essere, altrimenti come avrebbe potuto funzionare
la politica di sostegno ?!?
(sono sempre radicale, ho dovuto "morphare", scusa)
> 1- L'Europa sostiene l'agricoltura comprando i prodotti (poniamo il latte)
a
> 100. Secondo la teoria marginalista, la produzione si spinge fino al punto
> in cui il
> costo marginale crescente diventa uguale al prezzo di 100. L'Europa
accumula
> delle scorte, che deve smaltire; se le vende all'estero, troverà un prezzo
> di mercato inferiore a 100, e la differenza fra i due prezzi determinerà
> l'onere della politica agricola.
Ma non dicevi che in occidente c'è il capitalismo? A me suona tanto di
pianificazione sovietica...
>
> 2- L'Europa sostiene l'agricoltura contingentando la produzione, cioè
> assegnando a ogni produttore una quota che non potrà superare (oppure
> assegnando le quote agli stati che le ripartiscono fra gli agricoltori).
Se
> il prodotto ha una domanda piuttosto stabile e poco elastica, e se il
totale
> delle quote è stabilito in armonia con la domanda, non si verificheranno
> eccedenze, e non ci saranno oneri per il bilancio comunitario.
Ma non dicevi che in occidente c'è il capitalismo? A me suona tanto di
pianificazione sovietica...
>
> 3- L'Europa non sostiene direttamente il prezzo e non acquista, ma offre
un
> contributo proporzionale alla produzione, che per l'agricoltore determina
un
> ribasso dei costi. In questo caso, riportandoci ai dati del caso 1-,
> ipotizziamo che il contributo sia 20. Il prezzo sarà inferiore a 100,
> poniamo 90, e la produzione si spingerà fino al punto in cui il costo
> marginale sarà 110; infatti, con il contributo europeo, il costo marginale
> da 110 scende a 90. Rispetto al caso 1-, il prezzo nel mercato interno
sarà
> più basso, la domanda presumibilmente più alta, la produzione potrebbe
> risultare più alta o più bassa, ma comunque non superiore alla domanda, e
> quindi senza eccedenze.
Ma non dicevi che in occidente c'è il capitalismo? A me suona tanto di
pianificazione sovietica...
> 4- L'Europa dà una sovvenzione all'azienda agricola in una misura che non
> dipende dalla produzione (penso dipenderà dall'estensione del terreno
> coltivato). Il prezzo di mercato sarà 90, la produzione si spingerà fino
al
> punto in cui il costo marginale è 90. Non ci saranno eccedenze; rispetto
al
> caso 1-, la domanda sarà maggiore, la produzione sarà minore.
> Il caso 1 è quello praticato molti anni fa. Il caso 2 è quello praticato
per
> il latte, anche oggi. Il caso 3 è quello praticato per la maggior parte
dei
> prodotti fino ad oggi. Il caso 4 è quello che si praticherà (però
> gradualmente) da oggi in poi.
Ma non dicevi che in occidente c'è il capitalismo? A me suona tanto di
pianificazione sovietica...
> Ho fatto dei ragionamenti con la teoria marginalista. Prego gli sraffiani
> che frequentano il ng di spiegare alla luce della teoria di Sraffa le
> modifiche nel mercato agricolo e le variazioni dei prezzi.
Io prego te di spiegarci cosa c'entra 'sta politica sovietica con il
"CAPITALISMO"
<refra...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:1182863353.9...@p77g2000hsh.googlegroups.com...
> On 26 Giu, 14:33, "Luciano" <luciano.buonai...@fastwebnet.it> wrote:
>> I prezzi dovrebbero scendere, la produzione interna dovrebbe diminuire,
>> le importazioni da paesi extra UE dovrebbero aumentare.
>
> Ma le importazioni non sono contingentate al momento ?
> O per lo meno :
> non c'e' una politica daziaria che fa si che il prezzo
> all'import non sia inferiore a quello interno ?
>
> Ci deve essere, altrimenti come avrebbe potuto funzionare
> la politica di sostegno ?!?
Certamente. Il prezzo all'importazione + il dazio deve essere uguale al
prezzo interno.
Se è maggiore, non si importerà niente, e si consumerà solo la produzione
nazionale.
Se è minore, qualcuno se ne accorgerà e aumenterà il dazio, o restringerà il
contingente.
Se poi qualcuno si prendesse la briga d'andare a vedere com'è la politica
agricola comune, invece che inventarsene quattro, e ce la raccontasse,
farebbe opera buona.
Io so solo che il prezzo dei pomodori che finiscono nelle scatolette si
fissa con un contratto collettivo e una discussione che quelle dei
metalmeccanici sono calme, mentre il prezzo di ciò che compri in negozio si
fa al mercato ortofrutticolo che apre alle 5 e chiude alle 11 e, come in
borsa, il prezzo cambia di minuto in minuto.
Gli ammassi li prevede l'art. 837 del codice civile, ma dubito che l'Unione
abbia copiato dal codice Mussolini-Grandi.
Siamo sempre in regime capitalista, perché esistono la proprietà privata e
il lavoro salariato.
C'è anche un pesante dirigismo protezionista, che del resto esisteva nei
singoli stati prima della politica agricola europea. Ricorda che all'inizio
il mercato comune europeo riguardava solo i prodotti industriali, e ci
vollero credo 15 anni prima che iniziasse una politica agricola europea.
Si ma non siamo uin un mercato liberale... dato che si strombazzano
tanto le liberalizzazioni che addirittura vengono imposte anche
quando non sono necessarie alla collettivita'.
--
Alessandro
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"There is no dark side of the moon, really...
as a matter of fact it's all dark."
PinK FloYd
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È certamente vero che il prezzo dei pomodori è fissato con una trattativa
tipo contratto di lavoro dei metalmeccanici.
Ma è ancor più vero che esiste il protezionismo dell'UE, che si esplica
talvolta in sovvenzioni all'agricoltore, tal altra in sovvenzioni
all'industriale conserviero, in passato anche in acquisti diretti, sempre in
restrizioni o dazi alle importazione extra UE.
Ed è più che mai vero che il prezzo del pomodoro determinato dalla
contrattazione collettiva è potentemente influenzato dai provvedimenti
protezionistici della UE.
Il sistema che ho indicato come il n.4, cioè quello che si generalizzerà nei
prossimi anni, influenzerà i prezzi in misura molto minore di quanto hanno
fatto finora gli altri tre.
> Gli ammassi li prevede l'art. 837 del codice civile, ma dubito che
> l'Unione
> abbia copiato dal codice Mussolini-Grandi.
Non li ha copiati, ma li ha fatti, certamente per il latte prima
dell'attuale sistema delle quote.
Le eccedenze di burro che si accumularono nei primi anni di politica
agricola europea sono diventate mitiche.