POLITICA
IL COMMENTO
Qualche domanda
sul partito dell'amore
di EUGENIO SCALFARI
IL TERRIBILE 2009 che stiamo per lasciarci alle spalle sembra aver
toccato il fondo; nel 2010 si annuncia la ripresa, ma che genere di
ripresa? Sperare che sia rapida e robusta � legittimo e pu� essere
un'aspettativa positiva, ma le previsioni generali sono poco
incoraggianti: sar� una ripresa lenta e stentata in Europa e negli Stati
Uniti, pi� dinamica per la Cina, l'India e gli altri Paesi emergenti.
Il divario tra queste due aree del mondo aumenter� e con esso le
tensioni economiche e anche politiche.
Se ne � avuto un primo anticipo nell'incontro-scontro di Copenaghen sul
clima: contrariamente a quanto si riteneva il cosiddetto G2, cio�
l'accordo di Usa e Cina a procedere di comune accordo nel governo del
pianeta, non ha funzionato. Quell'accordo non c'�. La Cina � decisa a
procedere sulla via della modernizzazione con criteri propri e senza
nulla sacrificare alla solidariet� internazionale come avrebbe
desiderato l'America. Sul piano monetario, finanziario e commerciale
proseguir� nel protezionismo, non rivaluter� la sua moneta rispetto al
dollaro, continuer� a far provvista di materie prime facendone aumentare
i prezzi, non limiter� l'inquinamento dell'atmosfera.
Questi obiettivi saranno rinviati di almeno dieci anni, quando il
divario economico ma anche strategico e militare sar� ulteriormente
ridotto.
Soltanto allora Pechino prender� in considerazione un nuovo equilibrio
con gli Usa per un governo paritario del resto del mondo che non potr�
non tener conto di altre importanti presenze emergenti: India, Brasile,
Sudafrica, Messico. Ed anche Europa, se il nostro continente sapr�
parlare con una sola voce; e fin d'ora � gi� chiaro che quella voce
parler� in tedesco pi� che in francese e inglese.
Nel frattempo la ripresa occidentale sar� lenta. Non priva di rischi di
ricaduta. Mario Draghi colloca questo rischio tra un paio d'anni, quando
i titoli emessi dai grandi gruppi industriali e bancari per cifre molto
elevate saranno in scadenza e dovranno esser rinnovati e quando i
governi pi� indebitati - a cominciare dagli Stati Uniti - dovranno
trovare equilibri finanziari pi� sostenibili.
L'insieme di questi problemi comporter� tagli di spesa e/o aumento di
imposte, cio� politiche economiche restrittive e comunque non espansive.
Ma ci sono anche altri elementi che non favoriscono una ripresa rapida e
robusta. Li segnala Romano Prodi in un articolo pubblicato sul
Messaggero e il direttore dell'Economist, John Micklethwait: per alcuni
anni il mercato del lavoro sar� stagnante, il livello dell'occupazione
insoddisfacente, le imprese aumenteranno la produttivit� ma
diffonderanno meno benessere sociale.
Scrive Prodi: "Il numero dei disoccupati � aumentato dovunque superando
i massimi livelli raggiunti nello scorso decennio. Spesso gli
imprenditori approfittano della situazione di crisi per procedere alla
razionalizzazione dell'organizzazione aziendale aumentando la
produttivit� a scapito dell'occupazione. Ma vi � un altro elemento da
tener presente e cio� i deficit dei bilanci pubblici che si sono
accumulati sia in Usa sia in Europa.
L'esigenza di tornare alla normalit� si impone a tutti. Il debito
cumulato dai Paesi dell'Ocse sorpasser� nel 2010 il 100 per cento del
Pil. Questo significher� che il motore della finanza pubblica, che �
stato cos� largamente usato per frenare la caduta dell'economia, potr�
essere solo marginalmente utilizzato per accelerare la ripresa".
Questa � dunque la situazione. Bisognerebbe aprire una buona volta un
pubblico dibattito nel nostro Parlamento per fotografarla ed elaborare
una terapia, ma, come da tempo lamenta l'opposizione, non c'� alcun
segnale in questa direzione. Per il nostro governo evidentemente il
problema non esiste.
* * *
Molte altre cose non esistono per il governo, per la maggioranza che lo
sostiene e per il premier che dirige l'una e l'altro e questo � un altro
elemento di rischio non certo fugato dal "partito dell'amore", la pi�
recente invenzione di Silvio Berlusconi.
L'amore e la ricerca del dialogo sono la conseguenza del deplorevole e
inconsulto gesto dello psicolabile Tartaglia, tuttora ristretto a San
Vittore per legittima prevenzione contro altri atti inconsulti che
potrebbe commettere. Dal male pu� uscire un bene, ripetono i salmodianti
esponenti del partito dell'amore, Schifani e Bondi in testa, invocando
un rapido inizio della stagione delle riforme condivise e sollecitando
Bersani a dar prova concreta delle sue intenzioni in proposito.
Ma Bersani ha gi� risposto: vuole anzitutto discutere della situazione
economica e della terapia (condivisa?) da adottare. Sulle riforme
istituzionali e costituzionali vuole sapere qual � la linea del governo
ed ha ribadito come premessa che il Pd voter� contro leggi "ad personam"
per quanto riguarda la processabilit� di Silvio Berlusconi.
Molti nella maggioranza si rifanno alla "bozza Violante" per quanto
riguarda le riforme istituzionali usandola come una sorta di
scaramanzia, un portafortuna che dovrebbe rassicurare Bersani a romper
gli indugi e venire "a patti col diavolo" come direbbe Di Pietro, fermo
nella sua decisione dissennata di anteporre l'interesse della sua ditta
a quelli di un'opposizione seria e impegnata a tutelare gli interessi
del Paese.
Ma sulla "bozza Violante" bisogna esser chiari. Si tratta d'un documento
attuale ancorch� stilato diversi anni fa.
Parla di diminuire il numero dei parlamentari, di un diverso ruolo del
Senato e di altre modernizzazioni istituzionali concernenti i poteri
della Presidenza del Consiglio. Sono questioni importanti e non dovrebbe
esser difficile raggiungere su di esse un'intesa tra maggioranza e
opposizione. Ma la "bozza Violante" non fa menzione o la fa in modo vago
del rafforzamento dei contropoteri necessario per procedere alle
auspicabili modernizzazioni.
Non ne fa menzione perch� quando Violante stil� quel documento,
Berlusconi non aveva ancora manifestato la sua visione sul cambiamento
della Costituzione. Quel documento oggi risulta gravemente manchevole
non gi� per imperizia del suo estensore ma perch� le condizioni del
confronto- scontro sono radicalmente cambiate.
E' perci� del tutto inutile salmodiare sulla necessit� delle riforme
condivise se prima il premier e i suoi salmodianti non avranno tolto di
mezzo la pretesa di cambiare la Costituzione dando all'Esecutivo un
potere sovraordinato sia sul legislativo sia sul giudiziario sia sugli
organi di suprema garanzia a cominciare dal Capo dello Stato e dalla
Corte costituzionale e - per quanto riguarda quest'ultima - ritirando il
disegno di modificare le modalit� di elezione dei suoi membri.
In sostanza le riforme non saranno praticabili fino a quando il premier
e la sua maggioranza non torneranno sui loro propositi di alterare la
Costituzione in senso autoritario. Il partito dell'amore propugna un
sentimento che merita di essere incoraggiato purch� non sia una maschera
che nasconde un tentativo di stupro. Nel qual caso si tratterebbe -
allora s� - d'un inciucio col diavolo che il Partito democratico
dovrebbe denunciare e contrastare con fermissima decisione, come
certamente far�.
Post scriptum. Anche il Papa � stato oggetto di ruvida attenzione da
parte di una ragazza venticinquenne che l'ha trascinato a terra
scatenando un parapiglia sotto le volte di San Pietro con la conseguenza
di far cadere anche il cardinale Etchegaray che si � rotto il femore e
dovr� essere operato. La caduta a terra del Papa e del cardinale hanno
fatto il giro del mondo, n� pi� n� meno del ferimento di Berlusconi, ed
� naturale che sia cos�. Si tratta di due incidenti analoghi con una
differenza: il Papa � per definizione il capo del partito dell'amore e
quindi non ha bisogno di fondarlo perch� ci pens� Ges� di Nazareth
duemila anni fa. Il compito di Berlusconi � dunque molto pi� arduo, ma
proprio per questo ancor pi� affascinante.
Del resto in una sua recentissima affermazione si � paragonato a Ges�
Cristo per il ferimento a suo danno. Siamo dunque sulla buona strada...
(27 dicembre 2009)
++
cit off
++
Commento:
Non concordo con l'analisi di Scalfari.
In specie laddove egli dice:
"Nel frattempo la ripresa occidentale sar� lenta. Non priva di rischi di
ricaduta. Mario Draghi colloca questo rischio tra un paio d'anni, quando
i titoli emessi dai grandi gruppi industriali e bancari per cifre molto
elevate saranno in scadenza e dovranno esser rinnovati e quando i
governi pi� indebitati - a cominciare dagli Stati Uniti - dovranno
trovare equilibri finanziari pi� sostenibili".
http://it.wikipedia.org/wiki/Lehman_Brothers
cit:
la pi� grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti.
3:55 minuto grafici dell'andamento delle borse:
http://www.youtube.com/watch?v=EXL_g2-SF4I
Apparentemente �
dal settembre del 2007 il primo declino (linea blu)
dal 15 settembre del 2008 il vero crollo (Lehman Brothers)
Ci si dovrebbe chiedere se la crisi economica e finanziaria � ciclica o
strutturale.
E -nel caso che sia strutturale- da cosa dipenda.
Il link che ho mostrato qui sopra � di un economista liberale che da la
colpa agli interventi statali sia nel '29 e sia nella crisi attuale.
E' interessante ascoltare anche la altrui opinione perch� fornisce
stimoli ad ogni analisi che voglia essere completa.
Vengo subito alla mia teoria:
Non siamo di fronte a una crisi ciclica, ma strutturale, ma non per le
ragioni accampate dai liberisti che invocano il libero mercato e
emanciparsi dai lacci e laccioli.
Le ragioni che mostrano il collasso dentro cui siamo dentro sono
semplici:
1) Le risorse del pianeta NON sono illimitate.
1)' Viceversa il capitalismo ha l'utopia dello sviluppo perpetuo:
provate ad immaginare di non potere mai uscire da una stanza in cui
siete carcerati (che simula la situazione del pianeta) e NON
interessarvi mai dei rifiuti che producete.. In breve la vostra stanza
diventer� non solo invivibile, ma metter� a rischio la vostra salute.
Poich� il pianeta � molto ampio la specie umana difficilmente ha
percezione che se agisce in modo predatorio devasta l'ambiente in modo
irrecuperabile. Ma l'atteggiamento predatorio non � la unica modalit�
con cui ci si pu� relazionare con l'ambiente: esiste anche
l'atteggiamento di eco-sostenibilit�. Ossia il concetto di eco-sistema.
Dice il Confucianesimo: La tua ciotola � sporca? -> lavala. Il problema
di come agiamo sull'ambiente � un problema risolvibile. Ma va
considerato tra le priorit�. Poich� se continui a mangiare in una
ciotola sporca -> in breve -> morirai per infezione e/o malattia.
2) Il sistema funziona con le regole o senza le regole?
2)' Il vero innesco della crisi attuale va identificato nel avere
consentito alla Cina e ad altri paesi-continenti (ad esempio anche la
Russia, l'India etc) l'ingresso nei mercati internazionali senza che vi
fossero vincoli sui *diritti umani* per fare parte delle nazioni tra cui
potessero aversi scambi commerciali.
3) Perch� � imprescindibile aderire ai diritti umani per il commercio?
3)' Perch� -in mancanza di regole- si instaura una modalit� "leonina"
ossia un sistema medievale. Nel sistema medievale vige la dominanza del
forte sul debole, fino alla logica imperiale che vi sono alcuni "super
partes" ossia il diritto ad avere schiavi. Se un cinese prende
l'equivalente di un euro al giorno per lavorare la terra � un problema
che rapidamente diviene di tutti -> se le barriere commerciali non
esistono.
4) Perch� la produzione non dovrebbe spostarsi laddove il costo del
lavoro sia il minimo?
4)' Ed infatti chiudono le fabbriche e le attivit� produttive -anche con
molti ordinativi- non perch� non vi sono ordinativi, ma perch� l'assenza
di regole che tuteli di "diritti dell'uomo" -> consente di trovare altri
paesi in cui gli operai possono essere a condizioni di sudditanza del
tipo schiavit�.
Per un certo tempo lo "status quo" di una situazione come quella che
viviamo si stabilizza aumentando i capitali incettati da coloro che
hanno un cartello monopolistico delle risorse e dei capitali, ma, in
breve, il collasso del mondo del lavoro nei paesi ad alto sviluppo dei
diritti sociali crea delle crisi sociali che progressivamente divengono
insostenibili.
Se in Cina ed in India � normale morire in mezzo alla strada se non
disponi dei soldi per curarti e mangiare -> ci� non � la struttura nei
paesi occidentali che privatizzano gli utili delle compagnie che
forniscono acqua, energia, strade, etc, e collettivizzano le perdite del
sistema sanitario, della macchina statale, etc.
Progressivamente il cosiddetto "debito pubblico" tende ad esplodere
perch� le tasse sono principalmente pagate da coloro che lavorano con un
salario e -per�- tali categorie di persone tendono a perdere il posto di
lavoro (e quindi non pagano le tasse), e cominciano a usufruire dei
cosiddetti ammortizzatori sociali, che per� ingigantisce -ulteriormente-
il debito pubblico.
Pi� che un esplosione del debito -> � una implosione del sistema.
Ossia il sistema -spostandosi la produzione altrove(!)- non produce pi�!
E -non producendo pi�- non ha risorse da distribuire o da ripartire.
Nel periodo medievale questa dinamica (predatoria) era detta di
*razzia*.
Le bande che razziavano il territorio si spostavano dopo avere fatto
terra bruciata del loro prendere e non dare -> in un altro territorio.
Ma una volta che "il metodo della razzia" diviene mondiale, non vi sono
altri territori da depredare in attesa che dove si � razziato qualcuno
possa coltivare o allevare ..
Quindi la cura � semplice: necessita NON aumentare la produzione, ma
*progettare la produzione* -> affinch� si produca ***esattamente*** ci�
che serve e non di pi�: "non pescare due pesci se ne mangi uno solo ..
poich� il secondo puzzer� e ne potresti morire" (cos� riassume l'oriente
che oggi destabilizza il sistema mondiale -> come primo attore).
Si chiama equilibrio eco-sostenibile, o teoria dell'armonia (nella
filosofia), o teoria degli equilibri preferenziali (nella psicologia).
Ma vedrete che preferiremo lasciare il potere -noi villan- al ricco e al
cardinale .. che si dispiaccion se noi piangiam ..