++
cit on
++
crisi al comune di napoli
L�assessore Realfonzo si dimette. E accusa
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
�Frange del Pd utilizzano le partecipate per il consenso�
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
di MARCO DEMARCO
NAPOLI � Entrato nella giunta dei professori formata dalla sinda�ca nel
gennaio 2009, dopo meno di un anno ne � fuori. La sua lette�ra di
dimissioni � gi� sulla scriva�nia di Rosa Russo Iervolino. As�sessore
Riccardo Realfonzo, per�ch�?
�Posso dire di avere raggiunto il principale risultato che mi ero
pre�fisso: evitare il dissesto comunale salvaguardando le fasce sociali
pi� deboli. Sono molto soddisfatto per questo, ma al tempo stesso devo
constatare che negli ultimi tempi gli spazi per una vera azione di
rin�novamento della pratica politica cit�tadina si sono ridotti, fino a
scom�parire. Per questo ieri ho rassegna�to le mie dimissioni. � stata
una de�cisione meditata e sofferta, necessa�ria per rimanere coerente
con gli obiettivi di rigore, trasparenza e tu�tela dell�interesse
collettivo che ho sempre perseguito�.
Quando si insedi� sulla sua pol�trona di assessore al Bilancio, lei
sembr� animato dalle migliori in�tenzioni. Ci spiega che cosa �
suc�cesso dopo?
�Quando assunsi l�incarico, da un lato c�era il disastro finanziario
ereditato dalla precedente gestio�ne, e dall�altro incombeva una
gra�vissima crisi economica. Dichiarai quindi che avrei portato avanti
l�unica linea razionale possibile, fondata sul contenimento dei costi
della macchina amministrativa, sul�l�abolizione degli sprechi e delle
consulenze, sulla messa in efficien�za delle aziende comunali. Precisai
che avrei declinato tale politica in senso progressista, in difesa dei
cit�tadini colpiti dalla crisi e contra�stando le linea delle
privatizzazioni che in genere portano vantaggi per pochi e incrementi
tariffari per tut�ti. Per queste ragioni ho a pi� ripre�se parlato di
un�azione di rigore nel pubblico per la difesa del pubbli�co� .
E alla fine come � andata?
�Dopo undici mesi posso dire che sul versante del bilancio abbia�mo
ottenuto dei risultati rilevanti. Un esempio lampante � quello dei
debiti fuori bilancio, che nel 2008 avevano raggiunto il valore record
di cento milioni di euro. Ebbene, do�po i provvedimenti del maggio
scor�so, si � determinata una fortissima contrazione dei debiti fuori
bilan�cio, che nell�ultima ricognizione hanno appena superato i 5
milioni, contro i 22 dello stesso periodo del 2008. Solo grazie a questa
politica di rigore � stato possibile incremen�tare i rimborsi per la
Tarsu, tampo�nando gli effetti del decreto Bertola�so, che ci ha
costretto ad aumentare la tassa. Sulla gestione del bilancio credo
dunque di avere dimostrato che a Napoli si pu� fare buona
am�ministrazione. Diverso per� � il ca�so delle societ� partecipate del
Co�mune. A questo riguardo, sussiste un nodo politico che � duro a
scio�gliersi, e che mi ha impedito di av�viare un�azione di
rinnovamento�.
Appunto. La mancata privatiz�zazione ha fatto s� che tutti i car�rozzoni
pubblici o semi-pubblici rimanessero l� dov�erano.
�Se � per questo abbiamo avuto svariati esempi di privatizzazioni
disastrose, persino dentro il Comu�ne di Napoli, come dir� tra poco. I
problemi non si risolvono certo affi�dando ai privati il mercato
struttu�ralmente protetto dei servizi pub�blici. Basta chiedere ai
cittadini che oggi si trovano a fare i conti con le societ� private
dell�acqua se sono contenti dell�innalzamento delle ta�riffe. Il
problema � un altro, e verte sulla volont� o meno di far funzio�nare la
cosa pubblica. Purtroppo, salvo rare eccezioni, la realt� delle societ�
partecipate del Comune di Napoli resta figlia di un modo di fa�re
politica che ha avuto la meglio in questi anni, che si � annidato
so�prattutto tra le frange egemoni del Partito democratico e che sta
evi�denziando i suoi limiti e le sue de�generazioni. Mi riferisco a un
com�plesso scoordinato di strategie che puntano a proteggere interessi
par�ticolari, e che tendono a usare le partecipate come macchine per il
consenso , legate a prebende e a pri�vilegi. Sono criteri di gestione
che finiscono col mortificare i cittadini e gli stessi lavoratori delle
aziende comunali, in larghissima parte one�sti e volenterosi�.
Lei fa affermazioni molto pesan�ti e, del resto, � proprio perch� questa
realt� era ed � arcinota che da pi� parti si � indicata la via del�le
privatizzazioni.
�Pensa ancora che la vecchia lita�nia delle privatizzazioni rappresen�ti
la manna dal cielo? Ma si tratta di una ricetta chiaramente superata dai
fatti! Se il futuro ci riserva una scelta tra capitalisti imbolsiti a
cac�cia di rendite facili e politici che trat�tano la cosa pubblica come
un affa�re privato, stiamo proprio freschi. La verit� � che quando �
nata la giunta dei professori , in uno scena�rio politico di emergenza,
i rapporti tra i vertici del governo comunale e i vecchi apparati erano
tesi, e que�sto apriva spazi al rinnovamento. Per una breve fase �
apparso possi�bile applicare anche alle partecipate la cultura del fare
bene . In questo senso ho spinto per una riduzione del numero dei
consiglieri di ammi�nistrazione e per contenere le remu�nerazioni dei
dirigenti, alcuni dei quali si comportano come vera e propria casta
delle partecipate. Ho evitato di avanzare mie proposte, ma mi sono
operato per chiarire che non sarebbero state prese in nessuna
considerazione figure pro�fessionali non realmente adeguate agli
incarichi. Ho anche impostato un osservatorio sui servizi pubblici
locali nell�ambito del quale i sinda�cati e le associazioni dei
consumato�ri avrebbero avuto un potere di con�trollo sulla qualit� dei
servizi�.
Ecco, fin qui le buone intenzio�ni. E poi?
�Per la verit� non ero affatto con�siderato un portatore di buone
in�tenzioni , nell�apparato... Tutt�altro. Ad ogni modo, col passare dei
mesi la situazione politica si � normaliz�zata , i margini d�azione si
sono via via ristretti, fino ad annullarsi. � di�ventato difficile per
l�assessorato persino acquisire informazioni. Per ottenere
dall�amministratore dele�gato di Napoli Servizi alcuni sempli�ci notizie
su curriculum e incarichi dirigenziali � stata necessaria la vo�stra
campagna di stampa e la solle�vazione del Consiglio comunale. Un caso
simile � quello dell�ex as�sessore Cardillo, che fu assunto in tempi
record come direttore gene�rale dalla societ� Sto�, nel dicem�bre
scorso, tre giorni dopo le sue di�missioni dalla giunta e due settima�ne
prima di essere arrestato. Ebbe�ne, anche in questo caso non sono
riuscito ad avere informazioni su�gli incarichi. L�unica cosa che ho
ca�pito � che quella societ� non ha ri�spettato il codice etico per le
assun�zioni approvato dal Comune�.
Non credo siano gli unici casi.
�Un ulteriore esempio � dato dal�la Elpis, una societ� mista � al 51%
del Comune e al 49% della srl mila�nese Aip � che si occupa di
affis�sioni e pubblicit�. La Elpis � una specie di buco nero. E desta
stupo�re il fatto che si sia reso necessario ricorrere a privati, dal
momento che i grandi Comuni, come Milano e Roma, gestiscono direttamente
il servizio ottenendo proventi che su�perano i 14 euro per abitante,
con�tro i 2 euro di Napoli. Come dire che il Comune incassa ogni anno
circa 12 milioni in meno di quanto potrebbe. E gli abusi sono fuori da
ogni controllo. Tutto ci� la dice lun�ga sulla vulgata secondo cui i
priva�ti aumenterebbero l�efficienza. La verit� � che la pretesa di
risolvere i problemi con le privatizzazioni � priva di senso, se non
quello di as�secondare gli interessi di capitali privati senza idee, a
caccia di merca�ti protetti�.
Lei dice che per le pubblicizza�zioni c�� un modo giusto e uno sbagliato
per farle. Potrei dirle che lo stesso criterio vale per le
privatizzazioni: dipende tutto da come si fanno.
�Potrei ribattere che i decenni Ot�tanta e Novanta sono stati domina�ti
dalle privatizzazioni e che non � andata affatto bene. Ecco perch� so�no
in tanti a ritenere che sia tempo di sperimentare politiche pubbli�che
rigorose, feroci coi parassiti, ma pubbliche. Il problema � che, con le
nefande strette di bilancio governative che incombono, pro�prio le
resistenze al cambio di men�talit� nelle partecipate crea un otti�mo
alibi per le privatizzazioni. Si tratta di un pericolo che corrono tutti
i pubblici servizi, inclusa l�ac�qua. La recente decisione della giunta
regionale della Campania di privatizzare la gestione di due ac�quedotti
costituisce un preoccupan�te indizio, in questo senso. Cos� co�me la
volont� del cda dell�Ato 2 di continuare a ostacolare la linea
del�l�acqua pubblica rappresenta un fat�to gravissimo, che io non posso
ac�cettare dal momento che contrasta con la linea indicata in questi
mesi dal mio assessorato e soprattutto dal Consiglio comunale. Le
reticen�ze e i continui rinvii del consiglio di amministrazione dell�Ato
2 ri�schiano di portarci diritti alla priva�tizzazione dell�acqua. �
anche per lanciare un allarme su questo peri�colo che mi dimetto�.
Ha valutato che le sue dimissio�ni potrebbero compromettere
ul�teriormente la tenuta del centrosi�nistra a Napoli?
�I problemi che pongo vanno ben al di l� dell�esperienza specifi�ca mia
o del Comune di Napoli. A me pare infatti che in questi anni le forze di
centro-sinistra, soprattut�to nel Mezzogiorno, abbiano asse�condato uno
scivolamento verso un uso particolaristico dei servizi pubblici, forse
anche in base al�l�idea che le politiche di effettivo in�teresse
collettivo non avrebbero re�so, in termini di voti, quanto le ge�stioni
piegate a fini specifici, e al li�mite clientelari. Ecco, io credo che
questa logica sia stata disastrosa, per motivi non solo etici ma anche
strettamente politici. Il motivo � semplice: sul terreno degli
interes�si particolari le destre riescono mol�to meglio, e quindi
inseguendole o si finisce per diventare esattamen�te uguali a loro,
oppure si perde. Te�mo fortemente che possa essere proprio questo il
triste bivio della politica prossima ventura. Eppure le forze vive e
oneste in questa citt� ci sono e mi sono state vicine, in questi mesi.
La loro voglia di riscat�to � tanta. Mi dimetto anche per da�re una
chance futura alle loro istan�ze. Dopotutto gli uomini possono passare,
ma le idee se sono buone restano in gioco, e se riescono a dif�fondersi
alla fine si impongono�.
10 dicembre 2009
++
cit off
++
Commento di de Magistris:
http://www.youtube.com/watch?v=ydHN7ccFiFU
Chi � Realfonzo?
su wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Realfonzo
sul suo blog:
http://www.riccardorealfonzo.com/
Saluti felicit�,
L