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Le prostitute. Le donne in genere le vivono diversamente rispetto agli uomini?

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shirin3006

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Mar 28, 2013, 10:45:00 AM3/28/13
to
Prendo spunto dal 3d "Grave senso di colpa (motivato)", in cui mi
sembra di vedere due posizioni molto pi� comuni tra gli uomini che tra
le donne, e precisamente:
1) le prostitute *spesso* non sono costrette a scendere sulla strada
n� a fare quell' attivit�;
2) (di conseguenza?) perch� rimproverarsi di frequentarle?
Intendiamoci, anche diverse donne la pensano in questo modo. Ma la
sensazione � che gli uomini siano molti di pi�. Perch�, secondo voi,
questa maggiore "scioltezza" degli uomini rispetto alla prostituzione
(femminile)?
Le motivazioni sono soltanto sociologiche, o c' � invece come una
maggior propensione maschile a "consumare" egoisticamente un piacere?
E se s�, perch�, secondo voi?
Grazie.

----
Shirin3006

Fabio C.

unread,
Mar 28, 2013, 4:57:42 PM3/28/13
to
shirin3006 <onda....@alice.it> ha scritto:

>1) le prostitute *spesso* non sono costrette a scendere sulla strada
>n� a fare quell' attivit�;
>2) (di conseguenza?) perch� rimproverarsi di frequentarle?

Secondo me un uomo che va con una prostituta sa che invece *spesso* sono
costrette a scendere in strada per fare quell'attivit�, ma in quel
momento non ci vuole pensare oppure pensa che in realt� non sia poi cos�
grave.
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Massimo Soricetti

unread,
Mar 28, 2013, 2:51:43 PM3/28/13
to
On 28/03/2013 15:45, shirin3006 wrote:
> 1) le prostitute *spesso* non sono costrette a scendere sulla strada
> n� a fare quell' attivit�;

Sar� banale, ma � vero. Nessuno � mai costretto a niente, c'� sempre una
scelta. Nella vulgata popolare la prostituzione � lo sbocco criminoso
della disperazione femminile. L'equivalente sbocco al maschile � rubare.
Ma comunque non � mai l'unica possibilit�. Forse la pi� facile, ma mai
l'unica.


> Intendiamoci, anche diverse donne la pensano in questo modo. Ma la
> sensazione � che gli uomini siano molti di pi�. Perch�, secondo voi,
> questa maggiore "scioltezza" degli uomini rispetto alla prostituzione
> (femminile)?

IMHO � una questione di abitudine alla responsabilit�.
Un uomo ha una coscienza molto maggiore di stare facendo una scelta
precisa: quando agisce � pi� abituato ad assumersi in prima persona
costi e rischi. Una donna invece questa coscienza ce l'ha molto meno,
mediamente. Socialmente � pi� condizionata a obbedire, meno
responsabile, meno consapevole di stare facendo una scelta. Pi� portata
a sentirsi (e proclamarsi) vittima incolpevole.

Per cui quando un uomo va con una prostituta gli pare ovvio che non sta
vittimizzando nessuno: lei ha scelto di farlo, quindi per definizione
non � una vittima. Ha dei protettori? Se s�, perch� non li denuncia,
perch� non scappa, perch� (al limite) non li uccide a costo di restarci
secca o beccarsi l'ergastolo? Queste sono le vie "maschili" per uscire
da una situazione di soprusi, e nota bene che sono percorribili anche
dalle donne, sia pure con pi� difficolt�. Se una donna non fa queste
scelte, beh... anche quella � una scelta che fa.

Chiaro che questo non � vero sempre o per tutte, ma per molte s�. C'era
un thread su Schettino e il naufragio della costa concordia, un anno fa,
in cui � uscito fuori un discorso su certo tipo di concezione femminile
del mondo che la responsabilit� non la contempla proprio, per cui quelli
che accettano di stare sotto le loro sottane sono sempre figli di mamma,
qualunque cosa combinino... ecco, in caso di crimine quel tipo di donne
l� si proclameranno sempre e comunque vittime, a prescindere da tutto.
E' l'estremizzazione del concetto di cui parlo.

-------------------------------------------------------

Oppure, volendo dare una spiegazione completamente diversa, � che l'uomo
da semplice consumatore di un servizio non ha interesse a sapere cosa
c'� dietro il bancone, finch� la qualit� e il prezzo sono soddisfacenti.
Pu� essere parzialmente vero, certo, perch� la situazione � proprio
quella, ma allora sarebbe moralmente pi� proficuo per i clienti dire che
le prostitute sono vittime, compatirle e dire che tutto sommato gli
fanno del bene, pagandole. Non mi pare convincente...

shirin3006

unread,
Mar 30, 2013, 5:37:03 AM3/30/13
to
On 28 Mar, 21:57, Fabio C. <carmojj_removeth...@libero.it.invalid>
wrote:
> shirin3006 <onda.mar...@alice.it> ha scritto:
Penso anch' io cos�, ma in quel 3d c' erano opinioni del tipo: "Non
farti paranoie, se stanno sulla strada � per loro tornaconto, mica �
vero che tutte sono costrette". Erano opinioni quasi sempre di uomini,
e mi incuriosisce il motivo che le determina. Tu quindi dici che, di
fronte al desiderio, ogni remora passa in secondo piano?

----
Shirin3006

Massimo Soricetti

unread,
Mar 29, 2013, 9:17:38 PM3/29/13
to
On 28/03/2013 20:56, Unil� wrote:
> In presenza di prostitute l'uomo puo' accedere facilmente a rapporti
> sessuali a basso costo e questo abbassa il potere delle donne.

Non direi. Cent'anni fa l'uomo faceva l'amore con la moglie gratis, come
e quando voleva e senza che nessuno potesse dirgli niente, la moglie
meno di tutti (e pi� andiamo indietro nel tempo peggio era). Per� le
prostitute c'erano lo stesso. E le amanti pure, aggiungo. D'accordo che
un rapporto va mantenuto e quindi un p� costa sempre, ma MAI come pagare
una prostituta ogni volta.

Senza contare che anche le donne hanno i loro bravi appetiti, e di mogli
fedifraghe � pieno il mondo: quello dell'idraulico, elettricista,
falegname a tutto servizio � un luogo comune, certo, ma lo � perch�
molto spesso � vero :-)
La differenza, molto pi� modestamente, � che le donne non hanno bisogno
di pagare gli uomini, se vogliono solo fare sesso. E anche cos� i gigol�
esistono, perci� direi che le cose siano molto pi� in parit� di come le
vedi tu.


> Pensate a quelle che hanno fatto carriera dandola o, piu' semplicemente,
> preso un bel voto all'esame all'universit� grazie a un vestito scollato.
> Avrebbero goduto dello stesso privilegio se gli uomini non fossero
> sessualmente repressi? NO.

Un represso, uomo o donna, prova un notevole disagio di fronte a una
persona decisamente sexy/seducente. Un libertino invece prima si gode la
vista e poi prova a tastare il terreno :-D
E se decide che ne vale la pena, non ha problemi a pagare in voti quella
che per lui � solo un altro tipo di prostituta.

Quindi il fenomeno c'�, ma stai accusando il colpevole sbagliato :-)


> Quindi si tratta di una sorta di femminismo ipocrita (non voglio le
> prostitute perche' abbassano il valore di me, che nel mio piccolo mi
> prostituisco anch'io), un po' come le FEMEN che manifestano A SENO NUDO
> contro la PORNOGRAFIA, e si definiscono femministe, ridicolo.

Quello di FEMEN � un fenomeno interessante. Di sicuro attirano
l'attenzione, su questo non c'� dubbio, per cui la protesta di quattro
femen (per qualunque causa sia) ha la stessa copertura mediatica di un
corteo di quattromila persone! Un colpo mica male!!

Pi� che ipocrite le definirei professioniste della protesta.
Sarebbe interessante capire quanto c'� di mestiere, quanto di
esibizionismo e quanto di ideologia nelle loro azioni... secondo me una
persona che agisce cos� dev'essere molto anticonformista, estroversa,
una tipa molto indipendente. E non deve vergognarsi del suo corpo,
quindi deve avere un buon rapporto con la propria immagine allo
specchio: deve piacersi, pi� che sentirsi bella. E deve appartenere,
come ideologia politica, a un partitino di opposizione tipo Pannella o
Vendola, cos� l'impegno per la causa � giustificato dalla necessit� :-)

shirin3006

unread,
Mar 30, 2013, 6:08:37 AM3/30/13
to
On 28 Mar, 19:51, Massimo Soricetti <max...@libero.it> wrote:
> On 28/03/2013 15:45, shirin3006 wrote:
>
> > 1) le prostitute *spesso* non sono costrette a scendere sulla strada
> > n� a fare quell' attivit�;
>
> Sar� banale, ma � vero. Nessuno � mai costretto a niente, c'� sempre una
> scelta.

E' una visione imho troppo rigida, che non tiene conto dei
condizionamenti (magari solo ambientali) che spesso incontriamo. Es.:
partecipo ad un concorso per un posto di lavoro che mi piacerebbe, ma,
pur avendo titoli e requisiti a posto, non vinco. Per� ho bisogno di
guadagnare, e allora accetto un lavoro, meno retribuito e che non
piace, pur di avere di che vivere. Secondo te, ho scelto il secondo
lavoro o sono stata costretta ad accettarlo?

>Nella vulgata popolare la prostituzione � lo sbocco criminoso
> della disperazione femminile.

Disperazione? Per cosa?
>
L'equivalente sbocco al maschile � rubare.

Perch� proprio rubare?

> Ma comunque non � mai l'unica possibilit�. Forse la pi� facile, ma mai
> l'unica.

Appunto, "*mai* l' unica" mi pare un po' troppo categorico....
>

> > Perch�, secondo voi,
> > questa maggiore "scioltezza" degli uomini rispetto alla prostituzione
> > (femminile)?
>
> IMHO � una questione di abitudine alla responsabilit�.
> Un uomo ha una coscienza molto maggiore di stare facendo una scelta
> precisa: quando agisce � pi� abituato ad assumersi in prima persona
> costi e rischi. Una donna invece questa coscienza ce l'ha molto meno,
> mediamente. Socialmente � pi� condizionata a obbedire, meno
> responsabile, meno consapevole di stare facendo una scelta. Pi� portata
> a sentirsi (e proclamarsi) vittima incolpevole.

E' una tua opinione, posso rispettarla ma non la condivido. A me
risulta che, nel mondo, e quindi anche da noi, la responsabilit� di
molte azioni dell' uomo ricada proprio sulla donna. Es.: alcuni (non
tutti) concepimenti non voluti, contagi di malattie sessualmente
trasmesse; e parecchie diffamazioni.
Direi anzi che il condizionamento ad obbedire (che c' �
effettivamente) � l' unica via insegnata alla donna per mantenere l'
approvazione sociale e poter accedere all' *eventuale* aiuto che la
societ� pu� offrirle per rimediare in qualche modo alla situazione in
cui l' irresponsabilit� (se preferisci: scelta di irresponsabilit�)
dell' uomo l' ha messa.

>
> Per cui quando un uomo va con una prostituta gli pare ovvio che non sta
> vittimizzando nessuno: lei ha scelto di farlo, quindi per definizione
> non � una vittima.

Non sar� invece un "mettere la testa sotto l' ala" per il proprio
tornaconto momentaneo?

Ha dei protettori? Se s�, perch� non li denuncia,
> perch� non scappa, perch� (al limite) non li uccide a costo di restarci
> secca o beccarsi l'ergastolo? Queste sono le vie "maschili" per uscire
> da una situazione di soprusi, e nota bene che sono percorribili anche
> dalle donne, sia pure con pi� difficolt�. Se una donna non fa queste
> scelte, beh... anche quella � una scelta che fa.

Una donna *in genere* queste cose non le per due motivi: a) �
fisicamente meno robusta di un uomo, quindi nel lottare con lui
avrebbe la peggio: e lo sa; b) *almeno in Italia* purtroppo le
violenze contro le donne, esecrate a parole da tutti, restano
praticamente impunite: � il sistema- giustizia che non funziona, ma
tutto questo una donna lo sa. Di conseguenza, spesso evita di
peggiorare la sua situazione attuale, da cui spesso sa/ spera di poter
liberarsi solo con la fuga, mediante un' azione che *solo sulla carta*
le assicura di venirne fuori.

> Chiaro che questo non � vero sempre o per tutte, ma per molte s�. C'era
> un thread su Schettino e il naufragio della costa concordia, un anno fa,
> in cui � uscito fuori un discorso su certo tipo di concezione femminile
> del mondo che la responsabilit� non la contempla proprio, per cui quelli
> che accettano di stare sotto le loro sottane sono sempre figli di mamma,
> qualunque cosa combinino... ecco, in caso di crimine quel tipo di donne
> l� si proclameranno sempre e comunque vittime, a prescindere da tutto.

Vedo di recuperare il 3d, che non ho per niente presente. Per far
prima, ti ricordi, almeno approssimativamente il titolo? Grazie.


> -------------------------------------------------------
>
> Oppure, volendo dare una spiegazione completamente diversa, � che l'uomo
> da semplice consumatore di un servizio non ha interesse a sapere cosa
> c'� dietro il bancone, finch� la qualit� e il prezzo sono soddisfacenti.
> Pu� essere parzialmente vero, certo, perch� la situazione � proprio
> quella, ma allora sarebbe moralmente pi� proficuo per i clienti dire che
> le prostitute sono vittime, compatirle e dire che tutto sommato gli
> fanno del bene, pagandole. Non mi pare convincente...

B�h, � proprio quello che dicono alcuni uomini... ;-)

----
Shirin3006


Antonio

unread,
Mar 30, 2013, 6:51:24 AM3/30/13
to

"shirin3006" <onda....@alice.it> ha scritto ...

[cut]
> Le motivazioni sono soltanto sociologiche, o c' � invece come una
> maggior propensione maschile a "consumare" egoisticamente un piacere?
> E se s�, perch�, secondo voi?
> Grazie.

Di motivazioni sociologiche non ne vedo, visto che la prostituzione,
definita spesso "il mestiere piu' antico", e' sempre stata presente in tutti
i popoli e in ogni epoca.
Penso che tu abbia ragione quando ritieni che ci sia una propensione
maschile al consumo egoistico del piacere.
La donna non sempre e' disponibile ad un rapporto sessuale occasionale. Ha
bisogno anche di provare un'attrazione, non dico sentimentale, ma quantomeno
di natura affettiva.
Mi capita spesso, ad un mercatino dell'antiquariato, di vedere i tariffari
delle vecchie case di tolleranza (risalenti agli anni '30-'40). Si legge,
con accanto il relativo prezzo, questo tipo di prestazioni: semplice,
doppia, 1/4 d'ora, mezz'ora e un'ora.
Dunque, se gia' la terza tariffa e' 1/4 d'ora, va da se' che la "semplice"
non durasse piu' di cinque minuti. Penso che oggi pochi, che vogliano
davvero andare con una prostituta, accetterebbero una simile limitazione.
Comunque se succedeva, gia' questo la dice lunga su come veniva inteso il
rapporto sessuale, solo 70-80 anni fa. Ma non credo che oggigiorno le cose
siano molto cambiate.
Per che sia cosi', perche' ci sia questa "asimmetria" fra l'uomo e la donna,
non saprei dire. Forse qualche antropologo culturale potrebbe fare qualche
ipotesi.

Ciao,
Antonio

Massimo Soricetti

unread,
Mar 30, 2013, 5:54:03 PM3/30/13
to
Il 30/03/2013 11:08, shirin3006 ha scritto:
>
> guadagnare, e allora accetto un lavoro, meno retribuito e che non
> piace, pur di avere di che vivere. Secondo te, ho scelto il secondo
> lavoro o sono stata costretta ad accettarlo?

Hai scelto, senza dubbio. Per "avere di che vivere" potevi farti novizia
in un ordine monastico, tanto per dire. E' un'altra strada praticabile,
e in passato la si praticava.

>
> >Nella vulgata popolare la prostituzione è lo sbocco criminoso
>> della disperazione femminile.
>
> Disperazione? Per cosa?

Il "non avere di che vivere" che citavi sopra, tre secondi fa.


>>
> L'equivalente sbocco al maschile è rubare.
>
> Perchè proprio rubare?

E perché proprio fare la prostituta, fra le tante possibilità? Perché
non l'assassino prezzolato, se non vogliamo citare la suorina di cui
sopra? :-)
Mi risponderai che "una donna queste cose non le fa perché fisicamente
non predisposta" ma per tirare un grilletto non ci vuole mica tutta
questa forza. Sono tarati per scattare dagli 80 ai 150 grammi di pressione.


> Direi anzi che il condizionamento ad obbedire (che c' è
> effettivamente) è l' unica via insegnata alla donna per mantenere l'
> approvazione sociale e poter accedere all' *eventuale* aiuto che la
> società può offrirle per rimediare in qualche modo alla situazione in
> cui l' irresponsabilità (se preferisci: scelta di irresponsabilità)
> dell' uomo l' ha messa.

La responsabilità che la società ti assegna è molto diversa dalla VERA
responsabilità morale. Quella che tu citi è la reputazione di una
persona, non la sua responsabilità nei fatti che la vedono coinvolta.

La società ti assegna un ruolo (sociale) e nel giudicarti somma sempre
la colpa reale che hai alla quantità di colpa che "erediti" dal ruolo,
in più o in meno, e a una "colpa intrinseca" che dipende da quanto bene
o quanto male interpreti il ruolo assegnato, cioè da quanto soddisfi le
aspettative che la società ripone in te :-)



> violenze contro le donne, esecrate a parole da tutti, restano
> praticamente impunite: è il sistema- giustizia che non funziona, ma
> tutto questo una donna lo sa. Di conseguenza, spesso evita di
> peggiorare la sua situazione attuale, da cui spesso sa/ speradi poter
> liberarsi solo con la fuga, mediante un' azione che *solo sulla carta*
> le assicura di venirne fuori.

Per le prostutite ci sono programmi di riabilitazione, associazioni che
le aiutano a togliersi dalla strada. Ricorrere a loro è un rischio, ma è
possibile. Se non vuoi correre nessun rischio per avere quello che vuoi,
se vuoi solo certezze, non ci ricorrerai mai. Ma questo vuol dire,
sostanzialmente, che ti sta bene stare come stai. Perché se non è così
uno prima o poi FA QUALCOSA, rischioso o no.

(Nota bene che nel mio sistema di valori il sedersi sulla tazza del
cesso a piangere la propria sfiga non è considerato "fare qualcosa"... è
solo autocompassione, l'equivalente di drogarsi)




> Vedo di recuperare il 3d, che non ho per niente presente. Per far
> prima, ti ricordi, almeno approssimativamente il titolo? Grazie.

"Io, mamma e schettino"

shirin3006

unread,
Mar 30, 2013, 5:27:14 PM3/30/13
to
On 30 Mar, 11:51, "Antonio" <maxwell...@hotmail.com> wrote:
> "shirin3006" <onda.mar...@alice.it> ha scritto ...
>
> [cut]
>
> > Le motivazioni sono soltanto sociologiche, o c' è invece come una
> > maggior propensione maschile a "consumare" egoisticamente un piacere?
> > E se sì, perchè, secondo voi?
> > Grazie.
>
> Di motivazioni sociologiche non ne vedo, visto che la prostituzione,
> definita spesso "il mestiere piu' antico", e' sempre stata presente in tutti
> i popoli e in ogni epoca.

Mentre scrivevo pensavo proprio questo, e mi chiedevo se per caso (?)
la prostituzione (femminile) rispondesse ad un' esigenza (quale che
fosse, da identificare) volta al mantenimento dello status quo
sociale.

> Penso che tu abbia ragione quando ritieni che ci sia una propensione
> maschile al consumo egoistico del piacere.
> La donna non sempre e' disponibile ad un rapporto sessuale occasionale. Ha
> bisogno anche di provare un'attrazione, non dico sentimentale, ma quantomeno
> di natura affettiva.

E qui penso che abbia ragione tu, evidenze/ apparenze alla mano.

> Mi capita spesso, ad un mercatino dell'antiquariato, di vedere i tariffari
> delle vecchie case di tolleranza (risalenti agli anni '30-'40). Si legge,
> con accanto il relativo prezzo, questo tipo di prestazioni: semplice,
> doppia, 1/4 d'ora, mezz'ora e un'ora.
> Dunque, se gia' la terza tariffa e' 1/4 d'ora, va da se' che la "semplice"
> non durasse piu' di cinque minuti. Penso che oggi pochi, che vogliano
> davvero andare con una prostituta, accetterebbero una simile limitazione.

Una volta, mentre gironzolavo per foto in Lucchesia, trovai una
vecchia casa chiusa, abbandonata. Ci entrai, e vidi che in molte
stanzette c' era il lavabo a muro in camera. Mi colpì un avviso
scritto su un cartello al di sopra di esso: "Vietato pisciare nel
lavandino, se no puzza".... Evidentemente le esigenze, igieniche e
edonistiche (diciamo così), allora erano molto diverse, direi proprio
inferiori.

> Comunque se succedeva, gia' questo la dice lunga su come veniva inteso il
> rapporto sessuale, solo 70-80 anni fa. Ma non credo che oggigiorno le cose
> siano molto cambiate.

Infatti. Settanta o poco più anni mi sembrano pochi per cambiare una
mentalità, una propensione culturale, o come altro la si voglia
chiamare.

> Per che sia cosi', perche' ci sia questa "asimmetria" fra l'uomo e la donna,
> non saprei dire. Forse qualche antropologo culturale potrebbe fare qualche
> ipotesi.

Il punto è anche questo. :-)
Ma l' antropologia culturale darebbe (come in effetti ha dato) una
risposta più storica ed economica. Invece a me interesserebbe
maggiormente una risposta più profonda, anche se non individuale.
Ciao. :-)



Message has been deleted

Vincenzo Del Piano

unread,
Mar 30, 2013, 3:48:44 PM3/30/13
to

"shirin3006" <onda....@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:2c95c93b-7ac4-4995...@n2g2000yqg.googlegroups.com...
>
> Perchč, secondo voi, questa maggiore "scioltezza" degli uomini
> rispetto alla prostituzione (femminile)?
> Le motivazioni sono soltanto sociologiche, o c' č invece come una
> maggior propensione maschile a "consumare" egoisticamente un piacere?
> E se sě, perchč, secondo voi?

IMHO, i maschi sono "educati" a utilizzare il denaro come misura delle cose.
Come Significante Unico e strumento di scambio.
Ciň implica che se si paga, si č a posto.
In effetti, si deve osservare che quel tipo di "educazione" č ormai anche di
molte donne (anche se non tutte) ... e manco si parla piů di prostituzione
se una ragazza si fa pagare quanto ella crede di valere. E non hanno nulla
da obiettare nemmeno i genitori (!) di una ragazza che si faccia valutare e
pagare bene.
Esempi "illustri" non mancano ... :-))

.--
Vincenzo


shirin3006

unread,
Mar 30, 2013, 6:05:43 PM3/30/13
to
On 30 Mar, 02:17, Massimo Soricetti <max...@libero.it> wrote:

> La differenza, molto più modestamente, è che le donne non hanno bisogno
> di pagare gli uomini, se vogliono solo fare sesso.

Così dicendo, sottintendi che un uomo, di fronte alla possibilità di
consumare un rapporto, ci si butti "a pesce", prescindendo perfino
dalle attrattive estetiche della donna.... In qualche caso, forse, può
essere vero, ma non può essere così per tutti.

> E anche così i gigolò
> esistono, perciò direi che le cose siano molto più in parità di come le
> vedi tu.

Il gigolò è in posizione diversa dalla prostituta, quanto meno perchè
è *socialmente* invidiato per la sua capacità di "reggere" in
condizioni anche difficili (donne brutte, ambienti poco consoni,
ecc.). Inoltre riesce a difendersi meglio in caso di aggressioni,
fidando sulla maggiore forza fisica, rispetto alla donna. Per di più,
è difficile che un uomo *medio*, trovandosi in difficoltà economiche,
decida di mettere a frutto "suo fratello"...
>
> > Pensate a quelle che hanno fatto carriera dandola o, piu' semplicemente,
> > preso un bel voto all'esame all'università grazie a un vestito scollato.

Questa storia dell' esame superato grazie alla scollatura o alla gonna
corta è una leggenda metropolitana che probabilmente non morirà mai.
Ma, per capire che non ha senso, basta fare una semplice riflessione:
al prof cosa converrebbe di più, in quella situazione? Promuovere l'
allieva procace, e di conseguenza perdere ogni potere su di lei;
oppure bocciarla, anche più di una volta, proporle magari "lezioni" di
supporto, e così "godersela" fino a cavarsi la voglia?

> > Avrebbero goduto dello stesso privilegio se gli uomini non fossero
> > sessualmente repressi? NO.
>
> Un represso, uomo o donna, prova un notevole disagio di fronte a una
> persona decisamente sexy/seducente. Un libertino invece prima si gode la
> vista e poi prova a tastare il terreno :-D

Appunto. Ecco perchè le donne non superano gli esami e non fanno
carriera "dandola". Inoltre, a "darla" son buone tutte; a superare
gli esami e a far carriera, no.

> E se decide che ne vale la pena, non ha problemi a pagare in voti quella
> che per lui è solo un altro tipo di prostituta.

Ha poco senso. Perchè l' uomo di potere dovrebbe pagare questa
prostituta non "di strada" che è in posizione di subordinazione, ma
non ha nessuno che riesca a far valere il suo diritto al pagamento? La
prostituta "di strada" almeno ha il protettore, che interviene per
farsi dare i soldi dal cliente "spilorcio". Ma la studentessa
universitaria o l' aspirante dirigente a chi e dicendo cosa possono
pretendere il buon voto o la promozione? Possono forse dire: "L'
accordo era che io gliela dessi e lui mi promuovesse?" DD


>
> Quindi il fenomeno c'è, ma stai accusando il colpevole sbagliato :-)
>
> > Quindi si tratta di una sorta di femminismo ipocrita (non voglio le
> > prostitute perche' abbassano il valore di me, che nel mio piccolo mi
> > prostituisco anch'io), un po' come le FEMEN che manifestano A SENO NUDO
> > contro la PORNOGRAFIA, e si definiscono femministe, ridicolo.
>
> Quello di FEMEN è un fenomeno interessante.

;-)


> Più che ipocrite le definirei professioniste della protesta.
> Sarebbe interessante capire quanto c'è di mestiere, quanto di
> esibizionismo e quanto di ideologia nelle loro azioni...

Secondo te, se nessun uomo si interessasse dei loro seni al vento,
esisterebbero?

> secondo me una
> persona che agisce così dev'essere molto anticonformista, estroversa,
> una tipa molto indipendente. E non deve vergognarsi del suo corpo,
> quindi deve avere un buon rapporto con la propria immagine allo
> specchio: deve piacersi, più che sentirsi bella. E deve appartenere,
> come ideologia politica, a un partitino di opposizione tipo Pannella o
> Vendola, così l'impegno per la causa è giustificato dalla necessità :-)

Forse sbaglio, ma mi par di leggere nelle tue parole un certo
compiacimento... ;-)
Niente di male, per carità, è che proprio questo mi sta facendo
pensare che probabilmente la mia domanda, qui, in un ng di psicologia,
è OT.

----
Shirin3006

elledi

unread,
Mar 31, 2013, 12:04:48 PM3/31/13
to
Il 28/03/13 19.51, Massimo Soricetti ha scritto:


> IMHO è una questione di abitudine alla responsabilità.
> Un uomo ha una coscienza molto maggiore di stare facendo una scelta
> precisa: quando agisce è più abituato ad assumersi in prima persona
> costi e rischi. Una donna invece questa coscienza ce l'ha molto meno,
> mediamente. Socialmente è più condizionata a obbedire, meno
> responsabile, meno consapevole di stare facendo una scelta. Più portata
> a sentirsi (e proclamarsi) vittima incolpevole.

okkio che, almeno in Italia, é il contrario secco.
Una donna deve prendersi la responsabilitá del proprio corpo,
dell'allevamento dei figli, della gestione della famiglia e poi magari
anche del lavoro.
Cose che incidono molto di piú sul sociale e sulla formazione umana
globale dell'uomo che si assume responsabilitá piú marginali e per un
compenso diretto: soldi o/e potere. Anche la famiglia che nasce sui
sentimenti gli diventa spesso e rapidamente una cosa funzionale.
(statistica lombarda sui congedi maternitá per uomo: li prendono per
andare in ferie :-D)
Poi che le persone non siano consapevoli di questo e ci tirino su delle
righe é un'altra faccenda. E che le cose stiano cambiando alla grande
con una deresponsabilizzazione totale e diffusa e una vendita di corpi
inimmaginabile, all'interno di una collusione pazzesca fra poteri, é
ancora un'altra.

Imho al cubo, parlando per oggi: l'uomo non la vede vittima perché gli
conviene. Formalmente, con un pensiero logico che sa di sillogico, lui
dice "io dó ogni giorno il mio corpo merce-lavoro per un utile quindi
allo stesso modo lo fa lei. Se non sono colpevole io non lo é neanche
lei, se ho una convenienza io ce l'ha anche lei". Chiaro che non é
consapevole del pensiero ma io ci giurerei che in ogni uomo ogni mattina
che si alza e va al lavoro c'é una prostituzione. Poi la chiamano
compromesso mediazione, strategia, marketing...


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elledi

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Mar 31, 2013, 12:59:40 PM3/31/13
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Il 28/03/13 20.56, Unilì ha scritto:

> Perche' il potere della donna nella società è data dal fatto che l'uomo
> sbava.

Troppo facile imho, il potere é dato che "se vuoi dei
figli/eredi/perpetuanti il tuo, passi attraverso di me".
Poi marginalmente é vero anche che é implicata la donna ma i figli lei
puó farseli e allevarseli da sola ignorando la di lui esistenza.
Puó persino, oggi, ignorarla fisicamente.
E questo é intollerabile e va sottomesso.
Allora le stigmate: la dá/ non la dá/ é troia/ é santa/...
Basta andare su un qualsiasi articolo sulle donne e leggere i commenti
sotto: sono solo di uomini che parlano e definiscono. Donne rare al
punto da poterle cosiderare inesistenti se non fake.
E cos'é se non un'ansia pervasiva sottesa? Che poi diventa aggressivitá,
che poi diventa violenza.

Guardare per es. i commenti qui: allucinanti
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/24/i-seni-nudi-delle-femen-e-lipocrisia-dellitalia/511125/
c'é persino la solidarietá con i poliziotti che le hanno picchiate.

> Avrebbero goduto dello stesso privilegio se gli uomini non fossero
> sessualmente repressi? NO.

Non l'ho capita: uno che sbava e che cerca un rapporto sessuale o anche
che si fa ricattare sul rapporto sessuale, non lo definirei represso.

Per il resto: "lei fa carriera perché la dá" direi che é un ennesimo
marchio. Per quelle che lo fanno ce ne sono migliaia che si stracciano
di quadrupli lavori. E non bastano dieci olgettine sui tabloid per
definire il resto delle donne. Direi che é becero maschilismo pure quello.

> le FEMEN che manifestano A SENO NUDO
> contro la PORNOGRAFIA, e si definiscono femministe, ridicolo.

Eh, ma appunto, genericamente parlando dicono "tu uomo hai definito che
io sono interessante e mi guardi solo in quanto ho degli attributi
sessuali- per il resto io non esisto o quasi, quindi sto evidenziando la
tua contraddizione non la mia"
Ma questo é forse anche marginale perché dicono pure che
"nell'inflazione di tette e culi da per ogni con gli avanzi, se si
mostra un corpo, un corpo normale che non invita, non seduce, non
ammicca ma un seno e basta, quello che ti ha allattato e allora non era
pornografia com'é che poi tu uomo lo riporti alla pornografia invece che
rispettarlo? Cos'ha di diverso da quello di tua madre o tua sorella?"
Okkio che questa cosa del corpo stravolto, usato, mercificato, mal
interpretato, porta poi dritto a un altra pesantissima: nessun giornale,
nessun politico, nessun salotto psy ha analizzato che i vecchietti, col
palo della lap dance in salotto e 10 tipe disponibili a vestirsi da
conigliette, stanno dicendo a tutte le famiglie che é normale che un
uomo, papi, marito, moroso, fratello o nonno si metta il palo della lap
dance in tavernetta e inviti le figlie o le nipotine e le amiche delle
figlie a bighellonare seminude. Che é normale, quasi auspicabile, che
mia figlia,sorella,nipote partecipi, che mio figlio, fratello, padre,
nonno, segua quella strada, che le mogli siano conniventi e se non lo
sono vadano a stare all'albergo".
Pensiamolo un attimo applicato alle nostre personali relazioni affettive
e vediamo che ci dice l'anima.
O sará "tavernetta per tutti!"? :-D


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Massimo Soricetti

unread,
Mar 31, 2013, 3:15:02 PM3/31/13
to
Il 31/03/2013 18:04, elledi ha scritto:
>
> okkio che, almeno in Italia, é il contrario secco.
> Una donna deve prendersi la responsabilitá del proprio corpo,
> dell'allevamento dei figli, della gestione della famiglia e poi magari
> anche del lavoro.

Io stavo parlando in linea di principio, il che mi tornava comodo perché
è un dominio in cui le cose sono molto più chiare... è verissimo che
tutto quel che dici ricasca sulle spalle delle donne, che vengono
condizionate fin da piccole a farsene carico. Gli uomini sono in genere
molto meno responsabilizzati socialmente, ma questo sta (lentamente)
cambiando. Credo che cambierà ancora più in fretta in futuro, ma non so
se nella direzione dove stiamo andando ora.



>
> Imho al cubo, parlando per oggi: l'uomo non la vede vittima perché gli
> conviene.Formalmente, con un pensiero logico che sa di sillogico, lui
> dice "io dó ogni giorno il mio corpo merce-lavoro per un utile quindi
> allo stesso modo lo fa lei.

Se tutti/e sono prostitute, allora nessuno/a lo è. Giusto.



> consapevole del pensiero ma io ci giurerei che in ogni uomo ogni mattina
> che si alza e va al lavoro c'é una prostituzione.

E' uno dei possibili modi di vedere il lavoro, sì :-D
Anticamente c'erano gli schiavi, i servi della gleba ecc. che lavoravano
24/7/365 e c'erano i signori che non lavoravano mai: adesso c'è la
prostituzione generalizzata 8 ore al giorno per tutti, o se preferisci
la schiavitù a mezzo servizio :-)

Questo modo di vedere è giustificato dal fatto che anche nel mondo del
lavoro si sparano delle gran balle: chi offre lavoro parla di principi,
amore x il lavoro, i valori aziendali, l'azienda come una grande
famiglia ecc. salvo poi rimangiarsi tutto quando le cose vanno male, o
anche prima :-)

Massimo Soricetti

unread,
Mar 31, 2013, 2:43:47 PM3/31/13
to
Il 30/03/2013 23:05, shirin3006 ha scritto:
>
> Così dicendo, sottintendi che un uomo, di fronte alla possibilità di
> consumare un rapporto, ci si butti "a pesce", prescindendo perfino
> dalle attrattive estetiche della donna.... In qualche caso, forse, può
> essere vero, ma non può essere così per tutti.

C'è chi lo fa, ma oggi sono meno di quanti erano una volta.



> Forse sbaglio, ma mi par di leggere nelle tue parole un certo
> compiacimento... ;-)

E' vero che io personalmente sono contento di vedere le femen protestare
nel modo in cui lo fanno. Sfruttano un baco del sistema, si potrebbe
dire: l'ipocrisia della morale perbenista e la prurigine dei media. E'
il modo migliore per correggere certe storture.


> Niente di male, per carità, è che proprio questo mi sta facendo
> pensare che probabilmente la mia domanda, qui, in un ng di psicologia,
> è OT.

IMHO è un argomento di confine fra psicologia e sociologia... la
società, come sottolineavi tu, ha un ruolo talmente pesante che non si
può ignorare.

Bruce0wayne

unread,
Apr 1, 2013, 1:21:54 PM4/1/13
to
Il giorno sabato 30 marzo 2013 23:05:43 UTC+1, shirin3006 ha scritto:
> On 30 Mar, 02:17, Massimo Soricetti <max...@libero.it> wrote:
>
> > La differenza, molto pi� modestamente, � che le donne non hanno
> > bisogno di pagare gli uomini, se vogliono solo fare sesso.
>
>
> Cos� dicendo, sottintendi che un uomo, di fronte alla possibilit�
> di consumare un rapporto, ci si butti "a pesce", prescindendo
> perfino dalle attrattive estetiche della donna.... In qualche
> caso, forse, pu� essere vero, ma non pu� essere cos� per tutti.

Sottovaluti l'istinto sessuale maschile. Come tutte, aggiungerei.

[cut]

> Questa storia dell' esame superato grazie alla scollatura o
> alla gonna corta � una leggenda metropolitana che probabilmente
> non morir� mai.
> Ma, per capire che non ha senso, basta fare una semplice
> riflessione: al prof cosa converrebbe di pi�, in quella
> situazione? Promuovere l'allieva procace, e di conseguenza
> perdere ogni potere su di lei; oppure bocciarla, anche pi� di
> una volta, proporle magari "lezioni" di supporto, e cos�
> "godersela" fino a cavarsi la voglia?

Sbagli doppiamente. :)

In primis perche' -te lo dico da Pavese, citta' universitaria- non
e' per niente una leggenda metropolitanta, anzi la e', ma e' anche
vera. :)

In secundis perche', ancora una volta, sottovaluti l'istinto
sessuale dei maschi.

Persino il modo di parlare o di scrivere di un maschio e' diverso
a seconda che sia o meno in "astinenza" o "in cerca". :)

Nel caso specifico il comportamento del professore sarebbe
ovviamente differente a seconda del professore.
Una buona parte dei prof riescono ad aggirare consciamente il
"problema" dell'estetica della studentessa (non senza fatica).
Altri invece ci cadono inconsciamente, altri volutamente.

L'unica cosa certa e' che ci passano (quasi) tutti e che non e'
solo un problema di estetica.

La studentessa avvenente se si concia male diventa una cessa
qualsiasi.
L'avvenenza in questione non e' quindi solo un fattore fisico.
Dipende (e molto) anche dal comportamento della donna-studente.
In generale si crea proprio un "teatrino" tra la bella e il prof
che ha quasi sempre come atto finale la promozione senza troppi
scrupoli e solo a determinate condizioni.

In certi ambienti universitari c'e' proprio la leggenda
esplicativa: con quel prof, se ti conci con le poppe quasi di
fuori ti promuve subito. E tant(issim)e lo fanno volutamente.


La teoria del "godersela" e quindi di bocciarla per farla restare
di piu' non e' inverosimile, ma � malata e rara.
In genere per "cavarsi la voglia" c'e' un solo modo e questo NON
e' per niente il darle ripetizioni. Ci siamo capiti :)

Anzi: prima se ne va e meglio e'.

[cut]

Bruce0wayne

unread,
Apr 1, 2013, 12:49:14 PM4/1/13
to
Il giorno gioved� 28 marzo 2013 15:45:00 UTC+1, shirin3006 ha scritto:
> Prendo spunto dal 3d "Grave senso di colpa (motivato)",

Ti rispondo prima al titolo di questo thread: "Le prostitute.
Le donne in genere le vivono diversamente rispetto agli uomini?"

La risposta ovviamente e' Si'. E' talmente cosi' che la legge che
vorrebbe in qualche modo arginare il fenomeno prosituzione e' opera
di una donna e non e' riuscita un gran che'.

Ai tempi c'erano molti piu' uomini in parlamento; ed erano piu'
"potenti"... eppure.

> in cui mi sembra di vedere due posizioni molto pi� comuni
> tra gli uomini che tra le donne, e precisamente:
>
> 1) le prostitute *spesso* non sono costrette a scendere sulla
> strada n� a fare quell' attivit�;
>
> 2) (di conseguenza?) perch� rimproverarsi di frequentarle?
> Intendiamoci, anche diverse donne la pensano in questo modo.
> Ma la sensazione � che gli uomini siano molti di pi�.
> Perch�, secondo voi, questa maggiore "scioltezza" degli uomini
> rispetto alla prostituzione (femminile)?

Per le donne (credo la maggior parte) la prostituzione e' un
potenziale problema. Una parte del loro essere caratteristico di
genere e' la fuori a disposizione di chiunque voglia o possa
permetterselo.
Questa certamente e' un invasione del proprio ruolo nel sociale e
non solo.

E' come se ci fossero in giro tanti uomini con una cosa che le
donne cercano e desiderano ossessivamente e/o istintivamente e
-semplicemente- questi uomini la vendessero a prezzi relativamente
accessibili in giro per le strade.

E' tremendo se ci pensi.

A dire il vero in USA ci sono eccome i posti di questo tipo. Sono
abbastanza rari (per ora), ma con il potere monetario che si sposta
nelle mani delle donne si stanno diffondendo parecchio.
Ci sono luoghi dove avvenenti ragazzi attori vendono l'illusione
di un rapporto amoroso complesso vissuto e passionale senza
necessariamente arrivare a conclusione sessuale.

Una roba complicata e romantica come (pare) piaccia alle donne
americane e non solo. Arrivano da tutto il mondo per "fruire" di
questi servizi. Ne stanno nascendo anche in Russia di posti del
genere.

Sia per le prostitute, sia per i gigolo' romantici: poco importa
se cio' he vendono e' "finto" o genera danni collaterali a
medio-lungo termine. Anche le sigarette o i medicinali sono
dannosi, ma non per questo non si vendono.

I maschi (piu' che "uomini") vedono le cose in prospettiva molto
piu' pratica e materiale: senza troppi fronzoli.

Da un punto di vista di questo tipo la prostituta vende qualcosa e
chi puo'/vuole lo compra. Mettici una buona dose di istinto che ti
dice "devi fartele tutte, il piu' possibile e subito" e il cerchio
e' chiuso.

Il punto di vista femminile lo vedo chiaramente come totalmente
invaso da pensieri accessori che rendono tutto molto fumoso, ma
alla base e' (credo) sia "solo" una sorta di concorrenza sleale
che si fonda su una vulnerabilit� istintiva maschile mai domata
veramente.

Nella mia esperienza le prostitute iniziano a infastidire
seriamente solo le femmine che hanno raggiunto una certa tappa
della propria vita. Generalmente quando si ha o si vorrebbe
famiglia e/o ci si sta per impegnare seriamente o qualcosa del
genere.

E' un po' come quel cambiamento ambientalista che prende certi neo
genitori. Inquinano per 35 anni fregandosene dell'universo intero
e/o se ne infischiano della salute del pianeta, poi gli nasce un
figlio e improvvisamente riscoprono il valore dell'ecologia e
della politica che "non si puo' andare avanti cosi'! Come faranno
i giovani di un domani?".


> Le motivazioni sono soltanto sociologiche, o c' � invece come una
> maggior propensione maschile a "consumare" egoisticamente un piacere?

Sociologiche un po' sicuramente, ma principalmente sono istintive e
opportunistiche da entrambi i punti di vista: sia maschile che
femminile.

Non c'e' una versione "giusta" o "sbagliata" del fenomeno.
Non facciamo l'errore di dare per scontato che il punto di vista
dell'uno o dell'altra sia sbagliato.
Per un fenomeno cosi' diffuso e antico: (IMHO) dipende solo da chi
osserva.
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