"Massimo Soricetti" ha scritto nel messaggio
news:kfvvt2$a04$1...@megan.servidellagleba.it...
On 19/02/2013 12:00, neva wrote:
>> Esistono significative ricerche della Psicologia sul perch� della
>> diversit�
>> delle scritture elaborate nel tempo dal processo di civilizzazione?
>Intendi le varie forme di alfabeto? fonetico, ideografico o misto?
S�, intendevo anche tutte le varie forme in cui si sono andate
diversificando e strutturando e nel tempo le varie lingue nei diversi
contesti culturali.
>Non credo che la psicologia abbia molto da dire su perch� una cultura ha
>sviluppato un particolare alfabeto invece che un altro.
La mia supposizione era invece che un diverso "modo" psichico di avvicinare
e recepire l'ambiente fisico e sociale di appartenenza abbia guidato, come
input di fondo ma, ovviamente, via via influenzato anche dai fattori esterni
che tu hai ben sottolineato, l'elaborazione di differenti culture e di
differenti modi di esprimerle e di rappresentarle nella scrittura.
>Tieni presente che tutti i sistemi di scrittura, anche fonetici, si sono
>evoluti a partire da una rappresentazione iconografica.
Ma perch� non tutti dal momento che per tutti sarebbe stato oggettivamente
possibile?
>Gli alfabeti maya e coreano sembrano ideografici ma sono sillabici, e nel
>caso coreano le
sillabe sono dei simil-ideogrammi composti da lettere fonetiche
all'occidentale, per cui anche in quel caso siamo l�.
>Fa eccezione l'alfabeto Cherokee, ma Sequoia sapeva gi� degli europei ed
� probabile che avesse almeno sentito dire che quei tizi facevano
qualcosa con parole e strani disegni.
>> E, comunque, quali sono, se ce ne sono, le vostre ipotesi?
>Pi� che ipotesi, mi viene un interrogativo: siccome uno scolaro giapponese
>ci mette nove, diconsi nove, anni di scuola per padroneggiare completamente
>la scrittura ideografica giapponese, e un cinese poco meno, ricorrono ogni
>tanto dibattiti sull'opportunit� di abbandonare gli ideogrammi e passare a
>un sistema fonetico (quello giapponese lo � gi� almeno in parte), ma alla
>fine si decide sempre di mantenere il sistema ideografico.
>Sulla base di quali vantaggi, per�? Saper scrivere bene in quel sistema �
>motivo di orgoglio e distinzione sociale, e la calligrafia � un'arte vera e
>propria (sospetto perch� con 2000 ideogrammi diversi non ti puoi permettere
>di fare le zampe di gallina... o li fai perfetti o nessuno ci capisce
>niente :-)
>IMHO il fatto di avere un sistema cos� complesso permette di scremare
>subito chi � in gamba da chi invece non lo �: saper scrivere con gli
>ideogrammi in modo chiaro e corretto � una abilit� che costa molto, in
>termini di tempo e impegno, apprendere bene: per cui se uno scrive bene
in giapponese/cinese ci si pu� fidare a dargli retta. Come avere una
>laurea oggi in occidente, insomma.
>Ma questo � un vantaggio sociologico, non psicologico...
Ritengo del tutto plausibile questa tua ipotesi ma ti chiedo: significativi
comportamenti sociali, filosofici, religiosi, politici ecc. che distinguono
una Comunit� da altre presenti nel mondo possono manifestarsi e strutturarsi
nel tempo senza partire dalla diversa elaborazione e strutturazione dei
contenuti psichici forniti dal contatto con l'ambiente esterno in generale?
La mia � un'ipotesi del tutto personale e, ovviamente, senza possibilit� di
prove certe ma anche del tutto da cestinare?
Ciao
Neva