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La logistica della percezione

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Massimo Soricetti

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May 19, 2013, 8:57:01 AM5/19/13
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Secondo Paul virilio, il fatto di vedere per un tramite tecnologico (TV,
cinema, fotografia, binocoli, microscopi ecc.) anzich� con i propri
occhi elimina il rapporto fra conoscenza e potere, in pratica depotenzia
l'individuo togliendogli l'immaginazione creativa, la progettualit�
potenziale insita nel poter agire sulle cose che si vedono. E fin qui
sono d'accordo, pi� o meno, per quanto secondo me diventa solo pi�
mediata, richiede pi� consapevolezza.

Ma poi afferma (cito il brano in fondo al post) che � stata proprio
questa mediazione della visione, questo depotenziamento che ha reso
possibile parlare di oscenit� e pornografia: cio� che prima delle
tecniche di visione artificiale come la fotografia, l'arte NON era e non
poteva essere oscena o pornografica (e in effetti fino al secolo scorso
non si parlava affatto di pornografia, che � un concetto solo moderno:
l'arte, anche quando era esplicitamente erotica, rimaneva sempre arte,
semmai se ne limitava la fruizione a particolari occasioni private). E
cita il fatto che le modelle dei pittori non avevano problemi a posare
nude, ma non volevano farsi fotografare. (e anche oggi le donne sono
restie a farsi fare foto anche in condizioni assolutamente normali).

Per� non riesco a vedere il nesso. Le tecniche di visione artificiale
rendono meno immediato il rapporto fra oggetto e soggetto: OK, ma questo
perch� poi rende pornografica l'arte? Perch� una foto viene percepita,
vissuta, come pornografica ma un dipinto della stessa scena (ugualmente
scabrosa) invece no?

-------------------------------------------
Da "La macchina che vede", di Paul Virilio:
"La logistica della percezione distrugge di fatto ci� che i vecchi modi
di rappresentazione conservavano della felicit� originaria idealmente
umana, quell'"io posso" dello sguardo che faceva s� che l'arte non
potesse essere oscena. L'ho constatato spesso nelle modelle, che una
volta posavano svestite con estrema naturalezza e si piegavano alle
esigenze dei pittori e degli scultori, ma rifiutavano ostinatamente di
lasciarsi fotografare, ritenendo che si trattasse di un atto pornografico".

Argonauta Giannozzo

unread,
Jun 9, 2013, 12:12:37 PM6/9/13
to
Il Sun, 19 May 2013 14:57:01 +0200, Massimo Soricetti ha scritto:


> Però non riesco a vedere il nesso. Le tecniche di visione artificiale
> rendono meno immediato il rapporto fra oggetto e soggetto: OK, ma questo
> perché poi rende pornografica l'arte? Perché una foto viene percepita,
> vissuta, come pornografica ma un dipinto della stessa scena (ugualmente
> scabrosa) invece no?
>
> -------------------------------------------
> Da "La macchina che vede", di Paul Virilio:
> "La logistica della percezione distrugge di fatto ciò che i vecchi modi
> di rappresentazione conservavano della felicità originaria idealmente
> umana, quell'"io posso" dello sguardo che faceva sì che l'arte non
> potesse essere oscena. L'ho constatato spesso nelle modelle, che una
> volta posavano svestite con estrema naturalezza e si piegavano alle
> esigenze dei pittori e degli scultori, ma rifiutavano ostinatamente di
> lasciarsi fotografare, ritenendo che si trattasse di un atto pornografico".


Interessanti queste valutazioni di Virilio. Secondo me la mediazione
tecnologica da una parte snatura la realtà dello sguardo e dell'azione che
ne consegue. Perciò le nostre azioni non sono le stesse che compiremmo se
fossimo fisicamente coinvolti, sono radicalmente diverse. Il carattere di
questa radicalità risiede appunto nella differenza dello sguardo: come
diceva un pensatore, una società più astratta è per forza di cose più
crudele. D'altra parte però alla naturale freddezza del mezzo tecnologico
si attribuisce un carattere oggettivo che il pensiero filosofico ha già
smentito clamorosamente, ma che istintitvamente tendiamo a confermare. Così
mentre la modella poteva accettare una rielaborazione soggettiva del suo
nudo, la riproduzione oggettiva della sua nudità non poteva che costituirsi
in un giudizio spietato. Oggi sappiamo che non è così, il verdetto non ha
garanzie di equità nemmeno in un percorso scientifico o giuridico,
figurarsi nel campo artistico. E infatti la pornografia dilaga...

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