riporto da <http://www.lorologiaiomiope.com/?p=588>
E' da molti anni che osservo l'esistenza di quello che io chiamo
"l'effetto Bambi". Non ho idea se sia un fenomeno studiato in psicologia
o in antropologia culturale o in filosofia, ai cui esperti lancio la
palla (qualcuno conosce un blog in italiano di antropologia culturale?).
Io, al momento, mi limito ad osservare il fenomeno e fare delle ipotesi,
applicando alla lettera il metodo scientifico (TM).
Per spiegare l'effetto Bambi, provero' a fare degli esempi:
Esempio 1
A- Nel negozio YXZ vendono salame felino
B- Oddio! E' fatto di gatto? E che dice la protezione animali?
A- Ma no, e' di maiale
B- Ah, meno male, allora lo assaggio.
Esempio 2
A (al telefono) - ma che bello, nel mio giardino e' appena entrato un
cucciolo di capriolo!
B (all'altro capo) - oh, ma che bello, che fortuna! Pensa che io invece
oggi nel mio giardino ho trovato un nematode da un cm e mezzo!
A (al telefono) - - - - - - - ah. Ma che schifo!
Esempio 3
Questo blog scrive che i gatti andrebbero eradicati (catturati e uccisi)
dalle isole per proteggere le specie endemiche. Seguono commenti (in
pubblico e in privato) contro questa idea.
Questo blog scrive che i topi andrebbero eradicati dall'isola di Gough
per proteggere le specie endemiche. Nessun commento contro l'idea.
Esempio 4
Conosco molte persone che non vanno allo zoo perche' gli dispiace di
vedere gli animali in cattivita', e se ci vanno passano il tempo a
chiedere ai keeper notizie sulla gestione e il benessere degli animali.
Almeno, mi accadeva spesso che me lo chiedessero quando ero allo Zoo di
Londra, dove vi sono principalmente mammiferi e uccelli.
Uno dei curatori di questa affascinante mostra
<http://www.isopoda.net/events> (andateci se siete a Genova) mi
riferisce invece che nessuno del pubblico chiede preoccupato se gli
animali hanno spazio sufficiente, se soffrono per la cattivita', come
verranno stabulati alla fine della mostra etc. Anzi, il pubblico osserva
compiaciuto il pasto delle creature a base di invertebrati.
Penso che oramai dovreste esservi fatti un'idea di dove voglio andare a
parare: noi occidentali abbiamo in testa una inconscia "scala naturae"
che ci fa preferire, intenerire, ammirare certi animali piuttosto che
altri, con criteri piuttosto irrazionali. Visto che i mammiferi sono
spesso preferiti, ho considerato l'ipotesi che preferissimo le specie
che ci sono filogeneticamente piu' affini, ma ho dovuto scartarla: siamo
sicuramente piu' vicini ai maiali e ai topi di quanto non lo siamo ai
carnivori, ma cani e gatti restano in cima alla lista. Tra i mammiferi,
poi, c'e' una gerarchia piuttosto bizzarra per cui il grosso dei
roditori (topi e ratti di vario ordine e grado), sono da eliminare
(suppongo in quanto competitori alimentari), mentre i predatori, anche
quelli potenzialmente pericolosi per noi, come i lupi e le tigri, sono
ammirati e osannati. Il sistema va in tilt quando osserviamo una tigre
predare Bambi, non sappiamo da che parte stare, ma nessuno e' perfetto.
Tra gli ungulati, quelli selvatici sono preferiti a quelli domestici (le
mucche sono stupide, i cervi sono "nobili").
Quest'ultima considerazione sugli ungulati mi ha fatto scartare anche il
criterio della preferenza per le specie domestiche, a cui ci dovremmo
sentire piu' vicini, su quelle selvatiche. Ci dispiace in genere di piu'
per l'oca lombardella sparata da un cacciatore che per un'oca domestica
comprata al supermercato per Natale, piu' per un muflone che per una
pecora.
Gli invertebrati, tutti, stanno in fondo alla lista, con qualche
eccezione come le chiocciole, le coccinelle, le farfalle (solo l'adulto,
pero), e sotto ancora ci sono gli invertebrati parassiti (non c'e'
competizione tra Bambi e un nematode).
La mia ipotesi allora e' che si tratti di una forma di neotenia: ci
piacciono, anche da adulti, gli animali che piacciono ai bambini,
presumo per un meme culturale passato di generazione in generazione. Ci
piacciono sicuramente gli animali colorati (i camaleonti sono simpatici,
i gechi "fanno impressione"), a dispetto delle loro colorazioni
aposematiche che ci dovrebbero avvertire della loro tossicita'. Ci
piacciono gli animali con gli occhi grandi: chi sa resistere davandi a
questo?
<http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2009/06/bushbabydm3011_468x4
58.jpg>
Come non intenerirci davanti agli occhioni di un bushbaby? Fonte:
dailymail.co.uk
Un bambolotto perfetto! E ci piacciono gli animali che veniamo educati
ad apprezzare da piccoli: l'hungry caterpillar e' sicuramente piu'
simpatico di una larva di neurottero, anche se l'hungry caterpillar e'
un competotore alimentare e la larva di neurottero e' un insetto
benefico perche' mangia gli insetti nocivi per le nostre coltivazioni
<http://www.lorologiaiomiope.com/wp-content/2009/06/glacewing_larv.jpg>
Larva di neurottero. Foto: Jim Kalisch, UNL Entomology
Gli scoiattoli grigi non si possono eradicare perche' chi non ha letto
da bambino le strisce di Cip&Ciop (che invero sono tamia) che fanno i
dispetti a Paperino?
La nostra "scala naturae" mentale sarebbe quindi un retaggio infantile
basato sugli animali che veniamo educati ad apprezzare da bambini e che
a sua volta si basa su un criterio neotenico dell'apprezzamento estetico
del piu' colorato e del piu'"infantile" (occhi grandi, viso piccolo),
con qualche aggiunta a seconda della moda del momento (mia nipote di due
anni ad esempio adora i porcospini perche'ci sono numerosi libri per
bambini che li ritraggono con i caratteri infantili esaltati). Le cince,
coloratissime, ad esempio, sono di gran lunga piu' simpatiche dei corvi,
e tra un corvo e un ratto, entrambi scuri e senza caratteri infantili,
e' difficile decidere quale e' peggio.
Sicuramente non si puo' basare l'ecologia sugli occhioni grandi, ma
spesso si e' posti davanti a scelte che non piacciono ai piu' solo per
"effetto Bambi". Agli animalisti piemontesi e' intollerabile l'idea
dell'abbattimento selettivo dei caprioli, che in sovrannumero mangiano
tutto quello che trovano influenzando la composizione della flora, e
ancora peggio considerano inaccettabile l'eradicazione degli scoiattoli
americani, perche' sembrano Cip&Ciop. Non si fanno troppi scrupoli,
invece, quando la regione Piemonte organizza trappole per le cornacchie
in sovrannumero o l'abbattimento selettivo dei cinghiali. Ed ecco quindi
che anche la ricerca, o gli interventi di risanamento ecologico, devono
basarsi sull'emotivita' infantile del pubblico e non su criteri
scientifici, perche' l'effetto Bambi e' piu' basilare nel nostro
inconscio di qualsiasi applicazione della logica.
Piccola nota di colore: tra gli zoologi, curiosamente, gli entomologi
(che studiano insetti) sono molti, molti di piu' dei teriologi (che
studiano mammiferi).
- - - - - - - - - -
Come la vedo io:
Ci ho pensato spesso anch'io ed in termini simili. Talvolta, per
scherzare, quando qualcuno fa esclamazioni come quella sul salame felino
che hai scritto, gli rispondo "ah, sei di quelli che non mangiano mai
animali che compaiano nei cartoni della disney". quando lo faccio � per
far notare ironicamente l'assurdit� di discernere cosa sia giusto o
sbagliato mangiare in base alla graziosit� della bestia in questione. e,
per la cronaca, sono un vegetariano ideologico
Penso che la distinzione potrebbe venire fatta per una questione di
abitudine e luoghi. Mi spiego: certi animali si � abituati a vederli in
determinati ambienti e situazioni (animali domestici, come pure
personaggi di storie inventate) e, forse ancora di pi�, ci si � abituati
ad assegnare loro una "funzione" (cio�: un dato animale � lui perch� �
quello che fa quella determinata cosa). Da questo, ci si fa un idea
(diciamo) aprioristica (una specie di versione prototipale dell'animale)
di quello che ci si aspetta intorno a quell'animale. Quando qualcosa
(anche la realt�), si dimostra diversa da questa nostra idea, scatta una
sorta di rifiuto.
Abbiamo l'idea che il gatto sia quell'animale di quell'aspetto che vive
in quel luogo, che agisce in quel modo e viene trattato in quel modo
perch� con noi ha quell'abituale rapporto.
Come abbiamo l'idea che una tarantola sia quell'animale di quell'aspetto
che vive in quel luogo, agisce in quella maniera e viene trattato in
quel modo.
Quindi, ci si aspetta che tutto ci� che sta intorno ad un gatto, sia
quello che a priori abbiamo in mente. Quando ci� non accade, scatta il
rifiuto.
D'altro canto, degli animali, che dall'aspetto sono simili a ci� che noi
riteniamo un mostro, ci si aspetta che si comportino mostruosamente, per
questo accettiamo di guardare un boa che s'ingoia un topo intero: �
proprio ci� che ci aspettiamo lui faccia!
Al contrario, se vedessimo uno scoiattolo fare la stessa cosa (e non ce
l'aspettassimo), troveremmo la scena piuttosto "sbagliata" e "sinistra".
Idem riguardo al mangiare animali a cui solitamente abbiamo dato la
funzione di essere accarezzati, di giocare, e cos� via.
--
@}-,---',-'----,-'-,-'--,-',---,'--'-,-',- Masque
`, http://neurone.altervista.org
'
> La nostra "scala naturae" mentale sarebbe quindi un retaggio infantile
> basato sugli animali che veniamo educati ad apprezzare da bambini e che
> a sua volta si basa su un criterio neotenico dell'apprezzamento estetico
> del piu' colorato e del piu'"infantile" (occhi grandi, viso piccolo),
Non credo sia un rettaggio infantile, piuttosto il contrario
Come diceva oscar Wilde
" I bambini sono un cattivo surrogato di un animale domestico"
Vediamo l'animale domestico come un bambino, per cui ci piacciono
quelli che hanno tratti infantili.
A questo si aggiungono fattori estetici e altri ancora.
Non so perch� tu attribuisci a <<noi occidentali>> questi atteggiamenti
"preferenziali": non mi risulta (ma � possibile che io mi sbagli) che gruppi
etnico-culturali diversi la pensino in maniera sostanzialmente dissimile.
Ad ogni modo ... credo che antipatie e simpatie dipendano non tanto da
effettive analogie filogenetiche (che non sono valutabili "a occhio") ma
dalla percezione di similarit� che si sperimenta con alcune creature
piuttosto che con altre.
Per questo ... "la nobile" aquila pu� apparire pi� aliena di un cane
"plebeo"; e c'� anche da dire -imho ...- che i cani sono "vicini all'Uomo"
da pi� di 60.000 anni ... che non credo faccia poco, quanto a "familiarit�"
geneticamente costituitasi e "istintivamente" percepita.
Quanto ai predatori -che dovrebbero apparire cattivi e sanguinari ...- "mi
sa" che anche rispetto a loro ci sia una "familarit�" percepita
istintivamente dagli Umani: una tigre che sbrana una gazzela (con
invidiabile efficacia da cacciatrice) ... fa *certamente* ammirazione
inconscia (e manco tanto inconscia! :-))
Con lo stesso "criterio" � possibile che si ammiri il cervo (che con il
cavolo si fa sfruttare ... e ti fa faticare pure a prenderlo! :-))), e si
consideri "sciocca" la mucca; e la pecora ... che � addirittura presa a
simbolo di "mitezza stupida e subordinabile"!
...
... resterebbe "il mistero" del perch� mai ci piacciano farfalle e
uccelletti-canterini ... o quegli "approfittatori opportunisti" di gatti (!)
o altre analogamente "inutili" creature.
Relativamente a quelle creature l� ... credo che giochi un ruolo
determinante la <<capacit� estetica>>; una capacit� di *riconoscere il
bello* che l'Uomo coltiva in s� ... e che di conseguenza "ci fa chiudere un
occhio" relativamente alla inutilit� di quelle creature ... e ce le fa
piacere! :-))
Voglio inutilmente dire (a proposito di cose inutili :-)) che la <<capacit�
estetica>> � -anch'essa!- eredit� dell'Evoluzione, "visto che" ne sono
ampiamente capaci anche molti mammiferi: chiunque abbia un "inutile gatto"
SA BENE non solo che si tratta di una creatura stupenda, ma che essa � a sua
volta capace di distinguere "il bello dal brutto" ... e/o di farSI comunque
dei gusti soggettivi; il mio compianto :�-(( gatto ... amava la musica
classica e rifuggiva dai rockettari!
Saluti ... etologici! :-)
--
Vincenzo
> Non so perch� tu attribuisci a <<noi occidentali>> questi atteggiamenti
> "preferenziali": non mi risulta (ma � possibile che io mi sbagli) che gruppi
> etnico-culturali diversi la pensino in maniera sostanzialmente dissimile.
[...]
attenzione, la parte sopra � l'articolo originale, scritto dalla
curatrice del blog.
la mia opinione � la parte dopo i "- - - - -" dove ho scritto "Come la
vedo io" ;-)
> ... resterebbe "il mistero" del perch� mai ci piacciano farfalle e
> uccelletti-canterini ... o quegli "approfittatori opportunisti" di gatti
> (!)
Le farfalle non mi piacciono... quindi passo! Sono un bleuf... belle fin che
non si avvicinano, ma sempre orribili insetti rimangono! :-)
Gli uccelli canterini direi perch� *cantano* e questo uso estetico della
voce li avvicina a noi, e poi sono colorati, piacevoli da vedere...
> chiunque abbia un "inutile gatto"
> SA BENE non solo che si tratta di una creatura stupenda, ma che essa � a
> sua
> volta capace di distinguere "il bello dal brutto" ... e/o di farSI
> comunque
> dei gusti soggettivi; il mio compianto :�-(( gatto ... amava la musica
> classica e rifuggiva dai rockettari!
.... mi ricordo ancora di quando annunciasti la scompara del povero
Diodato.... povero micio... :-(
Comunque i gatti non sono solo creature stupende (che io non nascondo di
preferire di gran lunga ai cani!) ma sono anche empatici!
Io credo che il motivo per cui li mettiamo al primo posto, insieme ai cani
(io dopo! :-P), sia anche questo, la loro capacit� di "capirci" seppur in
maniera "rudimentale" che ne topi n� mucche mi sembra che abbiano.
Tanto � vero che le pet therapy mi sembra si facciano con cani, gatti e
cavalli, non con i topi!
Almeno questa � la mia esperienza.
Ho 2 gatti e quando sono triste o malata loro lo sentono... il fatto che mi
si mettano vicino a fare fusa non credo sia casuale.
Mi ricordo poi quando a casa � arrivato il secondo micino piccolo.
Fu una tragedia per il primo! Aveva smesso di miagolare e mangiava
pochissimo, ma soprattutto non ci "salutava" pi� e non voleva essere
toccato. Insomma faceva l'offeso, era geloso!
Con il tempo si � abituato e il suo umore � tornato normalissimo e mi sembra
anche contento di avere compagnia pi� simile a lui! :-)
Per dire insomma che si tratta di una preferenza ihmo in cui la potenzialit�
comunicativa che si ha con l'animale � fondamentale.
Ciao!
--
Solvejg
Gi� :-)) Credo si tratti di <<familiarit�>>; di un residuo (inconscio?) di
affidabilit� per abitudine a una riconosciuta utilit�.
E' mia opinione che la familiarit� che gli Umani hanno maturata
specificamente con i Cani(di) ... sia ineguagliata; i resti di quelle
creature (o di qualcosa somigliante) sono state trovate insieme ai resti
degli Umani ... gi� nell'et� dellle caverne! Si ritiene che gli Umani del
tempo li tenessero (in gabbia!) per far segnalare da loro l'avvicinarsi di
altre "bestie"!
E -quanto a "anzianit� di servizio" per/con l'Uomo- anche le pecore non
scherzano! :-))
Infatti ... cani e pecore come li conosciamo *adesso* non sono stati sempre
cos�: i primi erano selvatici (e probabilmente feroci ...) e le seconde non
potevano essere gi� cos� inette ... perch� non sarebbero sopravvissute:
siamo stati noi Umani a modificarne/condizionarne lo sviluppo evolutivo,
selezionando i canidi meno aggressivi (verso noialtri) e gli ovini pi�
parassitabili (!) da parte nostra.
Per fare questa cosa ... c'� voluto un po' di tempo! :-))
Invece ... i gatti sono "presso di noi" da molto meno tempo; � "appena" dal
tempo degli Egizi che ai gatti "� stato chiesto" di rendersi utili
acchiappando topi *per noi*; il poco tempo disponibile per la
<<domesticazione>> ha ancora il suo effetto nella "indipendenza" dei gatti.
E -a proposito della scarsa frequentazione reciproca di gatti e Umani
(almeno nella antichit�)- c'� da notare che specificamente in Italia ... non
c'� mai alcuna raffigurazione di un gatto nei dipinti dell'intera Civilt�
Romana; C'� altres� da osservare he il nome scientifico del gatto � <<felis
silvestris catus>> ... come dire che lo si considerava delle foreste, e non
delle case! :-)
N�, e infine -a quel che mi risulta- ci sono molti racconti (giusto uno di
Esopo, e non so se ce n'�, di Fedro) che abbiamo come soggetti dei gatti: si
tratta di creature "assenti e indipendenti".
Creature che -imho proprio per questa indipendenza!- ci affascinano: avere
l'affetto di un gatto ... � sempre segno che ce lo si � meritato!
Niente a che vedere con l'amore "gratis" di cui sono capaci i cani! :-)))
> Per dire insomma che si tratta di una preferenza ihmo in cui la
> potenzialit� comunicativa che si ha con l'animale � fondamentale.
E' vero! :-))
Con la differenza che la comunicazione con i cani � "roba di vecchia data" e
sperimentatamente coronata da successo puntuale!
Con un gatto ... la comunicazione � sempre del tipo <<do ut des>>; e il
gatto LO SA :-)) e pretende di "avere"!
Ciao! :-)
--
Vincenzo