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Proiezione/Identificazione

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Gello Ramello

unread,
Apr 1, 2013, 12:04:37 AM4/1/13
to
Ciao a tutti, vorrei sapere se essere coivolti in sentimenti verso
stati o situazioni di altre persone si puᅵ sempre ricondurre a una
identificazione.
Mi spiego con un esempio: io sono sensibilissimo a situazioni che
riguardano i bambini. Vedere bambini malati o sofferenti ᅵ per me
insostenibile. Vedere bambini maltrattati suscita in me sentimenti di
violenza animale verso il maltrattatore.
E' vero che tutte le ingiustizie mi toccano in maniera profonda,
soprattutto verso i piᅵ deboli, perᅵ mi chiedo: ᅵ una questione
caratteriale (genetica/educativa) oppure ᅵ una proiezione di me
(bambino) su quei deboli? (Sempre i due casi siano distinguibili)
Potrebbe essere un caso o l'altro a seconda delle situazioni?
Ho esposto i miei sentimenti ma mi piacerebbe una trattazione piᅵ
generica, se ᅵ possibile.

Ciao e grazie

shirin3006

unread,
Apr 1, 2013, 10:28:36 AM4/1/13
to
On 1 Apr, 06:04, Gello Ramello <gello-wo...@tiscali.it> wrote:
> Ciao a tutti, vorrei sapere se essere coivolti in sentimenti verso
> stati o situazioni di altre persone si pu� sempre ricondurre a una
> identificazione.

Sempre, no.

> Mi spiego con un esempio: io sono sensibilissimo a situazioni che
> riguardano i bambini. Vedere bambini malati o sofferenti � per me
> insostenibile. Vedere bambini maltrattati suscita in me sentimenti di
> violenza animale verso il maltrattatore.
> E' vero che tutte le ingiustizie mi toccano in maniera profonda,
> soprattutto verso i pi� deboli, per� mi chiedo: � una questione
> caratteriale (genetica/educativa) oppure � una proiezione di me
> (bambino) su quei deboli? (Sempre i due casi siano distinguibili)
> Potrebbe essere un caso o l'altro a seconda delle situazioni?

Imo direi pi� probabile la terza soluzione. L' educazione � anche
"educazione alla giustizia", in modo che veder maltrattare un bambino,
che non riesce a difendersi ti fa reagire a questa che sei educato a
vedere come ingiustizia (infierire sul pi� debole).
D' altra parte � possibile, p. es., che in alcuni casi, anche se non
del tutto coscientemente, tu, attraverso il bambino maltrattato,
riviva la paura, l' umiliazione, il dolore, il il senso di *ingiusta*
sopraffazione che hai vissuto quando, da bambino, le hai prese
(giustamente o meno, in questo momento penso che importi poco).
Il bambino ha viva l' idea della giustizia, e l' impara presto, se
viene educato a questo. Ma ha anche paura del castigo, pure se lo
reputa giusto. Per questo lo amplifica, sia nell' attesa, sia mentre
lo subisce (magari entrano in gioco altri fattori), e spesso ricorda
per tutta la vita alcune di queste situazioni spiacevoli.
Di pi�, almeno per ora, non saprei dire. :-)

-----
Shirin 3006

Vincenzo Del Piano

unread,
Apr 1, 2013, 6:16:19 AM4/1/13
to

"Gello Ramello" <gello...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:kjb10i$dbk$1...@speranza.aioe.org...
>
> vorrei sapere se essere coivolti in sentimenti verso stati o situazioni di
> altre persone si pu� sempre ricondurre a una identificazione.

SI'.


> � una questione caratteriale (genetica/educativa) oppure � una proiezione
> di me (bambino) su quei deboli? (Sempre i due casi siano distinguibili)
> Potrebbe essere un caso o l'altro a seconda delle situazioni?

Non � proiezione perch� tu non attibuisci nessuna tua reazione all'altro.
ANZI ... :-)) ... mi pare di capire che tu ti dolga che l'altro non reagisca
come reagiresti tu!
Ad ogni modo non � nemmeno solo effetto di educazione: il processo di
Identificazione � involontario ... e assai poco controllabile. Voglio dire
che pu� manifestarsi anche a sproposito.
Invece, l'Educazione c'entra quando -tanto per dire ... sigh- pu� succedere
che un maschio si identifichi con un uxoricida! In questo caso -e fermo
restando che l'Identificazione n� si produce volontariamente, n� pu� essere
controllata- � evidente che "l'Educazione" c'entra, ecccome!


> Ho esposto i miei sentimenti ma mi piacerebbe una trattazione pi�
> generica, se � possibile.

... "pi� generica"?
Ci sarebbe da dire "genericamente" che molto si spiega con i
Neuroni-Specchio, ai quali s'� data molta attenzione negli ultimi anni .
Essi attivano processi di capacit� di ri-conoscere (in s�) i processi
emoto-cognitivi di altri (sufficientemente simili da poter produrre una
assimilabilit� dei processi emoto-cognitivi "comuni"). Ci� implica che
Gello-Ramello SA cosa si prova quando si viene maltrattati ... ma questo non
� Identicazione (!) finch� Gello-Ramello non SI sente come se fosse egli
stesso maltrattato.

Per spiegarsi, grazie ai Neuroni-Specchio tutti quanti "sappiamo" cosa passa
per la testa di un manigoldo ubriaco armatodi coltello che si avventa su un
malcapitato; ne possiamo persino comprendere (sentire in noi, pur
ricusandole) le emozioni di collera! Ci� avviene perch� quel tristo figuro
... � sufficientemente "simile" a noi da attivare il ri-conoscimento di
evenuali stati di collera omicida "nostri". Tuttavia -opino, spero :-)) - �
nei confronti del malcapitato, che noialtri produciamo subitaneamente
l'Identificazione. Tant'� che -opino, spero :-)) - non percepiamo in noi la
collera dell'ubriaco, ma la paura del malcapitato. E' CON LUI che ci
identifichiamo.
La eventuale (!) Proiezione avviene se-e-quando, in ragione di ci� che NOI
faremmo nei confronti di un manigoldo che ci aggredisse, appioppiamo al
malcapitato la NOSTRA reazione di fuga o di contro-attacco.


> Ciao e grazie

E' sempre un piacere! :-))

--
Vincenzo


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