"stephen" <
ste...@email.com> ha scritto ...
>
> Da qualche tempo ho cominciato a frequentare le prostitute, quelle sulla
> strada.
> Poverette obbligate a farlo, ne sono sicuro.
>
> Non riesco ad avere un rapporto completo.. ma non cambia: ci vado e mi
> faccio schifo.
> Perch� IO (e la gentaglia come me) sono la causa del fatto che loro
> vengano forzate a fare quella vita.
>
> Se fossi un vero uomo darei loro dei soldi per nulla in cambio! Me lo dico
> sempre.
> Un paio di volte l'ho fatto.
>
>
E' evidente, dal tuo post, il bisogno di redimerti dal tuo consapevole senso
di colpa, con l'auto-disprezzo e accennando a problemi di natura psicologica
come attenuanti (depressione, assunzione di antidepressivi), nonche' citando
la buona azione di pagare la prostituta senza avere nulla in cambio.
Sembrerebbe che tu abbia bisogno di sentirti dire che il tuo senso di colpa
e' ingiustificato o, quantomeno, eccessivo. In effetti e' poi cosi'.
Andare con una prostituta non e' atto diverso da quello di due (in genere
giovanissimi) amanti occasionali, che cercano un posto dove avere l'amplesso
e poi si lasciano andando ciascuno per la sua strada. Se a cio' segue o meno
un'elargizione in denaro importa poco.
Nel caso delle prostitute che sono per strada la cosa e' effettivamente
riprovevole perche' spesso, per non dire sempre, sono sfruttate dai
magnaccia, e, se non avessero clienti, non lo sarebbero.
Ma ci sono donne che ricevono clienti nel loro appartamento. In tal caso,
sul piano di una morale non religiosa, laica, non c'e' niente da ridire,
perche' nell'atto non c'e' alcuna coercizione, ne' si fa del male ad alcuno,
a me che il cliente non abbia un legame stabile con una donna.
Per chi e' religioso e crede che il rapporto fisico debba essere sempre
accompagnato dal sentimento, andare da una prostituta non e' accettabile.
Non so quale sia il tuo caso. A parer mio, i tuoi scrupoli sono comunque
apprezzabili. Sarebbe assai peggio se non li avessi, e accettassi
*pacificamente* la tua frequentazione di prostitute.
Antonio