Doobie ha scritto:
>> Può essere utile nei casi di forte fobia sociale e scarsa autostima che
>> persistono anche dopo lunghe terapie individuali?
>
> la mia esperienza con la terapia di gruppo proprio su questi argomenti
> è stata un totale fallimento. Vuoi perche il gruppo è stato male
> assortito alla fine delle 8 sedute ho concluso che i tre compagni di
> viaggio mi stavano solamente sulle scatole, vuoi perche non ne capivo
> il senso, alla fine il gruppo mi ha lasciato piu leggero di parecchi
> soldi, psicologicamente peggiorato nei miei guai e last but not least
> ha definitivamente rotto il rapporto che avevo con la mia terapeuta.
> Probabilmente un limite mio ma è un'esperienza che ripeterei
In realtà Max si riferiva precisamente ad una precisa tecnica
terapeutica di gruppo, e cioè lo psicodramma, che di per sè vive proprio
delle differenze tra i membri, ed anche sullo "starsi sulle scatole" che
è comunque e sempre occasione di lavoro, in qualunque tipo di gruppo
terapeutico. Non a caso figlia dello psicodramma è la sociometria, che è
un metodo di misurazioni delle relazioni all'interno di un gruppo
attraverso le dinamiche di attrazione e repulsione evidenziate da un test.
Personalmente credo che un gruppo possa esser male assortito non tanto
per le caratteristiche di ognuno, ben vengano le individualità, quanto
se gli obiettivi dei singoli membri differiscono troppo gli uni dagli
altri, perchè se è vero che è comunque un gruppo di crescita può esser
che ognuno sia disposto ad investire per un certo fine solo una certa
parte di energie.
Se si crede allo psicodramma si crede alla possibilità non solo
dell'esplorazione e della condivisione dei vissuti MENTRE questi
avvengono, ma anche e specialmente alla possibilità di una "seconda
volta", un'altra chance di "mettere in scena" se stessi in modi
alternativi. E' per quello che lo psicodramma si fa, più che parlarne.
Marco