Per me la soluzione � chiara: essendo consapevole di quanto una cosa
mi pu� coinvelgere ed estraniare in parte dal compito di guida, devo
il pi� possibile tenermi fuori da discussioni impegnative che mi
possano "scaldare".
E per voi?
Grazie Giovanni
> Chiedo questo perch� a me capita a volte quando sono in macchina con
> gli amici e si sta parlando di qualcosa che mi appassiona di non
> vedere per esempio le uscite o altre cose che richiedono
> concentrazione.
> E per voi?
Mi capita la stessa cosa quando guido, infatti evito di partecipare alle
discussioni, se mi richiedono attenzione, altrimenti sbaglio strada! :-)
Penso che sia normale per chiunque fa fatica a fare pi� cose insieme, Io ad
esempio non ci riesco...
Ciao
--
Solvejg
anch'io penso sia normale come dici tu; per� mi chiedo perch� quando
guidano altri riescono a parlare tranquillamente di tutto senza mai fare
errori di guida?
Penso che dipenda tutto dal grado di coinvolgimento. Molti riescono a
seguire una discussione rimanendo per� distaccati emotivamente.
ciao
Credo che si tratti di due cose diverse, SE parli di qualcosa che possa
appassionare *oppure* (semplicemente) distrarre.
Che ci si distragga (anche per una discussione dai contenuti futili) e -per
es.- si salti l'uscita dell'Autostrada, c�pita a tutti.
A pochi (fortunati? :-)) c�pita di perdere la cognizione del tempo e dello
spazio ... in conseguenza dell'essersi concentrati in qualcosa di
appassionante ed avvincente!
> rimangono intatti i riflessi di tipo meccanico che riguardano
> la guida, tipo il frenare, lo svoltare il rendersi conto delle manovre
> degli altri etc. etc.
... "non saltare l'uscita" dell'Autostrada IMHO richiede un po' pi� dei soli
"riflessi meccanici": fosse anche il solo dover leggere i cartelli,
dovrebbero intervenire competenze (estemporaneamente) cognitive ... che non
sono proprio la stessa cosa del riuscire ad avvolgere gli spaghetti, o
ruotare il volante conversando nel frattempo.
Quindi (e IMHO) ... se � vero che "i riflessi meccanici" (chiamati in gergo
"competenze senso-motorie" :-)) sono tali da non asssorbire alcuna
attenzione (da sottrarsi ad alcun processo propriamente cognitivo), non ci
si pu� aspettare che si sia capaci di ... pensare due o pi� cose insieme.
> Chiederei appunto se capita anche ad altri, oppure c'� chi riesce a
> concentrarsi in un ragionamento e una discussione e nello stesso tempo
> conserva intatta al 100% la percezione dell'ambiente esterno.
... poter conservare la percezione dell'ambiente, IMHO non dipende da quali
tipi di "turbative" cognitive sono concorrenti, quanto piuttosto da quanto
"turbano".
Ci si pu� "turbare" perch� passa una bella ragazza, e anche se ci si sente
"impegnati" in una discussione. Oppure no ... nonostante la ragazza sia
effettivamente bella, o la discussione sia realmente importante: dipende dal
*proprio* coivolgimento.
Per� ... *due* cose coinvolgenti sono troppe, insieme! :-))
> Grazie Giovanni
Prego, Giovanni! :-)
--
Vincenzo
> A pochi (fortunati? :-)) c�pita di perdere la cognizione del tempo e
dello
> spazio ... in conseguenza dell'essersi concentrati in qualcosa di
> appassionante ed avvincente!
>
scusami, questa dei "fortunati" non l'ho afferrata bene, me la
rispieghi?
Giovanni
> anch'io penso sia normale come dici tu; per� mi chiedo perch� quando
> guidano altri riescono a parlare tranquillamente di tutto senza mai fare
> errori di guida?
> Penso che dipenda tutto dal grado di coinvolgimento. Molti riescono a
> seguire una discussione rimanendo per� distaccati emotivamente.
> ciao
Evidentemente s�.
Lo conosci l'aneddoto di Talete e della fanciulla tracia?
Platone nel Teeteto racconta che il famoso filosofo Talete una sera era
assorto a guardare il cielo stellato e tanto era coinvolto ed intento a
fissare il cielo che non si accorse di quello che aveva davanti ai piedi e
cadde in un pozzo.
Un fanciulla tracia che passava vide la scena e derise Talete per la sua
sbadataggine e gli disse che, nonostante fosse un filosofo molto sapiente,
aveva appena dimostrato di avere ben poco senso pratico.
Secondo Aristotele allora Talete, che se l'era presa parecchio per essere
stato deriso da una serva, grazie alle sue competenze di astronomia previde
che il racconto delle olive sarebbe stato molto abbondante quel anno e
decise cos� di accaparrarsene preventivamente gran parte per poi rivenderlo
ad prezzo pi� alto. Guadagn� molti soldi e dimostr� cos� alla serva che
essere sbadati, farsi prendere dalle cose che ci coinvolgono dimenticandosi
per un attimo della realt� esterna non significa non avere senso pratico,
quando serve!
Ciao :-))
--
Solvejg
Come non l'hai capita??
Se perdi di vista il tempo mentre fai qualcosa che ti appassiona significa
che mentre la fai sei "fuori dal mondo" per un attimo... in un fuggevole
stato di grazia!
Per fortuna succede... almeno a me s�. :-))
Mai detto: "Oh, facendo "questo", il tempo vola!"?
Non � una bella sensazione quando succede?
Ciao!
--
Solvejg
Gi� :-)) ... e "non solo".
Io "giungevo" a pensare alla ESTASI.
Quella che "ti prende" (che � modo molto significativo di dire di una
*estraneazione* passivamente subita!) di fronte a "uno stimolo" che pu� SI'
essere di varia natura (penso a una manifestazione d'Arte, o a una nuova
conoscenza, o altro ancora), ma � sempre tale da *imporre* un riassetto
cognitivo.
Un riassetto che comporta una tale "uscita" (uno star fuori = ex-stasi)
dagli schemi gi� noti ... che per qualche tempo "estranea" dalla Realt�
circostante, che � proprio "la robetta gi� conosciuta" :-))
E ... � proprio una bella cosa; senz'altro una fortuna, quando c�pita!
Ciao a entrambi!
--
Vincenzo
Ora ho capito. Sai io ero rimasto al problema di quando questo "stato di
grazia" si manifesta durante la guida. In effetti in questo caso non mi era
sembrato "fortunato" il termine pi� appropriato.
Difatti questo coinvolgimento emotivo rischia di fare pi� male che bene; e
non solo durante la guida
L'esperienza insegna che si sono delle belle sensazioni, ma nei rapporti
interpersonali sono "debolezze" che non ci possiamo permettere, in quanto
si scontrano con la necessit� sempre maggiore di essere freddi, distaccati
e razionali.
In fondo pi� ci coinvolgiamo emotivamente, pi� rischiamo di metterci a nudo
scoprendo il nostro "IO" e questo ci mette in una situazione di
vulnerabilit� e inferiorit�.
E'un p� come uno scoprire unilaterale delle nostre carte, senza ancora
sapere quelle degli altri e se e come questi potranno approfittare delle
nostre "aperture" e ingenuit�.
Ciao Giovanni
Questo se -anche senza accorgercene (?) ...- si parte dall'assunto che il
proprio IO sia vulnerabile e inferiore.
Che � un assunto quantomeno "indimostrato" :-))
> E' un p� come uno scoprire unilaterale delle nostre carte, senza ancora
> sapere quelle degli altri e se e come questi potranno approfittare delle
> nostre "aperture" e ingenuit�.
Tu esprimi un concetto assai diffuso (e quindi "hai ragione"!) ... e
tuttavia non sono certo che "essere aperti" al rapporto con gli altri debba
per forza implicare uno "essere ingenui".
Non � necessario "chiuderSI", per non essere sprovveduti; basta un po' di
ordinaria cautela, e uno si trova sufficientemente auto-difeso. Senza
rinuciare ad IN-contrare gli altri, per la paura prentiva di soccombere in
un eventuale S-contro.
Ciao, Giovanni ! :-)
--
Vincenzo
> Ora ho capito. Sai io ero rimasto al problema di quando questo "stato di
> grazia" si manifesta durante la guida. In effetti in questo caso non mi
> era
> sembrato "fortunato" il termine pi� appropriato.
> Difatti questo coinvolgimento emotivo rischia di fare pi� male che bene; e
> non solo durante la guida
E' vero... non sempre � un bene, ma consideriamo anche l'altro lato della
medaglia: � bello che ci si appassioni alle cose.
Io, che ho questo tuo stesso "problema", devo dire che non scambierei la mia
emotivit� (anche se � a volte eccessiva e mi crea problemi) con l'apatia che
sembrano avere certe persone quando discutono o fanno qualcosa... sembra che
nulla li interessi realmente.
Hai presente la scena del gattopardo in cui la famiglia arriva nel piccolo
paesino tutta impolverata? :-)
Ecco, l'immagine che mi viene in mente � questa... certa persone � come se
fossero ricoperte da uno "strato di polvere" che li separa dell'immediatezza
delle cose...
> In fondo pi� ci coinvolgiamo emotivamente, pi� rischiamo di metterci a
> nudo
> scoprendo il nostro "IO" e questo ci mette in una situazione di
> vulnerabilit� e inferiorit�.
> E'un p� come uno scoprire unilaterale delle nostre carte, senza ancora
> sapere quelle degli altri e se e come questi potranno approfittare delle
> nostre "aperture" e ingenuit�.
Tutto quello che dici � sensato, ma tu ci riesci realmente a non mostrare
questo tuo lato?
Io ogni volta che tento di nasconderlo ottengo l'effetto opposto...
Ciao
--
Solvejg