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Emozioni, emozioni, emozioni

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Antonio

unread,
Oct 16, 2009, 6:15:58 AM10/16/09
to
Un saluto a tutto il NG.

Da almeno due decenni in Italia non si fa altro che parlare di emozioni. La
parola ricorre continuamente: uno spettacolo e' bello se suscita emozioni;
nel riferire di un fatto importante si dice che e' stata una grande
emozione; un cantante e' bravo se fa provare emozioni all'ascoltatore etc.
Naturalmente qui si parla di emozioni piacevoli: l'aggettivo e' sempre
sottinteso.
Ma sono cosi' importanti queste emozioni, che, per quanto piacevoli,
coinvolgono solo la superficie della nostra coscienza? E i sentimenti, che
invece vengono dal profondo, che fine hanno fatto? Come mai sono passati in
secondo piano?

Antonio

L'Ape M@rc

unread,
Oct 16, 2009, 9:30:43 AM10/16/09
to
Antonio ha scritto:

> Un saluto a tutto il NG.

Ciao Antonio


credo che, innanzitutto l'emozione rimane soggettiva a seconda dello
stato d'animo che ogni individuo porta con se e quanto questo influisce
sulla propria percezione momentanea anche, bassa, alta, o in eccesso
in casi estremi di alta sensibilita' e che in se porta-coinvolge e forse
causa principale una gran quantitita' di profondi sentimenti...

credo che la reazione emozione non sia altro che una manifestazione di
sentimenti belli, profondi... almeno io credo sia cosi per come io mi
sento e percepisco..

non so se sono stato chiaro!!

ciao
M@rc
>

Vincenzo Del Piano

unread,
Oct 17, 2009, 7:21:00 AM10/17/09
to

"Antonio" <maxwe...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4ad847df$0$1095$4faf...@reader3.news.tin.it...
>
> [cut] Ma sono cosi' importanti queste emozioni, che, per quanto

> piacevoli, coinvolgono solo la superficie della nostra coscienza?

Le emozioni sono importanti perch� coinvolgono ben pi� della coscienza, e
anche quella la coinvolgono ben profondamente.
Infatti, un'emozione non � prodotto secondario dell'attivit� psichica, ma
costituisce una spinta all'azione (a "qualche" azione ...) che risulta
opportuna in base alla elaborazione dei dati dell'esperienza (e ad altro
genetico evolutivo che qui non � necessario o possibile prendere in
considerazione).
Nelle creature prive di coscienza (nelle quali � come se non ci fosse "un
altro" -la coscienza, appunto!- che pu� decidere se seguire o no la spinta
all'azione proposta dall'emozione), essa emozione e le strutture psichiche
che la producono la fanno da padrone ... imponendo a quelle creature
l'azione valutata opportuna. Per questo, se in quelle creature si produce
l'emozione paura, esse non possono non fuggire; oppure, se si produce
l'emozione rabbia, esse non possono non attaccare. In ogni caso, per�, anche
quelle dinamiche intrapsichiche che si concludono in una emozione (e che
appaiono "semplici" perch� non coscienti) investono molta parte
dell'apparato psichico, sia dal punto di vista anatomico, sia da quello
funzionale.
Nella creatura Uomo, invece, la complessit� delle strutture nervose che si
sono prodotte evolutivamente rende assai meno "semplice" l'intera dinamica
intrapsichica che si conclude con una emozione; quella dinamica
intrapsichica -per il fatto sostanziale di "doversi" esprimere sia a livello
non cosciente (laddove si propone un'azione), sia a livello cosciente (dove
si sceglie se attuarla o no)- espone ciascun Umano "persino" a un potenziale
conflitto.
In ogni caso (e per ogni tipo di creatura) l'emergenza della emozione palesa
un lavor�o operato da strutture nervose (Sistema Limbico) che "detengono"
(nel senso che vedono localizzate in s�) sia le tracce mnestiche di ci� che
serve per decidere quale azione compiere, sia la capacit� di trasformare la
determinazione in spinta emozionale. Tale struttura risulta cos�
sostanzialmente addetta a una doppia funzione. Ci� potrebbe significare poco
se non fosse che ogni volta che si produce una emozione, nel lavor�o
necessario per generarla viene coinvolta "anche" la componente mnestica
(causativa di quella scelta ...). E viceversa, nel senso che avviene anche
che ogni volta che si evoca un contenuto mnestico non pu� non essere
prodotta la emozione "conseguente" alla evocazione di quel contenuto
mnestico.

[Per chi volesse "fare la prova" ... che tenti di non sentire una emozione
di "sicurezza e protezione" (o qualcosa di simile) se evoca l'oggetto PANE;
oppure -e per converso- che tenti di non pensare a nessun oggetto (della sua
esperienza) che conosce come "rassicurante e protettivo" se evoca
un'emozione di "sicurezza e protezione". La impossibilit� che a una cosa non
segua l'altra dipende dal fatto che sia l'una cosa che l'altra, "sono nello
stesso posto" nervoso: se si attiva quel "posto" ... si attivano (in gergo
si dice "si riverberano") per forza sia il ricordo che l'emozione; e
viceversa.]

Ci� premesso ... imho diventa difficile pensare che le emozioni coinvolgano
solo la superficie della nostra coscienza; le emozioni operano assai
profondamente ... e sono capaci -anche da sole!- addirittura di modificare
la significanza dei dati dell'esperienza; e viceversa, notoriamente! :-)
E ... imho diventa difficile pensare che l'importanza che si attribuisce a
uno spettacolo, o a un'Opera d'Arte o a qualsiasi cosa che risulti capace di
produrre un'emozione, sia una importanza esagerata o impropria,

> E i sentimenti, che invece vengono dal profondo,
> che fine hanno fatto? Come mai sono passati in secondo piano?

Se fa riferimento al "cinismo" per il quale pare (imho pare!) che i
sentimenti siano oggigiorno trascurati o ignorati ... non so che dire.
Invece ... c'� da dire che "tecnicamente" non c'� differenza sostanziale tra
emozioni e sentimenti; questi ultimi sono "la presa di coscienza" delle
emozioni; vale a dire di ci� che -solo la creatura Uomo! nella sfera
cosciente che solo lui ha!- pu� avere sensazione di "sentire" presenti in
s�.


Ciao, Antonio! :-)
--
Vincenzo


Albert0

unread,
Oct 18, 2009, 7:12:36 AM10/18/09
to
On 17 Ott, 13:21, "Vincenzo Del Piano" <vince...@hyle.it> wrote:

> Nelle creature prive di coscienza essa emozione e le strutture psichiche


> che la producono la fanno da padrone ... imponendo a quelle creature
> l'azione valutata opportuna. Per questo, se in quelle creature si produce
> l'emozione paura, esse non possono non fuggire; oppure, se si produce
> l'emozione rabbia, esse non possono non attaccare.

> Nella creatura Uomo, invece, la complessit� delle strutture nervose che si
> sono prodotte evolutivamente rende assai meno "semplice" l'intera dinamica
> intrapsichica che si conclude con una emozione

Nell'Uomo non acculturato � meno complessa.
Leggendo di Storia, la capacit� di controllare le emozioni mi �
sembrato un capitolo di enorme importanza e una costante che marca una
differenza di classe sociale.
Il sapersi trattenere � marchio di fabbrica delle classe alte e mi
sembra di capire che � sempre stato tenuto come un valore alto.

Esempi:
Lo stoicismo diffuso nelle classi alte romane ( caso estremo, un
societ� in realt� semibarbara con un ideale di rarefatto distacco dai
propri impulsi)
Lo stile freddo-distaccato della nobilt� del 600-700 ( da cui la
nobilt� del duello)
Lo stile trattenuto-ipocrita della borghesia dell' 800 ( da cui il
valore paradigmatico del controllo della sessualit�)


Oggi non � pi� cosi, secondo me perch� non ci sono pi� masse semi-
analfabete per cui una notevole capacit� di controllo non � pi�
elitaria.


Solvejg

unread,
Oct 18, 2009, 1:31:33 PM10/18/09
to
"Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio:

> Invece ... c'� da dire che "tecnicamente" non c'� differenza sostanziale
> tra
> emozioni e sentimenti; questi ultimi sono "la presa di coscienza" delle
> emozioni; vale a dire di ci� che -solo la creatura Uomo! nella sfera
> cosciente che solo lui ha!- pu� avere sensazione di "sentire" presenti in
> s�.

Bella la parte sulle emozioni... :-)
Volevo chiedere... "tecnicamente" come si sa che non c'� differenza
sostanziale?
Il tecnicamente si riferisca a dati psicologici o a dati neuropsicologici?
Grazie, ciao.

--
Solvejg

Vincenzo Del Piano

unread,
Oct 19, 2009, 5:08:31 AM10/19/09
to

"Solvejg" <solvejg...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:VhICm.82423$9f6....@twister1.libero.it...

>
> "Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio:
>
> > c'� da dire che "tecnicamente" non c'� differenza sostanziale tra
> > emozioni e sentimenti; questi ultimi sono "la presa di coscienza" delle
> > emozioni; vale a dire di ci� che -solo la creatura Uomo! nella sfera
> > cosciente che solo lui ha!- pu� avere sensazione di "sentire" presenti
in
> > s�.
>
> ... "tecnicamente" come si sa che non c'� differenza sostanziale?
> Il tecnicamente si riferisca a dati psicologici o a dati neuropsicologici?

Non chiedere all'oste come � il vino! :-))
E non fare a "me" -ruvido riduzionista!- una domanda che sottintenderebbe
una differenza tra quelle due cose!

Una emozione -imho ...- � sostanzialmente un accadimento neurologico.
Un Uomo pu� percepire nella sfera della coscienza (che egli ha!) che
l'accadimento si � verificato; ci� legittima dire che quell'Uomo "prova un
sentimento" e che ci� -solo formalmente!- � diverso (e pi�?) dallo "avere
un'emozione".
Una creatura che non ha la (sfera della) coscienza si deve accontentare di
avere un'emozione, e -poich� senza la coscienza non c'� niente altro che
possa eventualmente antagonizzare la spinta comportamentale data
dall'emozione- deve per forza fare ci� e come l'emozione "consiglia".

Ciao ... insidiosa Solvejg! :-)
--
Vincenzo

L'Ape M@rc

unread,
Oct 19, 2009, 5:16:10 PM10/19/09
to
Albert0 ha scritto:

> On 17 Ott, 13:21, "Vincenzo Del Piano" <vince...@hyle.it> wrote:
>
>> Nelle creature prive di coscienza essa emozione e le strutture psichiche
>> che la producono la fanno da padrone ...
[****]

>
> Nell'Uomo non acculturato � meno complessa.
> Leggendo di Storia, la capacit� di controllare le emozioni mi �
> sembrato

[****]

> Lo stile freddo-distaccato della nobilt� del 600-700
>
>

> Oggi non � pi� cosi, secondo me perch� non ci sono pi� masse semi-
> analfabete per cui una notevole capacit� di controllo non � pi�
> elitaria.

Credo che un piccolo fardello da qualche parte (qui da noi) ancora esiste
escludendo paesi confinanti e oltre mare ma, restiamo a casa nostra.

Credo che il tempo, nel tempo ci siano stati radicali cambiamenti
generazionali-culturali... credo sia questa in pratica cio che modifa
effeti e cause. Non credo quindi sia ridotto al essere istruiti o meno,
ma trovo comunque che tutto questo mutamento lo stiamo pagango un prezzo
troppo alto che ancora non abbiamo imparato ad autogestirci o
trasmettere correttamente oltre, non lo sappiamo neppure noi che pesci
pigliare con il nostro prossimo e cari :-p

Effetti collaterali deriventi? = depressioni, suicidi, alcolismo, rimedi
con droghe, anoressie, bulemia, tragedie famigliari..... e chisa quanto
altro...

Behhh... scusatemi, non so perche tutto questo mi porta e tale
conclusione sconcertante..
forse sono troppo pessimista.. -8

ciao :-)

M@rc
>
>

elleci

unread,
Oct 20, 2009, 10:28:40 AM10/20/09
to
On 19 Ott, 11:08, "Vincenzo Del Piano" <vince...@hyle.it> wrote:

> Un Uomo pu� percepire nella sfera della coscienza (che egli ha!) che
> l'accadimento si � verificato; ci� legittima dire che quell'Uomo "prova un
> sentimento" e che ci� -solo formalmente!- � diverso (e pi�?) dallo "avere
> un'emozione".

Mmmh ... imho il sentimento � una "roba" un po' pi� complessa di
un'emozione. Io posso provare rabbia, gioia, fastidio, orgoglio,
passione nei confronti di un'unica persona, in diversi momenti, e
tuttavia tradurre tutto questo in un complessivo sentimento d'amore (i
miei ragazzi sono un'altalena notevole di emozioni differenti, per
esempio). Mi capita anche di pensare che una malattia mentale o
psichica possa consentire di provare emozioni, e persino emozioni pi�
violente e profonde di quanto siano quelle usuali, impedendo per� -
sempre o a momenti - di tradurle in un'immagine complessiva.

Elle

Solvejg

unread,
Oct 20, 2009, 9:18:26 AM10/20/09
to
"Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio:

>> ... "tecnicamente" come si sa che non c'� differenza sostanziale?


>> Il tecnicamente si riferisca a dati psicologici o a dati
>> neuropsicologici?
>
> Non chiedere all'oste come � il vino! :-))
> E non fare a "me" -ruvido riduzionista!- una domanda che sottintenderebbe
> una differenza tra quelle due cose!


.... :-) capisco che, messa cos�, la domanda potesse far sottointendere una
differenza... e far credere quindi che chi l'ha posta (cio� Io!) sia
convinta del fatto che la mente potesse essere diversa dalla sua sede
fisica, il cervello!
No, non lo credo!
Ma non posso dire nemmno di essere una "ruvida riduzionista" (come tu dici
di essere... :-) perch� non credo che la neuropsicologia sia l'unica
spiegazione possibile al problema della mente!

La neuropsicologia -ihmo- spiega chi siamo, ma non COSA siamo... per dirla
con un eminente filosofo della Mente, Michele Di Francesco, che Tu mi ha
fatto scoprire consigliadomi di leggerlo... (e per questo ti ringrazio
ancora :-))
Insomma credo che per capire la mente si debba capire il cervello ma che non
sia sufficiente all'uomo una unica lettura di una cosa cos� affascinante e
complessa.
C'� altro, e lo dimostrano la psicoanalisi, la psicologia, la filosofia...
che sono ugualmente valide credo.

Nel fare la mia domanda perci� mi riferivo al fatto (che forse ho dato un
po' per scontato) che uno stesso fenomeno (indubitabilmente neurologico!)
possa essere spiegato da teorie differenti e ugualmente valide.

Per esempio tu, in un altro post attuale, hai brillantemente spiegato a
quale assetto intrapsichico va incontro un bambino di 2 anni quando accadono
nella sua vita cose come la nascita di fratellini... se l'avessi spiegato in
termini di accadimenti neurologici sarebbe stato probabilmente altrettamento
corretto... perci� per me vanno bene entrambe le cose! Perch� scegliere una
sola modalit�?


> Una emozione -imho ...- � sostanzialmente un accadimento neurologico.
> Un Uomo pu� percepire nella sfera della coscienza (che egli ha!) che
> l'accadimento si � verificato; ci� legittima dire che quell'Uomo "prova un
> sentimento" e che ci� -solo formalmente!- � diverso (e pi�?) dallo "avere
> un'emozione".


Di pi� forse... perch� ihmo (e ripeto bene: ihmo!) neurologicamente potrebbe
essere verosimile che nel caso dei sentimenti ci siano patterns di
attivazione non proprio identici a quelli dell'emozione... magari un
coinvolgimento di aree pi� estese rispetto alle pure emozione.
La complessit� della attivazione neurologica potrebbe essere maggiore anche
perch� il solo fatto della aggiunta della sfera della coscienza avr� bisogno
(immagino) di una attivazione maggiore... � verosimile se si parte dal
presupposto (il tuo... che poi � anche il mio) che "ci� che sta fuori"
corrisponde a "ci� che sta dentro".
E mi chiedo: se fuori appare diverso... perch� non dovrebbe essere diverso
anche dentro?

> Ciao ... insidiosa Solvejg! :-)

Un saluto anche te... pi� "naturalista" che "riduzionista"! :-))

--
Solvejg

Vincenzo Del Piano

unread,
Oct 23, 2009, 12:40:51 PM10/23/09
to

"Solvejg" <solvejg...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:CMiDm.82285$1s6....@twister2.libero.it...

>
> credo che per capire la mente si debba capire il cervello ma che non
> sia sufficiente all'uomo una unica lettura di una cosa cos� affascinante e
> complessa.
> C'� altro, e lo dimostrano la psicoanalisi, la psicologia, la filosofia...
> che sono ugualmente valide credo.

Certamente; la differenza sta nel dettaglio che la ipotetica macchina
pensante (grossa otto Km cubi ...) capace (?) di emulare le funzioni di un
Cervello umano, non potrebbe (nemmeno nella pi� presuntuosa ipotesi
meccanicistica e riduzionistica) riprodurre -per es.- il piacere che un uomo
qualsiasi prova quando "scopre" qualcosa.
Non ci sarebbe barba di cortocircuitazione possibile da pre-programmare (nel
cervellone) tale da produrre nulla pi� di una "conferma" di stare agendo
"psichicamente" per il meglio ... costituendo persino un rinforzo a farlo
ancora. Infatti, questo -che � tecnicamente possibile!- non produrrebbe
nessuno dei particolarissimi QUALIA che ... solo le creature viventi possono
vederSI produrre in s�.
I QUALIA sono "i contenuti qualitativi" delle dinamiche psichiche, che sono
certamente "un di pi�" rispetto alle dinamiche psichiche in s� e per s�. Per
es. � senz'altro possibile (!) riprodurre nel cervellone artefatto una
dinamica psichica quale la "risposta d'ansia"; basterebbe che -date alcune
condizioni- il cervellone si auto-attivasse intensificando *funzioni* quali
lo input di dati dall'esterno, e una ricorsivit� nella analisi di quei dati
(ch� *questo* � il contenuto della risposta d'ansia). Tuttavia ...
mancherebbe il dolore dello essere in una condizione d'ansia. Allo stesso
modo ... per quanto il cervellone potrebbe essere pre-programmato per
considerare degno di attenzione una "forma", esso cervellone non vedrebbe
mai produrSI in s� l'esperienza estetica ... della quale sono capaci anche i
nostri animali domestici! :-))
Per questo, e infatti ... � sui QUALIA che "naufragano" le ipotesi
riduzioniste e meccaniciste "presuntuose", ossia quelle che pretendono di
equiparare in tutto e per tutto la mente (dei viventi!) a un quantosivoglia
complesso macchinone pensante artefatto.
Ci� -si badi bene! :-)) - non significa che nella mente dei viventi ci sia
"altro" da una compessit� materiale capace di produrre "qualit�" delle
dinamiche psichiche ... "ma" IMHO -almeno fino a quando non si sapr� *come*
si producono i QUALIA ...- non si potr� fare a meno di tenere presente che
tra le funzioni emulabili dal cervellone artefatto e il cervello di tutte
(!) le creature viventi c'� una (bella) differenza.

PERO' ... :-)) ... il fatto che tra emozioni e sentimenti ci sia *solo* la
differenza (sostanziale) che le seconde sono "la sensazione" cosciente delle
prime, IMHO � difficile da smentire.

> Di pi� forse... perch� ihmo (e ripeto bene: ihmo!) neurologicamente
> potrebbe essere verosimile che nel caso dei sentimenti ci siano patterns
> di attivazione non proprio identici a quelli dell'emozione... magari un
> coinvolgimento di aree pi� estese rispetto alle pure emozione.
> La complessit� della attivazione neurologica potrebbe essere maggiore
> anche perch� il solo fatto della aggiunta della sfera della coscienza avr�
> bisogno (immagino) di una attivazione maggiore...

Immagini giusto!
E' proprio l'effetto retroattivo dei QUALIA (che coinvolge Corteccia
Cerebrale e Sistema Limbico!), che fa la differenza.
In effetti ... in una ipotesi rigidamente *funzionalistica* e
meccanicistica, i QUALIA potrebbero essere considerati inutili (o quanto
meno ridondanti) rispetto all'effetto che le emozioni si propongono di
ottenere in termini di comportamento; tuttavia, � esperienza comune che
se -per es.- la risposta d'ansia non fosse accompagnata da un "disagio" ...
essa non acquisterebbe il contenuto *qualitativo* per il quale
l'intensificazione dell'input di dati dall'esterno e la ricorsivit� della
loro analisi viene "presa molto sul serio".
In qualche modo ... si potrebbe dire che l'esistenza dei QUALIA sia
funzionale a "dare una spinta" a ci� che l'emozione (o il sentimento) gi�
propongono per conto loro.
Oppure che ... i QUALIA si rendono opportuni per la "imperfezione"degli
organismi viventi rispetto a quelli ipotetici condotti da un ipotetico
cervellone.


> Un saluto anche te... pi� "naturalista" che "riduzionista"! :-))

... mi ci becchi sempre! :-)
--
Vincenzo


elleci

unread,
Oct 26, 2009, 5:37:39 AM10/26/09
to
On 23 Ott, 17:40, "Vincenzo Del Piano" <vince...@hyle.it> wrote:

> Certamente; la differenza sta nel dettaglio che la ipotetica macchina
> pensante (grossa otto Km cubi ...) capace (?) di emulare le funzioni di un
> Cervello umano, non potrebbe (nemmeno nella pi� presuntuosa ipotesi
> meccanicistica e riduzionistica) riprodurre -per es.- il piacere che un uomo
> qualsiasi prova quando "scopre" qualcosa.

I "qualia" sarebbero, in sostanza, l'esperienza soggettiva? So che
l'ipotesi di una intelligenza artificiale "forte" non gode di grande
considerazione scientifica, in questo momento, ma mi viene da pensare
che qualunque funzione sia il risultato di un processo/meccanismo
fisico possa, in teoria, essere prima o poi riprodotta. Non domani, e
neppure dopodomani, certo :-) ma ... non lo vedo come un limite
invalicabile. Del resto non credo che i sistemi biologici pi� semplici
- gli insetti, per esempio - siano in grado di esperire il reale
soggettivamente: forse l'esperienza soggettiva potrebbe nascere,
semplicemente, oltre un certo grado di complessit�. A meno che non si
considerino i tuoi :-) "qualia" come inconsci ... e allora perch� non
equipararli all'operazione ricorsiva di una macchina?

Elle

Solvejg

unread,
Oct 26, 2009, 12:40:47 PM10/26/09
to
"Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio
news:7ke572F...@mid.individual.net...

> Ci� -si badi bene! :-)) - non significa che nella mente dei viventi ci sia
> "altro" da una compessit� materiale capace di produrre "qualit�" delle
> dinamiche psichiche ... "ma" IMHO -almeno fino a quando non si sapr�
> *come*
> si producono i QUALIA ...- non si potr� fare a meno di tenere presente che
> tra le funzioni emulabili dal cervellone artefatto e il cervello di tutte
> (!) le creature viventi c'� una (bella) differenza.


Nemmeno io non mi sentirei di attribuire ai "qualia" istanze metafisiche non
meglio identificate... ma certo sarebbe bello saperne di pi�.
Non resta che aspettare che venga scoperto come si producono questi
"qualia"...
Nel frattempo preferisco seguire il motto spinoziano: "Caute".


> PERO' ... :-)) ... il fatto che tra emozioni e sentimenti ci sia *solo* la
> differenza (sostanziale) che le seconde sono "la sensazione" cosciente
> delle
> prime, IMHO � difficile da smentire.
>

> E' proprio l'effetto retroattivo dei QUALIA (che coinvolge Corteccia
> Cerebrale e Sistema Limbico!), che fa la differenza.

Con questa precisazione mi � pi� chiaro cosa intendi quando dici che sono
uguali. Sono d'accordo.

Ciao! :-)))

--
Solvejg

L

unread,
Oct 26, 2009, 2:20:45 PM10/26/09
to

Antonio wrote:
>
> Un saluto a tutto il NG.
>
> Da almeno due decenni in Italia non si fa altro che parlare di emozioni. La
> parola ricorre continuamente: uno spettacolo e' bello se suscita emozioni;
> nel riferire di un fatto importante si dice che e' stata una grande
> emozione; un cantante e' bravo se fa provare emozioni all'ascoltatore etc.
> Naturalmente qui si parla di emozioni piacevoli: l'aggettivo e' sempre
> sottinteso.
> Ma sono cosi' importanti queste emozioni, che, per quanto piacevoli,
> coinvolgono solo la superficie della nostra coscienza?

Nei media le emozioni sono un mezzo per "acchiappare" il pubblico.
Esistono infatti studi che dimostrano -per esempio- che � pi� facile
vendere un'auto partendo da un'emozione, pi� che da una informazione,
almeno in media, ossia per il profilo medio del fruitore degli usuali
mezzi di "informazione".

Inoltre, come sanno bene coloro che per mestiere debbono parlare in
pubblico, necessita sapere creare un rapporto anche emotivo con chi
ascolta, altrimenti cade l'attenzione, ordinariamente.

> E i sentimenti, che
> invece vengono dal profondo, che fine hanno fatto? Come mai sono passati in
> secondo piano?
>
> Antonio

Ho letto il 3d e ho visto che molti non considerano vi sia una diversit�
rilevante tra emozione & sentimento.

Bene, sarebbe da specificare un attimo cosa si intenda nei due casi:

1) se l'*emozione* �

dal latino ex-movere = muovere da, reagire istintivamente a sensazioni
percettive o ideative

2) se il *sentimento* �

sentire, percepire se stessi o gli altri non solo in modo emotivo, ma
per esempio equilibrando piacere e razionalit�, oppure stato associativo
e logica, etc (quindi facendo intervenire una elaborazione non solo
reattiva, ma anche motu proprio)

-allora-

... anzich�

vedere la specie umana solo come una macchina che reagisce a ogni
stimolo ambientale, tranne che al proprio contributo ..
... quasi che possa essere coartata nell'agire .. facendo leva su
emozioni o anche sentimenti purch� si possa comprimere la sfera
elaborativa del _soggetto_ ..

... bens�

potrebbe darsi che il nostro fare non sia al 100% condizionabile in modo
risolutivo per esempio dalla sola informazione prevalente, quella
acquisita dai mezzi di informazione di massa, ma da una ricerca che non
si arrenda alle prime supposte evidenze.

Naturalmente non � facile non subire l'emozione come un mezzo di
condizionamento risolutivo all'agire.

Per� vi sono molte evidenze che � possibile evitare di essere deprivati
della propria autonomia decisionale -> nel proprio fare.

Faccio solo l'esempio di un colloquio di esame per chi si cimenta nello
studio, magari stressante se a livello universitario:

Se io sapevo un argomento cercavo di non reagire mostrandomi troppo
emozionato!

Avrebbe significato che avevo avuto un colpo di fortuna e che altri
argomenti non li conoscevo ugualmente bene!

Il dosare la propria emozione -soprattutto in ambito professionale- �
sempre molto apprezzata.

Perch� in una professione "il va dove ti porta il cuore" entra
scegliendo l'ambito elettivo, ma poi va mitigato con la capacit� di
gestire le emozioni e le informazioni, al fine di non dire la prima cosa
che ti balza in mente, ma solo se si sono fatte opportune verifiche o
conferme.


Auguro l'emozione della felicit� a tutti, e che sia salute per ognuno,


L

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