Questo risponde a un bisogno inconscio per cui si ha necessit�
(inconscia) che quella persona sia come uno pensa che sia, giusto?
Alcune di queste situazioni sono di dipendenza, come il bambino che ha
bisogno dei genitori (oggettivamente) e rifiuta di credere che siano
cattivi, o certe dipendenze affettive in cui uno � vittima, ma diventa
una furia se qualcuno si azzarda a sfidare il carnefice.
Ma a ben guardare tutti i rapporti umani creano un sia pur minimo grado
di dipendenza, perfino i rapporti di semplice conoscenza: e per� non
vedo sempre questa resistenza a cambiare idea sulle persone, ma solo in
alcuni casi. Perch� questo? Quale molla fa scattare un bisogno interiore
di credere in una persona particolare?
P.S. la vittima passiva che difende il carnefice e ce l'ha a morte
(letteralmente!) con il suo "salvatore" l'ho vista "live" qualche anno
fa e ancora non riesco a crederci del tutto... se cortesemente qualcuno
mi pu� dare dei riferimenti per cercare materiale su internet gliene
sarei grato :-)
>Perch� a volte gente che ha una certa opinione su una persona, non vuole
>cambiarla nemmeno di fronte all'evidenza? O almeno � molto riluttante a
>farlo?
Ci possono essere svariati motivi ed a me vengono in mente questi (il
che vuol dire che potrebbero essercene altri).
1. costa fatica modificare la memoria, per cui meglio una cosa
memorizzata cos� com'� e resta l�.
2. Processo della negazione, poich� ammettere che le cose non stanno
cos� come sembravano vuol dire entrare in angoscia ed all'organismo
l'angoscia non piace. Se la negazione � sana, rappresenta il momento
necessario per sostituire la vecchia informazione con la nuova.
>Questo risponde a un bisogno inconscio per cui si ha necessit�
>(inconscia) che quella persona sia come uno pensa che sia, giusto?
Bisogna vedere quali concatenazioni porta quel pensiero.
Cio�, � come se ogni informazione fosse un mattone e bisogna vedere se
la struttura intorno regge il fatto che quel mattone possa essere
tolto o possa essere sostituito.
>Alcune di queste situazioni sono di dipendenza, come il bambino che ha
>bisogno dei genitori (oggettivamente) e rifiuta di credere che siano
>cattivi, o certe dipendenze affettive in cui uno � vittima, ma diventa
>una furia se qualcuno si azzarda a sfidare il carnefice.
Perch� � una sitauzione di necessit� o percepita come tale.
Qui per� c'� qualcosa di pi� oltre alla semplice informazione, e cio�
ci pu� essere la convinzione che "da soli" non si pu� sopravvivere.
>P.S. la vittima passiva che difende il carnefice e ce l'ha a morte
>(letteralmente!) con il suo "salvatore" l'ho vista "live" qualche anno
Il salvatore per� rappresenta il demolitore di una realt� costruita,
cio�, il salvatore costringe la persona ad un cambiamento.
L'uomo � anche abitudinario ed � anche resistente al cambiamento.
Il detto "chi lascia la vecchia via, sa quello che lascia, ma non
quello che trova" descrive bene questa situazione.
Poi c'� il fatto di aver interiorizzato il ruolo di vittima e di non
potersi immaginare diversamente e di restare in quel ruolo.
--
Fernando Bellizzi
L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa
Non guardare al passato con rabbia o al futuro con ansia,
ma guardati intorno con attenzione
>>Questo risponde a un bisogno inconscio per cui si ha necessit�
>>(inconscia) che quella persona sia come uno pensa che sia, giusto?
>
> Bisogna vedere quali concatenazioni porta quel pensiero.
> Cio�, � come se ogni informazione fosse un mattone e bisogna vedere se
> la struttura intorno regge il fatto che quel mattone possa essere
> tolto o possa essere sostituito.
Bella questa immagine dei mattoni... :-))
Rende "materialmente" ragione di un fenomeno che pu� apparire fumoso e
incomprensibile come la resistenza alla guarigione o ai cambiamenti
positivi: sostituire un vecchio mattone che sta sotto tutti gli altri porta
spesso al crollo dell'edificio.
E poi bisogna ricorstruire tutto da capo...
--
Solvejg
... perch� a ben guardare, ti sei sbagliato a guardare! :-)
La "resistenza" la si opera sempre, solo che essa a volte � pi� o meno
evidente a causa della importanza attribuita alla persona relativamente alla
quale si ha un pre-giudizio.
La "resistenza" a cambiare opinione su una persona (o su un evento o una
cosa) serve a permettere una continuit� e una stabilit� degli assetti
mentali; per certi versi .. si tratta di una sorta di "fissit� cognitiva"
che � quella qualit� mentale (assolutamente utile se non addirittura
necessaria!) per la quale -per es.- "si ha il pregiudizio" che una scatola
di fiammiferi contenga fiammiferi e non altro. Oppure che, poich� si tratta
di fiammiferi, possano essere usati solo per accendere il fuoco e non -dico
per dire- per giocare a quel gioco (cinese?) che si fa sfilando dei
bastoncini uno ad uno da un mucchio senza spostarne nessun altro.
La fissit� cognitiva � un elemento di facilitazione della "relazione" con
gli oggetti (e persone e eventi) anche se � potenzialmemte ingannevole. Si
tratta di un elemento cognitivo "automatico", e pertanto relativamente
incontrollabile da parte della coscienza.
> Quale molla fa scattare un bisogno interiore
> di credere in una persona particolare?
... "uno qualunque" dei contenuti affettivi potenzialmente attribuibili a
*quella* relazione.
> P.S. la vittima passiva che difende il carnefice e ce l'ha a morte
> (letteralmente!) con il suo "salvatore"
In questi casi, lo "elemento qualunque" � la dipendenza affettiva da una
persona alla quale "si impone" un comportamento crudele. Le si impone quello
... perch� "forse" non si saprebbe come gestire (con *quella* persona) una
relazione di altri contenuti. In questi casi, non sarebbe sopportabile un
contenuto relazionale diverso ... e la fissit� cognitiva "aiuta" a non
intravederne altri, potenzialmente dannosi o pericolosi ... :-)) "al solo
pensarli".
Ci� posto ... un "salvatore" che non si impicci dei fatti suoi e renda
palese ci� che la fissit� cognitiva si industria a non far manco intravedere
.. non pu� essere considerato meno che "molesto!
:-)
--
Vincenzo