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Re: Dimenticare quanto si vale

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golden.

unread,
Dec 20, 2009, 3:03:03 PM12/20/09
to
Ognuno di noi ha pregi e difetti, forze e paure, successi ed
> insuccessi.
> Alcuni perᅵ vedono solo il lato negativo di sᅵ ed anche se riescono ad
> ottenere un grande successo personale non maturano tenendone conto,
> continuano cioᅵ a mettere in profondo dubbio il riuscire in un compito che
> hanno giᅵ consapevolmente dimostrato di superare. Per cui le ansie e le
> paranoie arrivano a far dimenticare del tutto di essere stati capaci a
> fare o essere qualcosa.
> Perchᅵ in alcuni si innesca questo meccanismo distruttivo, e come si puᅵ
> venirne fuori?

Io pensa sia piᅵ o meno cosi che funzioni, ovvero quando siamo contenti,
(vedi un successo) la mente vede quella situazione come qualcosa non di
superiore ma di normale, quella situazione ᅵ normale.
Quando invece stiamo male le cose diventano piᅵ difficili e farle comporta
una sorta di piccolo o grande trauma, dipende dai casi. Mettiamo per esempio
che tu sia felice e dai un esame all'universitᅵ, non succede nulla = felice
= normale.
Mettiamo che sei depresso dai l'esame e ti viene un attacco di angoscia o di
panico = trauma = memorizzazione e rimuginamento di tale trauma, il pensarci
ᅵ normale e puᅵ aumentare la depressione stessa e si crea una spirale
autodistruttiva.
La "cura" ᅵ un mistero a mio avviso, ci sono psicologi psicofarmaci alcol ma
sinceramente non capisco la mente... a mio personale avviso la odio.

Vincenzo Del Piano

unread,
Dec 20, 2009, 12:33:52 PM12/20/09
to

"I'm not my brain" <Imnotm...@virgilionospam.it> ha scritto nel messaggio
news:hgjsk2$3rc$1...@news.albasani.net...

>
> Ognuno di noi ha pregi e difetti, forze e paure, successi ed insuccessi.
> Alcuni per� vedono solo il lato negativo di s� (...) per cui le ansie e le

> paranoie arrivano a far dimenticare del tutto di essere stati capaci a
> fare o essere qualcosa.
> Perch� in alcuni si innesca questo meccanismo distruttivo, e come si pu�
> venirne fuori?

Perch� IMHO ... we are our brain :-)) ... e se il Sistema Nervoso contiene
un'informazione -quale un dato cognitivo negativo al proprio riguardo- che
risulta prevalente ... noi siamo soggetti alle conseguenze di quella
informazione.
Peraltro ... proprio per il fatto che ci� che ciascuno � risulta determinato
da ci� che in termini computazionali � inserito nei suoi sistemi decisionale
e valutativo e eccetera (tutti funzionalmente localizzati nel Sistema
Nervoso) ... "basta" modificare le informazioni che eventualmente
determinano una fissit� cognitiva negativa al proprio riguardo, e "se ne
viene fuori". Modificare le informazioni "si fa" producendo un numero di
connessioni neurologiche che producano l'effetto computazionale per il quale
l'informazione prima prevalente diventa secondaria rispetto alla nuova
informazione, *intenzionalmente* inferita nel proprio Sistema Nervoso.
[Voglio osservare (tranquillizzantemente ...) che si tratta di un'operazione
addiritura banale ... che viene ordinariamente eseguita anche ogni volta che
"mandiamo a memoria" il numero di telefono nuovo di una persona che ci
interessa, sostituendo le connessioni neurologiche che "erano" il suo
vecchio numero di telefono, con connessioni nervose nuove che "diventano"
quel nuovo numero di telefono. Non posiamo accorgerci che � questo che
facciamo ... ma � proprio questo, quello che facciamo ogni volta che
apprendiamo qualcosa.]
Questa risorsa "automodificativa delle proprie connessioni nervose" ... sar�
forse tale da apparire "riduttiva" a chi non gradisce che ci� che egli �
possa essere ritenuto determinato da fatti neurologici (o addirittura essere
interpretato che ci� che egli � sia solo un effetto del suo Sistema
Nervoso), e tuttavia ... a quanto (mi) risulta non ce ne sono altre, di
risorse. N� -per quanto *mi* riguarda- me ne dico insoddisfatto, o deluso:
temo che sarei assai pi� insoddisfatto (e "disorientato" ...) se dovessi
pensare che ci� che determina un qualunque contenuto del "mio modo d'essere"
fosse collocato in qualche spazio metafisico inattingibile, o in qualche
Mondo-delle-Idee.
Invece, IMHO ... � addirittura rassicurante che "io sono il *mio* cervello"
... e che pertanto io posso operare su "quello" (e quindi su di me!) le
modifiche che io ritengo opportune; � certo che questo non si pu� fare in
un batter d'occhio, soprattutto se "le modifiche" riguardano assetti
cognitivi (e quindi neurologici) "cospicui". Si tratta -comunque- di una
risorsa effettivamente disponibile e praticabile ... che permette "altres�"
di guardare alle cose che si � e al proprio modo d'essere come cose
*proprie* ... relativamente alle quali � senz'altro pi� agevole assumere un
atteggiamento meno infastidito di quanto dovrebbe -giustamente!- essere se
le si attribuisse a fatti *alieni* quali spazi metafisici inattingibili o a
"contenuti" di un Mondo-delle-Idee.

Empiricamente ... da una condizione di fissit� cognitiva che determini
valutazioni negative su se stesso, "se ne viene fuori" (senza tanto rancore
o perplessit�, trattandosi di cose *proprie*), semplicemente ponendo un po'
pi� di attenzione su quanto si sia (stato) capace di fare bene quello che ci
si era proposti di fare; l'effetto rivalutativo delle proprie capacit� non
si otterr� in un batter d'occhio, ma -proprio come accade quando si apprende
un nuovo numero di telefono ... - "baster�" impegnarsi un po' ... e sar�
fatta!

:-)
--
Vincenzo


Vincenzo Del Piano

unread,
Dec 22, 2009, 11:28:20 AM12/22/09
to

"golden." <pr...@lol.it> ha scritto nel messaggio
news:4b2e82fa$0$1119$4faf...@reader2.news.tin.it...
>
> La "cura" � un mistero a mio avviso, ci sono psicologi psicofarmaci alcol

> ma sinceramente non capisco la mente... a mio personale avviso la odio.

Che "la cura" possa apparire un mistero ... � comprensibile.
Un po' meno ... che si odi la mente, persino se non si fa riferimento alla
propria, ma al "misterioso insieme" che -questo SI' ...- a volte sembra
assillare gli Uomini.
Odiare la pur generica "mente" ... *mi* pare come sparare sulla Croce Rossa,
trascurando che -per quanto sia a volte assillante- "la mente" (propria) �
ci� che ciascuno �; che essa � (quantomeno) il posto dentro il quale
ciascuno si trova (!), n� pu� uscirne, e quindi � l� dentro che -per quanto
misteriosa- sono sia l'origine che la cura degli assilli.

C'� anche da dire che nel momento in cui ci si intereressa de "la cura" (o
degli assilli), la mente appare molto meno misteriosa di quando non se ne sa
niente, o di quando si agisce _come_se_ si avesse qualche timore di
disvelare qualche mistero.
Nel dire questo, io sono certamente influenzato dallo addirittura entusiasmo
con il quale -"interessandomi" della mente- ho malcertamente creduto di
poter(mi) spiegare molte cose, ma ... se uno non si interessa
(amorevolmente!) di ci� che egli �, di cosa mai varrebbe la pena di
interessarsi?

:-))
--
Vincenzo

golden.

unread,
Dec 23, 2009, 4:14:30 AM12/23/09
to

>>
>> La "cura" � un mistero a mio avviso, ci sono psicologi psicofarmaci alcol
>> ma sinceramente non capisco la mente... a mio personale avviso la odio.
>

> (amorevolmente!) di ci� che egli �, di cosa mai varrebbe la pena di
> interessarsi?
>
il piacere, a mio avviso, � scoprire se stessi vivendo e con se stessi
intendo proprio la scoperta della psiche, della propria psiche.
Poi un giorno di punto in bianco la stessa psiche non ti permette nemmeno di
vivere e se provi lo stesso andandoci contro e "combattendo", "facendosi
coraggio" la stessa mente ti fa sentire solo angoscia ed ansia, gambe
tremanti, sudori freddi e terrore, se continui a combattere, cosa che ho
fatto per anni, non ti riprendi come penserebbe qualsiasi persona ma nel mio
caso, crolli.
E' stupido odiare se stessi, forse la cosa pi� bassa e ignorante che
l'essere umano possa fare ma io continuo ad odiare la mente perch� fa parte
di me ma non mi fa essere veramente.

MrAlfa - Fernando Bellizzi

unread,
Dec 27, 2009, 3:31:46 AM12/27/09
to
Il Wed, 23 Dec 2009 10:14:30 +0100, "golden." <pr...@lol.it> hai
scritto:


>E' stupido odiare se stessi, forse la cosa pi� bassa e ignorante che
>l'essere umano possa fare ma io continuo ad odiare la mente perch� fa parte
>di me ma non mi fa essere veramente.

come fai a sapere che le cose stanno cos�?
--
Fernando Bellizzi
L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa
Non guardare al passato con rabbia o al futuro con ansia,
ma guardati intorno con attenzione

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Vincenzo Del Piano

unread,
Jan 4, 2010, 4:48:12 AM1/4/10
to

"I'm not my brain" <Imnotm...@virgilionospam.it> ha scritto nel messaggio
news:hhgn2j$35n$1...@news.albasani.net...
>
> [cut] "I'm not my brain", � una frase che disse uno psichiatra
> intervistato in un programma televisivo a proposito delle malattie
> mentali. [cut]
> intendeva riferirsi al cervello come organo che, quando malato, genera
> dei disturbi "nella" persona che non dipendono "dalla" persona.

Non sono mosso da volont� polemica, se osservo che si potrebbe dire -con le
Neuroscienze ...- che la mente E' il cervello; nel senso che la mente � un
effetto dell'attivit� cerebrale (o pi� estesamente dell'attivit� nervosa,
visto che la mente non pu� essere "confinata" nel solo cervello).
E' un po' opinabile, quindi, anche che si possano fare differenze tra
disturbi che il cervello inferisce "nella" persona, e altri che emergono
"dalla" persona: a meno che non ci si riferisca a fatti patologici del
Sistema Nervoso (che non hanno effettivamente a che vedere con "la persona
psichica" ...) ci� che viene inferito "nella" persona deriva "dalla" persona
psichica che ella stessa �, e che � localizzata funzionalmente nel suo
Sistema Nervoso.
Infatti (?) ... se si escludono i danni classicamente considerati
all'origine di patologie neurologiche (e cio� i danni emergenti da *o*
infezioni o intossicazioni o processi infiammatori o di altro genere, *o* da
traumi, *o* da malformazioni, *o* da "processi di degrado" attribuibili a
senescenza) ... "il resto" delle patologie psichiche/nervose deve essere
attribuito alla funzione nervosa ... e al suo effetto psichico.

Sempre senza volont� polemica (o non con te, certamente), osservo altres�
che -poich� lo Psichiatra del quale tu riferisci le parole stava parlando
non di patologie neurologiche, ma di "malattie mentali"- la sua opinione "�
diversa" da ci� che sostengono le Neuroscienze che -si potrebbe dire
eufemisticamente- sono piuttosto risolute nel negare che una qualunque
"malattia mentale" (che non � altro che un pattern psichico emoto-cognitivo
disfuzionale) sia altro che una attivit� neurologica ... malamente
consolidatasi.

:-)
--
Vincenzo


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