----
Estate
> Ciao a tutti,
> mi ha sempre colpita questa constatazione: mentre alcuni amano gli
> animali, altri paiono provare per loro indifferenza o una blanda
> simpatia, ed altri, infine, sembrano odiarli, tanto che spesso
> sembrano sfogare su di loro istinti deteriori, frustrazioni e quant'
> altro.
> Estate
Ti porto la mia esperienza e solo in base a quella cerco di analizzare
la cosa:
"possediamo" un gatto che sta sempre in casa e fa parte oltre che della
casa, soprattutto della famiglia e secondo me il maggiore affetto che
proviamo per lui, rispetto agli altri gatti che vediamo fuori o anche
gli altri animali in genere, per i quali siamo per lo
pi� "indifferenti", deriva dal fatto che il "nostro" gatto � un p� parte
di noi stessi. Difatti a certi livelli avviene quasi come una sorta di
simbiosi/umanizzazione della "bestia": gli stessi atteggiamenti con cui
ci rappotiamo ad esso sono in tutto e per tutto come se ci trovassimo
davanti ad un essere uguale a noi e pensante.
E' come appunto se parte di noi si riflettesse nell'"animale", e forse
questo deriva dal fatto che "sembra" che l'affetto di cui lui ci
dispensa fosse di un genere del tutto diverso da quello a cui si pensa
quando si parla di esseri umani. Un qualcosa di "vero" che ti disarma
veramente, cosa che invece � impossibile trovare negli "altri".
Per coloro che poi dimostrano come dici tu di odiare gli animali non
posso dire niente in quanto solo "loro" potrebbero risponderti.
Difatti essendo per m� una cosa inconcepibile non posso neanche
immaginare i motivi che possono spingere "altri" ad odiarli e a volergli
fare del male.
Poi posso cercare le ragioni che spingono un individuo ad odiare e
cercare di far del male ad un suo simile, ma per chi odia gli animali in
genere e ha piacere a farli/vederli soffrire non avrei nessuna piet�.
Ciao Giovanni
Forse � solo una questione nominalistica, ma ...
IMHO, un "animale" non � un oggetto affettivo ... che � termine pi� adatto a
designare un pupazzo di peluche, piuttosto che un esssere vivente. :-))
Un "animale" -tanto pi� se domestico ...- � il referente di una relazione
*duale* che si rende possibile perch� *entrambi* i contraenti la relazione
sono capaci (coscientemente o no) di interpretare il comportamento
dell'altro, e sono quindi in grado di prevedere e condizionare (!) le
risposte dell'altro agli stimoli fornitigli di volta in volta.
Da questo punto di vista, un "animale" non � diverso da qualunque altro
referente di una relazione al quale si attribuisca (coscientemente o no) una
capacit� di risposta determinata dallo stimolo fornitogli, *oppure* che sia
"intenzionato" a produrre (o proporre) uno stimolo che imponga una risposta.
Questa "premessa cognitiva" (cosciente o no) IMHO spiega la diversit� degli
atteggiamenti che *pregiudizialmente* � possibile avere nei confronti degli
"animali".
Il pregiudizio, infatti (?) potr� essere tale da far ritenere "opportuna"
una risposta empatica o anti-patica al (presunto) stimolo proveniente dal
referente "animale", omettendo di considerare che la aspettativa di quello
specifico (presunto) stimolo � propria, e non dello "animale".
E' cos� che (imho?) si � diffuso il pregiudizio (e la aspettativa
corrispondente) che i gatti siano SI' molto pi� "indipendenti" dei cani, ma
che dietro quella indipendenza si celi un vero e proprio "intento"
opportunistico, che rende(rebbe!) i gatti scarsamente disponibili a
corrispondere qualcosa in cambio di ci� che pretenziosamente prendono.
Un pregiudizio diverso e speculare � quello per il quale i cani non sono
opportunisti, ma -addirittura proverbialmente!- sono fideisticamente fedeli
e capaci di ab-negazione.
Il che non � privo di una verosimiglianza, e tuttavia ... � divenuto
pregiudizio sul quale si basa una aspettativa che condiziona il rapporto. E
fa scegliere "non solo" il contenuto del rapporto che (pregiudizialmente) si
stabilisce con un gatto o un cane ... ma *giustamente* fa scegliere anche se
avere un eventuale rapporto di convivenza domestica con un gatto *oppure*
con un cane.
Forse (forse :-)) dico una sciocchezza che si basa solo su osservazioni
casuali e sporadiche, ma "mi pare" che le persone scarsamente disponibili a
rispondere a richieste di cura ed attenzione pressanti ... siano scarsamente
ben disposte nei confronti dei gatti; per i motivi diversi e speculari ai
quali accennavo prima, quelle stesse persone sembrano invece apprezzare
molto le disponibilit� e fedelt� canine ... senza vedere che non sono le
caratteristiche degli "animali" a determinare la prefernza ... ma le
proprie! :-))
E ... senza avvedersi nemmeno che -a ben guardare- non sono certo gli
"opportunistici gatti" a pretendere una disponibilit� affettiva pressante
:-))
--
Vincenzo