Roberto Deboni DMIsr
unread,Mar 13, 2013, 10:16:37 AM3/13/13You do not have permission to delete messages in this group
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Cosa pensate:
- del requisito che i responsabili sicurezza debbano "ripetere" cio'
che hanno gia' imparato ? E questo ogni 5 anni ed a caro prezzo ?
- del requisito che un ingegnere debba ritornare a scuola ed anche qui
e' chiaro che costera' caro a beneficio di una folta corte di
commercialisti e praticoni abili organizzatori di marchi ed aziende di
servizi di corsi di aggiornamento
Parlano di "aggiornamento". Ma la frequenza e' talmente fitta che spesso
non c'e' nulla da aggiornare, tanto che per riempire le ore pretese da 60
a 200 ore, a seconda delle versioni, si ripetono sempre le stesse cose.
Insomma, si vuole affermare che cio' sarebbe a tutela degli interessi
della popolazione, dei clienti. Ma in realta' rialzano i costi generali
che un professionista si deve caricare, costo che e' ben piu' pesante
di quello in apparenza, di quello salato dei corsi in seì, e consiste
nell'impegno di tempo, che significa ore tolte al lavoro e quindi la
necessita' di far "quadrare" il bilancio su meno ore, ovvero aumentare
il costo orario. E per cosa ?
Un professionista serio e diligente si e' sempre aggiornato da solo,
quando c'era bisogno ed nel modo piu' efficiente possibile.
E la legge non serve affatto a difendere i consumatori dai professionisti
incapaci, perche' e' richiesta sola la presenza, non la prova di avere
capito a fondo il contenuto del corso.
Avrebbe avuto piu' senso, ad esempio, stabilire che periodicamente si
chieda un esame, una specie di "revisione" dell'esame di Stato. Ma in
questo caso non ci sarebbero stati soldi per i commercialisti.
Insomma, il classico metodo italiano, tanto fumo e poco arrosto (per i
consumatori) ma tanti soldi per i praticoni che governano in Parlamento.
Se dovessimo dire quali sono due caste che contano in Italia, dalla
legislazione prodotta, ed a vantaggio di chi va, direi che e' la casta
dei commercialisti e degli avvocati.
Roberto Deboni