On Fri, 24 May 2013 13:57:13 +0200, Frank wrote:
> Per diminuire la disoccupazione giovanile, sarebbe anche opportuno far
> presente ai giovani, ma sopratutto alle loro famiglie, che:
> a) l'Italia non è un paese a vocazione industriale, quindi ha bisogno
> di una percentuale di laureati di gran lunga inferiore rispetto ad altri
> paesi europei industrualmente più evoluti
L'Italia e' ai livelli della Turchia come istruzione superiore. Dice che
occorre abbassarla ancora di piu' ?
Per sua informazione, il paese con piu' laureati e' il Canada: un
canadese su due ha una laurea o un titolo di studio terziario.
L'Italia ne ha uno ogni cinque.
Significa questo che in Canada lavorano piu' laureati che in Italia ?
No, significa semplicemente che in Canada si studia perche' una cultura
media piu' elevata fa funzionare meglio tutto il paese, anche se poi
si va a fare l'operaio. In Italia c'e' questa fissa del "pezzo di carta"
(ma non della istruzione per l'istruzione) ed ironicamente e' diventato
un paese ignorante (tranne forse in alcune ristrette branche della
letteratura).
Consideriamo ad esempio, di come vota diversamente una popolazione in cui
solo 2 su dieci sono laureati rispetto ad una in cui 5 su dieci sono
laureati. Un esempio evidente, un danno collaterale della ignoranza
media italiana, e' stato ripetuto due volte nei referendum sul nucleare,
tanto per non fare torto alla generazioni degli anni '80, quella odierna
ha ripetuta la fesseria.
> b) come conseguenza del punto a), lo studente medio, cioè quello che non
> rientra fra il 10-15% della popolazione dotata per lo studio, dovrebbe
> investire il proprio tempo per sviluppare conoscenze di tipo manuale più
> che intellettuali.
Ma se abbiamo partite dalla descrizione che non ci sono posti di lavoro,
perche' aumentare ancora di piu' quella a basse competenze ?
Inoltre lei pare ignorare l'evoluzione del mondo del lavoro.
Per fare un paragone, lei e' come affermasse che abbiamo meno bisogno
di operatori di macchine di movimento terra, ma dobbiamo aumentare il
numero di portatori di ceste di terra. Suppongo che sia perche' una
"ruspa" fa lavorare solo 5 persone per fare un lavoro che impegnerebbe
di pari tempo 100 portatori di ceste di terra ?
E poi lei cosi' si scontra con un problema, uno scoglio insuperabile,
ovvero che l'europeo medio non e' affatto disposto "di buona volonta'"
a fare il portatore di ceste di terra. L'unico modo per costringerlo
sarebbe portarlo quasi alla fame, ma questa prospettiva (almeno fino
a che e' sostenibile per il bilancio statale) non e' realizzabile.
Ergo, la scelta (perche' lei ripete un atteggiamento che "governa" in
Italia da alcuni decenni) dell'Italia di "mollare" il settore
industriale ha significato la necessita' di importare 5 milioni di
portatori di ceste di terra. Lasciamo perdere che ora diventano, un po'
alla volta, picconatori e utilizzatori di mannaie (ma credevate veramente
di potere, giorno dopo giorno, trattare impunemente degli esseri umani
come servi e schiavi ? E questo lo scrive uno che e' per l'espulsione
in tronco, ma che altresi' ritiene che finche' sono in Italia vanno
trattati esattamente come gli italiani). Ma come si pensava di migliorare
la situazione italiana globale importando 5 milioni di esclusi dal
testo sociale italiano ?
E' possibile che quindici anni fa la lobby che si appoggia sui voti dei
pensionati e dei lavoratori prossimi (allora) alla pensione, sia stata
cosi' priva di scrupoli di piantare una tal problema sociale nel fianco
dell'Italia, solo per guadagnare dieci anni di proroga per l'INPS in
via di collasso ? Ma si puo' essere cosi' deficienti, prima che criminali?
E questa critica vale anche per i milioni di elettori che hanno appoggiato
queste scelte, pensando cosi' di "fregare il sistema".
> Per una persona con "normali" capacità di studio, è meglio investire il
> proprio tempo studiando per diventare idraulico, piuttosto che studiare
> per diventare l'ingegnere meccanico o gestionale.
Come se non ci fossero abbastanza idraulici ?
Un conoscente che fa l'idraulico, ha licenziato negli ultimi anni
tre dei suoi operai per mancanza di lavoro. E lei vuole ancora piu'
idraulici ? Ma su cosa basa le sue teorie ? Sono "pensieri a briglia
sciolta ... ovvero da bar, tanto per dire", o si e' informato e
sulla base delle sue informazioni e' arrivato a queste valutazioni ?
> Purtroppo le università, che riceveno finanziamenti in base al numero
> dei laureati, e che sono sull'orlo del collasso finanziario, ormai non
> bocciano più nessuno, anzi dispensano voti un tempo considerati
> altissimi a studenti che un tempo non avrebbero superato l'esame.
E' sempre stato cosi', per certe universita'. E' la conseguenza del
titolo di studio fine a se stesso (ovvero per "avere il posto").
Per coloro che invece vogliono istruirsi e' sufficiente rivolgersi
alle numerose universita' serie che ci sono anche in Italia. Non
facciamo nomi per evitare accuse di omissioni, ma tutti sappiamo
quali sono i nomi che contano (una ventina).
> E poi i genitori si chiedono come mai il proprio figlio laureato in
> architettura con 108 non trova lavoro (ma anche l'ingegnere ormai non
> sta molto meglio)!
E' qui sta il nodo. In Italia sbattono ripetutamente la zucca contro
il muro, senza capire che l'istruzione e' basilare per una nazione
evoluta (ovvero che non voglia trovarsi nella situazione italiana OGGI)
a migliorare la cultura media del cittadino, *indipendentemente* dal
tipo di lavoro che si fa poi nella vita.
Insomma, le conoscenze di un titolo di studio terziario, per la
collettivita' sono ancora piu' importanti nelle diverse (rispetto a
quelle attuali) direzioni che imprimono alla politica e le scelte sociali
che sull'attivita' lavorativa in se'. L'attivita' lavorativa poi si
avvantaggia dello sviluppo della nazione (ad esempio, per la domanda
di beni) piu' che per, ad esempio, l'esportazione.
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Roberto Deboni