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Prezzo della vita verso costo della sicurezza

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Roberto Deboni DMIsr

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May 17, 2013, 6:09:53 PM5/17/13
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http://www.designnews.com/author.asp?section_id=1395&doc_id=262955

Una delle brutte verità della progettazione ingegneristica e' che la vita
ha un prezzo. Auto, edifici, centrali elettriche e macchinari industriali
possono sempre essere resi ancora più sicuri per un certo costo, ma i
produttori sono in balia del mercato.

"Se si chiede alla gente quanti soldi si dovrebbe spendere per salvare
una vita umana, dicono sempre: 'Qualunque costo ci voglia'", ci dice
Richard A. Muller, professore di fisica presso l'Università di California-
Berkeley e autore del libro di energia per i futuri presidenti. "In
realta' questo non è un comportamento razionale, ma c'è qualcosa di arido
e disumano nel pensare attraverso i numeri reali."

In effetti, a tale proposito, e' un qualcosa di gelido. Quando, un paio
di settimane fa, abbiamo fatto notare che la Centrale Elettronucleare
Fukushima Dai-ichi e' stata originariamente progettata per un terremoto
di grado 8.2, alcuni lettori si sono indignati. Hanno detto che il
Giappone ha una lunga storia di terremoti e le sue aziende elettriche
avrebbero dovuto essere preparate per un grado 9.0. Un commentatore sul
nostro sito, ha osservato: "Ogni progettista che non riesca ad
considerare 100 anni di eventi ambientali, fallisce il rispetto di un
canone etico".

Dall'altro lato della medaglia, i professori di ingegneria nucleare e di
fisica che abbiamo intervistato hanno visto la questione in modo diverso.
Considerando la natura mastodontica di quel terremoto (che, viene
riferito, ha spostato l'asse terrestre tra i 10 centimetri ed i 25
centimetri ed ha preso 15.000 vite), e considerando il fatto che
l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente dichiarato che i
livelli di esposizione alle radiazioni della regione, sono bassi, essi
vedono una vittoria della progettazione dell'impiantio. "Il reattore era
di 40 anni ed ha affrontato bene la prova," ci ha detto Ahmad Hassanein,
capo del dipartimento di ingegneria nucleare presso la Purdue University.
"Data la situazione, ha fatto meglio del previsto."

Tale disparità dei responsi può essere in parte spiegata dalla differenza
selvaggia dei rapporti emanati da Internet. Ci sono proiezioni di morti
per cancro in Giappone tali da posizionarsi entro qualsiasi valore tra 40
morti e 40 milioni di morti. Ma non è questo l'intera ragione per tali
differenze di convincimenti. Gran parte del dibattito ci riporta ancora a
quei vecchi argomenti tra costi della progettazione e livello di rischio.

Najmedin Meshkati, un professore di ingegneria civile / ambientale e
industriale presso la Universita' della Southern California, ci ha detto
che la maggior parte degli ingegneri semplicemente progetta entro i
limiti che gli vengono dati. "Gli ingegneri cercano di fare un buon
lavoro sulla base della loro formazione", ha detto Meshkati, che ha
studiato il disastro da gas di Bophal, l'incidente nucleare di Chernobyl,
e la fuga di petrolio di Deepwater Horizon. "Ma ci sono problemi di
sicurezza e di rischio, che sono oltre il loro livello. In molti casi,
sono troppo in basso nella gerarchia. "(Meshkati sta studiando Fukushima,
ma ha rifiutato di commentare su di esso.)

Eppure, le decisioni vengono prese. Meshkati ci ha detto che spesso, i
numeri dipendono da un processo denominato di Valutazione Probabilistica
del Rischio, che guarda a ciò che può andare storto, con quali
probabilita', e quali sono le sue conseguenze. Alla fine, i numeri sono
legati alle risorse, che non sono mai illimitate su nessun progetto.

In sostanza, questa è la natura della progettazione ingegneristica. E'
per questo che non disponiamo di auto indistruttibili a $2 milioni,
costruiti come carri armati. E' per questo che i fabbricati soccombono ai
terremoti, che le seghe da banco mozzano le dita, e 30.000 persone
muoiono ogni anno sulle nostre strade. Tutto torna alla questione di
quanto sicuro è abbastanza sicuro ? Ed è per questo che gli ingegneri
vedono i temi della sicurezza in modo diverso rispetto al resto del mondo.

E' anche per questo che i professori che abbiamo intervistato, pensano
che l'impianto di Fukushima abbia reagito bene, nonostante gli attuali
problemi di continua decontaminazione, delle acque sotterranee, e della
evacuazione a lungo termine. Essi dicono che il Carbone avrebbe ucciso
migliaia di persone in più. Ed il crollo di 120.000 edifici in Giappone
ha effettivamente ucciso migliaia di persone. Quindi eventuali risorse
aggiuntive sarebbe stato meglio dirigerle verso la progettazione di
edifici più resistenti.

Quando abbiamo chiesto, quanto le aziende elettriche avrebbero dovuto
essere disposto a spendere per rinforzare l'impianto di Fukushima per
resistere ad un terremoto di grado 9.0, Muller ci replica: "Forse stai
facendo la domanda sbagliata," "Invece di chiedere quanto siete
*disposti* a spendere, forse si dovrebbe chiedere cosa spendere su di
esso."

Traduzione di un testo di Charles Murray, Redattore Tecnico Anziano
di Electronics & Test.
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