"AlfaNove" <
21800i...@mynewsgate.net> ha scritto nel messaggio
news:201203142...@mynewsgate.net...
>I RAPPORTI DELLA BICI
>
> Chi non ama i testi non brevissimi ed i numeri, ignori queste note.
>
cut
> Insomma, quando si passa in quella “terra di nessuno”, ossia in quella
> zona intermedia fra pedalate agile e padalata dura, un leggerissimo
> incrocio è inevitabile.
> Scusate la lunghezza. Qualcuno conosce un tipo di approccio più
> conciliante per la “terra di nessuno”?
>
Non sono un ciclista ma un tecnico quindi affronto il problema in modo "
ingegneresco" ma cercando di non usare un linguaggio troppo tecnico.
E'vero la catena "incrociata" meglio parlare di disallineamento tra corona e
pignone porta ad una perdita di potenza, ovvero efficacia della pedalata.
Ciò è dovuto al fatto che la risultante delle forze applicate non è più
perfettamente in asse e quindi dalla scomposizione delle forze ne deriva una
componente laterale, peraltro minima, che viene annullata dalla resistenza
degli elementi della catena e dai denti. Questa resistenza si attua, in
pratica, con un aumento dell'attrito laterale - attrito strisciante tra le
facce delle maglie della catena e dei denti che è molto maggiore di quello
volvente ( quelle delle ruote per intenderci) che teoricamente, è il solo
esistente in un meccanisco ruote dentate catena-
In realtà un minimo di attrito striciante tra i vari componenti esiste
sempre quindi si tratta di un semplice e minimo aumento di questo nel caso
del disallineamento.
Però dal punto di vista costruttivo ciò è previsto per cui la distanza tra
le varie ruote dentate corrisponde a ben precisi parametri (se il tutto è
ben progettato e realizzato) quindi la perdita di potenza, quindi aumento
dello sforzo di pedalata) dovuta alla minore efficienza del sistema è
estremamente contenuta., cmunque inferiore allo sforzo di un altro rapporto
però "allineato".
Sono molto più importanti - nel sistema catena/ruote dentate- e decisivi
altri fattori come la qualità e trattamento superficiale dei materiali
impiegati, il tipo di lubrificante usato, l'efficienza del meccanismo di
spostamento della catena,dei cuscinetti e del meccanismo di ruota libera.
In estrema sintesi il disallineamento è previsto in fase di progettazione,
le perdite sono minime e dipendono in massima parte dalla buona
progettazione, buona costruzione, buoni materiali e trattamenti, ottima
manutenzione.
Quindi non mi preoccuperei tanto del disallineamento quanto del resto, il
problema dell'incrocio era molto più reale ai tempi di Coppi e Bartali,
all'epoca dei cambi a 3 rapporti delle Bianchi e legnano e delle catene
regina, ma molta acqua è passata sotto i ponti da allora, l'efficienza
complessiva è aumentata di molto.
Una considerazione: ciò ha importanza in agonismo dove ogni singola perdita
di rendimento dei sistemi meccanici assume importanza, pensa alla differenza
tra un'auto di F1 e l'auto di tutti i giorni, ma nel cicloturismo dove il
mezzo non è paragonabile a quello impiegato in gara (non credere che le
biclicette da gara reali siano identiche a quelle che vendono è come per le
auto da rally, hanno un'apparente vestito uguale sotto sono completamente
differenti da quelle che vendono anche se sotto la dizione "rally") è più
importante l'efficienza totale: es dei cuscinetti dei mozzi, del pnematico,
del peso della bicicletta.
Vi è poi la differenza nel "motore umano" siamo tutti differenti ognuno di
noi ha una sua muscolatura ed una sua struttura ergo ognuno di noi ha una
sua "pedalata" e qui c'è poco da fare.