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* eddyligo wrote, Il 24/05/2012 07:53:
> Il fatto che cambi norma, e cambia in genere ogni 5/6 anni, non significa
> che si deve adeguare obbligatoriamente, ma cosa molto più importante è il
> fatto ch un edificio già costruito ci puoi far ben poco, al massimo si può
> migliorarne il comportamento ma l'adeguamento è una chimera burocratica,
> non
> lo dico io ma il POLIMI e i maggiori esperti, iloltre alle impossibilità
> tecniche ci sono i costi che superano di 9 volte il costo di costruzione
> del
> nuovo
Io parlavo delle carte dell'INGV sul rischio sismico a 50 anni.
Già. ma in tanti anni di professione di queste carte ne ho viste tante, e
ogni volta che c'è un sisma, ci ci accorge che c'era qualche errore
(Nel caso in questione, come detto, ci sono stati due aspetti che sono
stati decisamente critici: edifici storici && edifici industriali. Per
fortuna l'edilizia civile moderna ha retto assai bene, per quello che e'
dato sapere (ma gia' vedendo il numero delle vittime, insomma, e' un
dato acquisito ormai).
Per l'edilizia storica e di importanza socio-culturale, e' chiaro che il
discorso del *nuovo* non si puo' fare, si possono solo fare adeguamenti
conservativi, ovviamente, come dicevi tu, nei limiti del possibile
economico (e del rapporto costi/benefici).
Nell'edilizia industriale, invece, non so, a me pare che qualcosa non
torni, perche' rivedendo altre industrie, ho visto che non e' stato solo
qualche capannone ad afflosciarsi, ma quasi tutti hanno riportato danni
gravissimi. Ora a parte il fatto grave della morte di alcuni operai, in
alcuni dove la parte strutturale ha retto abbastanza bene, addirittura
la tamponatura e' letteralmente esplosa, di fatto rendendo quei posti
inagibili per chissa' quanto tempo.
Uno dei grossi problemi è il magazzino ed il sistema di stilatura in genere
cede per primo questo che poi si porta dietro il resto, specie se il
magazzino è pieno fino ai ripiani pià alti, con tutto l'invenduto che c'è
oggi tutti i magazzini sono saturi
Io penso che in questi edifici magari qualche cosa di piu' come
adeguamento si poteva fare, anche perche e' interesse delle
aziende, dell'indotto, e della popolazione (quindi delle realta' locali
tutte), visto che spesso in questi distretti industriali ci sono
investimenti ingenti piu' che decennali. Distruggere una fabbrica in 30
secondi dove ci sono macchinari che costano una fortuna, e' un errore
strategico, e questo al netto, ripeto, dei requisiti di sicurezza che
dovrebbero avere certi posti dove vi sono operai e quindi persone,
praticamente H24 (li' si produceva anche di notte e infatti il
terremoto, come quasi sempre, ha colpito quelle persone che facevano il
turno di notte).
Una struttura già costruita è sempre difficile migliorarne il comportamento
sismico.
Non mi piace parlare di adeguamento che fa riferimento a norme che cambiano,
giustamente devono cambiare per adeguarsi alle reali conoscenze, poi che
facciamo adeguiamo ogni volta che cambia la norma? Le strutture non possono
essere modificate in continuazione, spesso un vecchio intervento
migliorativo si rileva alla lunga, ed alla luce delle nuove conosceze
peggiorativo.
Basta pensare al concetto di elasticità, prima si cercava di irrigidire la
struttura, es cerchiando pilastri, nodi, ecc.
Poi la norma in merito all'adeguamento pone molti dubbi sia di metodo che
teorico-pratico, spesso si scontra con l'esperienza sul campo, tanto che
abbiamo a suo tempo contestato molte parti, ma da una quindicina d'anni
vince la scuola napoletana, che purtroppo è molto teorica.
Non dico che si dovessero fare adeguamenti drastici strutturali di quei
capannoni alla luce delle nuove carte dell'INGV (sarebbe costato troppo,
come dici giustamente pure tu), ma almeno che se ne tenesse conto e si
facesse qualche piccolo intervento e soprattutto, nella distribuzione
dei carichi, per esempio, si tenesse conto di queste cose. In una
fabbrica andata distrutta, leggevo, c'era un sistema di magazzino e
logistica multilivello tutto automatizzato, che appunto e' andato
disintegrato, ed era costato una fortuna.
E' quello che dicevo, appunto, sono d'accordo, è quello che dico sempre ai
vari ing. industriali, che i loro sistemi e macchinari quando assumono
certe dimensioni occorre pensarli in altro modo
E' chiaro che con senno del poi e' facile parlare, ma sono avvenimenti
di cui bisognerebbe imparare l'amara lezione, mentre invece noi in
Italia... vabe' non voglio ripete cose gia' sappiamo tutti, ahime'.
Guarda che sotto il profilo specifico della progettazione e costruzione
civile non siamo poi tanto male, anzi, la ns sicurezza è + elevata,
considerando anche l'età dei nostri edifici, un edificio di 200 anni da noi
è giovane!!! all'estero dopo 50/70 anni lo buttano giù e lo ricostruiscono,
Poi avendo, in tanti anni,girato il mondo a progettare, insegnare, ecc.mi
sono accorto che non siamo tanto male, il guaio è che per noi tutto ciò che
fanno gli altri è fatto bene quello che facciamo noi fa schifo.
Basta pensare a ciò che succede in altri paesi per incendi e venti forti,
con venti di 100/120 km/h ho visto volare case intere con decine di morti,
da noi vola qualche tetto e fa a malapena notizia, anzi ci lamentiamo.
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BArrYZ