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mattone pulito

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tau.sigma

unread,
May 21, 2012, 6:15:18 PM5/21/12
to
Dalle immagini degli edifici in muratura crollati ho notato che
ovunque che i mattoni risultano tutti puliti, esenti da malta, e non
ci sono porzioni di maschi murari rimasti coesi, ma è tutto ridotto al
mattone.
come se la malta non ci fosse? provate e vedere. malta troppo
scarsa....?

eddyligo

unread,
May 22, 2012, 4:31:13 AM5/22/12
to

"tau.sigma" <tau....@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:a1d226c1-23ab-45dc...@f30g2000vbz.googlegroups.com...
E' un argomento estremamente complesso, cerco di rispondere in maniera
semplice e non troppo tecnica.

In sintesi dipende da malta troppo vecchia e con poca "idraulicità" ovvero
le classiche malte fatte da calce/ sabbia tipiche dei luoghi in cui non si
trova la pozzolana, ricordo che si costruiva con i materiali a disposizione
sul luogo. La malta con calce/pozzolana si comporta meglio ma veniva usata
solo dove si trova, generalmente nell'italia centrale
Tutte le malte, come amche il cls, degradano nel tempo, c'è poco da fare,
se non iniezioni per consolidare le malte, ma trattandosi di murature a
mattoni, queste iniezioni sono poco efficaci in quanto occorre farle lungo
i corsi di malta per ottenere buoni risultati, ovvero un lavoro quasi
impossibile, non sono più normali iniezioni ma microiniezioni; si può
provare con l'assorbimento naturale ma su murature di grossi spessori
funziona male, e se non perfetto può essere addirittura controproducente.

L'unica suluzione possibile, anche se costosa, sarebbe il placcaggio in cls
armato dele murature, ovvero una cappa di cemento armato sulle due facce
delle murature e con barre interne che le legano. Ma ciò in un edificio
storico specie se monumento non è possibile, lo si distruggerebbe,
immaginate una chiesa con fregi colonne, magari afffreschi, rivestita di
cemento armato che coprirebbe tutto distruggendolo, è fattibile su edifici
non importanti anche se vi sono poi problemi di condensa dell'umidità
interne, di impianti che devono essere esterni e non sotto traccia, ecc.

Interventi di consolidamento in cls armato (nome corretto del cementoarmato)
parziali hanno dato esito pessimo, ne abbiamo avuto la prova con la Basilica
di S. Francesco ad Assisi, dove l'intevento degli anni '50 ha provocato il
crollo delle volte della navata con la distruzione degli affreschi, vi sono
problemi di masse e pesi che in caso di sisma sono micidiali, all'epoca non
si avevano le conoscenze di oggi.

Al convegno degli esperti in consolidamento e restauro fatto dopo il
terremoto dell'Aquila, per fare il punto sullo stato delle conoscenze
abbiamo dovuto constatare che, a parte gli enormi costi (possono raggiungere
e superare, negli edifici ordinari, 9 volte il costo di demolizione e
ricostruzione con tempi che possono superare di 10 volte quelli di
demolizione e ricostruzione ) e che per gli edifici monumentali possiamo
fare ancora poco, c'è il rischio di peggiorare le cose come ad Assisi,
dobbiamo ancora imparare a conoscere i terremoti ed il reale comportamento
delle strutture.

Personalmente sono più di 30 anni che mi occupo di tecnologie per il
consolidamento ed ho restaurato parecchi edifici monumentali a spasso per
l'Italia, ma ancora devo studiare ed imparare, è dal 1971, terremoto di
Tuscania, (ero un ragazzino) che studio l'argomento, quindi "so di non
sapere" e di non avere la bacchetta magica, almeno è quello che dico ai miei
"pargoli" :)


Luca Pentrella

unread,
May 22, 2012, 4:36:11 AM5/22/12
to
Notato anche io! A L'Aquila ci sono le murature a sacco, notoriamente
scarse nel resistere alle sollecitazioni sismiche, fatte di un pò di
tutto, pietre, mattoni, sassi, tegole, terra.
Qui invece si vedono delle belle murature precise, pulite, eppure son
venute giù. Tralasciando la sede del comune la cui parete a doppia
altezza ha uno spessore insufficiente, mi colpisce la torre
dell'orologio, piuttosto massiccia e non alta che si è sbriciolata,
forse la calce non era di qualità?

--
Luca Pentrella - Ing. Edile-Architettura (Roma)

L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile.
Prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione. [Anonimo]

eddyligo

unread,
May 22, 2012, 5:10:52 AM5/22/12
to

"Luca Pentrella" <lpent...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:jpfj5t$30s8$1...@newsreader1.mclink.it...
Come riassunto nel post precedente, da quanto ho visto (poco ancora) è la
malta calce/sabbia generalmente impiegata in quelle zone che ha minore
idraulicità di quella calce/pozzolana/sabbia.

Le maltecon iltempo degradano percui "l'adesività" diminuisce di
conseguenzala tenuta al taglio (sisma) diminuisce, inoltre la muratura a
mattoni è generalmente più snella di quella mista od a sacco, infine non è
detto che le diverse dimensioni dei materiali (pietre, mattoni ecc) siano
poi così controproducenti in caso di taglio.
Il vero problema è la "povertà" della costruzione originaria, un edificio
povero è sempre mal costruito a cominciare dalla qualità delle malte, la
calce costava e la buona mano d'opera pure.

Ne abbiamo un esempio a Roma con gli edifici costruiti nel boom edilizio tra
il 1870 ed il 1900 dove chiunque avesse 2 mani e 2 piedi veniva assunto e
messo a far muri, la calce veniva spenta male (ancora oggi si trovano
"bottacciuoli" grossi come una noce) i ricorsi di mattone invece dei 3
filari canonici ridotti a 2 e distanziati invece dei 3/4 piedi romani (circa
90/120 cm) anche di 2 metri ed oltre, senza maschi murario inidonei ( il
muro alla romana l'ha codificato Leon Battista Alberti, quindi si conosceva
benissimo) ed ammorsature, muri di controvento approssimati, solai
sottodimensionati, (esistevano le regole delle proporzioni, non serviva il
calcolo per dimensionare i vari apparecchi murari, almeno sui miei manuali
tecnici appartenuti ai mei avi, c'erano ) ecc.

Infatti gli edifici di "qualita" non hanno questi problemi, almeno questi
tipi problemi.

Che pretendiamo con questi edifici?


Franz

unread,
May 22, 2012, 6:02:11 AM5/22/12
to
... e qui torna la mia domanda che ho scritto pochi giorni fa su questo
newsgroup: qual è la reale risposta sismica delle murature armate, al di
là di quanto dicono le teorie, il push over, ecc. ecc.?

Franz

Apteryx

unread,
May 22, 2012, 6:43:50 AM5/22/12
to

"tau.sigma" <tau....@libero.it> ha scritto

> Dalle immagini degli edifici in muratura crollati ho notato che
> ovunque che i mattoni risultano tutti puliti, esenti da malta, e non
> ci sono porzioni di maschi murari rimasti coesi, ma è tutto ridotto al
> mattone.

la malta non ha compiti struttuali, se è di qualità un po' contribuisce, ma
come è stato perfettamente spiegato non è quella la malta che può dare una
resistenza, a mio avviso, in edifici che hanno almeno tre secoli di vita,
costruiti come non si sa e che hanno sicuramente subito interventi nel
passato, è difficile ragionare sulle modalità costruttive e sui materiali, è
preferibile ragionare sulla loro vulnerabilità e se in passato ci sono stati
interventi per ridurla.

non sono riuscito a vedere immagini dell'abitato, le abitazioni sono
rovinate?

eddyligo

unread,
May 22, 2012, 7:39:19 AM5/22/12
to

"Apteryx" <apt...@k12.au> ha scritto nel messaggio
news:jpfqv0$gl5$1...@speranza.aioe.org...
>
> "tau.sigma" <tau....@libero.it> ha scritto
>
>> Dalle immagini degli edifici in muratura crollati ho notato che
>> ovunque che i mattoni risultano tutti puliti, esenti da malta, e non
>> ci sono porzioni di maschi murari rimasti coesi, ma � tutto ridotto al
>> mattone.
>
> la malta non ha compiti struttuali, se � di qualit� un po' contribuisce,
> ma come � stato perfettamente spiegato non � quella la malta che pu� dare
> una resistenza, a mio avviso, in edifici che hanno almeno tre secoli di
> vita, costruiti come non si sa e che hanno sicuramente subito interventi
> nel passato, � difficile ragionare sulle modalit� costruttive e sui
> materiali, � preferibile ragionare sulla loro vulnerabilit� e se in
> passato ci sono stati interventi per ridurla.
>
> non sono riuscito a vedere immagini dell'abitato, le abitazioni sono
> rovinate?




Infatti il succo � questo , in estrema sintesi, al taglio reagisce solo la
malta ( � quella che tiene insieme i mattoni) e le malte degradano nel
tempo, quelle pozzolaniche durano di pi�.

Vunerabilit�: tutti gli edifici sono, chi pi� chi meno, vulnerabili,
smettiamola di ragionare per norme e livelli ,sono comodi per fare calcoli
codicilli, convegni e giochetti vari, non � il livello di vulerabilit� che
assicura ma una corretta manutenzione, e quando questa non basta pi� la
demolizione e ricostruzione.
Solo per quelli edifici di valore storico, e qui entriamo in un altro campo
minato, possiamo valutare ( l'economia ha purtroppo la prevalenza, simo
tecnici e dobbiamo stare con i piedi per terra) interventi complessi, tutto
il resto dell'edilizia, in gran parte povera e di scarso valore, non �
salvabile, dobbiamo imparare che una costrita 300 anni fa non
necessariamente � patrimonio dell'umanit�, e che il "paesaggio urbano
storico", si pu� salvare con una corretta politica urbanistica di interventi
e non con il blocco totale.


BArrYZ

unread,
May 22, 2012, 8:39:37 AM5/22/12
to
* Luca Pentrella wrote, Il 22/05/2012 10:36:

> Qui invece si vedono delle belle murature precise, pulite, eppure son
> venute giù. Tralasciando la sede del comune la cui parete a doppia
> altezza ha uno spessore insufficiente, mi colpisce la torre
> dell'orologio, piuttosto massiccia e non alta che si è sbriciolata,
> forse la calce non era di qualità?

Effettivamente la torre dell'orologio e' stata impressionante. Una
costuzione di muraturia piena, che si e' praticamente sbriciolata (anche
se prima e' collassata una meta', a mio avviso li' ha ceduto quelcosa
proprio al lato di una fondazione, perche infatti prima e' rimasta la
meta' e' ovviamente caduta l'altra). A mio avviso, pero', siccome sono
proprio gli edifici storici che hanno subito questi gravi danni,
possiamo dire che l'edilizia civile moderna ha retto abbastanza bene,
tutto sommato.
E per questi edifici storici, IMHO, non resta che pensare a dei danni
strutturali gia' esistenti (forse e' la malta degradata, come dici tu, o
forse altro chissa'), ma che nessuno ha potuto/voluto risolvere negli
anni proprio pensando che quella fosse una zona a bassa sismicita' e/o
per sempiterni problemi economici.

Quello che invece e' imperdonabile e incomprensibile sono i (tanti)
capannoni industriali che si sono proprio "sgonfiati" con il sisma.
Quello non ha scusanti, IMHO, ed e' una cosa gravissima che strutture
moderne come quelle (intelaiate in ferro, quasi sempre) siano collassate
cosi'.

--
BArrYZ

Franz

unread,
May 22, 2012, 11:20:37 AM5/22/12
to
Per quanto riguarda le strutture "nuove", ho visto che � venuto gi� un
magazzino in acciaio con scaffali alti (a occhio) 15 metri o pi�, e
pieni di bancali di ceramica: � evidentemente una tipologia di struttura
delicata dal punto di vista sismico.
Poi sono collassati capannoni in c.a.p. che, sempre ad occhio, mi
sembrano degli anni Ottanta-Novanta. E' ovvio che se non ci sono le
opportune connessioni tra tegoli, travi e pilastri (e non erano
obbligatorie all'epoca) in caso di sisma ci sono seri problemi.
Io mi auguro che da questi disastri il pubblico capisca che l'opera
degli ingegneri � importante, visto che negli ultimi anni siamo stati
discretamente sputtanati da continue gare al ribasso, quando non visti
come gente che produce carta.

Franz


Luca Pentrella

unread,
May 22, 2012, 11:26:31 AM5/22/12
to
Il 22/05/2012 14:39, BArrYZ ha scritto:
> Quello che invece e' imperdonabile e incomprensibile sono i (tanti)
> capannoni industriali che si sono proprio "sgonfiati" con il sisma.
> Quello non ha scusanti, IMHO, ed e' una cosa gravissima che strutture
> moderne come quelle (intelaiate in ferro, quasi sempre) siano
> collassate cosi'.
Fate attenzione nelle immagini! La struttura in acciaio (blu) del
capannone sgonfiato è in realtà un magazzino pluripiano per i pallets
(tipo quelli di ikea, ma molto più alto) e lì mi sa che il problema è la
disposizione dei carichi. Così come le recenti immagini dove si vedono
filari e filari di forme di parmigiano accatastate una sull'altra. In
sostanza come per gli ospedali occorre verificare non solo la struttura,
ma anche tutte le suppellettili più o meno fisse che vi sono messe
dentro! Per il capannone prefabbricato in cls armato mi sa che si è
scavallato un appoggio.

Luca Pentrella

unread,
May 22, 2012, 11:30:12 AM5/22/12
to
Il 22/05/2012 13:39, eddyligo ha scritto:
> Solo per quelli edifici di valore storico, e qui entriamo in un altro
> campo minato, possiamo valutare ( l'economia ha purtroppo la
> prevalenza, simo tecnici e dobbiamo stare con i piedi per terra)
> interventi complessi, tutto il resto dell'edilizia, in gran parte
> povera e di scarso valore, non è salvabile, dobbiamo imparare che una
> costrita 300 anni fa non necessariamente è patrimonio dell'umanità, e
> che il "paesaggio urbano storico", si può salvare con una corretta
> politica urbanistica di interventi e non con il blocco totale.

Non ricordo se qui o altrove si parlava del fatto che in realtà parecchi
edifici storici sono stati costruiti alla buona, tanto che è più
importante l'affresco che li decora rispetto alla struttura che lo
sorregge. Bisogna fare quindi i conti con un architettura di cartone
dipinta da giotto, leonardo raffaello ecc.

Tigers

unread,
May 22, 2012, 11:44:45 AM5/22/12
to
Il 22/05/2012 17:20, Franz ha scritto:
> Per quanto riguarda le strutture "nuove", ho visto che è venuto giù un
> magazzino in acciaio con scaffali alti (a occhio) 15 metri o più, e
> pieni di bancali di ceramica: è evidentemente una tipologia di struttura
> delicata dal punto di vista sismico.
> Poi sono collassati capannoni in c.a.p. che, sempre ad occhio, mi
> sembrano degli anni Ottanta-Novanta. E' ovvio che se non ci sono le
> opportune connessioni tra tegoli, travi e pilastri (e non erano
> obbligatorie all'epoca) in caso di sisma ci sono seri problemi.
> Io mi auguro che da questi disastri il pubblico capisca che l'opera
> degli ingegneri è importante, visto che negli ultimi anni siamo stati
> discretamente sputtanati da continue gare al ribasso, quando non visti
> come gente che produce carta.


Infatti quello che mi spiego meno e' il capannone in acciaio, per quanto
probabilmente realizzato quando la zona non era sismica.

I prefabbricati in CA che ho intravisto io in TV mi parevano
praticamente tutti crollati come dici tu per "sfilamento" degli elementi
e non per collasso degli stessi, magari con i pilastri ancora in piedi e
poi travi e tegoli cadendo han fatto tutto il danno.

Altrimenti si trattava o di edifici storici, che come sempre hanno i
loro bei problemi gia' a reggere staticamente, figuriamoci al terremoto,
o edifici indecenti tipo le tettoiette fatte con tubolarini ridicoli, 2
lastre di eternit sopra e via.

Di civile moderno non ho visto granche'.


--
Ciao, Tigers
[cit.] .. perchè la curva d'apprendimento di google è storicamente tra
le più ripide ... e.
www.tigers.3000.it - Skype: se proprio vuoi contattarmi chiedi...

Apteryx

unread,
May 22, 2012, 12:24:58 PM5/22/12
to

"BArrYZ" <earl...@altern.org> ha scritto

> E per questi edifici storici, IMHO, non resta che pensare a dei danni
> strutturali gia' esistenti (forse e' la malta degradata, come dici tu, o
> forse altro chissa'),

lo scorso sisma emiliano avrebbe dovuto far preoccupare un po', so che
alcune scuole sono state adeguate con sistema cam, gli edifici storici non
so...

per me la malta può pure non essere presente, ma le catene debbono esserci
e da quello che ho visto di catene mi sa che non c'erano così come i tetti
erano spingenti ecc ecc e sarebbe da vedere se sono stati fatti mai
interventi di consolidamento... poi credo che molto sia dovuto al terreno
(da qualche parte in tv m'è sembrato di vedere fenomeni di liquefazione bah)

cmq sul patrimonio storico che un sisma tiri giù una chiesa o una torre ci
può stare...


Apteryx

unread,
May 22, 2012, 12:25:33 PM5/22/12
to

"Franz" <Fran...@netscape.net> ha scritto

> Io mi auguro che da questi disastri il pubblico capisca che l'opera degli
> ingegneri è importante

se per "pubblico" intendi i privati, si lo capiscono e si cacano sotto i
primi tre mesi... ti fanno perder tempo con qualche sopralluogo e poi vince
l'inerzia unita alla tirchieria... i più evoluti si mettono in mano ad
un'impresetta o ad un artigiano

BArrYZ

unread,
May 22, 2012, 12:43:43 PM5/22/12
to
* Luca Pentrella wrote, Il 22/05/2012 17:26:

> Fate attenzione nelle immagini! La struttura in acciaio (blu) del
> capannone sgonfiato è in realtà un magazzino pluripiano per i pallets
> (tipo quelli di ikea, ma molto più alto) e lì mi sa che il problema è la
> disposizione dei carichi. Così come le recenti immagini dove si vedono
> filari e filari di forme di parmigiano accatastate una sull'altra. In
> sostanza come per gli ospedali occorre verificare non solo la struttura,
> ma anche tutte le suppellettili più o meno fisse che vi sono messe
> dentro! Per il capannone prefabbricato in cls armato mi sa che si è
> scavallato un appoggio.

Sicuramente c'e' stato anche questo problema (disposizione dei carichi),
ma insomma, le nuove carte di pericolosita' sismica (che hanno
peggiorato quella zona in particolare) sono del 2006 se non sbaglio.

Hanno avuto 6 anni per fare adeguamenti. Ora capisco gli edifici
storici, che sono delicati e molto costosi da consolidare, a fronte di
un ritorno relativo in termini di sicurezza e vite umane dirette
(perche' non sono abitati di norma), ma i capannoni industriali dove ci
lavorano centinaia e centinaia di persone h24, insomma quelle andavano
adeguati subito e bene, IMHO.

--
BArrYZ

Andrea B.

unread,
May 22, 2012, 2:08:39 PM5/22/12
to
On 22/05/2012 17:20, Franz wrote:
> Poi sono collassati capannoni in c.a.p. che, sempre ad occhio, mi
> sembrano degli anni Ottanta-Novanta. E' ovvio che se non ci sono le
> opportune connessioni tra tegoli, travi e pilastri (e non erano
> obbligatorie all'epoca) in caso di sisma ci sono seri problemi.

Concordo, nelle immagini che ho visto io appariva evidente la rottura
della connessione della trave a H della campata centrale dove appoggiava
tutta la struttura del tetto (travi a Y e voltine).
Consideriamo che, oltre ai collegamenti non dimensionati adeguatamente
per le sollecitazioni orizzontali, avrebbero potuto esserci fondazioni
realizzate con dei semplici plinti isolati...

--
In God we trust. All others must bring data
W. E. Deming

tau.sigma

unread,
May 22, 2012, 6:47:47 PM5/22/12
to
On 22 Mag, 10:31, "eddyligo" <eduardo.ligo...@libero.it> wrote:
> "tau.sigma" <tau.si...@libero.it> ha scritto nel messaggionews:a1d226c1-23ab-45dc...@f30g2000vbz.googlegroups.com...
Sarebbe interessante studiare il materiale degli edifici in mattoni
crollati e capire sepossa esser datato nello stesso periodo.
Gli elementi sono separati puliti a tal punto da non sembrare un
teremoto dovi si trovano porzioni cadute di qualche metro quadro.

eddyligo

unread,
May 24, 2012, 1:53:04 AM5/24/12
to

"BArrYZ" <earl...@altern.org> ha scritto nel messaggio
news:jpgfo0$s9v$1...@dont-email.me...
* Luca Pentrella wrote, Il 22/05/2012 17:26:

> Fate attenzione nelle immagini! La struttura in acciaio (blu) del
> capannone sgonfiato è in realtà un magazzino pluripiano per i pallets
> (tipo quelli di ikea, ma molto più alto) e lì mi sa che il problema è la
> disposizione dei carichi. Così come le recenti immagini dove si vedono
> filari e filari di forme di parmigiano accatastate una sull'altra. In
> sostanza come per gli ospedali occorre verificare non solo la struttura,
> ma anche tutte le suppellettili più o meno fisse che vi sono messe
> dentro! Per il capannone prefabbricato in cls armato mi sa che si è
> scavallato un appoggio.

Sicuramente c'e' stato anche questo problema (disposizione dei carichi),
ma insomma, le nuove carte di pericolosita' sismica (che hanno
peggiorato quella zona in particolare) sono del 2006 se non sbaglio.

Hanno avuto 6 anni per fare adeguamenti.

cut

Il fatto che cambi norma, e cambia in genere ogni 5/6 anni, non significa
che si deve adeguare obbligatoriamente, ma cosa molto più importante è il
fatto ch un edificio già costruito ci puoi far ben poco, al massimo si può
migliorarne il comportamento ma l'adeguamento è una chimera burocratica, non
lo dico io ma il POLIMI e i maggiori esperti, iloltre alle impossibilità
tecniche ci sono i costi che superano di 9 volte il costo di costruzione del
nuovo


eddyligo

unread,
May 24, 2012, 2:46:40 AM5/24/12
to

"Luca Pentrella" <lpent...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:jpgbe6$241t$1...@newsreader2.mclink.it...
> Il 22/05/2012 13:39, eddyligo ha scritto:

.
>
> Non ricordo se qui o altrove si parlava del fatto che in realtà parecchi
> edifici storici sono stati costruiti alla buona, tanto che è più
> importante l'affresco che li decora rispetto alla struttura che lo
> sorregge. Bisogna fare quindi i conti con un architettura di cartone
> dipinta da giotto, leonardo raffaello ecc.

In genere l'architettura maggiore è fatta bene, può capitare il caso
particolare es. una pieve, od una cappella, architettura minore quini più
povera, diventi importante nel tempo per cui per gli affreschi furono
chiamati dei buoni artisti.
Per la mia esperienza è però un caso molto raro, in genere la prima cosa che
si faceva era ingrandire l'edificio (concetto +grande + bello è sempre
esistito) e poi chiamare gli artisti
Può capitare che per evenienze (mancanza di fondi, decadenza della famiglia
ecc) il processo di ingrandimento (maggior importanza) si interrompa, questo
di nota in molte dimore famigliari non completate.
A Roma sono molti i "palazzi romani" non completati, anche apparentemente
sono completi; un esempio è il palazzo in cui si trovano gli uffici del
Senato a San Luigi de' Francesi che secondo il progetto originario doveva
inglobare tutto l'isolato tra San Luigi Via de' Crescenzi Via Giustiniani
per finire sul Pantheon; la parte completa è quella di rappresentanza
appunto su San Luigi, il lato su via de' crescenzi è stato parzialmente
edificato (civico 26) come ala privata , ma la decadeza della famiglia ne ha
comportato l'utilizzo come edificio a parte, ci sono nel cortile dei
sarcofaghi romani utilizzati come fontane molto belli a ricordare
l'intervento originario, (negli ultimi anni questo palazzo è stato accorpato
agli uffici del senato) mentre il lato sul pantheon non fu mai trasformato,
e sono rimasti i modesti edifici precedenti.
Poi capita spesso che nel ristrutturare, ingrandire, ecc. un edificio
preesistente si siano commessi errori di progettazione e/o costruzione es. a
Roma: la Chiesa di S. Maria in Monserrato, chiesa nazionale della lingua
spagnala, del Sangallo, quindi uno dei grandi dell'epoca, ha la facciata
sbilanciata per cui c'è un cedimento fondazionale che ha fatto ruotare la
facciata verso l'esterno di oltre 12 cm provocando uno strappo che interessa
l'intera sezione trasversale, oppure la Basilica di S.Croce in gerusalemme
(l'intervento dell'Algardi) dove le staute di coronamento stavano in piedi
per miracolo (è una cosa complessa ma in sintesi:avevano sbagliato il
montaggio e le strutture di sostegno) per cui con gli interventi per
l'ultimo giubileo si è posto rimedio, almeno parzialmente, un intervento
completo è improponibile, andrebbero rimossi i gruppi marmorei e non più
ricolloccati, oppure rifare le strutture della facciata, ma a questo punto
avremmo distrutto la chiesa.
Problemi simili c'è l'ha anche San Luigi dei Francesi, ed un altro gruppo di
chiese della stessa tecnica, ma che facciamo?
Certo che se arriva un terremoto ste' facciate vengono giù, ma per adeguare
alla norma, che fra 5 anni cambia, distruggiamo il patrimonio storico?
Ci si mette la "toppa" migliore che al momento ed allo stato delle
conoscenze si può fare, sperando che lo sviluppo delle conoscenze in un
futuro permetta di risolvere meglio i problemi, Noi tecnici non abbiamo
bacchette magiche come certi commentatori, giornalisti e pseudo esperti
credono.


BArrYZ

unread,
May 25, 2012, 9:21:27 AM5/25/12
to
* eddyligo wrote, Il 24/05/2012 07:53:

> Il fatto che cambi norma, e cambia in genere ogni 5/6 anni, non significa
> che si deve adeguare obbligatoriamente, ma cosa molto più importante è il
> fatto ch un edificio già costruito ci puoi far ben poco, al massimo si può
> migliorarne il comportamento ma l'adeguamento è una chimera burocratica, non
> lo dico io ma il POLIMI e i maggiori esperti, iloltre alle impossibilità
> tecniche ci sono i costi che superano di 9 volte il costo di costruzione del
> nuovo

Io parlavo delle carte dell'INGV sul rischio sismico a 50 anni.

(segnalo, non molto pubblicizzata, questa mappa molto bella interattiva
http://esse1-gis.mi.ingv.it/ si inserisce il comune e si plottano tutti
i parametri in zona con diversi percentili e probabilita')

Nel caso in questione, come detto, ci sono stati due aspetti che sono
stati decisamente critici: edifici storici && edifici industriali. Per
fortuna l'edilizia civile moderna ha retto assai bene, per quello che e'
dato sapere (ma gia' vedendo il numero delle vittime, insomma, e' un
dato acquisito ormai).
Per l'edilizia storica e di importanza socio-culturale, e' chiaro che il
discorso del *nuovo* non si puo' fare, si possono solo fare adeguamenti
conservativi, ovviamente, come dicevi tu, nei limiti del possibile
economico (e del rapporto costi/benefici).
Nell'edilizia industriale, invece, non so, a me pare che qualcosa non
torni, perche' rivedendo altre industrie, ho visto che non e' stato solo
qualche capannone ad afflosciarsi, ma quasi tutti hanno riportato danni
gravissimi. Ora a parte il fatto grave della morte di alcuni operai, in
alcuni dove la parte strutturale ha retto abbastanza bene, addirittura
la tamponatura e' letteralmente esplosa, di fatto rendendo quei posti
inagibili per chissa' quanto tempo.
Io penso che in questi edifici magari qualche cosa di piu' come
adeguamento si poteva fare, anche perche e' interesse delle
aziende, dell'indotto, e della popolazione (quindi delle realta' locali
tutte), visto che spesso in questi distretti industriali ci sono
investimenti ingenti piu' che decennali. Distruggere una fabbrica in 30
secondi dove ci sono macchinari che costano una fortuna, e' un errore
strategico, e questo al netto, ripeto, dei requisiti di sicurezza che
dovrebbero avere certi posti dove vi sono operai e quindi persone,
praticamente H24 (li' si produceva anche di notte e infatti il
terremoto, come quasi sempre, ha colpito quelle persone che facevano il
turno di notte).

Non dico che si dovessero fare adeguamenti drastici strutturali di quei
capannoni alla luce delle nuove carte dell'INGV (sarebbe costato troppo,
come dici giustamente pure tu), ma almeno che se ne tenesse conto e si
facesse qualche piccolo intervento e soprattutto, nella distribuzione
dei carichi, per esempio, si tenesse conto di queste cose. In una
fabbrica andata distrutta, leggevo, c'era un sistema di magazzino e
logistica multilivello tutto automatizzato, che appunto e' andato
disintegrato, ed era costato una fortuna.
E' chiaro che con senno del poi e' facile parlare, ma sono avvenimenti
di cui bisognerebbe imparare l'amara lezione, mentre invece noi in
Italia... vabe' non voglio ripete cose gia' sappiamo tutti, ahime'.

--
BArrYZ

eddyligo

unread,
May 25, 2012, 8:22:36 PM5/25/12
to

"BArrYZ" <earl...@altern.org> ha scritto nel messaggio
news:jpo10o$33l$1...@dont-email.me...
* eddyligo wrote, Il 24/05/2012 07:53:

> Il fatto che cambi norma, e cambia in genere ogni 5/6 anni, non significa
> che si deve adeguare obbligatoriamente, ma cosa molto più importante è il
> fatto ch un edificio già costruito ci puoi far ben poco, al massimo si può
> migliorarne il comportamento ma l'adeguamento è una chimera burocratica,
> non
> lo dico io ma il POLIMI e i maggiori esperti, iloltre alle impossibilità
> tecniche ci sono i costi che superano di 9 volte il costo di costruzione
> del
> nuovo

Io parlavo delle carte dell'INGV sul rischio sismico a 50 anni.

Già. ma in tanti anni di professione di queste carte ne ho viste tante, e
ogni volta che c'è un sisma, ci ci accorge che c'era qualche errore

(Nel caso in questione, come detto, ci sono stati due aspetti che sono
stati decisamente critici: edifici storici && edifici industriali. Per
fortuna l'edilizia civile moderna ha retto assai bene, per quello che e'
dato sapere (ma gia' vedendo il numero delle vittime, insomma, e' un
dato acquisito ormai).
Per l'edilizia storica e di importanza socio-culturale, e' chiaro che il
discorso del *nuovo* non si puo' fare, si possono solo fare adeguamenti
conservativi, ovviamente, come dicevi tu, nei limiti del possibile
economico (e del rapporto costi/benefici).
Nell'edilizia industriale, invece, non so, a me pare che qualcosa non
torni, perche' rivedendo altre industrie, ho visto che non e' stato solo
qualche capannone ad afflosciarsi, ma quasi tutti hanno riportato danni
gravissimi. Ora a parte il fatto grave della morte di alcuni operai, in
alcuni dove la parte strutturale ha retto abbastanza bene, addirittura
la tamponatura e' letteralmente esplosa, di fatto rendendo quei posti
inagibili per chissa' quanto tempo.

Uno dei grossi problemi è il magazzino ed il sistema di stilatura in genere
cede per primo questo che poi si porta dietro il resto, specie se il
magazzino è pieno fino ai ripiani pià alti, con tutto l'invenduto che c'è
oggi tutti i magazzini sono saturi

Io penso che in questi edifici magari qualche cosa di piu' come
adeguamento si poteva fare, anche perche e' interesse delle
aziende, dell'indotto, e della popolazione (quindi delle realta' locali
tutte), visto che spesso in questi distretti industriali ci sono
investimenti ingenti piu' che decennali. Distruggere una fabbrica in 30
secondi dove ci sono macchinari che costano una fortuna, e' un errore
strategico, e questo al netto, ripeto, dei requisiti di sicurezza che
dovrebbero avere certi posti dove vi sono operai e quindi persone,
praticamente H24 (li' si produceva anche di notte e infatti il
terremoto, come quasi sempre, ha colpito quelle persone che facevano il
turno di notte).

Una struttura già costruita è sempre difficile migliorarne il comportamento
sismico.
Non mi piace parlare di adeguamento che fa riferimento a norme che cambiano,
giustamente devono cambiare per adeguarsi alle reali conoscenze, poi che
facciamo adeguiamo ogni volta che cambia la norma? Le strutture non possono
essere modificate in continuazione, spesso un vecchio intervento
migliorativo si rileva alla lunga, ed alla luce delle nuove conosceze
peggiorativo.
Basta pensare al concetto di elasticità, prima si cercava di irrigidire la
struttura, es cerchiando pilastri, nodi, ecc.
Poi la norma in merito all'adeguamento pone molti dubbi sia di metodo che
teorico-pratico, spesso si scontra con l'esperienza sul campo, tanto che
abbiamo a suo tempo contestato molte parti, ma da una quindicina d'anni
vince la scuola napoletana, che purtroppo è molto teorica.

Non dico che si dovessero fare adeguamenti drastici strutturali di quei
capannoni alla luce delle nuove carte dell'INGV (sarebbe costato troppo,
come dici giustamente pure tu), ma almeno che se ne tenesse conto e si
facesse qualche piccolo intervento e soprattutto, nella distribuzione
dei carichi, per esempio, si tenesse conto di queste cose. In una
fabbrica andata distrutta, leggevo, c'era un sistema di magazzino e
logistica multilivello tutto automatizzato, che appunto e' andato
disintegrato, ed era costato una fortuna.

E' quello che dicevo, appunto, sono d'accordo, è quello che dico sempre ai
vari ing. industriali, che i loro sistemi e macchinari quando assumono
certe dimensioni occorre pensarli in altro modo

E' chiaro che con senno del poi e' facile parlare, ma sono avvenimenti
di cui bisognerebbe imparare l'amara lezione, mentre invece noi in
Italia... vabe' non voglio ripete cose gia' sappiamo tutti, ahime'.

Guarda che sotto il profilo specifico della progettazione e costruzione
civile non siamo poi tanto male, anzi, la ns sicurezza è + elevata,
considerando anche l'età dei nostri edifici, un edificio di 200 anni da noi
è giovane!!! all'estero dopo 50/70 anni lo buttano giù e lo ricostruiscono,
Poi avendo, in tanti anni,girato il mondo a progettare, insegnare, ecc.mi
sono accorto che non siamo tanto male, il guaio è che per noi tutto ciò che
fanno gli altri è fatto bene quello che facciamo noi fa schifo.
Basta pensare a ciò che succede in altri paesi per incendi e venti forti,
con venti di 100/120 km/h ho visto volare case intere con decine di morti,
da noi vola qualche tetto e fa a malapena notizia, anzi ci lamentiamo.



--
BArrYZ


eddyligo

unread,
May 25, 2012, 8:28:22 PM5/25/12
to

"eddyligo" <eduardo...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:jpp7o3$83h$1...@speranza.aioe.org...
>
> "BArrYZ" <earl...@altern.org> ha scritto nel messaggio
> news:jpo10o$33l$1...@dont-email.me...
> * eddyligo wrote, Il 24/05/2012 07:53:


Mi sono ricordato:
Solo per citare un intervento migliorativo che ha peggiorato la situazione:
La basilica di Assisi, l'intervento in c.a. fatto negli anni '50, è quello
che ha fatto crollare le volte, con la distruzione degli affreschi, però
all'epoca era considerato un ottimo intervento, era lo stato del'arte


Mat

unread,
Jun 7, 2012, 3:10:22 PM6/7/12
to
spesso ci si riduce, quando va bene a placcare completamente dall'interno le
murature,
con spinottature e anche un certo spessore, per non alterare l'esterno.
Se effettuate con una buona quantità di spinottature la placcatura, grazie
alla rete in acciaio a mio parere potrebbe calcolatrice alla mano compensare
egregiamente il taglio resistente della malta.
Ma con l'eccentricità resistente che si viene a creare come la mettiamo?
elementi non isotropi per sua natura, diventano ancor peggio...
ma non mi pare una brutta cosa?
se c'e' una cosa che mi ha dato sempre un ottimo senso di resistenza e' un
materiale fibrorinforzato...la resistenza di una maglia resistente a
trazione su qualcosa di solido a compressione, vedi lo stesso cls armato, la
vetroresina i fibrocompositi...
certo da un lato solo..sicuramente meglio della sabbia fra un mattone e
l'altro
Mat


Mat

unread,
Jun 7, 2012, 3:11:55 PM6/7/12
to
dico solo acutissima osservazione..non da tutti..che riassume i miei testi
logorroici sulla non isotropia del materiale (fosse anche solo la non
linearità del materiale almeno sarebbe il minimo...)

"tau.sigma" <tau....@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:a1d226c1-23ab-45dc...@f30g2000vbz.googlegroups.com...

eddyligo

unread,
Jun 8, 2012, 4:03:40 AM6/8/12
to

"Mat" <a...@aaa.it> ha scritto nel messaggio
news:4fd0fc26$0$1387$4faf...@reader2.news.tin.it...
> spesso ci si riduce, quando va bene a placcare completamente dall'interno
> le murature,
> con spinottature e anche un certo spessore, per non alterare l'esterno.
> Se effettuate con una buona quantitą di spinottature la placcatura, grazie
> alla rete in acciaio a mio parere potrebbe calcolatrice alla mano
> compensare egregiamente il taglio resistente della malta.
> Ma con l'eccentricitą resistente che si viene a creare come la mettiamo?
> elementi non isotropi per sua natura, diventano ancor peggio...
> ma non mi pare una brutta cosa?
> se c'e' una cosa che mi ha dato sempre un ottimo senso di resistenza e' un
> materiale fibrorinforzato...la resistenza di una maglia resistente a
> trazione su qualcosa di solido a compressione, vedi lo stesso cls armato,
> la vetroresina i fibrocompositi...
> certo da un lato solo..sicuramente meglio della sabbia fra un mattone e
> l'altro


Sono d'accordo con il placcaggio con qualsiasi tecnica, ma deve essere su
ambedue le facce altriimenti funziona male, e ciņ va a scontrare con le
morme edilizie, mai provato a discuterne con un tecnico comunale ? Capisco
il probema ma, i materiali di finitura esterni devono essere quelli
originali, l'aspetto non deve mutare, ecc, ecc.


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