Pur trattandosi di trattenute di piccolo importo, mi sembra che un
pensionato anziano non abbia alcun interesse. Qualcuno conosce le modalità
per comunicare all'Inpdap la volontà di non aderire? Esiste un modulo
apposito?
Il testo del decreto si può trovare per esempio qui:
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2007/83/1.htm
Qui c'è invece un breve riassunto ed un commento:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=6611
Che modo di fare da "bastardi".
Se riuscite a trovare o a creare un modulo di "disdetta", condividetelo.
Nel mio piccolo cercherò di informare quante più "vittime" possibile e di
fornire loro il modulo.
Questo modo di fare, molto alla Telecom, è indice di alta disonestà
intellettuale.
La volontà richiesta deve essere sempre quella di iscriversi a un servizio a
pagamento e non di disdirlo.
Se gli servivano soldi, si assumevano le loro responsabilità e rendevano
obbligatorio il prelievo!!
Ci mancava un altro fondo.
>Questo modo di fare, molto alla Telecom, è indice di alta disonestà
>intellettuale.
Più che altro è indice che anche ai signori compagnucci la pecunia
gusta parecchio; sarebbe per esempio interessantissimo sapere chi
gestirà questo fondo, come saranno nominati gli organi sociali, chi
siederà nel consiglio di amministrazione, come verranno investiti i
soldi....
--
Ciao
Conte Oliver (che NON risponde in privato)
Togli le scarpe per mandarmi una e-mail.
Quoto in pieno......bastardi!!!
> Tu la chiami novità ma si tratta di un comportamento altamente
> scorretto. Sarà una somma ridicola e nessuno morirà di fame, ma lo
> Stato non può abbassarsi a questi mezzucci da compagnia telefonica.
> Si avvisano i diretti interessati e gli si prospettano vantaggi e
> svantaggi. Poi ognuno decide di suo cosa fare, senza dover disdire
> qualcosa che non ha mai richiesto.
> La convenienza o meno è sempre qualcosa di estremamente personale.
La cifra è effettivamente irrisoria, ma il metodo è molto discutibile.
Il silenzio-assenso potrebbe anche essere accettabile se l'informazione
fosse adeguata, ma sarei curioso di sapere quanti dei pensionati interessati
sono al corrente di un provvedimento già vecchio di tre mesi e quanti degli
stessi si ritroveranno tra altri tre mesi una trattenuta sulla pensione
senza sapere nulla di questo decreto.
Ecco.....mi spiegheresti perche' non converrebbe richiedere di non
essere iscritti a questo fondo?
La prossima volta elencherņ tutta la classifica dei fatti degni di
indignazione, partendo dai primi in ordine importanza, cosģ avrņ
l'autorizzazione morale a indignarmi in pubblico di quello oggetto della
discussione.
Mah...
Quali vantaggi ad esempio per un pensionato 80 enne?
A conferma che quello che hanno fatto e' stata una bastardata.
se fai lavorare il cervellino puoi trovarla da solo anche tu la risposta.
dico solo ceh non e' stata corretta l'operazione adottata dal governo e
cioe' quella di togliere i soldi di tasca ai pensionati in silenzio
senza far sapere niente a nessuno.
ho appena sentito l'INPDAP
> ho appena sentito l'INPDAP
> Non esiste alcun modulo. Mi sono informatio per mio padre
> pensionato...
> allora, queta è la procedura da seguire:
> Inviare alla sede INPDAP che gestisce la pensione
> un'autocertificazione dove si evinca la non volontà di farsi togliere
> lo 0.15% e una copia del documento d'identità entro il 25/10/2007,
> giorno in cui inizieranno a detrarre il contributo!
Grazie per aver passato l'informazione.
pierpippo <pier...@despammed.com> ha scritto:
> Grazie per aver passato l'informazione.
Se ne parla oggi nel blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/
che rimanda al sito della FLP
http://www.flp.it/notiziari/notiziari_FLP_dai_dipartimenti/view.asp?id=39
dove si può anche scaricare un modulo per la rinuncia all'iscrizione
http://www.flp.it/public/allegati_flp/Notflp4007_DPP_balzello_allegato.pdf
E' una semplice lettera e non un modulo Inpdap, ma può anche essere utile.
L'importante è comunque esprimere la volontà di non aderire, allegare la
copia di un documento valido ed inviare il tutto a mezzo raccomandata, a
meno di non recarsi agli uffici Inpdap e farsi rilasciare una ricevuta.
Mille Grazie!!!
Ciao
R.
Farei notare una cosa ... la questione non è se sia un sistema
conveniente ... il punto è che si tratta di un sistema di legislazione
"spicciolo" ... cosa impedirà in futuro al legislatore di adottare
sistemi come questi per utilizzare le pensioni come bacino finanziario
per altro? Il silenzio assenso non è stato introdotto nel nostro
sistema per una convenienza legislativa ... piegare le norme a scopi
simili può essere pericoloso ... ecco perché ritengo che esprimere
volontà contraria possa significare anche una presa di coscienza da
parte del cittadino "medio" contro un sistema di intervento
legislativo "spicciolo" ...
.:. hermansji
C'e' una cosa che non mi e' chiara.
Dove sta la novita?
Io sono un impiegato in servizio e la ritenuta dello 0.35% sullo
stipendio per i fondi inpdap esiste da un pezzo.
La novita' riguarda solo il fatto che ora la ritenuta viene fatta anche
ai pensionati?
> Non è necessario allegare nessun documento di identità ... la legge
> non prevede questo requisito per esprimere volontà contraria
> all'iscrizione oppure volontà di recedere ... farà comunque fede la
> cartolina di ritorno ...
Certamente è così, ma anche in un post di un altro ng, come in quello di
ale.otto, ho letto che l'Inpdap richiede la copia del documento.
Su richiesta di chiarimenti via mail, l'Inpdap ha risposto a mia madre che
le invieranno a casa tutte le informazioni (purtroppo non è specificato
quando e non si capisce se ciò avverrà preventivamente o solo ad iscrizione
avvenuta).
> C'e' una cosa che non mi e' chiara.
> Dove sta la novita?
> Io sono un impiegato in servizio e la ritenuta dello 0.35% sullo
> stipendio per i fondi inpdap esiste da un pezzo.
> La novita' riguarda solo il fatto che ora la ritenuta viene fatta
> anche ai pensionati?
Sì, la novità è soltanto quella: 0,15% ai pensionati.
E' una piccola cosa, ma un pensionato di 80 anni che non pensa a chiedere
prestiti preferisce forse tenersi in tasca un paio di euro al mese che darli
a fondo perduto.
La cosa antipatica è che l'adesione avviene con il silenzio-assenso e che il
fatto non è molto pubblicizzato, per cui molti rischiano di aderire a
propria insaputa.
Bene, adesso la domanda e', possono dare disdetta anche i dipendenti in
servizio?
> Bene, adesso la domanda e', possono dare disdetta anche i dipendenti
> in servizio?
Mi piacerebbe poter rispondere con un sě o con un no, ma non sono in grado.
Forse se leggi i primi due articoli potresti anche riuscire a risponderti da
solo.
Purtroppo entrambi fanno riferimento a decreti precedenti che non conosco.
Art. 1.
Ambito di applicazione
1. Il presente regolamento si applica:
a) ai pensionati gia' dipendenti pubblici che fruiscono di
trattamento a carico delle gestioni pensionistiche dell'INPDAP;
b) ai dipendenti o pensionati di enti e amministrazioni pubbliche
di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, iscritti ai fini pensionistici presso enti o gestioni
previdenziali diverse dall'INPDAP.
Art. 2.
Iscrizione alla gestione credito
1. I dipendenti in servizio ed i pensionati di cui all'articolo 1
sono iscritti di diritto alla Gestione unitaria delle prestazioni
creditizie e sociali di cui all'articolo 1, comma 245 della legge
23 dicembre 1996, n. 662, con obbligo di versamento dei contributi
nelle misure previste dall'articolo 3, a decorrere dal mese
successivo alla scadenza di sei mesi dalla data di entrata in vigore
del presente regolamento, qualora entro questo termine non
comunichino all'INPDAP la loro volonta' contraria.
2. I soggetti di cui al comma 1 possono recedere dall'iscrizione
entro il termine di sei mesi dal pagamento della prima mensilita' di
retribuzione o pensione sulla quale e' stata applicata la ritenuta di
cui all'articolo 3.
3. La contribuzione e' stabilita a totale carico dell'interessato e
non e' rimborsabile.
>music <mu...@musi.ca> ha scritto:
>> La novita' riguarda solo il fatto che ora la ritenuta viene fatta
>> anche ai pensionati?
>
>Sì, la novità è soltanto quella: 0,15% ai pensionati.
Innanzitutto, ti ringrazio di avere divulgato la notizia - informerò quanti
più ex colleghi pensionati Inpdap, ci manca solo quest'altra trattenuta,
ci manca... :-\
>E' una piccola cosa,
già, sono tutte "piccole cose", come l'Addizionale Regionale
Irpef e l'Addizionale Comunale Irpef - delle quali, tra l'altro, si sa
già che ci sarà un aumento (v. federalismo fiscale)
ma un pensionato di 80 anni che non pensa a chiedere
>prestiti
non credo che per il pensionato di 80 anni il prestito sia previsto (le
banche convenzionate tipo Banca Nuova (= Banca Popolare di
Vicenza) o Advera (= BNL) lo erogano a quei pensionati che hanno
non più di 75 anni d'età), comunque... "abbiamo già dato".
>herm...@yahoo.it wrote:
>> volontà contraria possa significare anche una presa di coscienza da
>> parte del cittadino "medio" contro un sistema di intervento
>> legislativo "spicciolo" ...
>Io sono un impiegato in servizio e la ritenuta dello 0.35% sullo
>stipendio per i fondi inpdap esiste da un pezzo.
per un dipendente pubblico del Comparto Scuola con 31 anni di servizio
nel luglio 2002 la trattenuta di 0,350/100 era Euro 8,06/mese = 88,66/11
mesi + c. 16,00 a dicembre = 104,66/anno, mica bruscolini - quanto
sarebbe oggi, con 40 anni di servizio, non lo so, perchè nel 2002 ho dato
le dimissioni (31 + 4 di laurea).
.:. hermansji
ma qual'e' la conseguenza della recessione? non mi danno piu' la pensione?
> Innanzitutto, ti ringrazio di avere divulgato la notizia...
Non c'è di che.
> già, sono tutte "piccole cose", come l'Addizionale Regionale
> Irpef e l'Addizionale Comunale Irpef ...
... e ora anche l'acconto sull'Addizionale Comunale Irpef.
> non credo che per il pensionato di 80 anni il prestito sia previsto...
Sono curioso di leggere le informazioni che l'Inpdap dovrebbe mandare a casa
ai pensionati.
Mi sembra strano che in linea di principio possano iscrivere un anziano alla
"Gestione unitaria delle prestazioni
creditizie e sociali" richiedendo un contributo, senza dargli poi la
possibilità almeno teorica di fruirne.
Ma non mi meraviglierei più di tanto.
>ab...@freemail.it <ab...@freemail.it> ha scritto:
>> non credo che per il pensionato di 80 anni il prestito sia previsto...
>
senza dargli poi la
>possibilità almeno teorica di fruirne.
ci sono limiti di età - con questo correggo anche quanto ho scritto
nel post a cui rispondi: non bisogna avere sino a 75 anni d'età
*per ottenere* il prestito SIBBENE bisogna avere sino a 75 anni d'età
A SCADENZA DEL FINANZIAMENTO -
se ne deduce che per richiedere un prestito *decennale* (a 120 mesi)
si deve avere non più di 65 anni, invece, per ottenere un prestito
*quinquennale* si deve avere non più di 70 anni.
Il prestito max è di 52.000 euro.
TAEG dei prestiti con trattenute fino a 5 anni = 6,85%
TAEG del prestito con trattenute oltre i 5 anni
(evidentemente fino a 10 anni) = 8,25%
Queste, fondamentalmente, le condizioni delle 2 banche convenzionate
con l'Inpdap:
1) Banca Nuova, del Gruppo Banca Popolare di Vicenza
(www.bancanuova.it oppure n. verde 800 735800)
2) Advera, di BNL e BBVA (www.advera.it oppure n. verde 800-700-700)
presenti, rispettivamente ----->a secondo delle Regioni/città, presso le
sedi provinciali Inpdap.
Fonte: un foglio informativo pervenutomi tempo fa dall'Inpdap insieme
con uno dei cedolini dell'assegno pensionistico*
* ai pensionati il cedolino dell'assegno pensionistico non perviene
ogni mese ma solo quando ci siano state variazioni dell'importo
(esempio: in occasione della perequazione automatica o di aumenti
delle trattenute...)
------
Ricapitolando il mare di normativa inerente l'argomento:
1) con la trattenuta dello 0,15% i pensionati Inpdap possono
accedere al credito agevolato Inpdap;
2) l'accettazione della trattenuta (attraverso il silenzio-assenso)
NON E' REVOCABILE
In conclusione, penso che sia opportuno per ora esprimere
volontà contraria e mantenere la libertà di decidere in futuro
se fare assoggettare o meno l'assegno pensionistico a quella
trattenuta (magari, si avrà bisogno di un mutuo, non so...)
> Ricapitolando il mare di normativa inerente l'argomento:
> 1) con la trattenuta dello 0,15% i pensionati Inpdap possono
> accedere al credito agevolato Inpdap;
... ma solo i più giovani. Se le cose resteranno come dici, i più anziani
pagheranno in cambio di niente.
> 2) l'accettazione della trattenuta (attraverso il silenzio-assenso)
> NON E' REVOCABILE
In base al decreto, una possibilità di recesso ci sarà, anche se limitata
nel tempo.
>ab...@freemail.it <ab...@freemail.it> ha scritto:
>
>> Ricapitolando il mare di normativa inerente l'argomento:
>> 1) con la trattenuta dello 0,15% i pensionati Inpdap possono
>> accedere al credito agevolato Inpdap;
>
>... ma solo i più giovani. Se le cose resteranno come dici, i più anziani
>pagheranno in cambio di niente.
a Banca Nuova bisognerebbe chiedere quali siano le condizioni per
"Mutui e finanziamenti agevolati anche per i figli dei pensionati"
come scritto sul foglietto informativo, da cui copio anche:
"Banca Nuova è presente nelle sedi provinciali INPDAP delle seguenti
regioni: Calabria (Cosenza e Vibo Valentia), Emilia Romagna,
Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia (Brescia, Cremona e Mantova),
Sicilia (escluso Catania e Messina), Toscana, Trentino Alto Adige, Veneto.
Advera è presente nelle sedi Inpdap di: Lombardia (Bg-Co-Mi-So-Va-Lo-Lc),
Piemonte, Val d'Aosta, Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo, basilicata, calabria
(Cz-Rc-Kr), Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia (Ct-Me).
Nelle altre regioni in tutte le Agenzie BNL."
Comunque, la notizia di di 'sto DM 45/07 si sta diffondendo,
me ne hanno già chiesto info, a sorpresa, due pensionati Inpdap...
Se avrò altre notizie, lo farò sapere, ciao.
>ab...@freemail.it <ab...@freemail.it> ha scritto:
>> 2) l'accettazione della trattenuta (attraverso il silenzio-assenso)
>> NON E' REVOCABILE
>
>In base al decreto, una possibilità di recesso ci sarà, anche se limitata
>nel tempo.
>
>Art. 2.
>Iscrizione alla gestione credito
>1. I dipendenti in servizio ed i pensionati di cui all'articolo 1
>sono iscritti di diritto alla Gestione unitaria delle prestazioni
>creditizie e sociali di cui all'articolo 1, comma 245 della legge
>23 dicembre 1996, n. 662, con obbligo di versamento dei contributi
>nelle misure previste dall'articolo 3, a decorrere dal mese
>successivo alla scadenza di sei mesi dalla data di entrata in vigore
>del presente regolamento, **qualora entro questo termine non
>comunichino all'INPDAP la loro volonta' contraria**.
>2. I soggetti di cui al comma 1 possono recedere dall'iscrizione
>entro il termine di sei mesi dal pagamento della prima mensilita' di
>retribuzione o pensione sulla quale e' stata applicata la ritenuta di
>cui all'articolo 3.
c'è anche la possibilità preventiva di NON farsi iscrivere alla
Gestione unitaria ecc. ecc. (v. frase da me asteriscata in comma 1) -
e siccome "prevenire è meglio che curare"... :-)