ROMA - Mentre l'emergenza neve non è affatto cessata, per i sindaci
impegnati in prima linea in tutta Italia sorge un nuovo problema: gli
uomini
dell'Esercito, per intervenire a spalare strade e piazze in giro per
l'Italia, chiedono in anticipo di essere pagati. Tutto legale, rispettano
una legge in vigore da quando è finito il servizio di leva, ma molti
sindaci
iniziano a protestare per la mancanza di sensibilità e opportunità del
ministero della Difesa.
Ad Urbino il sindaco si è sentito chiedere 700 euro al giorno per dieci
spalatori (cioè soldati con una pala in mano), più il vitto, e l'alloggio:
nel circondario la neve ha raggiunto i 3-4 metri di altezza, l'accesso a
singole abitazioni e intere frazioni è sempre più difficile, e i mezzi a
disposizione non bastano più. Per cui l'Esercito è indispensabile.
"Non voglio fare polemiche, in un momento così drammatico le istituzioni
devono collaborare, e non polemizzare", premette il presidente Pd della
Provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci, che ha sollevato il tema. "Ma non
mi sembra giusto che lo Stato faccia pagare i Comuni in un frangente
simile,
quando raggiungere o non raggiungere un'abitazione, un borgo sepolto dalla
neve è spesso questione di vita o di morte per anziani, malati, bambini. I
Comuni e le Province sono già strozzati dal Patto di stabilità, stanno
spendendo milioni di euro, che non hanno, per mettere in campo spazzaneve,
pale meccaniche, servizi di prima necessità, e devono pagarsi pure
l'Esercito...".
Al sindaco di un piccolo comune della zona che aveva provato a saggiare il
terreno è giunto un fax di risposta con un preventivo di 800 euro: doccia
gelata, e la scelta di rinunciare all'impiego delle tute mimetiche. "Per
fortuna - è l'amara ironia dell'assessore provinciale ai Lavori pubblici
Massimo Galuzzi - Urbino risparmia qualcosa sull'alloggio: i militari
arrivano al mattino da Pesaro, e tornano a dormire in caserma".
Ad Ancona l'Esercito chiede 200 euro al giorno un bobcat, 800-900 euro per
una ruspa, una somma "al di sotto dei 100 euro a testa" per l'impiego dei
soldati, cui però vanno garantiti vitto e alloggio. E' il tariffario che
il
sindaco Fiorello Gramillano si è formalmente impegnato a onorare, in una
comunicazione scritta passata attraverso la Prefettura del capoluogo, per
poter avere l'aiuto dell'Esercito nell'emergenza maltempo.
"Naturalmente faremo fronte agli accordi - osserva Gramillano - ma non
trovo
giusto che nel momento in cui c'è un'emergenza, una calamità, questa debba
essere a carico della comunità colpita". "Questo al di là della
professionalità e disponibilità mostrata dal maggiore e dal capitano che
sono appena arrivati in città, e che ringrazio per il lavoro che hanno già
cominciato a fare".
Ad Ancona operano 14 spalatori del 28/o Reggimento di Pesaro, e 17 soldati
(con sei spazzaneve) da Piacenza. Dovranno liberare le frazioni isolate
dal
maltempo. "Anche i costi di trasporto dei mezzi dal luogo di provenienza,
in
questo caso Piacenza, sono a carico dell'amministrazione comunale",
sottolinea Gramillano, senza altri commenti.
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