"ettore" <1...@123.it> ha scritto nel messaggio
news:rH2Em.13912$813....@tornado.fastwebnet.it...
--- Se lo usi, CGN ... 10 euro l'anno.
Ciao
Umberto
Mai come in questo caso, dato che la cosa ha una utilit� solo se ce l'hanno
tutti.
Comunque concordo con chi ritiene che si poteva usare la posta elettronica
normale con i certificati.
Alla fine la PEC all'italiana sembra essere solo un modo di far guadagnare i
gestori.
Max max
---- 10 euro ! Non credo che valga la pena di perdere tutto questo tempo ...
Servir�, non servir� ?
Intanto, l'AdE comunica ....
"Canale PEC anche per il mod. 770/2008
Gli intermediari fiscali dotati di posta elettronica certificata possono
inviare all'Agenzia delle Entrate, previa delega da parte del cliente, i
chiarimenti necessari per definire le comunicazioni di irregolarit�
riguardanti anche il modello 770/2008. L'Agenzia in tempi brevi � tenuta a
rispondere comunicando la soluzione o la conferma delle irregolarit�
rilevate."
Saluti
Umberto
ᅵ 5.00 + iva l'anno.
> ---- 10 euro ! Non credo che valga la pena di perdere tutto questo tempo
> ...
Il minimo di mercato � attestato a 4, 5 euro, quindi chi la vende a 10 ci
guadagna minimo la differenza.
Per un singolo la cosa � irrisoria ma moltiplicata per il numero degli
utenti, professionisti ed imprenditori, mi sa di no.
Max max
Quello che stiamo cercando di far capire in questi giorni al ministro
Brunetta è che se da una parte loro spingono per obbligare la gente ad
usare la PEC, dall'altra parte loro stessi nè ce l'hanno nè la usano.
Abbiamo infatti mandato avanti qualche centinaio di comunicazioni al
Ministero e ai rispettivi comuni, province, camere di commercio etc etc,
nelle quali invitavamo a ricordargli che, secondo la legge, l'articolo
34 Legge 69/2009, al comma 1 lett. b) si recita:
------------------------------------------------------------
(Servizi informatici per le relazioni tra pubbliche amministrazioni e
utenti)
1. Al codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, sono
apportate le seguenti modificazioni:
b) all'articolo 54, dopo il comma 2-bis sono inseriti i seguenti:
«2-ter. Entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche
che già dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina
iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a
cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del
presente codice
Le amministrazioni devono altresì assicurare un servizio che renda noti
al pubblico i tempi di risposta, le modalità di lavorazione delle
pratiche e i servizi disponibili.
------------------------------------------------------------
Orbene, i professionisti sono obbligati ad avere la PEC per usarla con
chi? Visto che molte camere di commercio, molti comuni e molti enti
pubblici la PEC non ce l'hanno.
Ora ci stanno cominciando a rispondere, tenendo conto del fatto che se
loro stessi non si mettono a posto ... tale violazione comporta una vera
e propria interruzione di pubblico servizio ai sensi dell'art. 340 CP
oltre ad impedire ai Cittadini di rivolgersi in maniera "ufficiale"
verso la Pubblica Amministrazione.
Andate su di qualche thread e trovate qualche altro mio post dove viene
meglio descritto il problema. Vi rimando comunque il link ad un ottomo
blog su cui viene molto ben spiegato il problema.
http://www.techblogs.it/office/2009/09/da-pec-a-cecpac-unevoluzione.html
Un saluto.
Alessandro
Comunque se la tua idea è di prenderti una casella PEC (non si sa mai
...) secondo me vai sul sito dell'INPS che in questi giorni sta
propagandando via mail a tutti coloro che hanno un PIN, la loro
posizione in termini di "fornitore" di casella PEC.
Lo scenario è un po triste, lo so ...
Se invece te la senti di sostenere una posizione più "estremista", la
legge ti consente di utilizzare anche una normale casella di posta
elettronica (vedi http://www.parlamento.it/parlam/leggi/09002l.htm Art.
16 Comma 6 e successivi - E' il famoso decreto Anticrisi ... Tu dirai e
che c.... c'entra con la PEC? E' il nostro Parlamento che in una legge
ne nasconde delle altre ...chissà con quale finalità ...)
Un saluto
Ale
>Se invece te la senti di sostenere una posizione pi� "estremista", la >
>legge ti consente di utilizzare anche una normale casella di posta
Con che requisiti ai sensi delle norma citata ?
Posso inviare un messaggio autenticato con un certificato digitale (e chi
riceve � sicuro che l'ho scritto io) ma come faccio a provare la ricezione
con l'efficacia probatoria della pec (dato che quella norma le equipara) ?
Pensi che sia sufficiente la conferma di recapito sul server del
destinatario ?
Secondo me ci sono varie zone d'ombra.
Max max
da qualche parte leggevo che alcuni hanno la pec e gli torna indietro la
mail spedita a chi non ce l'ha....altri dicevano che vale come raccomandata
ma se l'altro non l'ha non sai se l'ha letta ...
avete gi� esperienza in proposito?
Dipende da quale tipo di PEC si usi.
P. es. quella gratuita ottenibile dall'INPS funziona solo per invii da e
per indirizzi PEC della P.A.
> altri dicevano che vale come
> raccomandata ma se l'altro non l'ha non sai se l'ha letta ...
Vale come raccomandata A.R. solo se inviata da PEC ad altra casella PEC.
Certo che ci sono delle zone d'ombra .. Io ti ho spiegato cosa dice la
legge, e ti dico anche che le amministrazioni sono "riluttanti" ad
ascoltare chi comunica con loro se non fa uso della PEC.
E' però anche vero che se tu impugni il loro rifiuto e, senza nemmeno
bisogno di un avvocato, gli dimostri che chi non ha seguito quanto è
prescritto dalla legge sono loro e non tu, crei il famoso "precedente".
Almeno un precedente c'è già ed è quello della camera di commercio di
Trento, che dopo aver rifiutato più volte delle richieste di servizio
perchè non arrivate tramite PEC, si è trovata a dover accettare tali
richieste perchè in linea con la legge n. 2del 28/01/09.
Allego piccoli stralci di questa comunicazione. Spero che siano d'aiuto.
Un cordiale saluto.
Alessandro
--------- Inizio Stralcio delle comunicazioni tra società xyz e camera
di commercio di Trento --------------------------
1) La persona della socità xyz che scrive alla camcom di trento dopo il
loro rifiuto di accettare mail non PEC
> Da: società xyz Srl [mailto:xxxxx]
> Inviato: giovedì 16 aprile 2009 10.43
> A: funzionario camera commercio di Trento
> Oggetto: Informazione su Pec xyz Srl
>
>
>
> Alla Cortese Attenzione del
> Direttore xxxxxxx
>
> Buon Giorno, sono Mxyz, Amministratore della Società xyz S.r.l.
> Dopo il colloquio telefonico avuto con Lei, ho fatto richiesta alla Società che mi ha rilasciato i Certificati.
> Credo che in giornata, riceverà una mail con Allegata la Documentazione da Lei richiesta.
>
> Attendo in seguito un suo Gentile riscontro, che mi dia chiarimenti in merito.
>
> Spero nel reciproco interesse poter risolvere questa situazione, che sicuramente non è piacevole,
> sia per voi che per la nostra Società.
>
> Cordiali Saluti
2) la prima risposta da parte della Camcom di trento
> Oggetto:
> R: Informazione su Pec xyz Srl
>
> Data:
> Thu, 16 Apr 2009 11:54:26 +0200
> Da:> funzionario CamCom Trento no...@tn.camcom.it>
>
> A: xyz
>
> Appena sarò in possesso della documentazione, farò le verifiche e poi La contatterò.
> Cordiali saluti
>
> Funzionario camcom trento
>
> ruolo ...
>
> Camera di Commercio i.a.a. - Trento
>
> tel. 046188xxx
>
> fax 0461/887xxx
3) La mail alla camera di commercio da parte di Globaltrust (Società che
rilascia certificati digitali) ed alla quale la società xyz aveva
chiesto supporto
> GlobalTrust ha scritto:
>
> Gentile Sig.
>
>
>
> In risposta alla Sua e-mail è le numerose telefonate intercorse dove vi viene rifiutata
l'iscrizione dell'impresa alla Camera di Commercio di Trento in quanto
l'indirizzo di posta
elettronica certificata da noi acquistato non è quello previsto dalla
normativa in vigore.
>
> Premesso che la Camera di Commercio di Trento ed in genere qualsiasi altra Camera di
Commercio non possono entrare nel merito sulla validità o meno
dell'indirizzo di Posta
Elettronica da Voi fornito in quanto non di loro competenza e
conseguentemente dovevano
accettare lo stesso senza alcun commento o verifica di merito ne tanto
meno di operatività
>
> le confermiamo quanto segue:
>
> I nostri sistema di posta elettronica certificata tramite certificato digitale con
protocollo definito s-mime sono perfettamente in linea con la
disposizione di legge
emanata ed in vigore Legge 28 gennaio 2009, n. 2 art. 16 comma 6 nella
parte
"che recita: o analogo indirizzo di posta elettronica basato su
tecnologie che
certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni
e l'integrità'
del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilità' con analoghi
sistemi
internazionali.
>
> I certificati di posta elettronica a voi rilasciati ottemperano il dispositivo
di legge su indicato e conseguentemente la Camera di Commercio di Trento
ha
l'obbligo giuridico ad accettare gli stessi come analoghi sistemi
stabiliti dalla
legge in vigore, al primo capoverso della legge che recita: Le imprese
costituite
in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta
elettronica
certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese.
>
> Per puro tuzzionismo le indichiamo qui di seguito punto per punto le analogie del
prodotto da lei acquistato che lo rendono, perfettamente adeguato alla
attuale
normativa in vigore:
>
> A) La tecnologia del protocollo S-mime da noi usata è identica, anche perché non
esistono altre al mondo, atta a soddisfare il principio "basato su
tecnologie che
certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e
l'integrità' del contenuto delle stesse " a quella stabilita dalle
normative
tecniche sulla Posta elettronica certificata indicate DECRETO 2 novembre
2005
Regole tecniche per la formazione, la trasmissione e la validazione,
>
> anche temporale, della posta elettronica certificata. all 1 "6.1 Formato dei
messaggi generati dal sistema
> Il sistema di PEC genera i messaggi (ricevute, avvisi e buste) in formato MIME.
I messaggi sono composti da una parte di testo descrittivo, per
l'utente,
e da una serie di allegati (messaggio originale, dati di
certificazione,
ecc.) variabili a seconda della tipologia del messaggio.
>
> Il messaggio (composto dall'insieme delle parti descritte nelle
specifiche sezioni del presente allegato) è quindi inserito in una
struttura S/MIME v3 in formato CMS, firmata con la chiave privata
del gestore di posta certificata. Il certificato associato alla
chiave
usata per la firma deve essere incluso in tale struttura. Il
formato
S/MIME usato per la firma dei messaggi generati dal sistema è il
"multipart/signed"
(formato .p7s) così come descritto nella RFC 2633 §3.4.3.
>
> B) Il nostro sistema di posta elettronica certificata è l'unico che garantisce
Interoperabilità con tutti i sistemi internazionali.
> A nostro avviso è la Camera di Commercio di Trento che deve applicare il disposto
della nuova legge, che prevede un sistema alternativo di Posta
elettronica certificata.
>
> Cordiali Saluti
>
>
4) La risposta a GlobalTrust dopo che la CamCom di Trento ha accettato
di mandare avanti la pratica anche in assenza di PEC
> From: xyz Srl [mailto:x...@xyz.it]
> Sent: Wednesday, April 22, 2009 1:27 PM
> To: Globaltrust
> Subject: Re: [Fwd: R: Informazione su Pec xyz Srl]
>
> Buon Giorno a Lei
> Alla Buon ora, la Camera di commercio di Trento ha accettato la casella di posta in questione.
> Ho dovuto in aggiunta, firmare una dichiarazione che diceva le stesse cose che Lei ha
Gentilmente ha inviato quì di seguito.
> Ringraziandola per il servizio reso, le Auguro non trovare spesso l'Ottusità di molti
funzionari che a volte si incontrano sulla nostra strada.
> Saluti
> Giuseppe
--------- Fine Stralcio delle comunicazioni tra società xyz e camera di
commercio di Trento --------------------------
In pratica:
- da un indirizzo PEC puoi scrivere ad uno non PEC. Nell'oggetto del
messaggio e in altre parti del testo viene riportato che si tratta di
poest elettronica certificata, blah blah blah ...
- da un indirizzo non PEC puoi scrivere ad uno PEC ma il tuo messaggio
arriva nella casella di destinazione con diversi suffissi che lo
identificano come "Anomalia di messaggio" e con frasi del tipo "Tali
dati non sono stati certificati per il seguente errore: Il messaggio non
proviene da Posta Certificata.".
In pratica la casella PEC considera quanto sta arrivando dal resto del
mondo (che non ha la PEC !!!) letteralmente immondizia.
Mi pare si esageri un pò, non è vero?
Per la comunicazione tra cittadino e Pubblica Amministrazione il
messaggio PEC vale come ricevuta di ritorno valida ai fini probatori.
L'altro .... con un pò di buona volontà, anche.
Ricordo che ci sono delle denunce all'Unione Europea da parte
dell'associazione Cittadini di Internet proprio su questo tema.
Ecco il link:
https://www.cittadininternet.org/UserFiles/File/Proposte%20ed%20iniziative/Domanda%20congiunta%20infrazione%20UE.pdf
Un saluto
Alessandro
> Spero che siano d'aiuto.
Interessante per� non � chiaro il sistema usato da quella societ�: si tratta
di di un normale messaggio di posta elettronica firmato con un certificato
digitale ?
Max max
In questo caso si.
In realtà il certificato digitale è un elemento che dà maggior valore
alla mail, perchè ne garantisce l'integrità e l'autenticità.
Ma la legge in teoria DEVE dare anche ragione a chi, da una casella NON
PEC, scrive ad una casella PEC SENZA fare uso di certificato digitale in
quanto, sebbene il messaggio sarà ricevuto dal destinatario con
l'aggiunta di campi che definiscono la situazione di "ANOMALIA MESSAGGIO
...", il messaggio E' PERO' RICEVUTO!!! Quindi tale messaggio, pur
anomalo, costituisce una traccia informatica indelebile che DEVE essere
valida ai fini legali e probatori!
Ti suggerisco la lettura di questo interessante PDF fatto da
GlobalTrust, società che emette certificati digitali sia come uso
privato (firma e cifratura e-mail) e sia per essere utilizzati su
sistemi Web Server.
http://www.certifiedmail.it/pdf/BEST_PRATICE_POSTA%20ELETTRONICA_LEGISLATIVI.pdf
Ci sono molte spiegazioni sia tecniche che legali sul problema di cui
stiamo discutendo. Non è di difficile lettura, te lo assicuro.
Anzi, se puoi divulgarlo e magari diventare simpatizzante
dell'associazione Cittadini di Internet, puoi farlo in maniera
completamente gratuita quando vuoi.
Un saluto
Alessandro
In pratica:
- da un indirizzo PEC puoi scrivere ad uno non PEC. Nell'oggetto del
messaggio e in altre parti del testo viene riportato che si tratta di
poest elettronica certificata, blah blah blah ...
- da un indirizzo non PEC puoi scrivere ad uno PEC ma il tuo messaggio
arriva nella casella di destinazione con diversi suffissi che lo
identificano come "Anomalia di messaggio" e con frasi del tipo "Tali
dati non sono stati certificati per il seguente errore: Il messaggio non
proviene da Posta Certificata.".
In pratica la casella PEC considera quanto sta arrivando dal resto del
mondo (che non ha la PEC !!!) letteralmente immondizia.
Mi pare si esageri un p�, non � vero?
Per la comunicazione tra cittadino e Pubblica Amministrazione il
messaggio PEC vale come ricevuta di ritorno valida ai fini probatori.
L'altro .... con un p� di buona volont�, anche.
Ricordo che ci sono delle denunce all'Unione Europea da parte
dell'associazione Cittadini di Internet proprio su questo tema.
Ecco il link:
https://www.cittadininternet.org/UserFiles/File/Proposte%20ed%20iniziative/D
omanda%20congiunta%20infrazione%20UE.pdf
Un saluto
Alessandro
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secondo te quando avr� la pec potr� scrivere come privato cittadino con
essa, al di l� che sono commercialista o dovr� separare il fatto di usare la
pec come commercialista e come privato cittadino?