"ku68" <
ku1968NO...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:jq84mg$tu$1...@nnrp-beta.newsland.it...
Non ce n'è bisogno:
l'Agenzia si è ritrovata "subissata" di telefonate, al punto da indurre
Luigi Magistro, Direttore Centrale Accertamento dell'Agenzia, a ritornare
sulla questione, chiarendo motivazioni e finalità della missiva (...)
Notevole il passaggio in cui dice a proposito di chi assiste il
contribuente:
"Se vuole dare un chiarimento lo può fare. Ecco, magari sarebbe il caso che
non lo facessero tutti nel giorno immediatamente successivo al ricevimento
della lettera".
E già, prima mandano contemporaneamente migliaia di lettere basandosi sui
loro fantastici nuovi redditometri, poi però si lamentano che la gente, a
domanda, risponde all'unisono.
C'è gente che non conosce vergogna!
copio incollo articolo eutekne di oggi reperibile a questo link:
http://www.eutekne.info/Sezioni/Art_382596.aspx
Proprio come fatto nel stesso periodo del 2011, anche quest'anno l'Agenzia
delle Entrate ha provveduto a inviare delle lettere a diverse migliaia di
contribuenti, con le quali si segnalavano delle possibili incongruenze tra
il reddito dichiarato e le spese sostenute. Quest'anno, le lettere
riguardano il periodo di imposta 2010, dichiarato nel 2011 (si veda "Al via
la «campagna di primavera» del nuovo redditometro" di ieri).
Si tratta di lettere di carattere informativo, non certo di avvisi di
accertamento, eppure sono stati moltissimi i contribuenti (e i
professionisti che li assistono) che si sono affrettati a chiamare l'Agenzia
alla ricerca di chiarimenti sul da farsi. Nella sola giornata di ieri, l'Agenzia
si è ritrovata "subissata" di telefonate, al punto da indurre Luigi
Magistro, Direttore Centrale Accertamento dell'Agenzia, a ritornare sulla
questione, chiarendo motivazioni e finalità della missiva. Lo ha fatto
rilasciando un'intervista a Eutekne.info.
Direttore Magistro, quali sono le motivazioni che hanno indotto l'Agenzia ad
inviare queste lettere ai contribuenti?
"Sono motivazioni di carattere informativo. La lettera fa presente ai
destinatari che l'Agenzia ha, nelle sua banca dati, informazioni su spese
certe e quantificate sostenute nel 2010, e che queste spese eccedono in
maniera sensibile il reddito che risulta dalla dichiarazione. Una discrasia
che può trovare tante motivazioni legittime, perché si può aver sostenuto
quelle spese anche ricorrendo a mezzi che non fanno riferimento al reddito
annuale, come redditi precedenti, economie terze e quant'altro. In questo
caso, il contribuente deve sentirsi tranquillo e non toccato dalla missiva,
perché sa bene come ha fatto fronte a quelle spese. Attenzione, è il caso di
ricordare che parliamo sempre di redditi dichiarati microscopici e non di
dichiarazioni da centinaia di migliaia di euro di reddito imponibile, e di
scostamenti molto significativi, che in tanti casi hanno una spiegazione che
noi non conosciamo. Il contribuente la conosce e chi lo assiste meglio
ancora di lui, quindi potrà tranquillizzare il cliente sulla regolarità
della sua posizione. Questo non è sicuramente un accertamento".
Cosa dovrà fare, dunque, il contribuente che ha ricevuto la lettera o,
meglio ancora, il professionista che ne cura gli interessi?
"Se ritiene di avere tutti gli elementi che spiegano la sproporzione, gli
mettiamo a disposizione gli strumenti per farcelo presente. Chi assiste il
contribuente è in grado di capirlo immediatamente. Se vuole dare un
chiarimento lo può fare. Ecco, magari sarebbe il caso che non lo facessero
tutti nel giorno immediatamente successivo al ricevimento della lettera.
Ora, possono dedicarsi agli altri adempimenti previsti in questo periodo e,
in un secondo momento, potranno comunicarci quanto devono, tranquillizzando
però i contribuenti sulla regolarità della propria situazione".
Ma come si fa a fare la valutazione, se nella lettera non sono indicati gli
importi?
"Come ho detto, non parliamo di spese di qualche centinaio di euro, ma di
decine e centinaia di migliaia di euro e, in più, non sono spese sostenute
10 anni fa, ma del 2010. Se è stata acquistata una casa, una macchina o una
barca, il primo che lo sa è chi ha fatto quell'acquisto. Quindi, non c'è
bisogno di incrociare chissà quali dati, basta vedere la griglia degli
elementi in allegato alla lettera e ricordarsi quanto si è speso e
dichiarato".
Però, potrebbero esserci degli errori nella rendicontazione dell'importo.
"Possibile che, magari, nella digitazione dell'importo sia stato fatto un
errore, ma nel 99,9% dei casi l'Agenzia è in possesso degli stessi dati del
contribuente. Mi permetta, però, di dire che il punto non è questo. Se una
persona che compra una casa spende, ad esempio, 300mila euro (in una sola
volta, perché abbiamo considerato anche i disinvestimenti, esistenza di
mutui e quant'altro), e ne dichiara 20mila, non si dovrebbe certo soffermare
a pensare a quale dato abbia l'Agenzia. Che sia 300mila o 280mila, il
rilevante scostamento rispetto al reddito dichiarato c'è comunque".
Si può dire che la lettera ha lo scopo di indurre i contribuenti a mettersi
in regola, evitando così l'accertamento?
"Assolutamente sì, la lettera ha solo finalità preventive e quello che
stupisce è che un elemento di civiltà come questo, che negli altri Paesi
verrebbe apprezzato, in Italia genera dubbi e apprensione. Questo è uno
strumento di compliance. L'abbiamo già utilizzato lo scorso anno e abbiamo
avuto ottimi risultati anche i termini preventivi: siamo andati a vedere le
dichiarazioni dei destinatari di quelle lettere e buona parte ha
incrementato il reddito dichiarato. Quindi, dato che a breve ci saranno le
dichiarazioni per il 2011, è il caso che il contribuente pensi un po' meglio
a quello che dichiara, a maggior ragione se consideriamo che le spese del
2011 sono ancora più recenti e, di conseguenza, più facili da ricordare. Noi
non le abbiamo ancora tutte, ma fra poco le avremo, perché c'è anche lo
spesometro a disposizione dell'Agenzia".
Ma perché, allora, un documento che ha finalità "conciliative" genera
comunque apprensione? È possibile che sia avvertito come una sorta di
minaccia o è solo il frutto del clima di esasperazione fiscale che stiamo
vivendo?
"Vede, come per tutte le cose, dipende dall'ottica con cui la si guarda: chi
ha qualcosa da temere può averla letta come una minaccia e forse è anche
giusto che sia così. Chi non ha niente da nascondere non vedo come possa
averla percepita in questo modo. Forse c'è un approccio un po' troppo
apprensivo, quando arriva una comunicazione dell'Agenzia si è sempre un po'
sul chi va là. Dal nostro punto di vista, la lettera serve solo a informare.
Poi procederemo a fare le nostre selezioni, sempre più mirate. Certo, se ci
vengono dati elementi su questi scostamenti, è ancora meglio, così eviteremo
di perdere del tempo e farlo perdere ai contribuenti".
Il Direttore dell'Agenzia, Attilio Befera, ha annunciato che il nuovo
redditometro sarebbe arrivato prima delle dichiarazioni dei redditi. Può
confermare questi tempi?
"Non posso confermare. È uno strumento delicatissimo e stiamo facendo
ulteriori verifiche che verranno valutate proprio nei prossimi giorni. Il
vecchio redditometro dava una serie di problemi e vogliamo evitare che si
ripetano anche con il nuovo. Ad ogni modo, il redditometro è collegato all'anno
di imposta cui si applica, il primo redditometro è entrato in vigore nel
2009 e a quell'anno si riferirà, è uno strumento funzionale agli
accertamenti, quindi, da quel punto di vista, siamo ancora in tempo".