Poiché questi tipi di esercizi mentali (meditazione con mantra)
in America sono noti col termine "transcendental meditation",
per noi è opportuno "pubblicizzarlo" su Google (con spese irrisorie di
qualche centesimo al giorno) per mezzo di questa
parola chiave (keyword). Ovviamente dobbiamo specificare che il nostro
prodotto è alternativo a quello "di marca" ed ha un nome diverso.
Infatti il termine "transcendental meditation" è un marchio registrato
negli USA (ma non in altri paesi, per esempio Canada, GB... Nota 2).
Occorre precisare che in America usare e sfruttare il nome altrui non
è affatto un problema: la legge americana sui marchi è estremamente
permissiva e permette di usare termini registrati da altri sui propri
siti, negli annunci, nelle keyword, nei metatag nascosti, insomma,
dappertutto. L'*unica* cosa che non si può fare è dire che noi
vendiamo proprio *quel* prodotto con *quel* nome registrato. Basta
cambiare nome, e non ci sono problemi, anche se il prodotto è di fatto
identico!
Ciò è fuori discussione e non è questo il problema. Io
stesso nel 1985 vidi in California degli spot televisivi con Lionel
Ritchie che stappava una lattina di Coca Cola e diceva: "che schifo
questa robaccia di mm....!" per poi stappare una lattina di Pepsi Cola
e andare in estasi (nota 3). Tutto questo è correlato al Primo
Emendamento ecc. ecc.
Veniamo a noi: l'orgnanizzazione proprietaria del marchio
"transcendental meditation", per dirla papale papale, è una certa
setta (nota 4).
Ebbene, questa certa setta ci vuole denunciare perché noi usiamo quel
termine negli annunci su Google (e altri motori di ricerca) e
addirittura perché riportiamo questo termine sui nostri siti web! In
realtà le loro pretese sono totalmente infondate da un punto vista
legale (USA): cfr. Lanham Act, art.1125. Le loro minacce sono
totalmente illogiche e fondati sul fatto che noi vogliamo vendere il
nostro prodotto col loro nome (che non è vero) e altre argomentazioni
insensate (compreso che "Sua Santità" ha detto così e cosà, e lui è
la Verità personificata, v. nota 5).
Ma il problema vero è che loro hanno milioni di dollari (anche se, per
la verità, stanno andando lentamente alla rovina, visto la testa dura
che si ritrovano), mentre noi abbiamo... solo centinaia di euro!
Ebbene, tutti ci dicono (a partire dagli americani stessi) che ciò per
noi equivale a perdere la causa, anche se noi abbiamo ragione al 110%:
infatti, per la setta, è tutto molto semplice: a loro basta tirare la
causa per le lunghe, con motivi ridicoli (come stanno già facendo),
finché i nostri soldi finiscono. A quel punto noi perdiamo la causa
(anche se l'avremmo sicuramente vinta se avessimo potuto continuarla).
Ho chiesto consiglio su un newsgroup in lingua inglese:
http://groups.google.com/group/misc.legal/browse_frm/thread/9e8803e1ffa6ec66/a2dcd5107cf1d31f#a2dcd5107cf1d31f
e ci è stato consigliato, prima di prendere un avvocato americano (si
parte da $1000 solo per dirgli come stanno le cose), di chiedere che
cosa può fare un avvocato italiano (tenendo presente che il nostro
budget è bassissimo, poche centinaia di Euro) e puntando sul fatto
che, a livello internazionale, potrebbero esserci certi intoppi che in
qualche modo possono salvarci.
A questo punto, pensando alla giustizia italiana, mi sono tornate le
speranze! Forse c'è qualche cosa che ci può in qualche modo salvare,
compresi possibili e provvidenziali malfunzionamenti "all'italiana",
vizi di forma, o qualche trucco più o meno mafioso (a questo punto ci
va bene tutto :-) (infatti il campo etico e morale della giustizia
"vera", sul quale stravinceremmo, è già stato superato e
bypassato...).
La mia per ora è solo una richiesta di informazioni informale (se
qualcuno sa e vuole rispondermi), tanto per valutare se dobbiamo
abbandonare subito oppure possiamo continuare a sperare.
Per altre informazioni sul nostro caso (in inglese): v. nota 6.
Grazie per ogni suggerimento.
Fabrizio
http://www.natural-stress-relief.com
http://www.antistress.usa.gl
Nota 1: dico "guadagno" per capirci,
ma essendo un'associazione, non abbiamo redditi, e a fine anno
le spese devono bilanciare le entrate complessive.
Nota 2. Per la verità è inspiegabile come hanno fatto a registrare il
termine generico "transcendental meditation" come trademark (R)! I
termini generici non si possono accettare come trademark. In GB infatti
non è stato accettato
Nota 3. O forse era il contrario: la Pepsi faceva schifo e la Coca Cola
era buona? Non ricordo, ma poco importa, il fatto in sé è chiaro...
Nota 4. (per la verità io stesso ho negato per anni che potesse essere
definita una "setta", ma ora mi sono pienamente convinto!).
Nota 5. (il bello è che nemmeno questo è vero: "Sua Santità" ha
dichiarato, il 14 Maggio 2003, di tollerare ed apprezzare che tecniche
simili vengano insegnate!
http://www.network54.com/Forum/message?forumid=254541&messageid=1127298052
)
Nota 6.
1) Our offer of a mantra meditation technique that has shown to achieve
the same results as TM:
http://www.natural-stress-relief.com/stress/mantra-meditation.htm
2) About the first letter by a TMO attorney, aimed to stop us:
http://www.network54.com/Forum/thread?forumid=254541&messageid=1125685102
3) Second letter by the same TMO attorney, aimed to stop us:
http://www.network54.com/Forum/thread?forumid=254541&messageid=1127243334
4) My questions on a law discussion newsgroup:
http://groups.google.com/group/misc.legal/browse_frm/thread/9e8803e1ffa6ec66/a2dcd5107cf1d31f#a2dcd5107cf1d31f
Then, you may want to read also:
5) Our comment about the cost of TM and "recertification" of TM
teachers: http://www.natural-stress-relief.com/stress/faq.htm#tmi
6) ClickBank.com rules, according to which, we are not able to control
affiliates or even know who they are. This is response to one of the
several baseless accusations of the TMO against us, that is, that we
tried to "mask" our technique as TM. Probably, this was due to past ads
by ClickBank affiliates, who misunderstood our service. However, all
affiliates were stopped on September 2th.
http://www.clickbank.com/faq/affiliate.html
> Poiché questi tipi di esercizi mentali (meditazione con mantra)
> in America sono noti col termine "transcendental meditation",
> per noi è opportuno "pubblicizzarlo" su Google (con spese irrisorie di
> qualche centesimo al giorno) per mezzo di questa
> parola chiave (keyword). Ovviamente dobbiamo specificare che il nostro
> prodotto è alternativo a quello "di marca" ed ha un nome diverso.
> Infatti il termine "transcendental meditation" è un marchio registrato
> negli USA (ma non in altri paesi, per esempio Canada, GB... Nota 2).
E' sicuro o è la solita TM, R o C buttata sul loro logo a casaccio?
> Occorre precisare che in America usare e sfruttare il nome altrui non
> è affatto un problema: la legge americana sui marchi è estremamente
> permissiva e permette di usare termini registrati da altri sui propri
> siti, negli annunci, nelle keyword, nei metatag nascosti, insomma,
> dappertutto. L'*unica* cosa che non si può fare è dire che noi
> vendiamo proprio *quel* prodotto con *quel* nome registrato. Basta
> cambiare nome, e non ci sono problemi, anche se il prodotto è di fatto
> identico!
Sì e no.
Se dici che la Pepsi fa schifo dentro uno spot Coca-Cola è ok.
Se invece utilizzi un marchio molto simile a Pepsi, chessò, Pespi, ci
sono delle normative un pochino più leganti. Microsoft sta facendo causa
in molti paesi (alcuni persi, alcuni vinti, altri in stallo) ad un
software chiamato Lindows. Windows, secondo una corte giudiziaria, credo
proprio in America, è un nome troppo "debole", dato che è letteralmente
"finestre".
Ancora più debole è transcendental meditation.
Puoi vedere:
http://punto-informatico.it/p.asp?i=48402
http://punto-informatico.it/p.asp?i=48334
http://punto-informatico.it/p.asp?i=47791
> Ebbene, questa certa setta ci vuole denunciare perché noi usiamo quel
> termine negli annunci su Google (e altri motori di ricerca) e
> addirittura perché riportiamo questo termine sui nostri siti web! In
> realtà le loro pretese sono totalmente infondate da un punto vista
> legale (USA): cfr. Lanham Act, art.1125. Le loro minacce sono
> totalmente illogiche e fondati sul fatto che noi vogliamo vendere il
> nostro prodotto col loro nome (che non è vero) e altre argomentazioni
> insensate (compreso che "Sua Santità" ha detto così e cosà, e lui è
> la Verità personificata, v. nota 5).
Le keyword, soprattutto nel programma Adsense, sono molto aleatorie.
Se Google non ha cambiato policy dall'ultima volta che l'ho utilizzato,
ti "banna" (su richiesta) se utilizzi nomi propri di aziende concorrenti.
http://www.google.it/tm_complaint.html
Su Google, con un piccolo esperimento, ho trovato che usi come parole
sia "transcendental" CHE "meditation". Se in Adsense li dividevi (ovvero
faceva uscire il tuo spot anche solo per chi cerca solamente
"transcendental" O "meditation") forse non si sarebbero accorti e
avresti avuto più visite. A prescindere dal fatto che il loro nome è
debole, possono appigliarsi al fatto che abbiate davvero tentato di
associare il loro prodotto al vostro (e francamente, senza offesa,
entrambi prodotti pari a quelli di Wanna Marchi, ma è solo una mia
opinione!)
> Ma il problema vero è che loro hanno milioni di dollari (anche se, per
> la verità, stanno andando lentamente alla rovina, visto la testa dura
> che si ritrovano), mentre noi abbiamo... solo centinaia di euro!
> Ebbene, tutti ci dicono (a partire dagli americani stessi) che ciò per
> noi equivale a perdere la causa, anche se noi abbiamo ragione al 110%:
> infatti, per la setta, è tutto molto semplice: a loro basta tirare la
> causa per le lunghe, con motivi ridicoli (come stanno già facendo),
> finché i nostri soldi finiscono. A quel punto noi perdiamo la causa
> (anche se l'avremmo sicuramente vinta se avessimo potuto continuarla).
Possibilissimo, e ahimè, anche con motivi infondati, possono comunque
procedere utilizzando la giustizia come arma. Che vincano o perdano non
importa: a loro interessa rivoltarvi "contro" la macchina burocratica.
> A questo punto, pensando alla giustizia italiana, mi sono tornate le
> speranze! Forse c'è qualche cosa che ci può in qualche modo salvare,
> compresi possibili e provvidenziali malfunzionamenti "all'italiana",
> vizi di forma, o qualche trucco più o meno mafioso (a questo punto ci
> va bene tutto :-) (infatti il campo etico e morale della giustizia
> "vera", sul quale stravinceremmo, è già stato superato e
> bypassato...).
Farvi scrivere una missiva da un avvocato può essere utile o inutile.
I trucchi all'italiana non funzionano: vizi di forma vari non hanno
nessun peso, dato che la causa è stata (o sarà, mi auguro di no)
imbastatita negli Stati Uniti.
> La mia per ora è solo una richiesta di informazioni informale (se
> qualcuno sa e vuole rispondermi), tanto per valutare se dobbiamo
> abbandonare subito oppure possiamo continuare a sperare.
Abbandonare che cosa?
Dipende se loro vogliono farlo, non voi.
Loro cosa vi hanno chiesto? Di togliere le pubblicità o cosa?
Ciao
Blu
PS. Non sono un legale, sono solo un giornalista che tratta alcune cause
di diritto "telematico".
E' una vera R, registrata negli Stati Uniti, e solo lì.
Negli altri paesi (per esempio GB) non ci sono riusciti.
> Se dici che la Pepsi fa schifo dentro uno spot Coca-Cola è ok.
> Se invece utilizzi un marchio molto simile a Pepsi, chessò, Pespi, ci
> sono delle normative un pochino più leganti. Microsoft sta facendo causa
> in molti paesi (alcuni persi, alcuni vinti, altri in stallo) ad un
> software chiamato Lindows.
Nel nostro sito diciamo: comprate la nostra Natural Stress Relief
technique per $25, ha gli stessi effetti della Transcendental
Meditation (R) che costa $2500. E questo negli USA è permesso.
L'unico problema (che per la verità per la legge non è un problema,
ma
loro vogliono farlo diventare per forza) è che le tecniche di mantra
meditation (come sono queste) sono conosciute dalla gente semplicemente
come "Transcendental meditation". Qualsiasi altra combinazione (anche
transcendental o meditation separate) non sono attinenti ("relevant"),
e gli automatismi sofisticatissimi di Google fan sì che gli annunci in
pratica risultano costosi e inutili.
Ebben, ci contestano: perché usate proprio il termine "transcendental
meditation", che è registrato? Risposta: lo usiamo perché la legge
USA
lo permette e non dobbiamo rendere conto a nessuno. Il nostro è un
classico esempio di "comparison advertising", in cui la famosa Coca
Cola noi diciamo che fa schifo, mentre la poco conosciuta Pepsi Cola
(sempre secondo noi) è meravigliosa (ovviamente è solo un paragone).
Questo, per legge, siamo liberi di dirlo, che sia vero o no
(sicuramente è vero che la ns tecnica costa il 99% in meno, cioè $25
invece di $2500...).
Ma loro, essendo una setta, questo non arrivano a capirlo, perché
credono di avere il monopolio della Verità. Se poi aggiungi il fatto
che hanno registrato il marchio, addio! Non li tiene più nessuno.
Ma il guaio vero (l'unico, ripeto) è che hanno milioni di dollari da
scaraventarci addosso per seppellirci. Tutto qui.
In pratica, secondo loro, tutti gli americani che dicono "Coca Cola"
dovrebbero essere in galera.
>(e francamente, senza offesa,
>entrambi prodotti pari a quelli di Wanna Marchi, ma è solo una mia
>opinione!)
Fai il furbo perché sai che non abbiamo i soldi per querelarti...
> Loro cosa vi hanno chiesto? Di togliere le pubblicità o cosa?
Ci hanno chiesto di togliere la pubblicità e di togliere ogni
riferimento alla T.Meditation sui nostri siti! Per il resto possiamo
continuare la attività...
Nel solito paragone, immaginando che la nostra Pepsi Cola sia
praticamente sconosciuta, e non si possa nominare assolutamente
la Coca Cola, dovremmo fare annunci del tipo: "volete un'alternativa
a quella bevanda nera che è famosa ma che non possiamo nominare?"
E lì la gente può pensare che sia il caffè, o il chinotto, o l'amaro
Montenegro, o il Punt e Mes, o la birra nera, o chissà che altro...
Paradossalmente però (ed ecco la prova finale della loro follia)
ci hanno chiesto di scrivere sopra il prodotto, per 24 mesi a partire
da oggi: "Questa non è Coca Cola, non potete in alcun modo
pensare che sia Coca Cola, ma chi ve l'ha messo in testa che sia
Coca Cola, ecc."... (nominata 20 volte in meno di 10 righe...)
Questo ovviamente è un aspetto che dovremo sfruttare per una
possibile controffensiva (potrebbe essere un loro autogol...).
Comunque, resta il problema di fondo: possiamo permetterci di
andare in causa? Con poche centinaia di Euro, e senza recarci
fisicamente in America? (Pur dando per scontato che abbiamo ragione)
> PS. Non sono un legale, sono solo un giornalista che tratta alcune cause
> di diritto "telematico".
Caspita: allora prendo la palla al balzo: potresti fare un articolo su
questa faccenda :-)
http://www.network54.com/Forum/thread?forumid=254541&messageid=1127243334
http://www.natural-stress-relief.com/stress/mantra-meditation.htm
Sito italiano:
http://www.antistress.usa.gl/antistress/forum2.htm
(in Italia non c'è bisogno di ricorrere al nome T.Meditation, che anzi
è controproducente!
E per noi è facile, con un po' di Search Engine Optimization, essere
in testa ai risultati
per parole chiave clamorose come "rilassamento", "antistress",
"nervosismo", ecc)
Saluti,
Fabrizio
Scientia
On 21 Sep 2005 09:46:22 -0700, scie...@ipotesi.net wrote:
>E' una vera R, registrata negli Stati Uniti, e solo lì.
E questo x voi è un problema, perchè rafforza la loro posizione.
>Ebben, ci contestano: perché usate proprio il termine "transcendental
>meditation", che è registrato? Risposta: lo usiamo perché la legge
>USA
>lo permette e non dobbiamo rendere conto a nessuno.
Su questo punto non è molto d'accordo. Purtroppo
'Ogni persona che [...] usa qualsiasi parola, termine, nome, simbolo o
altro mezzo [...] che: può probabilmente creare confusione, o errori,
o far credere una relazione, connessione o associazione della persona
stessa ad un'altra persona... ecc.' viene punita.
Tradotto in parole povere: se TM è un marchio registrato di proprietà
di A, e voi provate a vendere lo stesso prodotto, con lo stesso nome,
siete in torto. L'idea è che il consumatore potrebbe credere di
comprare il prodotto TM di A, ma invece sta comprando il prodotto TM
vostro. Come se io domani cominciassi a costruire telefonini e li
vendessi con il nome Nokia, spiegando che però non sono la Nokia
finlandese.
>Il nostro è un
>classico esempio di "comparison advertising", in cui la famosa Coca
>Cola noi diciamo che fa schifo, mentre la poco conosciuta Pepsi Cola
>(sempre secondo noi) è meravigliosa (ovviamente è solo un paragone).
>Questo, per legge, siamo liberi di dirlo, che sia vero o no
Su questo punto, invece, non è per niente d'accordo, e il paragone non
reggerebbe: non si tratta di pubblicità comparativa perchè tu stai
usando lo stesso marchio loro. Non è Coca contro Pepsi ma TM contro
TM; nel primo caso è chiarissimo (per il consumatore, dal punto di
vista del Lanham Act, che io ho tradotto malissimo all'inizio) che si
tratta di due prodotti diversi; anzi, il messaggio Pepsi vuole
evidenziare proprio la differenza rispetto alla Coca.
>Se poi aggiungi il fatto
>che hanno registrato il marchio, addio! Non li tiene più nessuno.
Purtroppo, il fatto che TM sia un marchio registrato rafforza la loro
posizione; che poi non sia giusto consentire la registrazione di un
simile marchio, è un altro discorso.
>Ma il guaio vero (l'unico, ripeto) è che hanno milioni di dollari da
>scaraventarci addosso per seppellirci. Tutto qui.
Vero.
>In pratica, secondo loro, tutti gli americani che dicono "Coca Cola"
>dovrebbero essere in galera.
No. Ma se io vendessi un'altra bibita con il nome Coca Cola, mi
farebbero a pezzi.
>Ci hanno chiesto di togliere la pubblicità e di togliere ogni
>riferimento alla T.Meditation sui nostri siti! Per il resto possiamo
>continuare la attività...
Secondo lui, secondo il Lanham Act, voi dovreste adottare tutte le
misure affinchè i consumatori non abbiano 'confusion', siano indotti
in errore, o possano 'deceive' (percepire) una qualche relazione tra
la vostra setta e l'altra.
>Paradossalmente però (ed ecco la prova finale della loro follia)
>ci hanno chiesto di scrivere sopra il prodotto, per 24 mesi a partire
>da oggi: "Questa non è Coca Cola, non potete in alcun modo
>pensare che sia Coca Cola, ma chi ve l'ha messo in testa che sia
>Coca Cola, ecc."... (nominata 20 volte in meno di 10 righe...)
Il senso del Lanham Act è questo: il consumatore deve avere chiarezza
assoluta che si tratta di prodotti diversi; che poi voi *dobbiate*
scrivere 20 volte in 10 righe quello che dicono loro, è tutto da
dimostrare. Secondo lui, dovete solo fare *sufficiente* chiarezza che
si tratta di prodotti diversi.
>Questo ovviamente è un aspetto che dovremo sfruttare per una
>possibile controffensiva (potrebbe essere un loro autogol...).
Questo punto non è chiaro neanche a me.
>Comunque, resta il problema di fondo: possiamo permetterci di
>andare in causa? Con poche centinaia di Euro
Sembra di no.
>e senza recarci
>fisicamente in America?
Sicuramente sì.
>(Pur dando per scontato che abbiamo ragione)
Secondo lui, non è così scontato. Soluzioni:
a) rinunciare, accettare le condizioni dell'altra setta; costo zero
b) trovare un accordo con l'altra setta a condizioni diverse da quelle
proposte dalla setta; costo tra zero e poche migliaia di dollari (se
fate da soli o con un avvocato USA, ma da soli è più difficile far
scendere l'altra setta a miti consigli)
c) fregarvene, ma secondo lui la causa è sicura; a quel punto, o vi
fate difendere da un avvocato USA a costi più alti di b), oppure
rischiate una condanna a risarcire danni per importi ancora più alti,
forse anche stratosferici.
In bocca al lupo.
Vittorio
> Sì e no.
> Se dici che la Pepsi fa schifo dentro uno spot Coca-Cola è ok.
> Se invece utilizzi un marchio molto simile a Pepsi, chessò, Pespi, ci
> sono delle normative un pochino più leganti. Microsoft sta facendo causa
> in molti paesi (alcuni persi, alcuni vinti, altri in stallo) ad un
> software chiamato Lindows. Windows, secondo una corte giudiziaria, credo
> proprio in America, è un nome troppo "debole", dato che è letteralmente
> "finestre".
Anche un nome simile puo' dare problemi. In Canada la Microsoft ha
fatto causa a un tipo chiamato Mike Rowe che aveva creato un sito
chiamato www.mikerowesoft.com.
Allo stesso modo se tu inventassi una bibita chiamata "Kiet Doke"
probabilmente la Coca Cola ti farebbe causa.
> Ancora più debole è transcendental meditation.
E se la chiamasse "transcendental mediCation"? 8-)
Bruno
Grazie per l'aiuto.
Prima di commentare la tua risposta, vorrei ribadire
quanto segue: noi non sappiamo *nulla* della possibile
procedura (anche se crediamo di avere ragione nel
merito della questione). Cioè non sappiamo *nulla* di
quello che può succedere e che cosa dobbiamo fare,
come, dove e quando.
(Questo *nulla* purtroppo va inteso nel senso
rigoroso del termine...)
Indipendentemente dal fatto che abbiamo ragione o
torto (mettiamola così...), ammettiamo che verremo
denunciati.
Ebbene, che cosa ci succederà, come, quando, dove?
Come verremo denunciati e informati?
Per posta, per corriere, via fax, via Internet, per
telefono, con piccione viaggiatore, per telepatia,
tramite Carabinieri, Esercito, Aviazione, US army
o Marines?
E poi che cosa dovremo fare, e quanto ci dobbiamo
aspettare di spendere?
(Quest'ultima è una stima difficilissima, perciò
ti ringrazio per la risposta approssimativa che
hai dato...).
Voglio anche precisare, se non era sufficientemente
chiaro nel mio primo intervento, che la nostra tecnica
(pur provenendo dalla stessa antica tradizione yoga)
ha un nome dichiaratamente diverso:
"Natural Stress Relief technique"
invece dell'altisonante
"Transcendental Meditation" (R)
(termine famosissimo in America, generalmente accolto
favorevolmente, e a cui viene attribuita perfino
una dignità scientifica, mentre in Italia la cosa è
totalmente diversa: il termine è poco conosciuto
e visto generalmente con sospetto, per vari motivi,
al punto che risulta controproducente; inoltre qui
risulta risibile pensarlo dotato di una dignità
scientifica come potrebbe essere, per esempio, il
termine Elettro-Encefalo-Grafia, per dire...).
Anche per questo motivo molte delle loro richieste
risultano a dir poco ottuse e insensate, del tipo
"vi ingiungiamo di non chiamare la vostra tecnica
Transcendental Meditation!". E' come se io ti
vietassi di chiamarti Giuseppe Garibaldi!
Inutile rispondere che nessuno ha mai preteso di
chiamarsi Giuseppe Garibaldi... Non lo capiscono.
Questo equivoco, sebbene ridicolo, ha strascichi
infiniti e impensabili (che riguardano p.es. gli
affiliati del Credit Card processor ClickBank.com
e vari altri aspetti ecc. ecc., non approfondiamo).
Forse ci scambiano con http://www.tm-meditation.co.uk ,
che in Gran Bretagna usano volontariamente lo stesso
nome! Fatto sta che in GB il termine "transcendental
meditation" non è stato accettato come "Trade Mark"
perché (giustamente) troppo generico (nota: in inglese
Trademark si scrive staccato, mentre in americano
si scrive attaccato).
Il problema semmai è un altro: e cioè che noi usiamo
volontariamente e dichiaratamente la keyword
"Transcendental Meditation" nei nostri annunci su
Google Adwords e su Overture/Yahoo. Lo facciamo
perché il Lanham Act ce lo permette, anche se loro
dicono di no.
Overture ci ha sospeso (su loro reclamo scritto)
la keyword e gli annunci per qualche giorno, poi
li ha rimessi in funzione.
Attualmente il titolo è:
"Compare us to Transcendental Meditation".
Google ha sospeso una parte minima dei ns annunci
e li ha ripristinati dopo poche ore.
L'annuncio migliore (dopo lunghissima sperimentazione)
per ora è:
"Transcendental Meditation at $2500? Forget it.
New, alternative, tested home-course at $25"
Un annuncio così brutale può sembrare un pugno
nello stomaco qui in Italia, ma sono normalissimi
e legalissimi in America: si chiama "comparison
advertising"... ma loro sostengono che sono
vietati (non mi è chiaro se la loro sede
sia veramente nello Iowa o non piuttosto nella
Corea del Nord o nell'Afghanistan pre-2001).
Nota: inoltre noi citiamo abbondantemente la
T.Meditation sul nostro sito per fare confronti.
Obiezione: e perché fate tutto ciò?
Per due motivi:
1) Perché è permesso per legge, fintantoché non
si crea confusione sul *nome* dei prodotti, e
infatti noi non la creiamo (nonostante quello
che dicono loro).
2) Perché il termine "Transcendental Meditation"
è usato genericamente (e infatti è generico) per
indicare un tipo di tecnica di rilassamento
chiamata "Mantra Meditation".
Sarebbe come se la Pepsi Cola fosse sconosciuta
e tutti conoscessero solo la Coca Cola, ed essa
costasse $2500 a lattina (per dire).
Come facciamo noi a dire che abbiamo un'alternativa
valida che cosa solo $25 a lattina, senza nominare
la Coca Cola?! Dovremmo dire: sapete, quel liquido
nero bla bla (tutto con le poche parole concesse
da Google AdWords o Overture): la gente potrebbe
capire che parliamo di caffé, o di chinotto, o
di birra nera, o di amaro Montenegro, ecc.
Per questo la legge americana permette di citare
espressamente il nome "Coca Cola" e perfino di
dire che fa schifo in confronto alla nostra
bibita... Se è vero o no, lo decide il mercato,
cioè l'insieme dei consumatori.
>Soluzioni:
Grazie per il chiaro quadro riassuntivo
>a) rinunciare, accettare le condizioni dell'altra
> setta; costo zero
>b) trovare un accordo con l'altra setta a
Non ho ben capito il termine "altra" setta.
Di setta ce n'è una sola, e non per i motivi
convenzionali, ma per evidente ottusità
>condizioni diverse da quelle
>proposte dalla setta; costo tra zero e poche
>migliaia di dollari (se fate da soli o con un
>avvocato USA, ma da soli è più difficile
Ma da soli si può?? Anche in America?!
>far scendere l'altra setta a miti consigli
>c) fregarvene, ma secondo lui la causa è sicura;
Questo non è detto: alcuni in America ci hanno detto
che è vero che rischiamo una causa da migliaia e
migliaia di dollari, ma c'è anche un'alta probabilità
che essi stiano solo bleffando e cercando di
spaventarci.
>a quel punto, o vi
>fate difendere da un avvocato USA a costi più alti di
> b), oppure rischiate una condanna a risarcire danni
>per importi ancora più alti, forse anche stratosferici.
Ma sul malfunzionamento delle cose italiane e/o su vizi
di forma (che in Italia capitano su tutto, mafiosi e
terroristi compresi) non possiamo sperare? :-)
Grazie comunque per i chiarimenti.
Infine mi sia permesso di far notare dei motivi più
"morali", che per me sono degni di nota (v. P.S.)
Grazie di nuovo,
Fabrizio Coppola
Istituto Scientia
P.S.
- Loro per anni riescono ad imporsi sul mercato USA
grazie ai loro prezzi ragionevoli ($200, ma per un
corso con un vero insegnante presente);
- Per un miracolo inspiegabile riescono a registrare
come "Service Mark" il termine generico "Transcendental
Meditation" (solo negli USA, però). E va beh, per
quanto io lo giudichi un piccolo abuso, tuttavia lo
considero come una cosa che non fa male;
- All'improvviso iniziano ad aumentare i prezzi,
ogni anno almeno raddoppiandoli: da $200 a $500;
$1000; ed infine $2500! Va bene, vi volete suicidare,
fate pure.
- Un'infinità di persone vicine all'organizzazione
si distinguono nettamente da essa; caso più clamoroso:
il famoso dott. Chopra, medico. Pur essendo famoso,
però, la sua "primordial sound" meditation, pur
essendo praticamente uguale alla TM (e a sua volta
registrata), rimane sconosciuta, a causa dell'uso
che la gente comune fa del nome "Transcendental
Meditation" (credendolo generico, come di fatto è),
non pensando che "primordial sound" si riferisca
a quello (è come il discorso della Pepsi Cola che
nessuno sa che sia come la Coca Cola e pensano che
sia caffé o birra nera).
- Ogni qual volta uno (compreso Chopra, che però
è potente) nomina (legittimamente) la T.Meditation,
loro reagiscono violentemente con aggressioni e
pretese che vanno enormemente al di là di ciò che
è previsto per legge.
- Il loro Santone Supremo, His Holiness Maharishi
Mahesh Yogi, il 14 Maggio 2003 ha dichiarato
pubblicamente che Lui è contento se altri insegnano
la stessa tecnica (con nome diverso o perfino con
nome uguale!) a poco prezzo, perché comunque fanno
del bene.
- Visto che letteralmente *nessuno* intende pagare
$2500 per questa tecnica, allora, qual è lo scopo
dei leader di questa organizzazione?!
Rebus incomprensibile.
- Perché monopolizzare un certo prodotto, in modo
che non lo utilizzi più nessuno? Se state andando
lentamente verso l'inevitabile fallimento (anche
se avete ancora una discreta forza economica,
cmq la decima parte di 10 anni fa), che senso
ha bloccare gli altri, solo per dispetto?
E per giunta contro legge, ma agendo in termini
formalmente legali. E il dispetto verso chi è?
Verso chi guadagna $20 al giorno, o piuttosto
verso coloro che cercano questa tecnica e non
possono permettersi di pagarla $2500?
- Potrei
portare decine di testimonianze di persone
felici di aver trovato la nostra tecnica:
http://www.natural-stress-relief.com/stress/faq.htm#testimonials
http://www.network54.com/Forum/254541
Non solo: abbiamo il merito di essere riusciti
ad insegnare, per la prima volta in 5000 anni,
un tipo efficace di "mantra meditation" senza
la presenza di un insegnante o yogi o guru!
(E' vero che per 4980 anni non ci sono stati CD o
Internet, ma adesso siamo tutti nel 2005 d.C.,
anche loro, o no?)
- Questo dilemma sul loro comportamento e i
loro comportamento auto-distruttivo + distruttivo
per tutti, è un vero rompicapo: e tutto per
non ammettere che hanno fatto una emerita
cazzata ad aumentare il prezzo senza motivo
da $200 a $2500 (contando l'inflazione, dovrebbe
essere al massimo sui $300).
Scusate se ho voluto esprimere questo dilemma...
> E' una vera R, registrata negli Stati Uniti, e solo lì.
> Negli altri paesi (per esempio GB) non ci sono riusciti.
Internet non ha confini.
Ergo se il tuo programma Adsense infrange una registrazione di copyright
anche in un solo stato, possono sempre e comunque reclamare il fatto che
stai infrangendo una legge statunitense perchè tale danno viene
visualizzato *anche* negli Stati Uniti.
> Ebben, ci contestano: perché usate proprio il termine "transcendental
> meditation", che è registrato? Risposta: lo usiamo perché la legge
> USA
> lo permette e non dobbiamo rendere conto a nessuno. Il nostro è un
> classico esempio di "comparison advertising", in cui la famosa Coca
> Cola noi diciamo che fa schifo, mentre la poco conosciuta Pepsi Cola
> (sempre secondo noi) è meravigliosa (ovviamente è solo un paragone).
> Questo, per legge, siamo liberi di dirlo, che sia vero o no
> (sicuramente è vero che la ns tecnica costa il 99% in meno, cioè $25
> invece di $2500...).
No, non ci siamo. Un conto è la comparison advertising, un conto è
sfruttare un nome o un marchio registrato per farsi pubblicità a scrocco.
E da quel poco che ho potuto constatare, NON state facendo una
comparison chiara.
Io nel mio spot posso dire che il mio prodotto è più buono di un altro,
costa meno o è più bello, citando nomi e cognomi della concorrenza. Ma
se sfrutto la popolarità di un mio competitor per portarmi a casa
clienti, "spacciandomi" per altri marchi o facendo sì che ci sia
confusione tra i marchi stessi, faccio una azione illegale.
Guarda solo il caso di 892892. I castori platinati vestiti di rosso
facevano pensare a Telecom Italia. Adesso lo spot è stato modificato
perchè deve essere chiaro che il servizio è offerto da un'altra società.
> Fai il furbo perché sai che non abbiamo i soldi per querelarti...
Scusa? Mi stai dicendo che potrei essere querelato da voi perchè esprimo
pubblicamente che i prodotti da voi commercializzati sono una sòla?
Perchè sono convinto che tutti (ma dico tutti!, anche non vostri)
prodotti per lo stress a base di musicassette e guide siano
potenzialmente pericolosi per chi ha davvero gravi problemi di stress?
Non posso dire o pensare che sfruttate il vero e grave malessere di
alcune persone per arricchirvi con soluzioni non provate
scientificamente (e non farmi vedere quella pagina del sedicente
Istituto Scientia, non offendere la mia e tua intelligenza, perchè è
come far certificare che al contadino che il suo formaggio è buono)?
Querelate tutti come Scientology?
> Nel solito paragone, immaginando che la nostra Pepsi Cola sia
> praticamente sconosciuta, e non si possa nominare assolutamente
> la Coca Cola, dovremmo fare annunci del tipo: "volete un'alternativa
> a quella bevanda nera che è famosa ma che non possiamo nominare?"
> E lì la gente può pensare che sia il caffè, o il chinotto, o l'amaro
> Montenegro, o il Punt e Mes, o la birra nera, o chissà che altro...
Vedi sopra, al momento non state facendo comparazione, attualmente state
creando solo confusione fra un marchio registrato (debole o forte che
sia) e il vostro prodotto.
Eppoi, scusa: anche se fosse che è solo comparazione, e che è tutto
legale... Ma dovete proprio farlo?
E' troppo difficile per voi pubblicizzarvi senza ricorrere alla
comparazione? Davvero non riuscite a non sfruttare, neanche minimamente,
la popolarità del vostro "concorrente"? Mostrate che il prodotto è
bello, fico ed economico: se avete ragione il mercato vi premierà.
> Comunque, resta il problema di fondo: possiamo permetterci di
> andare in causa? Con poche centinaia di Euro, e senza recarci
> fisicamente in America? (Pur dando per scontato che abbiamo ragione)
Dipende dal vostro portafoglio.
Che abbiano ragione o meno, una causa negli Stati Uniti vi costerà in
termini economici e di tempo un prezzo pazzesco: vedete voi se è il caso
di proseguire o meno.
> Caspita: allora prendo la palla al balzo: potresti fare un articolo su
> questa faccenda :-)
Non ci penso nemmeno.
Ciao
Blu
Anche se fosse vero quello che dici, farsi
pubblicità "a scrocco" secondo la legge federale USA è
perfettamente legale (fintantoché non si crea confusione
evidente riguardo al nome o alla sorgente dei due prodotti).
Lanham Act, 15, 1125.
Questo infatti è funzionale alla creazione di prodotti e
servizi sempre migliori al minor costo possibile.
Però poche persone lo capiscono al di fuori degli USA
(v. avvociati e giudici francesi, per esempio).
Perfino negli USA direi che lo capiscono solo il 90% degli
avvocati (ma l'importante è che lo capiscono il 100% dei giudici).
L'art. 1125 pone 5 condizioni, che devono essere tutte
soddisfatte affinché il possessore del Marchio registrato
possa legittimamente agire (e comunque, inizialmente,
gli viene consentita solo una lettera di avviso, e qualora
poi faccia causa, generalmente può ottenere benefici
solo *successivi* alla sentenza finale; solo in casi estremi
può richiedere un risarcimento per il passato).
Le prime 2 condizioni condizioni sono ovvie:
- Il marchio dev'essere registrato a livello federale (R).
- L'accusato deve aver nominato o utilizzato in qualche
modo il marchio registrato.
(Gli avvocati della Maharishi Foundation vogliono farci
credere che queste due condizioni sono già sufficienti a
renderci colpevoli. Se così fosse, tutti gli americani
che nominano la "Coca Cola" sabbero colpevoli).
Le altre 3 condizioni, quelle più interessanti, che devono
essere tutte e tre soddisfatte affinché si possa parlare
di violazione, sono:
- L'uso del Marchio dev'essere avvenuto in ambito commerciale.
- L'uso del Marchio per giunta dev'essere avvenuto in connessione
con la vendita o l'offerta di vendita di un prodotto.
- L'uso del Marchio è finalizzato a causare confusione nel
consumatore, riguardo all'origine e al nome del prodotto o
del servizio; in altre parole, io vendo la mia Pepsi Cola
spacciandola proprio per Coca Cola, e non semplicemente
paragonandola alla Coca Cola.
Paradossalmente, più si insulta l'avversario, più si è conformi
alla legge americana (in cui i reati di calunnia o simili praticamente
non esistono o quasi, per rispetto al Primo Emendamento).
Infatti, insultando l'altro, si crea ulteriore distinzione tra i 2
prodotti.
In definitiva, non abbiamo nessun problema sulla
comprensione della legge in questione e sul fatto che
la Maharishi Foundation abbia torto, ma i due nostri
(gravi) problemi è che non sappiamo nulla della *procedura*
e comunque non abbiamo la forza economica necessaria
per resistere qualora la Maharishi F. voglia tirare la cosa
per le lunghe, disponendo di molti soldi, cioè di cosiddetto
"litigation money": ciò ci farebbe "run out of money",
cioè andare in rosso ben presto, e quindi abbandonare,
indipendentemente dalla ragione o dal torto sul merito.
> > Fai il furbo perché sai che non abbiamo i soldi per querelarti...
> Scusa? Mi stai dicendo che potrei essere querelato da voi perchè
> esprimo pubblicamente che i prodotti da voi commercializzati sono
> una sòla?
La mia era chiaramente una battuta, in risposta alla tua battuta
in cui paragonavi il nostro prodotto a Vanna Marchi.
Quella su Vanna Marchi non poteva non essere una battuta
(forse anche giocando sull'assonanza Marchi-Marchio??),
visto che oggi nessuno in Occidente ha più queste convizioni vetuste
sulle tecniche di meditazione. Solo poche persone anziate,
disinformate non in grado di comprendere la validità delle
ricerche scientifiche, potrebbero dire sul serio una cosa del
genere. Oppure mi vengono in mente quelle frasi del tipo "quando
c'era Mussolini i treni arrivavano in orario" (ma almeno quest'ultima
affermazione una minima connessione con la realtà oggettiva
ce l'ha...).
>Non posso dire o pensare che sfruttate il vero e grave malessere di
>alcune persone per arricchirvi con soluzioni non provate
>scientificamente (e non farmi vedere quella pagina del sedicente
>Istituto Scientia, non offendere la mia e tua intelligenza, perchè è
>come far certificare che al contadino che il suo formaggio è buono)?
A parte che "arricchire" è un po' difficile per un ente registrato
come
no-profit e il cui bilancio annuale deve sempre andare in pari...
Comunque, qualora tu dicessi sul serio, invece di perseverare nello
scherzo come di fatto stai facendo:
per invitarti a cambiare idea, ti invito ad usufruire gratis
(basta richiedercelo) del corso in italiano, cioè della
Tecnica Naturale Anti- Stress:
http://www.antistress.usa.gl/antistress/forum2.htm
Per inciso, il nostro sito in Italiano non fa quasi riferimento alla
Transcendental Meditation, il perché lo specifico più avanti.
Ovviamente continuo a non crederci, ma se davvero banalizzi così
l'esito di numerosi test condotti in condizioni scientifiche, allora
devi pensare altrettanto della "Transcendental Meditation"...
Per non citare poi i metodi "tradizionalmente" considerati scientifici,
come l'autoipnosi o il training autogeno, che si sono rivelati almeno
3 volte meno efficaci (cfr. GSR, Galvanic Skin Response, indice di
ansia, per non dire dell'incredibile aumento dell'intensità delle onde
alfa nell'attività cerebrale, indice di rilassamento e chiarezza
mentale,
e della loro sincronia tra i due emisferi e tra lobo frontale e
parietale),
o addirittura la psicoanalisi, che si dichiara scientifica solo nei
fondamenti ma non ha mai fornito risultati chiaramente validi.
> Querelate tutti come Scientology?
A parte che non quereliamo nessuno ma semmai veniamo querelati,
non vedo il riferimento a Scientology, che di scientifico non ha nulla,
tranne un vago riferimento nel nome, che accidentalmente fa eco
con "Istituto Scientia".
> Al momento non state facendo comparazione, attualmente state
> creando solo confusione fra un marchio registrato (debole o forte
> che sia) e il vostro prodotto.
Questa è una delle accuse (chiaramente infondate) della Maharishi
Foundation.
E' facile verificare il contrario, guardando la nostra pagina web:
http://www.natural-stress-relief.com/stress/mantra-meditation.htm
>Eppoi, scusa: anche se fosse che è solo comparazione, e che è tutto
>legale... Ma dovete proprio farlo?
Non vedo perché no, visto che questo riguarda la libertà di agire
in totale conformità alle leggi.
Faccio notare che negli USA, essendo il sistema totalmente
diverso, alcune azioni poco comprensibili in Italia possono lì
risultare
opportune e consigliabili.
Per esempio negli USA è stato possibile (per la Maharishi Foundation)
registrare il termine generico "Transcendental Meditation" come
Marchio,
cosa che sarebbe impossibile in Italia o anche in Gran Bretagna (dove
ci hanno provato inutilmente; a tal proposito, prova a guardare questo
sito,
dove si vende la Transcendental Meditation al di fuori
dell'organizzazione
ufficiale, ma conservando con lo stesso nome!
http://www.tm-meditation.co.uk ).
La legge americana però in qualche modo "compensa" questo fatto
permettendo ogni sorta di... "aggressione" contro il Marchio stesso
(cioè permette *tutto*, tranne una cosa e solo una: quella di usare lo
stesso nome).
Questo evita o riduce la possibilita di monopolizzare un prodotto o un
servizio (e purtroppo la Mantra Meditation attualmente è monopolizzata
dal marchio Transcendental Meditation). Io tuttavia insinuo che perfino
negli USA quel marchio non doveva essere registrato, poiché troppo
generico (e infatti, se avessimo i soldi, potremmo tentare un
"trademark challenge" per la cancellazione di tale registrazione, ma
non so quale esito avrebbe... credo 40% favorevole a noi).
>E' troppo difficile per voi pubblicizzarvi senza ricorrere alla
>comparazione?
Ho risposto sopra, spiegando che in America ciò non darebbe
frutti (e ciò l'abbiamo verificato in vari modi, sfruttando la potenza
di Google AdWords).
E ripeto, sarebbe giustizia "a senso unico" (cioè ingiustizia)
il dare un vantaggio alla Maharishi Foundation (che ha potuto
registrare il marchio su un termine generico molto usato dalla
gente) e poi negare agli altri (noi compresi) di sfruttare le altre
possibilità offerte dalla legge americana (anche se risultano
difficilmente accettabili in Italia - ma in Italia non sarebbe stato
possibile registrare tale termine come Marchio, così come non
lo è stato in GB).
>Mostrate che il prodotto è
>bello, fico ed economico: se avete ragione il mercato vi premierà.
Questo è ciò che sta avvenendo in Italia:
http://www.natural-stress-relief.com
Cari saluti;
ricordati del "bonus" sulla Tecnica Naturale Anti-Stress
Fabrizio Coppola
Istituto Scientia
Panorama:
http://www.panorama.it/scienze/scoperte/articolo/ix1-A020001020437
La Repubblica inserto Satute:
http://www.segreto.net/segreto/repubblicasalute.htm
RAI Radio 2:
http://www.segreto.net/segreto/intervista2.htm#stress
Kataweb Salute:
http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,4792,00.html
Guide SuperEva:
http://guide.supereva.com/filosofie_orientali/interventi/2004/07/167077.shtml
Time (in inglese):
http://www.time.com/time/covers/1101030804/